Il sabato del Salone tra lunghe code e sale prese d’assalto

Alla terza giornata del Salone Internazionale del Libro di Torino il Lingotto ha mostrato ancora una volta il suo doppio volto: quello della grande arena pubblica attraversata dalla politica, dall’attualità e dai nomi capaci di richiamare folle oceaniche, e quello più intimo della letteratura che continua a scavare nelle fragilità private, nei legami familiari e nelle inquietudini del presente.
Il sabato del Salone è sempre il giorno più affollato, ma quest’anno la sensazione è stata ancora più evidente. Lunghissime code agli ingressi, corridoi saturi di persone, sale prese d’assalto molto prima dell’inizio degli incontri. E la folla non si è fermata ai padiglioni: anche all’esterno, tra i food truck e le aree allestite fuori dal Lingotto, migliaia di persone si sono trattenute per mangiare, discutere, aspettare gli eventi successivi. A tratti muoversi tra gli stand è sembrato quasi come stare a un concerto rock, trascinati lentamente dal flusso continuo dei visitatori. Ma proprio quell’energia un po’ caotica racconta il successo di un Salone che continua ad allargare il proprio pubblico, soprattutto tra i più giovani.
La giornata è stata dominata dai grandi ospiti. Da Roberto Saviano a Bernie Sanders, passando per Alberto Angela e Abraham Verghese, il Lingotto ha alternato letteratura, impegno civile e riflessione politica. Grande attenzione per Saviano, protagonista dell’incontro “Gomorra vent’anni dopo”, un ritorno sul libro che ha cambiato il modo di raccontare la criminalità organizzata in Italia e che, a distanza di due decenni, continua a interrogare il presente tra memoria, minacce e necessità di testimonianza pubblica.
Alberto Angela ha invece accompagnato il pubblico in un viaggio dentro il mondo romano, riportando al centro la figura di Giulio Cesare e il “De Bello Gallico”. Tra storia, archeologia e antropologia, il suo incontro ha trasformato la divulgazione in racconto, mostrando ancora una volta la capacità di rendere il passato sorprendentemente vicino e contemporaneo. Attesissimo soprattutto Sanders, protagonista di uno degli incontri più affollati dell’intera giornata insieme al giornalista Francesco Costa. Una folla di giovanissimi ha riempito gli spazi del Salone per ascoltare il senatore americano parlare di democrazia, disuguaglianze e futuro politico degli Stati Uniti. Un entusiasmo quasi inatteso per un protagonista della politica internazionale, accolto però come una vera rockstar culturale.
Accanto ai grandi eventi mediatici, però, il cuore del Salone è rimasto quello dei libri e delle storie. Lo spagnolo Manuel Vilas, autore del bestseller “In tutto c’è stata bellezza”, ha presentato “Se non ho nessuno accanto il mondo si fa tenebra”, romanzo che affronta con lucidità e malinconia la fine di un amore. Dopo undici anni insieme, Ada confessa al marito di non amarlo più. Da quel momento il protagonista ripercorre il proprio matrimonio tra depressione, rancore e nostalgia, mentre incombe persino una crociera in Islanda già prenotata e diventata improvvisamente il simbolo di una relazione ormai svuotata. Vilas continua così la sua personale esplorazione delle fragilità umane, con quella scrittura intima e dolorosa che lo ha reso uno degli autori europei più letti degli ultimi anni.
Di tutt’altro respiro, ma ugualmente personale, l’incontro con Abraham Verghese, medico e scrittore amatissimo per “Il patto dell’acqua”. Nella sua figura convivono tre paesi — India, Etiopia e Stati Uniti — e tre continenti, che ritornano continuamente anche nella sua letteratura. Al Salone ha raccontato una scrittura capace di contenere il mondo, intrecciando esperienze biografiche, migrazioni, medicina e memoria familiare.
Tra gli autori italiani più seguiti della giornata anche Daniele Mencarelli, che con “Quattro presunti familiari” si confronta con il noir senza rinunciare alla sua attenzione per le ferite interiori. Tutto parte dal ritrovamento di uno scheletro nei boschi di Norma, nel basso Lazio. Quattro persone vengono convocate per il test del Dna: chi troverà una corrispondenza potrà finalmente dare un nome a una sparizione rimasta senza risposta per anni. Ma il romanzo, più che sull’indagine, sembra interrogarsi sul vuoto lasciato dalle assenze e sul modo in cui il dolore attraversa le famiglie e la provincia italiana.
Memoria, identità e silenzi familiari hanno attraversato invece l’incontro con Lea Ypi. In “Dignità”, una fotografia in bianco e nero pubblicata quasi casualmente sui social riapre una ferita rimasta nascosta per decenni. Nell’immagine compaiono i nonni dell’autrice, giovani, eleganti e innamorati durante la guerra. Da quello scatto prende forma un’indagine familiare che diventa anche una riflessione sulle rimozioni della storia europea e sulle eredità invisibili lasciate dal Novecento.
Grande attenzione del pubblico anche per la siciliana Cristina Cassar Scalia, tornata con il vicequestore Vanina Guarrasi ne “Le terme dell’Indirizzo”. In una torrida Catania d’agosto, il ritrovamento del corpo semicarbonizzato di un clochard nelle antiche terme romane apre un’indagine intricata che affonda le radici in una sparizione avvenuta dieci anni prima. Un noir che mescola mistero, atmosfera e legame con il territorio siciliano, elementi che hanno reso la serie di Vanina Guarrasi amatissima dai lettori.
Tra le voci internazionali più osservate anche Yael van der Wouden, candidata al Premio Strega Europeo con “Estranea”. Ambientato nell’Olanda degli anni Sessanta, il romanzo racconta la vita silenziosa e ordinata di Isabel, incrinata dall’arrivo di Eva, fidanzata del fratello, figura magnetica e ambigua destinata a mettere in discussione ogni equilibrio. Un libro che lavora sulle tensioni sotterranee, sui desideri repressi e sulle inquietudini nascoste dietro la calma apparente della vita domestica.
Il Salone continua così a vivere di questo equilibrio particolare: da una parte i grandi nomi che attirano folle enormi e trasformano gli incontri in eventi collettivi, dall’altra i libri che, anche lontano dai riflettori principali, riescono ancora a raccontare paure, desideri e trasformazioni del presente. E mentre il pubblico continua a riversarsi nei padiglioni e negli spazi all’aperto, Torino si conferma ancora una volta il centro di una comunità enorme e appassionata, unita dalla stessa inesauribile fame di storie.
GIULIANA PRESTIPINO

