POLITICA- Pagina 31

Sciopero e Gaza, quel che non torna a destra e a sinistra

Piaccia o non piaccia alla Meloni, sciopero e manifestazioni Pro Palestina sono riusciti. Ovviamente la RAI, diventata, diciamo così un po’ di regime, ai TG ha solo stigmatizzato le violenze ed i disagi prodotti. Sicuramente questi miserabili  (è inutile girarci intorno)  sono uno dei problemi della sinistra da oltre 100 anni. Lontana nel tempo l’affermazione di un certo  Lenin  che diceva: estremismo malattia infantile del comunismo. Minoranze che, per l’ appunto, hanno sempre messo in difficoltà la sinistra ed aiutato la destra  assecondando il revanscismo dei fascisti. È proprio qui il punto della  mia perplessità.  Landini è a rimorchio dei Cobas?  Speriamo di no.  Una cosa è sicura: lo spostamento a sinistra del PD non paga, almeno elettoralmente. Ma oramai il genocidio di Israele contro il popolo Palestinese ha superato destra e sinistra per essere un problema di carattere umano ed etico.  Lo dimostra la quasi totalità degli Stati del Mondo che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina.  E cara Meloni non tutti gli Stati sono governanti dalla sinistra. Forse, probabilmente il dato significativo è che la Meloni è troppo ” innamorata” di Trump.
È sempre arrabbiata ed acrimoniosa. A volte, più che il Presidente del Consiglio sembra un boxeur pronto a salire sul ring. Comunque paga questo suo atteggiamento. Ha vinto nella Marche con il solito dettaglio: ha votato il 50%. Dunque chi vince governa con il 25% degli italiani. Conviene forse a molti politici che il popolo non vada a votare. La politica ha meno complicanze. Torniamo alla Palestina. Alcuni cenni storici. Prima della seconda guerra mondiale gli ebrei erano 16 milioni sparsi per tutto il mondo. Nei Lager nazisti morirono oltre 5 milioni di ebrei. Oggi sono 14milioni in maggioranza concentrati tra Usa ed Israele. Sono diminuiti in valore assoluto e in proporzione alla popolazione mondiale ma concentrandosi come comunità hanno aumentato il loro potere di condizionamento verso il potere dello Stato.  Se poi lo Stato è gli Usa si capisce il loro potere, sono emigrati in Israele da diversi paesi ma avendo fortemente il senso di appartenenza riescono a fare quadrato. Soprattutto in Israele dove si sentono assediati da un mondo arabo e musulmano che li vuole eliminare.  Giustifico ciò che è accaduto? Assolutamente no. Ho sperato che qualcosa cambiasse invano. Ora siamo ad un punto di non ritorno. Ho l’impressione che verremo risucchiati in questa guerra.
Anche per questo l’azione umanitaria di questi ragazzi provenienti da 44 paesi diversi è stata particolarmente encomiabile. Sostituendosi alla ignavia dei potenti della terra.  Mi rimane la domanda del perché la Meloni è stata così acrimoniosa dimostrando su questa questione tanta debolezza. Ma anche la sinistra boccheggia. Ragazzotti che sostengono che Hitler aveva ragione.
Proprio così.  Sicuramente tanta ma tanta ignoranza ma anche tanto antisemitismo tutt’ altro che latente. Antisemitismo a sinistra. Antisemitismo violento che impedisce a ragazzi ebrei di frequentare l università. Proprio così qualcosa non torna anche a sinistra.
PATRIZIO TOSETTO

La dubbia prospettiva del massimalismo di sinistra

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LO SCENARIO POLITICO  di Giorgio Merlo

Il massimalismo, l’estremismo, il radicalismo e il populismo sono la nuova ed esclusiva cifra
politica della sinistra italiana. Intesa in tutta la sua diversità e pluralità. Ovvero, la sinistra
televisiva, accademica, intellettuale, giornalistica, sindacale e, come ovvio e scontata, politica.

Cioè i partiti che oggi rappresentano autenticamente l’universo della sinistra italiana e che si
riassume con il cosiddetto “campo largo”: Pd, Avs, 5 stelle e la Cgil di Landini. In più, seppur in
una posizione meno ufficiale ma, comunque sia, contigua e in perfetta sintonia con quell’area
politica, tutte quelle sigle dell’estremismo più o meno violento e barricadero che caratterizzano
ormai il mondo della sinistra italiana.

