Il capolavoro di Bellini, Anteprima Giovani al Teatro Regio de “I Puritani”

Questa sera il capolavoro nel nuovo allestimento di Pierre Emmanuel Rousseau e Francesco Lanzillotta sul podio

Giovedì 30 aprile, al Teatro Regio di Torino, alle 20.30, andrà in scena l’Anteprima Giovani de “I Puritani”, la nuova produzione del capolavoro di Vincenzo Bellini, la partitura più romantica tra le gemme del compositore siciliano, vertice assoluto del Belcanto italiano. Mercoledì 6 maggio, alle 19.30, andrà in scena per sei recite, fino al 17 maggio, l’opera belliniana. Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito da Gea Garatti Ansini, ci sarà Francesco Lanzillotta.

In scena, protagonisti del calibro del tenore statunitense John Osborn, nel ruolo di Arturo, Gilda Fiume, nel ruolo di Elvira, Nicola Ulivieri, nei panni di Sir George Valton, e il baritono Simone Del Savio, nel ruolo di Riccardo, che assicurano un’esecuzione musicale di primo livello nel nuovo allestimento firmato da Pierre Emmanuel Rousseau. Si ricrea così il sodalizio Rousseau-Lanzillotta, già apprezzato al Regio nella “Norma” oltre che ne “La rondine” di Puccini.

Pierre Emmanuel Rousseau torna al Teatro Regio per raccontare a modo suo la storia di Elvira e Arturo nel tempo sospeso della guerra civile inglese , un conflitto tra amore e dovere, tra fedeltà privata e responsabilità pubblica. Nel gesto di Arturo, che salva una regina sacrificando la propria felicità, si consuma una frattura irreparabile. Elvira, smarrita, sprofonda nella follia, mentre il mondo che la circonda si disgrega. Rousseau, dopo aver inaugurato, con “Il barbiere di Siviglia”, la stagione 2023, e aver firmato “La rondine” nel 2024, in tandem con Francesco Lanzillotta, porta a Torino una nuova creazione di cui firma regia, scene e costumi. Le luci e la produzione sono di Gilles Gentner, la coreografia di Carlo D’Abramo, Achille Jourdain è assistente alla regia e Guillemine Burin des Roziers è assistente alle scene. Artista dalla forte impronta visiva, il regista propone una lettura intimista ed elegante, a meta tra il neoclassicismo e il romanticismo: al centro della sua interpretazione si colloca la figura di Elvira, sola e smarrita in un mondo dominato dal conflitto.

“Una donna “sola”, Elvira, al centro di una guarnigione di soldati…la ragione vacilla, ama perdutamente Arturo, il rivale politico. Si sente abbandonata, lotta contro le allucinazioni. ‘I Puritani’ è la storia di questa donna preda della follia – ha dichiarato Rousseau”.

In questa nuova produzione, la dimensione drammaturgica è fortemente intrecciata con una forte visione del tempo e della memoria. Nella successione dei tre atti, le scenografie si trasformano progressivamente in rovine dal sapore romantico, mentre costumi si fanno via via più consunti, sognando il logorarsi delle certezze e dell’identità. Il cast riunisce voci in grado di restituire la purezza e la vertiginosa difficoltà della scrittura belliniana. Gilda Fiume, che interpreta Elvira, torna al Regio dopo “La traviata” del 2021 e “Norma” del 2022; nel ruolo di Arturo, cavaliere e partigiano degli Stewart, il grande John Osborn, specialista del repertorio belcantistico e romantico, dalla straordinaria intensità espressiva, nuovamente al Regio dopo il trionfo personale in “Hamlet” e “Fille du régiment”. Accanto a loro, Nicola Ulivieri, tra i più autorevoli bassi della scuola italiana, riprende Sir George Valton, personaggio con cui aveva conquistato il pubblico torinese 11 anni fa. Nel ruolo di Riccardo spicca il baritono Simone Del Savio, della scuola di canto del Conservatorio di Torino, applaudito in tutto il mondo, al Regio in “Don Pasquale” e “Turandot”. Completano il cast Andrea Pellegrini, nel ruolo di Gualtiero, Chiara Tirotta, nella Dama di Villaforte e Saverio Fiore, nel ruolo di Bruno.

