POLITICA- Pagina 20

Concorsi senza mobilità: il paradosso che svuota i reparti

 

Delli Carri (Nursing Up): «Così si perde un’intera generazione di infermieri e professionisti sanitari»

Torino, 10 febbraio 2026 – La sanità assume senza trattenere, recluta senza valorizzare. Ennesimo paradosso del sistema sanitario: mentre si bandiscono nuovi concorsi per infermieri e professionisti sanitari, la mobilità resta bloccata o fortemente limitata. Il risultato? Professionisti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa, reparti che restano scoperti e una sanità sempre meno attrattiva.

«È una scelta incomprensibile – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta – continuare a fare concorsi senza prima sbloccare seriamente la mobilità. Abbiamo infermieri e professionisti sanitari che lavorano lontano dalle loro famiglie e che vorrebbero rientrare nei propri territori, ma non possono farlo, alimentando un circolo vizioso che non risolve nulla».

Sempre più professionisti sanitari rinunciano o cambiano strada perché costretti a una vita fatta di trasferimenti forzati, tutti massacranti e distanza dagli affetti.

«Così si sacrifica la motivazione -. prosegue Delli Carri – Non si può pretendere qualità dell’assistenza se si trattano gli infermieri e professionisti sanitari come pedine da spostare senza criterio. Questo è uno dei motivi della crisi vocazionale che tutti fingono di non vedere».

Il sindacato ribadisce la necessità di un cambio di rotta immediato: prima la mobilità, poi i concorsi.

«Gli infermieri, ma in generale tutto il personale sanitario, ha bisogno di un piano serio che permetta loro di rientrare a casa e che valorizzi chi già lavora nel servizio sanitario, invece di costringerlo a scegliere tra lavoro e vita privata. La sanità pubblica non si salva con i proclami ma con scelte concrete -. conclude Delli Carri – La prima è proprio rispettare chi ogni giorno manda avanti gli ospedali senza infermieri e professionisti motivati, il sistema semplicemente non regge».

Nursing Up

Il Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Volpiano

Venerdì 6 febbraio scorso si è tenuto un incontro che ha visto protagonisti i giovani consiglieri del CCRR di Volpiano, le istituzioni scolastiche e l’Amministrazione Comunale. Nel corso della mattinata si è svolta la consegna ufficiale delle spillette ai nuovi consiglieri del CCRR, un momento dal forte valore simbolico che segna l’avvio di un percorso di cittadinanza attiva, fondato su responsabilità, confronto e partecipazione alla vita pubblica della comunità. Durante la mattinata è stato inoltre presentato il nuovo labaro del CCRR, simbolo identitario che accompagnerà ufficialmente il Consiglio dei Ragazzi e delle Ragazze nelle cerimonie e nei momenti istituzionali della comunità, rafforzando il senso d’appartenenza e il riconoscimento del ruolo svolto dai giovani all’interno della vita civica cittadina. Ampio spazio è stato dedicato al progetto vincitore proposto dal CCRR, la realizzazione di un laboratorio di cucina finanziato con un budget di 4 mila euro. Si tratta di un’iniziativa concreta e inclusiva, pensata per favorire lo sviluppo di competenze pratiche, la collaborazione tra pari e la creatività dei ragazzi. È stato inoltre lanciato il concorso “Un nome per la biblioteca di Volpiano”, che coinvolgerà direttamente gli studenti della scuola media “Dante Alighieri” nella scelta del nome. Si tratta di un progetto che rafforza il legame tra scuola, cultura e territorio, valorizzando il ruolo dei giovani nei processi decisionali. All’evento hanno preso parte la dirigente scolastica Stefania Prazzoli, l’assessora all’Istruzione Barbara Sapino, la responsabile del progetto Solange Doré, insieme ai docenti e agli studenti coinvolti.

“Il CCRR rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di crescita dei più giovani – ha sottolineato l’assessora Barbara Sapino – si tratta di un vero e proprio laboratorio di democrazia, dove si impara a prendere decisioni condivise, a confrontarsi e partecipare in  modo consapevole anche ai momenti istituzionali e ufficiali della comunità. Investire su questi percorsi significa investire sul futuro di Volpiano”.

Durante l’incontro è stato presentato il programma di lavoro del CCRR, che conferma la volontà dei giovani consiglieri di contribuire in modo continuativo alle idee alle scelte per la città. Un grande esempio di educazione civica, collaborazione tra scuole e istituzioni e attenzione alle nuove generazioni, rafforzando il ruolo di Volpiano come comunità inclusiva e orientata al futuro.

