ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 8

PoliTo: l’incubatore I3P premiato a Parigi

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Startup Ecosystem Stars Awards 2025

 

Conferito dall’International Chamber of Commerce (ICC) e da Mind the Bridge, in collaborazione con l’OCSE e la Commissione Europea, il premio internazionale ha riconosciuto la leadership e le best practice dell’Incubatore del Politecnico di Torino.

La terza edizione degli Startup Ecosystem Stars (SES) Awards, tenuta a dicembre 2025 presso il quartier generale dell’International Chamber of Commerce (ICC) a Parigi, si è conclusa con la premiazione di 54 vincitori globali, selezionati tra le principali organizzazioni al mondo che promuovono gli ecosistemi dell’imprenditoria innovativa a livello locale, regionale o nazionale. Tra le realtà che hanno conquistato il riconoscimento c’è I3P, l’Incubatore del Politecnico di Torino, incluso tra le 36 “Stars” del 2025 e una delle sole 3 provenienti dall’Italia. Assegnati dall’ICC e da Mind the Bridge, in collaborazione con l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e la Commissione Europea, i SES Award sono un riconoscimento della leadership e delle best practice adottate da enti, associazioni e cluster di settore nel supporto allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle startup attive sul territorio, con particolare attenzione agli sforzi del settore pubblico volti a favorire ecosistemi di startup dinamici, competitivi e di grande impatto. Il premio è suddiviso nelle due categorie “Stars”, assegnata alle organizzazioni di spicco che hanno dimostrato un impatto duraturo e un’eccellenza a tutto tondo nel sostegno al proprio network imprenditoriale di riferimento, e “Rising Stars”, rivolta ai soggetti che stanno seguendo un percorso promettente nel diventare leader nella creazione di ecosistemi innovativi. L’incubatore d’impresa I3P, fondato nel 1999 e già riconosciuto come uno tra i migliori e più longevi incubatori universitari anche al di fuori dell’Italia, è stato selezionato come Startup Ecosystem Star 2025 in virtù della portata e della qualità del suo portfolio di imprese innovative, che ad oggi sfiora le 400 startup passate per il percorso di incubazione standard, nonché per la sua dimensione ecosistemica complessiva e per la capacità di creare reti di player di primo piano in grado di offrire supporto concreto alla nuova imprenditorialità. In particolare, il premio a I3P è stato riconosciuto per l’eccellenza nella dimensione “Talent & Research”, in relazione al supporto alla valorizzazione delle competenze scientifiche e al trasferimento tecnologico. La selezione delle realtà più meritevoli del premio è stata operata da due organizzazioni internazionali con una grande esperienza in materia di imprenditoria innovativa. L’International Chamber of Commerce – presente anche nel nostro Paese con ICC Italia – è l’organismo che rappresenta istituzionalmente oltre 45 milioni di aziende in più di 170 paesi: la sua missione principale è quella di rendere il commercio internazionale più efficace e inclusivo per tutti, ogni giorno, ovunque. Tra i suoi membri figurano molte delle principali aziende mondiali, PMI, associazioni imprenditoriali e camere di commercio locali, tra cui la Camera di commercio di Torino, uno dei soci di I3P insieme al Politecnico di Torino. Mind the Bridge è invece una società di consulenza globale che promuove lo sviluppo economico e mette in connessione il mondo corporate con i principali startup ecosystem mondiali. Fondata nel 2007 dall’imprenditore e business angel italiano Marco Marinucci, oggi Mind the Bridge ha sede nella Silicon Valley e uffici in tre continenti: la società lavora con oltre 10.000 startup all’anno, supportando le grandi aziende con iniziative di Open Innovation e servizi di benchmarking. Giuseppe Scellato, Presidente di I3P, ha dichiarato: “Siamo onorati di aver ricevuto il premio Startup Ecosystem Star 2025 dall’International Chamber of Commerce e da Mind the Bridge: ci fa molto piacere che l’ecosistema di imprese innovative sviluppato e supportato ogni giorno dall’Incubatore del Politecnico di Torino da più di 25 anni sia oggi al centro di valutazioni e riconoscimenti di livello internazionale. Questo risultato ci spingerà a crescere ulteriormente e a intensificare le attività di internazionalizzazione per raggiungere obiettivi ancora più alti nei prossimi anni, sempre a vantaggio delle nostre startup.” Giuliana Mattiazzo, Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino, ha commentato: “Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che riflette l’impegno del Politecnico di Torino nel trasferimento tecnologico e nell’innovazione, anche attraverso la creazione di nuove startup, per accrescere l’impatto industriale delle attività di ricerca. Il premio conferma la crescita dell’ecosistema per l’imprenditorialità innovativa del territorio anche grazie con il contributo del nostro Ateneo.” Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino, ha sottolineato: “Questo premio conferma il valore positivo della collaborazione delle imprese con le istituzioni accademiche per lo sviluppo di soluzioni innovative di qualità. Una sinergia che la Camera di commercio promuove facendosi parte attiva di un network di accompagnamento alle startup, dalla loro nascita – con un registro dedicato e ricerca di finanziamenti – al loro sviluppo attraverso servizi dedicati ad incrementarne la capacità innovativa.”

La Fondazione Marazzato racconta i suoi valori in un video

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Celebrazione del passato e visione del futuro, salvaguardia della storia e dell’ambiente, cultura d’impresa e attenzione alle nuove generazioni, sono molti i dualismi che si possono trovare nei valori promossi dalla Fondazione Marazzato, da oggi riassunti e illustrati da un breve e suggestivo videocorporate. In appena due minuti e mezzo di parole e immagini, amalgamate dal tocco sapiente del regista Matteo Bellizzi, a cui si deve già il docufilm “Il sogno di Carlo”, presentato lo scorso aprile e dedicato alle origine della Collezione Marazzato, descrivono i valori fondanti di questo ente, nato nel 2023 intorno al patrimonio rappresentato dalla collezione di mezzi storici, unico in Europa, e da cui si sviluppano una serie di iniziative legate non soltanto alla cultura motoristica.