“I Puritani” furono composti nel 1834 su libretto di Carlo Pepoli, dal dramma storico “Têtes rondes and cavaliers” di Jacques François Polycarped Ancelot e Joseph Xavier Boniface Santine, a sua volta ispirato a un romanzo di Walter Scott, e rappresentati a Parigi per la prima volta nel 1935, il 24 gennaio, al Théâtre Italien di Parigi. Rappresentano la quinta essenza del linguaggio belliniano: una partitura di estrema raffinatezza costruita su equilibri sottilissimi tra voci e orchestra, in cui tensione e abbandono, estasi e tormento si fondono in un canto di straordinaria purezza. La guerra civile inglese fa da sfondo al più classico dei triangoli amorosi: Elvira, figlia del Governatore puritano, ama il cavaliere Arturo, sostenitore degli Stewart, suscitando la gelosia di Riccardo. Il giorno delle nozze, Arturo sceglie di salvare la regina Enrichetta di Francia, prigioniera dei Puritani, fuggendo con lei e compromettendo il proprio destino. Elvira, convinta di essere stata tradita, sprofonda nella follia, mentre Arturo viene condannato a morte. Solo il loro ricongiungimento e l’amnistia proclamata dal vittorioso Cromwell scioglieranno il conflitto, restituendo ai due amanti la speranza e la felicità.

Info: biglietti online su www.teatroregio.torino.it – biglietteria in piazza Castello 215, Torino – 011 8815241/242

Mara Martellotta

Incendio boschivo a Cuorgnè: identificato e denunciato 75enne

I carabinieri forestali di Pont Canavese hanno identificato il presunto responsabile del rogo del 28 marzo in località Nava (Cuorgné): un pensionato italiano di 75 anni, proprietario del fabbricato vicino. Secondo la ricostruzione dell’accaduto le fiamme sono partite intorno alle 19 da un bosco di castagneto, e si sono propagate per circa 290 metri quadrati.

Vigili del fuoco e Aib regionali sono intervenuti sul posto con cinque mezzi terra per circoscrivere le fiamme. Le indagini dei carabinieri forestali hanno inchiodato il proprietario di uno fabbricato adiacente: quella sera stava potando e bruciando residui vegetali. Il rogo sarebbe nato proprio da quelle braci lasciate accese sul terreno, avventate dal forte vento serale.

VI.G

Pio V, dai campi di Bosco Marengo a Lepanto

La Chiesa lo ricorda come san Pio V (fu canonizzato nel 1712 da papa Clemente XI) e lo commemora il 30 aprile

Le galee ottomane erano ancora lontane dalle acque di Lepanto e il giovane Antonio non poteva nemmeno immaginare che un giorno sarebbe diventato uno dei pontefici più famosi della storia e che avrebbe perfino sconfitto l’invincibile flotta turca al largo di Corinto. Il legame affettivo con Bosco Marengo, il paese natale da cui parte la sua straordinaria avventura, Antonio Ghislieri(1504-1572), detto il cardinale Alessandrino, futuro papa Pio V, non l’ha mai perso. La sua vita comincia qui, in questo piccolo borgo di poche centinaia di anime, nell’alessandrino. Da bambino Antonio pascolava le pecore e aiutava i genitori nel lavoro dei campi. Proveniva da una famiglia un tempo nobile e poi decaduta, rimasta senza un quattrino. Mai e poi mai l’umile e povero Antonio avrebbe pensato di diventare un giorno santo e uno dei Papi più illustri della Cristianità, l’unico piemontese della storia.
La Chiesa lo ricorda come san Pio V (fu canonizzato nel 1712 da papa Clemente XI) e lo commemora il 30 aprile. Viveva in una famiglia di contadini, un ambiente semplice, tipico della campagna piemontese di cinque secoli fa. Dal mattino alla sera si faticava nei campi, sotto il sole, la pioggia, una vita rurale al fianco della quale non mancava mai la formazione religiosa a cui il giovane Antonio teneva immensamente. Fin da ragazzo, raccontano le cronache del tempo, si distinse per la carità e per un grande desiderio di sapere e di conoscere il mondo. Per sopravvivere fece il pastore ma lui voleva studiare. Poiché il padre non poteva pagargli gli studi intervenne un amico di famiglia che lo sostenne economicamente. A quattordici anni lasciò Bosco Marengo per intraprendere la vita religiosa ed entrò nel convento domenicano di Voghera assumendo il nome religioso di Michele. Sempre vicino a poveri e ammalati fornì loro cibo e denaro. Sia da vescovo, sia da cardinale, sia da papa, visse sempre come un povero religioso. Tornò raramente a Bosco ma rimase profondamente legato alla propria terra. Fece infatti edificare in paese il complesso monumentale di Santa Croce e il convento domenicano che divenne un centro religioso e culturale, uno dei luoghi storico-artistici più importanti del Piemonte, oggi sede di eventi, mostre e visite. Pur essendo lontano da Bosco Marengo voleva essere costantemente informato sui lavori e mandava dei suoi collaboratori a seguire la costruzione dell’edificio.
In appena sei anni di pontificato, dal 1566 al 1572, si rimane sorpresi nel leggere l’elenco delle cose fatte da Pio V. Ritenuto tra i principali promotori della Controriforma cattolica, Antonio Michele Ghislieri, grande inquisitore a Roma, diede un vigoroso impulso alla costituzione della Lega Santa e la sua figura è legata in particolare alla vittoriosa Battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571 quando la flotta cristiana da lui animata sconfisse quella ottomana. Un progetto che sognava da tempo, unire le potenze cristiane per combattere gli infedeli in mare e porre fine alla minaccia che gravava sulla Cristianità. Fu questa la sua gloria più grande. E come segno di ringraziamento alla Madonna istituì il 7 ottobre la festa della Beata Vergine del Rosario.
Filippo Re
nelle foto, ritratto di Papa Pio V
casa natale di Antonio Ghislieri a Bosco Marengo (Al)
Allegoria della battaglia di Lepanto di Paolo Veronese

