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I funerali di Nosiglia venerdì in Duomo

Saranno celebrati dal cardinale Repole venerdì 29 alle ore 15,30 nel Duomo di Torino i funerali di monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino dal 2010 al 2022, morto la scorsa notte al Cottolengo Hospice di Chieri all’età di 80 anni. La veglia funebre si terrà giovedì alle 21 al Santuario della Consolata dove è allestita la camera ardente. Nosiglia era stato trasferito pochi giorni fa all’Ospedale Gradenigo di Torino perché colpito da una malattia respiratoria.
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Nelle foto di Igino Macagno l’omaggio a Nosiglia alla Consolata

E’ morto l’arcivescovo emerito di Torino Cesare Nosiglia

E’ morto nelle scorse ore mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo emerito di Torino. Aveva 80 anni. Da alcune settimane era ricoverato all’ospedale Gradenigo  in corso Regina Margherita per una polmonite. L’arcivescovo emerito il prossimo 5 ottobre avrebbe compiuto 81 anni. Nosiglia è mancato nella notte all’Hospice Cottolengo di Chieri dove era stato trasferito.

La notizia della morte di mons. Nosiglia è stata annunciata dal cardinale Repole, attuale arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa: «Ho potuto visitare Nosiglia fino all’ultimo giorno e accompagnarlo nella preghiera. Uno dei primi ricordi che affiorano in queste ore è lo stile del suo servizio alla Chiesa e alla Città, uno stile instancabile: non si fermava mai, tanti lo ricordano così. Credo che Torino e Susa conserveranno memoria grata del suo desiderio di stare a fianco dei poveri e dei carcerati, dei migranti, dei lavoratori delle tante aziende in crisi: ha cercato di scuotere le coscienze e di mobilitare la solidarietà, penso che sia stato il suo dono più bello”.

La Biografia

Mons. Nosiglia era nato il 5 ottobre 1944 a Rossiglione, nella diocesi di Acqui e provincia di Genova. Dopo aver compiuto gli studi nel Seminario di Acqui Terme, conseguì la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense e quella in Sacra Scrittura presso il Pontifico Istituto Biblico a Roma.

Era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1968 per la diocesi di Acqui.

Tra i suoi incarichi pastorali più significativi: dal 1968 al 1975 collaboratore nella parrocchia di San Giovanni Battista De Rossi a Roma; dal 1971 al 1983 addetto all’Ufficio Catechistico nazionale della C.E.I.; dal 1975 al 1991 collaboratore nella parrocchia di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti; dal 1978 al 1980 docente di Teologia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo; dal 1983 al 1986 vicedirettore dell’Ufficio Catechistico nazionale C.E.I.; dal 1986 al 1991 direttore dell’Ufficio Catechistico nazionale della C.E.I.

Eletto alla Chiesa titolare di Vittoriana e nominato vescovo ausiliare di Roma il 6 luglio 1991, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 14 settembre successivo. Durante il Sinodo di Roma ha ricoperto gli incarichi di relatore generale e presidente della Commissione post-sinodale. Il 19 luglio 1996 è stato nominato vicegerente di Roma con il titolo personale di arcivescovo. Il 6 ottobre 2003 è stato trasferito alla diocesi di Vicenza.

A livello nazionale, è stato anche presidente del Consiglio nazionale della Scuola Cattolica, presidente dell’Organismo internazionale dell’Educazione Cattolica (OIEC), nonché delegato del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa per la Catechesi e l’Università.

Nell’ambito della Conferenza Episcopale Italiana è stato membro della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede (1992-1999), segretario della Commissione Episcopale per l’Educazione Cattolica (1995-2000) e presidente della stessa Commissione (2000-2005), infine vice-presidente della Conferenza Episcopale Italiana (2010-2015).

In occasione del grande Giubileo dell’anno 2000 gli sono state affidate la vicepresidenza della Commissione Pastorale-Missionaria del Comitato centrale, la presidenza del Comitato Italiano per la Giornata mondiale della Gioventù e la vicepresidenza del Congresso Eucaristico Internazionale. Inoltre, è stato membro del Consiglio internazionale per la Catechesi della Congregazione per il Clero. È stato presidente del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015.

