

AVVISTAMENTI / di EffeVi
MADONNA CON FASSINO Forse siamo troppo attaccati a un’idea antica di Natale: ma ricevere all’uscita della messa di Avvento un calendario con la foto del sindaco Fassino, in corsa per la rielezione, lascia un senso di fastidio. Possibile che non si riesca a tenere neppure questa festa fuori dalla campagna elettorale?
Altro che “Presidente operaio”: il Sindaco Fassino, in corsa per una rielezione non scontata, ce la sta mettendo tutta per entrare ogni giorno nelle nostre vite e ricordarci, neppure troppo sottilmente, che lui si muove, opera, pensa, fa, organizza, si preoccupa, regge i fili e, possiamo dire, fa miracoli. E’ dappertutto. Non c’è giorno senza che La Stampa, per dire, ci propini fotonotizie o articoli con le gesta del sindaco-candidato – spesso più volte nella stessa edizione. Rai Regione ci tiene ricordarci i suoi antenati, cioè i cinegiornali Luce e la Settimana Incom.
Sono tempi grami per la persona che voglia passare un sereno Natale senza essere bombardata da messaggi continui di propaganda elettorale. Per dire, chi tenta di vivere un Natale nella dimensione un po’ più spirituale – anche secondo i moniti di Papa Francesco e del nostro vescovo – si ritrova la campagna di Fassino anche in chiesa: all’uscita della messa ti mettono in mano un calendario in cui campeggia una bella foto del vescovo che stringe la mano al Sindaco uscente.
Intendiamoci, nessuno scandalo: il vescovo di Torino non è nuovo a uscite talvolta un po’ incongrue. L’attacco alla “movida” gli fruttò una grandinata di polemiche, col bel risultato di avere il successore di San Massimo vescovo fatto bersaglio di lazzi e risposte beffarde, sui giornali cittadini, da parte di osti e birrai. Né siamo ipocriti o smemorati: è un diritto-dovere del vescovo, in buona coscienza, di orientare le coscienze dove ritiene sia meglio per la comunità cittadina.
Ma le occasioni non mancano: per dire, già un mese fa un importante giornale cittadino aveva dedicato un’intera paginata a un fotomontaggio sul tema: “Nosiglia e Fassino: solo insieme si vince la povertà”. I due erano raffigurati insieme mentre facevano la spesa di solidarietà per il banco alimentare; in realtà ognuno era andato per conto proprio – a una Coop diversa, ovviamente – ma al giornale era parso opportuno mostrarli anche fisicamente insieme. Una operazione certamente efficace, ma insomma, un po’ sguaiata.
Il Sindaco Fassino lo capiamo: è un solido politico vecchia scuola che lotta per la rielezione in un clima difficile e completamente diverso dal sistema nel quale si è formato, una specie di dinosauro a cui nessuno osa dire che un asteroide ha colpito la Terra e che la sua specie si è estinta. Quindi giochi la sua partita: io personalmente non sono smosso da fotografie en travesti da Babbo Natale, con le pettorine o da chierichetto. Ma è un fatto personale.
All’arcivescovo di Torino, invece, si richiederebbe – anche in tempi di linguaggi à la Papa Francesco – un minimo di misura e di rispetto per fedeli pensanti – quei pochi che restano: si esprima, guidi, orienti i fedeli per Fassino se vuole. Ma ci risparmi il calendario della diocesi con la foto Piero detto Il Lungo (ché se poi le elezioni andassero diversamente, dovremmo tenercelo comunque per un anno in casa): alla galleria del Sindaco in campagna elettorale ormai manca soltanto un’immagine di Madonna con Fassino. E soprattutto, tutti e due, lasciate almeno il Natale fuori dalle elezioni comunali.


