Nuovi collegamenti dall’aeroporto di Cuneo Levaldigi da fine ottobre a fine marzo con la compagnia Aeroitalia, che nei giorni scorsi ha annunciato un nuovo volo per Trapani e uno per Comiso, in Sicilia.
Nel mese di agosto 2024 a seguito della rilevazione dei prezzi effettuata dall’Ufficio di Statistica della Città, l’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è risultato pari al 119,8 (Base Anno 2015=100) segnando una variazione del +0,1% rispetto al mese precedente e del +0,8% rispetto al mese di agosto 2023 (tasso tendenziale).
I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto segnalano -0,2% sul mese precedente e +0,9% su agosto 2023. I prezzi dei prodotti a media frequenza d’acquisto segnalano una variazione del +0,2% rispetto al mese di luglio 2024 e del +1,5% rispetto all’anno precedente. I prezzi dei prodotti a bassa frequenza d’acquisto segnalano +0,1% rispetto al mese precedente e -0,6% rispetto a agosto 2023.
Nella tipologia di prodotto dei BENI si rileva -0,1% su base congiunturale e -0,7% su base tendenziale.
I prodotti in rilevazione hanno subito queste variazioni:
Beni Alimentari -0,1% sul mese precedente e +0,4% sull’anno precedente,
Beni Energetici -0,7% sul mese precedente e -7,7% sull’anno precedente,
Tabacchi INVARIATO sul mese precedente e +4,0% sull’anno precedente,
Altri Beni INVARIATO sul mese precedente e +0,2% sull’anno precedente.
Nella tipologia di prodotto dei SERVIZI si registra +0,2% su base congiunturale e +3,0% su base tendenziale.
Sono state riscontrate le seguenti variazioni:
Servizi relativi all’Abitazione +0,1 sul mese precedente e +1,8% sull’anno precedente,
Servizi relativi alle Comunicazioni +0,2% sul mese precedente e +0,9% sull’anno precedente,
Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona -0,5% sul mese precedente e +5,2% sull’anno precedente,
Servizi relativi ai Trasporti +2,0% sul mese precedente e +2,5% sull’anno precedente,
Servizi vari INVARIATO sul mese precedente e +1,3% sull’anno precedente.
L’inflazione di fondo al netto degli energetici e degli alimentari freschi segnala +0,1% rispetto al mese precedente e +1,8% rispetto all’anno precedente.
L’Indagine dei Prezzi al Consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT.
I dati relativi al mese di agosto si possono consultare sul sito: http:/www.comune.torino.it/statistica/
E’ stata ufficialmente inaugurata a Torino l’Accademia del Welfare, Coesione e Innovazione Sociale: un progetto ambizioso, che fa parte delle 11 Accademie di filiera realizzate in Piemonte, in questo caso volto a rispondere alle crescenti sfide sociali e alle trasformazioni in atto nel settore del welfare. L’iniziativa, di cui l’Agenzia formativa Salotto e Fiorito è capofila, mira a formare professionisti e leader capaci di progettare e implementare politiche di welfare innovative e sostenibili, mettendo al centro la persona e i valori di inclusione e solidarietà.
«Questa accademia, che rientra tra le undici della filiera come strategiche individuate sul territorio piemontese, parte con obiettivi ambiziosi e un finanziamento di 3 milioni di euro. La ritengo particolarmente importante, perché vuole andare a promuovere non solo l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro nel mondo del terzo settore, ma è mirata a valorizzare la dimensione imprenditoriale del terzo settore, stesso oltre alla sua innovazione sociale. E’ poi fondamentale, in un mondo in costante cambiamento, per lavorare su temi che ci stanno particolarmente a cuore come l’invecchiamento attivo e il disagio giovanile. Non da ultimo sono convinta che l’innovazione sociale possa diventare il primo presidio di legalità perché in grado di prevenire determinate forme di disagio che – se non contrastate – possono drammaticamente trasformarsi in illegalità» ha dichiarato Elena Chiorino, Vicepresidente e Assessore alla Formazione professionale della Regione Piemonte.
La dotazione complessiva è di 3 milioni di euro, di cui 1,8 destinati ai disoccupati, 750mila euro per gli occupati e 450 mila euro per azioni per la promozione e valorizzazione del sistema. L’obiettivo centrale dell’Accademia è di promuovere una visione integrata e sinergica tra tre pilastri fondamentali: formazione professionale, politiche di inclusione sociale e lavoro.
«Questa di oggi è la festa della cittadinanza attiva, che vince. DI quella parte di società civile che si rende conto di essere sentinella di legalità. Vedere che tutti abbiamo un fine comune al nostro agire è molto importante. Servono più accademie, più network e più cooperazione: le accademie portano acqua al mulino della legalità» ha sottolineato Lucia Musti, Procuratore generale di Torino.