Allevamenti avicoli, Bartoli: “Aggiornare la normativa regionale”

In merito alla problematica ambientale che interessa il Comune di San Giusto Canavese e i comuni limitrofi, nonché alle numerose segnalazioni pervenute da cittadini e amministrazioni locali, il Consigliere Regionale e Presidente della V Commissione Ambiente Sergio Bartoli comunica di essersi attivato per avviare un percorso di revisione della normativa regionale attualmente vigente.

La decisione è maturata a seguito dell’incontro istituzionale tenutosi martedì 5 maggio con ARPA Piemonte, Città Metropolitana e Direzione Ambiente della Regione Piemonte, dal quale è emersa, attraverso una successiva concertazione tra gli enti coinvolti, la necessità di intervenire su una legge regionale ferma ormai all’anno 2000 e oggi ritenuta non del tutto adeguata rispetto alle attuali problematiche ambientali e alle esigenze dei territori.

“Occorre lavorare con equilibrio e responsabilità – dichiara Bartoli – introducendo strumenti normativi più moderni, chiari ed efficaci, capaci di garantire la tutela dei cittadini e della qualità della vita, ma anche di salvaguardare le aziende che operano correttamente nel rispetto delle regole. Serve una normativa che favorisca maggiore trasparenza, confronto tra enti e prevenzione delle criticità ambientali.”

Bartoli evidenzia inoltre come il tema debba essere affrontato evitando contrapposizioni ideologiche, attraverso un dialogo concreto tra istituzioni, enti tecnici, amministrazioni locali e realtà produttive del territorio.

“L’obiettivo – conclude – deve essere quello di trovare soluzioni serie, sostenibili e condivise, che permettano di coniugare tutela ambientale, salute pubblica e continuità produttiva.

