Con una presentazione di obiettivi e risultati raggiunti fin qui, dalla scuola secondaria di I grado Ada Negri, Torino ha rilanciato Openscuola, il progetto congiunto di Città di Torino e Politecnico di Torino finalizzato alla creazione e al potenziamento di laboratori informatici nelle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio cittadino.
Attivo dal 2013, Openscuola nasce dall’esigenza manifestata da numerosi istituti scolastici di rendere pienamente funzionali e aggiornati i propri laboratori informatici, offrendo a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, nuove opportunità di apprendimento e di accesso consapevole alle tecnologie digitali, e contribuendo al tempo stesso alla diffusione della cultura scientifica e tecnologica e alla promozione di percorsi educativi inclusivi e sostenibili.
Nel corso degli anni, grazie al progetto – noto anche come Scuola 2.0 – sono già stati realizzati 53 laboratori informatici, mentre numerose ulteriori richieste di installazione sono pervenute da altre scuole del I ciclo. Un risultato significativo, ottenuto attraverso il riutilizzo e la rigenerazione di hardware dismesso, opportunamente ricondizionato sia dal punto di vista hardware che software, e l’impiego di soluzioni open source: un approccio che consente di allestire interi laboratori a costi contenuti, spesso a partire da un unico computer docente dotato di sistema operativo e applicativi dedicati.
Il Politecnico di Torino fornisce supporto informatico per l’installazione, la gestione e la manutenzione dei PC, garantendo l’aggiornamento del software e la piena operatività dei laboratori nel tempo. I sistemi adottati prevedono un’amministrazione centralizzata che consente il monitoraggio e la gestione da remoto delle postazioni in modo scalabile e semplificato. Le attività tecniche sono svolte da personale specializzato dell’Ateneo, con il coinvolgimento di studenti e studentesse selezionati tramite borse di studio e assegni di ricerca, favorendo la formazione sul campo e il trasferimento di competenze.
Dopo la sospensione dovuta alla pandemia, Openscuola è stato rilanciato con un ampliamento degli obiettivi. Accanto al supporto tecnico, il progetto prevede un potenziamento delle attività di assistenza e formazione rivolte agli insegnanti, per accompagnare l’evoluzione dei metodi di insegnamento e apprendimento e promuovere un utilizzo efficace e consapevole delle tecnologie digitali nella didattica. L’accesso a infrastrutture adeguate e a connessioni a banda larga rappresenta infatti un elemento chiave per sostenere la didattica digitale e la condivisione di materiali e saperi.
Le richieste di adesione al progetto sono raccolte e gestite dalla Città di Torino, tramite un apposito form (https://www.comune.torino.it/schede-informative/progetto-openscuola ). Compito dell’amministrazione è anche il continuare a sostenere e promuovere Openscuola presso le scuole cittadine, favorendone diffusione e conoscenza. Oltre a questo, dalla stessa pagina del sito istituzionale è possibile arrivare ad un’altra pagina dedicata, utile al monitoraggio delle attività e sulla quale è possibile vedere tutte le scuole che hanno già potuto beneficiare del progetto, come anche quelle che hanno fatto richiesta e sono al momento in attesa di intervento.
«Siamo felici di aver dato, con il supporto del Politecnico, nuovo impulso al progetto Openscuola – sottolinea Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino –, un passo importante che conferma l’impegno della Città nella costruzione di ambienti educativi capaci di accompagnare studenti e docenti nello sviluppo delle competenze digitali. Abbiamo fortemente voluto all’interno dei laboratori informatici non solo strumentazioni base utili alla comunità scolastica, ma anche e soprattutto dei software open source, per diffondere una cultura della condivisione e della trasparenza, stimolare autonomia e pensiero critico e contribuire a un’innovazione tecnologica più sostenibile e accessibile per l’intera comunità scolastica».
A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il professor Marco Mellia, Project Manager IT per l’Ateneo, che dichiara: “Openscuola è un progetto di lunga data, che ha visto il supporto a oltre 50 scuole nell’aiutarle a installare e soprattutto gestire i loro laboratori informatici. Il coinvolgimento dei nostri studenti è fondamentale sia per dare loro l’opportunità di imparare sul campo, sia per le scuole che vedono ragazzi entusiasti, spesso loro ex allievi, dare supporto con entusiasmo. Openscuola è un esempio concreto di collaborazione tra enti pubblici che ci auguriamo prosegua e rafforzi le sinergie con il territorio”.
Con Openscuola 2025, la Città di Torino e il Politecnico di Torino confermano il proprio impegno nella realizzazione di progetti a forte valenza sociale e culturale, capaci di favorire la crescita della comunità territoriale e di accompagnare la scuola nelle sfide dell’innovazione digitale.
TorinoClick




Da oltre quattro anni vado sovente a Messa alla Madonna della Pace. In corso Giulio Cesare, per solidarietà con la gente di Barriera e con i parroci che si può ben dire danno l’anima a favore di questo Quartiere assolutamente dimenticato dalle ultime Amministrazioni. Stamane entro in Chiesa e un signore del servizio d’ordine cui chiedo come va mi risponde “vorrei andarmene di qui”. Molti che vorrebbero farlo non lo fanno perché gli immobili in questi anni si sono svalutati tantissimo. Per mia natura non mi basta denunciare i problemi, faccio il possibile per trovare delle soluzioni. Così dopo aver lanciato una Petizione che ha ottenuto migliaia di firme, ho chiesto al Sindaco di incontrarmi insieme ai rappresentanti del Comitato Angelo Martino. Il 4 dicembre scorso Giuseppe Dramisino, una persona molto per bene, presidente del Comitato Angelo Martino, durante l’incontro, segnalò tra le altre cose al Sindaco la situazione del Bar Casablanca di via Palestrina. Stamane su Torino Cronaca si denuncia che in quel Bar si rischierebbe un’altra Crans-Montana. Nell’ incontro del 4 dicembre il Sindaco ci ha comunicato che conta sull’intervento di due gruppi privati per sistemare l’area Gondrand e la Piscina Sempione due zone di grandissimo degrado durate lunghi anni che hanno creato tante difficoltà agli abitanti di Barriera. Così come con i soldi dello Stato con almeno dieci anni di ritardo inizieranno i lavori della Linea 2 della Metro. Ma a Barriera serve più sicurezza e più lavoro, non solo i Centri commerciali. Però è chiaro che tutto è rinviato ancora in là e a me viene da sottolineare che tutti i ritardi nel fare le cose colpiscono solo la popolazione una popolazione che da anni si sente figlia di un Dio minore è questo non è giusto, assolutamente. Il Sindaco ci ha promesso un incontro in Barriera che si dovrebbe tenere a Febbraio perché dobbiamo trovare urgentemente alcune soluzioni perché la gente si Barriera se lo merita eccome.