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Il tribunale di Milano: "Bloccate Uber-Pop" e i taxi segnano un punto decisivo

taxi2Anche a Torino si erano verificate numerose tensioni con i taxisti, che avevano organizzato in città una manifestazione nazionale

 

L’istanza di sospensione del blocco della app ‘Uber-pop’ presentata dalla società americana,taxi è stata respinta dal tribunale di Milano. E’ quindi rimasto valido il provvedimento  dello scorso 26 maggio e, ora, trascorse due settimane da tale sentenza, scatteranno le sanzioni nei confronti della multinazionale che gestisce il servizio. Se non verrà immediatamente oscurata la app UberPop, versione low cost del servizio, la multa è di 20mila taxi6euro al giorno. il tribunale di Milano aveva deciso di bloccare il servizio per “concorrenza sleale” rispetto ai tassisti, poichè gli autisti Uber viaggiano senza  licenza. Uber può solo taxi8sperare nel ricorso che sarà discusso il prossimo 7 luglio nel capoluogo lombardo per continuare ad operare in Italia.  Anche a Torino si erano verificate numerose tensioni tra i taxisti, che avevano organizzato in città una manifestazione nazionale (vedi foto) e gli autisti di Uber.

 

(Foto: il Torinese)

Arrivano altri 776 migranti in Piemonte suddivisi nelle otto province

Profughi

profughi 2Ai primi di giugno ne sono arrivati 178, altri 290 arriveranno nelle prossime ore

 

Saranno 776 i nuovi migranti destinati al Piemonte. Ai primi di giugno ne sono arrivati 178, altri 290 arriveranno nelle prossime ore. Lo annuncia l’assessore regionale all’Immigrazione, Monica Cerutti: “La nostra regione rispetterà gli impegni presi, ma non può  occuparsi anche della parte che spetta alle altre Regioni”. I prossimi  arrivi saranno divisi nelle varie province: 310 a Torino; 95 Alessandria; 129 Cuneo; 38 Vercelli; 81 Novara; 48 Asti; 40 Biella; 35 Verbania”. “Credo che il governo debba ignorare la posizione di Maroni e dare disposizione ai prefetti perché tutte le Regioni diano accoglienza ai migranti”. Lo dice all’Ansa il presidente piemontese e della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino: “La disponibilità delle Regioni a collaborare deve essere piena “.
   

Ecco le foto esclusive del volo Torino-Catania atterrato in emergenza a Caselle

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La gomma di un carrello è scoppiata in fase di decollo e il pilota ha così iniziato il rientro in pista

 

Momenti di paura tra i passeggeri di un boeing 737 della compagnia Blue Air, che ha effettuato ieri un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Caselle, da dove era appena partito verso Catania. La gomma di un carrello è scoppiata in fase di decollo e il pilota ha così iniziato il rientro in pista. Un passeggero, al momento dello sbarco ha inviato le foto che pubblichiamo, al nostro quotidiano “il Torinese”: ben visibile la gomma danneggiata. Atterraggio di emergenza fortunatamente riuscito, dopo avere scaricato oltre 7000 litri di carburante: i 154 passeggeri e i membri dell’equipaggio stanno tutti bene. Intanto, con l’ipotesi di disastro colposo, il  pm Raffaele Guariniello ha aperto un’inchiesta sull’incidente. La polizia giudiziaria e i consulenti tecnici stanno svolgendo gli accertamenti.

Maroni e Zaia: "Basta migranti". Chiamparino e Fassino: "Inaccettabile"

MIGRANTI MARE

chiampa scrivaniaProfughiZaia ha dichiarato al Corriere Della Sera: “Qui siamo alla follia, con questo governo inadeguato che sui documenti ufficiali invita le Regioni  a gestire ‘la fase acuta’ dell’immigrazione. E invece sappiamo tutti che non è acuta, è cronica”

 

