LIFESTYLE- Pagina 313

Fiori di zucca ripieni, una delicatezza al forno

In alternativa ai fiori fritti, vi propongo come antipasto sfizioso o secondo goloso, i fiori ripieni cotti in forno. Una prelibatezza dal gusto delicato da farcire secondo i vostri gusti, irresistibili, invitanti e leggeri.

Ingredienti

12 fiori di zucca freschissimi
200gr.di ricotta
100gr.di prosciutto cotto
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
12 filetti di acciuga (facoltativo)
Sale,pepe, burro q.b.

Lavare con delicatezza i fiori di zucca e togliere il pistillo interno. Tritare il prosciutto cotto. In una ciotola mescolare la ricotta con poco sale, pepe, un cucchiaio di parmigiano ed il prosciutto. Mescolare bene. Con l’aiuto di un cucchiaino a manico lungo farcire delicatamente i fiori, inserendo all’interno il filetto di acciuga. Disporre in una pirofila da forno imburrata, cospargere con il parmigiano rimasto e fiocchetti di burro. Infornare a 180 gradi per 15 minuti. Servire caldo.

Paperita Patty

Chiude per lavori lo storico caffè Fiorio, amato da Cavour

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Re Carlo Alberto era solito chiedere ai suoi collaboratori: “che si dice oggi da Fiorio?”, per conoscere gli umori della città.

E Cavour amava sorseggiare un caffè seduto al suo tavolino ancora oggi al suo posto, mentre pianificava strategie politiche. Stiamo parlando dello storico Caffè Fiorio, in via Po a Torino. Il celebre locale che ha più di 200 anni deve però essere rinnovato. Come scrive “Repubblica”, urgono lavori di manutenzione, soprattutto nelle cucine da cambiare. Il proprietario Nicola Cesaro (suo anche il Caffè Torino) è fiducioso: forse si riapre nell’arco di un mese. Magari sarà troppo ottimista, ma certamente il caffè storico non chiuderà per sempre. Prima o poi riaprirà le serrande per servire cappuccino e croissant agli affezionati clienti e ai turisti.

Buon compleanno! Le 15 candeline di Eataly Lingotto

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IL MEGLIO DELL’ENOGASTRONOMIA ITALIANA

Appuntamenti a tavola, degustazioni guidate, tour del negozio e la più grande cena di sempre per festeggiare insieme

 

Buon compleanno Eataly Lingotto! Nel gennaio del 2007 Eataly iniziava la sua avventura aprendo le porte del primo punto vendita, quello nell’ex opificio Carpano al Lingotto di Torino. Un luogo inedito dedicato alla valorizzazione e al racconto del meglio delle tradizioni enogastronomiche italiane. Da 15 anni Eataly si occupa di raccontare incredibili storie i cui protagonisti sono i produttori, i luoghi, le tradizioni e i prodotti italiani: in una parola la nostra biodiversità.

 

Fino al 6 febbraio, a scaffale e ai banchi freschi tanti sono i prodotti e le eccellenze in offerta, eccezionalmente ad 1 € o scontati fino al 50%. Ma non solo: dal 20 al 30 gennaio i clienti di Eataly Lingotto avranno l’opportunità di conoscere ancora meglio alcuni prodotti iconici. I produttori saranno presenti in negozio e offriranno degustazioni, racconto e occasioni di didattica; mentre grandi chef, rappresentanti di tradizioni e nuove tendenze, interpreteranno le migliori materie prime in cucina.

 

Gli appuntamenti a tavola

Al via, quindi, un programma di appuntamenti per festeggiare insieme. Si inizia giovedì 20 gennaio con “Terra! La cena vegetale”: un menu inedito pensato dall’Executive Chef di Eataly Lingotto Patrik Lisa, che interpreta la cucina vegetariana e a km zero: i classici plin ma anche le tagliatelle di funghi cardoncelli, passando per una personalissima versione degli involtini primavera, fino ad un goloso dolce alle mele e gelato di San Pè, tutto secondo le verdure che la stagione offre (€ 60, con vini, acqua e caffè inclusi).

