







In merito alla problematica ambientale che interessa il Comune di San Giusto Canavese e i comuni limitrofi, nonché alle numerose segnalazioni pervenute da cittadini e amministrazioni locali, il Consigliere Regionale e Presidente della V Commissione Ambiente Sergio Bartoli comunica di essersi attivato per avviare un percorso di revisione della normativa regionale attualmente vigente.
La decisione è maturata a seguito dell’incontro istituzionale tenutosi martedì 5 maggio con ARPA Piemonte, Città Metropolitana e Direzione Ambiente della Regione Piemonte, dal quale è emersa, attraverso una successiva concertazione tra gli enti coinvolti, la necessità di intervenire su una legge regionale ferma ormai all’anno 2000 e oggi ritenuta non del tutto adeguata rispetto alle attuali problematiche ambientali e alle esigenze dei territori.
“Occorre lavorare con equilibrio e responsabilità – dichiara Bartoli – introducendo strumenti normativi più moderni, chiari ed efficaci, capaci di garantire la tutela dei cittadini e della qualità della vita, ma anche di salvaguardare le aziende che operano correttamente nel rispetto delle regole. Serve una normativa che favorisca maggiore trasparenza, confronto tra enti e prevenzione delle criticità ambientali.”
Bartoli evidenzia inoltre come il tema debba essere affrontato evitando contrapposizioni ideologiche, attraverso un dialogo concreto tra istituzioni, enti tecnici, amministrazioni locali e realtà produttive del territorio.
“L’obiettivo – conclude – deve essere quello di trovare soluzioni serie, sostenibili e condivise, che permettano di coniugare tutela ambientale, salute pubblica e continuità produttiva.
Al Salone del Libro, nello spazio di Giulio Einaudi Editore delle 12.45, Alcide Pierantozzi ha portato qualcosa che andava oltre la presentazione di un romanzo. Lo sbilico si è imposto come uno dei casi letterari più forti dell’anno perché non cerca protezione nella finzione: espone il disagio psichico, la psicosi, gli psicofarmaci, il rapporto con la madre, il corpo e il linguaggio senza alleggerimenti né maschere narrative.

Definito da molti “il libro italiano dell’anno”, Losbilico è un’opera che attraversa memoria, malattia e identità con una scrittura nervosa e poetica insieme, capace di trasformare le parole in sintomi, visioni e materia viva.
Durante l’incontro abbiamo rivolto allo scrittore tre domande sul senso del raccontare oggi la sofferenza mentale.
Nel libro lei rinuncia quasi completamente alla finzione e mette il lettore davanti a una verità emotiva molto nuda, persino scomoda. In un’epoca in cui spesso ci si protegge dietro l’ironia o la costruzione narrativa, quanto è stato difficile esporsi così radicalmente? E pensa che oggi la letteratura abbia ancora il coraggio di “dire tutto”, anche a costo di destabilizzare?
“Secondo me è possibile ed è anche il campo editoriale a dimostrarlo: il racconto del disagio, anche violento, interessa molto. Il discorso sulle terapie e sul disagio va raccontato per quello che è, altrimenti le persone non ci credono. Sono cose che vivono in tanti, o in prima persona o indirettamente attraverso i familiari. Si spera che la letteratura, creando una narrazione, possa fare stare meglio le persone che quel disagio lo vivono”.
Ti senti di aver creato un varco verso una narrazione diversa della malattia mentale?
“Io non riesco a sentirlo davvero, però penso che molte persone si siano aggrappate al mio libro per mettere in evidenza il fatto che oggi ci sia il bisogno di parlare di questi temi in modo chiaro. Non è il libro in sé il punto, ma il fatto che possa far emergere qualcosa di immenso. Però la malattia ti può spingere a perdere tantissimo tempo dietro ciò che non esiste. Anzi, la maggior parte delle volte è così. Tutto quello che la malattia mentale ti sta dicendo molto spesso è irreale e per questo bisogna pensare di più a come certe psicosi si instaurano, non tanto ai contenuti. Perché se io inizio a interpretare quello che vedo e sento diventa pericoloso. Io sono uno psicotico e questo può essere un rischio: scavare troppo”.
Nel libro emerge spesso l’idea che la malattia non sia qualcosa di esterno da combattere, ma una parte di sé con cui si è costretti a convivere. Lei ha raccontato che dopo Lo sbilico la sofferenza è persino aumentata. A quel punto che cosa rappresentano oggi le parole?
“Sono state un tentativo. Ma la malattia va verso quello che vuole lei e anche se ne scrivi o ne parli quei mostri ti riattaccano. Il fatto di condividerli non cambia davvero le cose”.