Alcide Pierantozzi e il dolore senza finzione: “La malattia va dove vuole lei”

 

Al Salone del Libro, nello spazio di Giulio Einaudi Editore delle 12.45, Alcide Pierantozzi ha portato qualcosa che andava oltre la presentazione di un romanzo. Lo sbilico si è imposto come uno dei casi letterari più forti dell’anno perché non cerca protezione nella finzione: espone il disagio psichico, la psicosi, gli psicofarmaci, il rapporto con la madre, il corpo e il linguaggio senza alleggerimenti né maschere narrative.

Definito da molti “il libro italiano dell’anno”, Losbilico è un’opera che attraversa memoria, malattia e identità con una scrittura nervosa e poetica insieme, capace di trasformare le parole in sintomi, visioni e materia viva.

Durante l’incontro abbiamo rivolto allo scrittore tre domande sul senso del raccontare oggi la sofferenza mentale.

Nel libro lei rinuncia quasi completamente alla finzione e mette il lettore davanti a una verità emotiva molto nuda, persino scomoda. In un’epoca in cui spesso ci si protegge dietro l’ironia o la costruzione narrativa, quanto è stato difficile esporsi così radicalmente? E pensa che oggi la letteratura abbia ancora il coraggio di “dire tutto”, anche a costo di destabilizzare?

“Secondo me è possibile ed è anche il campo editoriale a dimostrarlo: il racconto del disagio, anche violento, interessa molto. Il discorso sulle terapie e sul disagio va raccontato per quello che è, altrimenti le persone non ci credono. Sono cose che vivono in tanti, o in prima persona o indirettamente attraverso i familiari. Si spera che la letteratura, creando una narrazione, possa fare stare meglio le persone che quel disagio lo vivono”.

Ti senti di aver creato un varco verso una narrazione diversa della malattia mentale?

“Io non riesco a sentirlo davvero, però penso che molte persone si siano aggrappate al mio libro per mettere in evidenza il fatto che oggi ci sia il bisogno di parlare di questi temi in modo chiaro. Non è il libro in sé il punto, ma il fatto che possa far emergere qualcosa di immenso. Però la malattia ti può spingere a perdere tantissimo tempo dietro ciò che non esiste. Anzi, la maggior parte delle volte è così. Tutto quello che la malattia mentale ti sta dicendo molto spesso è irreale e per questo bisogna pensare di più a come certe psicosi si instaurano, non tanto ai contenuti. Perché se io inizio a interpretare quello che vedo e sento diventa pericoloso. Io sono uno psicotico e questo può essere un rischio: scavare troppo”.

Nel libro emerge spesso l’idea che la malattia non sia qualcosa di esterno da combattere, ma una parte di sé con cui si è costretti a convivere. Lei ha raccontato che dopo Lo sbilico la sofferenza è persino aumentata. A quel punto che cosa rappresentano oggi le parole?

“Sono state un tentativo. Ma la malattia va verso quello che vuole lei e anche se ne scrivi o ne parli quei mostri ti riattaccano. Il fatto di condividerli non cambia davvero le cose”.

È forse qui che Lo sbilico colpisce più profondamente: nel rifiuto di trasformare il dolore in una favola di guarigione. Pierantozzi non offre consolazione né redenzione narrativa. Racconta invece la fragilità mentale come una zona instabile, uno “sbilico” permanente in cui realtà e irrealtà continuano a contaminarsi.

Nel silenzio attentissimo della sala Einaudi, l’impressione era quella di assistere non solo a una presentazione letteraria, ma a qualcosa di più raro: un tentativo collettivo di trovare parole nuove per dire ciò che, troppo spesso, resta impronunciabile.

Valeria Rombolá

Due incidenti nella notte a Torino, sei feriti

Nella notte a Torino si sono verificati due distinti incidenti stradali che hanno causato complessivamente sei feriti.

Il primo episodio è avvenuto in corso Siracusa, all’incrocio con via Dandolo, dove due giovani di circa vent’anni sono stati investiti. Sul posto è intervenuto il personale del 118, che ha prestato le prime cure ai ragazzi prima di trasferirli in codice giallo al Cto.

Il secondo incidente si è verificato intorno alle 2.15 all’incrocio tra corso Peschiera e corso Monte Cucco. La centrale operativa del 118 di Torino, coordinata da Azienda Zero, ha inviato numerosi mezzi di soccorso per uno scontro tra due automobili, una delle quali si è ribaltata.