Nuovi sbarchi di migranti sulle coste i taliane e nuove infuocate polemiche. Il governatore veneto Luca Zaia ha dichiarato al Corriere Della Sera: “Qui siamo alla follia, con questo governo inadeguato che sui documenti ufficiali invita le Regioni  a gestire ‘la fase acuta’ dell’immigrazione. E invece sappiamo tutti che non è acuta, è cronica. Smettiamola con l’illusione di poter sopportare e gestire un esodo biblico: le vite umane si salvano, senza se e senza ma, non si discute, ma in Veneto abbiamo 514 mila immigrati regolari, quasi l’undici per cento della popolazione. E di questi, 42 mila non hanno un lavoro. Insieme a Emilia Romagna e Lombardia siamo i più accoglienti. Ora basta”.  Nel frattempo, in Sicilia, sono arrivati altri 1400 migranti sulle navi tedesche attraccate a Palermo e Trapani. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti dice che non accoglierà nuovi arrivi “come fanno Lombardia, Veneto e Valle d’Aosta”. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, propone di ridurre i trasferimenti regionali ai Comuni che accoglieranno nuovi migranti. Ma il governatore piemontese e presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino non ci sta:  “Mi sembra evidente la strumentalità politica di Maroni sull’immigrazione e forse bisognerebbe avvertirlo che la campagna elettorale è finita. Inoltre, una eventuale interruzione dei trasferimenti ai Comuni sarebbe oggetto di innumerevoli ricorsi”. E nel dibattito si fa sentire anche il sindaco di Torino, Piero Fassino che dichiara all’Ansa:  “Non è nei poteri di un presidente di Regione decidere quale politica di accoglienza di profughi persegue il nostro paese. Tanto meno è accettabile che si minaccino in modo ritorsivo, e illegalmente, riduzioni di risorse ai comuni che ospitano profughi. Mi auguro che il presidente Maroni si renda conto della insostenibilità delle sue dichiarazioni”.

Juve sconfitta con onore a Berlino, tramontato il sogno bianconero

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juve tifosi 2juve tifo 33Sono nove, sei della Juventus e tre del Torino, i calciatori torinesi convocati da Antonio Conte per il match del 12 giugno contro la Croazia

 

 “Una squadra meravigliosa ha dei tifosi meravigliosi”. Così la Juventus su Twitter per ringraziare i tifosi bianconeri. Congratulazioni ad Andrea Pirlo e Gigi Buffon. “Tutti in piedi per il Maestro” Andrea Pirlo e “Un’altra partita e un’altra stagione da quel fuoriclasse immenso che sei”, riferendosi a Buffon.

 

Non è stata vittoria, ma la Juventus si è battuta con onore. Peccato che l’attesa sotto il sole infuocato, fin dalla mattinata, sotto  al doppio maxischermo di piazza San Carlo non abbia premiato i tantissimi tifosi che hanno assistito alla finale di Champions League trasmessa da Berlino e terminata per 3-1 a favore del Barcellona. Al quarto minuto del primo tempo ecco la rete che sblocca il risultato, di Rakitic su assist di Iniesta. Ammoniti Vidal e Pogba. I bianconeri  pareggiano all’inizio del secondo tempo con Morata. Pogba chiede inascoltato un calcio di rigore dopo un contatto  con Dani Alves. Il Barcellona torna in vantaggio con Suarez. L’arbitro  Cakir annulla un gol a Neymar per un tocco con la mano che porta il verdetto sul 3-1 in contropiede all’ultimo di recupero. Si apprende, intanto, che sono nove, sei della Juventus e tre del Torino, i calciatori torinesi convocati da Antonio Conte per il match del 12 giugno contro la Croazia, per la qualificazione a Euro 2016. Tra gli juventini Alessandro Matri,  capitan Buffon, Barzagli e Bonucci, Marchisio e Pirlo. I granata sono Padelli, Darmian e Moretti.

