
25mila tra atleti e amatori i protagonisti delle tre manifestazioni sportive
La Turin Marathon dominata dai keniani: il vincitore della categoria maschile è Samuel Rutto, che ha battuto i connazionali Ernest Ngeno e Samson Kagia. Lalli, arrivato quinto, è il primo degli atleti italiani. Per le donne, la vincitrice è Esther Ndiema. Ma salgono sul podio anche le italiane Anna Incerti e Deborah Toniolo, rispettivamente seconda e terza.
TURIN MARATHON 2014 – L’ANNO DEI DEBUTTANTI
La 28a edizione della Turin Marathon Gran Premio la Stampa si chiude con sorprese e cambi di scena, e come si prospettava alla vigilia, è stato il trionfo degli atleti debuttanti. La prima parte della gara maschile è stata ad appannaggio di un sestetto di keniani, che senza l’aiuto di pacemaker, hanno mantenuto un ritmo da 3’04’’, 3’05’’ al chilometro.
Una condotta di gara vissuta senza patemi dai battistrada keniani, mentre Andrea Lalli correva nel terzetto formato dall’ucraino Vasyl Matviycuk, e il marocchino Oukhrid Lhoussaine in ritardo di 30’’.Al passaggio della mezza maratona, dove il gruppo dei keniani transita in 65’23’’, si perde per strada Simon Njeri, mentre Lalli prosegue al suo ritmo gara facendo segnare 1h05’52’’. L’atleta molisano allunga al 22° chilometro, si sgancia l’atleta marocchino e i sei keniani si trasformano in un quintetto.
Lalli allunga ancora, tanto da avere un ritardo di soli 7’’, quasi a contatto con la testa della corsa.Ma i keniani sentono il fiato sul collo del portacolori delle Fiamme Gialle, si voltano e danno uno strappo decisivo e al 31° chilometro si ritrovano solo più in quattro e Lalli perde il terreno portando il distacco a 16’’.Dopo un’accelerata violenta si ritrovano in due al comando, Samuel Rutto ed Ernest Ngeno che iniziano a fare una corsa a due, testa a testa.
In piazza Carlo Felice la coppia continua a correre a spalla a spalla, fino a quando in via Roma Ngeno confonde un arco pubblicitario con quello dell’arrivo, alza le braccia in segno di vittoria, decelera, consentendo così a Rutto di avvicinarlo e superarlo nella volata finale. Il podio maschile è un trionfo keniano, con Rutto che chiude in 2h10’00’’, un secondo dopo Ngeno e terzo Masai in 2h11’16’’. Andrea Lalli sarà il primo degli italiani e chiude al quinto posto in 2h12’48’’.
L’atleta delle Fiamme Azzurre, Anna Incerti, è stata la vera protagonista della competizione in rosa. La palermitana ha condotto la gara in compagnia di Helena Kirop e di Esther Ndiema; una tattica che scorre liscia fino al 28° chilometro, dove rimangono accoppiate Ndiema e Incerti mentre perde contatto la Kirop.
L’esordiente 27enne, Ndiema, impone un cambio di marcia al 40° chilometro. La Incerti non riesce più a recuperare e l’africana taglia per prima il traguardo in 2h28’41’’, la rappresentante delle Fiamme Azzurre dopo 17’’ di distacco e sorprendentemente con un gran recupero terza Deborah Toniolo 2h3135’’.Alla competizione è seguita la conferenza stampa dove il presidente della Turin Marathon, Luigi Chiabrera, ha espresso grande soddisfazione per il numero di partecipanti, un leggero incremento rispetto al 2013 e per il folto pubblico lungo il percorso, che ha accolto con molto calore, indistintamente, gli atleti della Maratona, della StraTorino e della Junior Marathon con tanti bimbi e famiglie al seguito.
Andrea Lalli si è ritenuto soddisfatto dalla prestazione e ha raggiunto l’obiettivo delle 2h12’ – “Devo imparare a gestire al meglio la gara – ha spiegato – forse avrei dovuto farlo verso il 30° chilometro. Mi sono demoralizzato quando i keniani hanno accelerato”.Tra le donne, la giovane vincitrice Ndiema ha spiegato di non avere una tattica di gara precisa, essendo al battesimo sulla distanza. Al quarantesimo chilometro si è sentita in forma e ha continuato a spingere.Anna Incerti ha dichiarato “Ho sofferto negli ultimi quattro chilometri la corsa ad elastico dell’avversaria e non me la sono sentita di fare la volata e questo mi ha consentito di apprezzare di più il calore del pubblico torinese”.
Infine, la grande sorpresa, Deborah Toniolo, che dopo una corsa prudente ha recuperato al 39° chilometro la keniana e ha confermato di essersi goduta la gara. Torino è stata la terza maratona al rientro dopo la gravidanza.Nello stesso giorno si è svolta, subito dopo la maratona, la StraTorino manifestazione non competitiva di 7,5 chilometri a cui hanno preso parte dodicimila partecipanti. Un evento rivolto a tutti, da zero a novant’anni, chi camminando e chi correndo. Grande festa anche per i bambini e le famiglie con la Junior Marathon, corsa riservata agli under 11 che hanno percorso l’ultimo chilometro della maratona, anche qui grande partecipazione.
(Foto: Turin Marathon – Fonte: ufficio stampa)

Ghino – vero nome Ghinotto – era fglio di Tacco, senese ghibellino giustiziato dai guelfi. Decise di darsi alla macchia per vendicare il padre e perpetuarne l’eredità politica. Raccolse intorno a sé un gruppo di ribelli ed espugnò la rocca di Radicofani, con l’intento di riportare allo splendore i ghibellini sconfitti, esercitando nel frattempo il buongoverno sul suo villaggio.Ghino di Tacco era anche lo pseudonimo con cui Bettino Craxi firmava i suoi corsivi al vetriolo sull’Avanti!, dopo aver assunto con orgoglio l’identità del “Robin Hood” ghibellino cui Eugenio Scalfari, per condannarlo, l’aveva paragonato. 

Il sito ieri sera era andato in “down”, e non era più possibile collegarsi. Rivendicazione sui social network

Il ristorante propone una fresca e curata varietà di piatti, basati sulla tradizione mediterranea e internazionale. I tradizionali piatti di mare e di terra sono interpretati in chiave moderna creando originali abbinamenti di gusto, con un occhio sempre attento all’elevata qualità delle materie prime
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La missione era partita per lo spazio il 2 marzo 2004, e la progettazione era iniziata vent’anni fa. Dal veicolo madre è stato sganciato il lander Philae, atterrato sulla cometa. Con una trivella unica al mondo (made in Torino) si potranno effettuare i carotaggi che renderanno possibili i più importanti esperimenti programmati