Non solo i turisti stranieri (il 70% del totale sotto la Mole) e quelli nostrani, ma anche i molti torinesi che non sono fuggiti verso mari e monti, potranno trascorrere un ferragosto tutto torinese all’insegna – soprattutto – della cultura. L’iniziativa Musei Aperti, consentirà di visitare l’ampia gamma di strutture museali aperte per ferie, da Palazzo Reale, al Museo del Risorgimento, al Museo Egizio. Aperti anche il Museo dell’Automobile e il Museo del Cinema.
La Fondazione Torino Musei consentirà di accedere a Palazzo Madama, GAM, MAO e Giardino e Rocca del Borgo Medievale al prezzo politico di 1 euro e con l’aggiunta di solo un altro euro si potranno visitare pure le mostre allestite.
A Venaria è di scena il 14 sera il Galà di Ferragosto con cocktail, musica e i fuochi d’artificio al Gran Parterre del Parco alto, con l’opportunità di visitare la residenza reale e i suoi splendidi giardini.
A Palazzo Madama, il Cocktail con Marilyn Monroe in un clima anni Cinquanta con gustosi cocktail ispirati a Marilyn Monroe, dal Manhattan al Marilyn Martini. Al parco Zoom Torino fino al 20 è di scena lo show circense con la compagnia internazionale di nouveau cirque Les Farfadais, tra fantasia, arte acrobatica e amore per la natura a cura dei fratelli Haffner.
Sarà invece Sestriere il palcoscenico del Concerto di Ferragosto 2016, trasmesso in diretta
nazionale su Rai 3. A dieci anni dai Giochi Olimpici e Paralimpici di Torino 2006, in località Monterotta, nei pressi della Fontana degli alpini, balcone naturale sulle montagne piemontesi, l’Orchestra Sinfonica Bartolomeo Bruni di Cuneo, diretta da Antonio Mappero Merlo, darà vita all’appuntamento musicale diventato oramai tradizionale nel panorama televisivo dell’estate italiana. Un’edizione dedicata al giornalista Rai Gianfranco Bianco, recentemente scomparso, e
presentatore dell’evento fin dalla prima edizione nel 1981.Il concerto è stato organizzato dal Comune di Sestriere in sinergia con la Regione Piemonte e con l’Unione montana comuni olimpici Via Lattea.
Un’esibizione d’alta quota, sopra i 2000 metri di altitudine, eppure facilmente accessibile al pubblico attraverso un breve percorso pianeggiante dal centro abitato di Sestriere. In programma anche un servizio di navetta per le persone con disabilità e per i parcheggi posti alle estremità del territorio della cittadina piemontese.
(foto: il Torinese)
Il procedimento a Stephan Schidheiny, il multimilionario svizzero, già proprietario dell’Eternit, dunque, potrà andare avanti.
La regola di giudizio cui si dovrà attenere il Gup di Torino è quindi la seguente: “Sulla base della triade condotta-nesso causale-evento naturalistico, il giudice può affermare che il fatto oggetto del nuovo giudizio è il medesimo solo se riscontra la coincidenza di tutti questi elementi, assunti in una dimensione empirica, sicché non dovrebbe esservi dubbio, ad esempio, sulla diversità dei fatti, qualora da un’unica condotta scaturisca la morte o la lesione dell’integrità fisica di una persona non considerata nel precedente giudizio, e dunque un nuovo evento in senso storico. Ove invece tale giudizio abbia riguardato anche quella persona occorrerà accertare se la morte o la lesione siano già state specificamente considerate, unitamente al nesso di causalità con la condotta dell’imputato, cioè se il fatto già giudicato sia nei suoi elementi materiali realmente il medesimo, anche se diversamente qualificato per il titolo, per il grado e per le circostanze”. Insomma: per i casi nuovi, mai stati oggetto di contestazione nel primo processo, si può e si deve andare avanti; stesso discorso per i decessi che invece erano già indicati nel primo capo di imputazione, dal momento che neppure questi sono stati oggetto di specifico accertamento”.