L’Accademia del Welfare – che coinvolge 40 agenzie formative, 137 imprese e 25 soggetti tra associazioni, consorzi e cooperative – si propone di essere un punto di incontro tra istituzioni, società civile e settore privato, ponendosi l’obiettivo di sviluppare nuove forme di collaborazione e integrazione. Formazione e innovazione saranno centrali per costruire soluzioni che rispondano in modo concreto alle nuove esigenze sociali ed economiche, sia a livello locale che nazionale.
Tra i temi trattati all’interno dell’Accademia spiccano quelli legati alla sostenibilità del welfare, la formazione di nuove competenze professionali e l’inclusione sociale. Verranno esplorate nuove modalità per affrontare sfide complesse come la disoccupazione e le disuguaglianze sociali.
«Le opportunità che si aprono davanti a noi sono molteplici. L’innovazione sociale sta aprendo nuovi scenari e nuove possibilità di intervento. Dobbiamo essere pronti a cogliere queste opportunità, a sperimentare nuovi modelli di welfare che sappiano rispondere in modo efficace ai bisogni emergenti della nostra società. Per farlo, abbiamo bisogno di un approccio integrato, che sappia mettere in rete competenze diverse, che sappia creare ponti tra il mondo della formazione, quello del lavoro e quello delle politiche sociali. È questa la sfida che l’Accademia “Welfare, coesione e innovazione sociale” si propone di affrontare» ha aggiunto Suor Simona Biondin, direttrice dell’Agenzia formativa Salotto e Fiorito e project manager dell’Accademia, evidenziando come il progetto sia un passo importante per costruire una società più equa, in cui ogni cittadino possa avere accesso a opportunità di crescita, inclusione e dignità.
Con l’inaugurazione, l’Accademia del Welfare diventa ufficialmente un luogo di confronto aperto a tutti: istituzioni, professionisti del settore, cittadini e imprese, con l’obiettivo di costruire una nuova visione del welfare che guardi al futuro con ottimismo e concretezza. La giornata di oggi rappresenta una tappa fondamentale per il futuro del Piemonte, che grazie a questa Accademia ambisce a diventare modello di innovazione e inclusione sociale a livello nazionale. L’Accademia non sarà solo un luogo di formazione, ma un faro per la costruzione di una società più equa, giusta e solidale, in grado di rispondere alle sfide future con competenza e visione.
L’Oscar di Bilancio rappresenta un punto di riferimento in Italia per la comunicazione finanziaria e di sostenibilità. Un traguardo particolarmente significativo quello dei 60 anni poiché si inserisce in un contesto in cui l’attenzione del pubblico e del Legislatore è sempre più alta nei confronti della qualità dei documenti di rendicontazione: adottare standard condivisi e un maggiore impegno da parte delle organizzazioni nel garantire trasparenza e accuratezza negli ambiti finanziari e ESG (Environmental, Social, Governance).
“L’Oscar di Bilancio Ferpi – commenta Filippo Nani (Presidente Ferpi) – rappresenta ormai un irrimunciabile punto di riferimento per la trasparenza e la comunicazione finanziaria e di sostenibilità sociale. In questi sessant’anni, abbiamo visto crescere l’importanza della rendicontazione virtuosa, che non solo premia le migliori pratiche, ma promuove anche un dialogo costruttivo con gli stakeholder. Guardando ai nuovi orizzonti della sostenibilità, è fondamentale integrare i principi della Corporate Sustainability Reporting Directive e dell’ Environmental, Social and Governance, per garantire uno sviluppo pubblico e industriale in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere quelli delle generazioni future.”
“Il Bilancio POP , rientra nella categoria degli strumenti di rendicontazione sociale che trasmettono ai cittadini le informazioni utili della Pubblica Amministrazione -aggiunge l’assessore al Bilancio della Regione Piemonte Andrea Tronzano. Il più importante obiettivo della rendicontazione sociale è proprio quello di favorire l’interpretazione delle attività pubbliche, consentendo al cittadino di comprendere cosa ha fatto l’ente, come lo ha fatto e con quali risultati”.
A seguire si è tenuta una tavola rotonda moderata dal giornalista e consigliere nazionale Ferpi Fabrizio Vignati dal titolo “L’eccellenza nel reporting e nella comunicazione finanziaria e di sostenibilità”, che ha visto tra i partecipanti Riccardo Fava (Corporate Vice President Communication, ESG & Investor Relation Diasorin e Presidente OCIP), Cristiana Libertini (Direttore Contabilità e Bilancio Gruppo IREN, azienda vincitrice dell’edizione 2023 dell’Oscar di Bilancio nella categoria “Utility o Multi-utility quotate e non”), Silvana Secinaro (Professore ordinario di Economia aziendale presso l’Università di Torino) e Sergio Vazzoler (Co-founder di Amapola). Gli interventi hanno affrontato tematiche cruciali per il futuro della reportistica, con un focus sull’evoluzione delle normative in materia e sugli strumenti oggi a disposizione.