Ora, è di tutta evidenza che in un contesto del genere è difficile, molto difficile, distinguere una
legittima differenza tra il manifestare liberamente il proprio pensiero o la propria indignazione
politica e il ricorso a quella violenza che, purtroppo, campeggia in moltissime manifestazioni di
piazza organizzate da sigle della sinistra stessa. E questo perchè, al di là delle stesse mille
manifestazioni di piazza che ormai attraversano tutta l’Italia, è indubbio che ci troviamo di fronte
ad una situazione dove è l’intera sinistra che si orienta sotto il vestito di un massimalismo e di un
radicalismo che può tranquillamente sfociare in momenti anche virulenti: dall’attacco violento alle
forze dell’ordine alla criminalizzazione del nemico, dalla devastazione delle città alla sistematica
interruzione dei servizi pubblici essenziali per la vita normale e quotidiana dei cittadini italiani.

Ed è proprio questa concreta situazione che porta ad una semplice conclusione al di là e al di
fuori di qualsiasi valutazione politica, culturale ed ideologica sul profilo dell’attuale sinistra italiana,
seppur nella varietà che la contraddistingue. E cioè, possono essere il massimalismo, il
radicalismo e l’estremismo l’orizzonte entro il quale la sinistra ex e post comunista italiana può
essere oggi e domani una vera e propria alternativa democratica all’attuale coalizione di centro
destra a guida Giorgia Meloni? Possono essere l’estremismo, il radicalismo e il massimalismo una
ricetta credibile per dispiegare sino in fondo una altrettanto credibile cultura di governo? E, infine,
possono essere l’estremismo, il radicalismo e il massimalismo la strada più coerente e più
credibile per mantenere il nostro paese in un quadro e in una cornice democratica e
costituzionale?

Sono domande, queste, credo legittime anche alla luce delle concrete vicende politiche che
emergono dalla nostra società nelle sue multiformi espressioni. Perchè un conto era la
tradizionale coalizione di centro sinistra. E cioè, una allenza democratica, riformista e di governo.
Altra cosa, tutt’altra cosa, è l’attuale coalizione della sinistra estremista, massimalista e radicale
dove non c’è più alcun paletto a sinistra e tutto viene inglobato nel cosiddetto ‘campo largo’: dai
partiti al sindacato di riferimento, dai conduttori televisivi agli intellettuali cosiddetti organici, dai
gruppi spontanei ai centri sociali agli stessi organi di informazione che supportano questa
alternativa politica.

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, resta una domanda aperta anche in vista delle
prossime elezioni politiche. E cioè, è con questo progetto politico e con questo profilo culturale
che la sinistra italiana si prepara ai prossimi appuntamenti elettorali? Se così fosse, prepariamoci
ad un clima di fortissima radicalizzazione politica e di marcata polarizzazione ideologica. Con
conseguenze non indifferenti per la stessa qualità della nostra democrazia e la solidità delle nostre
istituzioni democratiche. Per non parlare dell’efficacia dell’azione di governo.