Le trame dei film
Bastille Day: il colpo del secolo – Azione. Regia di James Watkins, con Richard Madden, Idris Elba e Kelly Reilly. Un giovane borseggiatore americano ruba nel cuore di Parigi una borsa contenente una bomba che regolarmente scoppierà in una affollata stazione del metrò. Michael ci mettere un bel po’ a convincere l’agente di colore della Cia di non essere coinvolto in un attentato di matrice terroristica: insieme i due dovranno collaborare per sventare una rapina alla Banca nazionale francese. Durata 92 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Massaua, Reposi, The Space, Uci)
Cell – Horror. Regia di Tod Williams, con John Cusak e Samuel J. Jackson. Dal romanzo del maestro del brivido Stephen King, anche autore dell’adattamento per lo schermo con la collaborazione di Adam Alleca (“L’ultima casa a sinistra”). Ovvero quando la tecnologia, quella che continuamente acquistiamo e compulsivamente ogni giorno usiamo, prenderà il sopravvento sull’essere umano, portandolo senza via d’uscita al male, inevitabile, in un domani non troppo lontano: che faremo allora quando, rispondendo al proprio cellulare, un indefinito segnale elettronico ci coinvolgesse e facesse di ognuno di noi un assassino? Durata 98 minuti. (Ideal, Lux sala 3, Massaua, The Space, Uci)
Julieta – Drammatico. Regia di Pedro Almodòvar, con Adriana Ugarte e Emma Suarèz. L’autore di “Volver” ha tratto il suo ultimo film, presentato in concorso a Cannes ma che la regia non ha considerato nella attribuzione dei premi finali, da alcuni racconti di Alice Munro. Una madre, in una lunga lettera indirizzata ad una figlia che non vede da anni, ricorda i momenti salienti della sua vita. Durata 99 minuti. (Greenwich sala 1)
Mother’s day – Commedia. Regia di Garry Marshall, con Jennifer Aniston, Kate Hudson e Julia Roberts. Dall’acclamato regista di “Pretty woman” e “Capodanno a New York” un film dedicato alle donne, o meglio alle mamme, nei giorni che precedono la loro festa annuale. Commedia corale: c’è la madre divorziata con figli cui non va proprio giù il nuovo matrimonio dell’ex, c’è chi va alla ricerca della propria vera madre, c’è chi deve risolvere i rapporti conflittuali con il proprio figlio, c’è anche il padre che deve rivestire le vesti di madre e badare alle due figlie adolescenti, c’è la figlia già cresciuta che riscopre il proprio rapporto con la madre non più giovanissima. Durata 118 minuti. (Reposi)
La pazza gioia – Commedia drammatica. Regia di Paolo Virzì, con Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, Tommaso Ragno e Marco Messeri. “Clinicamente pazze”, Beatrice Morandini Valdirana e Donatella Morelli sono ospiti di Villa Biondi, un centro per malattie mentali sulle colline pistoiesi, l’una egocentrica e logorroica, l’altra tatuatissima e fragile, solitaria, cui la legge ha tolto il figlio per affidarlo in adozione ad una coppia. Nonostante le diversità che le dividono, le due donne fanno amicizia, sentono il bisogno l’una dell’altra, fuggono, vivono appieno “una breve vacanza”, provano a inseguire una vita nuova sul filo sottile della “loro” normalità. Grande successo alla Quinzaine di Cannes per le interpreti e per l’autore del “Capitale umano”. Durata 118 minuti. (Ambrosio sala 2)
Press – Commedia. Regia di Paolo Bertino e Alessandro Isetta, con Mario Acampa. La storia di Maurizio, dipendente come il suo cameraman Luca della emittente regionale Rete Unita 2 che pensa a tagli di personale. In un clima di incertezze aziendali, il giovane giornalista “ritocca” i fatti di cui deve dare notizia, li accresce o li sminuisce, li falsa. Mentre l’idea del licenziamento si fa sempre più concreta, Maurizio decide di inventarsi l’ultima notizia, sconcertante, imprevedibile, che dovrà inevitabilmente fare parlare di sé. Interamente girato a Torino. Durata 90 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse)