Gian Giacomo Della Porta

Dal partito dei lavoratori di Berlinguer ai lavoratori senza partito?

Mercoledì 11 febbraio ore 17.00 Museo Ettore Fico MEF via Cigna 114

Pier Luigi Bersani

Dal partito dei lavoratori di Berlinguer ai lavoratori senza partito?

modera Carmine Festa
caporedattore de «Il Corriere della Sera Torino»

giovedì 12 febbraio ore 17.00

Andrea Orlando, Marco Revelli,
Chiara Appendino, Filippo Barbera, Gavino Angius

La crisi del sistema politico. Dall’intervista a Scalfari del 1981 al populismo di oggi

modera Andrea Malaguti
direttore de «La Stampa Torino»

sabato 14 febbraio ore 17.00

Rocco Larizza, Antonio Giallara,
Julia Vermena, Nina Leone

Gli operai di Berlinguer in dialogo con Niccolò Zancan

domenica 15 febbraio ore 17.00

Federico Fornaro, Cecilia Guerra, Igor Piotto,
Gregorio Sorgonà, Laura Pennacchi

La democrazia economica nella proposta del PCI,

quali interrogativi per il presente

Gruppo Pd: “Legalità, centrosinistra attivo e destra assente”

Ieri si è riunita in Consiglio regionale la Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi, con un programma di lavoro particolarmente significativo e attuale.

La seduta ha, infatti, previsto l’audizione dell’Associazione Libera Piemonte per un approfondimento del dossier “Azzardomafie”, dedicato ai legami tra gioco d’azzardo e criminalità organizzata, e un incontro di approfondimento sul tema dello sfruttamento lavorativo, con particolare attenzione al settore agricolo, insieme a Legacoop Piemonte e Confcooperative. Un lavoro importante e concreto che affronta due temi di grande rilevanza: la penetrazione mafiosa nell’economia legale e le forme di caporalato e abuso che colpiscono i lavoratori più fragili.

“Di fronte all’importanza del confronto colpisce, negativamente, la presenza di due soli Consiglieri regionali della maggioranza che contrasta con la nutrita presenza delle minoranze di centrosinistra. Questa assenza parla da sola” dichiarano i consiglieri del Gruppo PD.

“La destra – prosegue la nota – brilla ancora una volta per la propria incoerenza: quando si tratta di affrontare veramente, nelle sedi preposte, legalità e sfruttamento evita il confronto e si dimostra distratta e poco presente”.

Il Partito Democratico ribadisce il proprio impegno per una Regione che non abbassi la guardia: “Non può esserci sicurezza senza legalità, altrimenti diventa uno slogan vuoto. Colpire la malavita organizzata significa garantire la sicurezza ai cittadini dei nostri territori e, soprattutto, alle fasce più fragili della popolazione, come gli anziani. Il gioco d’azzardo consente alle mafie di riciclare i proventi del traffico di droga e di tenere sotto controllo i territori, dove esercitano i loro traffici illegali”.

“Continueremo a essere in prima linea – conclude il Gruppo PD – perché la lotta alle mafie e la difesa della dignità del lavoro non possono essere lasciate alla buona volontà di pochi, ma devono diventare una priorità vera della politica piemontese”.

“Riforma della Giustizia: si o no?”

Martedì 10 febbraio, alle ore 18, presso il  Teatro Sant’Anna, in via Brione 40, a Torino (raggiungibile con M1, fermata racconigi), si svolgerà un incontro dal titolo “Riforma della Giustizia: si o no?”.

All’evento, organizzato da Avviso Pubblico in collaborazione con il comitato per il sì “Separare le carriere: perché si” e dal comitato per il no “Giusto dire no”, interverranno:

  • Avv. Mauro Anetrini;
  • Dott. Paolo Toso, Sostituto Procuratore.

Modera l’incontro: Giuseppe Salvaggiulo, responsabile della Cronaca di Torino de “La Stampa”

Sarà possibile seguire l’evento anche in diretta streaming sul canale YouTube di Avviso Pubblico, al seguente link:
youtube.com/live/6Uq6DzstJMs

Al Cavour secondo incontro sul Referendum

Si è tenuto, presso il Liceo Classico e Musicale Cavour di Torino, il secondo incontro di sensibilizzazione al voto sul referendum sulla giustizia, rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori. 

Al dibattito hanno preso parte la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando, schierata per il No, il Dottore in Giurisprudenza Riccardo Citta e l’Avvocato Alberto De Sanctis per il Sì, e il Magistrato Fabrizio Torelli per il No.

L’introduzione generale è stata affidata a Jacopo Geromin, designer politico e studente di comunicazione politica, che ha presentato i temi centrali della consultazione. A moderare il dibattito è stato il debater Alessandro Cardillo.