Export e imprese, nuovo piano della Regione: 27 milioni per il triennio 2026-2029

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La Regione Piemonte ha avviato il nuovo ciclo dei Progetti integrati di filiera (PIF) per il periodo 2026-2029, con una dotazione complessiva di 27 milioni di euro, in aumento rispetto ai 17 milioni stanziati per il triennio precedente. Le piccole e medie imprese piemontesi potranno aderire fino al 21 maggio, rispondendo all’avviso pubblicato sul sito istituzionale.

L’annuncio è arrivato nella giornata in cui il Piemonte ha ospitato, alle OGR Torino, la prima tappa del ciclo nazionale “Obiettivo Export: imprese e territori”, promosso dalla Farnesina, alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. L’iniziativa è dedicata al rafforzamento della presenza internazionale delle imprese italiane e allo sviluppo dell’export.

«Con questo nuovo ciclo per gli anni 2026–2029, mettiamo in campo 27 milioni di euro per accompagnare le imprese piemontesi nei mercati internazionali, a testimonianza della consapevolezza della Regione Piemonte di quanto l’export sia un elemento importante per il nostro territorio – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – I Progetti Integrati di Filiera rappresentano uno strumento concreto e collaudato, capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende e valorizzare le eccellenze produttive del territorio. Offriamo alle pmi un supporto operativo completo: dalla partecipazione a grandi eventi fieristici internazionali, quali quelli dedicati all’automotive e all’aerospazio, a incontri b2b con operatori esteri, iniziative di incoming e servizi di supporto personalizzato, oltre a percorsi di crescita e aggregazione – proseguono Cirio e Tronzano – È un investimento mirato per sostenere crescita, occupazione e innovazione, oltre che per presentare in una dimensione di sistema i settori di eccellenza dell’economia regionale, anche in una prospettiva di attrazione degli investimenti».

I progetti saranno gestiti da Ceipiemonte e sono rivolti a micro, piccole e medie imprese interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza sui mercati esteri. Il programma coinvolge dieci comparti produttivi: automotive e trasporti, aerospazio, agritech e macchinari agricoli, cleantech e green building, microelettronica e automazione, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design e ICT. Le attività previste comprendono la partecipazione a fiere internazionali, missioni all’estero, incontri B2B con operatori stranieri, iniziative promozionali e servizi di consulenza per lo sviluppo commerciale.

«Consolidiamo un modello che funziona, basato su filiere, competenze e accompagnamento operativo: le imprese – aggiungono Cirio e Tronzano – vengono supportate con servizi qualificati, relazioni e opportunità reali di business. È così che rafforziamo la presenza del Piemonte nel mondo e creiamo condizioni favorevoli per attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e generare crescita. Siamo di fronte a profonde trasformazioni delle dinamiche internazionali geopolitiche e commerciali e abbiamo la necessità di sostenere le nostre imprese nella ricerca di nuovi mercati. Nelle scorso settimane insieme al Comune di Torino, al sistema camerale e accademico, al Ceip e ai nostri centri di ricerca siamo stati in Canada, confermando il modello efficace delle missioni di sistema, proprio per consolidare rapporti commerciali e individuare filiere strategiche per le nostre imprese a partire da aerospazio e scienze della vita. E’ ciò che stiamo facendo anche con l’Asia, dopo la missione dello scorso anno in Giappone, guardando a un’area del mondo che offre straordinarie potenzialità per le nostre aziende in tutti i settori economici».

