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Il Piemonte e la ricostruzione dell’Ucraina: Cirio alla Conferenza di Roma con il Governo e Zelensky

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Il Piemonte continua a confermarsi tra i protagonisti della ricostruzione economica e sociale dell’Ucraina. A un mese dalla missione istituzionale a Kiev, il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha preso parte a Roma alla Conferenza internazionale co-organizzata dai governi italiano e ucraino, alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky.

«Ho ribadito l’impegno concreto della Regione Piemonte nel sostenere l’Ucraina – ha dichiarato Cirio –. Un impegno iniziato fin dall’inizio del conflitto con l’accoglienza dei profughi e che oggi prosegue attraverso iniziative per la ricostruzione del Paese. Vogliamo creare opportunità di lavoro e sviluppo per le imprese piemontesi in Ucraina, forti di un rapporto di fiducia costruito grazie alla solidarietà dimostrata in questi anni. Questo sforzo collettivo ora si traduce anche in una prospettiva concreta di crescita per il nostro territorio».

Per il costante supporto fornito durante i tre anni e mezzo di conflitto, il Governo ucraino ha insignito il presidente Cirio dell’Ordine al merito di III grado, riconoscimento concesso direttamente dal presidente Zelensky. Inoltre, i sindaci di Krasnotursk e Rohan gli hanno conferito la cittadinanza onoraria, in segno di gratitudine per gli aiuti forniti dal Piemonte, anche tramite l’Associazione Memoria Viva, alle rispettive comunità.

Il sostegno del Piemonte all’Ucraina dall’inizio della guerra

Sin dai primi giorni del conflitto, la Regione Piemonte ha attivato il Coordinamento regionale per l’emergenza profughi, con l’obiettivo di garantire un’accoglienza efficace e tempestiva ai cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Oltre 12.000 persone sono state accolte nei primi mesi, raddoppiando la presenza ucraina sul territorio piemontese. Grazie all’impegno di oltre 18.000 volontari, è stato possibile ospitarli presso famiglie, strutture ricettive e comunità locali. Ad oggi, il numero di profughi presenti è rimasto stabile, bilanciato tra nuovi arrivi e rientri.

L’impegno umanitario del Piemonte si è concretizzato anche attraverso due missioni sanitarie, svoltesi il 4 e il 20 marzo 2022, che hanno permesso il trasferimento e la cura presso l’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino di 22 bambini ucraini malati di tumore, accompagnati dai familiari. In totale, 26 bambini sono stati presi in carico nel corso del conflitto, alcuni dei quali proseguono tuttora le cure.

Nel luglio 2023, la Regione ha inoltre supportato il rientro in patria di 18 persone fragili, accolte l’anno precedente in strutture del Cottolengo e di Vico Canavese, nell’ambito di una missione coordinata dalla Croce Rossa Italiana.

Sul fronte sanitario, la Regione ha provveduto a vaccinare contro il Covid circa 3.000 cittadini ucraini, mentre nel settore educativo ha promosso l’inserimento scolastico di 2.400 studenti profughi. Sul piano lavorativo, sono oltre 4.000 gli ucraini che hanno trovato un’occupazione in Piemonte, in particolare nelle province di Torino e Novara.

Coldiretti lancia l’appello a Torino: più alberi contro il calore estremo

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Per affrontare in modo efficace gli effetti sempre più intensi delle ondate di calore, Coldiretti sollecita la Città di Torino e i comuni della prima cintura a investire con decisione nella creazione di nuove aree verdi urbane. L’invito è quello di recuperare spazi industriali dismessi e aree degradate già cementificate, con particolare attenzione ai quartieri più vulnerabili, dove si formano le pericolose “isole di calore”.

Nonostante Torino possa vantare un primato nazionale con i suoi 19,5 km² di verde pubblico e ben 150.000 alberi, secondo Coldiretti la storica sensibilità ambientale della città non è più sufficiente. Il 35,6% di superfici verdi rispetto al totale del territorio comunale, infatti, non garantisce una copertura adeguata. «Ci sono ancora troppi quartieri residenziali, soprattutto gli ex quartieri operai e le ex aree industriali che non hanno a disposizione verde sufficiente per mitigare il calore estivo. A Torino abbiamo tanto verde ma è mal distribuito».