 

(Foto: Essepiesse – il Torinese)

Caldo record: raggiunti i 36 gradi ma gli acquazzoni portano il fresco

sole cielo caldo

caldoLunedì infiltrazioni di aria fresca porteranno piogge diffuse e temporali sui rilievi  e così le temperature dovrebbero tornare più accettabili

 

Caldo torrido in tutta la regione, ormai da quattro giorni. In Piemonte l’estate è incominciata con una decina di giorni di anticipo. Le temperaure più elevate si sono registrate ad  Acqui Terme, in provincia di Alessandria, dove, il termometro ha raggiunto 36 gradi, a Cameri , nele Novarese, 34,9, a Vercelli 34,2 e a Torino 34. L’Agenzia Regionale per la Protezione Civile mette in guardia per  possibili condizioni di disagio. Gli anziani in particolare devono prestare attenzione e non uscire di casa nelle ore più calde.  Anche sabato e domenica le temperature sono a quota 30-35 gradi in pianura. L’acquazzone e il forte vento nellanotte di sabato daranno un po’ di sollievo in una domenica di sole splendente. Da lunedì infiltrazioni di aria fresca porteranno piogge diffuse e temporali sui rilievi  e così le temperature dovrebbero tornare nelle mede di stagione.

Non solo Bike Pride: sotto la Mole la bici è una filosofia di vita

bike2Pedalare anziché muoversi in auto. A giudicare dai numeri, pare sia questa la nuova tendenza in città. C’é chi sceglie il modello romantico con cestino in vimini e chi opta per il servizio di bike sharing messo a disposizione dal Comune

 

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Nuovo appuntamento per il Bike Pride sotto la Mole, in piazza Vittorio alle ore 15.30. Si rischia un ingorgo con i tifosi della Champions bianconera,(anche se il Comune assicura: “alle 18 i ciclisti avranno già lasciato la piazza”),  ma c’è da giurare che saranno moltissimi i torinesi che prenderanno parte alla  sesta edizione dell’evento promosso dalla Federazione Italiana Amici della Bici (Fiab Bike Pride) e da Verticalife. Bici in giro per la città  sabato e domenica, con una serie di appuntamenti. L’iniziativa, ha il patrocinio del Comune, in occasione di Torino 2015 Capitale dello Sport.

 

Che a Torino le biciclette facciano tendenza, non c’è dubbio. E oggi uno dei comandamenti è: pedalare anziché muoversi in auto. Stando ai numeri, pare sia questa la nuova moda in città.  Negli ultimi  mesi le vendite delle biciclette hanno superato quelle delle auto e sono sempre più numerosi i ciclisti urbani che scorrazzano nei percorsi ciclabili e non solo.  Troppo spesso,  a dire il vero,  anche sotto i portici storici, facendo inviperire i pedoni. Che sia per andare a lavoro, farsi un giro nel tempo libero o in veste di turista, coloro che hanno scelto le due ruote  sono in aumento in ogni fascia d’età. Ma oltre alle vendite schizzate alle stelle nei negozi che propongono l’articolo bicicletta , ormai come un oggetto di design , un must per tutte le stagioni e assolutamente personalizzabile (chi sceglie il modello romantico magari con  cestino in vimini, chi ancora dalle linee super essenziali color argento e chi più ne ha ne metta) , c’è chi opta per il servizio di bike sharing messo a disposizione dalla Città di Torino, il ToBike.  E non è affatto un’utopia il predominio dei ciclisti sulle auto se si guardano le statistiche delle capitali nordeuropee come Amsterdam, ad esempio, percorsa addirittura dalle bike highways, autostrade a due ruote.  Oltretutto il ToBike è un servizio che prevede diverse formule di abbonamento, adattabili a qualsiasi modalità di utilizzo e per il tempo necessario.

 

Per i dettagli ci si può  collegare al sito del Comune di Torino, www.comunetorino.it, o direttamente su www.tobike.it e fare così un veloce calcolo del costo del servizio. E stabilire la formula ottimale per abbonarsi.  La bicicletta esercita da sempre un grande fascino sui torinesi. Basti ricordare che, proprio sotto la Mole, nel lontano 1931,  da una idea di Giacinto Benotto, giovane ciclista di 24 anni, nacque l’omonima fabbrica di bici la cui  produzione raggiunse le 500 biciclette al giorno: cifra  record per gli anni  ’30. La Benotto vinse 11 campionati mondiali. Attualmente, come purtroppo capita spesso alle eccellenze subalpine che emigrano all’estero,  l’azienda continua a produrre  in Sudamerica e vanta un catalogo di quasi 100 modelli di biciclette per tutte le età. Ma torniamo al presente e alla nostra città.