L’evento si è svolto in un clima pacato, concreto e civile, dimostrando come una politica capace di dialogo e confronto rispettoso sia non solo possibile, ma anche efficace, attirando i giovanissimi.

A sottolinearlo è anche Mattia Ricciardi, a capo della gestione del collettivo del liceo: “Ho assistito con piacere al dibattito sul referendum tenutosi al Liceo Cavour, la mia scuola. È stato senza ombra di dubbio un momento altamente formativo che ha visto opinioni, seppur contrastanti fra loro, venir espresse con una civiltà ed educazione impressionante. Inoltre gli ospiti sono riusciti a tenere l’attenzione di circa un centinaio di partecipanti sempre alta, tant’è che nel finale vari studenti hanno rivolto le proprie considerazioni, domande e perplessità”.

Sulla stessa linea anche Gabriele Santero, rappresentante di istituto, che ha evidenziato il valore didattico dell’iniziativa: “Il dibattito relativo al referendum, tenutosi questa mattina durante l’assemblea d’istituto presso il Liceo Classico e Musicale Cavour, si è rivelato istruttivo, stimolante e, cosa fondamentale, accessibile a un pubblico vasto. Questo risultato è stato ottenuto mediante l’impiego di un linguaggio tecnico accurato e, al contempo, scorrevole, privo di terminologia eccessivamente elaborata”.

Soddisfazione anche da parte di Jacopo Geromin, che ha dichiarato: “Questi incontri dimostrano quanto i ragazzi abbiano voglia di capire, di informarsi e di partecipare, se messi nelle condizioni giuste. Parlare di referendum e di giustizia nelle scuole, con linguaggi chiari e punti di vista diversi, è un investimento sulla qualità della nostra democrazia e sul futuro della partecipazione civica”.

L’evento si inserisce infatti in un progetto più ampio di sensibilizzazione politica su scala cittadina, ideato da Jacopo Geromin, pensato per avvicinare le nuove generazioni ai grandi temi del dibattito pubblico, promuovendo spirito critico, ascolto e consapevolezza del valore del voto.

Vannacci e l’esaltazione della sinistra

LO SCENARIO POLITICO DI GIORGIO MERLO

Certo, effettivamente fa un certo effetto registrare l’esaltazione del “razzista” o fascista” o
“estremista”- questi sono i termini più frequenti quando si parla del generale Vannacci da parte
della stampa e della politica progressista e di sinistra – da parte dello schieramento della sinistra
italiana. Da Gruber a Floris in attesa di Formigli, Gramellini, Augias e la solita compagnia, dalla
Schlein a Renzi c’è una gioia immensa nel valutare le futura gesta di questo generale dopo la
scelta di rompere con il suo partito, la Lega, e di dare vita ad un partito ispirato alla destra
estremista e radicale.
Ora, su questo tema si presenta un doppio problema per la sinistra poltica, culturale, giornalistica,
televisiva ed accademica ed universitaria.
Il primo problema è come continuare a sostenere, come si è fatto sino ad oggi, che l’attuale
governo è l’espressione più autentica di una cultura para fascista, illiberale, autoritaria e
repressiva quando, adesso, alla sua destra nasce un partito che non disdegna affatto quei
richiami politici e culturali. Anzi, almeno così pare, li cavalcherà sino in fondo. E quindi, saranno
ancora tutti para fascisti, autoritari ed illiberali o ci sarà una gradazione di questi rischi drammatici
nel giudizio della sinistra italiana? E cioè, l’odio implacabile nei confronti di Giorgia Meloni come
sarà declinato dopo la formazione di una forza politica che si ispira chiaramente e nettamente alla
destra estrema?
In secondo luogo, e questo è indubbiamente l’aspetto più comico e più divertente, sarà curioso
verificare come la politica e l’informazione quotidiana di sinistra supporteranno ed esalteranno le
gesta di Vannacci che, almeno secondo i loro giudizi, saranno decisivi per cercare di danneggiare
la coalizione guidata da Giorgia Meloni. Un’operazione certamente nè facile e nè semplice perchè
mentre con l’esperienza politica di Gianfranco Fini di tanti anni fa l’appoggio politico e mediatico
immediato della sinistra era del tutto naturale e non creava problemi di sorta, con Vannacci si
tratta di valutare un progetto politico che, francamente, è del tutto alternativo e agli antipodi
rispetto alla scala valoriale e politica della sinistra ex e post comunista.
Ora, al di là dei giudizi o dei consigli – veri o inventati che siano fa poca differenza – che sono
arrivati a Vannacci da parte di esponenti della sinistra, un dato è certo. D’ora in poi, al di là dei
compagni – pardon, dei camerati – che seguiranno Vannacci nel suo percorso politico, l’aspetto
più divertente sarà proprio quello di verificare passo passo come la grancassa mediatica della
sinistra esalterà il progetto di Vannacci a danno del nemico politico giurato, cioè Giorgia Meloni.
Perchè si tratterà di un’operazione politica, spacciata ovviamente per giornalistica, che deve
tentare di mettere in crisi Meloni attraverso il partito di Vannacci ma senza condividere nulla di ciò
che dice e di ciò che fa l’ormai celebre e famoso generale della Folgore. Un’acrobazia a cui non
potremmo non prestare una forte attenzione perchè, appunto, rappresenta un fatto del tutto
originale nell’informazione politica di sinistra del nostro paese.
Giorgio Merlo