Il focus è su quel 46% di superficie urbana che presenta “isole di calore” classificate a rischio “medio e alto”. «Le zone senza verde – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – sono zone dove il caldo è più elevato fino a diventare insopportabile. Il Piano verde della Città prevedeva azioni che è venuto il momento di attuare. Potenziare e riqualificare la presenza di verde urbano nelle città con parchi e giardini, potrebbe permettere di abbassare le temperature medie di 1,5 gradi, con effetti benefici sulla salute delle persone e sulla vivibilità dei centri, oltre che sull’inquinamento».

L’effetto benefico delle piante è ormai scientificamente dimostrato: una pianta adulta può assorbire tra 100 e 250 grammi di polveri sottili ogni anno, mentre un ettaro di vegetazione è in grado di catturare fino a 20.000 chili di anidride carbonica. La proposta è quella di puntare su specie autoctone padane – come farnia, carpino bianco, acero campestre, tiglio – e su arbusti come rosa canina, alloro, ligustro, corniolo e biancospino.

«Siamo a disposizione della Città per aprire una nuova stagione di diffusione del verde in ambito urbano. Si tratta di trasformare alcune vie cittadine in vie alberate. Di piantare alberi nei parcheggi pubblici. Di gestire le rotonde dotandole di un verde più funzionale e di sistemare piante in vaso e in cassoni nelle aree più strette. Il verde abbassa la temperatura e rende i quartieri più gradevoli».

Coldiretti Torino parla apertamente di una “rivoluzione del verde urbano” e ricorda che nel territorio torinese operano 470 aziende florovivaistiche con oltre 730 addetti. «Così come questa città – conclude Mecca Cici – i nostri florovivaisti hanno una grande esperienza. Le aziende sono a disposizione per aiutarla ad affrontare ondate di calore sempre più preoccupanti che hanno costi sociali sempre più insostenibili».

Visit Piemonte: foto Giorgio Gulmini

Da Fondazione Crt 32 milioni alla Città di Torino per strade, marciapiedi, piazze

 

La Fondazione CRT stanzia un contributo straordinario di 32 milioni di euro a sostegno del progetto strategico della Città di Torino “Torino Cambia – Spazi che uniscono”: un grande piano per la cura del suolo pubblico, il miglioramento della qualità della vita urbana e la creazione di una città più attenta ai bisogni quotidiani di chi la abita.

L’intervento, sviluppato in stretta collaborazione con la Città, si inserisce nel percorso di trasformazione urbana, sociale e ambientale già avviato con il progetto strategico “Torino Cambia”, puntando a rendere più sicuri, accessibili e belli gli spazi urbani condivisi: strade, marciapiedi, piazze, piste ciclabili, aree pedonali.

Sono 21 milioni i metri quadrati che costituiscono il suolo pubblico cittadino, un patrimonio diffuso il cui degrado è oggi segnato anche dalla crescente intensità degli eventi climatici estremi, che riducono la durata delle superfici viarie.

Con questo intervento la Fondazione CRT sceglie di essere parte attiva del cambiamento di Torino – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT –. I 32 milioni di euro che mettiamo a disposizione, che non intaccano né il patrimonio, né le erogazioni previste nei prossimi anni, rappresentano un contributo concreto per migliorare la vita quotidiana delle persone e rendere la città più accogliente, inclusiva e sostenibile. È importante sottolineare che le risorse, che oggi mettiamo a disposizione della città e quindi dell’intera cittadinanza, fanno parte di un fondo accantonamenti relativo a ritorni fiscali. Quindi si tratta di risorse che non hanno alcun impatto sulle normali attività di erogazione della Fondazione sul territorio torinese, piemontese e valdostano, che proseguono speditamene e con gli incrementi di budget già comunicati in precedenza”.

Con il progetto strategico ‘Torino Cambia’ – spiega il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo – abbiamo costruito una cornice unitaria per gli interventi diffusi di rigenerazione urbana, grazie anche a risorse europee. ‘Torino Cambia: Spazi che uniscono’ è uno dei complementi naturali di questo percorso, che si concentra sulla manutenzione straordinaria del suolo pubblico, essenziale per migliorare concretamente la vita quotidiana dei cittadini. È un esempio virtuoso di partenariato pubblico-privato, dove la visione strategica della città incontra il sostegno e la condivisione della Fondazione CRT.”

