Presenti consiglieri, operatori e sindacati del settore psichiatrico, associazioni di utenti e familiari
La Sala Viglione di Palazzo Lascaris era gremita di persone anche in piedi. C’erano tutti: consiglieri, operatori e sindacati del settore psichiatrico, associazioni di utenti e familiari. Infatti, prima dell’avvio del dibattito sulla psichiatria, il 16 giugno, (sessione straordinaria sul riordino dei servizi psichiatrici), il presidente dell’Assemblea Mauro Laus, considerata la situazione di preoccupazione espressa dai rappresentanti delle numerose associazioni di settore presenti tra il pubblico, ha concesso un’audizione, svoltasi in Sala Viglione, sospendendo momentaneamente la seduta in deroga alle normali consuetudini. Erano presenti – oltre al presidente Laus e a diversi rappresentanti dell’Udp e della Conferenza dei capigruppo, nonché il presidente della IV Commissione Domenico Ravetti – il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, il vicepresidente Aldo Reschigna, gli assessori Antonino Saitta (Sanità) e Augusto Ferrari (Politiche sociali). Per gli auditi, oltre ad alcuni utenti, hanno parlato Barbara Bosi del Coordinamento Almm (Associazione per la lotta contro le malattie mentali) e Diapsi (Difesa ammalati psichici), Guido Geninatti dell’Alleanza delle cooperative sociali del Piemonte, Sara Cassin presidente nazionale Fenasco (Federazione nazionale strutture comunitarie psicosocioterapeutiche), Luciano Sorrentino Psichiatria democratica e Alessandro Zanetti della Confederazione unitaria di base sanità e assistenza.
I punti principali messi in risalto dall’audizione sono: in primo luogo, l’accusa verso l’Esecutivo di non aver dialogato con gli operatori, gli utenti e le famiglie rappresentanti il mondo della psichiatria, prima dell’adozione della deliberazione del 3 giugno “Riordino della rete dei servizi residenziali psichiatrici”; in secondo luogo, il timore che il passaggio della classificazione, previsto dalla delibera, dei “gruppi appartamento” e “comunità alloggio” dall’ambito sanitario a quello sociosanitario, porti un aumento dei costi, attraverso una compartecipazione della spesa del 60% a carico dei comuni e degli utenti, con rischio di mancanza di risorse da parte degli enti locali, e di forte aggravio di spesa per gli utenti. Il dibattito in Aula è ruotato soprattutto attorno a questi temi ed è stato aperto da Gian Luca Vignale (FI), primo firmatario della richiesta della sessione straordinaria, sottoscritta da tutti i gruppi delle opposizioni. L’esponente di FI ha lamentato che “la Giunta regionale ha scavalcato il Consiglio regionale senza i dovuti passaggi in Commissione. Comportamento non giustificato dalla fretta perché la delibera è destinata ad entrare in vigore il 1° gennaio 2016”. Alle accuse mosse dalle associazioni Vignale ha anche aggiunto che “la psichiatria è l’unico ambito della sanità piemontese nella quale il paziente non può scegliere il luogo dove curarsi” ed ha rivendicato la buona base di partenza che poteva essere utilizzata e costituita da quanto predisposto dall’Esecutivo nella precedente legislatura.
L’assessore Saitta è intervenuto per spiegare che “il lavoro che stiamo facendo non è finalizzato a far quadrare i conti” ma certamente “i gruppi appartamento che, oltretutto, non sono accreditati, lavorano con tariffe da 40 euro fino a punte di 165. Dobbiamo fare una ricognizione su quali siano le caratteristiche che devono avere i gestori e quali i criteri dei contributi e mettere in ordine e uniformare le tariffe. Ci viene chiesto anche dalla Corte dei conti e dal ministero. Vogliamo mettere al centro la salute del paziente in questa fase di transizione per mettere a punto le nostre misure fino al gennaio 2016 con la collaborazione di tutti i soggetti interessati. Dobbiamo verificare l’appropriatezza delle strutture rispetto ai loro assistiti e arrivare all’accreditamento delle stesse che è molto importante anche per uscire dai vincoli del piano di rientro”.
