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Buone Feste da Usd Salsasio!

Molti progetti sono in pista per il 2022

Con la festa “Salsasio Christmas party” l’Usd Salsasio ha festeggiato con i suoi atleti e con tutto lo staff della società affiliata al Genoa l’anno che si sta concludendo ed ha presentato ai propri tesserati le principali novità che riguardano il 2022. Durante la festa il Presidente Giuseppe Quattrocchio insieme al vice Francesco Desogus hanno omaggiato tutti i bambini e le bambine del settore giovanile e scolastico con dei simpatici regali di cioccolato. Per le attività invernali che si svolgeranno nei mesi di gennaio e febbraio la società disporrà di una palestra.
Tra le principali novità che riguardano il 2022 ci saranno l’incontro a Salsasio con i tecnici del Genoa Soccer Academy e nuove collaborazioni con realtà del territorio.
Ci sono grandi novità che verranno presentate durante il 2022 e che riguardano l’accessibilità alle attività della società a sempre più bambini e bambine del territorio, grazie anche alla collaborazione con alcuni sponsor dei rossoneri. “L’anno che si sta concludendo non è stato facile, come per tutte le realtà, per via della pandemia e delle continue restrizioni che ci sono state. Siamo felici però di essere potuti ripartire con le attività e di aver visto i numeri degli atleti, specie nel settore femminile, in salita. – commenta il Presidente – Nonostante questo però nel 2021 abbiamo realizzato molti progetti. Sono stati ristrutturati gli spogliatoi e sono stati ritinteggiati i due edifici che ospitano uffici e spogliatoi per esempio. Nel nuovo anno ci aspettano molte novità”.

Vittorio Brumotti e la sua bici per i bimbi del Regina Margherita

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In Piazza Polonia questa settimana

 

Attiva da oggi la raccolta fondi sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo per Forma.

 

Secondo weekend di raduno dei Babbi Natale di Fondazione Forma.

Ad attendere i tanti Babbi Natale, che in bici lungo i tre percorsi o a piedi attraverso il Parco sono arrivati in Piazza Polonia per salutare i bambini del Regina Margherita Vittorio Brumotti, il noto inviato di Striscia la Notizia campione di Bike trial.

Con la sua bici, insieme a quelle di BikeIsLife#PedaliAMOITALIA, promotori dell’iniziativa, si è esibito sulla Piazza, creando una speciale coreografia insieme ai Babbi Natale presenti. Ma non solo. Subito dopo ha portato ai piccoli ricoverati i regali offerti dall’Associazione Robert F. Kennedy Human Rights Italia, attiva sul territorio nazionale con progetti di educazione ai diritti umani, advocacy e sostegno alla comunità.

 

Alla camminata e alla pedalata hanno partecipato oltre 1000 persone.

 

Nella stessa giornata di oggi è stata lanciata sulla piattaforma di crowdfunding FOR FUNDING di Intesa Sanpaolo la raccolta fondi promossa da Fondazione Forma dal titolo “La salute si dona: sostieni l’Ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino”,https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/salute-ospedale-pediatrico-torino.

Attraverso la piattaforma sarà possibile, per chiunque lo desideri, fare una donazione destinata all’acquisto di un Fluoroscopio (un apparecchio radiografico, a basso impatto di radiazioni, che consente di guidare i medici durante le procedure chirurgiche e di confezionamento gessi) per il reparto di Nefrologia, Gastroenterologia dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

 

Al progetto hanno già aderito Fondazione CRT e FEduF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) coprendo già un terzo del fabbisogno della raccolta.

 

For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo, consente alle persone – fisiche e giuridiche – di donare e prestare denaro a soggetti del Terzo Settore in modo diretto, senza l’utilizzo di intermediari e senza commissioni a carico del donatore o del beneficiario. Inoltre, tramite la propria organizzazione e infrastruttura, Intesa Sanpaolo garantisce sicurezza e trasparenza, con una rendicontazione pubblica sia sull’andamento della raccolta, sia sul successivo utilizzo delle donazioni.

L’iniziativa è nell’ambito delle attività ESG di Intesa Sanpaolo nel sociale.

 

Un grazie a tutti quelli che oggi hanno partecipato alla camminata e alla pedalata per aver reso, anche in questa seconda domenica di Raduno, speciale la giornata per i bimbi del Regina, a Brumotti per essere stato con noi, a Intesa Sanpaolo per aver sostenuto Forma con For Funding. con una raccolta destinata specificatamente all’acquisto del fluoroscopio,” ha dichiarato Antonino Aidala, Presidente di Fondazione Forma.