Con l’avvio della nuova programmazione, la Regione Piemonte prosegue dunque nella strategia di sostegno all’internazionalizzazione, puntando sulla competitività delle imprese e sulla loro presenza nei mercati globali.

“Molly”, chiusa nella propria stanza

Per la stagione teatrale 2025-2026 della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, intitolata “Prendersi cura”, nell’ambito di Giovani Sguardi, sabato 2 maggio, alle 20.45, andrà in scena la pièce teatrale “Molly”, di Cubo Teatro, scritto e diretto da Girolamo Lucania, interpretato da Alaide Russo, con la colonna sonora originale e sound design di Ivan Bert e Ruben Zambon, in collaborazione con il Teatro della Caduta, Giallo Mare, Minimal Teatro, Catalyst ETS.

Lo spettacolo racconta le vicende di una ragazza chiusa nella propria stanza e connessa al mondo attraverso lo schermo del telefono. Molly sogna di diventare influencer, registra video e attende di essere vista. Quando qualcuno finalmente risponde, una ragazza come lei, nasce una relazione intensa che progressivamente si trasforma in dipendenza, in un intreccio ambiguo tra realtà e immagine, presenza e proiezione. La pièce è ispirata alla vicenda di Molly Rose Russell, la 14enne britannica morta per suicidio nel 2017, dopo essere stata esposta a contenuti online nocivi. Lo spettacolo affronta il tema della solitudine, amplificata dal digitale e dal bisogno di riconoscimento che attraversa le nuove generazioni. La scena si costruisce come uno specchio digitale: drammaturgia, musica e immagini video live dialogano tra loro creando una performance in cui l’identità si costruisce, sinistra e si riflette attraverso lo schermo. Ne nasce un’esperienza teatrale intensa che interroga spettatori e spettatrice sul tema del rapporto tra tecnologia, desiderio di appartenenza e fragilità contemporanea.

L’opera fa parte del percorso di ricerca multidisciplinare di Cubo, in cui ogni elemento, dalla drammaturgia alla composizione musicale, fino al visual, viene costruito insieme agli altri e contribuisce a creare un oggetto sinfonico e coerente dal punto di vista drammaturgico. Pur essendo l’insieme multidisciplinare, assume una coerenza che lo conduce a un’unicità capace e di interpretare il presente per verificare le radici del futuro. Molly viene vista soltanto di profilo, guarda una videocamera, ma anch’essa solo di profilo, e il risultato è diretto sullo schermo e verso il pubblico. Si tratta di uno specchio che viene manipolato in diretta così tanto da dimenticarsi della presenza dal vivo. Molly è un oggetto di videoarte, una creator, una sorta di film composta e prodotta in diretta, di cui il pubblico è oggetto della sua seduzione.

Info: Fondazione TRG c/o Casa del Teatro Ragazzi e Giovani – corso Galileo Ferraris 266, Torino – biglietteria@casateatroragazzi.it

Mara Martellotta

Molto più di una insalata di patate

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Un secondo fresco e sempre adatto

 Una preparazione semplice e sfiziosa che potete personalizzare secondo i vostri gusti per un piatto sempre diverso.
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Ingredienti:
3 grosse patate
1 scatoletta di tonno sott’olio
4 cucchiai di maionese
1 limone
1 pizzico di curcuma (facoltativo)
1 fetta spessa di prosciutto di Praga
Sale, pepe, prezzemolo o basilico
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Pelare le patate, tagliarle a bastoncini e cuocerle a vapore.
Frullare il tonno, mescolare alla maionese, aggiungere il succo del limone, il sale, il pepe, e la curcuma. Tagliare a listarelle il prosciutto privato dell’eventuale grasso, unirlo alle patate, aggiungere la salsa tonnata ed il prezzemolo. Mescolare con cura. Servire freddo guarnito con fette di limone.

