Gli arresti sono avvenuti a Milano e Lecce. I giovani appartengono al movimento anarchico. Si alleggerisce la posizione del filosofo Vattimo per la sua visita in carcere con due attivisti non autorizzati
Mentre sono ancora in carcere i 4 giovani attivisti No Tav sotto processo per terrorismo, la polizia di Milano e Torino ha eseguito gll arresti di tre ragazzi di età compresa tra i 24 e i 26 anni.Gli arresti sono avvenuti a Milano e Lecce. Si ritiene che i giovani appartengano al movimento anarchico.
Sono accusati anch’essi di aver attaccato le forze dell’ordine nell’ormai famoso assedio al cantiere Tav di Chiomonte la notte del 13 maggio 2013, con il lancio di bottiglie molotov. Nelle intercettazioni della polizia prima degli arresti, gli accusati dicevano tra l’altro: “Non e’ riuscito a prendere fuoco tutto quello che doveva. L’obiettivo erano una camionetta degli sbirri e due o tre mezzi del cantiere”.
Intanto il filosofo Gianni Vattimo, finito nella bufera per aver portato con sè i due attivisti no Tav Luca Abbà e Nicoletta Dosio, in carcere in visita ad un altro militante no tav arrestato nel 2103, vede allegerirsi l’accusa che lo riguarda.
Non è infatti colpevole di “falso ideologico di pubblico ufficiale in atto pubblico”, ma al massimo del reato meno grave di “falso ideologico di privato in atto pubblico”. E’ quanto stabilito dal giudice per le indagini preliminari che ha rinviato gli atti alla Procura e ha prosciolto invece i due attivisti che lo accompagnarono.
Gli arresti di questa ieri sono stati così commentati dal sito Notav.info:
“Dopo la sentenza della cassazione pare che l’accusa per i tre arresti di stamane sia diversa, ossia fabbricazione e porto di “armi da guerra e congegni esplosivi”, danneggiamento, incendio e violenza a pubblico ufficiale aggravata. I capi di imputazione sono ovviamente ancora da confermare. La firma delle misure è sempre la stessa, quella dei pm con l’elmetto Padalino e Rinaudo che continuano la loro crociata contro i No tav e cercano un riscatto personale, proprio per lo stesso procedimento, dopo la sentenza di cassazione che gli ha restituito la sproporzione delle accuse mosse contro i No Tav ancora in carcere”.
(Foto: il Torinese)


La sorte non gioca solo brutti scherzi. Dopo il declassamento governativo dell’aeroporto “Sandro Pertini” e la notizia del trasferimento dell’Authority dei trasporti a Roma, finalmente le cose sembrano andare per il verso giusto.
La misura era colma. Assodato che la movida non riduce la criminalità, anzi, – da cui la decisione di interrompere i baccanali un’ora prima – la decisione di Palazzo Civico è stata, una volta tanto, fulminea. Da sabato partirà in via sperimentale per le strade di San Salvario il cosiddetto “pattuglione”, ovvero una “ronda” interforze composta da uomini e donne appartenenti a carabinieri, polizia municipale, fiamme gialle e polizia.
Un’estate di eventi rivolti alle famiglie e ai più piccoli, allo scopo di rendere vivace la sponda sinistra del Po per chi resterà a Torino nei mesi più caldi. Questa volta è la volta buona per la rassegna – sfortunatissima, fino ad oggi – “Estate ai Murazzi”. Gli assessori Curti, Braccialarghe e Mangone non nascondono il loro entusiasmo per essere riusciti a rendere possibile la mission impossible. 
Il programma del Comune, sulla cui realizzazione aveva tanto insistito il sindaco Piero Fassino, nonostante l’associazione organizzatrice Borgo Murazzi e alcuni sponsor privati si fossero ritirati all’ultimo minuto, prevede eventi culturali e di spettacolo. Momenti musicali, mostre artistiche e intrattenimenti vari si alterneranno per un paio di mesi per rendere più gradevole il periodo estivo di chi resterà in città.
E’ probabile che i controlli italiani antimafia sulla realizzazione delle opere vengano adottati pure dai “cugini” francesi
Il governatore piemontese Sergio Chiamparino ha illustrato al Consiglio regionale il proprio programma per i prossimi 5 anni di amministrazione: “Il lavoro è la speranza, il futuro, la base della cittadinanza, e pertanto sarà il punto di riferimento e verifica del nostro operato”. Questa la priorità secondo il presidente regionale. Ecco, per punti, una sintesi del suo intervento:
In centro città (in particolare via Roma, via Lagrange, via Garibaldi, piazza San Carlo e via Po) gli affari non sono andati malissimo per gli esercenti, anche se il giro è stato quasi lo stesso dei giorni normali. Forse i torinesi sono abituati alle promozioni continue
Tra i tanti volti, età, colori, stili, i tanti accenti e anche lingue differenti che abbiamo incontrato è difficile tracciare l’idenkit del partecipante tipo al Kappa Futur Festival. Una cosa è certa: il denominatore comune delle migliaia di persone accorse è il beat. Nemmeno la pioggia li ha fermati e hanno ballato in 30 mila sabato dalle 12.00 alle 24.00 e ieri dalle 10.00 alle 24.00, per un totale di ventisei ore di intrattenimento a tutto volume.