Dall’11 ottobre 2010 al 19 febbraio 2022 è stato arcivescovo di Torino. Dal gennaio 2011 – fino alla fine del suo incarico episcopale – è stato presidente della Conferenza episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta e Membro del Consiglio episcopale permanente della CEI.

Nell’anno del compimento del 75-mo anno di età, il 1° agosto 2019, S. Eusebio, patrono del Piemonte, papa Francesco aveva confermato mons. Nosiglia arcivescovo di Torino per altri due anni. Il 12 ottobre 2019 era stato nominato anche amministratore apostolico della Diocesi di Susa.

Sabato 19 febbraio 2022, in concomitanza all’annuncio ufficiale della designazione del nuovo arcivescovo di Torino, nominato anche Vescovo di Susa, nella persona dell’allora can. Roberto Repole, il Pontefice aveva nominato mons. Nosiglia amministratore apostolico di Torino, attribuendogli i diritti, le facoltà, i compiti che spettano al vescovo diocesano. Egli, pertanto, ha continuato nell’esercizio di tali munera fino alla presa di possesso canonico delle due Diocesi da parte del successore designato, mons. Roberto Repole, avvenuta sabato 7 maggio 2022.

(www.diocesi.torino.it)

Lo Russo e Cirio: “Nosiglia uomo del dialogo”

LA SCOMPARSA DELL’ARCIVESCOVO EMERITO DI TORINO

“Desidero esprimere il cordoglio e la vicinanza della Città di Torino alla Diocesi torinese, a quella di Susa e ai suoi cari per la scomparsa dell’arcivescovo Cesare Nosiglia – ha affermato il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo -. La Città ed il territorio torinese perdono un interlocutore attento ai problemi sociali, alle difficoltà delle lavoratrici e dei lavoratori e impegnato nel costruire una comunità inclusiva e accogliente, soprattutto per i più giovani. Come istituzioni cercheremo di fare tesoro del suo prezioso insegnamento”.

“Con la scomparsa dell’Arcivescovo emerito Cesare Nosiglia, Torino e il Piemonte perdono un grande uomo di fede, innamorato di Dio, della Chiesa e degli uomini. Una voce preziosa, sempre attenta alla dignità della persona, come conferma la sua costante attenzione alla tutela del lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici delle aziende in crisi del nostro territorio negli anni in cui ha guidato con determinazione, amore e spirito di servizio la chiesa torinese.
Non dimenticherò mai la sua vicinanza nei lunghi e drammatici mesi del Covid, e in particolare quando abbiamo pregato insieme di fronte alla Sindone, alla vigilia di una Pasqua difficile che, ancora di più in quell’occasione, doveva essere occasione di speranza e rinascita. Ai suoi cari e a tutta la comunità ecclesiastica il cordoglio mio e della Regione Piemonte”, commenta il governatore  Alberto Cirio.
“La scomparsa di monsignor Cesare Nosiglia è una perdita dolorosa per la città di Torino e per tutto il Piemonte. Ha saputo essere guida spirituale e punto di riferimento anche nella vita civile, sempre vicino ai lavoratori, ai poveri e a chi viveva situazioni di fragilità. A nome del Consiglio regionale esprimo cordoglio e vicinanza alla diocesi, alla comunità cristiana e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato per il suo stile semplice, umile e autentico”, dichiara il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco.

“Alpi on the road”, i percorsi dell’arco alpino per rilanciare il turismo e la montagna

