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Volontari in festa all’Open day

volontari1volontari2Particolarmente riuscita la presentazione ai cittadini delle attività associative torinesi, con la presenza di decine di stand

 

Successo di partecipanti alle numerose manifestazioni svoltesi in Piemonte, in occasione dell’Open Day del volontariato regionale. Sono in tutto circa 3000 le realtà del settore che operano nella nostra regione. Particolarmente riuscita la presentazione ai cittadini delle attività associative torinesi, con la presenza di decine di stand, domenica, in piazza San Carlo (nelle foto).

 

“Il volontariato – ha affermato l’assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari  – rappresenta una grande risorsa non soltanto per il Piemonte, ma per l’intero Paese. Nella nostra Regione operano 3.000 Associazioni delle quali fanno parte 500.000 volontari impegnati in settori diversi, dal socio-assistenziale, all’ambiente, dai beni culturali alla protezione civile, dalla sanità allo sport”. “La nuova modalità organizzativa scelta quest’anno per la Giornata regionale del volontariato – ha proseguito Ferrari – non si limiterà ad un convegno nella città di Torino, ma si estenderà a tutto il territorio piemontese, consentendo così il coinvolgimento delle associazioni presenti e attive nelle diverse realtà che potranno presentare i servizi e le attività ai cittadini” . “Lo scopo della Giornata regionale del Volontariato – ha continuato l’assessore – è quello di dare a tutte le Associazioni che, quotidianamente, si impegnano ad erogare prestazioni sotto forma di servizi e consulenza ai cittadini, un’opportunità di promozione e di ricerca di nuovi volontari e di consentire ad esse di coinvolgere, maggiormente, gli Amministratori locali nelle diverse attività”

 

(Foto: il Torinese)

Don Imad prega per il suo popolo

IRAQ ESODO 2Iraq esodoIl prete caldeo cattolico di 36 anni, parla al telefono con amici iracheni del Kurdistan. Nato a Dohuk,città della regione curda (diocesi di Zakho), trasformata, a causa dell’Isis, in un immenso campo profughi, è ospite di una parrocchia di Moncalieri. L’esodo dei cristiani dall’Iraq e dal Medio Oriente è al centro delle preoccupazioni della chiesa irachena. Il rischio di abbandonare del tutto il Paese è concreto e serio

 

“Se l’Isis avesse puntato direttamente sulla capitale invece di concentrarsi a nord,forse le mura di Baghdad non avrebbero retto alle torri di assedio del Califfo e chissà con quali conseguenze sull’Iraq e sugli equilibri della regione mediorientale. C’è mancato davvero poco e ora saremmo qui a raccontare un’altra storia. Posso dire che siamo stati fortunati pur nella tragedia infinita che vive il mio Paese”. E’ preoccupato ma non teme per il futuro Imad Gargees, prete caldeo cattolico di 36 anni, al telefono con amici iracheni del Kurdistan. Nato a Dohuk,città della regione curda (diocesi di Zakho),trasformata, a causa dell’Isis, in un immenso campo profughi, Imad è ospite di una parrocchia di Moncalieri. 

 

E’ lontano dalla tragedia del suo popolo ma la segue costantemente e presto tornerà nella sua terra,appena completerà gli studi di Diritto canonico per le chiese orientali a Roma. A Dohuk,un’ora e mezza di auto da Erbil,capoluogo del Kurdistan,è un brulicare di gente disperata,fuggita dagli orrori di Mosul e dai villaggi della Piana di Ninive,in cui detta legge l’esercito del conquistatore,il califfo Abu Bakr al Baghdadi. “Mosul è una città chiusa,isolata dal mondo,in cui regna il terrore,Dio solo sa quel che sta accadendo nella seconda città dell’Iraq,quasi due milioni di abitanti,molti dei quali sono fuggiti in tempo mentre tanti altri non ce l’hanno fatta e sono ora sottoposti alle dure e barbare norme imposte dal califfato”.La travolgente avanzata dell’Is,lo“Stato islamico”creato in poche settimane a cavallo tra Siria e Iraq da Al Baghdadi,ha travolto città e villaggi e da un giorno all’altro oltre 120.000 cristiani sono stati costretti a fuggire senza niente in mano,lasciando la casa e i loro beni.

