



Rivolti a turisti e cittadini per un totale di 33 tour
Questo Qualcosa è anche stato a lungo indagato dalla scienza. La situazione è complessa ma non può essere qui indagata. Il fatto però sussiste ed è largamente dimostrato.
“Il Torinese” si è allontanato dal suo territorio, arrivando fino alla provincia di Brescia per vivere una intera giornata insieme a chi subisce il fascino di questo nobile animale, oltre all’interesse per il cosiddetto turismo rurale e ai prodotti tipici del territorio lombardo.

La 43ma edizione di TRAVAGLIATO CAVALLI, svolta durante i primi quattro giorni di maggio, ha felicemente raggiunto l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più numeroso, certamente interessato a gare, spettacoli, sport e passione equestre per grandi e piccini, ma anche di grande interesse per visitatori attratti da modi ‘altri’ di contatto con natura, il turismo lento, l’inclusione sociale e attività all’aria aperta.
E’ proprio nello slogan del titolo NEL CUORE DI TUTTI che si esprime la mission di questa fiera, particolarmente pensata per essere accessibile e accogliente per ogni tipo di pubblico, dal neofita al più esigente e esperto.
Questo avvenimento, pur se perfettamente organizzato e gestito, non ha le preteste di fare concorrenza alla notissima (novembrina) Fiera del Cavallo di Verona, anche se una collaborazione fra i due enti è iniziata proprio a partire da Travagliato 2025.
Più raccolta e meno internazionale della secolare manifestazione veneta, Travagliato riesce, però, forse ad essere più vicina al cuore dei visitatori, grandi e piccoli, sia per i numerosissimi spettacoli di ogni genere offerti in strutture luminose, che per la possibilità di vivere meravigliose esperienze a diretto contatto con tanti cavalli semplicemente passeggiando per i viali della Fiera, ormai – per motivi di sicurezza – limitati a Verona Fiere.
Non potendo particolareggiare i tanti aspetti della fiera su un breve articolo, confermiamo di aver incontrato decine di meravigliosi binomi (cavallo e cavaliere/amazzone di ogni età) e ogni genere di attività equestre: dalla monta western (con adrenaliniche gare di rincorsa vitelli con i cavalli al galoppo sfrenato), all’elegantissima monta spagnola, ai nevrili cavalli arabi, alla presentazione al pubblico di razze e soggetti, oltre che a valide strutture di ippoterapia.
Sabato, dopo una emozionante gara di carrozze, molto seguita è stata inoltre l’esibizione della banda musicale ippomontata della Polizia di Stato.
Altro obiettivo raggiunto è stato quello di ampliare l’area Family con aree giochi, laboratori interattivi, fattorie didattiche e un graditissimo ‘battesimo della sella’, con l’offerta per i più piccoli – grazie a pazientissimi ponies – di un’occasione unica per avvicinarsi al mondo del cavallo in modo ludico ed educativo.
La Sintesi, alla base del nostro mestiere di giornalisti, ci impone però severe scelte nell’interesse del Meglio per i nostri lettori. Fra le tante opzioni desideriamo segnalare solo un gruppo sportivo, protagonista di una specialità sportiva veramente originale.
Il centro ippico EPOS di Aosta ha presentato le sue giovanissime speranze (tutte abbondantemente minorenni) le quali, oltre a saper montare a cavallo, vi uniscono la nobile arte dell’arcieria, riuscendo a scagliare in pieno galoppo frecce su paglioni posizionati sul terreno. Da notare che, avendo le mani impegnate da arco e frecce, amazzoni e cavalieri in erba sono in grado di controllare la cavalcatura solo con le gambe e il proprio equilibrio.
Il centro EPOS utilizza solo corti archi mongoli (i migliori per questa specialità sportiva) che riportano alla memoria l’origine di questo antico sport: la conosciutissima arte militare di combattimento a cavallo da sempre praticata in Estremo Oriente.
Per concludere, non possiamo che raccomandare per l’edizione 2026 una gita in Lombardia per un’intera giornata a Travagliato Cavalli, interessante un po’ per tutti i gusti e chiaramente per chi vuole approfondire una passione per il cavallo già consolidata.