L’iniziativa sarà presentata anche a Torino

RAFFORZARE IL TURISMO NELLE VALLI ALPINE EUROPEE, IL PROGETTO REALIZZATO DA LONELY PLANET CON UNCEM

Si terrà ai piedi del Monte Bianco la prima presentazione ufficiale di “Alpi on the road”, la nuova guida pubblicata da Lonely Planet Italia: l’appuntamento, patrocinato Fondazione Courmayeur Mont Blanc, è fissato per giovedì 28 agosto 2025, alle ore 11, al Jardin de l’Ange di Courmayeur. All’incontro interverranno Roberto Ruffier della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, Angelo Pittro, Direttore di Lonely Planet Italia, Denis Falconieri, autore della guida, Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, e Jean Barocco, Consigliere nazionale Uncem.
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La guida contiene 50 itinerari – 25 in Italia e 25 oltreconfine – con percorsi che si snodano lungo tutto l’arco alpino, da Monaco a Trieste, collegando Italia, Francia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria e Slovenia: un volume pensato per chi desidera vivere un’avventura indimenticabile nel pieno rispetto dell’ambiente alpino. Ogni percorso è studiato per guidare il viaggiatore lungo strade panoramiche e suggestive, accompagnandolo con mappe dettagliate e indicazioni chiare tappa dopo tappa. Inoltre il volume è arricchito da approfondimenti culturali (storia locale, tradizioni, identità linguistiche) e da sezioni dedicate alle soste gastronomiche e alle specialità regionali.
Quella di Courmayeur è la prima tappa di un percorso che comprende altri quattro appuntamenti, a Torino, Trento, Brescia e Belluno, promossi da Uncem, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, con Lonely Planet Italia nell’ambito del Progetto italiae, progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Formazione, analisi, approfondimento, sul turismo nelle Alpi, che non è mai overtourism, ma punto di incontro con le comunità-vive dei paesi.

Oltre la Vuelta: ladri di biciclette a Torino. Ogni anno centinaia di furti

Il furto più clamoroso è quello della notte tra il 24 e il 25 agosto 2025 quando Torino è stata teatro di un fatto clamoroso: durante la Vuelta al Piemonte, alcuni ladri hanno scassinato il furgone della squadra Visma–Lease a Bike e portato via quindici biciclette professionali del valore complessivo di circa quattrocentomila euro, tra cui quelle destinate al campione Jonas Vingegaard. Alcuni mezzi sono stati ritrovati poco dopo in un campo, ma l’episodio ha suscitato grande scalpore perché ha colpito uno degli eventi ciclistici più importanti d’Europa. Come se non bastasse, ha fatto scalpore anche il concomitante furto della bicicletta dello scrittore Bruno Gambarotta. In realtà però chi vive a Torino sa bene che il furto delle bici non è un fatto isolato legato alla corsa spagnola e non riguarda solo le bici di pregio dei ciclisti professionisti:  in città spariscono ogni anno migliaia di mezzi, ad esempio nel 2022 le denunce ufficiali sono state oltre mille, cioè una media di tre biciclette sottratte al giorno, senza contare tutti i casi non segnalati. In passato lo storico servizio di bike sharing ToBike oggi dismesso aveva subito danni enormi, con centinaia di biciclette rubate o vandalizzate nel giro di pochi anni, riducendo drasticamente la disponibilità per gli utenti. Alcune stime parlano di un terzo dei furti commessi da gruppi organizzati, che rivendono le bici attraverso reti parallele, spesso fuori città. Proprio per questo sono nati negli ultimi anni diversi gruppi Facebook e comunità online dove i cittadini pubblicano foto e segnalazioni nella speranza di ritrovare il proprio mezzo o di aiutare altri ciclisti: “Bici rubate a Torino” è uno dei più frequentati e grazie alla collaborazione tra iscritti non mancano casi in cui la bici sparita viene rintracciata e restituita al proprietario. Anche la Polizia Municipale è impegnata nel contrasto al fenomeno: in passato ha sperimentato progetti mirati come il nucleo “Ladri di biciclette”, formato da agenti dedicati al recupero dei mezzi rubati e al monitoraggio dei luoghi di ricettazione, e ancora oggi pubblica online le immagini delle bici sequestrate per facilitare il riconoscimento da parte dei cittadini. Il lavoro delle forze dell’ordine è costante, ma si scontra con difficoltà pratiche e burocratiche: spesso chi subisce un furto deve rivolgersi a più uffici per presentare denuncia e i tempi del recupero sono lunghi, mentre i ladri hanno grande rapidità nello spostare e rivendere i mezzi. In questo quadro Torino appare come una città che vive quotidianamente il problema dei furti di biciclette, con numeri elevati e un fenomeno che non accenna a diminuire. L’episodio della Vuelta ha acceso i riflettori sul tema a livello internazionale, ma per i torinesi rappresenta solo l’ennesima conferma di una situazione che da anni penalizza chi sceglie le due ruote come mezzo di trasporto.