 

“Un fiume umano che si è riversato sulle città di Erbil,Suleymaniye e Dohuk,gente stravolta e terrorizzata ma viva,racconta Imad, che ora ha bisogno di tutto. Sono stati accolti nelle case dei parenti,nelle chiese e nelle scuole mentre i meno fortunati hanno trovato rifugio nei giardini pubblici,sotto gli alberi o vicino al deserto”. Dalla pianura di Ninive filtra per fortuna anche qualche buona notizia. Alcuni villaggi cristiani occupati dai fondamentalisti islamici sono stati liberati dai peshmerga,i combattenti curdi,con l’appoggio dell’aviazione americana e irachena ma finora solo ad Alqosh hanno potuto rientrare alcune famiglie di cristiani siriaci.

 

L’esodo dei cristiani dall’Iraq e dal Medio Oriente è al centro delle preoccupazioni della chiesa irachena. Il rischio di abbandonare del tutto il Paese è concreto e serio. “Se lasciamo l’Iraq saremo tagliati fuori per sempre dalle nostre origini e dalla nostra storia,osserva don Imad,eravamo più di un milione prima della guerra del 2003 e ora siamo meno di 300.000.Noi cristiani rischiamo di sparire dall’Iraq,come sono spariti gli ultimi ebrei negli anni Settanta”. Come fermare l’esodo dei cristiani di fronte all’avanzata dell’integralismo islamico? Imad risponde con ottimismo: “non credo che il califfato durerà molto tempo e i territori occupati verranno liberati anche se il post califfato sarà tutto da costruire. Il “califfo” farà prima o poi la fine di Bin Laden,sarà costretto a nascondersi in qualche grotta e poi sarà scovato. La soluzione deve venire dai Paesi arabi le cui autorità dovrebbero controllare capillarmente le moschee e ciò che gli imam predicano nei luoghi di culto.

 

Non basta aderire a parole alla Coalizione internazionale anti-Isis,e i Paesi arabi,alcuni dei quali sono responsabili di averlo finanziato e armato,devono inviare contingenti militari combattendo sul campo gli estremisti islamici. E’ necessario prendere le distanze,in modo chiaro,dai terroristi e denunciare apertamente i crimini dell’Isis. Solo così si volta pagina”. E’ giovane Imad,tutta una vita davanti e il sogno di vivere un giorno in un Kurdistan iracheno indipendente:“uno Stato vero,con una vera capitale,musulmani,cristiani e yazidi insieme per ristabilire una coesistenza pacifica”.Il ritorno alla normalità diventa difficile anche nel Kurdistan dove i profughi cristiani rischiano quest’anno di non frequentare le scuole trasformate d’urgenza in centri di accoglienza e soccorso. Centinaia di scuole tra Erbil,Zakho e Ankawa ospitano chi è fuggito da Mosul e dintorni e sono tutte piene di sfollati.
          

Filippo Re

Caregiver non si nasce ma si diventa!

parkinsonL’Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte Onlus e l’Associazione Italiana Parkinsoniani – Sezione di Torino sono nate con lo scopo di supportare i malati ed i loro famigliari nell’affrontare i problemi connessi alla malattia. Con l’obiettivo di migliorare la “Qualità della Vita”

 

In Piemonte i malati di Parkinson si stimano in circa 20.000. In Torino e prima cintura si calcolano oltre alle 5000 unità.

 

 Ad essi si dedicano l’Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte Onlus e l’Associazione Italiana Parkinsoniani – Sezione di Torino, associazioni di volontariato nate con lo scopo di supportare i malati ed i loro famigliari nell’affrontare i problemi connessi alla malattia. Con l’obiettivo di migliorare “Qualità della Vita” dei malati e delle loro famiglie, si occupano di divulgare informazioni medico scientifiche, indicare le strategie più efficaci su come convivere al meglio con la malattia, essere punto di riferimento relativamente a problematiche non strettamente di carattere clinico (dieta, la fisioterapia, la logopedia ed il sostegno psicologico,..), sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di ricercare più efficaci mezzi di cura e raccogliere fondi per programmi medico-scientifici di ricerca.

 

Queste Associazioni, da sempre attente ai bisogni dei malati e dei loro familiari, hanno deciso di proporre, in collaborazione con le Biblioteche Civiche torinesi e grazie ad un finanziamento della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus, la seconda edizione di un’iniziativa che nel 2012-2013 ha riscosso un grande interesse ed apprezzamento: un percorso di formazione per  “Caregiver”, termine inglese usato per identificare coloro che si occupano di offrire cure ed assistenza ad un’altra persona.