È forse qui che Lo sbilico colpisce più profondamente: nel rifiuto di trasformare il dolore in una favola di guarigione. Pierantozzi non offre consolazione né redenzione narrativa. Racconta invece la fragilità mentale come una zona instabile, uno “sbilico” permanente in cui realtà e irrealtà continuano a contaminarsi.
Nel silenzio attentissimo della sala Einaudi, l’impressione era quella di assistere non solo a una presentazione letteraria, ma a qualcosa di più raro: un tentativo collettivo di trovare parole nuove per dire ciò che, troppo spesso, resta impronunciabile.
Nella notte a Torino si sono verificati due distinti incidenti stradali che hanno causato complessivamente sei feriti.
Il primo episodio è avvenuto in corso Siracusa, all’incrocio con via Dandolo, dove due giovani di circa vent’anni sono stati investiti. Sul posto è intervenuto il personale del 118, che ha prestato le prime cure ai ragazzi prima di trasferirli in codice giallo al Cto.
Il secondo incidente si è verificato intorno alle 2.15 all’incrocio tra corso Peschiera e corso Monte Cucco. La centrale operativa del 118 di Torino, coordinata da Azienda Zero, ha inviato numerosi mezzi di soccorso per uno scontro tra due automobili, una delle quali si è ribaltata.
A bordo della vettura capovolta viaggiavano tre persone — due donne di 31 e 33 anni e un uomo di 38 anni — tutte trasportate in codice giallo al Cto. Nell’altra auto si trovava invece un uomo di 56 anni, accompagnato in codice giallo all’ospedale Maria Vittoria.
In occasione del convegno organizzato dal SIULP l’on. Vannacci ha rilasciato un’intervista al nostro giornale in cui spiega alcuni passi del suo programma
Di Francesco Valente
Una Festa del Piemonte “diffusa in tutte le province, che avrà una serie di manifestazioni e incontri di carattere culturale e rievocativo nei diversi territori della nostra Regione”. Così il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha introdotto l’incontro dedicato appunto alla Festa del Piemonte al Salone del libro di Torino.
Una Festa che quindi vuole crescere, come ha sottolineato anche Albina Malerba, che ha moderato il dibattito: “Non solo la pur fondamentale rievocazione della Battaglia dell’Assietta, ma anche tante altre iniziative”. Lo ha ribadito nel suo intervento Fabrizio Nucera: “Il programma della nuova Festa del Piemonte è quello di aprirla a tutti, perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra identità e mantenerla anche facendola conoscere. Nei prossimi giorni sarà pubblicato e diffuso il calendario completo delle tantissime manifestazioni.
All’incontro hanno preso parte Giorgio Enrico Cavallo che ha rievocato la grande storia comunale di Chieri e Asti, così come dei marchesati subalpini e, infine, la creazione del Piemonte, con la distinzione anche nominale dalla Lombardia nel corso della propria storia.
Mauro Tosco, autore del dizionario piemontese – inglese, ha rimarcato come “il fatto che il piemontese sia una lingua non è nemmeno da mettere in discussione”.
Diego Lucco ha poi parlato della fondazione Asso Olivero di Villastellone dedicata al poeta Luigi Armando Olivero nella cittadina in provincia di Torino: “Dal ‘99 – ha spiegato – abbiamo aperto uno spazio per la valorizzazione delle nostre tradizioni storico culturali”.
Il coro polifonico Koinè ha eseguito alcuni brani della tradizione.
Ufficio Stampa CRP
Nella sede del Circolo IL LABORATORIO, ieri sera a 135 anni dalla promulgazione UDC e DC hanno ricordato la RERUM NOVARUM una delle più importanti encicliche della Chiesa cattolica. Mauro CARMAGNOLA , Mino GIACHINO e Pietro BONELLO hanno discusso la Enciclica sociale più importante degli ultimi secoli , una Enciclica su cui si sono formati decine di migliaia di cattolici impegnati in politica , in particolare nella DC, soprattutto nel secondo dopoguerra, ricostruendo Paesi semidistrutti dalla guerra assurda scatenata dal nazifascismo.
Da DeGasperi , Adenauer , Schuman oltre la ricostruzione di Italia, Germania e Francia, nasce una alleanza importante che ha dato vita e principi all’Europa.