più di un centinaio di anni fa dalla fantasia di Edgar Williams Burroughs. Come Lord Greystock, su richiesta del Primo Ministro inglese, deve tornare in Africa (gli esterni sono stati realizzati in Gambia) con l’amatissima Jane, al seguito di una importante missione istituzionale: ma dovrà ben presto abbandonare gli abiti civili per abbracciare perizoma e liane e combattere un losco traffico che si nasconde tra i cattivi della spedizione, il perfido capitano Rom (Waltz) in primo luogo. Durata 109 minuti. (Ideal, Massaua, F.lli Marx sala Groucho e Chico, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
Tom à la ferme – Dramma. Regia di Xavier Dolan, con Xavier Dolan, Pieere-Yves Cardinal e Lise Roy. Il giovane Tom lascia Montréal per raggiungere un piccolo borgo rurale, nell’interno del Canada, dovrà partecipare al funerale di Guillaume, morto in un incidente d’auto, con cui ha vissuto una storia d’amore bellissima. Ma i familiari di Guillaume sono all’oscuro di tutto, la madre ignora l’omosessualità del figlio, il fratello Francis costringe Tom a mentire sui suoi rapporti con il defunto. Tra i due ragazzi s’instaura un legame di attrazione e di odio che Dolan, premiato all’ultimo festival di Cannes per “Juste la fin du monde” (dal 1° dicembre sui nostri schermi distribuito da Lucky Red), narra nel clima chiuso e ossessivo di un nucleo familiare con una sensibilità e con una padronanza di narrazione davvero esemplari. Durata 105 minuti. (Classico)
popolare (repubblicani moderati, socialisti, comunisti e cattolici baschi autonomisti). I rivoltosi confidavano di ottenere in pochi giorni un successo pieno, ma le forze governative, appoggiate da operai e contadini, stroncarono la ribellione a Madrid, Barcellona e in molti centri industriali del Nord e dell’Est. Ciononostante i ribelli riuscirono ad imporsi in Navarra, Galizia e Nuova Castiglia e ad occupare le principali città dell’Andalusia come Cadice, Cordoba e Siviglia. Migliaia di uomini e donne accorsero volontariamente ad ingrossare i reparti della milizia popolare in difesa della Repubblica e in quasi tutte le fabbriche si crearono battaglioni di operai. Il peso dei primi combattimenti fu sostenuto da questi reparti non addestrati e male armati ma furono proprio quest’ultimi ad impedire il compimento del colpo di stato, attaccando, spesso disarmati, le caserme, recuperando armi, convincendo i soldati di leva a passare dalla parte del popolo. Iniziò così la sanguinosa guerra civile che durò tre anni, fino al 1939.Francisco Franco chiese aiuto a Italia e Germania, che non si fecero pregare, inviando immediatamente una flotta aereo-navale in grado di fare da ponte tra il Marocco e il sud della Spagna. I falangisti del Generalísimo, furono così in grado di sostenere una guerra di lunga durata, grazie all’aiuto delle truppe italo-tedesche e degli ingenti mezzi militari e denaro. Il contingente inviato da Benito Mussolini arrivò a sessanta mila soldati nel gennaio 1937. Un numero ben superiore ai seimila tedeschi della divisione Condor ( gli esecutori del bombardamento della città basca di Guernica, episodio che venne immortalato nel
celebre ed omonimo quadro di Pablo Picasso). A fianco del legittimo governo, presieduto dal socialista Francisco Largo Caballero, si schierarono solo l’Unione Sovietica e il Messico che, seppur non entrando ufficialmente in guerra, cercarono di sostenere i repubblicani di Spagna con ogni mezzo. Le grandi democrazie europee (Gran Bretagna e Francia in testa) mantennero invece una posizione ambigua e di sostanziale neutralità che finì per favorire tragicamente i franchisti.Lo sdegno per quanto avveniva in terra iberica scosse le coscienze di gran parte dell’opinione pubblica democratica e migliaia di volontari accorsero da tutto il mondo per dare vita alle Brigate Internazionali, combattendo in difesa della