Alcuni la chiamano … malattia; molti dei contagiati non ne guariscono infatti (ma allegramente) proprio più!
Sito: www.travagliatocavalli.com
Ferruccio Capra Quarelli
In fondo l’ironia è saper prendere un po’ in giro senza essere offensivi, è riuscire a sdrammatizzare quanto la vita inevitabilmente ci propone, è cercare di alleggerire le situazioni, senza aggiungere reazioni pesanti a momenti difficili, è saper ridere di noi stessi senza perdere il rispetto e la considerazione che per noi abbiamo.
Ed è una delle armi più preziose e potenti a nostra disposizione per affrontare la vita, nonché una delle migliori e più raffinate forme di intelligenza. Stempera l’aggressività, sia nostra che quella dei nostri interlocutori, e rappresenta, a mio avviso, un raggio di elegante civiltà in un mondo che si va imbarbarendo.
È una barriera, morbida e flessibile, nei confronti della moltitudine di invidiosi, arroganti e permalosi che incontriamo pressoché quotidianamente sul nostro cammino. Anche l’ironica capacità di sorridere e ridere sulle nostre difficoltà, sui nostri limiti e sulle nostre disavventure è in grado di aiutarci a vivere nel modo migliore anche gli aspetti meno gradevoli della nostra esistenza.
Per quanto possa a tutta prima sembrare contraddittorio, l’ironia che rivolgiamo a noi stessi rappresenta una forma di amore verso di noi, e finisce con lo spiazzare chi non ci ama più di tanto… Raccontare in modo ironico i nostri limiti e i nostri difetti ci rende più amabili e simpatici e “smonta” chi, per i più svariati motivi, vorrebbe attaccarci.
L’ironia ci permette di essere leggeri in un contesto di persone spesso pesanti, che tendono a prendersi eccessivamente sul serio, e a sentire sulle proprie spalle i problemi del mondo. Possederne l’attitudine può funzionare come un vero e proprio “vaccino” contro il grigiore di queste persone, che fanno fatica a togliersi dal palcoscenico.
Se siamo capaci di dosarla adeguatamente, senza esagerare nell’utilizzarla e senza rischiare che trascenda in sarcasmo, l’ironia ci aiuta ad avere empatia verso le persone, ci avvicina agli altri, genera relazioni e affetti. Finendo così per migliorare lo stare insieme e, di conseguenza, la comunità. La vera ironia è patrimonio delle persone capaci di amare se stesse e il prossimo.
Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.
(Fine della seconda parte)
Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.
CESANA TORINESE – Una vera e propria festa di comunità quella che si è vissuta venerdì 2 maggio, a Sansicario Borgo. La Pro Loco San Sicario 1560, con il patrocinio del Comune di Cesana Torinese, ha infatti organizzato la festa patronale di Sant’Atanasio patrono della frazione Sansicario Borgo.
Dopo la Santa Messa officiata da don Andrea Gallizio presso la Cappella di Sant’Atanasio nel borgo antico della frazione alla presenza del Sindaco Daniele Mazzoleni, accompagnato dalla Consigleira Comunale con delega al turismo Clementina Pansoya e delle donne in costume tipico, c’è stata la benedizione del Pane che poi è stato distribuito ai partecipanti sul sagrato della chiesa.
Dopo il saluto del Sindaco Daniele Mazzoleni e del presidente della Pr Loco SaN Sicario 1560 Emanuele Bruno è partita la distribuzione de “Les Gofres”, i tradizionali Gofri, ma anche pizze e focacce al forno della frazione.
Una batteria di sei gofriere ha sfornato Gofri fumanti per ore, perdendo il conto, ma si parla almeno di 25kg di impasto con oltre 500 Gofri degustati nelle versioni salate e dolci.
Nel pomeriggio musiche e balli occitani con il “Trio Chat-Berton”.