Si prosegue nei giorni successivi, con grandi cuochi da tutta Italia ospiti nelle cucine di Eataly Lingotto a pranzo e cena, che proporranno a Torino per un’occasione unica alcuni dei loro cavalli di battaglia. Venerdì 21 arriva Felice a Testaccio e porta con sé i sapori romani autentici, con grandi classici come cacio e pepe, amatriciana e carciofi alla giudia. Domenica 23 ecco la tradizione marinara dell’Osteria Caserma Guelfa, da San Benedetto del Tronto: insalata di mare, maccheroncini di Campofilone allo scoglio e pescatrice in potacchio sono i protagonisti del menu speciale del giorno. E poi lunedì 24 gennaio ci sarà la pizza di Giovanni Mandara di Piccola Piedigrotta, a Reggio Emilia: fatta a partire dall’impasto per il pane, soffice e condita con materie prime d’eccellenza, come il pomodoro Corbarino, la mozzarella di Vacca Rossa, la cipolla ramata di Montoro, il guanciale sardo al mirto e altri curiosi abbinamenti. Giovedì 27 è il turno di Yoji Tokuyoshi, che riporta in città la sua Bentoteca: gli ingredienti italiani incontrano la cultura giapponese, in un mix di gusto. Si passa ai sapori toscani venerdì 28, con l’osteria Mangiando Mangiando di Firenze: chianina, ribollita e fiorentina sono le parole d’ordine. Infine, sabato 29 ecco la Puglia di Lilith, Laboratorio in masseria a Vanze, in provincia di Lecce, che farà assaggiare alcuni dei grandi classici della tradizione come orecchiette, bombette e pasticciotti.

Non può mancare anche una serata nell’Enoteca di Eataly Lingotto, la più grande della città per dimensioni e varietà, con oltre 5.000 etichette e più di 35.000 bottiglie a disposizione. Sabato 22 gennaio dalle ore 19 ci sarà una grande degustazione, con alcuni tra i migliori produttori di vini di montagna: da Cavit a Le Cretes, passando per Favaro, Franz Haas, Cave du Vin Blanc, Dirupi e molti altri. In accompagnamento le tapas pensate per l’occasione dagli chef di Eataly, oppure le proposte della cucina di Giù da Guido, il nuovo locale della famiglia Alciati (evento su prenotazione – carnet da 6 calici a 30€ e da 3 calici a 18€).

Attenzione particolare verrà riservata alle famiglie e ai bambini: dal 20 al 30 gennaio tutti i bimbi fino ai 6 anni sono ospiti di Eataly a pranzo e cena e ci saranno anche menù speciali per i più grandi. E domenica 30 gennaio gran finale con la possibilità di concludere il pasto nei Ristoranti con il Tiramisù Eataly che verrà proposto in offerta libera (a partire da 2 euro). Tutto il ricavato verrà devoluto al progetto “Orti in Africa” della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.

 

“Cuciniamo l’Italia”, la più grande cena di sempre

Da segnare in agenda l’appuntamento di mercoledì 26 gennaio con la più grande cena di sempre, “Cuciniamo l’Italia”. In cucina chef provenienti da tutte le regioni d’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Calabria, isole comprese, per compiere un viaggio di gusto tra le tipicità del territorio, ricette della tradizione ma anche rielaborazioni contemporanee. Protagonisti saranno 26 chef e i loro piatti: stelle Michelin, giovani promesse, esperti cucinieri e osti. Ognuno di loro sceglierà i prodotti per il menu direttamente la mattina stessa della cena tra le eccellenze di stagione del Mercato di Eataly Lingotto: ne nascerà un menu a sorpresa con piatti per tutti i gusti, uno spaccato delle cucine regionali d’Italia frutto dell’estemporaneità, di diverse storie ed esperienze degli chef stessi. Un’incredibile maratona di piatti, accompagnata dai migliori vini selezionati dai Cantinieri dell’Enoteca di Eataly e dalle birre Baladin, in una serata ricca di intrattenimento e musica, grazie anche alla presenza della Bandakadabra, per celebrare insieme questo 15° compleanno. Ecco l’elenco completo degli chef per ogni regione:

