Nasce Destination Torino, la rete consortile che riunisce 2700 camere per seimila posti letto 

Nasce Destination Torino, il consorzio promosso da Federalberghi Torino per riunire strutture ricettive, operatori privati e servizi specializzati con l’obiettivo di dare alla città una voce unica nella valorizzazione del territorio e nella promozione turistica e congressuale.
Il Consorzio nasce dall’esigenza del settore di offrire risposte integrate, attrarre eventi e valorizzare in modo competitivo l’offerta sul territorio.
Alla rete aderiscono alberghi e strutture ricettive per seimila posti letto in totale, agenzie di viaggio e tour operator, organizzatori e location per eventi, ma anche importanti soggetti quali GL Lingotto Fiere e Set-Scalo Eventi Torino, Fiavet Piemonte, Museo Nazionale dell’Automobile, Fondazione Circolo dei Lettori e Museo Lavazza, Casa Martini, Golf Club Stupinigi e Cavourese.

La missione di Destination Torino è  quella di fornire alle aziende, enti e organizzatori un sistema coordinato di servizi , assistenza tecnica per congressi ed eventi, soluzioni di soggiorno personalizzate, esperienze su misura e supporto logistico.
Grazie alla centrale di prenotazione alberghiera e al clone torinese del portale Italyhotels, la piattaforma di prenotazione online di Federalberghi Nazionale, il Consorzio garantisce ampia disponibilità di strutture, tariffe competitive e un servizio qualificato in ogni fase della prenotazione.
Completano l’offerta la consulenza per l’individuazione dei siti più adatti e il supporto nella definizione delle migliori soluzioni di viaggio e di accoglienza in generale, di location adatte alle diverse iniziative e di trasporto locale.
La presidenza del Consorzio è stata affidata a Caterina Fioritti, già vicepresidente di Federalberghi Torino  e socia fondatrice dell’Associazione Donne nel turismo, affiancata dai vicepresidenti Fabio Borio (presidente di Federalbeghi Torino) nel ruolo di Vicario e Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte.
Il consiglio direttivo è composto da Maurizio Bertone, Lorenza Bravetta, Luigi Brunero, Nicola Cirillo, Giovanni Cristiani, Gabor Ganczer e Tommaso Vineis.
“Oggi Torino compie un passo coraggioso e cruciale, mettendo a sistema in modo strutturato tutte le energie private che ogni giorno contribuiscono alla vita turistica della città – ha dichiarato Caterina Fioritti, presidente di Destination Torino. La nascita del Consorzio rappresenta l’avvio di un metodo nuovo, per la prima volta ci sediamo allo stesso tavolo non come singole realtà, ma come un’unica comunità professionale che condivide obiettivi e visioni. Il nostro è uno slancio costruttivo con cui vogliamo affiancare istituzioni e stakeholder, proponendo un’idea di futuro per una Torino turistica viva, vitale e stabilmente presente sui mercati”.

Mara Martellotta

Anno record per i trapianti in Piemonte. Torino al vertice in Italia

Il 2025 rappresenta un anno record per donazioni e trapianti in Piemonte. Le donazioni di organi hanno raggiunto il secondo miglior risultato di sempre e hanno permesso di realizzare 536 trapianti, risultato a pari merito con il 2023, ed in aumento dell’8% rispetto al 2024.L‘AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, con 488 trapianti, risultato record, si conferma azienda leader a livello nazionale.