Negli ultimi vent’anni, le risorse a disposizione per la manutenzione del suolo sono progressivamente diminuite a causa di vincoli di bilancio sempre più stringenti. “Con questo piano di ampia portata – prosegue il Sindaco – possiamo finalmente invertire la rotta, agendo con metodo e innovazione. Il tema della cura dello spazio pubblico è molto sentito dai torinesi, perché riguarda direttamente la qualità della loro vita quotidiana. Grazie a questo intervento, miglioriamo concretamente la sicurezza e il decoro degli spazi comuni, rendendoli più accoglienti, accessibili e funzionali. Ringraziamo la Fondazione CRT per aver scelto di essere nostra alleata in questo processo di trasformazione urbana concreta e tangibile”.

Per restituire al suolo urbano condizioni adeguate, la Città ha scelto di mettere in campo un piano straordinario, sviluppato anche grazie all’ausilio delle nuove tecnologie. È quindi stato definito un quadro prioritario degli interventi, distribuito su 11 lotti operativi, dedicati a vari ambiti territoriali della città.

Il piano prevede circa 140 cantieri distribuiti su tutto il territorio cittadino, da attivare progressivamente nell’arco di 18 mesi, con l’obiettivo di rispondere in modo sistematico alle esigenze più urgenti di riqualificazione e sicurezza del suolo urbano. Gli interventi finanziati dalla Fondazione CRT riguarderanno il rifacimento di strade, marciapiedi e aree pedonali, segnaletica, con una particolare attenzione alla sicurezza dei percorsi urbani.

Il progetto si basa su un approccio tecnologico avanzato e fortemente innovativo, grazie allo sviluppo di una piattaforma digitale intelligente in grado di mappare lo stato del suolo pubblico con strumenti automatizzati, creare un gemello digitale (digital twin) della città, utilizzare l’intelligenza artificiale per classificare il degrado e programmare gli interventi in modo razionale, trasparente e predittivo. Le aree di intervento saranno infatti selezionate sulla base di una mappatura tematica dei dissesti, continuamente aggiornata anche grazie alle segnalazioni di cittadini, tecnici comunali e Polizia Municipale.

Questo metodo, che unisce innovazione tecnologica e pianificazione strategica, pone Torino all’avanguardia anche a livello internazionale. Con l’utilizzo di queste tecnologie, la città si propone come vero e proprio laboratorio di innovazione urbana, dove la trasformazione digitale e le nuove tecnologie di gestione delle informazioni sono messe concretamente al servizio del bene comune e della qualità della vita dei cittadini.

TORINO CLICK

Quattro indagati per l’assalto alla sede di Fdi

La Polizia di Stato della Questura di Torino, nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha eseguito 4 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti soggetti indagati a vario titolo per i reati di danneggiamento, minacce aggravate, imbrattamento e travisamento.

Gli stessi sono stati deferiti dalla Digos nell’ambito delle indagini per i fatti verificatisi il 6 giugno scorso allorquando è stato danneggiato ed imbrattato l’ingresso della sede del partito politico Fratelli d’Italia sita in questa via Martorelli nr. 26/A.

Uno degli indagati è stato anche deferito perl’imbrattamento dell’Auditorium Rai di via Rossini e della sede RAI di via Verdi 14 avvenuto il 3 luglio u.s. durante un estemporaneo corteo per le vie del centro cittadino afferente all’udienza di apertura del procedimento penale nei confronti dei 19 soggetti imputati per i reati di devastazione, resistenza e lesioni aggravate a Pubblico Ufficiale verificatisi a Torino il 4 marzo 2023 durante il corteo nazionale in solidarietà all’anarchico Alfredo COSPITO detenuto al regime del 41 bis (c.d. Operazione City).

Osservatorio sulle imprese innovative del Torinese: quali strategie per lo sviluppo?

È stata presentata la nuova edizione dell’Osservatorio sulle imprese innovative del Torinese, a cura della Camera di commercio di Torino e del Politecnico di Torino. L’analisi ha coinvolto 1.950 imprese selezionate per criteri di innovazione e rilevanza economica, con l’obiettivo di esplorare il legame tra performance economiche e strategie di ricerca e sviluppo.