La Fondazione Marazzato è infatti attiva in ambiti che vanno dalla responsabilità sociale, con iniziative benefiche a sostegno della ricerca contro i tumori, promossa dalla Fondazione Umberto Veronesi, ai progetti di sensibilizzazione e di formazione dei più giovani su tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità. Dai mezzi prende spunto la valorizzazione della cultura d’impresa, grazie alla collaborazione e ai contatti di aziende, associazioni e musei anche del territorio vercellese, con cui esiste un legame profondo. Particolarmente forte è la tutela dell’ambiente, che la Fondazione eredità dall’azienda da cui trae origine: il Gruppo Marazzato, leader nei servizi ambientali, nelle bonifiche e nel trattamento dei rifiuti industriali , riconosciuta essa stessa come società benefit nel 2023. Essa realizza, attraverso la Fondazione, progetto finalizzati al benessere e alla collettività, applicando la stessa visione imprenditoriale che la guida agli obiettivi dell’Ente.

Il Gruppo Marazzato nasce nel 1952 e si occupa di servizi ambientali, con otto sedi nel Nord Ovest, e un raggio d’azione nazionale grazie alle reti cui aderisce. Con 300 dipendenti e un parco mezzi di oltre 250 unità, fornisce servizi di gestione, intermediazione e trasporto dei rifiuti industriali, bonifiche ambientali, rimozione di amianto, serbatoi e spurghi. Nel febbraio 2023 il Gruppo ha dato vita alla Findazione Marazzato, che si occupa delle iniziative legato al mondo CSR, della sostenibilità ambientale e della preservazione del patrimonio culturale, con particolare riferimento alla collezione privata di mezzi storici, composta da oltre 250 veicoli e custodita presso lo showroom di Stroppiana, nel vercellese.

www.fondazionemarazzato.com

Mara Martellotta

Nuovi format per Horeca Expoforum

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Dal mondo della ristorazione, dell’ospitalità e della caffetteria (Ho.Re.Ca.) torna a Lingotto Fiere, dal 15 al 17 marzo prossimo, per la terza edizione di Horeca Expoforum, il salone professionale organizzato da GL Events Italia. Nei 14 mila mq del Padiglione 3, la manifestazione si presenta con un respiro sempre più internazionale grazie alla partecipazione di espositori europei, confermando il proprio ruolo di riferimento per il comparto. Cresce del 30% la presenza del comparto caffè e aumentano gli espositori del beverage. Protagonista anche l’artigianalità italiana attraverso aziende che portano specialità gastronomiche, attrezzature professionali e prodotti di alta qualità, offrendo una panoramica completa del patrimonio agroalimentare nazionale. Tra le novità, per la prima volta è presente la Regione Piemonte con PiemonteIS, uno spazio dedicato ad approfondimenti e dibattiti, show cooking e momenti di confronto tra istituzioni, imprese e professionisti, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio e favorire nuove opportunità di network e sviluppo di tutta la filiera Ho.Re.Ca.

Debutta anche Alimentability, festival dedicato all’informazione agroalimentare etica e consapevole, promosso da Gruppo ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana.

“Horeca Expoforum arriva a poca distanza dalla recente investitura della cucina italiana a Patrimonio UNESCO, riconoscimento straordinario per una grande eccellenza del settore – dichiara Gàbor Ganczer, AD di GL Events Italia – la manifestazione intende trasformare questo prestigioso riconoscimento in un motore di rilancio per tutta la filiera dell’ospitalità, volendo offrire uno spazio in cui la qualità, la creatività e l’artigianalità italiane possano trovare nuova energia”.

Il canale occupa un ruolo di preminenza nell’economia nazionale: stando all’ultimo report della Camera di Commercio di Torino, risalente a settembre scorso, in Piemonte le imprese riconducibili al canale Horeca sono quasi 30 mila, il 7,1% del tessuto imprenditoriale regionale. A livello italiano, il Piemonte rappresenta il 6,4% dell’indotto su un totale di circa 460 mila imprese, il 90,8% delle quali svolge servizi di ristorazione e bar.

Cresce del 30% il numero di espositori del comparto caffè, anche grazie alla collaborazione con SCA Speciality Coffee Association, che torna con un’area dedicata a competizioni, a torrefattori da tutto il mondo e rifornisce innovative. Al suo fianco tante realtà radicate sul territorio piemontese, di cui alcune presenti per la prima volta, come Malabar e Dicaf, mentre tornano Caffè Ghigo e Perrero Caffè.

Il Salone rafforza inoltre la propria dimensione nazionale con aziende da tutta Italia, tra cui Caffè Pascucci (PU) e che debuttano come Gruppo Izzo (FR). Significativa anche l’espansione del beverage con new entry di distributori di Bever Food e Nuova Alba 82. Non mancano piccoli imprenditori d’alta qualità come La Torinese e Suqqo, che presenta estratti naturali, dal Cuneese il birrificio Refuel Brewing e La Corte, che produce erba latte, il primo latte italiano certificato da Agricoltura Simbiotica, un metodo che rigenera il suolo senza uso di pesticidi e garantisce agli animali un’alimentazione naturale. Da Novare provengono gli energy drinks B52, distribuiti da Deas, mentre la viticoltura del Grossetano sarà rappresentato dalla Tenuta La Parrina. Torna inoltre Coca Cola, che presenterà le bevande Lurisia, storico marchio piemontese parte del suo portafoglio.