In attesa dei dati nazionali, che potranno confermarla al vertice di questa attività in Italia per la terza volta nell’ultimo triennio, Torino ribadisce la sua vocazione dicapitale dei trapianti.
Questi risultati dimostrano ancora una volta la grande sensibilità dei nostri cittadini e la professionalità e organizzazione della nostra sanità.
I dati dell’attività sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa presenti l’Assessore alla Sanità Federico Riboldi, il Coordinatore Regionale Donazioni e Prelievi di Organi e Tessuti Anna Guermani, il Coordinatore Regionale Trapianti Renato Romagnoli, ed il Direttore Sanitario dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino Lorenzo Angelone.
Il Piemonte si conferma anche nel 2025 un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo nel campo della donazione e dei trapianti. Questo straordinario traguardo deve spronarci a rafforzare il nostro impegno per raggiungere nuovi obiettivi di progresso. Un sincero ringraziamento va a tutti i professionisti, in particolare della Città della Salute e della Scienza di Torino e dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, che, in queste complesse attività, uniscono eccellenza tecnica e straordinarie qualità umane. Un riconoscimento doveroso anche alle Associazioni dei donatori di sangue e a quelle attive nella donazione e nei trapianti di organi, tessuti e cellule. L’ultimo, ma più intenso, ringraziamento è rivolto ai donatori e alle loro famiglie, il cui altruismo ha reso possibile salvare tante vite umane”- afferma l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
Donazioni: grande performance
Il 2025 è stato un anno positivo per le donazioni. I donatori sono stati 172 (39,3 per milione di popolazione – pmp), il secondo miglior risultato di sempre. Nello scenario nazionale la nostra Regione si pone ancora una volta fra le migliori per procurement di organi.Tutti i programmi si sono consolidati. I donatori di organi con cuore battente (DBD) sono stati 132; il 30% di queste donazioni sono avvenute negli ospedali senza neurochirurgia, dimostrando che la donazione di organi può avvenire in ogni ospedale con Terapia Intensiva.
I donatori di organi a cuore fermo (DCD) sono stati 40, con un incremento del 42% rispetto al 2024; gli ospedali autorizzati ad eseguire questa forma di donazione molto complessa per tecnica e organizzazione sono il San Giovanni Bosco, Molinette e Maria Vittoria di Torino, l’Ospedale di Alessandria, l’Ospedale di Cuneo, l’Ospedale di Novara, l’Ospedale di Rivoli e l’Ospedale di Savigliano; in queste strutture avvengono altresì i prelievi dei donatori identificati in numerosi ospedali della Rete (nel 2025 a Chivasso, CTO, Orbassano, Moncalieri). I donatori di cornee sono stati 1.217, dato che conferma i valori del 2024. Questa forma di donazione ha visto coinvolti anche gli ospedali privi di rianimazione, numerosi reparti di cure oncologiche e Hospice, per il forte valore consolatorio insito nella donazione. Le opposizioni alla donazione sono state al 26,6%.
Il focus sui trapianti
L’eccellente risultato registrato nel numero di donazioni, unito alle competenze del Centro Regionale Trapianti e alla capacità tecnica e gestionale dei centri trapianto, ha permesso al Piemonte di raggiungere il miglior risultato di sempre, pari merito con il 2023. Nel 2025 sono stati effettuati 536 interventi, per un totale di 581 organitrapiantati, 5 volte in combinazioni simultanee nello stesso ricevente, i cosiddetti trapianti “combinati”: presso l’ospedale Molinette sono stati eseguiti 2 trapianti combinati rene-fegato, 2 rene-pancreas e 1 cuore-fegato. La Città della Salute e della Scienza di Torino si conferma al vertice dell’attività trapiantologica in Italia, con un totale di 488 trapianti eseguiti nel 2025: 482 presso l’ospedale Molinette e 6 presso l’Ospedale Pediatrico. Dato record per Città della Salute, miglior risultato di sempre, con 39 interventi in più (aumento del 9%) rispetto al 2024 (449 totali) e meglio del 2023, quando erano stati 468.Il centro trapianto di fegato, con i suoi 194 trapianti, e il centro trapianti di rene, con i suoi 240 interventi (235 alle Molinette e 5 all’Ospedale Pediatrico), si confermano ai vertici nazionali. Molto rilevanti i risultati per il trapianto di cuore, con 32 trapianti effettuati alle Molinette – che comprendono 4 organi da donatori DCD – e 1 presso l’Ospedale Pediatrico, nonché per il trapianto di polmoni, con 24 interventi realizzati. Unica altra sede di trapianto in Piemonte, l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara ha effettuato 48 trapianti di rene, con un lieve incremento rispetto ai numeri del 2024.
La qualità dei programmi di trapianto è in linea con i migliori standard internazionali. La donazione da vivente, realtà importante in Piemonte, ha visto 14trapianti di rene e due trapianto di fegato.
Il trapianto di tessuti migliora la qualità della vita e la nostra Regione si distingue anche in questo ambito: le Banche dei Tessuti sono attive per tutte le richieste dei chirurghi specialisti, e i trapianti del 2025, oltre 1.300, confermano i valori del 2024.Nel corso del 2025, 2.144giovanissimi si sono messi a disposizione per donare le loro cellule staminali emopoietiche o CSE (midollo osseo); questo loro gesto ha portato il numero di donatori attivi nel Registro Piemontese al totale di 61.624.
Il Piemonte si conferma un punto di riferimento a livello nazionale non solo per l’elevato volume di attività trapiantologica, ma anche per il contributo fornito in diversi ambiti strategici. La regione ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo di protocolli e linee guida nazionali e europee, tra cui i nuovi programmi di allocazione degli organi, il registro della malattia renale cronica e le Linee Guida Europee sulla Biovigilanza nei trapianti di Organi, Tessuti e Cellule. Inoltre, si distingue come centro di eccellenza per la diagnosi di malattie genetiche che possono beneficiare del trapianto, rafforzando così il proprio valore nel panorama sanitario nazionale.Malgrado l’impegno e i risultati della rete trapiantologica, sono ancora molti i pazienti che attendono di ricevere un organo nelle nostre liste: al 31 dicembre del 2025 ne registriamo 622 in attesa di trapianto di rene, 71 di fegato, 156 di cuore e 72 di polmone.È dunque ancora forte il dovere e l’impegno di cura verso questi pazienti.