Valle D’Aosta

  • Sabrina Salussolia – Trattoria di Campagna, Sarre (AO)

Piemonte

  • Federico Zanasi – Condividere, Torino
  • Giuseppe Rambaldi – Cucina Rambaldi, Villar Dora (TO)

Liguria

  • Antonio Buono – Casa Buono, Trucco (IM)

Lombardia

  • Stefano Baiocco – Villa Feltrinelli, Gargnano (BS)

Veneto

  • Marco Bravetti – Tocia! Cucina e Comunità, Venezia
  • Andrea Rossetti – Antico Veturo, Trebaseleghe (PD)

Friuli Venezia Giulia

  • Stefano Basello – Al Fogolar 1905, Udine

Trentino Alto Adige

  • Simone Cantafio – La Stüa de Michil, Corvara in Badia (BZ)

Emilia Romagna

  • Daniele Bendanti – Oltre, Bologna
  • Giuseppe Gasperoni – Il Povero Diavolo, Poggio Torriana (RN)

Toscana

  • Lorenzo Barsotti – La Sosta dei Cavalieri, Pisa

Marche

  • Gabriele Eusebi – Cuoco Delle Lettere, Belmonte Piceno (FM)

Umbria

  • Giulio Gigli – Une, Capodacqua (PG)

Lazio   

  • Salvatore Tassa – Colline Ciociare, Acuto (FR)

Abruzzo

  • Mattia Spadone – La Bandiera, Civitella Casanova (PE)

Molise

  • Marco Pasquarelli – Il Tartufo, Castel del Giudice (IS)

Puglia

  • Vincenzo e Francesco Montaruli – Mezza Pagnotta, Ruvo di Puglia (BA)

Campania

  • Giuseppe Iannotti – Kresios, Telese (BN)
  • Franco Pepe – Pepe in Grani, Caiazzo (CE)

Basilicata

  • Michele Castelli e Virginia Caravita – Dimora Ulmo, Matera

Calabria

  • Luca Abbruzzino – Abbruzzino, Cava-cuculera Nobile (CZ)

Sicilia

  • Corrado Assenza – Caffè Sicilia, Noto (SR)

Sardegna

  • Dario Torabi – Old Friend Bistrot, Cagliari

“Cuciniamo l’Italia” è un evento organizzato da Fausto Fratti / Scorticata Eventi per Eataly Torino. Su prenotazione al prezzo di € 110, comprensivo di vini, birre, acqua e caffè.

 

Esperienze e corsi

Non mancheranno le attività didattiche: d’altronde una delle anime di Eataly sin dalla sua nascita è proprio la didattica, con l’obiettivo di rendere più consapevoli i consumatori e di scoprire la cultura enogastronomica in tutti i suoi aspetti. Ecco allora in programma incontri con i produttori, con degustazioni guidate ma anche corsi di approfondimento su alcune produzioni enologiche e brassicole. E poi l’Eataly Tour: un tour degustazione dedicato a chi non vuole perdere l’occasione di visitare il primo Eataly in assoluto, per vivere un’esperienza sensoriale a 360°! Un viaggio alla scoperta delle eccellenze della biodiversità italiana, con 15 golose degustazioni itineranti. Dalla Panetteria all’Enoteca, passando per i reparti freschi, il laboratorio di produzione dal vivo della pasta fresca, il Caseificio: queste e molte altre saranno le tappe dell’Eataly Tour, in programma sabato 22, martedì 25 o sabato 28 gennaio (evento su prenotazione, prezzo al pubblico € 15).

