La Digos ha accertato che Anis Amri, il killer del Tir al mercatino di Natale di Berlino, è scappato in Italia dalla Francia, da Chambery, in Savoia, da dove ha poi raggiunto Torino. Dalla nostra città è quindi salito su un treno per Milano, dove è arrivato verso ‘una di notte. Dalla Stazione Centrale si è spostato a Sesto San Giovanni: attorno alle 4 ha incrociato i due agenti di polizia della volante che durante una sparatoria, scaturita da un normale controllo, lo hanno ucciso . Ferito non gravemente uno dei poliziotti.
Il consiglio della Città Metropolitana ha votato per continuare a partecipare all’Osservatorio sulla Torino-Lione, guidato dal commissario governativo Paolo Foietta e per tenere aperta la sede che si trova in corso Inghilterra, nel palazzo dell’ex provincia. 8 i voti contrari del Movimento 5 Stelle che non sono stati sufficienti a bocciare una
mozione proposta dal Pd, che di fatto “costringe” la sindaca metropolitana, Chiara Appendino, a restare nell’organismo seppur contraria alla Tav, dal cui Osservatorio ha fatto uscire il Comune di Torino. Il Movimento 5 Stelle è alla guida della Città Metropolitana, ma la maggioranza dell’assemblea consiliare è di centrosinistra e centrodestra. A Palazzo Civico, dove la Sala Rossa ha di recente votato la fuoriuscita del Comune di Torino dall’Osservatorio, Chiara Appendino è così “obbligata” a fame parte nel suo ruolo di sindaca metropolitana.
(foto: il Torinese)
L’attentato di Berlino ha inevitabilmente indotto le autorità, anche a Torino, ad innalzare le misure di sicurezza sotto le feste natalizie. Osservati speciali i mercatini di Natale e le manifestazioni in genere. Il tutto, però, senza blindare la città, così come richiesto anche dai commercianti. Le pattuglie delle forze dell’ordine verranno aumentate e non è escluso che possano essere impiegati strumenti come i
betafence, i blocchi di cemento già usati in occasione del Salone del Gusto al Valentino, per impedire il passaggio ai camion. Le iniziative particolarmente “attenzionate” sotto la Mole? Naturalmente i mercatini in piazza Castello, Carlo Felice e la rassegna natalizia in piazza d’Armi. La macchina della sicurezza già rodata con successo proprio al Salone del Gusto, ma anche durante eventi ad alto rischi quali la visita di papa Francesco, a Torino è certamente efficiente.
(foto: il Torinese)
Mutazioni al dna per colpa dell’inquinamento su un bambino torinese ogni due. E’ quanto afferma uno studio dell’Università di Torino, condotto insieme ad altri atenei italiani, su un campione di 1.200 bimbi tra i 6 e gli 8 anni. Giorgio Gilli, ordinario di Igiene, afferma che si tratta di una ricerca per comprendere gli effetti dello smog sui più piccoli. In città il 53% dei campioni prelevati dalla bocca degli studenti presentava almeno un micronucleo, un indicatore di una mutazione del Dna. Le analisi rivelano la capacità dei Pm 0,5 di procurare effetti tossici, mutageni e cancerogeni. I danni alla salute non vengono esaminati perché le patologie possono insorgere solo dopo diversi anni . E’ comunque una significativa indicazione per spiegare a chi governa come intervenire sulle politiche dell’ambiente.