Il Piemonte e la Vuelta 25: quattro giorni di ciclismo internazionale

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La partenza della Vuelta 25 dal Piemonte ha rappresentato un appuntamento di rilievo per il ciclismo internazionale, con la presenza di oltre 200 giornalisti, fotografi, operatori video e speaker radiofonici accreditati per seguire l’evento.

“Abbiamo vissuto giorni straordinari: il Piemonte è stato il cuore pulsante del grande ciclismo internazionale, accogliendo la Vuelta 25 con entusiasmo, passione e una partecipazione popolare che ha superato ogni aspettativa – il presidente Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, Paolo Bongioanni.

“Grazie alla stretta collaborazione con le autorità del Piemonte, il passaggio de La Vuelta nella loro regione può essere definito un vero successo che ricorderemo sempre con grande affetto” – il direttore generale de La Vuelta a España, Javier Guillén.

La quarta tappa, con partenza da Susa, ha chiuso il percorso piemontese della corsa attraversando otto comuni prima del passaggio in Francia attraverso il Colle del Monginevro. In totale, le quattro tappe italiane hanno coinvolto 139 comuni della regione.

Un ruolo significativo è stato svolto dalle città di partenza e arrivo – Venaria Reale, Novara, Alba, Limone Piemonte, San Maurizio Canavese, Ceres e Susa – che hanno contribuito con eventi collaterali, iniziative culturali e momenti di partecipazione.

“Abbiamo vissuto giorni straordinari: il Piemonte è stato il cuore pulsante del grande ciclismo internazionale, accogliendo la Vuelta 25 con entusiasmo, passione e una partecipazione popolare che ha superato ogni aspettativa – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore Paolo Bongioanni –. Le quattro tappe piemontesi della Salida Oficial sono state una vetrina sportiva di altissimo livello, un’occasione per mostrare al mondo la bellezza dei nostri territori, l’efficienza delle nostre comunità e la nostra capacità organizzativa. Vogliamo ringraziare tutti i comuni coinvolti, le istituzioni, le forze dell’ordine, i volontari e i tantissimi cittadini che hanno contribuito a rendere questo evento un successo indiscutibile. Il Piemonte ha risposto con calore, ordine e professionalità: dalle città ai piccoli borghi, abbiamo dimostrato di essere pronti per ospitare eventi internazionali di questa portata. Questa competizione è stata molto più di una corsa ciclistica: è stata una festa dello sport, una celebrazione del territorio e un’occasione per rafforzare il legame tra il Piemonte e il ciclismo. Siamo orgogliosi di aver scritto insieme una pagina importante, che resterà nella memoria collettiva e darà impulso anche al nostro turismo, alla nostra economia e alla promozione culturale del Piemonte.”

“La partenza de La Vuelta 25 dal Piemonte ha superato le nostre aspettative. Siamo arrivati in una regione con una lunga tradizione ciclistica e ci siamo sentiti come a casa grazie alla calorosa e affettuosa accoglienza dei tifosi – sottolinea Javier Guillén direttore generale de la Vuelta a España –. Il gruppo ha pedalato attraverso scenari carichi di storia e di una bellezza naturale impressionante, con il passaggio attraverso le Alpi come momento culminante, qualcosa che ci emozionava particolarmente. Dal punto di vista sportivo, sono state tappe molto intense e divertenti, che hanno entusiasmato gli appassionati. Grazie alla stretta collaborazione con le autorità del Piemonte, il passaggio de La Vuelta nella loro regione può essere definito un vero successo che ricorderemo sempre con grande affetto.”

Oltre all’aspetto sportivo, l’evento ha generato un racconto mediatico diffuso a livello internazionale: servizi televisivi, trasmissioni radiofoniche, reportage fotografici e articoli hanno dato risalto non solo alla competizione, ma anche alle caratteristiche del territorio ospitante.

La Salida Oficial della Vuelta 25, con le sue quattro tappe piemontesi, ha così confermato la capacità organizzativa e la vocazione del Piemonte ad accogliere manifestazioni sportive di respiro internazionale.

Al via in Piemonte i Mondiali Open di sci nautico

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Coraggio e agonismo, forza di volontà e tecnica: l’Italiadello sci nautico da oggi scende nell’arena di Recetto.