Repubblica. Carlo Rosselli, socialista e antifascista (che nel 1937 venne ucciso in Francia insieme al fratello Nello da sicari legati al regime fascista ) pronunciò una frase rimasta nella storia: “Oggi a Madrid domani a Roma, siamo antifascisti poiché non misuriamo la patria a cannoni e a frontiere, la nostra patria corrisponde con quella di tutti gli uomini liberi”. I volontari “internazionali” furono sessantamila ( dei quali quattromila italiani) , provenendo da più di cinquanta nazioni dei cinque continenti. Uomini che, attraversando i confini, solcando i mari e rischiando la propria vita si impegnarono su diversi fronti in oltre due anni di battaglie come quelle di Madrid e Guadalajara, nelle grandi offensive repubblicane su Belchite, Teruel e sull’Ebro. Tra questi, intellettuali del calibro di George Orwell, Ernest Hemingway, John
Dos Passos, che combatterono, scrissero romanzi e reportages, osservarono e raccontarono. Nel tardo autunno del 1938, pressato dalle democrazie occidentali impegnate nella politica del “non intervento“, il governo repubblicano decise il ritiro dal fronte delle Brigate internazionali, che tennero una memorabile parata di addio – la “despedida” – il 29 ottobre del 1938 a Barcellona,salutati da Dolores Ibárruri, la “pasionaria” con un memorabile discorso di commiato. Pochi mesi dopo, il 28 marzo 1939, i nazionalisti – dopo la caduta di Barcellona e della Catalogna – occuparono Madrid e Valencia. La guerra civile, dopo tre anni di violenti combattimenti e più di un milione di morti, finiva con la caduta della Repubblica e l’inizio della lunga dittatura del “Caudillo” Francisco Franco. Si era ormai alla vigilia della seconda guerra mondiale e la guerra civile spagnola ne aveva rappresentato, nei fatti, la prova generale. In quei giorni Adolf Hitler intimava la “restituzione” di Danzica e di lì a poco avrebbe ordinato alla Wehrmacht di varcare i confini della Polonia, invadendola. Al secondo conflitto mondiale la Spagna, dilaniata dal conflitto interno, non prese parte, permettendo al regime franchista di sopravvivere fino al 1975, a differenza di quelli fascista e nazista, continuando a reprimere gli oppositori con la “feroz matanza“.
Le trame dei film
Hathaway, Mia Wasikowska e Helena Bonham Carter. Alice, attraversato uno specchio magico, si ritrova nel Sottomondo dove incontra gli amici di sempre, lo Stregatto, il Bianconiglio e il Cappellaio Matto, quest’ultimo del tutto in crisi avendo perso la sua “moltezza”. Mirana manderà Alice alla ricerca della Chronosphere, un oggetto metallico che regola il trascorrere del tempo. Dovrà salvare il Cappellaio prima dello scadere del tempo. Durata 108 minuti. (Uci)
Angry Birds – Il film – Animazione. Regia di Fergal Reilly e Clay Keytis. Un’isola dove vi sono uccelli che quasi non sanno volare, tre di essi – il collerico Red, il velocissimo Chuck, l’esplosivo Bomb – vivono emarginati dal resto dei pennuti. Ma quando l’isola verrà invasa da una masnada di maiali verdi che la vorrebbero fare da padroni, non dovranno i tre dimostrare il loro coraggio e la disperata ricerca della salvezza comune? Durata 97 minuti. (Ideal, Massaua, Lux sala 2, The Space, Uci)
Gueros – Drammatico. Regia di Alonso Ruizpalacios, con Tenoch Huerta, Ilse Salas e Sebastiàn Aguirre. A Città del Messico, alla fine del secolo scorso. Il giovane Tomàs spinge il fratello Federico a correre in ospedale non appena viene a sapere che quello che da sempre è il suo cantante preferito, Epigmenio Cruz, è in fin di vita. Ma non appena arrivati, scoprono che l’uomo è scomparso. Con l’amico Santos e con la giovane e ribelle Ana, antico amore di Federico, inizieranno un’avventura attraverso il Messico alla ricerca del loro idolo. Miglior opera prima al Festival di Berlino di due anni fa, un viaggio di formazione, di ribellione, di giovinezza. Durata 106 minuti. (Centrale v.o.)