A bordo della vettura capovolta viaggiavano tre persone — due donne di 31 e 33 anni e un uomo di 38 anni — tutte trasportate in codice giallo al Cto. Nell’altra auto si trovava invece un uomo di 56 anni, accompagnato in codice giallo all’ospedale Maria Vittoria.

Presentata la nuova festa del Piemonte

Una Festa del Piemonte “diffusa in tutte le province, che avrà una serie di manifestazioni e incontri di carattere culturale e rievocativo nei diversi territori della nostra Regione”. Così il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha introdotto l’incontro dedicato appunto alla Festa del Piemonte al Salone del libro di Torino.
Una Festa che quindi vuole crescere, come ha sottolineato anche Albina Malerba, che ha moderato il dibattito: “Non solo la pur fondamentale rievocazione della Battaglia dell’Assietta, ma anche tante altre iniziative”. Lo ha ribadito nel suo intervento Fabrizio Nucera: “Il programma della nuova Festa del Piemonte è quello di aprirla a tutti, perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra identità e mantenerla anche facendola conoscere. Nei prossimi giorni sarà pubblicato e diffuso il calendario completo delle tantissime manifestazioni.
All’incontro hanno preso parte Giorgio Enrico Cavallo che ha rievocato la grande storia comunale di Chieri e Asti, così come dei marchesati subalpini e, infine, la creazione del Piemonte, con la distinzione anche nominale dalla Lombardia nel corso della propria storia.
Mauro Tosco, autore del dizionario piemontese – inglese, ha rimarcato come “il fatto che il piemontese sia una lingua non è nemmeno da mettere in discussione”.
Diego Lucco ha poi parlato della fondazione Asso Olivero di Villastellone dedicata al poeta Luigi Armando Olivero nella cittadina in provincia di Torino: “Dal ‘99 – ha spiegato – abbiamo aperto uno spazio per la valorizzazione delle nostre tradizioni storico culturali”.

Il coro polifonico Koinè ha eseguito alcuni brani della tradizione.

Ufficio Stampa CRP

UDC e DC hanno ricordato la Rerum Novarum

In attesa della nuova enciclica di Papa Leone XIV

Nella sede del Circolo IL LABORATORIO, ieri sera a 135 anni dalla promulgazione UDC e DC hanno ricordato   la RERUM NOVARUM una delle più importanti encicliche della Chiesa cattolica. Mauro CARMAGNOLA , Mino GIACHINO e Pietro BONELLO hanno discusso la Enciclica sociale più importante degli ultimi secoli , una Enciclica  su cui si sono formati decine di migliaia di cattolici impegnati in politica , in particolare nella DC, soprattutto nel secondo dopoguerra, ricostruendo Paesi semidistrutti dalla guerra assurda scatenata dal nazifascismo.
Da DeGasperi , Adenauer , Schuman oltre la ricostruzione di Italia, Germania e Francia, nasce una alleanza importante che ha dato vita e principi all’Europa.
Leone XIII scrive a 81 anni in latino la risposta ai problemi del lavoro nella società industriale, sostenendo che il socialismo non è la risposta e getto’ le basi della moderna dottrina sociale della Chiesa cattolica, meritandosi l’appellativo di Papa dei lavoratori. Condannando sia l’ateismo marxista che il capitalismo selvaggio, Papa Pecci individuo’ nella collaborazione tra le classi sociali la ricetta ai mali del tempo, denunziando con parole dure quanti “opprimono per utile proprio i bisognosi e gli infelici, perché defraudare il giusto salario, e’ colpa così enorme che grida vendetta al cospetto di Dio”.  Tesi forti che hanno portato il mondo del lavoro a conquiste importanti sia dal punto di vista economico che dei diritti dei lavoratori nelle aziende, in Italia con lo Statuto dei Lavoratori di Carlo Donat-Cattin . Di fronte ai risultati poco esaltanti come la bassa crescita della economia degli ultimi vent’anni e all’impoverimento di metà della Città come denuncio’ l’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia , c’è bisogno di rilanciare una politica economica e sociale che rilanci il lavoro e riduca le diseguaglianze sociali cresciute come non mai a Torino, nel rifiuto della violenza dei cosiddetti centri sociali tipo Askatasuna , che purtroppo hanno trovato udienza e comprensione nella maggioranza che amministra Torino da trentatré anni.