“Le piazze belle ma in ritardo e incapaci di cacciare i violenti 

Vorrei fare alcuni ragionamenti sulle Piazze italiane di questi giorni . Avendo organizzato con la collaborazione delle madamin la più grande e pacifica piazza della società civile pacifica e non violenta degli ultimi anni , come la piazza dei SITAV,  non sono assolutamente contrario alle manifestazioni . Ma le manifestazioni debbono cogliere il momento decisivo della politica perche se arrivano in ritardo o con il tema sbagliato rischiano di essere una dimostrazione di forza e basta. Dopo la presentazione del Piano di pace di Trump , andare in piazza per chiedere solo la Palestina libera senza parlare di Pace e senza dichiararsi a favore del Piano Trump che oggi Ezio Mauro nella prima pagina di Repubblica definisce un progetto di ricostruzione diplomatica , politica e storica dov’è c’era ormai soltanto odio , terrorismo, terra bruciata e spossessata, e’ stato un errore grave. Se Hamas libererà gli ostaggi e cesserà il fuoco mentre si apre  finalmente il tavolo Israele palestinesi insieme a rappresentanti dei Paesi arabi,  il merito sarà tutto e solo di Trump sul cui piano  il PD sbagliando clamorosamente si è astenuto come dice l’ex Senatore Zanda . E con la sua astensione ha dimostrato di non essere pronto per governare il Paese.
Aver proclamato manifestazioni per chiedere solo Free Palestine e aver aperto il corteo di Torino col cartellone BLOCCHIAMO TUTTO ha aperto le porte anche ai gruppi violenti che ne han fatte di tutti i colori, dalla distruzione alla OGR, al blocco della tangenziale e dell’aeroporto. Si è persa una grande occasione educativa per i giovani studenti  che non possono mai essere avvicinati al massimalismo e alla violenza ma ai quali occorre sempre  spiegare bene le condizioni vere dei confronti e delle mediazioni internazionali.
L’Italia del dopoguerra molto povera e senza lavoro capì benissimo la linea di De Gasperi e dei suoi governi e Giuseppe Di Vittorio a differenza di Landini non fu mai massimalista e aveva come slogan “prima di tutto difendiamo le fabbriche”. Perché sono le fabbriche che producono lavoro, mentre e’ la ricerca di cui si parlava alle OGR che crea il futuro così come le infrastrutture ferroviarie e stradali ci portano al futuro. Domanda al mio amico AIRAUDO come mai queste manifestazioni hanno trasportato con sé la violenza e le nostre Manifestazioni SITAV SILAVORO portavano dialogo e confronto senza alcuna violenza. Ma Torino, il Piemonte e il Paese se vogliono ritornare a una crescita tale che generi qui i posti di lavoro per gli studenti che sono scesi in piazza occorre un consenso alle nuove infrastrutture come la TAV, al rilancio di una politica industriale dell’auto più realistica e al rilancio delle periferie , tutte cose assenti dagli slogan delle decine di migliaia di persone che hanno sfilato in questi giorni in un Paese democratico, libero e pluralista .
Ecco perché l’obiettivo di ridare un’anima alla politica e di portare nella politica torinese e nazionale il valore aggiunto di chi si è formato con la dottrina sociale della Chiesa , e’ sempre più necessario e urgente .
Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO

Autonomia differenziata, le opportunità per il tetrritorio

INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA

AUTONOMIA DIFFERENZIATA – Opportunità per il nostro territorio”

VENERDì 10 OTTOBRE 2025 ALLE ORE 20.30

presso l’HOLIDAY INN TURIN di Piazza Massaua 21 a Torino.

Saranno presenti:

• Il Ministro Roberto CALDEROLI

• L’Assessore regionale all’Autonomia Enrico Bussalino

• L’Assessore Regionale al Patrimonio Gian Luca Vignale

• Alberto Nigra, già Parlamentare e Presidente associazione Piemonte e Libertà

L’evento è organizzato dalle Associazioni Piemonte e Libertà e Piemonte Nel Cuore.

Con la preghiera di partecipazione e massima diffusione.

Associazione Piemonte nel Cuore

Giachino: “Se i manifestanti avessero detto sì al Piano Trump, pace più vicina”

 

Caro Direttore,
ieri tanta gente è scesa in piazza per la Palestina libera e per Flotilla. C’era Landini che volendo guidare la protesta sociale ormai non ha più l’obiettivo di difendere i lavoratori altrimenti si sarebbe mobilitato con il governo Monti da cui inizia la caduta del Pil e  durante il governo giallorosso a guida Conte avrebbe dovuto chiederò che si usasse il golden power allorché la Fiat è stata ceduta alla Peugeot o quando è stata venduta la Magneti Marelli. C’erano i violenti dei Centri  sociali che hanno usato le manifestazioni per assaltare le OGR, la LEONARDO, la TAV e quindi hanno manifestato e usato violenza contro il futuro di tanti studenti universitari che sicuramente sono interessati dopo la Laurea a trovare occasioni interessanti di lavoro appunto in Leonardo o nel settore Aerospace. Assaltare le fabbriche e le auto dei lavoratori è la cosa peggiore che possano fare e dimostra che cattivi maestri frequentino abitualmente.
Ma c’era anche tanta brava gente che partecipava per un motivo nobile , la difesa dei palestinesi da un assalto esagerato e assurdo di Netanyahu. Ma quando si partecipa occorre avere un obiettivo in testa. L’obiettivo di ieri purtroppo non era la Pace altrimenti avrebbero dovuto dire Sì al Piano Trump e avrebbero dovuto chiedere a Hamas di liberare subito gli ostaggi e firmare il Piano della PACE.  Ieri interessava dire solo I am Palestina ma così facendo le manifestazioni non avranno alcun merito se Hamas oggi decidesse di firmare il Piano Trump. Ultima nota al Prof. Revelli Come mai dalle manifestazioni della sinistra si stacchino sempre gruppi violenti che assaltano tutto e distruggono tutto? Come mai  Come mai le nostre Manifestazioni SITAV , SILAVORO si sono sempre svolte pacificamente e senza atti di violenza e senza lasciare neanche una carta in terra? Come mai ieri incuranti degli atti vandalici di giovedì sera migliaia di persone erano alle OGR a sentire di parlare del nostro futuro?
Mino GIACHINO 
SITAV SILAVORO