 

Per consultare il programma completo: www.torino.eataly.it

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno nel rispetto delle norme anti-Covid vigenti. Eventuali modifiche del programma o cancellazioni verranno comunicate e gestite prontamente.

 

Rosso (…anzi rossi) di sera

Smartphone walking: podisti tecnologici seriali

Abbiamo visto quanto passeggiare a ritmo sostenuto preferibilmente in mezzo alla natura sia salutare e benefico, riduce l’ansia, stimola la creatività e ci tiene in forma, una sana abitudine in sostanza capace di rilassarci e attivare sostanze calmanti.

Purtroppo, e già da tempo, è in uso un’altra modalità di praticare la camminata: la “smartphone walking” ovvero il vezzo, o forse sarebbe meglio dire il vizio, di spostarsi a piedi con lo sguardo fisso sul cellulare scrivendo messaggi, postando immagini e utilizzando i social. Per strada si incontrano infatti pedoni di tutte le età che incedono con passo incerto, a zigzag quasi barcollando, che effettuano pause periodiche e scansionate. Insieme a loro cani confusi e in balia di un ritmo incomprensibile, passeggini che sbandano, accompagnatori annoiati e rassegnati. E’ tutto così urgente? Inviare messaggi, condividere foto che informano in tempo reale i nostri seguaci o i nostri amici (tecnologici) circa le nostre azioni è così improrogabile? Se si osserva lo scenario attuale durante una passeggiata o di ritorno dal lavoro ci si rende conto che le teste sono chine, che sono pochissimi coloro ancora capaci di camminare ignorando la presenza dei loro smartphone concentrandosi su ciò che stanno facendo, sul tragitto che stanno percorrendo. Incrociare sguardi è diventato improbabile, scrutare i volti delle persone che capitano sul nostro cammino praticamente impossibile.

Eppure camminare è una attività importante, è quel momento di sospensione tra una occupazione e l’altra, un tempo a noi dedicato, anche se spesso frenetico, che ci serve per riflettere e interrompere la routine. Oltre alla questione puramente sociologica che ci racconta di un vero e proprio fenomeno sociale in aumento legato alla predisposizione tecnologica delle persone che vivono in questo periodo storico e che ci spinge all’analisi e all’approfondimento, c’è anche un altro aspetto che potremmo definire pratico legato alla sicurezza. A causa di questa attività infatti gli incidenti stradali sono aumentati, sono molti di più i pedoni che attraversano le strisce e persino i binari del treno senza guardare persi nel magico mondo virtuale, la Polfer già nel 2016 parlava di un aumento del 33% degli infortuni, senza contare poi i gradini mancati, le buche centrate, le cadute con conseguenze rovinose.

Se non consideriamo gli eventi più gravi siamo comunque in presenza di costanti di spinte involontarie, distrazioni fastidiose e piccoli incidenti a danno degli altri passanti. Qualcuno è già corso ai ripari con campagne pubblicitarie come “it can wait” nella Repubblica Sudafricana dove uno spot che comincia con immagini divertenti si conclude con la visione degli effetti peggiori che questa abitudine può portare, altri ci scherzano sopra parlando di “rimbambiti vaganti” con tanto di segnale stradale. Quello che è certo è che questa pratica riduce la percentuale di attenzione durante le nostre attività in strada rendendoci più vulnerabili ed esponendoci a rischi forse sino ad ora sottovalutati. Usiamo il buon senso, rimandiamo l’invio di messaggi non urgenti, utilizziamo il computer di casa per condividere le nostre immagini, impariamo a mettere da parte i nostri dispositivi godendoci le nostre passeggiate preservando così la nostra persona e gli altri da spiacevoli e a volte dannosissimi incidenti. Torniamo a camminare a testa alta.

Maria La Barbera

Buoni propositi: i piemontesi ripartono dal cibo!