Responsabili dei Programmi

La Regione ringrazia iresponsabili dei programmi di trapianto e alle loro equipe mediche ed infermieristiche. Per la Città della Salute di Torino sono: Luigi Biancone per il trapianto di rene nell’adulto, Mauro Rinaldi per i trapianti di cuore e polmoni, Renato Romagnoli per i trapianti di fegato e di pancreas, BrunoGianoglio per quello renale pediatrico e Carlo Pace Napoleone per il trapianto di cuore pediatrico.Per l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, il responsabile del programma di trapianto renale è Vincenzo Cantaluppi.

“7 spose per 7 fratelli”, il musical che avete sempre sognato

All’Alfieri, repliche sino a domenica 1° marzo

L’assistere a “7 spose per 7 fratelli” – le radici nel film di Stanley Donen del 1954, un brillante trio di sceneggiatori tra cui la Frances Goodrich del “Diario di Anna Frank”, della “Vita è meravigliosa”, del “Padre della sposa”, una vulcanica interprete Jane Powell, già un avvio quattro anni fa con tappe quasi tutte sold out e un’affluenza di 100.000 spettatori – significa (se ancora ce ne fosse necessità) andare incontro a una doppia conferma. Che il binomio teatrale Fabrizio Di Fiore/Luciano Cannito, produttivo e registico, continua a funzionale a meraviglia, una stupefacente macchina da guerra (pacificissima) che si mette più volte in campo nel corso della stagione e aziona forze di prim’ordine, di passione, di un lavoro estremamente visibile, in quel campo del musical che ci avevano promesso, all’epoca del loro ingresso a Torino, sul palcoscenico dell’Alfieri (con il confratello Gioiello, più adatto alle pagine della prosa), di rinfrescare appieno, anche con quelle prime nazionali per cui sino a oggi hanno pienamente mantenuto le promesse. Una macchina da guerra che non bada a sforzi e spese, che allinea primizie o ama rispolverare quei titoli “antichi” che continuano a macinare curiosità e successi, sempre operazioni fatte con eleganza, con agilità, con una propria e completa ragion d’essere, con quella autentica possibilità di circuitazione che può viaggiare in qualsiasi parte del territorio italiano (e non? un affascinante made in Italy); una piacevolissima macchina da guerra che guarda alla totale preparazione, che allinea scene e costumi di prim’ordine, che per l’occasione accampa una compagine d’attori/cantanti/ballerini infaticabile e non comune di oltre venti compagni di lavoro, dai più importanti a quanti sono nella seconda fila durante i saluti finali, senza contare l’attento gruppo tecnico attento a ogni particolare.

Ed è la conferma (se ancora ce ne fosse necessità) di una vera attrice di teatro leggero, cantante e ballerina senza intoppi altresì, una sorta di Delia Scala del nuovo millennio, un viso che s’esprime in cento espressioni e più, un corpo che si muove senza far trasparire fatica o cliché, una donna che s’imprime con attenzione e con forza sulle tavole di un palcoscenico, che rende davvero intelligentemente ogni personaggio che tocchi (aspettatela a fine marzo, sempre all’Alfieri, e sognatevela come Adriana in “Rocky”): Giulia Ottonello è qui Milly, con i suoi messaggi di femminismo calato tra le montagne dell’Oregon di metà dell’Ottocento, con l’innocenza e l’amore, con la simpatia e l’umanità e la saggezza soprattutto ad aggiustare ogni situazione, una calamita per il pubblico ad ogni canzone, ad ogni esibizione. Trova un partner massiccio e felicemente ironico, sbrigliato quanto basta, questa volta sin dai primi momenti, a rivestire i panni del boscaiolo Adamo, in Mario Ermito, eremita lassù in compagnia di quei sei fratelli – l’irsuta famiglia Petipee – che gli sono venuti appresso, per cui il padre – nell’intenzione di completare l’alfabeto – ha iniziato a compilare un elenco in ordine alfabetico ponendo un alt alla G di Gedeone, un eremita che sceso un giorno in città t’agguanta la Milly, colpo di fulmine immediatamente ricambiato, per portarsela tra le bianche vette. A rassettare, a lavare, a cucinare per gente affamata e che mai ha visto un barbiere e forse una vasca da bagno: ma lei non vorrà certo essere scambiata per la serva di casa e saprà ben muoversi e destreggiarsi in perfetto omaggio al suo stato di donna. Come la storia proceda con l’innamoramento dei tanti fratelli e delle amiche della sposa, ognuno l’ha appreso dal film e da edizioni precedenti.