Il Sindaco Daniele Mazzoleni ringrazia gli organizzatori: “Come Amministrazione Comunale ringraziamo di cuore la Pro Loco San Sicario 1560 e tutti i Volontari che si sono messi a disposizione per questa riuscitissima festa. Una festa di comunità in un clima di grande amicizia. Un grazie anche a don Andrea Gallizio per aver celebrato la Santa Messa nella cappella di Sant’Atanasio. Una festa che ha dato un valore aggiunto a questo ponte del Primo Maggio che ha visto tanti turisti venire a Cesana e tanti Villeggianti scegliere di passare i giorni di festa qui sulle nostre montagne. Stiamo lavorando per l’estate e posso già anticipare che stiamo preparando una bella festa per il santo patrono di Cesana San Giovanni con il mercatino dedicato alla fioritura del Maggiociondolo organizzato direttamente dal Comune e di questo ringrazio la consigliera Clementina Pansoya che si sta adoperando”.
Soddisfatto anche il Presidente della Pro Loco San Sicario 1560 Emanuele Bruno: “La festa patronale di Sant’Atanasio è la prima iniziativa che mettiamo in campo come Pro Loco San Sicario 1560 e siamo veramente molto soddisfatti della risposta che abbiamo ricevuto. Un grazie di cuore va a tutti i Volontari che si sono prestati per realizzare la Festa, a don Andrea, alle Sinore in costume e al Sindaco Mazzoleni e all’Amministrazione Comunale che hanno partecipato alla nostra festa del Borgo”.
Le recenti solennità del 25 aprile e del 1° maggio hanno evidenziato come alcuni valori vengano spesso messi da parte a favore di esigenze molto più umane.
Il 25 aprile, del quale quest’anno ricorreva l’80° anniversario, ed il 1° maggio, seppure per motivi diversi, hanno da sempre attirato attivisti politici e, in generale, chi si sentisse toccato dalle tematiche della Resistenza, del lavoro, ecc.
Non per nulla la Chiesa, almeno fino a qualche anno fa, fissava in quelle date due fra le celebrazioni più importanti: la Prima Comunione e la Cresima, facendo così in modo che almeno parenti ed amici dei “festeggiati” fossero costretti a recarsi in Chiesa anziché alla manifestazione.
In analogia ad altri cambiamenti intervenuti nella nostra epoca, anche queste due feste civili hanno subito un diradamento nelle partecipazioni, passando da cortei di migliaia di persone, concerti e manifestazioni di enorme rilievo a eventi che si autocelebrano per dovere di firma.
Il fatto che ora il Governo sia su posizioni non così vicine a quelle due date mostra che i cittadini prendono le distanze se non vengono coinvolti e spinti in alcune manifestazioni ideologiche.
Quest’anno, inoltre, le due date sono cadute in prossimità della Pasqua cristiana e, per giunta, coincidendo con “ponti” che dal 19 aprile sono giunti, con pochi giorni di ferie, fino al 4 maggio, consentendo con 7 giorni tra smart working (che molti posso svolgere ovunque, anche al mare) e ferie di godersi 16 giorni di stacco dalla città.
Due domande sporgono spontanee: quanto è ancora radicato il sentimento di riconoscenza per chi ha liberato l’Italia dal nazifascismo che vede, nel 25 aprile, la logica manifestazione di ricordo? E’ più importante la propria presenza a queste celebrazioni, per mantenere vivo il ricordo e mostrare la propria partecipazione oppure è corretto ogni tanto pensare a sé stessi (ed ai propri cari) e andare a rilassarsi anziché marciare con le bandiere?
A giudicare dai chilometri di cosa sull’autostrada A6 sembrerebbe che le gente sia più propensa al riposo che alla partecipazione civile.
D’altronde quando è stata l’ultima volta che avete visto qualcuno manifestare per l’aumento dell’IVA, per i tagli alla sanità, per il lavoro (diritto sancito, per altro, dall’art, 1 della nostra carta costituzionale) o per i femminicidi?
E l’ultima volta in cui tifoserie sono venute in contatto per problemi (ammesso che ve ne siano) tra le loro squadre?
Benvenuti nel nostro Paese.