Le imprese analizzate si distinguono per buona crescita economica (ricavi +7,5% dal 2021 al 2023), alta incidenza di personale laureato (oltre il 50% in quasi la metà dei casi), e forti investimenti in innovazione di processo (71%) e di prodotto (66%), digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione.

Come sottolinea Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino:

“Abbiamo voluto analizzare un particolare universo di circa 2mila aziende, che si mostra in salute, con buone performance economiche e in grado di esprimere alti livelli di innovazione indipendentemente dalla dimensione, dal settore o dallo stadio di sviluppo…”

Anche la Prof.ssa Giuliana Mattiazzo del Politecnico evidenzia:

“Lo studio mette in evidenza un tessuto industriale con una significativa propensione all’innovazione in differenti ambiti tecnologici…”

Il questionario 2025 ha ricevuto 428 risposte (7,5% grandi imprese, 16% medie, 60,5% piccole/micro, 16% start up). Il settore principale è il manifatturiero (32%), seguito dall’ICT (23%).

Differenze emergenti tra le tipologie di impresa:

  • Start up: orientate ai servizi (70%), forte dipendenza da pochi clienti, alta spesa digitale (>5% per il 43%), innovazione radicale (43%), uso di AI, 3D printing, IoT, simulazione.

  • Medie e grandi imprese: produzione di beni (70%), base clienti diversificata, forte propensione all’export (76%), innovazione strutturata e capital intensive (55%), maggiore investimento in tecnologie avanzate (MES, robotica, data management).

Obiettivi dell’innovazione:

  • Tutte puntano a migliorare qualità di prodotti/servizi.

  • Le grandi imprese aggiungono focus su costi, sostenibilità e condizioni di lavoro.

  • Le start up mirano all’ingresso in nuovi mercati.

Sul fronte della sostenibilità, il 64% delle medie e grandi imprese ha fissato obiettivi volontari. Le start up si distinguono per iniziative di welfare aziendale.

In Ricerca & Sviluppo, prevalgono risorse interne. Il 73% delle imprese collabora con fornitori, 66% con consulenti, 65% con clienti e 49% con Università. Circa il 30% collabora con poli e centri di ricerca.

Tra gli ostacoli all’innovazione, emergono:

  • carenza di risorse finanziarie (soprattutto per start up e micro),

  • difficoltà a reperire personale qualificato,

  • mancanza di competenze manageriali.

Il finanziamento all’innovazione avviene principalmente tramite autofinanziamento, seguito da contributi pubblici e credito bancario (più diffuso tra PMI), mentre le start up ricorrono a soci e venture capital.

Circa la metà delle imprese ha ottenuto finanziamenti competitivi tra 2021 e 2023. Il 46% ha utilizzato misure pubbliche per la digitalizzazione.

La Camera di commercio ha anche promosso focus group sull’intelligenza artificiale, da cui è emerso un approccio pratico:

“Le imprese hanno evidenziato il valore di casi d’uso reali, strumenti accessibili e approcci graduali…”

Infine, l’ente camerale sostiene le imprese innovative con servizi mirati, desk dedicati, accompagnamento amministrativo, mentoring (tramite la piattaforma ToTem) e percorsi di accelerazione digitale e green attraverso PID ed EEN.

Spaccate e furti: l’allarme dei commercianti di Torino

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Le spaccate e i furti notturni dilagano e colpiscono senza distinzione: negozi, bar, locali in centro e in periferia. Le attività commerciali torinesi sono sotto assedio, e gli imprenditori, oltre a subire danni economici ingenti, si sentono sempre più soli. Dopo innumerevoli segnalazioni ed episodi in tutti i quartieri, comprese zone come Gran Madre, Crocetta e Cit Turin, oggi tocca anche al centro aulico con due luoghi simbolici della città come la libreria Luxemburg e lo storico caffè Baratti & Milano. Ascom Confcommercio Torino e provincia ed Epatchiedono misure concrete e immediate.