Ermal Meta “Live 2026-Club” al Concordia

Lunedì 18 maggio, Ermal Meta tornerà a esibirsi nei principali club italiani con il suo tour “Live 2026-Club”, prodotto e organizzato da Friends & Partners. Sarà al teatro Concordia di Venaria, dove sarà possibile ascoltare il suo nuovo brano “Calma metafisica”.

Questa serie di concerti rappresenta un ritorno alla dimensione live più intensa e diretta, in cui il pubblico potrà confrontarsi da vicino con l’energia creativa dei nuovi brani e con il repertorio più amato dell’artista.

Tra le canzoni importanti in scaletta figurano “Stella stellina”, che racconta attraverso un testo poetico e mai retorico, in modo fortemente evocativo, la storia di una bambina palestinese che non ha volutamente un nome, diventando simbolo d’innocenza. Le sonorità mediorientali che caratterizzano la produzione curata da Ermal e Dardust ci trasportano in quella parte di mondo anche grazie all’utilizzo sapiente come L’oud, che contribuiscono a definire un impianto sonoro coerente con il racconto e capaci di rafforzarne l’impatto emotivo.

Mara Martellotta

Maldive, riprende il recupero dei corpi delle vittime dell’immersione

È profondo il dolore in Piemonte per la tragedia avvenuta alle Maldive, dove cinque sub italiani hanno perso la vita durante un’escursione nelle acque dell’atollo di Vaavu. Tra loro anche Muriel Oddenino, 31 anni, di Poirino, e Federico Gualtieri, biologo marino trentunenne con studi e attività svolti tra Piemonte e Liguria.

L’incidente sarebbe avvenuto durante un’immersione in una zona caratterizzata da cavità sottomarine a notevole profondità. Le operazioni di ricerca e recupero si stanno rivelando molto complesse: i soccorritori devono fare i conti con correnti marine, scarsa visibilità e con la particolare conformazione dell’area interessata. Sul posto stanno operando squadre specializzate coordinate dalle autorità maldiviane.

Muriel Oddenino si occupava di ricerca ambientale e collaborava a studi legati agli ecosistemi marini. Federico Gualtieri, istruttore subacqueo e studioso del mondo oceanico, aveva dedicato il proprio percorso accademico proprio all’ambiente delle barriere coralline.

Leggi l’articolo su L’identità:

Sub morti alle Maldive, riprendono le ricerche dei corpi. Le ipotesi della tragedia

“C’è fermento” a Saluzzo fra tradizione e nuove proposte

Dalle birre artigianali ai fermentati

A un mese dall’apertura della 16esima edizione di “C’è fermento”, prevista dal 18 al 21 giugno presso il Quartiere, a Saluzzo, gli organizzatori di Fondazione Bertoni, in collaborazione con la Città di Saluzzo, svelano le carte e ne raccontano le grandi novità. La prima rappresenta l’evoluzione della kermesse che, per la prima volta, accoglierà la grande famiglia dei fermentati, alimenti e bevande prodotti dalla trasformazione controllata di microrganismi, come batteri e lieviti, che verranno illustrati da esperti e proposti negli stand per abbinarsi alle immancabili birre artigianali. Inoltre, oltre agli stand dei tradizionali birrifici nazionali, saranno presenti due etichette internazionali per offrire agli avventori nuove proposte oltre confine, arricchite dalla presenza di una rappresentanza del Consorzio Birra Artigianale Italiana e del Consorzio Birre Origine Piemonte. Non mancheranno street food e food track nazionali e internazionali, oltre alla tradizionale birra “Terres Monviso”, che quest’anno sarà deformata dal birrificio Granda di Lagnasco. Infine, un’altra novità di quest’anno sarà quella che vedrà varcare “C’è fermento” i confini de il Quartiere e in orario preserale e la domenica mattina proporre approfondimenti con ospiti d’eccezione, nella nuova area speech, sotto l’ala di ferro di piazza Cavour, per poi tornare all’ex caserma Musso con altri talk e l’avvio allo scorrere delle birre alla spina.

Info: www.cefermento.it

Mara Martellotta