Tra i temi di questa edizione, vi è la valorizzazione dell’eccellenza artigiana: al fianco di una vasta rappresentanza piemontese, alla manifestazione prendono parte aziende provenienti da tutta Italia, tra queste il caseificio mantovano Latteria Agricola San Pietro, produttore di Grana Padano DOP, la Parmigiana 50 Bio, nel campo delle conserve alimentari, da Bergamo Baldassarre Agnelli, impresa leader in forniture da cucina e utensili, la trevigiana Rumori, specializzata in polpette, che metterà a disposizione il proprio food track. Da Montichiari (BR) i suinicoltori Salumi Sei Colli, esperti di insaccati e formaggi. Dalla Sicilia, Fruit Service di Bronte, produttore e distributore di pistacchi nel mondo. A confermare il ruolo del Salone ci saranno le principali associazioni di categoria per la pasticceria, la Scuola Italiana Pizzaioli per la Panificazione, La FIC per la cucina e l’Accademia IFSE di alta formazione gastronomica. Accanto alle realtà di settore saranno presenti anche organizzazioni di imprenditoria e commercio come Federalberghi, ASCOM, Confartigianato, CNA, Confesercenti e API.

15-17 marzo 2026 – ore 9.30/18.30 – Padiglione 3 Lingotto Fiere, via Nizza 294. Evento dedicato ai professionisti del settore Ho.Re.Ca. con ingresso gratuito previo accredito sul sito della manifestazione.

Mara Martellotta

Inaugurato il Competence Center SEASTAR,

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 Istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Politecnico di Torino e IIT Istituto Italiano di Tecnologia

Taglio del nastro all’Environment Park venerdì 30 gennaio scorso per il Competence Center SEASTAR, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, del Rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati e del Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Giorgio Metta.

Dopo i saluti istituzionali del presidente di Environment Park, Giacomo Portas, si sono tenute una breve tavola rotonda tra le istituzioni coinvolte nel progetto per confermare impegni e obiettivi del Centro, e la visita ai laboratori di avanguardia.

Il Centro di competenza SEASTAR, per lo sviluppo del quale è stato sottoscritto un accordo tra il MASE, il Politecnico di Torino e IIT, costituisce un centro di aggregazione e di integrazione delle competenze sul tema della conversione dei giacimenti di idrocarburi esauriti, dello stoccaggio sotterraneo dei fluidi e della Sicurezza per la produzione degli idrocarburi e dei fluidi stoccati nel sottosuolo, in particolare lo offshore. Grazie al supporto del MASE e agli importanti investimenti di infrastrutture, nel corso degli anni SEASTAR ha potuto crescere eaffermarsi come un centro di livello internazionale.

Oggi per l’hub si apre una nuova fase: grazie ai laboratori all’avanguardia e alle sue attrezzature specialistiche, inclusa una galleria del vento di grandi dimensioni, svilupperà e testerà sempre più soluzioni tecnologiche per la transizione energetica, inclusi idrogeno e metano verde, monitoraggio ambjentale, nuovi materiali, cattura e utilizzo del carbonio, sticcaggio elettrico e geologico dei fluidi.

“Negli anni il Centro di Competenza SEASTAR è divenuto un riferimento internazionale sul tema della transizione verso un futuro a basso tasso di carbonio, costituendo un terreno comune di lavoro e di confronto per i ricercatori di molte università italiane ed Enti pubblici di ricerca, anche in collaborazione con  le PMI e l’industria – dichiara il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin – oggi inauguriamo i laboratori verso i quali il Ministero ha dato un grande contributo, e che rappresentano un momento di condivisione e incontro fra diversi livelli delle amministrazioni della ricerca sul piano della transizione energetica. Sono certo che ciò che si svilupperà nei prossimi anni porterà a risultati di grande impatto, in funzione agli obiettivi strategici del Ministero nel settore energetico”.

“Con l’inaugurazione del Centro SEASTAR si apre una nuova fase per un progetto che ha raggiunto la piena maturità scientifica e infrastrutturale – commenta il rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati – il Centro offre un contributo concreto alla sostenibilità e alla sicurezza energetica del Paese. Il Politecnico di Torino opera mettendo a disposizioni strutture, competenza e capitale umano altamente qualificato con l’obiettivo di trasformare la ricerca in soluzioni operative applicate a supporto del sistema industriale delle politiche pubbliche”.

Le principali tematiche affrontate da SEASTAR sono la sostenibilità e la sicurezza delle tecnologie Oil e Gas, nella fase di transizione ad un’economia Low Carbon. La sostenibilità e la sicurezza della dismissione e/o conversione degli impianti-infrastrutture Oil e Gas arrivati a fine vita, come le piattaforme offshore nei mari italiani, che oggi sono 136; la conversione di giacimenti di idrocarburi esauriti per lo stoccaggio sotterraneo di Metano “verde”, di idrogeno e/o di anidride carbonica. La compatibilità dei materiali all’idrogeno e/o all’anidride carbonica, gli aspetti normativi della transizione. Obiettivo principale dell’accordo SEASTAR è rappresentato dalla ricerca applicata e il trasferimento tecnologico, e la disseminazione delle competenze multidisciplinari sul territorio, per stimolare lo sviluppo e la crescita nei settori tecnologici e innovativi connessi alla transizione energetica.

“La transizione energetica rappresenta una delle più grandi sfide del nostro tempo e richiede un cambiamento profondo a partire dalla ricerca – commenta Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia – con SEASTAR dobbiamo mettere le tecnologie più avanzate al servizio di soluzioni concrete per la sostenibilità, uno dei pilastri del piano strategico di IIT. Questo centro è un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e ricerca, capace di trasformare conoscenza scientifica in impatto reale sull’industria e il territorio”.