Dal 1974 a Torino Sivit ricerca, sviluppo, produce e commercializza di pavimenti in resina e li esporta in tutto il mondo e festeggia con dipendenti e visitatori, e un murales dell’artista Orma il viandante”.
“Io sono arrivato dal Veneto per lavorare a Torino. Ho fatto sempre l’operaio e il lavoro me lo passava Luigi Parola. Io e lui ci chiudevamo in una stanzetta, quando eravamo in Via Botticelli e facevamo esperimenti sui materiali, per esempio le pianelle per pavimento con i fagioli. A un certo punto, l’azienda ha ospitato anche una radio con cui ho collaborato, radio Sivit. Ho viaggiato con i fratelli Parola, Luigi e Giovanni, e ho anche guadagnato bene.” Severino ha 89 anni e non è un semplice invitato alla festa di compleanno della Sivit, azienda che produce resine dal 1974. Severino qui è uno di casa, fa ormai parte di una famiglia che vede ormai la terza generazione portare avanti con passione il lavoro dei nonni.

La storia della Sivit è quella dei due fratelli Luigi e Giovanni Parola che iniziano la loro avventura per rispondere ad una necessità particolare: il riutilizzo di vernici pregiate, scarti dell’industria automotive. Da questo punto di partenza, Sivit (Società Italiana Vernici Impermeabilizzanti Torino) ha poi trovato la sua strada nel campo delle resine per pavimenti, settore che, dopo un primo periodo pionieristico, oggi è pienamente consolidato e in crescita. Tuttavia, così come accade oggi in altri ambiti, non è semplice trovare addetti qualificati e per questo è sempre più necessaria e strategica la continua formazione e collaborazione con le università.
“Quando è nata l’azienda, cinquant’anni fa, mio padre Luigi si è affacciato a un settore nuovo, che a quei tempi stava muovendo i primi passi – racconta Maurizio Parola, oggi titolare della storica azienda torinese –. Mio papà lavorava nei cantieri, si occupava di coibentazioni ed era abituato a risolvere problemi. Armando Monte, ingegnere della Fiat e professore al Politecnico di Torino, riconoscendo questa sua qualità gli sottoponeva spesso richieste in tal senso e un giorno chiese una consulenza più difficile del solito. In Iveco venivano utilizzate molte vernici di pregio, resistenti e di altissima qualità, ma lavorandole si producevano molti scarti che dovevano essere smaltiti. Mentre mio padre cercava una soluzione al problema dell’ingegner Monte, capì che quell’esperienza avrebbe portato lontano e per questo – conclude Parola – possiamo dire che Sivit è nata, quasi per caso, da una fortunata intuizione”.
L’idea imprenditoriale di Sivit e la visione del suo fondatore Luigi Parola sono partite dalla volontà di creare un’azienda in grado di rispondere alle esigenze di mercati in crescita, come l’industria automotive e non solo. Non è un caso che Sivit sia sorta proprio di fronte al sito torinese di Iveco, a nord di Torino, dove continuano a convivere ricerca e produzione. Le parole chiave sono le stesse degli inizi, negli anni Settanta: sostenibilità, nella lavorazione e nei prodotti finali, crescita, di fette di mercato e dipendenti, e qualità,dalle materie prime al servizio.
All’inizio i pavimenti in resina non erano molto richiesti e le prime applicazioni riguardavano soprattutto interventi di manutenzione. Oltre ai settori meccanico e automotiveci sono stati altri ambiti, come ad esempio l’alimentare e il farmaceutico, che hanno iniziato a scegliere la resina per pavimentare interi reparti, comprendendone in pieno le caratteristiche. Fino a quel momento e a seconda delle applicazioni, per le pavimentazioni si utilizzavano principalmente piastrelle, blocchetti in legno, pavimenti corazzati, ghisa e asfalto. Si trattava di materiali non facilmente pulibili, come lo è invece la resina grazie a una superficie continua, priva di interruzioni e giunti. Da qui il successo che ormai copre ogni settore, compreso il civile. Oggi la ricerca all’interno dei laboratori dell’azienda è in costante sviluppo e in grado di sperimentare, realizzare e commercializzare prodotti sempre più performanti, grazie a intuizioni come l’applicazione delle nanotecnologie, sostenibili (a base acquosa e solven free) e di design.