 

Per i torinesi dunque è tempo di abbandonare i problemi legati al traffico e parcheggio e riscoprire i vantaggi di una città sempre più bike-friendly,  grazie anche alle numerose piazze e vie dello shopping pedonalizzate e rese itineranti anche per i cicloturisti stranieri. Questa forma di spostamento urbano è ricca di vantaggi in termini economici  per il risparmio di denaro e di tempo, ed è tutto un guadagno in termini di comodità e salute. Non solo si contribuisce a preservare l’ambiente ma è pure tanto divertente.

 

Clelia Ventimiglia

(Foto: il Torinese)

Anticorruzione, con il piano regionale il Piemonte è in prima fila

chiamp consiglioREGIONE PALAZZOSpiega il presidente Sergio Chiamparino: “il Piemonte è la prima Regione italiana a predisporre un Piano  ai sensi della nuova normativa. Inoltre, vengono introdotte misure come la rotazione degli incarichi dirigenziali legata al rischio potenziale di corruzione, secondo la quale non si può dirigere un settore per più di dieci anni”

 

Mentre Roma è travolta dalla seconda ondata di arresti di “Mafia capitale”, la Giunta regionale piemontese approva il Piano triennale di prevenzione della corruzione e il Piano per la trasparenza per il triennio 2015-2017. Gli obiettivi  del primo documento sono la riduzione della possibilità che si manifestino casi di corruzione, l’aumento della capacità di far emergere gli eventuali casi di corruzione, la creazione di un contesto sfavorevole alla corruzione, la promozione della cultura della legalità e dell’etica pubblica. Il secondo definisce invece le modalità di pubblicazione sul sito web della Regione di tutti i provvedimenti adottati dalla Giunta.

 

Illustrando i due testi agli organi di informazione. Spiega il presidente Sergio Chiamparino: “il Piemonte è la prima Regione italiana a predisporre un Piano di prevenzione della corruzione ai sensi della nuova normativa. Inoltre, vengono introdotte misure come la rotazione degli incarichi dirigenziali legata al rischio potenziale di corruzione, secondo la quale non si può dirigere un settore per più di dieci anni. Sia chiaro che non si apre una caccia alle streghe, in quanto si costruiscono strumenti di prevenzione e la rotazione va intesa per i dirigenti come una valorizzazione delle loro competenze ed uno stimolo per rendere più efficiente ed efficace la macchina regionale ”.BANDIERE REGIONE

 

L’assessore al Personale, Giovanni Maria Ferraris, aggiunge  che “il piano triennale approvato nasce dalla volontà della Giunta di porre in atto tutte le misure necessarie per prevenire la corruttela e rientra nel più ampio percorso di riorganizzazione già avviato mesi fa, per il quale la rotazione dei responsabili di settore è un tassello importante, non solo per rispondere alle criticità di rischio evidenziate in alcuni settori, ma soprattutto come opportunità di crescita e stimolo per valorizzare e motivare le nostre risorse umane. Il testo va però ben oltre le necessità riorganizzative e si pone l’obiettivo di permeare il lavoro dell’Amministrazione per i prossimi tre anni, aumentandone l’omogeneità, l’efficienza nei processi, il controllo ed il coordinamento interno”.