 

Lo specchio d’acqua del Sesia, in Piemonte, Centro tecnico federale della Fissw, per una settimana sarà l’epicentro delle discipline classiche. È qui che si svolgeranno i Mondiali, una gara che la Federazione italiana surfing, sci nautico e wakeboard, insieme alla FISSW Servizi, ha voluto riportare in Italia dopo 24 anni.

 

Tredici gli azzurri convocati per gli Iwwf World Waterski Championship 2025 – questo il nome ufficiale della competizione – curata dalla FISSW Servizi con il contributo del Dipartimento dello Sport, della Regione Piemonte e della FISSW, sotto l’egida del CONI e della IWWF – International Waterski & Wakeboard Federation.Capitanati dal veterano e plurimedagliato ThomasDegasperi, al Centro Tecnico Federale FISSW del Parco Nautico del Sesia a Recetto ci saranno in squadra Carlo Allais, Alice Bagnoli, Nicholas Benatti, FrancescoCaldarola, Brando Caruso, Beatrice Ianni, Matteo Luzzeri, Edoardo Marenzi, Vincenzo Marino, Florian Parth, Arianna Sacco e Vittoria Saracco. Tredici atleti in totale, per andare a caccia delle medaglie di squadra e per i podi individuali nello slalom, nel salto e nelle figure, con la guida dei tecnici Elisabetta Galli e Riccardo Casilli e le cure dello staff medico del dottor Lorenzo Benassa e del fisioterapista Giacomo Micucci.

 

La squadra italiana è tra le più blasonate del mondo e arriva con due titoli open cuciti al petto: l’oro e l’argentoeuropei nello slalom ottenuti da Degasperi e Caruso e l’orodi squadra e diverse medaglie individuali ottenute pochi giorni fa in Austria all’europeo dedicato agli under 21. Ovviamente gli azzurri dovranno fare i conti con atlete ed atleti di nazioni altrettanto preparate, a partire dagli americani, vincitori del mondiale 2023, e dei canadesi, dasempre ai vertici. Il team è in ritiro a Novara dal 19 agostodove si è allenato in vista dell’apertura delle provepreliminari, prevista per domani 26 agosto alle 15 con lo slalom uomini. Tra le file italiane un mix di atleti esperti e giovani. Tra questi ultimi, il 23 agosto si sono uniti i medagliati agli europei junior appena tornati da Vienna: Vittoria Saracco, medaglia d’oro nello slalom, Florian Parth, argento nello slalom e bronzo nel salto e nella classifica generale, e Vincenzo Marino, argento nella classifica generale e quarto nelle figure e nel salto.

«Recetto già da qualche settimana respira un’aria internazionale ed è pronta per il più prestigioso evento disci nautico del 2025 – spiega Luciano Serafica,amministratore delegato FISSW Servizi e responsabiledell’organizzazione tecnica e logistica dell’evento – i piùforti atleti del mondo sono arrivati già da diversi giorni perfamiliarizzare con il piano d’acqua e i campi gara; e ilCentro tecnico federale ha cambiato pelle: non solo una struttura all’avanguardia per gli allenamenti e le gare, ma oggi è anche un villaggio sportivo con area stampa e tv, area ospitalità, mensa e ovviamente la zona dedicata agli atleti. Ora un grande in bocca al lupo a tutti per la competizione».

«Abbiamo sognato a lungo di organizzare questa gara, oggi diamo il via a un evento di altissimo livello grazie allesinergie a un incredibile lavoro di squadra – affermaClaudio Ponzani, presidente della FISSW – l’Italia simette in mostra in tutto il suo splendore: il Centro diRecetto è considerato tra i migliori al mondo ed è incastonato in un territorio ricco di storia e da potenzialità turistiche enormi. Come Federazione promuoviamo i nostri bellissimi sport, ma facendo questo incoraggiamo anche il turismo sportivo, un modo per stimolare anche l’economia di territori».