Oggi Sivit è una realtà presente in 40 paesi ma che mantiene il proprio cuore pulsante a Torino, sede dell’azienda e dei laboratori di ricerca, sviluppo e produzione. Per festeggiare i suoi 50 anni, si è regalata un bellissimo murales di Orma il viandante raffigurante una scena naturalistica a tema sostenibilità sulla facciata d’ingresso della sede di via Centallo 57 a Torino.
“Quella dei pavimenti in resina è senza dubbio una nicchia ma in costante crescita, che offre buone opportunità a livello occupazionale – commenta Enzo Parietti, presidente dell’Ente Nazionale Conpaviper (Associazione Italiana Sottofondi, Massetti e Pavimentazioni e Rivestimenti Continui) –. Proprio quest’estate abbiamostrutturato la prima edizione di un corso per la qualifica dei formatori settori resine, attraverso il quale i soggetti saranno abilitati a fare formazione per la qualifica degli applicatori e dei capisquadra ai sensi della norma UNI 11835”.
E prosegue: “L’indagine condotta da Conpaviper su 50 aziende del settore delle resine offre un quadro chiaro della crescita del comparto. Il 40% delle aziende intervistate ha un fatturato superiore ai 2 milioni di euro, con un valore medio di 2 milioni di euro. La più piccola fatturava 65.000 euro nel 2018, mentre la più grande raggiungeva i 9,3 milioni di euro”.
Dal 2018, il fatturato complessivo del campione è cresciuto del 40%. Il 2020 ha visto una flessione del 13,4% rispetto al 2018 a causa della pandemia, ma il settore ha recuperato rapidamente nel 2021, registrando un +13,7% sullo stesso anno. La crescita è proseguita nel 2023, con un aumento del 12,6% rispetto al 2022.
Le microaziende (fatturato sotto 1 milione di euro nel 2018) sono cresciute del 160,6% sul 2018, mentre nell’ultimo anno hanno segnato un +12,7%. Le aziende più grandi (oltre 2 milioni di euro nel 2018) hanno registrato una crescita più moderata, con +26,8% rispetto al 2018 e +12,7% nell’ultimo anno. Tuttavia, il 18% delle aziende ha subito un calo di fatturato dal 2018, e nel 2023 il 33% ha registrato una flessione rispetto all’anno precedente.
Oggi, l’organico conta 45 persone, compresi 6 degli 8 nipoti di Luigi Parola, ed è cresciuto in maniera continua nel tempo grazie a un buon connubio di dipendenti storici e fidelizzati che affiancano nuove leve giovani.“Non è facile trovare personale qualificato e specializzato – conclude Maurizio Parola – e in futuro diventerà sempre più difficile individuare in particolare i posatori di resine, mestiere che richiede specializzazione, costante aggiornamento e buona manualità; per questo motivo corsi abilitanti come quello di Conpaviper si rivelano molto importanti così come la collaborazione con le Università; ad esempio qualcosa di positivo si sta muovendo nell’Università di Torino grazie al dipartimento di Chimica, fortemente orientato verso lo sviluppo di prodotti green, un segnale importante per un settore che vuole continuare a vincere le sfide, proprio come noi cerchiamo di fare ogni giorno, da 50 anni”.
Partendo dagli esperimenti con i fagioli, Sivit racconta una storia fatta di artigiani e visionari, di famiglia e di rapporti di amicizia, confermando una vocazione tutta torinese caratterizzata dall’innovazione. Non resta che augurare a Sivit moltissimi di questi compleanni.
Lori Barozzino
Presentato al Grattacielo l’evento che riunisce cinque comuni dell’Astigiano e Alessandrino. L’assessore Gallo: “Fare sistema è la strada giusta per crescere”
Il basso Monferrato si trasforma in un circuito per gourmet nel segno del tartufo bianco. Cinque comuni – tutti sede di fiere nazionali del tartufo – si sono messi in rete sotto l’egida del Gal Basso Monferrato Astigiano e con il patrocinio e il sostegno della Regione Piemonte, per offrire a turisti e buongustai due mesi di appuntamenti dove l’enogastronomia si mescola con l’arte, la musica, la cultura.
I sindaci di Montiglio, Moncalvo, Montechiaro, San Damiano e Murisengo sono convinti che il “Circuito delle Fiere nazionali del tartufo bianco del Monferrato” sia la strada giusta per crescere ancora. E lo confermano i numeri illustrati durante la presentazione dell’evento al grattacielo della Regione Piemonte, a Torino, che consolidano il trend di crescita del Monferrato. E il suo momento d’oro.