It follows – Horror. Regia di David Robert Mitchell, con Maika Monroe, Jake Weary e Daniel Zovatto. “Per la lucidità con cui elabora uno schema classico del genere horror, offrendo una scansione psicologica del tema della fine dell’adolescenza che si connota come riflessione sui sensi di colpa nutriti dalla società. In un’opera marcata da una struttura ad altissima tensione…”: così si esprime il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani nella propria segnalazione. Un film da non perdere, specialmente per gli amanti del genere. Girato con appena due milioni di dollari, il film ha portato anche in primo piano il nome della protagonista: lei è la giovane Jay, in una Detroit notturna e piena di pericoli, che all’improvviso si ritrova legata a una sedia, nell’oscurità di un capanno. Il ragazzo con cui ha appena fatto sesso le confessa che una “cosa” si è impossessata di lei, una creatura del male che le si potrà presentare sotto le più diverse apparenze, un famigliare, un individuo incrociato tra la folla, un conoscente fidato. Durata 100 minuti. (Massaua, Classico, Ideal, The Space, Uci)
Dragon Blade – La battaglia degli imperi – Avventura. Regia di Daniel Lee, con John Cusack, Adrien Brody e Jackie Chan. Quando la Cina e la Roma degli imperatori s’incontrano. Chiedendo perdono per gli ingredienti storici che vacillano quando non rovinano al suolo più che ignominiosamente, siamo nel 48 a.C. e il generale romano Lucio si presenta al potente Huo An: ha il compito di proteggere il giovane Publio dal fratello maggiore Tiberio assetato di potere. Tra i due uomini nasce un’amicizia che li farà contrastare insieme l’assalitore. Durata 101 minuti. (Uci)

The Nice Guys – Azione. Regia di Shane Black, con Russell Crowe e Ryan Gosling. Dirige l’inventore della saga “Arma letale”, star Gibson e Glover. Per l’occasione, i due guys sono, nella Los Angeles degli anni Settanta, un investigatore privato, alcolizzato e padre single della tredicenne Holly, e un detective molto sui generis, costretti ad allearsi dal momento che hanno qualche faccenda poco pulita da sbrigare e soprattutto perché qualcuno li vuole morti. Durata 116 minuti. (Uci)
“In punta di piedi”, il racconto autobiografico di Antonio Amedeo ( pubblicato dalla novarese “Lampi di stampa”) riassume in poco più di centoventi pagine la storia “straordinariamente normale” dell’autore
sindacale. E’ veramente bravo e dalla Lombardia al Veneto, dalla Toscana all’Umbria, il suo lavoro gli fa guadagnare stima e affetto di molti. Un’esperienza preziosa e gratificante ( sulla quale scrive anche un libro che la riassume: “La testa, le braccia e il cuore” ), nonostante qualche “boccone amaro” che dovrà mandar giù e che lo riporterà, poco prima della pensione, a varcare di nuovo i cancelli della Candy. I ricordi di Amedeo fluiscono nel suo racconto, alternandosi tra i momenti belli e quelli tristi e difficili, come nel caso della morte dei propri cari. Ci fa partecipare alla vita della sua famiglia e, nello stesso tempo, di una comunità con le speranze e i sogni, le preoccupazioni e le difficoltà di tanti. Se posso dare un consiglio spassionato, invito tutti a leggerlo perché strapperà sorrisi e farà riflettere, consentendo ai più di paragonare la propria vita a quella dell’autore che, ancora oggi, tra gli impegni di famiglia, le passeggiate in montagna e il volontariato alla Casa della Resistenza, trova il tempo per dare qualcosa agli altri. “In punta di piedi” è un regalo che Antonio Amedeo ci ha fatto. Un bel regalo da parte di una bella persona.
Si sentiva nell’aria, anche i maggiorenti Pd che abbiamo incontrato in queste ultime ore percepivano chiaramente che il vento stava girando
dichiaratamente o no hanno votato per Appendino anche per affossare il cosiddetto “sistema Torino” ha certamente giovato alla candidata pentastellata. Una giovane “madamin” fresca e rassicurante, dalle caratteristiche anche un po’ borghesi che ai torinesi piacciono tanto. Non ha spaventato i torinesi moderati come fece Raffaele Costa nel 1997, che perse per un soffio contro Castellani, proprio per la sua irruenza che non piacque ai “bogia nen” sabaudi
. Onore alle armi per Fassino: politico e amministratore di rango, che nel bene e nel male ha governato una città che si è trasformata dal punto di vista urbanistico e turistico. Una metropoli con i problemi (come tutte le altre) legati alla disoccupazione e all’immigrazione. Ma l’ondata popolare, quando esplode – un po’ come avvenne 20 anni fa con il trionfo del berlusconismo o a fine anni 80 con l’avanzata leghista – è inarrestabile. In bocca al lupo alla nuova sindaca e alla sua squadra. Ora dovranno dimostrare di sapere amministrare al di là degli slogan e di (almeno alcune) proposte velleitarie, con provvedimenti che incidano realmente sulla vita dei cittadini. Che chiedono sì onestà, ma altrettanta capacità da parte di chi li governa.
La guerra di Liberazione delle Forze Armate Italiane
Il documento porta la firma del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e dal segretario di stato francese per i trasporti Alan Vidalies. Hollande: “Matteo può essere quello che ha messo fine a tutte le discussioni propedeutiche a questi lavori”
