


STORIE DI CITTA’ /
di Patrizio Tosetto
Mi sono fatto l’ idea che i più dei manifestanti hanno votato prima Pci e poi sempre a sinistra. Chi partecipa al corteo, nella sua maggioranza ha una certa età. Sicuramente riconosco chi è stato o forse è iscritto a Rifondazione.
I cellulari della polizia lasciano Piazza Foroni alle 19 30. Prima alcuni vigili dirigevano il traffico. Ecco la prima manifestazione contro la criminalità da sinistra. Si potrebbe dire : il popolo , almeno un pezzo di popolo non ne può più. Mi sono fatto l’ idea che i più dei manifestanti hanno votato prima Pci e poi sempre a sinistra. Chi partecipa al corteo, nella sua maggioranza ha una certa età. Sicuramente riconosco chi è stato o forse è iscritto a Rifondazione.
La sezione di via Baltea è chiusa. Freddo e buio. Corteo pacifico, solo alcune contestazioni in via Scarlatti. Dalle finestre un giovane italiano grida buffoni e una ragazza magrebina si lamenta d essere stata insultata. Obiettivo; raccogliere 200 firme per presentare una lista civica in Barriera di Milano. C’ è sempre una prima volta. “La nostra ambizione è fare l’ accordo con Airaudo. Se non sarà possibile andremo avanti da soli. Il PD ha tirato la corda”.
Risposte: ce l’abbiamo con i delinquenti, non con chi è venuto qui per lavorare. Tutto sotto controllo. Raffaele Petrarulo arringa la folla.È ora di reagire, chi vive lì intorno conferma risse quotidiane. Obiettivo; raccogliere 200 firme per presentare una lista civica in Barriera di Milano. C’ è sempre una prima volta. “La nostra ambizione è fare l’ accordo con Airaudo. Se non sarà possibile andremo avanti da soli. Il PD ha tirato la corda”.
I capannelli continuano nonostante il freddo ed io vado a trovare due amici, Antonella e Giorgio. Due vecchi amici, attraversando i giardini di largo Cimarosa e vengo insolentito da due ubriachi slavi. Paura, sì paura di quel che accade e soprattutto per ciò che può accadere. Pavidamente prendo l’auto nonostante debba fare solo centro metri.
Sono agitato ma gli amici mi rabboniscono. Te ne devi fare una ragione! Ed i inizia la discussione che proseguirà a cena. Tante parole e poi conclusioni simili. Poi non sono solo “loro” che non fanno il loro dovere. Su 10 vigili assunti dopo sei mesi 7 contestano gli ordini impartiti voltandosi dall’altra parte. Anto scuote la resta. Eppure alla festa di Natale una mamma marocchina ha letto storie per bambini del suo paese.
Un padre nigeriano amorevolmente in perfetto inglese ha sostenuto : noi vogliamo integrarci. Noi siamo una cosa che non condivide la violenza di certi islamici. Visti i bassi costi i giovani stanno comprando in Barriera .Qualche speranza c è. Ma la politica, ma i politici? ma i politici di barriera dovranno fare il loro dovere, dando un senso alla loro candidatura.


Appuntamento lunedì (ore 20) per la prima delle tre serate in cui palcoscenico è il Teatro Vittoria (via Gramsci 4); l’ouverture un piacevole aperitivo, trait d’union tra il pubblico e mondo rotariano; poi tutti in sala con le note della grande musica eseguita da autentici talenti.
Plauso alle diverse forme di sponsorizzazione dei restauri conservativi anche per il patrimonio artistico-piemontese, fatto di castelli, dimore reali, cattedrali, chiese, palazzi, reperti archeologici romani, medievali, e così via. Il sostegno può partire dagli sponsor aziende, da cordate di cittadini, uniti in associazione, da Fondazioni bancarie e non, da fondi sovrani e da azioni di crowdfunding
imposta. La legge di stabilità 2016 ha stabilizzato e reso permanente l’Art bonus, agevolazione fiscale al 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura.
In particolare:

Quella del viaggio notturno dell’autore di David Copperfield e del Canto di Natale resta , tra tutte le descrizioni, una delle più belle. Dopo la partenza prima dell’alba da Milano, a sera inoltrata – raggiunta Domodossola – la comitiva si procurò una piccola vettura con la quale cominciò la salita per il passo del Sempione
Dickens. “Erano le dieci della sera quando arrivammo a Domodossola, ai piedi del passo del Sempione; ma siccome la luna splendeva luminosa, e non c’ era neppure una nuvola nel cielo stellato, non era tempo di andare a letto, o di andare in qualsiasi altro luogo, se non avanti. Per ciò ci procurammo una piccola vettura e, dopo qualche momento d’ indugio, cominciammo la salita. Eravamo verso la fine di novembre, e, siccome la neve era alta quattro o cinque piedi sulla strada battuta della cima (in altri punti la neve fresca ammassata dal vento era di già assai più alta), l’ aria fredda mordeva la carne. Ma la serenità della notte e la stupenda bellezza della strada, con le ombre impenetrabili e l’ oscurità profonda, con l’ improvvise voltate, dopo le quali si passava subitamente nei tratti rischiarati dalla luna, e l’ incessante scroscio dell’ acqua cadente, resero ad ogni passo il viaggio sempre più meraviglioso. Lasciandoci dietro ben presto i tranquilli villaggi italiani, addormentati nel chiarore lunare, la strada cominciò a svolgersi tortuosa fra masse nere di alberi e, dopo un po’ di cammino, emerse in una zona più spoglia e assai ripida e faticosa, sulla quale la luna risplendeva alta e lucente. A poco a poco il frastuono delle acque divenne più forte, e la stupenda strada, dopo aver traversato il torrente su di un ponte, penetrò fra due muri massicci di rocce perpendicolari, i quali ci tolsero interamente la luce della luna e ci lasciaron solo la vista di alcune stelle, che brillavano sulla stretta lista di cielo al di sopra di noi. Poi perdemmo anche queste, nella profonda oscurità di una caverna della roccia…”.