Primi segnali positivi, ma dopo sette anni di crisi il ritorno alla normalità è ancora lontano
Al centralino della polizia questa mattina, poco dopo le undici, e’ arrivata una chiamata: «C’è una bomba dentro la Mole. Scoppierà tra un’ora e mezza». La voce era di un uomo presumibilmente italiano. Sono stati subito allertati i carabinieri che stanno presidiando la zona. Il Museo del Cinema e’ stato fatto evacuare e turisti e passanti sono stati fatti allontanare dall’area circostante per precauzione. Gli artificieri hanno controllato ogni angolo della struttura che è già stata riaperta al pubblico. Stesso copione per l’ipermercato Le Gru di Grugliasco, dove era stata segnalata via telefonata anonima la presenza di un ordigno. Ma il centro commerciale non è stato evacuato. Fortunatamente si è trattato in entrambi i casi di un falso allarme e sono ora in corso le ricerche dell’uomo che questa mattina ha tentato di seminare il panico in città.
Cinque le astensioni (Altamura, Bertola, Centillo, Levi Montalcini, Onofri), quattro i voti contrari (Ambrogio, Appendino, Curto, Trombotto)
Maurizio Trombotto – SEL: Arrivati all’atto conclusivo di questa riforma, possiamo dire di non essere soddisfatti. Siamo partiti dalla necessità di trasformare le circoscrizioni, che andavano modificate nell’assetto organizzativo e politico e credevamo, come gruppo SEL, che questa fosse l’occasione per risolvere una serie di problemi manifestatisi negli anni e cogliere le istanze suggerite dal territorio. Invece, nonostante la mole imponente di lavoro svolto e il serrato dibattito che hanno caratterizzato le sedute della commissione speciale per il Decentramento siamo arrivati ad un prodotto finale ricco di contraddizioni. Una riforma “barocca” dove prima scompare la rilevanza esterna della giunta salvo tornare attraverso la definizione tautologica di “competenza esterna”, frustrata poi dalla possibilità data ad almeno cinque consiglieri di poter richiamare alla votazione in Consiglio di circoscrizione gli atti approvati dalla Giunta. Ancora più grottesca la composizione della Giunta che vedrà affiancare ai quattro coordinatori per competenza i coordinatori di territorio, con inevitabile rischio di forti conflitti interni o, infine, il finto trasferimento di ulteriori risorse e competenze. Il risultato finale è una pasticciata finta riforma che poco cambia e che dovrà presto essere nuovamente cambiata.
di coerenza e lealtà verso questa maggioranza, avevo scelto di non presentare un emendamento, che pure avevo preparato, per varare cinque Circoscrizioni soltanto. Quella che vedo oggi in aula è una maggioranza non autonoma, formatasi in intreccio con una parte delle opposizioni: se potessi tornare indietro, quel mio emendamento lo presenterei. Mi auguro che si tornio a un metodo diverso; e attenzione a metafore sulle cattedrali, quali ho sentito, poiché esiste anche la cattedrale nel deserto. Per quanto mi riguarda, continua a valere la mozione di accompagnamento votata con lo Statuto.
Coniugare il tempo del viaggio, della rapidità degli spostamenti, con l’amore per il buon cibo: a cominciare da prodotti tipici assolutamente unici, come la Mozzarella di Bufala Campana, ed altre selezionate specialità del Made in Italy. E’ questa la scommessa di Fattorie Garofalo – azienda di Capua a capo di un gruppo di imprese agroalimentari da quasi 60 milioni di euro di fatturato all’anno e oltre 200 dipendenti – che sta lanciando I’AMME (andiamo): una catena di mozzarella bar dedicati ai luoghi di transito dei viaggiatori. Venerdì 18 dicembre all’Aeroporto “Sandro Pertini” di Torino si inaugura il primo I’AMME del Nord Italia.

L’episodio più recente ha avuto per protagonisti tre pregiudicati, una donna torinese e due uomini pugliesi, che vendevano sul web Iphone, Ipad e altro materiale informatico a prezzi molto vantaggiosi: tutta merce inesistente
Cuneo e Alba per i reati di truffa e frode telematica. Gli acquirenti, acquistata la merce per un totale di 3.000 euro, non hanno mai visto i prodotti. Altri tre truffatori, pregiudicati torinesi, avevano invece ceduto in affitto case di montagna che non esistevano e poi erano spariti dalla circolazione.