 

Siamo orgogliosi di aver aderito a questa importante iniziativa di Vittorio Brumotti, sempre attento e prezioso, e di aver potuto portare un sorriso a tanti bambini in occasione delle feste”, queste le parole di Stefano Lucchini Presidente dell’Associazione Robert F. Kennedy Human Rights Italia.

 

Ringraziamo Forma, i suoi volontari e tutti i benefattori che come ogni anno, in occasione del Natale, ci regalano questa grande festa dei Babbi Natale che allietano una domenica a grandi e piccini, ma soprattutto ai nostri pazienti ricoverati. Una giornata da ricordare che in seguito ci permetterà di ristrutturare una nuova area di degenza del nostro Ospedale Regina Margherita per valorizzare sempre più sia l’aspetto del percorso diagnostico terapeutico sia quello dell’umanizzazione degli ambienti ospedalieri” dichiara Giovanni La Valle, Direttore Generale della Città della Salute di Torino.

 

Agriflor in piazza Carlo Alberto in attesa del Natale

PER CHIUDERE L’ANNO IN BELLEZZA

Domenica 19 dicembre, dalle 9 alle 19 in Piazza Carlo Alberto, nel cuore di Torino, l’ultimo appuntamento del 2021 con il mercatino di Agriflor per gli acquisti natalizi a tema “green” 

Un anno da chiudere in bellezza, attraverso i colori e i profumi della Natura. È questa la promessa di Agriflor, che vivrà il suo ultimo appuntamento del 2021 domenica 19 dicembre dalle 9 alle 19 in Piazza Carlo Alberto, storica sede in cui è nata e cresciuta Flor, proponendo una selezione dei migliori vivaisti e produttori agricoli piemontesi.

 

Dopo quella di novembre scorso, insomma, una nuova edizione prettamente natalizia, per rendere ancora più green e colorati i giorni di Festa. Accanto alle proposte classiche e sempre apprezzate come piante da interno e piante succulente, le grandi novità arriveranno da alcuni vivaisti come Piante Innovative e Fratelli Gramaglia che proporranno vivaci decorazioni per abbellire la propria casa, dalle ghirlande ai mazzolini e ai torchon di fiori, realizzate con piante a km 0 coltivate in modo naturale, fiori spontanei, bacche, foglie e piante aromatiche.

 

Un tripudio di colori per allietare un pubblico sempre più amante della natura e delle sue piante.

Insieme alla proposta florovivaistica, Agriflor ospiterà, come sempre, alcune eccellenze agroalimentari piemontesi che proporranno i prodotti tipici del nostro territorio, da gustare durante le cene o le merende natalizie, ma anche come regalo da mettere sotto l’Albero: dai cioccolati alle nocciole, dalle marmellate al vino.

 

Durante Agriflor sarà inoltre possibile acquistare la “Guida ai Vivai d’Italia” (ADD Editore) scritto a quattro mani da Giustino Ballato, Presidente di Orticola Piemonte, e Rossella Vayr: 259 viaggi nel verde per conoscere le eccellenze del florovivaismo italiano e scoprire le piante più affascinanti e inusuali presenti nel nostro Paese.

 

Come ormai da tradizione, Agriflor sarà organizzata in totale sicurezza, con la garanzia del giusto distanziamento tra i banchi e tra le persone per evitare assembramenti.

 

A Porta Nuova anche il mitico Harry’s Bar

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All’interno de Il Terrazzo, la nuova Food Lounge nella stazione di Porta Nuova, inaugurata da Grandi Stazioni Retail c’è anche l’elegante caffetteria  Harry’s Bar, simbolo degli anni della Dolce Vita romana

Il Terrazzo della stazione occupa un’area di 2.000 mq di nuove offerte commerciali Food&Restaurant, e rappresenta il coronamento dei lavori di riqualificazione. La spaziosa Food Lounge è ispirata al design e all’ambiente, alla socialità, ai sapori e al comfort.  Chef Express ha inaugurato anche un ristorante McDonald’s.

Per le feste Mole blu, rossa e bollicine

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Dopo la prima accensione l’8 dicembre, a partire da oggi e per tutto il periodo delle festività natalizie sarà possibile ammirare la Mole Antonelliana illuminata di blu, rosso o bollicine a seconda delle occasioni: blu dal 17 dicembre al 6 gennaio 2022; rosso nelle notti natalizie del 24, 25 e 26 dicembre e in una tonalità ispirata alle ‘bollicine’ il 31 dicembre dallo scoccare della mezzanotte. Un’illuminazione straordinaria che prenderà il via tutti i giorni alle 17.30 e realizzata con 2000 lampade stroboscopiche a led installate lungo la guglia e la cupola.