«Accogliere nuovamente in Italia i Mondiali Open di sci nautico, dopo oltre vent’anni, è per il Piemonte motivo di grande orgoglio. Il nostro territorio è pronto a offrire il meglio di sé, dimostrando ancora una volta di essere all’altezza dei più importanti eventi sportivi internazionali – dichiarano Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte -. Il Centro Tecnico Federale FISSW di Recetto rappresenta un’eccellenza a livello mondiale, inserita in un contesto naturale e culturale unico, che unisce sport, turismo e innovazione. Questa manifestazione è una straordinaria competizione sportiva, un’opportunità concreta per valorizzare le potenzialità economiche e turistiche della nostra comunità. La Regione Piemonte ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, sostenendolo con convinzione, perché promuovere lo sport significa anche promuovere il territorio, i suoi valori e la sua bellezza. Un grande in bocca al lupo agli atleti azzurri e a tutti i partecipanti: che vinca lo sport e lo spirito di squadra.»

Per Recetto e la provincia di Novara sono stati e sarannoinfatti giorni intensi. Il territorio ha iniziato ad ospitare sindal 10 agosto atleti, tecnici e le loro famiglie, che hannoanimato il comune piemontese e dato impulso anche alcommercio locale. Durante i prossimi giorni è stimato unmovimento di oltre due mila persone, mentre allacompetizione parteciperanno circa 200 atleti da 33 nazioni.Il pubblico delle grandi occasioni potrà così ammirare dal vivo uno sport unico e affascinante che avrà il suo apice il 31 agosto con le finali di tutte le categorie e la cerimonia di chiusura.

Il Mondiale di sci nautico era stato presentato il 15 luglio aRoma durante un evento pubblico con la presenza e gli interventi della ministra del Turismo Daniela Santanché, del ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi, del sindaco di Recetto Lido Beltrame e in videocollegamento del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

L’evento è sostenuto da Kappa, Nuii – Maxibon, Nautique, Masterline, Eagle e Vicolungo the Style Outlets, con ilsupporto istituzionale del Ministero per lo Sport e i Giovani,del Ministero del Turismo, della Regione Piemonte, della Provincia di Novara, del Comune di Recetto, del Coni, del CIP Comitato Italiano Paralimpico e di Sport e Salute.

Per maggiori informazioni, i risultati in diretta e il livestreaming, si può consultare il sito della Fissw a questo linke il sito della IWWF a questo indirizzo.

“Torino non riesce a svoltare, troppe occasioni perse” Giachino: “no a chi ci ha fatto perdere le Olimpiadi 2026 e voleva farci perdere la TAV”