Una  ricerca di HelloFresh realizzata da Censuswide

• Il 52% dei Piemontesi dichiara di voler migliorare le proprie doti culinarie per coccolare chi ama;
• il 31% desidera avere un’alimentazione più bilanciata;
• il 63% vorrebbe sperimentare ricette con un twist innovativo.

A gennaio, si sa, è tempo di lasciarsi le feste alle spalle. Se da un lato riprendere la quotidianità può essere fonte di stress, allo stesso tempo è l’occasione per fare un bilancio dell’anno trascorso e pensare al futuro. Nel far fronte a questo duro rientro, quali sono i buoni propositi dei Piemontesi per il 2022?
A rispondere ci pensa HelloFresh – il rivoluzionario servizio di box ricette a domicilio lanciato da metà ottobre in Italia e già leader affermato a livello globale – che, con una survey1 condotta dall’istituto di ricerca Censuswide, ha indagato quali sono gli obiettivi che i Piemontesi si pongono per accogliere al meglio il nuovo anno.
L’anno nuovo comincia cucinando per chi si ama
Per la maggioranza degli intervistati (il 50%) il nuovo corso del 2022 parte dalla voglia di convivialità e dal desiderio di spendere più tempo con le persone care.
Non ci sono dubbi che, per i Piemontesi, dedicarsi a chi si ama passa anche da piccoli gesti. Il 52% degli intervistati dichiara di voler migliorare le proprie abilità culinarie proprio per poter coccolare la famiglia o gli amici con un piatto preparato con le proprie mani in occasione dei pranzi domenicali. Infatti, secondo il 56% dei rispondenti piemontesi, non c’è nulla che renda l’atmosfera più rilassata che condividere un pasto preparato a casa.
Cucinare è anche una dimostrazione tangibile della cura ed attenzione che si hanno per le persone care, lo pensa il 46% dei Piemontesi.
Anno nuovo vita nuova, anche in cucina
Sicuramente il nuovo anno è sinonimo di cambiamento e, per molti Piemontesi, le novità del 2022 riguarderanno la tavola.
Se il 35% dei Piemontesi ammette di cucinare sempre le stesse ricette per mancanza di tempo o di ispirazione, anche nel fare la spesa, la voglia di provare cose nuove non manca! Infatti, il 58% degli intervistati si ritiene audace nel ricercare nuovi sapori e, per iniziare l’anno con creatività, il 63% vorrebbe sperimentare ricette con un twist innovativo; mentre il 60% non vede l’ora di provare ricette fusion con un tocco tradizionale.
Con l’anno nuovo la salute vien mangiando
Tra i buoni propositi per l’anno nuovo, per molti Piemontesi (il 31%), c’è l’immancabile desiderio di avere un’alimentazione più bilanciata, nonostante i mille impegni quotidiani.
Dai dati emerge anche come i Piemontesi siano sempre più attenti a cosa mettono nel piatto; non stupisce quindi che il 47% ponga in cima ai benefici di una cena preparata a casa proprio la possibilità di scegliere con cura ogni ingrediente, con un occhio di riguardo alla salute.
1 Survey realizzata tra il 29.11.2021 e il 03.12.2021 su un campione di 1.029 rispondenti.