La magia del Natale a Eataly Lingotto

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Il meglio dell’enogastronomia a tavola e non solo: regali, golosità e il ritorno del Grande Circo del Mercato

Natale è in arrivo e Eataly Lingotto vuole festeggiarlo al meglio. Ecco allora l’appuntamento di venerdì 17 dicembre, dalle ore 19 con il ritorno del Grande Circo del Mercato! Una cena speciale con le proposte di straordinari artisti della cucina e con l’intrattenimento di artisti circensi, questa volta per festeggiare insieme la Magia del Natale. In menu alcuni dei cavalli di battaglia degli chef di Eataly: dalla pizza al padellino farcita con i prodotti freschi del Mercato al pesce freschissimo, alla costata di razza Fassona Piemontese Presidio Slow Food de La Granda, al gorgonzola al cucchiaio e poi il tiramisù Eataly, le frittelle di mele, il tris di cannoli di Marchese on Wheels e molto altro. In accompagnamento la ricca selezione di vini, birre e carta cocktail e i formati magnum selezionati dall’Enoteca. Intrattenimento con trampolieri, giocolieri, maghi e molto altro, per festeggiare insieme. Da provare assolutamente il Menu dello Chef, ideale per due persone: 7 piatti selezionati dall’Executive Chef di Eataly Lingotto Patrik Lisa, perfetti da condividere. Un percorso di degustazione fra le migliori proposte di pesce, carne e verdure, senza dimenticare la pizza al padellino e il dessert. In abbinamento, due calici a scelta fra i vini selezionati nella Grande Enoteca di Eataly. 70 € a coppia. Per prenotazioni:www.torino.eataly.it
Non può mancare anche a tavola il meglio dell’enogastronomia di alta qualità, che si può trovare tutta in un unico posto, naturalmente a Eataly Lingotto. Grande classico è rappresentato dalle confezioni regalo, che racchiudono il meglio della tradizione culinaria italiana: Eataly ha selezionato le eccellenze del Belpaese e le propone in confezioni regalo, in carta riciclata, a tema, dai grandi classici, agli indispensabili e poi le chicche, i dolci delle feste e molto altro! Anche quest’anno inoltre Eataly si impegna a sostegno del programma di Alimentazione Scolastica del WFP, il World Food Programme. Per ogni confezione natalizia venduta, Eataly dona l’equivalente di un pasto nutriente che il WFP fornisce ai bambini e alle bambine delle scuole più povere del mondo. Obiettivo: un mondo finalmente libero da fame e povertà.
E poi ci sono tutte le proposte dei banchi freschi per regalare e regalarsi un’esperienza di gusto. Ecco i salumi e formaggi, per compiere un viaggio da Nord a Sud, dalle principali denominazioni agli oltre 20 Presidi Slow Food, senza dimenticare le oltre 10 specialità di cotechini e zamponi. E poi i migliori tagli di carne di Razza Bovina Piemontese Presidio Slow Food de La Granda, dai pregiati tagli di bue grasso alle grandi costate frollate: un’associazione formata da oltre 90 famiglie di allevatori che lavorano con passione e rispetto portando avanti un modello virtuoso e sostenibile, per davvero. Le carni di suino nero dei Monti Reatini, il Cappone di Morozzo, anch’esso tutelato dal Presidio Slow Food dal 1999, zamponi e cotechini crudi legati a mano, polli e faraone ripieni preparati freschi tutti i giorni, le uova biologiche. Per chi preferisce il pesce, la Pescheria di Eataly propone una ricca selezione: il crudo del nostro Mediterraneo, dai gamberi viola di Sanremo, a quelli rossi di Mazara del Vallo, ma anche il pesce delle piccole cooperative di pescatori come quella della Laguna di Orbetello, Presidio Slow Food, pescato ancora come un tempo, esclusivamente con metodi tradizionali e sostenibili.  E poi il salmone selvaggio che arriva esclusivamente dai freddi mari tra Canada e Alaska durante le migrazioni dall’oceano verso fiumi e ruscelli incontaminati, la bottarga di muggine, oltre 10 varietà di ostriche e caviale 100% italiano.