 

Il vicepresidente Aldo Reschigna dice che per realizzare questa classificazione “sono stati sottoposti a valutazione 1725 procedimenti e 432 processi amministrativi e sono stati definiti critici quei settori che gestiscono risorse o effettuano attività negoziali e di controllo” ed ha puntualizzato che “il Piano comprende anche azioni facoltative, come l’estensione alle società controllate ed agli enti strumentali della Regione, l’avvicendamento entro ottobre anche di tutti i dipendenti addetti ad attività ispettive e di controllo, corsi di formazione sulla cultura della legalità”. Il contributo di tutti i direttori regionali ha permesso di assegnare ai 93 nuovi settori nei quali saranno articolate le varie direzioni dal 3 agosto, ed i cui bandi saranno pubblicati domani sul Bollettino ufficiale della Regione, una valutazione del rischio bassa, media, elevata o critica. A quest’ultima categoria appartengono 31 settori, nei quali sarà applicata la rotazione obbligatoria.

“Ne bis in idem”, il principio che potrebbe tranciare il processo Eternit

eternit bandiereAd aprire le danze sono stati gli avvocati delle diverse parti civili costituite che si sono associati alle richiesta fatte nell’udienza precedente della procura. Poi è stato il turno della difesa del multimilionario svizzero 

 

Nell’udienza preliminare di ieri, giovedì, per decidere se Stephan Schmidheiny dovrà venire rinviato a giudizio con il capo di imputazione di omicidio volontario oppure se la sua posizione verrà archiviata è proseguita la discussione. Ad aprire le danze sono stati gli avvocati delle diverse parti civili costituite che si sono associati alle richiesta fatte nell’udienza precedente della procura. Poi è stato il turno della difesa del multimilionario svizzero che ha occupato la maggior parte delle quattro ore di discussione. E l’avvocato Alleva ha concretizzato lo spettro che aleggiava sin dall’inizio del percorso del procedimento Eternit Biss, quelle quattro paroline in latino, “Ne bis in idem”, che stanno a significare un principio giuridico, ovvero che nessuno può venire processato due volte per lo stesso fatto. E il fatto che 186 su 258 delle vittime fossero presenti nel primo processo è sicuramente una leva che la difesa amplierà. Inoltre sia Alleva, che l’avvocato Di Amato hanno sottolineato la circostanza che una persona che investì 50 – 60ETERNIT FABBRICA miliardi di lire nell’attività, difficilmente potrebbe venire bollato come un potenziale omicida volontario. “Sono argmenti che fanno breccia nell’opinione pubblica e che dovranno essere approfonditi – spiega Nicola Pondrano, presidente del Fondo vittime amianto – certamente il capo di imputazione presenta dei lati deboli per i quali potrebbe venire impugnato anche in altri gradi di giudizio, forse sarebbe stata più sicura la strada dell’omicidio colposo, provocato da una colpa grave, piuttosto che quella dell’omicidio doloso”. L’11 giugno, prossima udienza, sarà la volta delle repliche a partire dai pubblici ministeri Guariniello e Colace che potranno così argomentare le ragioni che li hanno portati ad imbastire Eternit bis. E dovranno essere convincenti perché se così non fosse anche altri procedimenti, Etetnit ter ad esempio, che si stanno incamminando, potrebbero venire tranciati dal principio del ne bis in idem.

Massimo Iaretti

 

Piero il Lungo trionfa nei sondaggi di carta. Ma che noia fare il sindaco

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ARCHITETTURApiazza7palazzo civicofassino 33IL GHINOTTO DELLA DOMENICA

Considerato quello che si sente un po’ ovunque, nelle piazze e sotto i portici, se solo si ha tempo e pazienza per frequentarli, c’è il forte sospetto che i mille cittadini maggiorenni interpellati siano stati fatti venire apposta da fuori, come si usava fare a Cuneo quando arrivava il re in visita e non si volevano esporre i concittadini giudicati troppo brutti

 

Considerato quello che si sente un po’ ovunque, nelle piazze e sotto i portici, se solo si ha tempo e pazienza per frequentarli, c’è il forte sospetto che i mille cittadini maggiorenni interpellati da Repubblica siano stati fatti venire apposta da fuori, come si usava fare a Cuneo quando arrivava il re in visita e non si volevano esporre i concittadini giudicati troppo brutti!