 

Come indicato nella locandina, tale evento prevede un percorso condotto da Psicologhe composto da 8 incontri che affrontano aspetti di particolare rilevanza per il caregiver e 8 conferenze monotematiche, in alternanza con gli altri incontri precedenti, in cui esperti nelle varie discipline approfondiranno aspetti specifici della gestione della malattia di Parkinson.

 

Tutti gli incontri si svolgono di sabato mattina presso la sala conferenze della Biblioteca Civica “Villa Amoretti” (c.so Orbassano 200,. Torino) dalle 10 alle 12.30, con coffe break offerto e un servizio comune di assistenza ai malati a disposizione in particolare per i non autosufficienti.

 

La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti i cittadini interessati; a causa del numero limitato di posti disponibili, è richiesta l’iscrizione tramite il Numero Verde (800-884422) o la Segreteria dell’Associazione (011-3119392, info@parkinsoninpiemonte.it).

 

 Per maggiori informazioni: www.parkinsoninpiemonte.it, 011-3119392 (Segreteria lun-ven 9-13), 800-884422 (Numero Verde “Accanto” mart-ven 15-18).

 

 

 

 

 

 

 

Giampiero Leo: “La famiglia, una ricchezza”

leo famiglialeoLa Giornata per la Famiglia promossa dal Forum delle Associazioni Familiari, si terrà domenica in Piazza Carlo Alberto

 

 

Giampiero Leo (nella foto) è uno degli organizzatori della Giornata per la Famiglia promossa dal Forum delle Associazioni Familiari, che si terrà domenica 28 settembre 2014, dalle ore 10 alle 17, in Piazza Carlo Alberto, col titolo “La Famiglia Alleanza fra generazioni Ricchezza per la nostra città”. Lo abbiamo intervistato.

 

Per quale motivo organizzare una giornata per sensibilizzare la collettività sul tema della famiglia?

Perché noi crediamo che la famiglia sia veramente una delle cellule fondamentali della società e, se si deteriora questa cellula, non può che risentirne l’organismo sociale intero. Questa valenza della famiglia esiste da sempre ma, oggi, in una società parcellizzata, disarticolata e individualista come questa (non a caso i sociologi la definiscono società liquida, e parlano di coriandolizzazione della società), la sua funzione è fondamentale come non mai.

 

E quindi per aiutare la famiglia cosa ritenete si debba fare?

Si potrebbe e dovrebbe fare molto di più di quanto non si fa attualmente in Italia. Per esempio sarebbe importante concepire un fisco a misura di famiglia, e organizzare un po’ tutte le attività della comunità tenendo conto del fatto che gli individui vivono meglio e sono più utili alla società se aggregati e quindi solidali fra loro, il tutto ovviamente con una particolare attenzione ai figli. Quindi, sia a livello statale che a livello locale, sono moltissime le cose che una amministrazione può fare per favorire la creazione e la crescita di famiglie “sane”.

 

 Nelle amministrazioni locali è già stato fatto qualcosa?

Certamente sì, possiamo citare le politiche sociali, gli asili nido, le scuole dell’infanzia, ed altri vari tipi di servizi. Anche la Regione ha tenuto in conto sovente la famiglia, proprio come entità: per esempio, quando come Assessore e Amministratore mi ero battuto e avevo ottenuto che per molti provvedimenti regionali (come il buono scuola) si ragionasse utilizzando il quoziente famiglia. Però quello che c’è ancora da fare è moltissimo, e obiettivamente siamo molto indietro rispetto ai maggiori paesi europei.

 

Come mai questa “arretratezza” dell’Italia nel considerare e valorizzare il ruolo della famiglia?

Anche se ciò può sembrare paradossale in un paese che si dice cattolico (ma in realtà la presenza e la cultura cattolica sono ormai largamente minoritarie), quasi tutte le proposte a favore di politiche familiari – dagli Enti Locali, alle Regioni, al Parlamento Nazionale – hanno trovato forti ostacoli in una cultura che potremmo definire, pur con una certa approssimazione, “di sinistra laicista”. In Consiglio Regionale, per esempio, non si è finora riusciti ad approvare una legge complessiva e organica per la famiglia, perché in passato ampi settori della Sinistra su questo hanno posto sostanzialmente un veto.

 

E ora come contate di andare avanti?