Immancabile per le Feste la pasta fresca: agnolotti, plin, tortellini… preparati ogni giorno a partire da eccellenti materie prime dalle sfogline di Plin, il laboratorio di produzione dal vivo di Ugo Alciati, chef 1 stella Michelin con Guido Ristorante a Fontanafredda e che a Torino porta la tradizione della mamma Lidia, definita dal Los Angeles Times “Agnolotti Queen”.
E per chi preferisce avere già tutto pronto, la Gastronomia di Eataly è la soluzione giusta: ottime materie prime, cucinate con gusto dagli esperti chef, per portare a tavola anche durante le Feste i piatti della tradizione. Proposte ad hoc e menu sono stati pensati per l’occasione da Patrik Lisa, executive chef di Eataly Lingotto.
A tavola protagoniste sono anche le specialità dei maestri Panettieri di Eataly Lingotto, preparate con farine Bio macinate a pietra. Tante proposte dolci, come i pan brioche con cioccolato, la torta di mele, i cookie, ma anche taralli e altre proposte per un aperitivo sfizioso. Ma la grande novità di quest’anno è il Panettone di Eataly! Creato da Fulvio Marino, impastato e lavorato fresco a mano ogni settimana e prodotto con la farina buona del Mulino. Gli altri ingredienti sono il lievito madre della nostra panetteria, il burro da latte piemontese di alta qualità del Caseificio Fiandino, il mandarino tardivo di ciaculli, l’arancia e il limone canditi di Agrimontana, le uova fresche piemontesi dell’azienda agricola Tavernola, il miele millefiori italiano e la vaniglia del Madagascar. Oltre al Panettone Eataly c’è comunque l’imbarazzo della scelta, con una selezione di oltre 50 varietà tra Panettoni e Pandori, cui si aggiungono torroni e marron glacé, cioccolatini e tartufini, panforte e datteri, creme spalmabili e zabajone e molto altro.
Per il brindisi si scende nella Grande Enoteca di Eataly Lingotto, insignita da poco dei Tre Cavatappi della guida Berebene di Gambero Rosso. A scaffale oltre 5.000 etichette: dalle grandi denominazioni alle piccole produzioni locali, dalla rinomata cantina al vignaiolo indipendente che produce esclusivamente vino con le uve da lui coltivate, passando dal progetto del “Vivaio di Eataly”, nato per valorizzare attraverso la ricerca e visibilità giovani e piccoli produttori italiani di prima generazione. Tanti vini biologici e biodinamici, emblema del rispetto della terra. Dal vino sfuso all’Alta Langa Contessa Rosa Rosè di Fontanafredda. Oltre 400 grandi formati e 200 bollicine metodo classico, e ancora tanti distillati, birre e vini liquorosi.
Infine, qualche suggerimento per un regalo diverso dal solito? La Scuola di Eataly propone un’ampia selezione di corsi di cucina, per grandi e piccoli, degustazioni guidate, incontri di approfondimento sulle eccellenze italiane per neofiti e appassionati. O ancora, le Eataly Card: una carta speciale in diversi tagli che ti permetterà di effettuare la spesa in negozio, mangiare nei nostri Ristoranti tematici, acquistare i corsi e gli eventi in programma ogni mese nelle nostre sale e aule didattiche. E infine gli Eatinerari, i cofanetti marchiati Eataly per regalare e regalarsi un’esperienza enogastronomica.