Mara Martellotta

“Gli allevatori che producono energia da biogas vanno sostenuti”

Non si può accettare il,taglio dei prezzi minimi garantiti

“Non possiamo accettare che non venga tutelata una produzione energetica strategica per il Paese come il biogas agricolo – afferma il Presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – siamo assolutamente contrari al taglio dei prezzi minimi garantiti agli allevatori per l’elettricità, prodotta da impianti che sono costati investimenti di centinaia di migliaia di euro, e che stanno affiancando alla produzione già strategica, come quella del cibo, l’altrettanto strategica produzione di energia di cui sono affamate le nostre città e le nostre industrie”.

Così Mecca Cici ha commentato la notizia del taglio ai prezzi minimi per il biogas, contenuto nella bozza del DL Bollette.

“Il biogas prodotto negli allevamenti è ormai una fonte energetica insostituibile, assolutamente pulita e rinnovabile, una fonte che contribuisce all’abbattimento della CO2 e del metano emessi in atmosfera, e che rappresenta la giusta strada per produrre energia pulita proprio da quegli allevamenti che vengono attaccati perché ritenuti inquinanti. Abbiamo sempre letto i dati ISPRA e ARPA, che confermano l’ininfluenza delle emissioni degli allevamenti sulla qualità dell’aria delle grandi città, ma abbiamo scelto di fare comunque la nostra parte, affinché investimenti epocali per una famiglia di agricoltori, come quelli necessari per un impianto di biogas, siano effettivamente remunerativi nel tempo. Uno strumento equo è quello della garanzia di un prezzo minimo garantito a chi produce, eppure lo si vuole tagliare. Siamo sempre alle solite, all’agricoltore devono andare le briciole, anche se il prodotto, in questo caso energetico, viene pagato a caro prezzo dai consumatori, in questo caso dagli utenti. Come agricoltori e come cittadini non ci stiamo”.

In provincia di Torino sono attivi 54 impianti di produzione elettrica del biogas, con una tendenza in crescita negli ultimi anni. 24 di questi sono di potenza installata sotto i 300 kw, 6 sono tra i 300 e i 600 kw, 24 sono impianti da oltre 600 kw, fino a 1 mw. Se si guarda all’intero Piemonte, terza regione italiana per impianti di biogas, si arriva a 250 impianti, di 135 fino a 300 kw, 18 fra 300 e 600 kw, 97 da 600 kw a 1 mw. L’intrattenimento potenza prodotta dagli allevamenti torinesi è immessa in rete soddisfacendo il consumo elettrico annuo di circa 20 mila famiglie. Se passiamo alla scala regionale, la potenza installata può generare l’energia elettrica in grado di soddisfare i consumi annui di 150 mila famiglie.

Mara Martellotta

Negozi, servizi e quartieri: approvate le nuove regole per il commercio in città

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La Giunta comunale di Torino ha approvato la revisione dei criteri urbanistici che disciplinano il commercio in città, in coerenza con gli indirizzi regionali e nazionali e in relazione all’elaborazione del nuovo Piano Regolatore Generale. L’intervento mira a rafforzare il commercio di vicinato, contrastare la desertificazione commerciale e accompagnare l’evoluzione dei quartieri, tenendo conto delle innovazioni normative e delle trasformazioni economiche e sociali degli ultimi anni.

Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche urbane orientate a uno sviluppo equilibrato e sostenibile del commercio, promuovendo la valorizzazione dell’economia di prossimità come elemento strategico per la qualità della vita, la coesione sociale e l’accessibilità ai servizi.

«Con questa revisione – dichiara l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – la Città di Torino riordina le regole sul commercio per renderle più aderenti alla realtà dei quartieri e ai bisogni quotidiani delle persone. L’obiettivo è sostenere i negozi di vicinato e le attività di prossimità, prevenire squilibri dovuti a una crescita non governata delle medie strutture di vendita, rendere più chiari i criteri di insediamento delle attività e favorire una distribuzione più equilibrata dei servizi sul territorio. La delibera rafforza il ruolo del commercio come presidio sociale ed economico, tutela l’identità dei quartieri e crea le condizioni per interventi di valorizzazione e rigenerazione urbana, anche attraverso incentivi e strumenti dedicati. Centrale è anche il contrasto alla desertificazione commerciale, perseguito anche mediante l’introduzione di forme di disincentivazione ai cambi di destinazione d’uso verso funzioni residenziali o turistico-ricettive. Il percorso proseguirà ora con l’esame in Consiglio comunale, per giungere a una decisione condivisa e coerente con il nuovo Piano Regolatore».

Nel processo di revisione del Piano Regolatore, la Città ha affiancato all’attività normativa un approfondito lavoro di analisi e ricerca, affidato al Politecnico di Milano nell’ambito del progetto “Supporto specialistico per l’economia urbana di prossimità. Sperimentazione di strumenti comunali per la valorizzazione e la tutela”. Lo studio ha integrato le analisi di TradeLab con i dati della Camera di Commercio di Torino, offrendo un quadro aggiornato delle dinamiche del commercio urbano e di prossimità a supporto delle scelte di pianificazione e regolazione.

L’indagine ha individuato diversi ambiti prioritari di intervento. Il primo riguarda la revisione del sistema degli addensamenti commerciali, che costituisce la struttura portante della distribuzione delle attività sul territorio. La principale innovazione consiste nel superamento di un approccio fondato prevalentemente su dati censuari: i nuovi criteri estendono l’analisi a tutte le attività riconducibili all’economia di prossimità, includendo il commercio al dettaglio, l’artigianato di prossimità, la somministrazione di alimenti e bevande e i servizi di vicinato, come formazione, sanità, sport e cultura. L’individuazione degli addensamenti si basa quindi sulle densità effettive delle attività presenti, consentendo una definizione più chiara dei confini e una maggiore coerenza delle regole applicabili.