“Dal punto di vista politiche sociali – ha spiegato l’assessore Ferrari – credo che la questione di fondo stia in una domanda: il modo con cui in Regione Piemonte, nell’arco degli ultimi 15 anni, ha applicato i livelli essenziali di assistenza. Spesso il Piemonte ha saputo essere all’avanguardia ed indicare la strada, alle altre Regioni, concentrandosi nell’area della integrazione sociosanitaria sul tema della non autosufficienza”. Importante ha proseguito l’assessore “come detto anche dal collega Saitta, l’apertura di un tavolo di confronto con tutte le realtà che operano nel settore e, in quest’ambito, affrontare la questione dei gruppi appartamento per definire la fisionomia che queste realtà possono avere, tenendo conto dell’importante valenza terapeutiche che hanno avuto nella nostra regione”.
Il presidente della IV Commissione è intervenuto asserendo del dovere di “dare futuro a quest’ambito è un obiettivo non più rinviabile. È importante mettere al centro i bisogni ed i diritti del paziente, sapendo che la delibera è un punto di partenza. Trovare regole condivise tra tutti i soggetti del mondo della psichiatria”.Nella discussione sono poi intervenuti diversi consiglieri della maggioranza, Nino Boeti, Paolo Allemano, Andrea Appiano e Nadia Conticelli (Pd), Alfredo Monaco (Scelta civica) e Marco Grimaldi (Sel) che hanno sostanzialmente appoggiato l’operato dell’Esecutivo, pur se con qualche aspetto da chiarire meglio secondo Scelta civica e Sel, per i quali il mondo della psichiatria deve essere ascoltato attentamente, essendovi pure diverse esperienze che devono essere preservate.
Per il gruppo M5S, hanno parlato Giorgio Bertola, Davide Bono e Stefania Batzella che hanno usato toni molto duri, asserendo che “prendere in giro i consiglieri di opposizione va bene, ma i malati e le famiglie no. È stato fatto un convegno il 29 maggio ed approvata una mozione per incontrare gli operatori del settore e le associazioni dei familiari per discutere della parte sostanziale della delibera. Dovevate averè la bozza di delibera pronta e non l’ha avete presentata. Avete sottratto volontariamente al dibattito questa vostra decisione”. Quindi, “istituire un osservatorio permanente non sarebbe male, come aprire un tavolo di lavoro e di confronto. Ma è prima delle delibere che bisogna ascoltare i soggetti interessati”. Ed ancora, “quanto fatto oggi, quasi un Consiglio aperto più che un Consiglio straordinario, è positivo, anche se il Pd è poco favorevole ai Consigli aperti forse perché poi ci si deve confrontare con operatori. Temiamo che la Giunta stia costruendo un nuovo Piano sociosanitario senza confrontarsi con il Consiglio e con gli operatori. Se la gestione commissariale della Sanità porta ad atti assunti in modo troppo precipitoso e frettoloso, tanto vale partire con percorsi più condivisi”.