Doppio Malto apre a Torino

Si aprono le porte del quarto ristorante del brand in Piemonte, un posto felice all’interno del nuovo spazio Officine S. Situato in corso Mortara, il locale propone ottime birre artigianali e un menu che spazia dalla carne alla brace alla pizza e dai burger alle insalate. E per festeggiare la nuova apertura, fino al 6 gennaio il menu bambini sarà gratuito, mentre per i più grandi la prima birra sarà in omaggio tutti i giorni a pranzo e cena.

 

Continua la crescita del marchio Doppio Malto, che raggiunge quota 27 locali in attività tra Italia ed estero grazie alla nuova apertura a Torinoall’interno del progetto di rigenerazione urbana che ha portato alla nascita di Officine S.: una “piazza lineare” di 300 metri che si sviluppa sia all’interno sia all’esterno della struttura originale delle storiche Officine Savigliano, che conservano tutti i loro tratti industriali. Quello di Corso Mortara 24 è il quarto Doppio Malto in Piemonte e si affianca a quelli di Asti, Settimo Torinese e Dormelletto, con i quali condivide il format. Perché si sa, squadra vincente non si cambia, ecco perché anche in questo nuovissimo Doppio Malto rimangono fermi i tre pilastri che hanno permesso al brand di farsi conoscere in Italia e all’estero: ottima birra artigianalemenu ricco e appetitosoampi spazi dove divertirsi con gli amici o la famiglia. Ma non è tutto perché, per celebrare la nuova apertura, Doppio Malto ha deciso di sorprendere e coccolare i propri clienti: fino al 6 gennaio il menu bambini per tutti i piccoli fino a 10 anni accompagnati da un adulto sarà gratuito. E per i più grandi? C’è qualcosa in serbo anche per loro: la prima birra sarà offerta dal locale tanto a pranzo quanto e a cena. Il nuovo “posto felice” è quindi pronto ad accogliere i propri clienti nel segno del divertimento e, ovviamente, della buona birra.

“Questa nuova apertura conferma la nostra volontà di diventare sempre più un punto di riferimento nel nostro settore – afferma Giovanni PorcuCEO di Foodbrand Spatitolare del marchio Doppio Malto  Con questo locale sbarchiamo in un’altra grande città italiana, mantenendo elevati i nostri livelli in termini di offerta e proposte alla clientela. Oltre alle birre, di nostra produzione, e a piatti deliziosi, i clienti avranno anche modo di divertirsi e trascorrere momenti di relax e divertimento grazie ai numerosi servizi che metteremo a loro disposizione. Con questa inaugurazione chiudiamo un anno ricco di soddisfazioni arricchito anche dallo sbarco in Scozia“.

Dalla carne alla brace alla pizzadai burger alle insalate, fino ai galletti e allo speciale menu dedicato ai più piccoli: queste sono solo alcune delle stuzzicanti proposte offerte da Doppio Malto. Ma il grande protagonista rimane il luppolo: forti di oltre 100 riconoscimenti internazionali, le 14 birre artigianali firmate Doppio Malto sono il fiore all’occhiello del locale che si estende su 600 metri quadri. Completano l’offerta le aree relax e quelle dedicate ai giochi, tra cui biliardobiliardino e uno spazio interamente dedicato ai bambini.

Orari: aperto tutti i giorni a pranzo e a cena a partire dal 16 dicembre dalle 12 a mezzanotte

Per info e prenotazioni:

https://www.doppiomalto.com/it/ristoranti/#/m/Torino

Telefono: 01119270737

Ecco il panettone Galup con cioccolato al latte e crema al caffè Costadoro

INCONTRO TRA ECCELLENZE 

 

Dalla continua ricerca sul territorio di realtà di eccellenza che collaborando possano dare vita a nuove opportunità di business, nasce un prodotto unico e dal gusto inconfondibile: il panettone Galup con gocce di cioccolato al latte e crema al caffè Costadoro.

Prosegue dunque il percorso “Le eccellenze si incontrano”, intrapreso dalla storica torrefazione piemontese Costadoro produttrice di caffè d’alta gamma, e segna una tappa fondamentale. È così che oggi prende il via la collaborazione tra Galup e Costadoro per la creazione di un prodotto di eccellenza assoluta: il Panettone Galup al caffè Costadoro. Un prodotto in limited edition dove la tradizionale ricetta del panettone Galup incontra l’aroma della miscela di caffè 100% Arabica Costadoro.

Raggiungere il risultato finale non è stato semplice: ottenere un sapore delicato e bilanciato ha impegnato non poco gli esperti delle due Aziende, che hanno condotto innumerevoli esperimenti e prove fino a che non è stata trovata la ricetta perfetta.

Un risultato di eccellenza che nasce da una condivisione di alcuni valori imprescindibili come ad esempio la ricerca della qualità senza compromessi, il forte legame con il proprio territorio, il rispetto della tradizione e la volontà di crescere e migliorarsi sempre in un’ottica di innovazione continua.

• Caratteristiche prodotto: Panettone Milano con caffè Costadoro e gocce di cioccolato da 900g incartato in confezione speciale – Limited Edition.

• Prezzo consigliato al pubblico: 23,50 €

• In vendita a partire da Novembre.

• Dove si può acquistare: presso i Costadoro Social Coffee Factory di Torino in Via Lagrange angolo Via Teofilo Rossi o via Mortara 24 e di Genova in Piazzetta Banchero 2, nei migliori Bar Costadoro e su https://shop.costadoro.it/ e su https://www.galup.it/ e presso gli store Galup in Via Andrea Doria 7 a Torino e in Via Fenestrelle 34 a Pinerolo (To).

