La Croce Verde Torino sezione di San Mauro Torinese, nell’ambito delle diverse iniziative organizzate a San Mauro riguardanti l’emergenza caldo, informa i cittadini che nelle giornate del 6, 13 e 27 agosto aprirà la propria sede in via Dora, 5 a gruppi di anziani in qualità di persone maggiormente a rischio durante le ondate di calore, per i possibili effetti negativi sulla salute

Durante le tre domeniche di agosto del 6, 13 e 27, dalle ore 15 alle 18, gli ospiti godranno della compagnia dei volontari della Croce Verde e potranno assistere a spettacoli musicali, teatrali e cinematografici e, ai fini della prevenzione, avere informazioni utili sui rischi domestici e le chiamate di emergenza. Verranno inoltre offerte bevande e merende.
Gioacchino Garofalo, responsabile Croce Verde Torino, sezione San Mauro Torinese: «L’iniziativa della Croce Verde a favore degli anziani, patrocinata dal Comune di San Mauro, è organizzata in collaborazione con il Sea, Servizio Emergenza Anziani che individuerà di volta in volta, visti i limitati posti disponibili, le persone soggette a maggiore rischio o necessità. La Croce Verde, inoltre, metterà a disposizione personale e mezzi per il trasporto di eventuali ospiti con difficoltà di mobilità. Il rimborso di eventuali spese, sostenute da Croce Verde, sarà a cura del Comune di San Mauro Torinese».
La Croce Verde Torino aderente all’Anpas, Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, grazie ai suoi 1.356 volontari e 76 dipendenti effettua oltre 78 mila servizi annui. Si tratta di trasporti in emergenza urgenza 118, prestazioni convenzionate con le Aziende sanitarie locali, assistenza sanitaria a eventi e manifestazioni sportive con una percorrenza di circa 1.280.000 chilometri. La Croce Verde Torino conta cinque sedi operative distaccate nei comuni di Alpignano, Borgaro-Caselle, Ciriè, San Mauro Torinese e Venaria Reale, dispone di 53 ambulanze, 3 mezzi attrezzati al trasporto disabili e 28 autoveicoli per servizi socio sanitari e di protezione civile. Dal 1907 insieme ai cittadini nello spirito di “Volontari da 110 … e Lode”.
Grugliasco (To), 31 luglio 2017



sono “tutti belli”. D’accordo, le agiografie sono stucchevoli, ma certi articoli che rimestano su cose di trent’anni fa e su novantenni ammalati e suicidi non appaiono accettabili in termini morali. La libertà di stampa è cosa sacrosanta, ma il dovere del silenzio a volte prevale. Quando morì Giorgio Cavallo ex rettore dell’Università implicato nella vicenda P2, nessuno ebbe il cattivo gusto di scriverlo sui giornali. Cavallo era un microbiologo di fama internazionale, Coda Zabet, ex socialista, novantenne e suicida, un signor nessuno, quindi la sua morte poteva tranquillamente passare del tutto inosservata. I giornalisti che hanno scritto di Zabet sono persone professionalmente molto stimabili, ma a volte, a tutti, può scappare la parola di troppo. E’ umano che succeda e non si deve farne un dramma. Giulio De Benedetti e Alberto Ronchey -posso testimoniarlo- davano ordine di ignorare i suicidi. Quanto si legge in queste ore su Francesco Coda Zabet , esponente socialista torinese di secondo o terzo piano(non era certo un ras) di cui si suppone il suicidio dopo una scomparsa improvvisa, mi ha amareggiato. Le vere cordate che rovinarono il socialismo torinese furono le cordate “regionali” di matrice meridionale di cui ancora oggi c’è traccia in altri partiti. Ma alcuni capi cordata come Franco Froio , quando morirono, non furono ghigliottinati sulla pubblica piazza. E basterebbe leggere il bel libro di Paola Bellone su Bruno Caccia, per rendersi conto della figura controversa dell’on. Froio, fiduciario di Mancini in Piemonte.
È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale la manifestazione di interesse per partecipare, in partenariato con la Regione Piemonte, all’avviso pubblico del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il “finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza delle donne anche in attuazione della convenzione di Istanbul”.
contrasto alla violenza delle donne anche in attuazione della convenzione di Istanbul”.
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
consultazione dei torinesi per chiedere se intraprendere la via della messa a gara del servizio, o di una parte di esso, affidandolo a più soggetti, rompendo così il monopolio e aprendo alla concorrenza (in poche parole, liberalizzando il servizio, non necessariamente privatizzandolo), sia un’opportunità concreta da praticare.
Intanto a Roma i
Nel primo semestre allacciati ulteriori 350 condomini alla rete di teleriscaldamento di Torino. Dall’autunno al via il servizio di raccolta porta a porta a San Salvario con il coinvolgimento di 30.000 persone
non dover cedere punti agli avversari e quando lo passavano in categoria “B” si arrabbiava. Dava il meglio di sè quando era sotto pressione. Ha vinto sette pallini d’oro e un numero incalcolabile di premi minori, ma ha tenuto per sè soltanto qualche trofeo e poche coppe, preferiva lasciarli ai soci dato che non sapeva dove metterli. Di tutto ciò che ha vinto, ha conservato soltanto le medaglie di nessun valore in quanto “non di metallo prezioso” ma che tuttavia definiva come le più importanti dato che erano quelle dei campionati e che aveva appeso in casa in un medagliere imponente. Da qualche anno si era ritirato dalla vita sportiva ma come “selezionatore” era riuscito nella improbabile impresa di condurre la squadra di Cafasse alla finale dei campionati nazionali in Sardegna ed era davvero molto orgoglioso della targa che la comunità cafassese, con una cerimonia a sorpresa, gli ha consegnato per ringraziarlo. Se l’è portato via una di quelle perfide malattie. Eppure, nemmeno la malattia è riuscita a scalfirne il carattere e la forza. È andato via, quasi scivolato fuori, alle 20,57 di giovedì 27 luglio 2017 combattendo fino all’ultimo contro la malattia con lo stesso carattere che sfoderava sul campo da gioco. Ci sembra giusto ricordarne l’eccezionale abilità e la sua correttezza sportiva…
Dichiarazione di Igor Boni e Silvja Manzi, direzione nazionale Radicali italiani e coordinatori Associazione radicale Adelaide Aglietta:
scritto e diretto da Enzo Dino. Il film parla della storia di due pazienti oncologici, Federica ed Ascanio, che si incontrano per caso in day hospital, e condividono una parte del loro percorso di malattia. Si tratta di due figure molto diverse: lei è una giovane neolaureata, lui è un imprenditore di mezza età. L’amicizia, nata in ospedale, arricchirà entrambi e li porterà a condividere anche la scrittura di un libro, testimonianza della loro storia e dello spirito con il quale hanno affrontato la malattia. Il cortometraggio ha visto la partecipazione di Stefano Saccotelli nel ruolo di Ascanio e di Elena Rotari nel ruolo di Federica. Hanno partecipato alla realizzazione anche alcuni medici ed infermieri dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino. Le scene ospedaliere sono state girate negli ambienti dell’Oncologia Medica dell’ospedale.