Paperita Patty

Auto usate in Piemonte: circa 119mila veicoli presentavano un rischio

Torino, Cuneo, Alessandria le province con i volumi più alti di auto a rischio.

L’80% degli utenti CARFAX che hanno controllato la propria auto non era
a conoscenza di tutti i danni rivelati dalla cronologia del veicolo. In
Piemonte, su circa 242.000 auto usate compravendute nel 2025 (fonte
ACI), il 49% presenta almeno un fattore di rischio (ad esempio un
incidente, un danno pregresso, un’incongruenza nella storia di
importazione oppure nel chilometraggio). Torino guida la classifica
provinciale con circa 59.600 veicoli venduti potenzialmente a rischio,
seguita da Cuneo (circa 16.600) e Alessandria (circa 11.700).

Acquistare un’auto usata senza conoscerne la
storia può costare molto più del previsto: l’80% degli utenti italiani
che ha ricevuto un report CARFAX con la storia e le segnalazioni dei
danni ha dichiarato di non essere a conoscenza di quei danni prima di
aver effettuato il controllo targa. Lo rivela una ricerca condotta da
CARFAX, azienda leader internazionale nelle informazioni sulla storia
dei veicoli, su un campione di clienti italiani che avevano effettuato
un controllo targa sulla piattaforma e ricevuto un report che segnala
incidenti o danni.

Un dato che assume una dimensione ancora più concreta declinato sul
Piemonte. Il 49% dei veicoli controllati su carfax.it in tutta Italia
mostrava un rischio _(ad esempio un incidente, un danno pregresso,
un’incongruenza nella storia di importazione oppure nel
chilometraggio)_: applicando questa percentuale alla regione Piemonte
(fonte ACI)[1], si stima che circa 119.000 veicoli potessero nascondere
una storia problematica, forse mai comunicata al compratore.

Il quadro non cambia considerando soltanto le auto coinvolte in
incidenti stradali o altri eventi che hanno causato danni documentati
nel database CARFAX: la percentuale è del 36%, pari a quasi 87.300
veicoli stimati con una storia di danni tra le auto usate compravendute
in Piemonte nel 2025. Il report CARFAX non viene richiesto soltanto al
momento dell’acquisto di un’auto, ma può essere utile anche in altre
fasi della vita del veicolo. Pertanto, rapportando il dato all’intero
parco circolante piemontese (fonte ACI), si stima che oltre 1,5 milioni
di auto presentino almeno un fattore di rischio e che oltre 1,1 milioni
abbiano subito danni o incidenti stradali. Numeri che rendono il
controllo targa non più un optional, ma una necessità concreta per
chiunque si appresti ad acquistare un’auto di seconda mano.

A livello provinciale, è Torino a guidare la classifica piemontese, con
una stima di circa 59.600 veicoli venduti con almeno un fattore di
rischio e circa 43.800 con una storia di danni documentata. Sul fronte
del circolante, si stimano circa 808.000 auto con almeno un rischio e
circa 594.000 con danni. Segue Cuneo, con circa 16.600 veicoli venduti a
rischio e circa 12.200 con danni; nel circolante, circa 213.000 auto a
rischio e circa 157.000 con danni. Al terzo posto Alessandria, con circa
11.700 auto vendute a rischio e circa 8.600 con danni; nel circolante,
circa 145.000 vetture a rischio e circa 106.000 con danni.

Scorrendo la classifica, Novara registra quasi 10.100 veicoli venduti a
rischio e circa 7.400 con danni (nel circolante: circa 125.000 a
rischio), Asti (quasi 6.200 venduti a rischio, circa 4.500 con danni;
nel circolante circa 75.900 a rischio), Biella (oltre 5.400 venduti a
rischio, circa 4.000 con danni; nel circolante circa 64.300 a rischio),
Vercelli (circa 4.800 venduti a rischio, circa 3.500 con danni; nel
circolante circa 60.400 a rischio) e infine Verbano Cusio Ossola, che
registra comunque quasi 4.400 veicoli venduti a rischio e circa 53.600
auto a rischio nel circolante. In ogni provincia la quota di auto usate
con almeno un elemento di rischio si conferma vicina a una su due: un
dato che rende il controllo targa un passaggio imprescindibile, a
prescindere dalla dimensione del mercato locale.