L’intervento di Mino Giachino*

Caro Direttore,
Dopo alcuni giorni di vacanza tra la Liguria e Bardonecchia, corroborato dal grande esempio di S. Bartolomeo che per non rinunciare alle proprie idee di lasciò scorticare vivo, riprendo a parlare di Torino che sembra proprio non aver voglia di rilanciare economia e lavoro serio perché i lavoretti sono poveri e non danno nessuna garanzia di futuro. Oggi viviamo ancora in una Città e in un Paese dove la quota dei pensionati aumenta e una buona parte di questi con una pensione discreta ma Tu te la immagini Torino tra trent’anni con meno giovani e una quota di pensionati con pensioni più povere ? Perché il lavoro a tempo parziale di oggi purtroppo dara pensioni povere . Ci sono due dati che ci debbono preoccupare. Essere la capitale dei cassaintegrati vuol dire che quasi centomila famiglia stanno vivendo da tempo e ancora così per qualche anno con uno stipendio falciato del  40% ; secondo siamo la prima Città in Italia per numero di auto che viaggiano senza assicurazione perché il proprietario non è in condizione di pagarla.
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La metà della Città che non se la passa bene secondo la famosa frase dell’Arcivescovo Nosiglia, oggi sta peggio rispetto a 4 anni fa, quando venne eletto Lorusso, e non gli cambieranno la vita gli alberi e i disegni immaginati dall’Architetto Carlo Ratti, che sta lavorando al progetto di rinnovo urbano dell’area di corso Palermo sino al centro di Barriera. Ascolto sempre con interesse Carlo Ratti ma questa volta mi pare che il suo lavoro sul nuovo Piano Regolatore manchi di una Visione strategica di Torino. Lui che prima aveva immaginato di unire Torino a Milano , col che Torino sarebbe diventata la periferia più bella e storicamente interessante della Città del panettone ora, dalla intervista a La Stampa di sabato scorso, vede la stazione di Porta Susa come il semplice collegamento all’Alta Velocità e non vede come Torino con il collegamento con Lione e Parigi potrà diventare una nuova Capitale internazionale con una Storia industriale, sociale e culturale unica?  Torino dopo la vendita della Iveco che segue alla perdita di altre decine di sedi aziendali e di marchi prestigiosi degli ultimi venticinque anni, inizia a mordersi le mani per la occasione persa delle Olimpiadi 2026 di Milano Cortina . Le Olimpiadi avrebbero potuto vederci primattori perché mentre di là alcuni impianti non saranno pronti qui noi avevamo impianti pronti e collaudati. A Febbraio per tre settimane Milano, la Valtellina , Cortina e le Dolomiti oscureranno le nostre montagne grazie alla cultura della decrescita dei cinque stelle.
Ma Lorusso si preoccupa già della alleanza con cui vincere tra diciotto mesi alle prossime elezioni comunali. Quelli che volevano farci perdere la TAV e che ci hanno fatto perdere le Olimpiadi del 2026 saranno determinanti per la nuova coalizione di Lorusso. Siamo matti? Una Città di ristoranti come l’ha definita la Signora Tiziana, italiana che vive a New York da venticinque anni e qui per alcuni giorni di vacanza.
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La Torino che produce, la Torino che dà servizi di qualità alla nostra Città, la Torino cattolica che aiuta le tante Istituzioni di carità non può star ferme di fronte a un campo largo pericolosissimo per il futuro della Città di Cavour, di Don Bosco, della Fiat e della Lancia, del Cottolengo e dello Juvarra .
Certo la politica ha bisogno di un anima ma ha anche bisogno del grande valore aggiunto dei cattolici impegnati nel sociale. Partendo dai grossi problemi di oggi e riprendendo là lezione dei grandi Sindaci DC del dopoguerra come Peyron e Grosso , utilizzando la esperienza e la alta preparazione di Docenti e imprenditori di centro ,  dobbiamo preparare un programma che dia una speranza alla metà della Città che sta male e una certezza di futuro alla metà della Città più fortunata. Ne parleremo a settembre in un bel convegno che terremo a Bardonecchia perché alla montagna dei torinesi ci teniamo.
* già Sottosegretario alle Infrastrutture
leader SITAV SILAVORO 

Torino, un triste anniversario per l’Ucraina

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IL TORINESE WEB TV

Manifestazione CUT (Comunità Ucraini Torino) in piazza Carignano in occasione del 34 anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina.

Ai nostri microfoni, la vicepresidente dell’Associazione CUT commenta in modo molto addolorato l’attuale situazione nel suo paese.

Francesco Valente

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Controesodo, più di 24 milioni di veicoli in viaggio in Italia. Rallentamenti sulle tangenziali piemontesi