(foto: il Torinese)
Presentazione ufficiale del nuovo direttore regionale della Sanità, Renato Botti, e anche occasione per una riflessione sugli obiettivi di lavoro per il 2017, per il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, e l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, che hanno incontrato i direttori generali delle aziende sanitarie. Legittima soddisfazione per avere conseguito l’uscita dal piano di rientro, obiettivo prioritario fin dall’insediamento della Giunta nel 2014. Ma per il Piemonte ora inizia la fase due, che punta alla crescita del sistema sanitario: se è vero che in base a molti recenti indicatori, si caratterizza per essere tra i migliori a livello nazionale, grazie alla professionalità e alle capacità degli
operatori, esistono ancora molte problematiche. Tra queste le liste d’attesa, per ridurre le quali sarà pronto un piano organico in grado di intervenire sul fenomeno. Bisognerà poi investire risorse sul personale medico ed infermieristico, e sulla costruzione di nuove strutture sul territorio (Città della Salute a Torino e Novara, ospedali unici del VCO e
dell’Asl TO5, ospedale di Verduno e presidio della Valle Belbo, visto che l’edilizia sanitaria piemontese è vecchiotta, addirittura “storica”. L’assessore Saitta ha raccomandato ai direttori generali massima attenzione per le criticità che caratterizzano il periodo invernale (affollamento del pronto soccorso, picchi dell’influenza). Il neo- direttore Botti ha manifestato la propria disponibilità per raggiungere gli obiettivi indicati dall’amministrazione, annunciando, a breve, “un atto di indirizzo a tutte le aziende per l’applicazione coordinata ed uniforme su tutto il territorio dei nuovi Lea”.
(Foto: il Torinese)
L’aula della Camera dei deputati ha dato il via libera alla ratifica del trattato Italia-Francia sulla Tav. Il documento è stato approvato con 285 voti a favore, 103 contrari (M5S e Sel) e tre astenuti. Al momento della votazione finale i deputati M5S hanno esposto striscioni con la scritta “No Tav”. La presidente Laura Boldrini ha quindi chiesto l’intervento dei commessi per rimuoverli. “Una votazione che ratifica un accordo scandaloso, che fa spendere due miliardi e mezzo di euro di soldi pubblici, sventra una valle, prosciuga i corsi d’acqua, sparge polvere di amianto su tutto il territorio. Ecco l’accordo Italia Francia sul Tav che la maggioranza ha fatto approvare. Da quindici anni i governi italiano e francese continuano a non rispettare l’art. 1 dell’Accordo di Torino del 2001 secondo il quale l’entrata in servizio dovrebbe avvenire alla data di saturazione delle opere esistenti”. Così sul blog di Beppe Grillo intitolato “Ora e sempre #NoTav”.
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“Si è concluso un iter forse troppo lungo – ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino – ora guardiamo avanti, si tratta di mantenere i tempi e lavorare per avere le massime ricadute sul territorio”. Il presidente, a margine dei lavori del Consiglio regionale, ha inoltre ribadito che “La morale è che bisogna sentire le comunità coinvolte”. Secondo Chiamparino, infatti, la svolta è arrivata con la nascita dell’Osservatorio nel 2005. “Ascoltare è servito – ha aggiunto il presidente – Il progetto oggi è cambiato e coinvolgerà pienamente Torino, che prima era tagliata fuori. Quando vedo manifestazioni No Tav con più bandiere che persone mi è difficile non dire che si tratta di iniziative pretestuose”.
(foto: il Torinese)
Il tir utilizzato ieri per la strage di Berlino era partito da Torino. Trasportava elementi di acciaio da scaricare nella capitale tedesca. La notizia è stata comunicata all’agenzia Ansa dal proprietario della ditta di trasporti Ariel, che ha sede a Gryfino, nella regione di Stettino, in Polonia. L’azienda opera dal 2005 e oggi lavora nei Paesi dell’Unione europea, trasportando merci soprattutto fra Italia e Germania e tra Danimarca e Svezia. I suoi mezzi sono capaci di trasportare da 3,5 a 40 tonnellate di merci.
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Il Consiglio regionale del Piemonte, questa mattina, in apertura di seduta, ha osservato un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato terroristico di Berlino. “Il tragico bilancio ancora provvisorio – ha ricordato il presidente Mauro Laus – conta dodici morti e quarantotto feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. Dalle notizie degli organi di stampa si apprende che si tratterebbe di un attacco terroristico, alla stregua di quanto accaduto a Nizza il 14 luglio scorso. Il profondo senso di sgomento e di dolore di questo folle attacco accomuna l’opinione pubblica internazionale ed è lo stesso sentimento che ci accompagna oggi nell’espressione della più sincera vicinanza ai familiari delle vittime”.“Al popolo tedesco – ha concluso Laus – desidero manifestare la nostra partecipazione e la nostra solidarietà, convinto di interpretare la sensibilità dell’intera comunità piemontese in questo terribile momento”.