Non solo, i Piemontesi intervistati sarebbero disponibili ad allargare il portafogli per assicurarsi un regime alimentare più sano: qualità degli ingredienti (per il 56%) e freschezza (per il 41%) sono le principali motivazioni per le quali non avrebbero problemi a spendere di più.
Ma cosa mette i bastoni tra le ruote? La mancanza di tempo (per il 35%), di organizzazione (per il 29%) e di ispirazione (per il 18%) risultano essere i motivi principali per cui spesso si ricade in un’alimentazione ripetitiva e poco stimolante.
“I nostri culinary expert studiano menù e ricette che variano stagionalmente per garantire non solo ispirazioni sempre nuove ma anche la possibilità di pianificare online menù settimanali di cene equilibrate, gustose, a base di cibi sempre freschi e di stagione da realizzare con semplicità. – ha commentato Marine Faurie, Managing Director & Chief Marketing Officer HelloFresh Italia – È possibile lasciarsi ispirare da 4 tipologie di menù disponibili: Famiglia, Carne & Pesce, Vegetariano e Conta-Calorie, per un’alimentazione bilanciata, mai banale e adatta alle esigenze di tutti. Un vero asso nella manica per cominciare il nuovo anno con un alleato in cucina che aiuti a mantenere i buoni propositi!”
Con HelloFresh basta creare un profilo sul sito o sull’app e, in pochi comodi click, sbizzarrirsi a mixare le ricette nella composizione della propria box settimanale … il gioco è fatto! Tra le proposte di HelloFresh non ci sono solo rivisitazioni stuzzicanti di classici italiani e ricette regionali, ma anche proposte di ispirazione internazionale, che danno la possibilità di espandere il repertorio culinario e scoprire nuovi sapori e gustarli. La scusa del “non c’è tempo!” non terrà più: il servizio di HelloFresh permette infatti di pianificare un menù settimanale personalizzato, programmare giorno e ora della consegna e ricevere tutto l’occorrente per cucinare piatti gustosi, vari e bilanciati. Verrà inviata direttamente a casa la box di ricette scelte, con tutti gli ingredienti pre-porzionati e le schede di preparazione illustrate in 6 semplici step, da eseguire in un tempo di medio di 30-40 minuti.
Pratico, veloce, sano e gustoso: non ci sono scuse per non iniziare l’anno al meglio, insieme a HelloFresh!
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HelloFresh
HelloFresh SE è un gruppo globale di soluzioni alimentari e l’azienda leader al mondo nel settore dei meal-kit. Il gruppo HelloFresh è composto da sei marchi che forniscono ai clienti cibo di alta qualità e ricette per diverse occasioni. L’azienda è stata fondata a Berlino nel novembre 2011 e opera negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, nei Paesi Bassi, in Belgio, Lussemburgo, Australia, Austria, Svizzera, Canada, Nuova Zelanda, Svezia, Francia, Danimarca e Norvegia. Nel secondo trimestre del 2021 HelloFresh ha consegnato 254 milioni di pasti e ha raggiunto 7,7 milioni di clienti attivi. HelloFresh si è quotata alla Borsa di Francoforte nel novembre 2017 ed è stata scambiata sul DAX (indice azionario tedesco) dal settembre 2020. HelloFresh ha uffici a New York, Berlino, Londra, Amsterdam, Sydney, Toronto, Auckland, Parigi, Copenaghen e Milano.

Buone Feste con un sorriso in più: la mostra prosegue fino al 14 gennaio

A Torino dal 10 dicembre 2021 al 14 gennaio 2022, a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15 a Torino), sede del Consiglio regionale del Piemonte, e’ aperta una mostra con i biglietti di auguri che un centinaio di umoristi italiani e stranieri si sono scambiati tra loro dal 1960 a oggi.

Quasi duecento biglietti di auguri sono raccolti nella coloratissima mostra “…a te e famiglia. Buone Feste con un sorriso in più”. L’esposizione nasce dalla ricca collezione di Dino Aloi (presidente del Centro Studi Vivere dal Ridere, disegnatore e curatore della mostra) ed è costituita dai cartoncini di auguri che gli artisti della matita si sono scambiati durante le feste con il tratto originale e inconfondibile di ciascuno di loro. I primi biglietti risalgono agli anni ‘60, gli ultimi al 2020.

“La mostra – sottolinea il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Stefano Allasia – segna la gioiosa riapertura al pubblico, dopo più di un anno e mezzo di chiusura per la pandemia, dello spazio espositivo all’interno di Palazzo Lascaris: un messaggio di ripresa e di augurio in vista dell’inizio del nuovo anno”.

