Sei partita piena di buona volontà: il tuo obiettivo è rientrare in quel bel tubino nero che giace in fondo al tuo armadio. Nonostante gli sforzi, però, l’ago della bilancia non scende. Scopri cosa stai sbagliando
La cerniera del tuo abito preferito non sale più: che delusione. Così hai deciso di metterti a dieta. Purtroppo, dopo i primi incoraggianti risultati, non ci sono stati miglioramenti. Perché? Cerchiamo di capirlo insieme.
All’inizio è più semplice – I primi chili si perdono in modo più facile, perché inizialmente si perdono i liquidi in eccesso. Man mano che si prosegue, il calo di peso è più lento: è normale.
Ti nutri male – Ti sembra di non mangiare nulla, ma non è esattamente così. Salti il pranzo ma poi vai alle macchinette e ingurgiti una merendina, oppure dei salatini, o ancora delle barrette al cioccolato. Sbagliato: meglio un piatto di pasta con verdure o pomodoro fresco, condito con un filo di olio a crudo: è più sano e ti sazierà, cosa che non faranno gli snack, pieni di grassi e conservanti e poveri di nutrimento.
Non ti muovi – Hai dato un taglio alle calorie, ma conduci una vita molto sedentaria. Sbagliato! Se vuoi perdere peso devi muoverti. Non è necessario massacrarsi di spinning o di corsa. Innanzitutto cammina di più: usa l’auto e i mezzi pubblici il meno possibile. Se hai la possibilità iscriviti in palestra, vai in piscina o a correre. Sii costante: sì a un allenamento di un’ora due-tre volte la settimana, no a un allenamento di tre ore concentrate in un solo giorno.
Bevi poco o male – Bisognerebbe consumare 1,5/2 litri di acqua al giorno per favorire il drenaggio dei liquidi. Non basta bere durante i pasti. No all’acqua gasata e nemmeno alle bibite o ai succhi. Sì alle tisane e al the verde.
La quantità è importante – Esageri con gli alimenti che consideri sani. Per esempio hai sostituito il burro con l’olio extravergine di oliva (ottimo!) ma ne usi troppo per condire (male!). Oppure hai eliminato le merendine in favore dello yogurt, ma ne mangi due per volta. O ancora: assumi quantità esagerate di frutta: è vero che fa bene, ma contiene anche molti zuccheri.
Sgarri – A colazione, pranzo e cena sei inappuntabile, ma lontano dai pasti sei da riprendere! Il fatto di mangiare bene durante i pasti ti fa sentire in diritto di concederti una bella merenda nel pomeriggio e del junk food dopo cena, davanti alla tv. Questo è totalmente sbagliato.
Il prossimo 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Università degli Studi di Torino e il Comitato Unico di Garanzia con la collaborazione dell’Associazione Volontarie Telefono Rosa Piemonte di Torino e del Teatro della Caduta, organizzano una serie di eventi e di iniziative dal titolo “(VIOL)AZIONE E NARRAZIONE: la violenza maschile contro le donne. Basta chiamarlo raptus: stereotipi fuorvianti e (dis)informazione”.
La normativa europea recepita dalla Legge 161 del 30 ottobre 2014- Disposizione in materia di orario di lavoro del personale delle aree dirigenziali e del ruolo sanitario del servizio sanitario nazionale, che stabilisce il tetto delle ore lavorabili settimanali per chi opera in sanità, il tetto delle ore di riposo giornaliere (11 ore consecutive) e il riposo settimanale, deflagrerà come una bomba nelle aziende sanitarie piemontesi mettendo addirittura a rischio alcuni servizi. La data in cui inderogabilmente entrerà in vigore questa norma è il 25 novembre 2015 e ad oggi nessuna Azienda Sanitaria piemontese è ancora corsa ai ripari, perché? Perché c’è l’impossibilità di procedere a nuove assunzioni derogando alla recente legge regionale.
Nel 70° anniversario della Liberazione, l’Anpi con il patrocinio del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale intende riportare alla luce un’organizzazione femminile che, fra il ’43 e il ’45, svolse un’attività fondamentale per la Resistenza. Di questa organizzazione, chiamata Gruppi di Difesa della Donna e per l’assistenza ai volontari della libertà, che riunì almeno 70 mila donne, non esiste memoria collettiva o pubblicistica. Se ne parlerà sabato 14 novembre dalle 9.30 alle 17 al Teatro Carignano di Torino. Saranno presenti per i saluti istituzionali il vicepresidente del Consiglio delegato al Comitato Nino Boeti, il presidente della Giunta regionale Sergio Chiamparino e il sindaco di Torino Piero Fassino.
Il Progetto che getta “Un Ponte fra ospedale e territorio” fa il punto sulla deriva causata dalla realtà virtuale tra i giovani.
Luca Zingaretti dirige e interpreta al teatro Carignano “The pride”, testo del drammaturgo e attore americano di origini greche Alexi Kaye Campbell. I dialoghi brillanti del testo esplorano temi impegnativi come caso, amore e lealtà, sollevando interrogativi sulla vita quotidiana contemporanea, sulle scelte omo o eterosessuali, che tutti sono chiamati a abbracciare o giudicare. The Pride, che ha debuttato al Royal Court Theatre di Londra e ha vinto il Critic’s Circle Award e l’ Olivier Award, è molto più di un testo provocatorio, è piuttosto un’opera che giustappone situazioni ambientate in anni repressivi ad altre appartenenti al più libero, ma purtroppo imperfetto presente.
Come sono nati i grissini? Chi usava la cioccolata come medicina? Fatelo scoprire ai vostri bambini domenica 15 novembre al