Jas Gawronski, il cosmopolitismo come categoria etico – politica

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Giungono da tutta Italia, anche dall’estero, gli auguri per i novant’anni di Jas Gawronski, giornalista famoso, deputato europeo del Pri e poi di Forza Italia, Senatore della Repubblica che sarebbe stato giusto nominare senatore a vita. E’ uomo libero che è stato amico di Papa Wojtyla, di Giovanni Agnelli e di Silvio Berlusconi , ma ha sempre saputo mantenere la sua indipendenza di giudizio inalterata. E’ amico di Giuliano Ferrara, senza condividerne gli estremismi. E’ stato molto amico di Enzo Bettiza che lo iniziò al giornalismo e ha deciso di lasciare i suoi libri in dono alla storica  Biblioteca dei Chiostri di Ravenna che ha già ricevuto quelli di Bettiza. Un gesto molto importante apprezzato dal presidente Antonio Patuelli.
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E’ stato con slancio generoso  impegnato nel sostenere il Centro “Pannunzio“ di cui è presidente onorario, ma non si può assolutamente definire un “pannunziano“ intransigente – che poi sarebbe un ossimoro – perché l’essere di padre polacco lo ha portato naturaliter  ad un cattolicesimo profondo – mai dogmatico – a cui è legato anche dal fatto di essere nipote di San Pier Giorgio Frassati. Anche la sua candidatura nel PRI e poi in Forza Italia non va confusa con un’ottusa militanza di partito che gli è  stata assolutamente estranea. Jas è nipote di Alfredo Frassati, senatore del Regno e della Repubblica, ambasciatore a Berlino, liberale antifascista e sa mantenere la schiena diritta come il nonno. In tutta la sua lunga carriera di giornalista in America, in Francia e in Russia in giro per il mondo  non ha mai dato segni di essere lottizzato come tanti giornalisti Rai.

Marcello Sorgi, Jas Gawronski, Pier Franco Quaglieni, Umberto Agnelli
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Jas Gawronski è  grande italiano cittadino del mondo, uno dei pochi italiani conosciuti e stimati a livello internazionale. La madre di Jas, Luciana Frassati Gawronska, donna davvero fuori ordinanza, l’ha certo educato in modo esemplare, ma il figlio ha saputo scegliere le sue strade in autonomia per non lasciarsi condizionare da una famiglia così autorevole e prestigiosa. Aver avuto modo di collaborare con lui per molti decenni mi ha sprovincializzato e mi ha fatto capire cosa sia il cosmopolitismo come categoria etico – politica da contrapporre alle angustie del populismo sovranista.

Lega: “Noi con i poliziotti”

“Oggi siamo a Torino per esprimere, in modo chiaro e concreto, la nostra solidarietà e vicinanza alle forze dell’ordine, che quotidianamente operano con professionalità e senso del dovere a tutela della sicurezza dei cittadini, spesso in contesti complessi e delicati.


La Regione Piemonte è al loro fianco non solo con parole di sostegno, ma con scelte e atti concreti. In questa direzione va lo stanziamento recente di 1,3 milioni di euro destinati al Patto per la Sicurezza, uno strumento fondamentale di collaborazione istituzionale che rafforza il presidio del territorio e il coordinamento tra gli enti e le forze di polizia.

La sicurezza è una priorità e continuerà a esserlo. Proseguiremo su questa strada, lavorando per individuare ulteriori risorse e strumenti utili a sostenere chi garantisce ogni giorno legalità, ordine pubblico e tranquillità alle nostre comunità”. Hanno dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza Enrico Bussalino e il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Fabrizio Ricca, durante l’iniziativa organizzata dalla Lega a Torino “Io sto col poliziotto”.