«Uno schiaffo alla sicurezza e alla città. Questo rappresentano le spaccate notturne in piazza Castello – commenta Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia –. Chi subisce una spaccata non perde solo una vetrina e un po’ di fondo cassa, ma perde soprattutto sicurezza, serenità, fiducia. In una città come Torino, dove i negozi e i locali rappresentano un tratto distintivo dell’identità urbana, il livello di delinquenza raggiunto è inaccettabile. Abbiamo segnalato le criticità al prefetto Donato Cafagna e abbiamo incontrato recentemente l’assessore alla Sicurezza della Città di Torino Marco Porcedda: ora ci aspettiamo risposte concrete e scelte più determinate. Non possiamo più accettare inutili buonismi che permettono ai delinquenti di fare spavaldamente il loro comodo, dal momento che sono sicuri di non essere puniti e di non andare in carcere. Le Forze dell’Ordine fanno un lavoro straordinario, pur in assenza di adeguati strumenti di contrasto alla malavita e a loro va tutta la nostra solidarietà. Come imprenditori siamo al loro fianco per segnalare e collaborare costantemente.

L’impunità dei reati è un colpo al cuore per tutti coloro che ogni giorno tirano su la serranda e che, con impegno, non solo danno un servizio alla comunità, ma si pongono anche come presidio del territorio. Ci chiediamo se non sia giunto il momento di regole più ferree e di assicurare la certezza della pena per chi danneggia un comparto vitale della città come il commercio».

«Il tema delle spaccate – sottolinea Vincenzo Nasi, presidente di Epat, l’associazione dei pubblici esercizi aderente ad Ascom – ormai è diventato un dejavù, a cui non pare opporsi alcun intervento di forza pubblica. Le ultime spaccate ai danni dei centralissimi Baratti & Milano e Luxemburg, non sono che l’ultimo segno di un fenomeno dilagante in ogni parte della città ai danni di pubblico esercizio e commercio e le telecamere installate dai privati paiono essere un modesto contributo per individuare i colpevoli. Occorrono interventi di forza pubblica e polizia urbana che rappresentino un deterrente serio anche nelle ore della notte, e un’attività di polizia di quartiere mirata ad individuare gli sbandati che a tale attività si dedicano. Peraltro, in nota carenza d’organici, il Comune di Torino porti rapidamente ad esecutività il progetto sulla gestione pubblica delle video telecamere anche installate dai privati, per permettere di creare una rete di sorveglianza in intere zone, ad esempio Galleria Subalpina e tutti i portici di Piazza Castello e non solo all’ingresso di locali, superando così i problemi di privacy e creando una vera rete di controllo. Forse così vi sarà più speranza di prendere i malfattori che certamente arrivano nelle zone non in elicottero».

 

Rivolta al Ferrante Aporti: nel processo condanne per 35 anni

Sono nove le condanne comminate nel processo per la rivolta che nell’agosto del 2024 si verificò  nel carcere minorile Ferrante Aporti di Torino. In tutto sono stati inflitti oltre 35 anni di reclusione. La procura della repubblica aveva contestato anche il reato di devastazione. Il processo si è svolto con rito abbreviato nel palazzo di giustizia. Un altro imputato ha ottenuto la messa alla prova.

Concorsi in sanità, la Regione annuncia nuovi bandi per 180 posti

L’assessore Riboldi: «Con queste assunzioni arriviamo a 700 nuovi assunti; una boccata d’ossigeno per la sanità piemontese»

«Proseguono i concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale da destinare alla sanità piemontese. Una boccata d’ossigeno in un periodo in cui la carenza di personale si fa maggiormente sentire. Ed è proprio nei momenti in cui si segnalano le maggiori criticità che bisogna investire, ed è quello che stiamo facendo».