“Luci d’artista”: il messaggio sociale dietro le luminarie natalizie

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Avete notato anche voi quanto brillano le stelle in questo periodo?

Ieri sera, mentre ero fuori, mi è capitato di sbirciare la luna oltre le case, mi è parsa quasi fluorescente, luccicava come un pezzo di “stagnola” sotto una lampadina. Un bianco freddo e brillante, come quello degli astri che spuntano con lei, appena il sole tiepido dell’inverno si accascia oltre l’orizzonte.

Sarà forse complice la neve caduta pochi giorni fa, quando i lattei fiocchi ghiacciati hanno ricoperto strade e marciapiedi, parchi e fontane, regalandoci un 8 dicembre di stereotipata felicità e rendendo l’atmosfera pulita e apparentemente priva di smog. Ma non è solo la natura circostante a brillare di luce propria nelle notti torinesi: le installazioni artistiche, tipiche di questo periodo festivo, stanno illuminando, ormai da più di un mese, il centro e alcune zone limitrofe. È ormai tradizione che diversi artisti, italiani e stranieri, si cimentino nel realizzare creazioni luminose, atte ad abbellire la città, rischiarando le vie del capoluogo durante le festose sere natalizie. Tuttavia, è bene precisare che esse non sono solo puri oggetti estetici, agghindi preziosi da mettere e togliere a seconda della moda della stagione, al contrario si tratta di opere d’arte, la cui funzione principale rimane quella di far riflettere l’osservatore, di porre questioni e pungolare costantemente la cittadinanza, anche su tematiche scomode e complesse. “Luci d’artista” è una manifestazione nata nel 1998, a seguito del successo, ottenuto l’anno precedente, dell’esposizione del “Presepe” di Emanuele Luzzati. L’opera del celebre scenografo, illustratore, animatore e ceramista genovese, scomparso nel 2007, è composta da novanta sagome in legno dipinte, raffiguranti i personaggi sacri della tradizione cristiana e i celebri protagonisti delle favole più conosciute. L’inaspettato connubio delle figure riconducibili ad emisferi differenti comporta il costituirsi di un’atmosfera magica e ludica, un mondo incantato dedicato ai più piccoli e a tutti coloro che ancora amano l’impattante innocenza del gioco.

Nel 1997 il “Presepe” viene esposto in piazza Carlo Felice, negli anni successivi invece è ospitato dapprima in piazza Castello, in seguito all’interno dei Laboratori di scenografia dell’Ente Lirico torinese e poi, a partire dal 2008, si colloca presso il Borgo Medievale. Un presepe – seppur unico nel suo genere – ha dunque dato vita ad una delle più attese ed apprezzate manifestazioni artistiche e culturali della città. Un presepe, simbolo per antonomasia della tradizione cattolico-cristiana, dimostra, attraverso un’abile rivisitazione artistica, che cosa sia in effetti la tanto chiacchierata “inclusione”: la tradizione si apre ad altri luoghi, si mostra per quel che è, ospita al suo interno i protagonisti dell’immaginario fiabesco, il sacro e il profano si mescolano, mentre le sagome religiose si accostano alle figure fantastiche. Luzzati, con il suo tocco geniale e fanciullesco, realizza un’opera che ci insegna la convivenza, attraverso il rispetto reciproco, che si può ottenere solo grazie alla conoscenza dell’altro, con l’accettazione di sé e con lo studio dei mondi stranieri con cui noi tutti condividiamo la medesima Terra.
Sono dunque più di vent’anni che Torino ospita questo percorso espositivo notturno, evento che coniuga arte e paesaggio urbano e promuove l’incontro tra il grande pubblico e l’affascinante ambito dell’arte contemporanea. La rassegna è comunque in costante mutamento, accanto ai grandi nomi che hanno fatto la Storia dell’Arte si esibiscono nascenti creativi, inoltre l’esposizione stessa è in continua evoluzione e ogni anno regala al capoluogo piemontese uno spettacolo scenografico nuovo e sorprendente.