L’assessore regionale allo Sviluppo e promozione della montagna, biodiversità e tartuficoltura Marco Gallo ha sottolineato l’importanza del gioco di squadra: «Unire gli sforzi, fare sistema è la strada giusta per migliorare i già buoni risultati che il Monferrato ha saputo ottenere costruendo una stagione evento attorno al tartufo, un prodotto simbolo di tutto il Piemonte che la Regione intende sempre di più valorizzare contribuendo anche a una destagionalizzazione. E in questa nuova sfida sarà più che mai deciso il contributo dei comuni, per dar forma a nuovi appuntamenti attorno ai quali far crescere l’attenzione dei turisti e in primis dei gourmet. La Regione è pronta a fare la sua parte sia con le risorse per valorizzare il tartufo e il sistema fiera, stabili attorno ai 200 mila euro l’anno, sia con la promozione attraverso VisitPiemonte».
L’assessore regionale all’Autonomia, Logistica ed Enti Locali Enrico Bussalino si è detto «fermamente convinto che il rilancio e la valorizzazione dei nostri territori debbano partire dai piccoli comuni, veri custodi di tradizioni, culture e identità uniche. Questi luoghi rappresentano il cuore pulsante della nostra regione, ed è nostro dovere sostenere il loro sviluppo. Attraverso una collaborazione stretta e continua tra istituzioni locali e regionali, possiamo costruire reti solide che valorizzino le eccellenze locali. Iniziative come quella del Circuito delle Fiere Nazionali del Tartufo Bianco del Monferrato Astigiano dimostrano quanto sia efficace fare sistema per promuovere il territorio».
L’assessore regionale a Cultura, Sport e Turismo Marina Chiarelli dice: La politica regionale è di investire su eventi che generano due dividendi: uno culturale e uno economico. Due gambe su cui camminano i progetti sostenibili capaci di fare scuola anche a livello nazionale e internazionale. Le eccellenze gastronomiche, come il tartufo bianco, e quelle enologiche, come i vini delle nostre colline, ci insegnano che insieme possiamo trasformare le nostre unicità in grandi opportunità di sviluppo economico, turistico e culturale».
Anche Mario Sacco, presidente del Gal Basso Monferrato Astigiano, sottolinea l’importanza della strategia all’origine del progetto: «Con la sottoscrizione della convenzione i cinque comuni sedi di Fiere nazionali si sono prefissati di mettersi in rete per consolidare l’offerta legata al tartufo, concorrendo a trasformare l’appuntamento autunnale in un evento diffuso, che tenga alta l’attenzione sul territorio nei due mesi clou della raccolta. E’ la scelta giusta per aumentare l’appeal delle nostre terre» mentre Mariano Rabino, presidente dell’Atl Langhe, Monferrato e Roero punta a un’ulteriore salto di qualità alzando l’asticella: «Dobbiamo collaborare al rialzo, favorire la coopetion che unisce due diverse strategie, ma efficaci se unite: la competizione e la cooperazione. Per questo immagino una sfida tra comuni a chi fa la fiera più bella all’interno di un’offerta di territorio. Perché la concorrenza fa sempre bene, aiuta ad alzare il livello qualitativo. E questo aumenterà anche l’attrazione delle colline Unesco dove il Monferrato, partito dopo, sta correndo, primeggiando nei numeri sia per arrivi sia per presenze».
Il “Circuito del Monferrato” parte da Montiglio, il paese dei castelli, delle pievi e delle meridiane, con un doppio appuntamento: le domeniche 6 e 13 ottobre. E per l’occasione organizza “Le littorine del Tartufo”: da Torino, Santhià, Biella, Asti, Chivasso e Cavagnolo sarà possibile raggiungere il paese a bordo degli storici autobus su rotaia. «Il progetto LocoMonferrato rappresenta all’interno della storica fiera un sicuro valore aggiunto in termini di appeal, motivazione di visita e sostenibilità» dice il sindaco Dimitri Tasso.
Seconda tappa a Moncalvo che festeggia le settanta edizioni della Fiera – anche se documenti del Comune fanno risalire le prime compravendite di tartufi a tre secoli e mezzo fa – aggiungendo un giorno al programma delle due domeniche di fine ottobre (20 e 27): il 26 ottobre, subito ribattezzato “il sabato del villaggio”. «Un regalo quello di allungare di un giorno l’evento che ci siamo fatti per festeggiare l’importante traguardo che ci qualifica come fiera più longeva del territorio – dice il sindaco Diego Musumeci-. Ci auguriamo sia condiviso da tutti gli appassionati di tartufi».