Un secondo ambito di intervento riguarda le medie strutture di vendita, con superficie compresa tra 250 e 2.500 metri quadrati. La revisione dei criteri prevede il ripristino delle compatibilità tipologico-funzionali e l’introduzione di limiti più stringenti in alcuni contesti urbani: in particolare, non sarà ammessa l’apertura di strutture tra 901 e 1.800 metri quadrati negli addensamenti A2 e A3, né di strutture tra 1.801 e 2.500 metri quadrati negli addensamenti A3. È inoltre previsto un contributo compensativo aggiuntivo per le medie strutture di vendita, destinato al sostegno e alla riqualificazione del tessuto commerciale esistente, le cui modalità applicative saranno definite con un successivo provvedimento.

La delibera introduce anche una definizione urbanistica di “economia di prossimità”, riconosciuta come ambito di interesse pubblico e generale per garantire una presenza diffusa di attività commerciali e di servizio a scala locale. Nelle trasformazioni urbane sarà quindi possibile convenzionare una quota di spazi da destinare a tali funzioni, entro un limite massimo di 2.500 metri quadrati. La valorizzazione dell’economia di prossimità è orientata a sostenere le attività che contribuiscono all’identità dei quartieri e producono ricadute positive sul piano sociale ed economico, come le attività storiche, gli esercizi di interesse collettivo, i mercati rionali, gli spazi ibridi e i luoghi di aggregazione. In questo contesto potranno essere previsti incentivi e premialità per favorire la disponibilità di spazi commerciali a canone calmierato o a basso costo, attraverso strumenti urbanistici e regolamentari dedicati.

Il concetto di prossimità si integra con l’impostazione del nuovo Piano Regolatore Generale, che introduce un sistema di quartieri e centralità locali concepiti come infrastruttura strategica per la città. I quartieri sono intesi come unità urbanistiche di prossimità e come elementi fondamentali del welfare territoriale, individuati sulla base di criteri storici, analisi demografiche e indagini qualitative, con l’obiettivo di garantire una distribuzione equilibrata dei servizi e valorizzare le identità locali.

La revisione conferma infine alcuni elementi già presenti nella disciplina vigente, introducendo al contempo aggiornamenti e possibili estensioni. Viene mantenuta la soglia di 400 metri quadrati di superficie lorda di pavimento per l’esclusione dell’obbligo di standard a servizi pubblici nella ZUCS, valutandone l’estensione all’addensamento A1 – Distretto del commercio. Sono inoltre previste forme di disincentivazione per i cambi di destinazione d’uso verso funzioni residenziali o turistico-ricettive. È confermata la possibilità di derogare al fabbisogno di parcheggi per le medie strutture di vendita fino a 900 metri quadrati integrate nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, a fronte di interventi per la mobilità sostenibile, con l’ipotesi di estendere tale misura alle localizzazioni entro 300 metri dalle stazioni. Restano infine confermate la tutela dei cinema di interesse culturale e la salvaguardia degli assi commerciali.

Il percorso proseguirà con l’esame del provvedimento nelle commissioni consiliari competenti e con il successivo passaggio in Consiglio comunale, per l’approvazione definitiva e il coordinamento con il nuovo Piano Regolatore Generale.

Approvati 6 Ordini del Giorno collegati al Bilancio presentati da Sergio Bartoli (Lista Cirio)

«Impegno su azioni fondamentali per i piccoli Comuni, per l’ambiente, i cittadini fragili, le aree interne»

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato sei Ordini del Giorno collegati al Bilancio di previsione 2026–2028 presentati dal Consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), che rafforzano il sostegno regionale a Comuni, cittadini e territori su temi strategici quali infrastrutture, ambiente, tutela della salute, cultura e qualità della vita.

Gli atti presentati da Sergio Bartoli e approvati dall’Assemblea di Palazzo Lascaris delineano una visione integrata di sviluppo sostenibile e attenzione concreta alle esigenze dei territori, con l’obiettivo di rendere più efficaci le politiche regionali attraverso risorse mirate e interventi strutturati.

Più risorse ai Comuni per opere pubbliche e rigenerazione urbana

Con l’approvazione dell’Ordine del Giorno sul bando “Obiettivo Comuni”, la Giunta viene impegnata a reperire risorse aggiuntive per lo scorrimento della graduatoria, consentendo il finanziamento di interventi su sicurezza del territorio, infrastrutture, edilizia scolastica e rigenerazione urbana nei Comuni sotto i 35.000 abitanti.

Bonifica dell’amianto negli edifici pubblici

Un secondo Ordine del Giorno prevede nuove risorse per lo scorrimento della graduatoria del bando per la rimozione dell’amianto, finanziando progetti già ammissibili ma rimasti esclusi per carenza di fondi, con l’obiettivo di ridurre i rischi sanitari e ambientali negli edifici pubblici.

Tutela della biodiversità e Centro Grandi Carnivori

Approvato anche l’Ordine del Giorno che impegna la Regione a incrementare le risorse per la tutela della biodiversità, i monitoraggi delle Direttive Habitat e Uccelli e il funzionamento continuativo del Centro Grandi Carnivori, garantendo una gestione scientifica e strutturata della fauna selvatica.

Qualità dell’aria: rifinanziamento della sostituzione delle caldaie a legna

Via libera anche all’Ordine del Giorno che prevede il rifinanziamento della misura per la sostituzione delle caldaie a biomassa legnosa e lo scorrimento delle graduatorie esistenti, con un nuovo stanziamento per il 2026, a sostegno delle famiglie e del miglioramento della qualità dell’aria.