Ca’ Foscari, conformismo intollerabile. Un Paese in preda agli estremisti

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Quello che è capitato all’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia in cui si pretende di imporre ai docenti una presa di posizione politica anti Israele, offende il mondo accademico italiano e vanifica quella libertà di insegnamento senza la quale l’Universita’ perde la sua stessa funzione. Il giuramento del 1931 richiesto ai professori dal fascismo e’ nulla al confronto. Chi ha a cuore la libertà degli studi e della cultura deve ribellarsi a imposizioni da regime totalitario che va ben oltre l’autoritarismo del fascismo.
Un altro aspetto appare ancora più allarmante dopo le occupazioni illegali del 3 ottobre in tutta Italia. Occupare strade, autostrade, scuole, università è vietato dalla legge e il recente “decreto sicurezza” va applicato perché senza una doverosa fermezza dello Stato a tutela dei pubblici servizi, della libera circolazione dei cittadini e del lavoro di tutti salta il presupposto stesso su cui si regge la libera democrazia. E’ violenza intollerabile occupare e “bloccare tutto”. Già questa espressione appare allarmante ed espressione di una forma mentis prepotente, inconciliabile con la democrazia e la stessa Costituzione della Repubblica. Il caos generato nel Biennio rosso dopo la prima guerra mondiale ha favorito il fascismo.
Non ci sto a rivivere le scene a cui ho assistito nel 1967 quando Giovanni Getto venne interrotto nella sua lezione. Il docente chiamò la polizia per garantire il pubblico servizio, ma venne attaccato da giornali e politici in modo vergognoso.Venne messo alla berlina e così nacque a palazzo Campana la Contestazione. Tanti anni dopo Luigi Bobbio che interruppe Getto ,riconobbe con me in privato l’errore commesso . Di lì in poi l’Universita’ divenne il bivacco di ragazze e ragazzi in eskimo che bloccarono la vita accademica per quasi due anni. Sono un testimone oculare di quello che accadde. Stiamo tornando a quel clima pesante che generò il terrorismo.
I democratici devono svegliarsi e il ministro degli Interni e la Magistratura devono intervenire non in modo esemplare (espressione sempre sbagliata), ma imponendo il rispetto della legge. I cortei del 3 ottobre hanno lasciato molti segni di violenza e di vandalismo anche a Torino. La statua del Padre della Patria Vittorio Emanuele ll è stato fatto oggetto di scritte. Anche il semplice monumento roccioso, sconosciuto ai più, dedicato ai Caduti in Russia è stato vandalizzato con una scritta. Giustamente l’Unione dei Reduci in Russia la ritiene un’offesa ai Caduti e alla loro memoria storica. Non credo tuttavia che i giovani manifestanti abbiano voluto offendere scientemente una pagina di storia che non conoscono. Hanno trovato una superficie su cui utilizzare lo spray e ne hanno approfittato. L’ignoranza storica è immensa. Se avessero saputo a chi è dedicato quel monumento non si sarebbero limitati a vandalizzarlo, ma lo avrebbero abbattuto. Quei Caduti nelle steppe russe come nei deserti africani sarebbero considerati nel modo peggiore possibile. Il loro eroismo è cosa che i giovani manifestanti non riescono neppure concepire.