La prima domenica di novembre il “Circuito” approda a Montechiaro d’Asti con l’evento concentrato in un’unica giornata secondo un mix che mette insieme corteo storico e sketch comici, musica e altro ancora in una formula rinnovata spiega il sindaco Maurizio Marcanzin, che sottolinea come «vincente la definizione di un circuito che inglobi e metta in rete le cinque fiere del tartufo, per un’offerta che copre tutta la stagione del bianco, da ottobre a gennaio».
Quarta tappa – sempre nel primo weekend di novembre – a San Damiano d’Asti dove nei due giorni della Fiera spicca il “bosco in piazza”: fedele ricostruzione di un’area boschiva nel centro città dove vengono organizzati turni di cerca simulata del tartufo, per la gioia dei turisti.
«L’ingresso nel Circuito – sottolinea il sindaco Davide Migliasso – è per noi un onore e un onere, per un impegno crescente, indirizzato a valorizzare la bellezza e l’identità del grande patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico che disegna queste terre». Il Circuito si chiude a Murisengo che nelle domeniche 10 e 17 novembre celebra la sua definizione di “Terra del tartufo” con la formula dell’«essenziale di qualità».
A cominciare dalla selezione rigorosa dei tartufi a cura del Centro nazionale studi di Alba. E poi la tartufaia didattica per saperne di più sul Tuber magnatum pico. «Arricchiamo l’offerta in preparazione dell’edizione 2025 che si fregerà della qualifica di fiera internazionale del tartufo bianco – dice il sindaco Giovanni Baroero –e dell’esordio a giugno della prima fiera nazionale del tartufo nero, per valorizzare i tesori delle nostre terre».
IL TRANSITO attraverso le ALPI e’ VITALE per TORINO e per il PAESE ma negli ultimi 25 anni il sistema politico e economico piemontese lo ha dimenticato e noi ne paghiamo le conseguenze con la diminuzione della crescita economica e del benessere in particolare per i giovani ,per i precari e per i senza lavoro.
Caro Direttore,
L’altro ieri anche se con un ritardo di 20 anni, si è tenuto al Politecnico un importante Convegno organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Torino, sui collegamenti attraverso le Alpi. Noi sovente diciamo che i migliori politici (Cavour e Degasperi) avevano tante qualità ma la più importante era la VISION sul futuro del nostro Paese. Ma per avere una VISION e’ essenziale conoscere come sta il Paese e capire in anticipo i problemi che si possono generare. Dell’attraversamento delle Alpi Cavour ne parla al Re nel suo primo appunto. Nel 1857 il piccolo Stato Sabaudo approva il progetto del primo Traforo alpino. Negli anni 50 nel secondo dopoguerra mentre si dà il via alla Autostrada del Sole si avviano i lavori per la costruzione del Traforo autostradale del Bianco. Se non esporta l’Italia cresce di meno e ne paga le conseguenze il benessere delle famiglie. Le Alpi per noi sono come i polmoni. E invece…
Nel 1994 la UE lancia il programma delle Nuove Reti di Trasporto che volevano unire tutto il mercato europeo su rotaia per diminuire traffico sulle strade, inquinamento e incidenti stradali. A oggi ne sono stati costruiti solo un quarto.
Premesso che la prima grande lezione di trasporti me la diede mio padre che quando a dieci anni gli chiesi della coda dei camion sulla via Emilia, mi rispose:” Mino se girano i camion gira l’economia”. Sono convinto che molti laureati non hanno questa concezione che i trasporti fanno girare l’economia, il lavoro e il benessere.
L’altro ieri nel Convegno e’ stato confermato che al crescere del PIL dell’1% i trasporti crescono di 1,5. Questo dato richiede che le nuove infrastrutture si debbono costruire prima che la economia cresca. Invece No. Anche a causa dei NO e anche a causa della incompetenza di chi vi è preposto. Per oltre 10 anni in Piemonte si è discusso sulla TAV, su alcuni giornali i NOTAV avevano più spazio anche perché il primo progetto era molto impattante. Dopo gli scontri di Venaus , il Governo Berlusconi istituisce l’Osservatorio che coinvolgeva tutte le Amministrazioni Comunali. Grande merito di Mario VIRANO fu la modifica al progetto che divenne molto ma molto meno impattante. Virano illustro’ il progetto al Ministro Matteoli e al sottoscritto in Prefettura a Torino. Visti i continui assalti ai carotaggi il Governo Berlusconi nel 2011 fa approvare la norma con la quale si poteva costruire la galleria di sicurezza di Chiomonte , difendendo il cantiere con le forze dell’ordine. I Notav continuavano a imperversare utilizzando anche l gruppi violenti di Askatasuna per assaltare ogni tanto il cantiere. I lavori procedevano lentamente così nel 2018 con la vittoria elettorale dei cinque stelle e la costituzione del governo gialloverde in Parlamento c’era una maggioranza che poteva revocare la approvazione della TAV. Solo la nostra Grande Manifestazione di Piazza Castello che organizzai con le madamin il 10.11.2018 fece cambiare idea a Salvini così il 7.8.2019 il Senato bocciava a stragrande maggioranza la Mozione NOTAV. Ma da allora i lavora hanno subito stop (dal governo giallorosso) e andamento lento dopo.