Si avvia alla conclusione il primo weekend di controesodo estivo 2025 sulla rete stradale e autostradale di Anas (Gruppo FS Italiane).
Questa mattina  in Piemonte la situazione è risultata particolarmente difficile sulle tangenziali e sugli accessi alle aree urbane, con un afflusso sostenuto dovuto al rientro dei pendolari, tanto da ricevere il bollino rosso nelle prime ore del giorno. Verso il pomeriggio, la circolazione si è comunque mantenuta intensa, ma con un graduale miglioramento, passando a bollino arancione
A livello nazionale sono stati complessivamente più di 24 milioni i transiti registrati: oltre 17,5 milioni nelle giornate di venerdì 22 e sabato 23 agosto e più di 6,6 milioni alle 12 di oggi.
Nonostante i volumi di traffico di notevole rilievo non si sono registrate particolari criticità.
L’aumento della mobilità rilevata rispetto a quella dei giorni dello scorso fine settimana è stato sensibilmente più alto per la giornata di venerdì, che nel confronto con Ferragosto ha visto un incremento medio su tutta la rete in gestione Anas del 7,1% mentre nella giornata di sabato il traffico è rimasto sostanzialmente simile (+0,4%).
Tendenzialmente stabile rispetto domenica scorsa il traffico rilevato dalle prime ore di oggi. Si segnala anche questa domenica un incremento del traffico rispetto la scorsa domenica sull’autostrada A2 del Mediterraneo in direzione nord, con flussi orari di traffico notturno più che raddoppiati rispetto domenica scorsa, e con incrementi del 30-50% tuttora riscontrabili lungo tutta l’infrastruttura.
Durante venerdì e sabato trascorsi sulla A2 tra l’innesto con la A30 ed il nodo di Salerno sono transitati 109.473 veicoli e dopo l’innesto con la A2 dir NA di collegamento con l’autostrada A3 Napoli sono stati 151.504. Il picco massimo, registrato come al solito presso l’impianto di Pontecagnano è stato di 221.265 veicoli, 160.513 dopo Battipaglia, 105.075 a Campagna e 100.839 presso Casalbuono. Sul tratto appenninico sono risultati 72.154 presso l’impianto in comune di Rivello e 75.773 presso quello di Altomonte. Dopo Cosenza, presso Montalto Uffugo sono transitati 62.258 veicoli, 90.414 dopo Falerna, 74.464 presso Palmi e 64.155 presso Villa San Giovanni.
In Sicilia sulla A19DIR sono transitati 151.837 veicoli presso Palermo, mentre presso Altavilla Milicia sulla A19 ne sono stati misurati 93.927, scesi a 31.830 presso Alimena e 26.171 presso Caltavuturo.
Sul Grande Raccordo Anulare di Roma sono complessivamente transitati 238.407 veicoli presso la Romanina, 260.896 tra Laurentine a Pontina, 205.211 tra la Pisana e l’Aurelia, 179.429 tra via Cassia e l’Ospedale S. Andrea e 191.098 tra via Nomentana e via Tiburtina). Il massimo carico sulla A91 è stato registrato a Roma con 221.557 veicoli, mentre sulla SS148 “Pontina” i veicoli registrati dal sistema sono stati 146.401 presso Roma, ad Ardea erano 102.419, 70.168 presso Latina e nel tratto finale presso Sabaudia 42.187.
Lungo la SS16 “Adriatica” partendo dal tratto veneto presso Rovigo con 36.374 veicoli complessivi nel fine settimana, quindi su quello emiliano-romagnolo con i  28.491 di Ferrara, i  64.162 di Ravenna, i 62.297 di Rimini ed i  47.762 di Riccione, poi marchigiano con i  41.055 di Falconara Marittima ed i  39.896 di Fermo, proseguendo sulla costa abruzzese sono stati  52.463 i veicoli misurati ad Alba Adriatica e  23.227 presso Vasto, il valore minimo è stato registrato in provincia di Isernia in comune di Campomarino con 15.230 veicoli, per finire in Puglia a Brindisi con il valore di  135.771  veicoli transitati nel fine settimana.
Sul versante Tirrenico, per quanto attiene alla SS1 “Aurelia” i volumi veicolari totali misurati tra venerdì e sabato sono stati 20.052 a Cerveteri in provincia di Roma, 50.333,00 a Montalto di Castro.
In provincia di Viterbo, passando in Toscana sono stati misurati 64.488 veicoli a Grosseto, 51.946 in provincia di Pisa in comune di Vecchiano; nel tratto ligure sono stati   17.158 i veicoli misurati presso Sarzana in provincia di La Spezia, 21.460 ad Arenzano in provincia di Genova, 18.721 a Finale Ligure per la provincia di Savona, 29.286 presso Ventimiglia per la provincia di Imperia. Lungo la dorsale tirrenica meridionale della SS18, i volumi maggiori sono stati registrati dalla stazione di misura presso Capaccio Paestum con 70.409, quindi San Nicola Arcella con 51.360, Eboli con 51.321, Vibo Valentia 47.624 e Belvedere Marittimo 42.569.
Per la SS106 Jonica la “classifica” dei maggiori volumi di traffico del fine settimana parte da Castellaneta con 69.594, Stalettì 64.558, Reggio di Calabria con 63.309, Simeri Crichi con 60.484, Cutro con 36.296, Borgia sulla SS106 varA con 34.238 transiti.
Sulla SS51, infine, sono stati 20.155 i veicoli transitati tra Belluno e Ponte nelle Alpi, saliti a 51.513 presso Longarone e 18.576 presso Valle di Cadore.