Cannito – il secondo membro di quella prima conferma, collaborazioni alle spalle con nomi di prima grandezza, da Roberto De Simone a Dalla, da Carla Fracci a Zeffirelli a Rostropovich -, che deve amare il cinema e che va a riscoprire classici hollywoodiani coinvolgendo con estrema facilità quanti, come chi scrive queste note, lo amano, anche questa volta introduce allo spettacolo con i titoli di testa – magari avessero qualche leggero incidente di tremore come una vecchia pellicola! -, lo divide su uno schermo scuro con l’annotazioni dei vari capitoli, fa rapidi cambi di scena inventando un perfetto montaggio, gioca con le scene di Italo Grassi di fronte e di sghembo (ha ragione quando rivendica il piacere di far “entrare” chi guarda nella pellicola) e altrettanto con i costumi piacevolissimi di Silvia Aymonino, imprime in primo luogo un bel ritmo alla storia e si scatena davvero quando s’inventa delle coreografie che vorresti vedere e ancora vedere, in piena ammirazione. Dove può contare sulla bravura senza risparmio di un gruppo invidiabile di ballerine e ballerini (da manuale il brano della “festa”), che all’occorrenza hanno saputo brillantemente integrarsi come attori e cantanti. Tutto è brio, è sfrenato, è invenzione, è un susseguirsi di trovate, è un travolgere le attese del pubblico, è simpatia: per una serata che si esprime in un successo, un successone davvero travolgente. Perché il pubblico, tra risate e applausi a scena aperta, ha toccato con mano quanto di fatica e di resa e di bravura, di volontà di “sorprendere”, ci sia in questo musical firmato Di Fiore/Cannito.

Elio Rabbione

Misure antismog: prosegue il livello 2 (rosso). Stop per i diesel euro 5

 

Resterà in vigore fino a lunedì 2 marzo 2026 compreso (prossimo giorno di controllo) il livello 2 (rosso) delle limitazioni emergenziali.

I dati previsionali forniti ieri da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento per tre giorni consecutivi del valore di 75 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria.

Il livello rosso, oltre alle limitazioni strutturali in vigore, prevede il blocco dei veicoli diesel adibiti al trasporto persone e al trasporto merci, con omologazione Euro 5, tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle 19.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute

TorinoClick

Quando si dice … “Stand Up Comedy”

Quattro serate di “satira tagliente” allo “Spazio Kairos” di Torino. In programma anche un “debutto nazionale” e un’“anteprima” regionale

Dal 5 all’8 marzo (ore 21)

Eccola di nuovo! Ritorna, da giovedì 5 a domenica 8 marzo (ore 21), sul palco dello “Spazio Kairos”, teatro creato e gestito dalla Compagnia “Onda Larsen”, in via Mottalciata 7, a Torino, la “settimana della stand up comedy”. Un ritorno (diciamolo pure!) sempre molto gradito e atteso, particolarmente in tempi bui come quelli odierni, che non c’è verso di mandarli a quel paese, e che, con molta difficoltà riescono a strapparci pochissimi sorrisi e un po’ di beata spensieratezza. Ma con l’iniziativa di “Onda Larsen”, che, in questi anni sta lavorando molto per avvicinare nuovo pubblico – soprattutto giovane – al teatro andiamo sul sicuro! La risata è assicurata. Ma (attenzione!) una risata mai “sbracata”, ma sempre strettamente legata all’intelligenza della satira, quella più tagliente e costruttiva.

Spiega Riccardo De Leo, vicepresidente di “Onda Larsen”“La ‘stand up comedy’ ha il potere di esplorare sentieri impervi, difficili e si colloca in una zona ibrida tra spettacolo, ironia del presente e comicità. Quando abbiamo deciso di organizzare la nostra stagione e in particolare la settimana della ‘stand up’ abbiamo ragionato così: fin dove possiamo spingere con il pubblico a ridere? Dov’è il confine con tra ciò che è verità e ciò che è spettacolo? Fino a dove possiamo osare noi come artisti e fare in modo che il pubblico si innamori del teatro?”.

Nasce da queste sagge domande la “quattro giorni”, comprensiva di “quattro spettacoli”, programmata dalla “Compagnia Teatrale” torinese, operante in quartieri non proprio “facili” della Città, a cavallo fra “Barriera di Milano”, “Regio Parco” e “Aurora”. Ancora De Leo“Tenendo sempre presente che la risata è per noi il miglior veicolo per lanciare messaggi, abbiamo scelto spettacoli che sono unici nel loro stile e capaci di arrivare al cuore dello spettatore. Quattro appuntamenti per sì ridere ma anche per ricordarsi che l’irriverenza unita all’ironia, è la migliore arma contro l’impigrimento mentale”.