La seduta si è chiusa con la votazione di tre ordini del giorno e una mozione. Approvato l’ordine del giorno proposto dal primo firmatario Domenico Ravetti (Pd), che impegna la Giunta regionale “affinché, nella fase transitoria prevista dalla D.G.R. n. 30-1517, il percorso di attuazione avvenga tramite il coinvolgimento, in un tavolo permanente, dei Dipartimenti di Salute mentale, delle Associazioni dei pazienti, degli enti gestori e dell’Anci; a prevedere, nel percorso attuativo, un confronto costruttivo tra i soggetti istituzionali interessati, in modo da prevederne le conseguenze economiche, sociali e sanitarie e elaborare modalità atte a fronteggiarle adeguatamente; ad effettuare una rivalutazione periodica degli obiettivi del riordino parallelamente al progredire della conoscenza della domanda consentendo l’adattamento dei modelli di riferimento delineati nella delibera approvata all’effettiva realtà del territorio regionale; a coinvolgere mediante pareri e indirizzi la Commissione consiliare Sanità, Politiche sociali e Politiche per gli anziani”. Respinta la mozione del primo firmatario Gian Luca Vignale (FI) per impegnare la Giunta regionale a ritirare la delibera n. 30 del 3 Giugno 2015 e costituire un Osservatorio permanente sulla psichiatria costituito da enti locali, associazioni di pazienti e familiari e imprenditoria sociale al fine di predisporre un nuova delibera di riordino dei servizi psichiatrici e due un ordine del giorno della prima firmataria Stefania Batzella (M5S) per istituire un tavolo di confronto fra i rappresentanti pubblici e privati impegnati nel riordino della rete dei servizi residenziali della psichiatria e delle famiglie dei pazienti che approdi alla revisione della delibera e per migliorare l’assistenza residenziale e semiresidenziale dei disabili psichici.
AB – www.cr.piemonte.it
Con la Carmen di Bizet il Teatro Regio inaugurera’ il Torino Classical Music Festival, promosso dalla Città di Torino dal 23 al 28 giugno prossimi. Dopo il successo delle passate edizioni, con il Festival Beethoven e il Festival Mozart, la piazza salotto torinese si trasformerà nuovamente in un palcoscenico sotto le stelle, proponendo una successione di sei serate di opere, concerti, sinfonie, ciascuna dedicata a un Paese diverso. A inaugurare la rassegna sarà martedì 23 giugno, alle 22.15, il teatro Regio con la Carmen di Georges Bizet in forma semiscenica, nell’adattamento e con i testi di Marco Ravasini. Ne saranno protagonisti Ekaterina Semenchuk nel ruolo di Carmen, Andrea Care’ in quello di don José, Erika Grimaldi in quello di Micaela e Elia Fabbian in quello di Escamillo. A dirigere il maestro americano Ryan McAdams. Messa in scena e costumi sono curati rispettivamente da Anna Maria Bruzzone e Laura Viglione, mentre musica e cori sono eseguiti dall’Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino e dal coro di voci bianche del teatro Regio e del Conservatorio di Torino, diretti dal maestro Claudio Fenoglio. Alle 22 lo spettacolo sarà preceduto da una breve guida all’ascolto di Alberto Mattioli.
Venerdì al Museo Civico di Casale Monferrato, il critico d’arte Giuliana Romano Bussola (già assessore alla Cultura del capoluogo monferrino) terrà la conferenza “ Il cibo e il vino nell’arte figurativa”. Nel clima di grande interesse per l’alimentazione sollevata da Expo sarà proposto un viaggio attraverso il cibo” dipinto” in diverse epoche da vari artisti. Saranno proiettate ed esaminate opere in particolare tra la seconda metà del 500 e del 600 quando la natura morta, dopo essere stata relegata al quinto posto nella gerarchia dei generi, che si privilegiava soggetti sacri, mitologici, di storia e di figura, fu finalmente considerata degna di rispetto. La relatrice farà una lettura critica di Caravaggio che, con la “ Canestra”, diede dignità di protagonista alla frutta trattata realisticamente. Saranno proiettate anche immagini, tra le tante, di Aertsen, Claez, Campi, Cotan, Zurbaran, Velasquez arrivando fino a Van Gogh, Cezanne e alla Pop Art di Warhol e Oldenburg. Oltre al valore estetico si prenderà in esame anche il valore simbolico e documentario di usi e costumi. Un’occasione per visitare l’antica capitale del Marchesato. 
