Questa sera il capolavoro nel nuovo allestimento di Pierre Emmanuel Rousseau e Francesco Lanzillotta sul podio
Giovedì 30 aprile, al Teatro Regio di Torino, alle 20.30, andrà in scena l’Anteprima Giovani de “I Puritani”, la nuova produzione del capolavoro di Vincenzo Bellini, la partitura più romantica tra le gemme del compositore siciliano, vertice assoluto del Belcanto italiano. Mercoledì 6 maggio, alle 19.30, andrà in scena per sei recite, fino al 17 maggio, l’opera belliniana. Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito da Gea Garatti Ansini, ci sarà Francesco Lanzillotta.
In scena, protagonisti del calibro del tenore statunitense John Osborn, nel ruolo di Arturo, Gilda Fiume, nel ruolo di Elvira, Nicola Ulivieri, nei panni di Sir George Valton, e il baritono Simone Del Savio, nel ruolo di Riccardo, che assicurano un’esecuzione musicale di primo livello nel nuovo allestimento firmato da Pierre Emmanuel Rousseau. Si ricrea così il sodalizio Rousseau-Lanzillotta, già apprezzato al Regio nella “Norma” oltre che ne “La rondine” di Puccini.
Pierre Emmanuel Rousseau torna al Teatro Regio per raccontare a modo suo la storia di Elvira e Arturo nel tempo sospeso della guerra civile inglese , un conflitto tra amore e dovere, tra fedeltà privata e responsabilità pubblica. Nel gesto di Arturo, che salva una regina sacrificando la propria felicità, si consuma una frattura irreparabile. Elvira, smarrita, sprofonda nella follia, mentre il mondo che la circonda si disgrega. Rousseau, dopo aver inaugurato, con “Il barbiere di Siviglia”, la stagione 2023, e aver firmato “La rondine” nel 2024, in tandem con Francesco Lanzillotta, porta a Torino una nuova creazione di cui firma regia, scene e costumi. Le luci e la produzione sono di Gilles Gentner, la coreografia di Carlo D’Abramo, Achille Jourdain è assistente alla regia e Guillemine Burin des Roziers è assistente alle scene. Artista dalla forte impronta visiva, il regista propone una lettura intimista ed elegante, a meta tra il neoclassicismo e il romanticismo: al centro della sua interpretazione si colloca la figura di Elvira, sola e smarrita in un mondo dominato dal conflitto.
“Una donna “sola”, Elvira, al centro di una guarnigione di soldati…la ragione vacilla, ama perdutamente Arturo, il rivale politico. Si sente abbandonata, lotta contro le allucinazioni. ‘I Puritani’ è la storia di questa donna preda della follia – ha dichiarato Rousseau”.
In questa nuova produzione, la dimensione drammaturgica è fortemente intrecciata con una forte visione del tempo e della memoria. Nella successione dei tre atti, le scenografie si trasformano progressivamente in rovine dal sapore romantico, mentre costumi si fanno via via più consunti, sognando il logorarsi delle certezze e dell’identità. Il cast riunisce voci in grado di restituire la purezza e la vertiginosa difficoltà della scrittura belliniana. Gilda Fiume, che interpreta Elvira, torna al Regio dopo “La traviata” del 2021 e “Norma” del 2022; nel ruolo di Arturo, cavaliere e partigiano degli Stewart, il grande John Osborn, specialista del repertorio belcantistico e romantico, dalla straordinaria intensità espressiva, nuovamente al Regio dopo il trionfo personale in “Hamlet” e “Fille du régiment”. Accanto a loro, Nicola Ulivieri, tra i più autorevoli bassi della scuola italiana, riprende Sir George Valton, personaggio con cui aveva conquistato il pubblico torinese 11 anni fa. Nel ruolo di Riccardo spicca il baritono Simone Del Savio, della scuola di canto del Conservatorio di Torino, applaudito in tutto il mondo, al Regio in “Don Pasquale” e “Turandot”. Completano il cast Andrea Pellegrini, nel ruolo di Gualtiero, Chiara Tirotta, nella Dama di Villaforte e Saverio Fiore, nel ruolo di Bruno.
“I Puritani” furono composti nel 1834 su libretto di Carlo Pepoli, dal dramma storico “Têtes rondes and cavaliers” di Jacques François Polycarped Ancelot e Joseph Xavier Boniface Santine, a sua volta ispirato a un romanzo di Walter Scott, e rappresentati a Parigi per la prima volta nel 1935, il 24 gennaio, al Théâtre Italien di Parigi. Rappresentano la quinta essenza del linguaggio belliniano: una partitura di estrema raffinatezza costruita su equilibri sottilissimi tra voci e orchestra, in cui tensione e abbandono, estasi e tormento si fondono in un canto di straordinaria purezza. La guerra civile inglese fa da sfondo al più classico dei triangoli amorosi: Elvira, figlia del Governatore puritano, ama il cavaliere Arturo, sostenitore degli Stewart, suscitando la gelosia di Riccardo. Il giorno delle nozze, Arturo sceglie di salvare la regina Enrichetta di Francia, prigioniera dei Puritani, fuggendo con lei e compromettendo il proprio destino. Elvira, convinta di essere stata tradita, sprofonda nella follia, mentre Arturo viene condannato a morte. Solo il loro ricongiungimento e l’amnistia proclamata dal vittorioso Cromwell scioglieranno il conflitto, restituendo ai due amanti la speranza e la felicità.
Info: biglietti online su www.teatroregio.torino.it – biglietteria in piazza Castello 215, Torino – 011 8815241/242
Mara Martellotta