Ad aprire le danze (giovedì 5 marzo) sarà la giovane attrice torinese (per lei un debutto nazionale), Giulia Pont che, lo scorso anno, qui firmò tre “sold out”, con “Jukebox Comedy”, per la regia di Claudia Carucci; poi (venerdì 6 marzo) tocca al milanese Walter Leonardi con “Recital (Best of)”, Produzione “buster”, quindi (sabato 7 marzo) torna allo “Spazio Kairos” il torinese Francesco Giorda presentando (in anteprima regionale) “Oh my gods!”, Produzione “Teatro della Caduta”. A chiudere (domenica 8 marzo), un nome amatissimo, Paolo Faroni, con “Flusso d’incoscienza”, per la regia di Elisabetta Misasi.

Così i quattro presentano le loro pièces:

Giulia Pont“La domanda ‘Che musica ascolti?’ mi ha sempre gettato nel panico: non serve a rompere il ghiaccio, ma a giudicarti. Comicità, musica e ansia si mescolano per dare vita ad una ‘playlist’ di disagi. E l’elenco non finisce qui …”.

Walter Leonardi“Uno spettacolo libero, libero da linee drammatiche, libero da linee comiche e libero da linee di qualsiasi forma lineare / Fa ridere, commuove, ci si incazza ma se si sta attenti a volte si gode di poesia / Ovvero di bellezza / Ovvero ci si diverte …”.

Francesco Giorda. Di lui scrive Maura Sesia (sipario.it): “C’è sempre da ridere con Francesco Giorda […] Ma tutto ha una misura, ‘tout se tient’, ed il gioco a cui l’attore fa partecipare i suoi interlocutori è molto serio”.

Paolo Faroni: “ ‘Flusso d’incoscienza’ si ispira al famoso ‘Flusso di coscienza’ di Joyce. Un’ispirazione così forte che non ho dovuto nemmeno leggere i suoi libri. Anzi, per dirla tutta, non ho nessuna voglia di essere cosciente sul palco, che per quello c’è già la vita. E l’incoscienza è senza dubbio l’unico modo per affrontare questi tempi intricati e paranoici. Soprattutto se vieni dalla provincia”.

Per ulteriori info: tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

g.m.

Nelle foto: Giulia Pont; Walter Leonardi (Ph. Maurizio Anderlini); Francesco Giorda e Paolo Faroni

Sciopero, treni a rischio fino a questa sera

Sciopero nazionale del trasporto ferroviario, in programma dalle 21 di venerdì 27 febbraio, fino alle 20.59 di sabato 28 febbraio. La mobilitazione è stata proclamata da alcune sigle sindacali autonome – Assemblea nazionale Pdm/Pdb, Sgb e Cub Trasporti – a cui si aggiunge uno sciopero di otto ore indetto da Usb Lavoro Privato, dalle 22 di sabato 27 febbraio.

La protesta potrebbe ripercuotersi sulla circolazione dei treni di Trenitalia, Trenord e Italo, anche se, come previsto dalla normativa, saranno garantite specifiche fasce orarie e alcuni collegamenti essenziali. Ecco le fasce orarie e treni garantiti.

Per l’alta velocità e i convogli a lunga percorrenza è stato predisposto un elenco di treni garantiti. Per quanto riguarda il trasporto regionale, sono assicurati i servizi nelle fasce protette dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. L’elenco dei treni garantiti in Piemonte è consultabile sui siti ufficiali di Trenitalia e Trenord.

Aerospazio, asse Regione–Politecnico per il rilancio di Corso Marche

Il Piemonte rafforza il proprio ruolo di polo nazionale dell’aerospazio. Al Grattacielo Piemonte, è stato presentato il Rapporto “Cluster aerospaziale piemontese: caratteristiche e traiettorie di sviluppo”, realizzato da IRES Piemonte nell’ambito del servizio di valutazione del PR FESR 2021-2027. Nell’occasione è stata anche firmata la Lettera di intenti tra Regione Piemonte e Politecnico di Torino per la riqualificazione e rifunzionalizzazione delle aree della “Città dell’Aerospazio di Torino”.

L’iniziativa si inserisce nel solco dell’Accordo di Programma del 2019 e dei successivi atti attuativi, tra cui l’approvazione dei progetti “Manufacturing Technology Center (MTC)” e “Centro per l’aerospazio”, e rappresenta un ulteriore passo avanti nel potenziamento delle infrastrutture di ricerca, nel trasferimento tecnologico e nell’attrazione di investimenti per il comparto.