Leone XIII scrive a 81 anni in latino la risposta ai problemi del lavoro nella società industriale, sostenendo che il socialismo non è la risposta e getto’ le basi della moderna dottrina sociale della Chiesa cattolica, meritandosi l’appellativo di Papa dei lavoratori. Condannando sia l’ateismo marxista che il capitalismo selvaggio, Papa Pecci individuo’ nella collaborazione tra le classi sociali la ricetta ai mali del tempo, denunziando con parole dure quanti “opprimono per utile proprio i bisognosi e gli infelici, perché defraudare il giusto salario, e’ colpa così enorme che grida vendetta al cospetto di Dio”. Tesi forti che hanno portato il mondo del lavoro a conquiste importanti sia dal punto di vista economico che dei diritti dei lavoratori nelle aziende, in Italia con lo Statuto dei Lavoratori di Carlo Donat-Cattin . Di fronte ai risultati poco esaltanti come la bassa crescita della economia degli ultimi vent’anni e all’impoverimento di metà della Città come denuncio’ l’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia , c’è bisogno di rilanciare una politica economica e sociale che rilanci il lavoro e riduca le diseguaglianze sociali cresciute come non mai a Torino, nel rifiuto della violenza dei cosiddetti centri sociali tipo Askatasuna , che purtroppo hanno trovato udienza e comprensione nella maggioranza che amministra Torino da trentatré anni.
Lunedì 18 maggio, Ermal Meta tornerà a esibirsi nei principali club italiani con il suo tour “Live 2026-Club”, prodotto e organizzato da Friends & Partners. Sarà al teatro Concordia di Venaria, dove sarà possibile ascoltare il suo nuovo brano “Calma metafisica”.
Questa serie di concerti rappresenta un ritorno alla dimensione live più intensa e diretta, in cui il pubblico potrà confrontarsi da vicino con l’energia creativa dei nuovi brani e con il repertorio più amato dell’artista.
Tra le canzoni importanti in scaletta figurano “Stella stellina”, che racconta attraverso un testo poetico e mai retorico, in modo fortemente evocativo, la storia di una bambina palestinese che non ha volutamente un nome, diventando simbolo d’innocenza. Le sonorità mediorientali che caratterizzano la produzione curata da Ermal e Dardust ci trasportano in quella parte di mondo anche grazie all’utilizzo sapiente come L’oud, che contribuiscono a definire un impianto sonoro coerente con il racconto e capaci di rafforzarne l’impatto emotivo.
Mara Martellotta
È profondo il dolore in Piemonte per la tragedia avvenuta alle Maldive, dove cinque sub italiani hanno perso la vita durante un’escursione nelle acque dell’atollo di Vaavu. Tra loro anche Muriel Oddenino, 31 anni, di Poirino, e Federico Gualtieri, biologo marino trentunenne con studi e attività svolti tra Piemonte e Liguria.
L’incidente sarebbe avvenuto durante un’immersione in una zona caratterizzata da cavità sottomarine a notevole profondità. Le operazioni di ricerca e recupero si stanno rivelando molto complesse: i soccorritori devono fare i conti con correnti marine, scarsa visibilità e con la particolare conformazione dell’area interessata. Sul posto stanno operando squadre specializzate coordinate dalle autorità maldiviane.
Muriel Oddenino si occupava di ricerca ambientale e collaborava a studi legati agli ecosistemi marini. Federico Gualtieri, istruttore subacqueo e studioso del mondo oceanico, aveva dedicato il proprio percorso accademico proprio all’ambiente delle barriere coralline.
Leggi l’articolo su L’identità:
Sub morti alle Maldive, riprendono le ricerche dei corpi. Le ipotesi della tragedia
Dalle birre artigianali ai fermentati
A un mese dall’apertura della 16esima edizione di “C’è fermento”, prevista dal 18 al 21 giugno presso il Quartiere, a Saluzzo, gli organizzatori di Fondazione Bertoni, in collaborazione con la Città di Saluzzo, svelano le carte e ne raccontano le grandi novità. La prima rappresenta l’evoluzione della kermesse che, per la prima volta, accoglierà la grande famiglia dei fermentati, alimenti e bevande prodotti dalla trasformazione controllata di microrganismi, come batteri e lieviti, che verranno illustrati da esperti e proposti negli stand per abbinarsi alle immancabili birre artigianali. Inoltre, oltre agli stand dei tradizionali birrifici nazionali, saranno presenti due etichette internazionali per offrire agli avventori nuove proposte oltre confine, arricchite dalla presenza di una rappresentanza del Consorzio Birra Artigianale Italiana e del Consorzio Birre Origine Piemonte. Non mancheranno street food e food track nazionali e internazionali, oltre alla tradizionale birra “Terres Monviso”, che quest’anno sarà deformata dal birrificio Granda di Lagnasco. Infine, un’altra novità di quest’anno sarà quella che vedrà varcare “C’è fermento” i confini de il Quartiere e in orario preserale e la domenica mattina proporre approfondimenti con ospiti d’eccezione, nella nuova area speech, sotto l’ala di ferro di piazza Cavour, per poi tornare all’ex caserma Musso con altri talk e l’avvio allo scorrere delle birre alla spina.
Info: www.cefermento.it
Mara Martellotta