Appunto questa e molte altre iniziative, anche più minute, di formazione e di sostegno, sono importantissime. Prosegue intanto il dialogo con le istituzioni ed è doveroso dire che sia il Sindaco, l’Onorevole Fassino, sia il Presidente della Regione, l’Onorevole Chiamparino, hanno dimostrato una apertura e una volontà di dialogo effettivamente seria, aperta e concreta. In ogni caso, anche se la difesa della famiglia è un interesse oggettivo e un bene per tutta la società, e non solo per il mondo cattolico, condivido e ammiro la “sveglia” che Papa Francesco ha dato ai cattolici italiani, col suo discorso del 31 luglio, nel quale ha stigmatizzato il fatto che moltissimi fedeli sono come quel sale evangelico che ha perso il sapore e quindi non sala più la terra. Quindi… A buon intenditor…

 

Claudia Caci

 

Scatti torinesi sul mondo

Destinazione Corea del Sud, dove le immagini saranno esposte (fino al 19 ottobre) alla Mostra Biennale Daegu Photo, la più importante e prestigiosa vetrina della fotografia in Asia

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Viaggiano e arrivano lontano le immagini dell’artista torinese Pierluigi Fresia. Destinazione Corea del Sud, dove saranno esposte (fino al 19 ottobre) alla Mostra Biennale Daegu Photo, la più importante e prestigiosa vetrina della fotografia in Asia.  Daegu oltre ad essere la quarta città più importante del sud Corea è anche la sede di questo festival internazionale nato per promuovere l’arte ed offrire ai grandi fotografi un’opportunità oltremare, tenendo sempre la porta aperta alle innovazioni artistiche più interessanti.

 

Quest’anno l’Italia è il paese ospite, la Galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze, l’Istituto Italiano di Cultura di Seoul insieme al curatore Elio Grazioli hanno scelto 14 artisti italiani, tra i quali Pierluigi Fresia, per portare alto il nostro vessillo alla biennale più importante di quell’area di mondo nella sezione intitolata  “An Italian Look”. Dunque un importante riconoscimento del suo lavoro e 5 bellissime  immagini in mostra, che ben raccontano la sua arte e il suo sentire. Fresia è un artista poliedrico. Passa agevolmente dalla pittura alla fotografia, alle installazioni e le sue  opere fanno parte di diverse collezioni di arte contemporanea, fondazioni e musei, tra i quali la GAM di Torino.

 

La sua inconfondibile cifra stilistica è il connubio di immagini e  parole, su sfondi spesso spogli in cui  l’essere umano è grande assente. Valli, campi immersi  nella nebbia o ammantati  di brina, fitte radure scure e cumuli di tronchi  secchi sono abbinati a poche, incisive, parole (in inglese o italiano), con caratteri e dimensioni differenti per definire (o sfumare) concetti non necessariamente legati all’immagine che l’obiettivo coglie. Lui non spiega (le sue non sono didascalie) ma dà l’avvio a una narrazione che è nell’occhio e nella sensibilità di chi guarda; restare indifferenti è praticamente impossibile.

 

Aria da eterno ragazzino ma con uno sguardo lungimirante sulla vita e sul mondo, insegue libertà di pensiero e visioni, cavalcando l’amata moto mentre il resto del mondo ancora dorme, o in ore e con tagli di luce che solo lui sa intuire. E via, alla ricerca dell’attimo da fermare, mentre sul taccuino scorrono appunti, una parola, un pensiero, un riferimento che gli arrivano dal profondo.

 

«Non mi aspettavo di essere tra gli ambasciatori italiani in un altro continente. Certo per me è un  grandissimo onore perché noi 14 rappresentiamo l’Italia nell’importante vetrina asiatica».

-La fotografia per  te cosa rappresenta?

«Un mezzo per catturare ed esprimere qualcosa che è presente e corrisponde a quello che ho dentro, legato a sensazioni, emozioni. Lo riconosco e la fotografia  ne è testimone. Ma non immortalo l’attualità o gli eventi».

 

-Artista a tutto campo, dalla pittura alla fotografia: come vivi i tuoi diversi lati artistici?

«Vengo dalla pittura e la foto è un altro modo di esprimere immagini  che devono passare per l’anima. Basta guardarmi dentro: li vivo ma non ci faccio caso. Sono metodi e tecniche diversi, utili a costruire qualcosa».

 

-Perché nelle tue immagini non ci sono gli esseri umani?

«Semplicemente non mi sembrano necessari, a meno che non diventino simbolici, però è raro; mentre a volte ci sono degli animali».