Dal Rapporto IRES emerge che l’aerospazio piemontese concentra circa il 20% degli addetti italiani del settore, confermandosi tra i principali poli nazionali. Il sistema conta una presenza significativa di grandi gruppi industriali e una filiera di circa 350 imprese, in prevalenza piccole e medie aziende ad alta specializzazione, con un forte collegamento al mondo universitario e della ricerca. Si tratta di un comparto ad alta intensità tecnologica, con investimenti in ricerca e sviluppo che sfiorano il 10% del fatturato tra aeronautica e spazio, un volume d’affari annuo di circa 8 miliardi di euro e circa 35mila occupati, oltre a una quota rilevante di esportazioni sul totale nazionale.

La Lettera di intenti siglata oggi definisce un quadro di collaborazione per sviluppare nuove azioni comuni di riqualificazione e valorizzazione di aree e immobili, con l’obiettivo di ampliare le infrastrutture dedicate a ricerca applicata, formazione avanzata e servizi alle imprese. In questo contesto, la “Città dell’Aerospazio” viene individuata come ambito privilegiato di sperimentazione dell’accordo.

Il progetto prevede in particolare il completamento e l’estensione degli interventi nell’area di Corso Marche, con nuovi spazi destinati all’ecosistema industriale e un’attenzione specifica alle piccole e medie imprese.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del sistema della ricerca e dei principali gruppi industriali, tra cui Leonardo, partner industriale strategico del polo, e Principia, soggetto gestore del fondo immobiliare che sostiene lo sviluppo della Città dell’Aerospazio. L’appuntamento ha ribadito la volontà condivisa di consolidare il posizionamento del Piemonte nelle principali roadmap europee, dall’aviazione sostenibile alla space economy, in coerenza con la Strategia regionale di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027.

La Città dell’Aerospazio si conferma così piattaforma strategica per rafforzare la competitività industriale e favorire la crescita di un ecosistema ad alta intensità di conoscenza, capace di generare ricadute economiche e occupazionali sull’intero territorio regionale.

LE DICHIARAZIONI

Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Andrea Tronzano, assessore regionale alle Attività produttive

“Il Piemonte ha scelto di essere protagonista nello sviluppo dell’aerospazio perché questo settore rappresenta una delle traiettorie industriali più avanzate e strategiche per il futuro dell’Europa”, hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al bilancio, attività produttive e internazionalizzazione Andrea Tronzano. “La nostra filiera integra competenze aeronautiche e spaziali, innovazione e capacità produttiva. Attraverso il PR FESR 2021-2027 sosteniamo progetti di ricerca, infrastrutture tecnologiche e percorsi di certificazione per rafforzare la competitività delle imprese. La Città dell’Aerospazio è il fulcro di questa visione: un ecosistema operativo che mette in rete grandi gruppi, PMI, start up e università, e che rafforza la capacità del territorio di attrarre investimenti, talenti e nuove opportunità di sviluppo”.

Alessandro Ciro Sciretti, presidente di IRES Piemonte

“I dati confermano la solidità e la centralità del cluster aerospaziale piemontese nel panorama nazionale, per dimensione, intensità tecnologica e capacità di integrazione lungo l’intera filiera. Le trasformazioni tecnologiche, industriali e geopolitiche in atto pongono sfide rilevanti, ma aprono anche nuove traiettorie di innovazione e sviluppo. Il lavoro svolto da IRES Piemonte mette a disposizione un quadro aggiornato su struttura produttiva, occupazione e dinamiche competitive, come strumento utile a supporto delle scelte della Regione e al rafforzamento di un settore strategico per la competitività del Piemonte”, dichiara il presidente di IRES Piemonte Alessandro Ciro Sciretti.

Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino

“La lettera di intenti firmata oggi si colloca in un quadro di rafforzamento della collaborazione in corso tra Politecnico di Torino e Regione Piemonte. Dotarsi di strumenti di questo tipo ci consente infatti di facilitare l’insediamento di nuovi spazi per l’innovazione, fondamentali per attrarre sul nostro territorio non solo imprese ma anche enti di ricerca e talenti”, commenta il rettore del Politecnico Stefano Corgnati, ricordando come il settore dell’aerospazio rappresenti oggi un tema centrale, di forte attrattività.

Giancarlo Mezzanatto – SVP Strategy & Innovation Divisione Aeronautica, Leonardo

“Il Piemonte è uno dei baricentri strategici dell’aerospazio italiano ed europeo, e Leonardo ne è il principale motore industriale e tecnologico. Con circa 4.800 addetti sul territorio e una filiera che coinvolge quasi 400 imprese, in larga parte PMI, contribuiamo in modo determinante alla forza produttiva e alla competitività dell’ecosistema regionale, che rappresenta il 30% dell’industria hi-tech piemontese.

