Sarebbero quattro ultrà bianconeri, due dei quali residenti a Torino e due invece in Lombardia
La polizia ha identificato i presunti responsabili del lancio della bomba carta che ha mandato all’ospedale Mauriziano dieci persone, nel corso del derby della Mole tra Torino e Juventus. Sarebbero quattro ultrà bianconeri, due dei quali residenti a Torino e due invece in Lombardia. Nei loro confronti, comunica l’agenzia Ansa, sono stati acquisiti “fondati e probanti elementi” al vaglio dell’autorità giudiziaria. Le loro abitazioni sono state perquisite dalle forze dell’ordine che hanno sequestrato tre cartucce calibro 22 e un certo quantitativo di droga. Per le sostanze stupefacenti uno di loro è stato arrestato.
A Roma i ragazzi dell’Unione degli Universitari e della Rete degli Studenti medi hanno organizzato un blitz all’alba di fronte al Miur

E un’agenzia turistica porta i cinesi prima a Torino e poi a Milano. Intanto riapre lo storico hotel Turin Palace
Complice l’ostensione della Sindone, le facce straniere in città sono già molte. E, è facile ipotizzare, aumenteranno ancora grazie all’Expo. Mentre voci insistenti danno probabile una visita al sacro lino da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel















“Tutti uniti sui temi del lavoro” hanno detto in coro i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil che vogliono guardare al futuro. Un futuro sottolineato durante il corteo dalle note dell’Internazionale, di Bella Ciao e dalla voce di una brava vocalist che inneggiava al Che Guevara
Il Governatore: “Chiudere le pendenze con il passato e mettere a posto i conti, anche quelli pregressi e fuori bilancio, non è cosa da poco”
AVVISTAMENTI
mercati e l’Unione Europea, come si farebbe con un Varufakis qualsiasi. Intanto, la realtà del sindacato si è convertita in un apparato che organizza turismo per anziani, concerti e fiere, consulenza fiscale, e soprattutto lobbying politico, e non soltanto per lanciare carriere in Parlamento o creare partiti-non partiti alla Landini. Giacché a Torino vige una peculiare regola secondo cui nelle aziende pubbliche (partecipate municipali, ASL, ma soprattutto tra il personale degli Enti), i dirigenti provengono quasi tutti dal sindacato, cioè dall’altra parte del tavolo. Un esito esemplare di una carriera in un sindacato che si vorrebbe ancora unico interprete di salariati metalmeccanici in tuta blu; e che è diventato un’altra cosa: un arto fantasma.