 

-Come descriveresti le tue foto?

«Mi stupisce sempre che siano  indicate come foto, io le considero opere d’arte che prescindono dalla tecnica usata. La vera fotografia è un’altra cosa; io  uso la fotografia come mezzo».

 

-Come insegui le tue foto?

«Parto all’alba o in momenti particolari, perché mi sembra che quello sia l’attimo giusto per andare a catturare qualcosa; come se sapessi che c’è, anche se non è detto che  poi  avvenga».

 

Come abbini parole e immagini?

«Le due cose  non sono complementari, ognuna va per la sua strada; più sono distanti e più mi interessa la connessione paradossale. In certi momenti alcune parole assumono una loro forza che diventa così grande che non posso liberarmene, se non nelle foto, con poche, brevi frasi».

 

-I tuoi  progetti  futuri?

«In ottobre farò una mostra personale dal titolo “Questa reciproca ignoranza”, in Emilia  a Fiorenzuola, in occasione  di PHOTO 14  Rassegna di Cinema e Fotografia. Il titolo della mostra è nato da un dialogo con mio figlio adolescente. Mi sono reso conto di come il rapporto genitori-figli sia un guardarsi senza conoscersi; di ignoranza reciproca, ma colma di un amore immenso  che sfida ogni  cosa e assume grande significato».

 

Laura Goria

Il cuore intelligente di Paideia

paideiaNei cinque giorni di Torino Spiritualità gli operatori e i volontari di Fondazione Paideia saranno presenti sui luoghi dei principali appuntamenti con stand informativi e di raccolta fondi a sostegno dei progetti in corso

 

Anche Fondazione Paideia prenderà parte alla 10^ edizione di Torino Spiritualità, in programma dal 24 al 28 settembre 2014. Il Festival, che quest’anno affronta la tematica del Cuore Intelligente, andrà alla ricerca del significato più profondo del nostro essere e del nostro tempo e lo farà insieme a Paideia, partner sociale della manifestazione.

 

Nei cinque giorni di Torino Spiritualità gli operatori e i volontari di Fondazione Paideia saranno presenti sui luoghi dei principali appuntamenti con stand informativi e di raccolta fondi a sostegno dei progetti in corso e verrà inoltre data l’opportunità di scegliere un regalo solidale per sostenere i progetti della Fondazione.

 

Per l’occasione, infatti, l’Antica Erboristeria della Consolata ha creato l’infuso del cuore, una speciale selezione di erbe a base di melissa, verbena, aneto, scorze d’arancia, disponibile in tutti gli stand a fronte di una donazione a offerta libera a partire da 5 Euro, il cui ricavato sarà utilizzato per aiutare le famiglie e i bambini in difficoltà che Paideia incontra ogni giorno.

Andar per funghi tra Po e collina

FUNGHIE’ possibile ottenere il titolo di autorizzazione alla raccolta dei funghi in Piemonte anche con il versamento agli enti parco regionali. Il Parco del Po e Collina Torinese si è attivato per raccogliere direttamente i versamenti

 

Una modifica alla Legge Regionale  sulla raccolta dei funghi prevede la possibilità di ottenere il titolo di autorizzazione alla raccolta dei funghi in Piemonte anche con il versamento agli enti parco regionali. Il Parco del Po e Collina Torinese si è attivato per raccogliere direttamente i versamenti. Il versamento sarà valido su tutto il territorio regionale, ed è possibile effettuarlo all’Ente Parco o recandosi presso una della sedi dell’Ente a Castagneto o a Moncalieri Vallere, oppure effettuando un bonifico sul conto IT09P0200820097000003030469 e indicando nella causale di versamento “raccolta funghi anno 2014 (o altre annualità)” per un valore di 30 € o “raccolta funghi anni 2014/15” versando 60 € o “raccolta funghi anni 2014/16 ” versando 90 € nonché data di nascita e residenza del pagante. Si ricorda che il versamento è strettamente personale, durante la ricerca dei funghi, sarà necessario avere con sé la ricevuta di versamento accompagnata da un documento di riconoscimento.

 

Info: http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/funghi.htm http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/faq.htm.; tel. 01164880164 vigilanza.parcopotorinese@inrete.it.