Nella città sabauda quest’anno si collocano ben venticinque opere, tra cui le conosciute “Il volo dei numeri” di Mario Merz, visibile sulla Mole Antonelliana, “Amare le differenze”, eseguita da Pistoletto ed esposta in Piazza della Repubblica e “Tappeto Volante” di Daniel Buren in Piazza Palazzo di Città. Le installazioni vengono così distribuite: quattordici nel centro città e le restanti undici nelle altre circoscrizioni. Arte travestita da vacua estetica, ma in realtà ambasciatrice di messaggi di giustizia, uguaglianza e convivenza sociale.
In un momento storico in cui il “politically correct” sta sconquassando il passato, in nome di un futuro ricolmo di etichette, a favore di una tecnologia invasiva e di un’inclusione che si limita a distorcere la forma scritta, vorrei provare a rifarmi ad un altro linguaggio, quello dell’arte, per riflettere insieme, se vi sono altre vie, perché, a mio parere, non stiamo andando nella direzione più giusta. Avrei piacere, a questo punto, di approfondire con voi alcune di queste luminarie, riflettere sul significato che nascondono dietro l’aspetto luminoso e scintillante, in modo da poterne godere appieno la prossima volta che ci capiterà di visionarle da vicino, mentre il respiro forma nuvolette di fumo e il naso si fa rosso e freddo, appena al di sopra di sciarpe e sciarponi.
Partiamo da Porta Palazzo, zona cosmopolita per eccellenza, dove, quando c’è il mercato, il dialetto piemontese si perde tra le altre lingue parlate -e urlate – per richiamare l’attenzione dei compratori. Pistoletto esegue nel 2005 “Amare le differenze”, opera realizzata con luci al neon colorate che compongono la medesima frase in trentanove lingue differenti, dall’arabo all’inglese, dal cinese all’ebraico fino allo spagnolo. Un messaggio di pace significativo, evidente, chiaro ed esplicito, esposto nel cuore multietnico di Torino, sulla facciata del mercato di Piazza della Repubblica. Tale lavoro trae origine dal contributo che l’artista biellese aveva preparato per la Biennale di Venezia del 2003, quando era stato invitato a partecipare alla sezione “Stazione Utopia”, orientata sul rapporto arte-socialità. Pistoletto aveva proposto per l’occasione uno slogan “Love difference”: una frase semplice e diretta, fortemente significativa alla luce dei drammatici contrasti religiosi che ancora caratterizzano l’attuale fase storica. Quelle stesse parole continuano a gridare un messaggio di auspicio di coesistenza fra culture diverse, nello stesso tempo però, attraverso le tinte sgargianti dei neon, i termini richiamano alla memoria i molteplici e violenti contrasti a cui ancora assistiamo.

In via Monferrato, è invece visibile “Ancora una volta” di Valerio Berruti, altro lavoro che inneggia ad una Torino multietnica; si tratta di raffigurazioni di bambini che giocano con qualcosa che scorre sotto di loro, ossia la gente, i passanti, noi stessi, che li osserviamo dal basso verso l’alto. L’artista vuole che il pubblico si fermi a guardare “ancora una volta” quegli infanti che si accendono progressivamente e che, con la loro intermittenza, finalmente riescono a farsi notare da un mondo adulto, non sempre memore dei loro diritti. L’installazione volontariamente ricorda “Udaka – fango in zulu-”, videoanimazione proveniente dalla Fondazione Nirox e proiettata sul lago Nirox Sculpture Park (Johannesburg).
Ad illuminare via Po c’è Giulio Paolini, con la sua “Palomar”. Si tratta di una complessa struttura composta dal susseguirsi di sagome raffiguranti pianeti, orbite, corpi celesti, al cui termine vi è un funambolo in equilibrio su un cerchio. Siamo davanti ad un atlante cosmico che ci costringe a riflettere sull’ignoto e sul sapere e, soprattutto, ci invita a meditare sull’importanza dell’osservazione come momento di conoscenza. Il titolo stesso ci deve richiamare alla memoria l’omonimo romanzo di Italo Calvino, autore determinante per la storia della letteratura e della stessa Torino, in cui il protagonista “è come un palombaro che s’immerge nella superficie”. Ancora una volta un omaggio alle stelle, il “Planetario” di Carmelo Giammello, quest’anno esposto lungo via Roma, intrappola le costellazioni in reti metalliche, le trasforma in forme leggibili costituite da tubi luminescenti e sottili e le dona ai passanti. L’opera rende il pubblico astronauti improvvisati, inaspettatamente li fa fluttuare in una nebulosa metropolitana.