La Città dell’Aerospazio di Torino è una straordinaria opportunità per consolidare il ruolo di Torino e del Piemonte come polo di eccellenza tecnologica e industriale, riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Leonardo, responsabile dell’Aircraft Innovation Center nell’ambito del progetto, ha realizzato laboratori dedicati all’innovazione di prodotto e di processo nell’intero ciclo di vita del prodotto aeronautico, con soluzioni basate su intelligenza artificiale, supercalcolo e digitalizzazione” ha detto Giancarlo Mezzanatto – SVP Strategy & Innovation Divisione Aeronautica, Leonardo.

Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia

“Questo progetto – dichiara Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia – rafforza un ecosistema che integra università, ricerca, innovazione e impresa, creando insieme alle istituzioni le condizioni per attrarre sul territorio investimenti e competenze di alto profilo. Principia, che ha come principale azionista il Ministero dell’Economia e delle Finanze e opera per migliorare l’efficienza della funzione pubblica e l’efficacia del coinvolgimento dei privati nei progetti di trasformazione urbana, guarda con grande interesse a questo percorso e conferma la propria disponibilità a collaborare allo sviluppo dell’iniziativa, portando l’esperienza maturata nello sviluppo del Milano Innovation District”.

housing sociale a San Donato: 32 nuovi alloggi 

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Un nuovo modello di abitare solidale prende forma nel cuore di San Donato a Torino. È stato inaugurato  il nuovo spazio di cohousing sociale di via Vagnone che mette a disposizione 32 alloggi e una rete di servizi integrati per rispondere in modo concreto a necessità abitative e nuove forme di vulnerabilità della cittadinanza, puntando su coabitazione, mixité sociale e innovazione tecnologica.

L’intervento, realizzato in un immobile di proprietà comunale sul territorio della Circoscrizione Quattro, conta 32 unità abitative, di cui 8 trilocali e 24 bilocali, ed è il risultato di un investimento complessivo di 6 milioni di euro, finanziato principalmente attraverso fondi Pon Metro e integrato da un mutuo stipulato con Cassa Depositi e Prestiti.

L’obiettivo del progetto è creare, attraverso un sistema caratterizzato da soluzioni abitative a durata variabile e servizi di supporto sociale integrati, un ambiente che favorisca lo sviluppo di dinamiche relazionali positive tra le diverse generazioni e forme di supporto reciproco, valorizzando le opportunità di coabitazione solidale e il senso di comunità.

“Torino – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – vuole essere una città che unisce attrattività, qualità abitativa e inclusione sociale e, per farlo, serve un approccio capace di tenere insieme sviluppo, protezione sociale, inclusione, rigenerazione e resilienza urbana. Oggi inauguriamo una realtà che auspichiamo davvero possa diventare un modello in questo senso dando una risposta concreta alle necessità abitative di persone di generazioni, provenienze ed esperienze diverse e offrendo loro nel contempo un’opportunità di scambio, conoscenza e mutuo aiuto. Vogliamo essere una città che non lascia indietro nessuno e che non dimentica l’importanza delle reti di relazione e del senso di comunità”.

Gli ospiti del nuovo housing sociale saranno selezionati dagli uffici competenti del Dipartimento Servizi Sociali, Socio Sanitari e Abitativi, prioritariamente tra le persone anziane autosufficienti in condizioni di fragilità (che resta il target principale), ma anche tra persone adulte con bisogni specifici, giovani con una precaria indipendenza economica, studenti, care leavers, persone con disabilità con un proprio progetto individualizzato, famiglie in condizioni di temporanea difficoltà abitativa e persone titolari di protezione internazionale, ai sensi del protocollo d’intesa relativo ai corridoi lavorativi per rifugiati.

Per favorire l’aggregazione e la coabitazione solidale, il nuovo complesso offre numerosi spazi comuni come un ampio terrazzo con aree verdi per momenti di relax, una cucina condivisa e due sale multifunzionali, ideali per attività e incontri aperti alla cittadinanza e alle associazioni del quartiere.

A gestire l’immobile sarà la Cooperativa Frassati, ente partner della Città in coprogettazione che, attraverso una equipe multidisciplinare, garantirà attività di supporto alla convivenza, servizi di accompagnamento all’autonomia abitativa e attività rivolte al territorio, in un confronto continuo con gli stessi residenti, qui anche portatori di eventuali proposte sulla base dei loro singoli bisogni.