 

Cinque intere pagine di Repubblica non sono riuscite a smuovere Piero Fassino dalla sua indecisione per la ricandidatura a sindaco di Torino. E’ questa l’unica vera “notizia” che si può trovare nei molteplici articoli che il quotidiano della sinistra ha dedicato a uno dei più inutili sondaggi che si potessero immaginare: quello che ha misurato la popolarità del Lungo, chiedendo ai torinesi se sono più o meno soddisfatti del suo operato. Emerge il giudizio di una popolazione felice al 58 %, soprattutto entusiasta per la metropolitana, il turismo, il decoro urbano (sic!), i parchi e le opere pubbliche, un po’ meno per la scuola, la sicurezza e la pulizia delle strade … Considerato quello che si sente un po’ ovunque, nelle piazze e sotto i portici, se solo si ha tempo e pazienza per frequentarli, c’è il forte sospetto che i mille cittadini maggiorenni interpellati siano stati fatti venire apposta da fuori, come si usava fare a Cuneo quando arrivava il re in visita e non si volevano esporre i concittadini giudicati troppo brutti!

 

A parte la difficoltà interpretativa di analizzare la psicologia di chi ammira il decoro urbano ma lamenta le schifezze per strada, c’è da chiedersi che bisogno ci fosse di un sondaggio simile e soprattutto di propagandarlo con il megafono. Infatti, ogni due per tre escono graduatorie a livello nazionale che testimoniano il gradimento del sindaco metropolitano, tra i più amati d’Italia e ormai in concorrenza con i fasti del suo predecessore Chiamparino. Sono classifiche che lasciano un po’ il tempo che trovano, perché naturalmente non mettono a confronto il titolare della carica con nessun competitore. E’ quindi difficile dire che si possano poi tradurre automaticamente in voti, nel momento in cui si accende la gara elettorale e si presentano gli antagonisti. Ma dai risultati entusiasmanti del suo sondaggio. Repubblica inferisce che la stragrande maggioranza dei torinesi è pronta a rieleggere in carrozza il primo cittadino.

 

A questo punto scatta un retropensiero: non è che il sondaggio è stato voluto dal quotidiano che si ritiene la mosca cocchiera della sinistra per “forzare” Fassino a ripresentarsi alla tenzone elettorale che si svolgerà fra meno di un anno? Se è così, c’è da riconoscere che il sindaco ha saputo ben svicolare, incassando gli apprezzamenti, smentendo di essere un uomo solo al comando, anche se il sondaggio registra l’assoluta inconsistenza di una squadra assessorile che fu scelta apposta per non fargli ombra. Ma respingendo al mittente l’esplicito invito a dichiarare la propria scelta sul secondo mandato, perché “non è ancora il momento giusto”.

 

Tale ritrosia non pare derivi da un eccesso di modestia del nostro. Molte possono essere le interpretazioni, ma tutte partono dal fatto acclarato, e noto ben oltre la cerchia degli intimi, che a Fassino fare il sindaco non piace, lo considera un pensionamento immeritato  e anticipato rispetto al suo standing nazionale (ex-segretario Ds) e internazionale (inviato Onu in Birmania). La riconferma sarà da lui accettata solo se non ci saranno alternative migliori per incarichi di prestigio, oppure se la poltrona da primo cittadino potrà essergli utile per scalare il più alto scranno della presidenza del nuovo Senato dei “nominati”, quello che dovrebbe emergere dalla riforma Renzi, ora impantanata e assai pericolante.

 

C’è infine un ultimo aspetto da considerare: i destini della legislatura regionale anch’essi in dubbio, a causa delle note vicenda delle firme contraffatte per le liste Pd. Se anche Palazzo Lascaris dovesse tornare al voto, ecco che scatterebbe il “momento giusto”. Fassino potrebbe aspirare alla presidenza della Regione, soffiando il posto a Chiampa che, a dire il vero, dopo aver visto il baratro delle casse regionali – così diverse da quelle della Compagnia S. Paolo –  non pare molto convinto né di continuare l’attuale legislatura, né di riproporsi per un nuovo incarico.

Ghinotto