Domenica elettorale per 96 Comuni piemontesi chiamati ale urne. Di questi 11 hanno più di 15 mila abitanti, tra 1.202 esistenti nella nostra regione. Si vota anche in tre capoluoghi: Cuneo, Alessandria e Asti. Una curiosità: a Elva, nel cuneese, anni fa ritenuto il paese più povero d’Italia, non sono state presentate le liste dei candidati. Nel territorio torinese, si vota tra l’altro in importanti centri della cintura: Avigliana, Chivasso, Grugliasco e Rivalta. Per la prima volta elezioni per il nuovo Comune di Mappano, creato nel 2013 ma rimasto bloccato fino ad oggi per un ricorso al Tar. Le urne sono aperte dalle 7 alle 23 e il ballottaggio per i Comuni sopra i 15 mila abitanti si terrà eventualmente domenica 25 giugno. I dati sull’affluenza alle urne alle 12, alle 19 e alle 23. Lo scrutinio avverrà subito dopo le 21, e i risultati saranno caricati sul sito internet del Ministero dell’Interno.
Domenica elettorale per 96 Comuni piemontesi chiamati ale urne. Di questi 11 hanno più di 15 mila abitanti, tra 1.202 esistenti nella nostra regione. Si vota anche in tre capoluoghi: Cuneo, Alessandria e Asti. Una curiosità: a Elva, nel cuneese, anni fa ritenuto il paese più povero d’Italia, non sono state presentate le liste dei candidati. Nel territorio torinese, si vota tra l’altro in importanti centri della cintura: Avigliana, Chivasso, Grugliasco e Rivalta. Per la prima volta elezioni per il nuovo Comune di Mappano, creato nel 2013 ma rimasto bloccato fino ad oggi per un ricorso al Tar. Le urne sono aperte dalle 7 alle 23 e il ballottaggio per i Comuni sopra i 15 mila abitanti si terrà eventualmente domenica 25 giugno. I dati sull’affluenza alle urne alle 12, alle 19 e alle 23. Lo scrutinio avverrà subito dopo le 21, e i risultati saranno caricati sul sito internet del Ministero dell’Interno.
In aula l’Assessore Valmaggia ha risposto all’interrogazione urgente del Capogruppo di SEL Marco Grimaldi sul grave ritardo nella costruzione del Deposito Nazionale di stoccaggio delle scorie radioattive
criticità dell’iter sono costati all’Italia l’apertura di una procedura europea d’infrazione per mancata osservanza delle direttive Euratom.
Sollecitata da un’interrogazione di Gianna Gancia, presidente del gruppo Lega Nord in Consiglio regionale, l’assessora alle Attività produttive del Piemonte, Giuseppina De Santis, ha assicurato l’impegno della Regione
Il tema delle discriminazioni in ambito GLBTQI rimane una questione centrale all’interno dell’agenda politica e culturale del nostro Paese. A sottolinearlo è l’assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti in seguito all’ennesimo caso avvenuto sul territorio piemontese.
La questione è molto semplice. Ammassare 30 mila tifosi in una piazza di 12 mila metri quadrati vuol dire dilatare a dismisura il rischio di incidenti gravi
impedire, a viva forza, l’entrata in piazza San Carlo di un pezzo del corteo del Primo Maggio, per il timore di contestazioni verbali. Sabato nulla da dire per una piazza, la stessa San Carlo, affollata all’inverosimile, trasformata in una polveriera. Invece che riconoscere l’errore marchiano, il gioco in questi giorni è allo scaricabarile oppure si invocano misure repressive risibili tipo quelle rivolte contro l’ultima ruota del carro, i venditori ambulanti di bibite varie. Basta con le fanfaluche. Quanto accaduto a Torino è di una tale gravità che non può rimanere senza che siano accertate le reali mancanze e responsabilità.
“E’ necessario chiarire tanti aspetti ancora oscuri: il diffuso abusivismo di bevande fin dal mattino, l’assenza di un’ordinanza di divieto del vetro, aspetti di pubblica sicurezza e il ruolo della polizia municipale”. Lo dichiarano i segretari regionale e provinciale del Partito democratico, Davide Gariglio e Fabrizio Morri,
Minniti prevede sulla sicurezza urbana, sarebbe bastato porre la priorità al Comitato per l’ordine e la sicurezza che la stessa Sindaca presiede insieme al Prefetto di Torino. Riempire una piazza di persone – sottolineano – senza vietare la vendita di bottiglie di vetro, indirizzando le persone verso un solo maxischermo, non come nel 2015 che erano due, e senza prevede adeguate vie di fuga hanno rappresentato le condizioni peggiori per creare una situazione drammatica. Fare copia incolla di delibere del 2015, senza una dovuta valutazione delle circostanze attuali, non assolve l’amministrazione attuale anzi la rende ancora più colpevole. Amministrare – rimarcano – vuol dire assumersi le responsabilità, soprattutto nei momenti difficili; invece, in questa situazione, l’amministrazione si è più preoccupata di trovare qualcuno su cui scaricare la colpa. Un Sindaco è il primo cittadino sempre e non solo per le inaugurazioni. A poche ore dalla peggiore pagina degli eventi pubblici a Torino, continueremo a chiedere chiarezza a tutti i livelli istituzionali dove siamo presenti; lo dobbiamo – concludono i segretari e i parlamentari dem – a chi sta lottando in condizioni critiche negli ospedali torinesi e alle tantissime persone testimoni di una serata che nessuno potrà più dimenticare”.
Dopo il dramma in Piazza San Carlo è inevitabile la serie di commenti, reazioni e polemiche
dovremmo preoccupare come classe politica, per il resto indagherà la Questura e la Magistratura”.
al peggio e il rischio-panico è più urgente del solito, fare errori è ancora più grave e imperdonabile”, è il commento di
doveva essere un gioioso ritrovo collettivo dei tifosi juventini in occasione della finale di Champions si è trasformato in una tragedia con più di mille feriti di cui alcuni in gravissime condizioni. Stando ai primi accertamenti la causa scatenante del ferimento di centinaia e centinaia di persone travolte dalla folla di tifosi sarebbe stata la paura per un attentato terroristico che non c’è stato. Ecco il punto. Com’è stata possibile una tragedia di così grandi proporzioni in assenza di un pericolo reale? Quali sono le misure adottate per prevenire incidenti o danni alle persone in una piazza dove si sono accalcate trentamila persone? Sia detto, a scanso del solito gioco delle parti politiche che è in corso in queste ore tra esponenti Pd e M5S, non è da oggi che la Piazza San Carlo viene data per queste iniziative, più o meno alle stesse condizioni e con gli stessi rischi. Prima lo faceva Fassino, adesso l’ha fatto la sindaca Appendino. Il fatto è che non si può sempre rammaricarsi e piangere il giorno dopo, a tragedie avvenute. Come minimo vanno date delle risposte, vanno accertate responsabilità”.
fissati. Dialogo istituzionale e collaborazione e non editti o proscrizioni di questo o quel colore politico è quanto occorre”. “Il nuovo ospedale di Venaria – rimarca – é una opera attesa da anni dai residenti della città e del territorio limitrofo. Può diventare un esempio, oppure una occasione mancata. Credo che solo attraverso percorsi condivisi tra le due amministrazioni, quella regionale a guida del centrosinistra e quella comunale condotta dai pentastellati, si può evitare di creare ulteriori disservizi ai cittadini”. “Stop alle liti – esorta – e sì invece a cercare di realizzare nei tempi stabiliti l’ospedale”
S
provenienza.