Lega Giovani Piemonte condanna attacco alle Ogr

“La Lega Giovani Piemonte condanna con assoluta fermezza l’assalto alle OGR di Torino, dove manifestanti pro-Palestina hanno devastato spazi e strutture durante l’Italian Tech Week. Non è libertà di espressione, non è protesta: è violenza pura, organizzata e inaccettabile.

Colpire un evento dedicato all’innovazione e al futuro del nostro Paese significa attaccare la libertà di tutti. Chi usa la forza per imporre le proprie idee non porta avanti una causa, ma dimostra solo di non avere argomenti.

Lo stesso vale per le occupazioni di scuole e università, che bloccano studenti e famiglie e impediscono il normale svolgimento delle lezioni. Per questo annunciamo che saremo presto in presidio davanti ai poli universitari occupati, per difendere il diritto allo studio, al lavoro e alla crescita, contro chi vuole imporre il caos e la violenza.

Torino e il Piemonte meritano sicurezza, futuro e confronto civile. Saremo sempre dalla parte di chi studia, lavora e costruisce, mai di chi distrugge.

Matteo Gagliasso – Coordinatore Lega Giovani Piemonte 

Manolo Maugeri – Coordinatore Lega Giovani Provincia di Torino

Gian Marco Moschella – Coordinatore Lega Giovani Torino”

La dubbia prospettiva del massimalismo di sinistra

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Il massimalismo, l’estremismo, il radicalismo e il populismo sono la nuova ed esclusiva cifra
politica della sinistra italiana. Intesa in tutta la sua diversità e pluralità. Ovvero, la sinistra
televisiva, accademica, intellettuale, giornalistica, sindacale e, come ovvio e scontata, politica.
Cioè i partiti che oggi rappresentano autenticamente l’universo della sinistra italiana e che si
riassume con il cosiddetto “campo largo”: Pd, Avs, 5 stelle e la Cgil di Landini. In più, seppur in
una posizione meno ufficiale ma, comunque sia, contigua e in perfetta sintonia con quell’area
politica, tutte quelle sigle dell’estremismo più o meno violento e barricadero che caratterizzano
ormai il mondo della sinistra italiana.

Ora, è di tutta evidenza che in un contesto del genere è difficile, molto difficile, distinguere una
legittima differenza tra il manifestare liberamente il proprio pensiero o la propria indignazione
politica e il ricorso a quella violenza che, purtroppo, campeggia in moltissime manifestazioni di
piazza organizzate da sigle della sinistra stessa. E questo perchè, al di là delle stesse mille
manifestazioni di piazza che ormai attraversano tutta l’Italia, è indubbio che ci troviamo di fronte
ad una situazione dove è l’intera sinistra che si orienta sotto il vestito di un massimalismo e di un
radicalismo che può tranquillamente sfociare in momenti anche virulenti: dall’attacco violento alle
forze dell’ordine alla criminalizzazione del nemico, dalla devastazione delle città alla sistematica
interruzione dei servizi pubblici essenziali per la vita normale e quotidiana dei cittadini italiani.

Ed è proprio questa concreta situazione che porta ad una semplice conclusione al di là e al di
fuori di qualsiasi valutazione politica, culturale ed ideologica sul profilo dell’attuale sinistra italiana,
seppur nella varietà che la contraddistingue. E cioè, possono essere il massimalismo, il
radicalismo e l’estremismo l’orizzonte entro il quale la sinistra ex e post comunista italiana può
essere oggi e domani una vera e propria alternativa democratica all’attuale coalizione di centro
destra a guida Giorgia Meloni? Possono essere l’estremismo, il radicalismo e il massimalismo una
ricetta credibile per dispiegare sino in fondo una altrettanto credibile cultura di governo? E, infine,
possono essere l’estremismo, il radicalismo e il massimalismo la strada più coerente e più
credibile per mantenere il nostro paese in un quadro e in una cornice democratica e
costituzionale?
Sono domande, queste, credo legittime anche alla luce delle concrete vicende politiche che
emergono dalla nostra società nelle sue multiformi espressioni. Perchè un conto era la
tradizionale coalizione di centro sinistra. E cioè, una allenza democratica, riformista e di governo.
Altra cosa, tutt’altra cosa, è l’attuale coalizione della sinistra estremista, massimalista e radicale
dove non c’è più alcun paletto a sinistra e tutto viene inglobato nel cosiddetto ‘campo largo’: dai
partiti al sindacato di riferimento, dai conduttori televisivi agli intellettuali cosiddetti organici, dai
gruppi spontanei ai centri sociali agli stessi organi di informazione che supportano questa
alternativa politica.