Non aver previsto per tempo che ai 50 anni (2015) il Traforo del Bianco doveva avere lavori straordinari e’ stata una grave colpa degli amministratori e dei tecnici , ingegneri o geologi. Così dopo quasi 60 anni dalla inaugurazione i lavori alla galleria del Bianco sono iniziati con una interruzione di tre mesi ogni fine anno. Ma qui succede l’ imponderabile a settembre del 2023 una frana dalla parte francese blocca anche la vecchia ferrovia di Cavour. Eppure il volume delle merci che passano dal versante francese che negli anni 80 erano 16 milioni nel frattempo e’ cresciuto a 43 milioni come si vede dalla tabella che allego ma che avevo reso nota già nel 2011 quando da Sottosegretario ai trasporti presiedevo la Consulta nazionale dei trasporti e della logistica.
Così da un anno le merci in partenza per la Francia su treno debbono passare dalla Svizzera e di lì verso la Francia. L’unica cosa positiva la fece il Governo, di cui ho l’onore di aver fatto parte, che nel 2009 autorizzò la costruzione della seconda canna di sicurezza al traforo autostradale del Frejus e così tra qualche mese al traforo non vi saranno più code e il traffico sarà più fluido. Nella attesa che si terminino i lavori di costruzione della TAV. la TAV porterà oltre un milione di turisti stranieri in più all’anno e aumenterà il trasporto merci su rotaia e la logistica. A proposito di danni per il mancato sviluppo concludo ricordando a chi ha raggiunto la terza età che i ritardi nella costruzione della TAV li paghiamo 3 volte, con l’aumento dell’inquinamento , con la perdita dello sviluppo che avremmo potuto avere e terzo rischiamo di non aver la soddisfazione di vedere l’opera del secolo finita e di poter andare a Parigi, Londra o Budapest …. Peggio va per chi cerca un posto di lavoro e dovrà ancora aspettare… A chi chiederemo i danni? Ai francesi? Ai Notav e a chi li ha appoggiati ?
Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO
BARTOLI, PRESIDENTE COMMISSIONE AMBIENTE: “SVILUPPO E NECESSITA’ DEI NOSTRI GIORNI SI POSSONO CONIUGARE CON IL RISPETTO AMBIENTALE”
È una moto elettrica rivoluzionaria, made in Italy e made in Canavese: il suo nome è “Lignea”. Ha un telaio in legno proveniente da selvicoltura 100% sostenibile. A emissioni Zero è completamente green e innovativa. Il suo ideatore è Diego Alfani di Castellamonte.
“Lignea” è stata presentata a Environment Park, il Parco Tecnologico di Torino attivo da oltre 20 anni sull’innovazione ambientale, diventato punto riferimento per Pubbliche Amministrazioni e imprese nei loro percorsi di sostenibilità.

Alfani ha presentato la moto al presidente di Environment Park Giacomo Portas. Erano presenti li presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale Sergio Bartoli e il capogruppo della Lista Cirio a Palazzo Lascaris Silvio Magliano.
“Il parco tecnologico di Torino – ha commentato Bartoli – è una delle eccellenze del Piemonte, su cui la Regione investe nel campo dell’innovazione ambientale. Environment Park è il luogo dell’innovazione per eccellenza: oltre a Lignea ho potuto provare e visionare l’auto a idrogeno, altro esempio di come lo sviluppo e le necessità dei nostri giorni si possono coniugare con il rispetto dell’ambiente”
A proposito di “Lignea” è stato possibile realizzare la brillante idea imprenditoriale anche grazie al sostegno della Regione Piemonte e del progetto Mip che hanno condotto la moto alla stesura di un Business Plan completo e poi riconosciuto da Città Metropolitana. Un lavoro che è stato anche premiato nel 2022 dall’assessore regionale all’istruzione ed al lavoro Elena Chiorino.

Il percorso di “Lignea” è proseguito con la registrazione del marchio e il deposito di un primo brevetto nazionale, seguito poi da un secondo brevetto di design su tutto il territorio europeo. Così “Lignea” e’ diventata StartUp innovativa, condizione d’eccellenza per le nuove imprese nascenti, fino al prestigioso e ambizioso traguardo dell’ omologazione europea, raggiunto con la collaborazione di Tuv Rheinland di Milano, nel maggio 2024.