Poco ottimismo da parte delle imprese torinesi, in particolare quelle dei servizi, ma non si respira comunque aria di recessione. Per il primo trimestre 2017, nonostante “traumi” nazionali e internazionali come le elezioni americane e la vittoria del no al referendum, il nuovo governo e la crisi delle banche , le previsioni si confermano sostanzialmente stabili e positive. La fotografia emerge dalla consueta indagine di fine anno dell’Unione Industriale di Torino su un campione di circa 400 imprese associate.

Nel manifatturiero tiene l’occupazione e crescono leggermente le previsioni sull’export. Segno positivo anche per gli investimenti in macchinari. Resta anche basso il ricorso agli ammortizzatori sociali. Le criticità riguardano soprattutto l’edilizia mentre sono più fiduciose le aziende metalmeccaniche. Il 43,2% delle aziende non ritiene ci possano essere ripercussioni derivanti dalla Brexit. Nei servizi non riparte purtroppo l’export e gli investimenti. Il quadro e’ quello di un’economia ancora positiva, anche se cala la fiducia e c’è meno ottimismo, con previsioni comunque “moderatamente positive”, commenta il presidente Dario Gallina.
(foto: il Torinese)
Sarà un bianco Natale? Forse. Infatti l’alta pressione che ha dominato le ultime due settimane su Torino e Piemonte, sta per cedere. La nebbia fitta in pianura e l’ aria irrespirabile dovrebberoro lasciare spazio a un peggioramento del meteo che all’inizio della settimana di Natale porterà neve anche a una quota bassa tra i 300 e i 700 metri di altitudine, ad incominciare da Astigiano e Cuneese. La soglia si alza a 7-800 metri nelle altre province piemontesi. Domenica, in ogni caso, secondo le previsioni dell’Arpa il cielo sarà ancora sereno in quasi tutto il Piemonte fino al pomeriggio Poi l’alta pressione lascerà posto alle nubi sulle zone appenniniche e sul nord della regione. Lunedì e martedì si avranno piogge e nevicate a quote basse.
(foto: il Torinese)
Un’ opera che segnerà il futuro del Piemonte e che fa parte di un disegno infrastrutturale complessivo moderno e sostenibile per il nostro territorio e l’intera Europa. Ecco cos’è la Tav per il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. Ne ha parlato nel corso di un incontro in vista della imminente ratifica del trattato bilaterale tra Italia e Francia, in calendario alla Camera nei prossimi giorni. “Il Piemonte attende la decisione del Parlamento ormai da anni e sarebbe una delusione se spuntasse qualche escamotage per allungare ulteriormente i tempi”, commenta. Se tutto andrà come previsto potranno iniziare i lavori per le opere definitive della linea ferroviaria. Le gare per l’affidamento dei progetti sono predisposte. Interviene anche la vicepresidente dell’Assemblea regionale piemontese, Daniela Ruffino: “ci sarà una pluralità di cantieri aperti che occuperanno molti lavoratori, in particolare della Valsusa, impegnati nella costruzione dell’opera. Un’occasione per contrastare la crisi, riqualificando il personale con un sistema formativo adeguato, per ridare respiro al settore dell’ edilizia che ha perso 13.000 lavoratori. Le istituzioni e le associazioni di categoria si devono attivare al massimo per garantire l’ occupazione locale e partire al più presto con le opere di compensazione. Non bisogna indugiare e non è più consentito concedersi ritardi”. Contrari all’opera i pentastellati che saranno presenti oggi con una delegazione di parlamentari all’Anfiteatro di Susa per dire il proprio no all’opera.