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, resta una domanda aperta anche in vista delle
prossime elezioni politiche. E cioè, è con questo progetto politico e con questo profilo culturale
che la sinistra italiana si prepara ai prossimi appuntamenti elettorali? Se così fosse, prepariamoci
ad un clima di fortissima radicalizzazione politica e di marcata polarizzazione ideologica. Con
conseguenze non indifferenti per la stessa qualità della nostra democrazia e la solidità delle nostre
istituzioni democratiche. Per non parlare dell’efficacia dell’azione di governo.

Bartoli: “Dal Piemonte un appello alla chiarezza e alla responsabilità nella gestione dei rifiuti radioattivi”

Torino, 3 ottobre 2025 – Audizione in V Commissione – Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML) dei rappresentanti di Sogin in merito al Deposito unico nazionale per le scorie nucleari. Sogin è la Società pubblica specializzata nel settore nucleare che si occupa del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare.

La procedura di identificazione del sito che dura ormai da 15 anni è giunta a una rosa di 51 aree in 6 regioni italiane. Al momento il Ministero ha dato il via alla procedura di VAS – Valutazione Ambientale Speciale: per il 2027 è prevista la scelta dell’area su cui sorgerà l’impianto, nel 2029 dovrebbe concludersi la procedura di autorizzazione a cui seguiranno circa 8 anni di lavori, più altri 2 per avere la licenza di operare dalle autorità internazionali.

Il Deposito, di circa 110 ettari complessivi, potrà contenere fino a 90.000 m³ di rifiuti radioattivi, per un tempo di esercizio previsto pari a 40 anni, più 300 anni di sorveglianza post-operativa. Il sito comprenderà anche edifici di stoccaggio per rifiuti a media e alta attività, destinati a permanere fino alla futura costruzione di un deposito geologico europeo.

Sergio Bartoli, Presidente della V Commissione Ambiente, dichiara: «Grazie all’interlocuzione con Sogin ora è chiaro che il Deposito unico è necessario per chiudere definitivamente tutte le aree su cui vengono stoccati rifiuti nucleari, circa una ventina in tutta Italia. In sostanza, quindi, le scorie radioattive sono già sul territorio, in siti temporanei come ad esempio le centrali nucleari non più operative. Il Deposito unico sorgerà su un’area scelta in base a criteri molto più stringenti rispetto a quelli in vigore in altri paesi europei, per esempio Spagna e Francia».

Bartoli ha sottolineato come il Deposito unico nazionale possa avere anche ricadute sul territorio: «Sogin ha ribadito più volte che, qualunque delle 51 aree venga scelta, qualsiasi attività sarà concordata con enti locali e territori: per la scelta stessa, per esempio, sarà aperta una seconda fase di autocandidatura per Regioni e Comuni all’interno della rosa delle aree idonee. Anche le compensazioni saranno condivise con il territorio, in base alle esigenze rappresentate dagli Enti locali e non includeranno le opere di viabilità e altre infrastrutture di trasporto che dovessero rendersi necessarie che non ricadranno nel computo».

«L’audizione ha messo in luce la complessità tecnica e politica del progetto. Come V Commissione vigileremo con attenzione, affinché siano sempre garantiti i massimi standard di sicurezza e trasparenza, e venga assicurato un reale coinvolgimento delle comunità interessate. Il Piemonte ha già un carico radioattivo elevatissimo: la nostra Regione merita rispetto e piena condivisione su ogni passaggio», ha concluso Bartoli.

Giachino: “attacchi contro Ogr, Leonardo e Tav sono contro il lavoro”

Gli attacchi dei Comitati di Base alle OGR, a Leonardo, alla TAV e alle autostrade sono contro il lavoro e contro il futuro di Torino e del Paese e dimostrano come i manifestanti non sappiano cosa è l’interesse generale che è il lavoro.   Dov’erano  quando noi scendevano in piazza a difendere la TAV e il trasporto green?   E negli ultimi vent’anni zero scioperi contro la riduzione di personale e contro la decrescita. Contraddittori e diseducativi.
Mino GIACHINO (SITAV SILAVORO)