Museo Ferroviario Diffuso del Piemonte

Tra gli atti approvati anche l’Ordine del Giorno che impegna la Giunta a prevedere risorse dedicate per la piena attuazione del Museo Ferroviario Diffuso del Piemonte, valorizzando oltre 150 mezzi storici, 36 stazioni e numerose tratte ferroviarie, comprese quelle dismesse, con importanti ricadute culturali e turistiche.

Sanità e innovazione: sperimentazione del Metodo Feldenkrais

Infine, approvato l’Ordine del Giorno che prevede lo stanziamento di fondi per la sperimentazione del Metodo Feldenkrais e di altri approcci basati sulla neuroplasticità per il trattamento delle patologie neurodegenerative, nonché il sostegno alle famiglie per le spese sostenute.

«Con questi Ordini del Giorno – spiega Bartoli, che è anche Presidente della V Commissione consiliare Ambienteponiamo l’accento su azioni di salvaguardia del territorio, dalla rimozione dell’amianto negli edifici pubblici, al monitoraggio della biodiversità, al sostegno del Centro Grandi Carnivori, alla sostituzione delle caldaie inquinanti; al contempo, chiediamo alla Giunta di sostenere i piccoli Comuni, i cittadini fragili, incoraggiamo la sperimentazione di metodi innovativi nel trattamento di patologie neurodegenerative. Sosteniamo, infine, il valore turistico e promozionale dei nostri territori, offrendo opportunità di sviluppo a zone interne come le Valli di Lanzo e alcune aree del Canavese. Si tratta di azioni che considero prioritarie e, grazie all’approvazione di questi Ordini del Giorno, poniamo le basi perché abbiano possibilità di attuazione nella prossima Variazione di Bilancio».

A Torino il Roadshow di CDP e Confindustria per lo sviluppo delle imprese del territorio

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Fa tappa in Piemonte l’evento che punta a intercettare le nuove esigenze del mondo imprenditoriale e a presentare gli strumenti del Gruppo CDP

 

Torino, 29 gennaio 2026 – Unire le forze per dare nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Piemonte e rispondere con efficacia alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le Istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di CDP e Confindustria ‘Insieme per il futuro delle imprese’ che oggi ha fatto tappa a Torino, dopo Roma, Cagliari, Bologna, Firenze e Bari, per l’appuntamento che ha visto riunirsi numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria locale.

L’incontro è stato l’occasione per rafforzare il dialogo e l’interazione con le aziende locali con l’obiettivo di sostenere le priorità strategiche della Regione e di tutto il Paese guardando a specifiche aree d’intervento definite dall’Accordo firmato a Roma lo scorso settembre dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e dall’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e PrestitiDario Scannapieco. Le priorità sono: lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolareil supporto agli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, il rilancio del Mezzogiorno e il rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa. A queste si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte quelle attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato.

Tali obiettivi verranno perseguiti da CDP e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria. La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity (rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital), lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa.

CDP e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende piemontesi attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano.

La tappa di Torino del Roadshow ‘Insieme per il futuro delle imprese’ ha visto la partecipazione del Presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini, dell’Amministratore Delegato di CDP Dario Scannapieco, del Vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco Angelo Camilli, del Presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto e del Presidente dell’Unione Industriali Torino Marco Gay. Dopo un inquadramento economico a cura del Responsabile Monitoraggio e Analisi di Impatto di CDP Guido Romano, la giornata è proseguita con dei panel tematici per approfondire le esperienze delle imprese e le opportunità di crescita anche sul fronte dell’innovazione e della proiezione verso l’estero con il Direttore Business di CDP Andrea Nuzzi, l’Amministratore Delegato di SIMEST Regina Corradini D’Arienzo, l’Amministratore Delegato di CDP Venture Capital SGR Emanuele Levi, la Senior Partner del Fondo Italiano di Investimento SGR Marzia Bartolomei Corsi, il Responsabile Finanziamenti, Fondi e Blending Cooperazione CDP Giulio Dal MagroEmiliano Lucci Investor Relations di CDP Real Asset SGR, Alessandro Battaglia Presidente di Silvateam e Giancesare Drocco CEO di Abet.

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“Europa senza bussola”: incontro alla “Fondazione Mirafiore” con Nathalie Tocci

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Ritornano anche gli spazi teatrali dedicati ai più piccoli e alle loro famiglie

Sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio

Serralunga d’Alba (Cuneo)

Che fai Europa? Interrogativo che spesso ricorre nei più o meno “urlati” talk show televisivi, così come nei comuni discorsi del “popolo” quotidiano e, spesso, nelle nostre più serie ed intime riflessioni, davanti allo scorrere di tormentate situazioni di politica mondiale sempre più preoccupanti e inquietanti. Sull’argomento mancano spesso visioni e narrazioni pacate (e attendibili, oltre che credibili), in qualche modo in grado di fornirci visioni realmente chiare e prospettive illuminanti, cui far fede, sull’oggi e sul prossimo futuro. Partendo proprio da queste deduzioni, si presenta davvero interessante e utile l’incontro, dedicato per l’appunto ad uno dei grandi temi geopolitici del nostro tempo, inserito, sabato 31 gennaio (ore 18,30), nella XVI edizione del “Laboratorio di Resistenza Permanente” organizzato dalla “Fondazione Emanuele di Mirafiore” nel “Villaggio Narrante” in Fontanafredda (via Alba, 15) a Serralunga d’Alba (Cuneo). Il tema è ben chiaro: “Europa senza bussola: le minacce esterne e interne alla nostra (dis)Unione”.