I 99 autori presenti sono tra i vignettisti più noti del panorama italiano, con alcuni incursioni da altri paesi. Da grandi maestri come Osvaldo Cavandoli (l’ideatore di Mr. Linea per Lagostina), a Marco Biassoni (protagonista con il suo Re Artù), a Bruno Bozzetto (con il Signor Rossi), Marilena Nardi, Carlo Squillante, Giorgio Cavallo, i francesi Rousso, Million, San Millan e Ballouhey e ancora molti altri.

Oltre ai biglietti di auguri nella mostra sono presentate anche le video animazioni (ciascuna di pochi secondi) realizzate da Rino Zanchetta.

Palazzo Lascaris, via Alfieri 15 a Torino, dal 10 dicembre 2021 al 14 gennaio 2022.

Venerdì 10 dicembre, in occasione dell’apertura straordinaria, la mostra apre al pubblico dalle ore 17 alle 21

Orario di apertura:

dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 18.30. Finissage venerdì 14 gennaio 2022

Ingresso gratuito con green pass

La nonnina dall’antico nome che trascrive libri e giornali

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Diario minimo urbano…Vedere e ascoltare per credere

 

L’avevo già vista e “notata”. Qualche settimana fa, a pochi giorni dal Natale. Interno bar. Quello solito, sotto casa, dove mi piace fare colazione al mattino.