Dal 18 al 21 settembre va in scena l’evento finale del progetto Life PrepAir, dopo sette anni di lavori
Quattro giorni ricchi di eventi per riflettere assieme sul tema della qualità dell’aria nel bacino padano. Da mercoledì 18 a sabato 21 settembre, la Regione Piemonte ospita a Torino l’evento finale del progetto LIFE Prepair, dopo sette anni di lavori.
Di PrepAir fanno parte, tra i 18 partner italiani e sloveni, tutte e cinque le Regioni del bacino padano e la Provincia di Trento. E’ questo il principale palcoscenico su cui si sono attivate le numerose iniziative di progetto, dalla raccolta dei dati fino alle azioni di sensibilizzazione, da affiancare alle misure previste dai piani regionali per la qualità dell’aria e dall’Accordo di Bacino padano, per rafforzarne la sostenibilità e la durabilità dei risultati.
Le azioni di progetto hanno riguardato una pluralità di settori – agricoltura, combustione di biomasse per uso domestico, trasporto di merci e persone, consumi energetici – e lo sviluppo di strumenti comuni per il monitoraggio delle emissioni e per la valutazione della qualità dell’aria su tutta l’area di progetto.
Attraverso tavole rotonde, visite guidate, spettacoli teatrali, l’evento torinese ha lo scopo di sensibilizzare e stimolare la popolazione sui temi che riguardano la qualità dell’aria, e offrire un momento di incontro tra cittadini e istituzioni: restituendo risultati, stimoli, suggestioni e impegni scaturiti dal grande lavoro svolto nell’arco dei sette anni di progetto. Un lavoro che ha registrato una grande e costante collaborazione da parte dei vari soggetti coinvolti – Regioni padane in primis – riuscendo a stimolare in più occasioni l’azione governativa, e a coinvolgere nella riflessione la Commissione Europea.
Commissione che, presente alla conferenza, ne aprirà i lavori nel pomeriggio di mercoledì 18, quando i partner si riuniranno per relazionare sui risultati complessivi del progetto, approfondendo quel che è emerso dai vari “pilastri” su cui PrepAir si è basato (ovvero il lavoro su biomasse, agricoltura, energia, trasporti e comunicazione /coinvolgimento) prima di una tavola rotonda che ha lo scopo di approfondire il nuovo quadro di riferimento europeo in materia.
Dalla mattina di giovedì 19, per tre giorni, diversi luoghi della città ospiteranno poi gli eventi pubblici, ai quali si sono già registrate complessivamente oltre 500 persone. Giovedì mattina, una study visit al MAcA Museo “A come Ambiente”, dedicata alla Qualità dell’aria; nelle mattinate di giovedì e venerdì, lo spettacolo teatrale “C’è aria per te!” per le classi dell’istituto Comprensivo “Ugo Foscolo” di Torino. Quindi, all’interno di una tensostruttura itinerante che verrà allestita in tre parchi cittadini, si terranno cinque incontri pubblici dedicati ad altrettanti temi legati alla qualità dell’aria: Biomasse e qualità dell’aria nel pomeriggio di giovedì 19 presso il parco Pellerina, Agricoltura e qualità dell’aria nella mattinata di venerdì 20 presso il parco Ruffini seguito nel pomeriggio da Energia e qualità dell’aria, infine sabato 21 presso il Parco colonnetti ospiterà gli incontri I dati della qualità dell’aria e Trasporti e qualità dell’aria rispettivamente la mattina e il pomeriggio.
Per informazioni e per il programma completo degli eventi https://www.lifeprepair.eu/index.php/torino2024/
L’incontro ha rappresentato anche un importante momento per riaffermare la disponibilità ad organizzare nuove iniziative congiunte su temi rilevanti per il territorio e per la categoria, tra cui il fenomeno del sovraindebitamento, la promozione della legalità e la partecipazione attiva all’Osservatorio regionale sull’usura.
Durante l’incontro, entrambi i presidenti hanno sottolineato l’importanza di queste tematiche, impegnandosi a promuovere un dialogo costruttivo e a organizzare convegni e dibattiti pubblici per sensibilizzare l’opinione pubblica.
“La sinergia tra istituzioni pubbliche e professionisti è fondamentale per affrontare con successo le sfide che il nostro territorio si trova ad affrontare, specialmente in momenti di difficoltà economica come quelli attuali”, ha aggiunto Nicco.
“Mettiamo a disposizione le nostre competenze per azioni di contrasto all’usura e al sovraindebitamento, nonché nella promozione della legalità economica e fiscale. Il Consiglio regionale resta un interlocutore privilegiato, ancor di più perché il presidente Nicco è uno della categoria, un commercialista come noi” ha sottolineato Asvisio.