Sergio Motta
Andreino è un tipo piuttosto strano. Non tanto per l’aspetto fisico – mingherlino, calvo, con due gambette corte e secche come manici di scopa – quanto per il carattere, diciamo chiuso, che dimostra di avere. Andreino è un burbero solitario. Uno di quelli che dormono con il sedere scoperto , sempre di cattivo umore. Vive da solo, lavora da solo ( è un artigiano del ferro che non conta le ore e si tira “piat cumè ‘n dés ghèi”, piatto come una moneta da dieci centesimi, vale a dire stanco morto ), mangia da solo davanti alla tv accesa, va a cercar funghi da solo e non pesca mai dove ci sono altri. Ha le sue idee fisse sulla salute ( “l’infragiùur, se t’al cùrat, al dura sèt dì, se t’al cùrat mìa, al pòl durà anca na ‘smana”, che – tradotto –significa che il raffreddore, se lo curi, dura sette giorni, se non lo curi può durare anche una settimana).

A dimostrazione della scarsa considerazione che ha, in genere, dei dottori. L’unico per cui ha rispetto è il dottor Rossini. Da quella volta che gli curò una fastidiosissima sciatalgia, per Andreino è “un gatto”, il migliore, l’unico vero medico in circolazione. Se lo dice lui che si vanta di aver consumato più scarpe che lenzuola, dichiarando la buona salute e una certa avversione per quei signori che avevano contratto il giuramento di Ippocrate, c’é da credergli. Il problema è che il dottor Mauro Rossini, quelle rare volte che lo ha incontrato nella veste di paziente nel suo studio medico, non è quasi mai riuscito a spiegargli le cure che servivano poiché Andreino lo interrompeva, annuendo vigorosamente e ripetendo come un mantra: “ho capito…certo…chiaro… grazie, grazie, dottore”. Un comportamento a dir poco imbarazzante, con tutti i rischi che poteva generare, tra i quali l’incomprensione. Tant’è che un giorno, recatosi dal medico perché sofferente da tempo di stitichezza e senza che nessun tipo di cura gli avesse fatto effetto, mentre il dottore stava illustrando diagnosi e rimedio, si alzò di scatto, lo ringraziò con tutto il cuore e si precipitò nella farmacia davanti al municipio. “Si ricorda la posologia?”, chiese il farmacista, consegnandogli le supposte di glicerina. Lui disse di sì e, a scanso di equivoci, se ne fece dare due scatole. Passati una decina di giorni si presentò dal suo medico che gli domandò come stesse e se le supposte avessero fatto il loro dovere. Andreino, tenendo gli occhi bassi, temendo di fare una critica all’uomo che tanto stimava, rispose: “Caro dottore, per andar di corpo ci sono andato e son più libero ma mi è venuto un gran mal di stomaco. Quelle supposte “in pròpi gram”, sono cattive. Ogni volta che ne mettevo in bocca una e la masticavo mi veniva da vomitare”. Cos’era mai stato, direte voi? Ha poi solo sbagliato la parte, in fondo. Invece di farsele salire, le supposte le fece scendere. Comunque , l’effetto per esserci stato c’è stato. Alla spiegazione del medico, una volta tanto, prestò ascolto e compreso l’errore, si affannò con le scuse e i buoni proponimenti. Da quel giorno Andreino sta ancora da solo come un eremita ma ha imparato, se non ad ascoltare chi gli parla per il suo bene ( è più forte di lui..) almeno a leggere i bugiardini delle medicine. Così, per evitare fastidi e un po’ , come gli disse Giuanin, battendogli una gran pacca sulle spalle, per “tègn da cùunt la candéla che la prucisìon l’è lunga”. Un modo come un altro per dire al burbero ometto di aver cura di sé. Con il dubbio che le parole gli entrino da un orecchio per uscire immediatamente dall’altro.
Evento ufficiale dedicato alla celebre saga giapponese
Le Gru inaugura il tour italiano del One Piece Action Game, evento ufficiale dedicato alla celebre saga giapponese, in programma dal lunedì al venerdì dalle15 alle 19, e sabato e domenica dalle 11 alle 19.