A parlarne, sarà la politologa ed editorialista romana Nathalie Tocci (una delle voci più autorevoli della politica internazionale, direttrice dell’“Istituto Affari Internazionali”, già consigliera speciale dell’“Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera e di sicurezza” e curatrice della “EU Global Strategy”), che porterà alla “Fondazione Mirafiore” un’analisi lucida e approfondita sul presente e sul futuro dell’Unione. Analisi che già in partenza s’avvia comunque su un principio incontestabile: “In un contesto segnato da guerre ai confini, tensioni globali, crisi energetiche e sociali, ma anche da fratture interne, populismi e disinformazione, l’Europa appare oggi, più che mai, come una costruzione fragile e al tempo stesso indispensabile”.

“Europa senza bussola” sarà quindi l’occasione per interrogarsi sulle minacce che arrivano dall’esterno e su quelle che nascono all’interno delle nostre democrazie, provando a capire se esiste ancora un orizzonte comune capace di tenere insieme il progetto europeo. “Un dialogo necessario per chi vuole orientarsi in un mondo sempre più instabile e comprendere se e come l’Europa potrà ritrovare la propria direzione”.

Appuntamento, quello con Nathalie Tocci, particolarmente impegnativo su cui non mancheranno spunti di riflessione per un dibattito acceso e di sicuro coinvolgimento da parte del pubblico che vorrà presenziare.

Appuntamento “da grandi”. Di tutt’altro tenore rispetto a quello programmato dalla stessa “Fondazione” per il giorno successivo, domenica 1° febbraio, sempre alle 16,30.

Accanto agli incontri rivolti ad un pubblico adulto, anche quest’anno infatti la “Fondazione” conferma il consueto “spazio dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie”, con un mese di febbraio pensato per avvicinare bambini e adulti al teatro “come luogo – sottolineano i responsabili – di scoperta, immaginazione e conoscenza condivisa”.
Il primo appuntamento è in programma, come detto, sabato 1° febbraio, alle 16,30, con La Piramide invisibile”, spettacolo di e con Francesco Giorda, realizzato con “Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani”. In breve, la storia: un buffo archeologo, curioso e un po’ pasticcione, invita il pubblico a compiere un’impresa straordinaria: un vero e proprio “viaggio nel tempo”, che ci porta indietro di ben cinquemila anni, lasciando alle spalle (che guaio!) smartphone e vita quotidiana per immergersi nel mondo affascinante degli “Antichi Egizi”. In scena soltanto una grande mappa dell’Egitto e 51 carte-gioco: strumenti essenziali per scegliere il percorso, orientarsi lungo il Nilo e ricreare momenti di vita quotidiana. Com’era una classe di piccoli Egizi? Cosa mangiavano? Perché la birra era la loro bevanda preferita? Cos’è davvero la Sfinge? E come si realizza una mummia? Domande e curiosità che trovano risposta grazie a uno “spettacolo interattivo”, che cambia ogni volta in base alle scelte del pubblico. “Con il suo stile brillante e coinvolgente, Francesco Giorda costruisce un vero e proprio gioco teatrale che diventa esplorazione, meraviglia e conoscenza, trasformando il teatro in uno spazio di partecipazione attiva, dove bambini e adulti imparano insieme”.

Si ricorda che l’ingresso agli appuntamenti della “Fondazione E. di Mirafiore” è libero, su prenotazione dal sito www.fondazionemirafiore.it.

Per info: tel. 377/0969923 o federica@fondazionemirafiore.it

G.m.

Nelle foto: Nathalie Tocci e Francesco Giorda

Export motore di crescita: il 60% delle imprese piemontesi investe sui mercati esteri

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Exploit del comparto alimentare

Il Rapporto sull’internazionalizzazione condotto su oltre 1.200 imprese del sistema confindustriale regionale evidenzia una crescita del volume d’affari per il 40% delle aziende attive sui mercati esteri. Amalberto: “Il tessuto economico si conferma solido ma serve una strategia di sistema”.

Nel 2025 tre imprese su cinque del sistema confindustriale piemontese hanno intrattenuto rapporti continuativi con i mercati esteri. Tra queste, il 40% registra un incremento dell’export, mentre per un ulteriore 35,5% i risultati restano stabili, nonostante le turbolenze geopolitiche degli ultimi anni. Le performance migliori si rilevano nei comparti alimentare (63,6% delle imprese segnala una crescita), chimico (58,6%), trasporti (57,1%) e legno (50%). Francia, Germania e Stati Uniti si confermano i principali mercati di destinazione, seguiti da Spagna, Regno Unito, Svizzera e Polonia. In forte sviluppo anche i mercati extra UE, in particolare Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, India, Giappone, Canada e Cina.

Sono questi i principali risultati della seconda edizione del Rapporto sull’Internazionalizzazione di Confindustria Piemonte, realizzato con il contributo di UniCredit e presentato presso la UniCredit University di Torino nel corso di un evento organizzato in collaborazione con Audi Rinaldi.

“Analizzare i processi di internazionalizzazione permette di comprendere come il nostro sistema produttivo sappia adattarsi a un contesto globale in costante trasformazione. Il Piemonte esprime da sempre un tessuto industriale solido, fondato su investimenti in ricerca, sviluppo e qualità che generano competenze manifatturiere avanzate, filiere strutturate e una forte propensione all’innovazione. È quest’insieme che consente alle imprese piemontesi di competere con successo a livello globale” commentano Andrea Amalberto, Presidente di Confindustria Piemonte, e Alessandro Battaglia, Presidente della Commissione Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti di Confindustria Piemonte. “Per sostenere le imprese in questo percorso – aggiungono – è necessaria una strategia di sistema, fondata sulla collaborazione tra pubblico e privato, una politica industriale capace di accompagnare le nuove frontiere dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale. Perché solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile rafforzare la competitività di lungo periodo del Piemonte e consolidare la presenza delle nostre imprese su tutti i mercati internazionali”.