“In un momento in cui il mercato dell’auto usata riveste un ruolo
sempre più centrale per il settore automotive, la verifica dello
storico del veicolo rappresenta una tutela concreta per chi acquista –
commenta Marco Arban, Direttore del Business Development in Europa di
CARFAX. Quando si acquista un’auto usata, è possibile imbattersi in
veicoli con diversi elementi di rischio, che vanno dal chilometraggio
non corretto ai danni subiti in passato. In questo contesto, richiedere
un report CARFAX può aiutare gli automobilisti italiani ad affrontare
l’acquisto con maggiore serenità. Non si tratta necessariamente di una
volontà di omissione da parte dei venditori: spesso anche loro non
dispongono di tutte le informazioni sulla storia del veicolo. In questo
senso, CARFAX non solo supporta l’acquirente, ma rappresenta anche un
valido strumento per i dealer, contribuendo a rendere il mercato più
trasparente ed equilibrato.”

 

CS

Fungo di Ceva e Trifola di Murisengo, due nuove fiere internazionali

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L’ultimo aggiornamento delle manifestazioni fieristiche 2026 in Piemonte vede promosse da nazionali a internazionali la Mostra del Fungo di Ceva, a Cuneo dal 15 al 28 settembre, e la Trifola di Murisengo Monferrato, ad Alessandria il 15 e 22 novembre. Viene riconosciuta la qualifica di manifestazione nazionale e due new entry, che sono Bra’s, il festival della salsiccia, del formaggio, pane e riso di Bra, dal 17 al 20 settembre, e Amts Auto Moto Turin Show, a Torino dal 27 al 29 marzo. Salgono da regionale a nazionale “Un borgo di cioccolato”, di Borgo San Dalmazzo (7-8 marzo), Fungo in festa di Giaveno, 11 ottobre, la Fiera agricola di Oleggio, il 1⁰ maggio, la Fiera della zucca di Piozzo, il 3 e 4 ottobre. Sale da interesse locale a rilevanza regionale la Fiera del porro di Cervere, dal 7 al 22 novembre, mentre sono due i nuovi ingressi nel campo regionale: la Fiera del miele di Montezemolo, il 4 e 5 luglio, e Casale Comics & Games di Casale Monferrato, dal 29 al 31 maggio.

“Fiere e sagre in Piemonte sono un fortissimo veicolo di promozione agroalimentare – spiega l’Assessore al Commercio, Agricoltura, Cibo, Turismo, Postolimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni – perché rappresentano un momento di contatto a km 0 fra produttori e consumatori, perché valorizzano un rapporto indissolubile fra un territorio, le sue tradizioni e specificità, e per questo possiedono un grande potenziale di visibilità e attrazione turistica. Quest’anno la Mostra del Fungo di Ceva e la Trifola di Murisengo Monferrato hanno conquistato la Palma di Fiere internazionali per la loro capacità, attestata nel tempo, di richiamare turismo e appassionati al di fuori dei confini nazionali. Alla ribalta nazionale salgono ‘Un borgo di cioccolato’, di Borgo San Dalmazzo, Fungo in festa di Giaveno, Fiera della zucca di Piozzo e la Fiera agricola di Oleggio, che hanno saputo mobilitare grandi numeri e legare in modo visibile territorio e prodotto. Oltre al settore agroalimentare spiccano le nuove attribuzioni per l’Auto Moto Turin Show, che rinnova il legame secolare fra la capitale del Piemonte e l’automotive, e un’altra passione capace di muovere un grande indotto turistico come quella dei fumetti e dei game, che trova a Casale Monferrato un appuntamento imperdibile”.

Sono gli uffici dell’Assessorato al Commercio della Regione Piemonte, dietro verifica dei requisiti di legge, a qualificare ogni Fiera. L’iscrizione al calendario regionale delle manifestazioni fieristiche è la condizione necessaria per accedere ai contributi regionali, infatti la qualifica di ‘manifestazione fieristica internazionale’ dà la possibilità di accedere ai bandi regionali a sostegno dei grandi eventi, offrendo un punteggio nel bando dell’Assessorato al Turismo tra gli eventi di interesse turistico. Il calendario fieristico del Piemonte è molto ricco e conta, nel 2026, 10 manifestazioni fieristiche internazionali, 48 nazionali, 50 regionali, 140 locali, a cui si aggiungono 247 sagre e fiere mercato regionali, che offrono delle occasioni di svago e turismo diversificate.