Queste le parole dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi nell’annunciare i nuovi bandi di Azienda Zero aperti con l’obiettivo, grazie allo scorrimento delle graduatorie, di coprire il fabbisogno delle aziende sanitarie registrato dall’Osservatorio Regionale pari a 184 unità così suddivise:

30 posti per infermieri pediatrici (più il turnover)

24 posti di ostetrici (più il turnover)

22 posti di logopedisti (più il turnover)

35 posti di fisioterapista (più il turnover)

36 posti di assistenti sanitari (più il turnover)

27 posti di tecnici della prevenzione dei luoghi di lavoro (più il turnover)

10 posti di terapisti occupazionali (più il turnover)

«Dopo i primi bandi per oltre 500 infermieri, tecnici di radiologia e tecnici di laboratorio – ha sottolineato l’assessore Riboldi -, con questi ulteriori 180 posti proseguiamo nell’importante investimento nelle nostre risorse umane. In particolare, con questi concorsi andiamo a coprire alcune professionalità che negli anni hanno visto una riduzione significativa, come ad esempio i tecnici della prevenzione dei luoghi di lavoro, fondamentali per incidere in modo concreto sul numero di infortuni e vittime sul lavoro. L’invito, quindi, è quello di partecipare numerosi in modo da creare le graduatorie da cui le Aziende Sanitarie aderenti potranno attingere per incrementare il proprio personale».

I bandi sono pubblicati sul sito di Azienda Zero alla pagina www.aziendazero.piemonte.it/concorsiaz0/.

cs

Forti raffiche di vento nel Torinese, interventi dei vigili del fuoco per alberi caduti

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I Vigili del fuoco hanno compiuto decine di interventi a Torino e in provincia per alberi caduti o rami pericolanti. È accaduto in corso San Maurizio, in corso Spezia e di fronte all’ospedale Martini. Ad Avigliana sono stati chiusi alcuni giardini e si registrano interventi  a Piossasco, Orbassano, Collegno  (dove è stato cancellato il concerto di Flowers) a Pianezza e a Volpiano.

 

“Forum Acque in Piemonte” di Legambiente, lo stato di salute di laghi e fiumi

Martedì 08 luglio 2025 | Ore 9:30
Museo Regionale delle Scienze Naturali
Via Accademia Albertina 15, Torino
 
Nell’ambito della campagna Goletta dei Laghi, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta organizza il consueto appuntamento annuale di riflessione e confronto sul tema delle acque in Piemonte, un’occasione per fare il punto sullo stato dei bacini idrici e degli ecosistemi lacustri e fluviali del territorio.
La mattinata si aprirà con l’intervento di Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, seguito dai saluti istituzionali.
A seguire, si terrà una sessione di approfondimento dedicata alla tutela degli ecosistemi lacustri, con interventi di rappresentanti della Città Metropolitana di Torino (delegazione Ambiente), del Parco Nazionale Val Grande e dell’Ufficio Biodiversità di Legambiente Nazionale.

Nel corso dell’incontro verranno presentati i dati dei campionamenti della campagna Goletta dei Laghi, dei laghi monitorati (Laghi di Avigliana, Lago di Viverone, Lago d’Orta, Lago San Michele, Lago Maggiore) da parte di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con Legambiente Nazionale e Arpa Piemonte.

A chiusura, con la partecipazione del Touring Club Italiano, si terrà la premiazione dei Comuni piemontesi che hanno ricevuto nella guida “Il mare più bello”, il premio delle Vele, con la consegna delle bandiere alle località lacustri che hanno ricevuto le Cinque, le Quattro e le Tre Vele per la qualità dei servizi turistici offerti e la valorizzazione e tutela del territorio.

Programma della giornata:
09.30 Introduzione
Modera: Sergio Capelli | Direttore Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta
Alice De Marco | Presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta
09.45 Lo stato di salute delle acque piemontesi
Secondo Barbero | Direttore Generale Arpa Piemonte
10.00 La tutela degli ecosistemi lacustri
Paolo Mancin | Vice Direttore Direzione Ambiente, Energia e Territorio
Alessandro Sicchiero | Consigliere Delegato all’Ambiente Città Metropolitana di Torino
Marino Prearo | Funzionario Dirigente Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta
Cristina Movalli e Filippo Pirazzi | Funzionario Tecnico e Componente del Consiglio Direttivo Parco Nazionale Val Grande
Stefano Raimondi | Responsabile Biodiversità Legambiente
11.10 Presentazione dei dati di Goletta dei Laghi
Modera: Emilio Bianco | Portavoce Goletta dei Laghi Legambiente
Federica Sisti | Referente Campagne Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta
Secondo Barbero | Direttore Generale Arpa Piemonte
12.00 Premiazione Vele “Il Mare più bello”
Luciano Mornacchi | Direttore Commerciale Touring Club Italiano