bar, in quanto pubblici esercizi, di mettere a disposizione le toilettes anche senza consumazione al banco. Ammettiamo anche che, da bambina, non abbia mai sperimentato tale classica situazione, e che sua madre, a differenza delle nostre, non l’abbia mai portata nel primo caffè aperto, chiedendo dove fossero i bagni, prima di ordinare un bicchiere di acqua del rubinetto (costo: 30-50 centesimi) per salvare le forme. Ammesso tutto questo, resta un interrogativo: che idea resterà a quel bambino, una volta cresciuto, delle regole minime della civile convivenza?
della rete smart cities, una speciale vernice idrorepellente, brevettata ad Amburgo, che sostanzialmente rifletterà sugli zozzoni che si liberano sui muri la loro stessa urina. Quando al governo ci andrà una generazione di bambini abituati a considerare quello sopra descritto un comportamento normale, c’è da scommettere che la sperimentazione verrà sospesa. E sarà il minore dei problemi. Postilla per politici e giornalisti: i disperati dei barconi, laceri e sporchi, accampati in stazione a centinaia, fanno notizia e certamente danneggiano l’immagine delle nostre città. Tutto un coro di voci indignate e di allarmi su focolai di scabbia, colera, Ebola. Ma probabilmente quelli, forniti di strutture igieniche anche temporanee, insegnerebbero ai loro figli come usarle. Attendiamo ansiosi fiaccolata di protesta contro i buzzurri italiani, che sono molti di più dei profughi stranieri.
Dopo il successo degli anni passati, dal 12 al 14 giugno, la Festa della Musica torna ad animare piazze e vie del Quadrilatero Romano. Il tema dell’edizione 2015 è La tua Musica prende il Volo inteso come musica che solleva dal quotidiano, alleggerisce la mente e libera la parte più istintiva e leggera dell’anima. La musica che fa volare, ispira passione e alimenta sogni. La musica che ogni giorno ci permette di andare lontano, abbattendo i confini di spazio e di tempo. La Festa della Musica è anche Piano Day, con i punti musica, spazi allestiti per le performance dove, a disposizione dei musicisti sono posizionati dei pianoforti a mezza coda, eleganti strumenti che all’interno del contesto cittadino creano stupore e meraviglia.
No a procedimenti burocratici superflui ed eccessivi. Libertà di stabilire e organizzare la struttura di un’azienda senza imposizioni di attività che divergano dal suo core-business
L’auspicio è che la Clinica della Memoria di Collegno, nata per accogliere e curare i malati di Alzheimer possa venir completata e aprire i battenti entro il 2016. Lo hanno formulato venerdì 12 giugno i presidenti del Consiglio regionale Mauro Laus e della Fondazione San Secondo per la ricerca sull’Alzheimer don Mario Foradini in apertura del convegno “La malattia di Alzheimer e la Clinica della Memoria di Collegno”, ospitato a Palazzo Lascaris. “La Regione Piemonte – ha sottolineato il presidente Laus ricordando il lungo e complesso iter di realizzazione dell’opera – pur passando da Giunte di diverso colore politico, ha sempre visto il Consiglio regionale votare pressoché all’unanimità a favore della Clinica. Quello che oggi interessa è sottolineare come essa, più ancora di prima, possegga caratteristiche tali da rientrare a tutti gli effetti nella rete assistenziale integrata auspicata nel Piano nazionale demenze e possa rivelarsi per la Regione uno strumento innovativo d’intervento sulla malattia”. All’evento, realizzato dalle Fondazioni San Secondo per la ricerca sull’Alzheimer e Giorgio Amendola con il patrocinio della Presidenza dell’Assemblea regionale, sono intervenuti numerosi esponenti delle istituzioni, della sanità e delle associazioni che si occupano dei malati. Sono intervenuti – tra gli altri – il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti, l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, il vicesindaco della Città di Torino Elide Tisi e il sindaco della Città di Collegno Francesco Casciano.
AUGUSTA TAURINORUM