Da sabato 3 a domenica 11 maggio prossimi il mall di Grugliasco ospiterà la prima imperdibile tappa del tour italiano di ONE PIECE Action Game, esperienza immersiva ufficiale ispirata all’iconica saga giapponese creata da Elichirō Oda, diventata negli anni un fenomeno globale.
Dopo aver incantato milioni di fan in Francia con tredici tappe di successo nei centri del gruppo Klépierre, l’evento, realizzato da Thekom con licenza ufficiale TOEI ANIMATION, approda per la prima volta in Italia e inaugura il suo viaggio proprio da Le Gru, regalando ai visitatori un’occasione unica per vivere le emozioni dell’universo di ONE PIECE.
Per nove giorni l’area eventi esterna coperta al Primo Piano delle Gru si trasformerà in un vero concept deck articolato in quattro aree tematiche ispirate ai celebri personaggi di Nami, Usopp, Zoro e Sanji, che accoglieranno grandi e piccoli in sfide interattive pensate per stimolare gioco, avventura e fantasia. L’attività è completamente gratuita.
Con oltre mille episodi animati e milioni di copie del manga vendute nel mondo, ONE PIECE è uno dei franchising più longevi e amati della cultura pop globale. La sua forza narrativa, fatta di coraggio, amicizia e ricerca della libertà, continua a conquistare generazioni e a creare legami autentici.
“Siamo entusiasti di ospitare in esclusiva l’inizio del tour italiano del ONE PIECE Action Game proprio a Le Gru- afferma Alessia Zuccolo, Shopping Center Manager di Le Gru – Questo evento rappresenta al meglio il nostro desiderio di offrire esperienze nuove, Inclusive e coinvolgenti. ONE PIECE è un universo narrativo che coinvolge le persone, parlando a bambini, ragazzi e adulti; è esattamente questo lo spirito che vogliamo ritrovare ogni giorno nella nostra galleria”.
L’appuntamento a Le Gru è la prima tappa italiana del tour che attraverserà tutta la penisola, coinvolgendo sette Centri Commerciali Klépierre fino al prossimo settembre.
Mara Martellotta
Momenti di musica, ballo, gioco, oltre a pranzi e cene condivise, nei condomini degli edifici di edilizia pubblica e privata e in tutti i luoghi del territorio diventati spazi di aggregazione, come le Case del quartiere, gli oratori, le associazioni, aree pedonali, piazze e giardini. Anche quest’anno l’invito si estende alle scuole primarie, che potranno organizzare le loro iniziative, quali mostre, spettacoli e incontri, sia negli spazi interni sia nelle aree pubbliche adiacenti alle scuole.
Il programma delle giornate sarà composto dall’elenco dei singoli eventi organizzati dai partecipanti su tutto il territorio cittadino (un centinaio quelli in calendario lo scorso anno) e sarà pubblicato verso la metà del mese di maggio sul sito della Città di Torino alla pagina www.comune.torino.it/festadeivicini/.
Alla stessa pagina sono disponibili tutte le informazioni per inviare la propria domanda di partecipazione, che è completamente gratuita e dovrà pervenire entro il 5 maggio 2025, completa dei dati di un referente, del programma e di eventuali richieste di concessione suolo pubblico, utilizzo di materiale logistico, chiusura del traffico, fornitura di materiale grafico, attività di volontariato civico. La richiesta può essere inviata online oppure scaricando il modulo cartaceo, da inviare alla casella di posta festadeivicini@comune.torino.it o da consegnare di persona al Punto Informativo Unificato (PIU), in piazza Palazzo di Città 9/a o ai punti informativi delle Circoscrizioni.
Per informazioni è inoltre possibile inviare un’email all’indirizzo festadeivicini@comune.torino.it, chiamare il numero 011.011.23010 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 o recarsi di persona al Punto Informativo Unificato – PIU della Città di Torino, in piazza Palazzo di Città 9/a. I comitati inquilini e le altre realtà presenti nel complessi di edilizia sociale possono rivolgersi per informazioni o aiuto nella compilazione della domanda all’Agenzia Territoriale per la Casa.
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