Mara Martellotta

Donne Exempla al Salone del Libro. Un nuovo modo di fare scuola

La Fondazione Educatorio della Provvidenza invita a un appuntamento dedicato a un nuovo modo di fare scuola. La presentazione del progetto “Gioco di ruolo Donne Exempla”, in programma venerdì 15 maggio prossimo, dalle 16.30 alle 17.30, nello Spazio Argento del Padiglione 2 di Lingotto Fiere, a Torino. Si tratta di un incontro che mette al centro il valore della cultura come strumento di crescita, inclusione e partecipazione attiva, esplorando il potenziale del gioco di ruolo nella didattica.

Donne Exempla introduce il gioco di ruolo negli istituti di secondo grado del Piemonte, trasformando l’aula in uno spazio di esperienza e confronto. Attraverso storie di donne che hanno lottato per il diritto all’istruzione, alla libertà e all’emancipazione, gli studenti diventano protagonisti di percorsi immersivi che stimolano al pensiero critico, empatia e consapevolezza civica. Promosso dalla Fondazione Educatorio della Provvidenza e dall’Associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza, il progetto è realizzato con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte e della Consulta delle Elette, nell’ambito della linea strategica “La Cultura che Cura”, coinvolgendo 380 studenti e 20 classi del territorio.

L’evento riunisce rappresentanti istituzionali, il Presidente e il Vicepresidente della Fondazione, l’avvocato Carlo Majorino e la dott.ssa Lella Bassignana, insieme a studiosi ed esperti provenienti da ambiti differenti: lo storico Gianni Oliva, l’antropologa Caterina Agus, lo psicologo Roberto Gambarini, il docente di Fisica Applicata di Unito, prof. Federico D’Agata, per offrire uno sguardo multidisciplinare sul valore educativo del progetto. Il confronto sarà guidato dalla direttrice della Fondazione, dott.ssa Paola Casacci. Nel corso dell’incontro sarà proiettato un video dedicato al progetto nelle scuole, con testimonianze degli operatori ludico-culturali, docenti e studenti. Si tratterà di un’occasione per scoprire come il gioco possa diventare uno strumento concreto di inclusione, educazione e cittadinanza attiva.

Giovedì 14 e venerdì 15 maggio, dalle ore 11 alle 13, presso lo spazio Biblioteche, sarà allestito un tavolo di gioco con un master esperto che condurrà la sessione di gioco immersiva.

Per prenotare un posto: eventi@educatoriodellaprovvidenza.it

Mara Martellotta

Gruppo Mamme Fondazione Paideia, la sfida della disabilità

La festa della mamma viene spesso colta come un rituale annuale attraverso la celebrazione della tradizione e attraverso i regali. Ma per molte donne il bisogno più  profondo non si concretizza in un oggetto, ma nella possibilità  di essere comprese nella difficile quotidianità, resa complessa dalla presenza di un figlio disabile.
Per questo motivo diventa preziosa l’attività di Fondazione Paideia, di ciò che la fondazione fa attraverso la sua opera nelle sedi di Torino e Milano, tutti i giorni.
Da oltre trent’anni Paideia si occupa di bambini con disabilità, delle loro famiglie e cerca di superare il muro di quella “solitudine sottile” che colpisce i genitori e i parenti per offrire un approdo che vada al di là della diagnosi e diventi l’avvio di un percorso condiviso.
Con questo spirito nasce il ‘Gruppo Mamme’, uno spazio che prende origine dalla profonda necessità di incontrarsi, riconoscersi, raccontarsi vicendevolmente senza il timore del giudizio.
In questo spazio, spiegano le mamme, l’esperienza del gruppo diventa un momento per sé, un luogo in cui è possibile riscoprire la propria identità di donne oltre che di caregiver.
“All’inizio il gruppo Mamme era strutturato come gruppo di parola e momento per ritrovare se stesse – ha spiegato la pedagogista e operatrice sociale Francesca Gambuto- ci siamo poi resi conto che le mamme avevano bisogno di svago, di uscire e riscoprire la città “.

La Fondazione Paideia, che ha sede in via Moncalvo 1, è  nata nel 1993 per iniziativa delle famiglie Giubergia e Argentero e rappresenta un ente filantropico che opera per offrire un aiuto concreto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie, prendendosi cura di genitori, fratelli e sorelle, nonni, affinché ognuno possa esprimere al meglio le proprie potenzialità. Obiettivo fondamentale è sostenere la crescita dei bambini e di chi si cura di loro, partecipando alla costruzione di una società più inclusiva e responsabile.

Mara Martellotta