Ad aprire i lavori è stata Barbara Cimmino, Vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria: “In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e nuovo protezionismo, l’Italia deve rafforzare la propria sicurezza economica: la nostra manifattura resta una forza globale e l’export ha un potenziale ancora inespresso che possiamo cogliere solo con accordi commerciali ambiziosi e strumenti adeguati. In questo quadro, l’accordo Ue-Mercosur è strategico perché apre un mercato da oltre 700 milioni di consumatori e riduce dazi che oggi penalizzano le nostre imprese. Perdere questa opportunità significherebbe favorire i competitor, e lo stesso vale per i negoziati con India, Indonesia e Australia. Accordi e diplomazia economica devono poi essere accompagnati da strumenti finanziari moderni e flessibili, come il Fondo 394 SIMEST potenziato. Confindustria mette a disposizione di tutti, imprese e istituzioni, la piattaforma Expand, che permette di individuare con precisione mercati e settori prioritari e mostra un potenziale realizzabile immediato di 87 miliardi. Serve quindi un’azione coordinata del Sistema Paese, perché solo così l’Italia potrà consolidare la propria presenza nei mercati internazionali e rafforzare la competitività delle imprese”.

Il rapporto si basa su 1.212 risposte, pari a circa il 20% delle imprese associate, oltre il doppio rispetto alla prima edizione del 2023. Un dato che consente un confronto più articolato con le precedenti rilevazioni e rafforza l’obiettivo di fornire uno strumento utile a imprese e stakeholder istituzionali e privati. Il campione è composto per il 20% da imprese dell’area di Torino, per il 16% da Alessandria, Biella e Novara-Vercelli-Valsesia, per il 13% dal Canavese, per il 10% da Cuneo, per il 7% dal Verbano-Cusio-Ossola e per il 2% da Asti. A livello settoriale, prevalgono le imprese metalmeccaniche (26,6%), seguite da tessile/abbigliamento (9,3%), edilizia e impiantisti (8,5%), altri servizi (7,6%), manifatture varie (7,5%), servizi alle imprese (6,7%), alimentari (6,5%) e ICT (5,5%). Le altre filiere rappresentano quote inferiori al 5%.

Tra le imprese rispondenti, il 93% esporta senza intermediari. Una presenza strutturata all’estero risulta invece più contenuta: il 36% dispone di uffici di rappresentanza commerciale, il 31,7% di sedi produttive e il 21,8% di filiali commerciali o punti vendita diretti.

Le difficoltà maggiori si registrano nei settori dei minerali non metalliferi (33,3%), della gomma-plastica (31,4%), del tessile/abbigliamento (31,3%) e delle manifatture varie (29,3%). Anche in questi comparti, tuttavia, le imprese piemontesi adottano modelli più flessibili, orientati alla riduzione del rischio e alla ricerca di nuove opportunità. In questo percorso, le aziende privilegiano servizi di supporto direttamente legati al business: la ricerca di controparti estere è indicata dal 60,5% delle imprese, seguita dall’organizzazione di incontri B2B (42,8%), dalle consulenze tecniche (29,5%) e dalla partecipazione a missioni commerciali (25,6%). Tra le agevolazioni più utilizzate figurano i bandi SIMEST (32,4%), i bandi per la formazione (31,1%), quelli del sistema camerale (20,8%) e altre misure (17,7%), tra cui strumenti SACE, credito d’imposta, Finpiemonte e PNRR.

L’Amministratore Delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo, ha dichiarato: “Il Rapporto sull’internazionalizzazione di Confindustria Piemonte conferma come l’export sia una leva strategica fondamentale di crescita per le imprese del territorio. Il Piemonte rappresenta circa l’8% del portafoglio Simest, con quasi 1.000 operazioni di finanza agevolata per oltre 450 mln. Siamo pronti però per fare molto di più. Simest Gruppo Cdp interviene con strumenti mirati in costante innovazione, definiti in dialogo con il mondo produttivo, per sostenere il posizionamento del Made in Italy nei mercati internazionali a maggiore potenziale, individuati dal Piano d’azione per l’export della Farnesina. Allo stesso tempo, rafforziamo il supporto alle filiere produttive e ampliamo l’accesso alle nostre misure anche alle PMI e alle imprese che non hanno ancora avviato percorsi di internazionalizzazione, accompagnandole verso un ingresso strutturato nei mercati esteri. Questo impegno si inserisce nell’azione coordinata del Sistema Italia, guidato dalla Farnesina e composto da Cdp e Simest, Sace e Ice, insieme alle associazioni di categoria, per sostenere in modo efficace e in una logica di sistema la crescita e la competitività delle imprese italiane nel mondo”.

Dall’analisi emerge infine un’evoluzione significativa: le imprese stanno progressivamente passando dall’utilizzo di strumenti prevalentemente promozionali a misure orientate al rafforzamento delle competenze e all’impiego di strumenti finanziari per sostenere in modo più strutturato i percorsi di internazionalizzazione.

“L’export è parte dell’identità industriale del Piemonte e rappresenta oggi più che mai una leva strategica di competitività, con oltre il 58% di aziende attive sui mercati esteri e performance in crescita – afferma Paola Garibotti, Regional Manager Nordovest di UniCredit in un contesto globale complesso, le imprese che sanno innovare e guardare oltre i confini continuano a creare valore. UniCredit è al loro fianco con consulenza, competenze e una rete internazionale unica in Italia”.

Alla presentazione hanno partecipato anche Andrea Tronzano, assessore all’Internazionalizzazione e attrazione investimenti della Regione Piemonte, Dario Peirone, presidente di Ceipiemonte, e Alessandro Paoli, responsabile UniCredit International Center Italy. Hanno inoltre inviato un videomessaggio Marco Peronaci, Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America, e Alessandro Cattaneo, Ambasciatore d’Italia in Canada.