“Con questo nuovo intervento di housing sociale – afferma l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli – la Città di Torino realizza un altro tassello del piano che la vede costantemente impegnata nel costruire risposte concrete, inclusive e innovative al disagio abitativo. Quella che inauguriamo oggi è una coabitazione solidale che si presenta come un vero spazio di comunità, in cui persone diverse per età e condizione possono vivere insieme, sostenendosi reciprocamente e ritrovando così più facilmente quella stabilità di cui necessitano. La casa resta una componente fondamentale, ma qui non vuole essere solo un tetto, ma anche una potente leva nei percorsi individuali verso l’inclusione sociale”.

La struttura presenta infine due caratteristiche che la rendono anche tecnologicamente innovativa, almeno nel panorama degli housing sociali: la prima è la presenza di un controllo digitale da remoto sugli accessi all’edificio; la seconda è invece rappresentata dalla presenza di un impianto fotovoltaico, con benefici su costi di gestione ed emissioni inquinanti, per il quale sono già state avviate le procedure di richiesta di ingresso in una Comunità Energetica Rinnovabile.

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Il Po, l’anima lenta di Torino

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SCOPRI – TO  ALLA SCOPERTA DI TORINO

C’è un momento della giornata in cui il Po sembra fermarsi. Succede verso sera, quando la luce scende dietro la collina e il fiume si colora di riflessi dorati, mentre le sagome dei ponti si allungano sull’acqua. Torino, spesso raccontata per le sue piazze eleganti e i viali ordinati, trova proprio qui una dimensione diversa, più intima e naturale. Il Po non è solo un corso d’acqua che attraversa la città: è una presenza costante, un luogo di incontro, di sport, di passeggiate e di storie che si intrecciano da generazioni.

Le barche storiche e la tradizione sul fiume

Tra le immagini più amate dai torinesi ci sono le due imbarcazioni storiche che solcano il Po durante la bella stagione: la Valentina e la Valentino. I loro nomi, quasi a voler incarnare lo spirito romantico della città, richiamano il Parco del Valentino e quel tratto di fiume che da sempre è sinonimo di tempo libero. Non sono semplici barche turistiche, ma un modo per riscoprire Torino da una prospettiva insolita, navigando lentamente tra i ponti e osservando le facciate dei palazzi riflesse nell’acqua. A bordo si respira un’atmosfera sospesa, fatta di racconti, di curiosità storiche e di quel silenzio interrotto solo dal rumore lieve del motore e dallo sciabordio contro lo scafo.

Il legame tra Torino e il Po affonda le radici lontano nel tempo. Le società remiere, i circoli storici e gli atleti che si allenano ogni giorno lungo le sponde raccontano una tradizione sportiva viva e sentita. Canottieri e vogatori trasformano il fiume in una palestra a cielo aperto, mentre i passanti si fermano a osservare le barche sottili che fendono l’acqua con movimenti sincronizzati.

Murazzi Fabio Liguori
Murazzi foto Fabio Liguori

Murazzi, passeggiate e vita all’aperto

Scendendo verso i Murazzi, il fiume cambia ancora volto. Le arcate che costeggiano l’acqua sono state per anni il cuore della movida torinese e, ancora oggi, rappresentano uno spazio che si reinventa tra locali, eventi e iniziative culturali. Camminare lungo il Po significa attraversare una Torino dinamica, dove studenti, famiglie e turisti condividono lo stesso panorama.

Il Parco del Valentino, con i suoi viali alberati e i prati che si aprono fino alla riva, è uno dei luoghi più frequentati nelle giornate di sole. Qui si viene per correre, andare in bicicletta, leggere un libro all’ombra o semplicemente per sedersi su una panchina a guardare il fiume scorrere. Poco distante, il Borgo Medievale aggiunge un tocco fiabesco al paesaggio, mentre la collina torinese, dall’altra parte, offre uno sfondo verde che cambia colore con le stagioni.

Mario Alesina Fiume Po
Foto Mario Alesina Fiume Po

Mangiare e rilassarsi con vista sull’acqua

Il Po è anche un luogo dove fermarsi a tavola. Lungo le sue sponde si trovano ristoranti e locali che propongono aperitivi al tramonto, cene all’aperto e serate con musica dal vivo. Sedersi a pochi metri dall’acqua, con il rumore del fiume in sottofondo, regala una sensazione di evasione che sorprende chi pensa a Torino soltanto come città industriale o sabauda. In realtà, qui il rapporto con la natura è parte integrante dell’identità urbana.

Tra un giro in battello, una pedalata lungo la ciclabile e una cena affacciata sul fiume, il Po continua a essere uno dei luoghi più autentici della città. Non ha la monumentalità delle grandi piazze né la solennità dei palazzi storici, ma possiede qualcosa di più sottile e duraturo: la capacità di far rallentare il passo, di far sentire Torino meno frenetica e più vicina al ritmo dell’acqua che la attraversa da secoli.

Noemi Gariano