Siamo ora in piazza San Carlo, con l’installazione di Nicola De Maria “Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime”. Il titolo già di per sé esplicativo descrive l’intervento che ha tramutato i lampioni della piazza in un fantastico giardino d’inverno. I neon sono sintesi astratta di tratti spontanei, linee di matite colorate in mano a bambini: quello che ne viene fuori sono immagini semplici e sincere, la fantasia si concretizza in un avvolgente gioco di luci. Ancora una volta ci appigliamo all’intonso immaginario infantile.
In via Di Nanni Francesco Casorati ci invita a spiccare il volo, con la sua “Volo su…”, un “fil rouge” che si srotola sulla nostra Torino infreddolita, un invito a seguire uno dei tanti itinerari possibili che si prospettano davanti a noi. Degli uccelli geometrici con le ali spiegate ci incitano a unirci ai loro stormi, a farci leggeri e coraggiosi, con i loro becchi meccanici ci sfidano a essere felici, a dialogare tra noi, seguendo il filo rosso che simbolicamente unisce la condizione umana.Altri volatili, più seriosi stavolta, ci ammoniscono, nell’opera “Migrazione (Climate Change)” di Piero Gilardi, adibita presso la Galleria San Federico. Qui dodici sagome di pellicano, applicate ad una rete sospesa verticalmente, esortano i passanti a riflettere attivamente sulla questione climatica. Il riscaldamento globale costringe lo stormo di pellicani a migrare verso climi migliori, mentre il flusso consumistico dello shopping natalizio persiste a seguire la corrente della società, sordo al grido d’aiuto della Terra che ci ospita.

Lungo il ponte Vittorio Emanuele I è esposta l’opera permanente di Joseph Kosuth, titolata “Doppio passaggio (Torino)”, probabilmente la mia preferita rispetto a questa rassegna artistica.
L’installazione risale al 2001, ed è formata da due scritte luminose che riportano due frasi, di uguale estensione, una di Friedrich Nietzsche e l’altra di Italo Calvino. Le citazioni sono disposte simmetricamente e si specchiano a vicenda una sull’altra, complice l’acqua del fiume cittadino. “Doppio passaggio (Torino)” riporta tutte le caratteristiche della ricerca artistica di Kosuth, incentrata sull’utilizzo del testo scritto come veicolo concettuale, nonché sui giochi di specularità e simmetria ottenuti attraverso un abile utilizzo di riflessi e specchiamenti. In questo caso, l’artista cita volutamente due personaggi di estrema importanza per la letteratura torinese, inoltre, in questo lavoro, Kosuth accomuna lo scrittore ed il filosofo nell’uso della metafora del ponte come mezzo di comunicazione, trasmissione e osmosi tra spiriti e culture diverse. Non a caso l’installazione scorre lungo il Po, seguendo i Murazzi, dove l’anima sociale di Torino giace forzatamente addormentata. Inoltre l’opera si pone in relazione con la quotidianità dei cittadini, la costante azione di “attraversamento” del ponte come elemento architettonico, richiama i più alti concetti espressi nelle citazioni letterarie e filosofiche.

Come terminare questo breve giro panoramico senza soffermarci, seppur brevemente, sul lavoro di Merz? Sul monumento simbolo del capoluogo piemontese spicca il rosso intervento dell’artista milanese. “Il volo dei numeri” è un’installazione luminosa permanente, realizzata nel 1998; si tratta della raffigurazione in neon colorati, della sequenza di Fibonacci, celebre matematico vissuto in epoca medievale, a cui si deve l’introduzione dei numeri arabi in Italia; egli studiò la progressione che in natura determina la crescita e la proliferazione delle forme: nella progressione matematica ciascun numero è la somma dei due precedenti. Merz cita più volte nelle sue opere le scoperte del matematico toscano, così come ricorre quasi sempre all’uso del neon come metafora dell’energia; in questa specifica creazione la serie numerica è anche connessa alla curvatura della cupola dell’architettura e al monumento in quanto emblema della città subalpina.
“Luci d’artista” è una manifestazione sfavillante, illumina il buio della notte e sorregge i passi di chi si attarda nel ritorno a casa. L’arte ci sprona all’accettazione reciproca, invoca la bellezza della conoscenza, della scoperta, decanta il fascino dell’ignoto e, soprattutto, ci costringe a vedere, ad osservare e a ragionare.
“Non possiamo andare in giro a misurare la nostra bontà in base a ciò che non facciamo, in base a ciò che neghiamo a noi stessi, a ciò a cui rinunciamo e a chi respingiamo. Credo, forse, che dobbiamo misurare la bontà in base a chi abbracciamo, a ciò che creiamo e a chi accogliamo.” (“Chocolat”).

Alessia Cagnotto