Lei è sola, seduta a un tavolino d’angolo. Davanti la tazzina vuota del caffè. E le briciole di una brioche da poco terminata. Sparse qua e là  sulle pagine centrali de “La Stampa” (ben allargata sul tavolino) e su un quaderno a righe, copertina nera vintage con etichetta bianca su cui appuntare il nome e bordi rossi. Le pagine decisamente ingiallite dalla lunga corsa degli anni. Corsa che anche lei deve conoscere molto bene. Una tenera nonnina. Infagottata in un vecchio cappotto grigio dal collo di pelliccia (o simil pelliccia) nero. Sciarpone grigio al collo. Un berretto nero ben incollato in testa a coprire capo e orecchie. Occhialini tondi, che hanno smesso da tempo di contare gli anni, pizzicati alla punta del naso e mascherina – o quella che fu una mascherina – lasciata calare libera a proteggere il mento (!?). E fin qui… Nulla poi di tanto strano. Ma quel giornale e quel quaderno d’altri tempi, aperti in bella mostra, che ci facevano lì davanti a lei? Che non degnava di uno sguardo chi entrava e usciva dal bar. Neppure il cagnolino che, simpatico, sgambettava da un cliente all’altro in cerca di briciole da mettere sotto i denti. Sola. Estranea a tutto e a tutti. Fino a che…colpo di scena! Eccola estrarre baldanzosa, da un borsone posato a terra, una penna a sfera e un grosso matitone dalla punta rossa e blu. Di quelli che un tempo s’usavano a scuola per correggere, in modo drastico o più clemente, i compiti in classe. E qui il gioco comincia. Intrigante. La nonnina abbozza un sorriso e comincia a sottolineare con forza frasi intere del gionale e (udite udite) a trascriverle (credo tal quali) sul quaderno. Il barista ignora lo sfregio al quotidiano. La conosce e ne conosce le abitudini. O forse – penso – se l’era lei stessa, quel giornale, portato da casa e chissà a che data risaliva! Stranezze. Certo una scena curiosa. Su cui però non mi sono soffermato più di tanto. Terminato caffé  e brioche, esco a comprare – guarda un po’!– il giornale. Nei giorni seguenti, mi è capitato di ripensare ogni tanto alla nonnina. Del resto, nulla capita per caso. Basta aguzzare ben bene vista e udito e abbandonarsi  alla curiosità e all’immaginazione. Il gioco è bello. E se va bene può allargarvi orizzonti di vite inimmaginabili. Per carità senza impegnarsi più di tanto. Ma, lo confesso, nei giorni successivi, ogni volta che entravo al bar, l’occhio mi cadeva sempre a quell’angolo. Chissà la nonnina? Finché il destino (parolone troppo grosso?) me l’ha fatta rincontrare. Eccola di nuovo. Proprio ieri. Stessa scenografia. Stesso cappotto. Stessa sciarpa. Stesso quaderno. Stesso berretto e stessa mascherina, la solita “mento-protettiva”. Di diverso solo il libro. Sì, un libro al posto del giornale. Anche lui, però, non fresco di stampa. Tutt’altro! Avrà avuto, per lo meno, una cinquantina d’anni. Forse un libro d’avventura. Di quelli che i bambini leggevano ancora tanti anni fa, nell’era ante-digitale. Un Salgari, un Verne, un Dickens? Sempre uguale il rituale. Sottolineatura. Trascrizione. Trascrizione e sottolineatura. Con una sorta di compiaciuta frenesia. Di nuovo ( per lo meno nella puntata di ieri) alcune inaspettate, a prova d’indizio, esclamazioni. Sono troppo curioso. Mi accosto e mi siedo al tavolino a fianco. Ma no, ma no…così non va bene! E poi, più ordine, perbacco! E giù come mannaia, il matitone dalla punta rossa. Oh ecco, così. Così va bene! Ma… a che gioco giochiamo, nonnina? A far la maestra? Forse, tuo antico mestiere. Ma subito dopo ecco le carte sparigliarsi. Ma io non ho capito! Smorfia piagnucolosa. Smorfia da alunna. Maestra o alunna? O tutte e due. Interscambio di parti. Ancora la maestra: Ermelinda, fai più attenzione! Ermelinda. Ecco il nome “antico” della nonnina. Quello portato addirittura dalla regina dei Longobardi e d’Italia – siamo nell’VIII secolo – consorte di re Cuniperto. La curiosità è troppa. Mi alzo e mi avvio alla porta della toilette alle sue spalle, cercando di sbirciare libro e quaderno. Lei se n’accorge e, indispettita, copre il tutto con le mani. Mi aspetto solo che, rivolgendosi al barista, mi “consegni” quale reo d’aver tentato di copiarne il compito. Ecco svelato il gioco. Ermelinda fa della memoria il suo vivere quotidiano. Riacciuffando e portandosi addosso quel tempo che più e positivamente l’ha segnata negli anni. Oggi, per lei, gioco di sopravvivenza. E forse terapia alla solitudine. Così m’immagino. Sbaglierò?  Quando esco dalla toilette comunque, Ermelinda ha già messo in  borsa tutte le sue cose. Forse ce l’ha con me, il suo compagno “copione”. Saluta con un tenero sorriso non me, ma il barista-maestro ed esce. Ci rivedremo, Ermelinda? Chissà? Ma, ti prego, non essere arrabbiata con me. Sei tu la prima della classe! E addirittura potresti fare da grande la maestra! Continua serena il tuo “gioco” e il tuo viaggio nel tempo, che ancora ti lasciano ampi margini di sorriso sul volto e nel cuore!

Gianni Milani

 

Balconi illuminati: premiati i vincitori a Pragelato

“Il concorso “Balconi Illuminati”, quest’anno alla sua seconda edizione, ha avuto il suo momento conclusivo domenica 2 Gennaio con la premiazione dei vincitori.

La giuria, che ha analizzato i contributi fotografici inviati, ha stilato la classifica dei 14 partecipanti valutando differenti parametri, dall’originalità degli addobbi all’integrazione con il contesto circostante. Ai tre vincitori sono stati consegnati buoni spesa da utilizzare presso esercizi commerciali di Pragelato, in un’ottica di incentivo delle realtà economiche locali. Soddisfazione da parte degli organizzatori, la Pro Loco, l’Atl Pragelato e l’Amministrazione comunale, per la partecipazione di residenti e villeggianti che con le loro luci e addobbi hanno contribuito a dare un tocco natalizio e artistico, nonostante le difficoltà del momento che stiamo vivendo”. Così Steve Zanna, Presidente della Pro Loco.