 

(www.regione.piemonte.it)

Cerutti, Rom: presto il tavolo regionale

Per la prima volta la  Regione si è unita a una discussione costruttiva che ha l’obiettivo di  affrontare temi relativi ai Rom/Sinti presenti nel Torinese insieme ai soggetti  del privato sociale e del mondo ecclesiale

 

cerutti

L’assessora all’Immigrazione, Monica Cerutti, convocherà entro metà ottobre  il tavolo regionale sulla questione Rom. Partecipando l’11 settembre alla  riunione su questa tematica promossa dall’Ufficio Pastorale Migranti e  dall’arcivescovo di Torino, Cerutti ha dichiarato che “per la prima volta la  Regione si è unita a una discussione costruttiva che ha l’obiettivo di  affrontare temi relativi ai Rom/Sinti presenti nel Torinese insieme ai soggetti  del privato sociale e del mondo ecclesiale. Il tema è complesso, ma è anche uno  di quelli sui quali il nostro Paese è stato richiamato ad agire dalla stessa  Comunità europea. La Regione deve assumere nuovamente il ruolo di coordinamento  e legislativo che ha avuto in passato, dare risposte concrete ai problemi,  studiare una nuova comunicazione che metta in risalto le esperienze positive,  affrontare i problemi della casa del lavoro, ma soprattutto impegnarsi sui  minori”.

 

Amici della scuola Leumann, tre giorni per ridare vita al cotonificio

leumannGiunta alla ventesima edizione la mostra-mercato che porta a Collegno oltre 80 artigiani della tessitura in arrivo dall’Italia e dall’estero

 

Torna a ripopolarsi di tessitori, a Collegno, da venerdì 26 a domenica 28 settembre, la ex fabbrica dello storico Villaggio Leumann, nato nella seconda metà dell’800 intorno alla fabbrica di tessitura del cotone. Come accade dal 1995 e quest’anno per la ventesima edizione, l’Associazione Amici della Scuola Leumann organizza la manifestazione Filo lungo filo, un nodo si farà, mostra-mercato di artigianato tessile, con oltre ottanta espositori provenienti da venti regioni d’Italia oltre che dall’Albania, la Francia, la Georgia caucasica, e la Svizzera.

 

L’evento è reso possibile grazie alla cessione degli spazi dall’azienda Diffusione Tessile operante nella zona ed è promosso in collaborazione con il Coordinamento Tessitori, con il patrocinio della Provincia di Torino e grazie al patrocinio e sostegno economico della Regione Piemonte, del Comune di Collegno e della Camera di Commercio di Torino.

 

L’inaugurazione è venerdì pomeriggio, alle 17, con un convegno dal titolo Il lavoro possibile dedicato ai diversi aspetti della lavorazione a mano del filo e ospitato negli spazi dell’Auditorium Arpino, in via Bussoleno 50 a Collegno. Modera Eva Basile, progettista tessile e presidente del Coordinamento Tessitori. La mostra-mercato apre i battenti sabato alle 15 in corso Francia 313 e sarà ospitata in una struttura allestita nel parcheggio, all’interno dell’ex cotonificio. Oltre all’esposizione e vendita, sono previste anche dimostrazioni pratiche e l’attivazione di laboratori dedicati ai bambini, sia sabato che domenica. Durante il corso della manifestazione sarà, inoltre, allestita una ricca serie di mostre. L’evento si conclude domenica pomeriggio con una sfilata di modelli prodotti dagli espositori e la consegna del premio Magda Cavallo allo stand più originale.

 

«Filo lungo filo, un nodo si farà – commenta Rosalbina Miglietti, presidente dell’Associazione Amici della Scuola Leumann – da un lato consente ogni anno di riportare la “tessitura” a Leumann mentre dall’altra è diventata un appuntamento importante per artigiani e studiosi dell’arte tessile. Non esiste un analogo appuntamento da altre parti d’Italia e d’Europa. Per questo man mano che passano le edizioni cresce il nostro impegno organizzativo. Perché siamo convinti che, oggi più che mai, sia importante tornare a riflettere sul tema del lavoro in tutti i suoi aspetti».

 

Per sostenere l’evento e l’edizione del 2015, saranno proposte a tutti i visitatori, con offerta libera, presine, spille, orecchini, portagioie, portachiavi, addirittura anelli, che riproducono le casette del Villaggio Leumann realizzate, come forma di sostegno e autofinanziamento, dalle donne del Social Crochet e del Social Knitting di Roberta Castiglione e la Lana d’Abruzzo.

 

La storia
Il Villaggio Leumann nasce dalla tessitura. Infatti qui nella seconda metà dell’800 venne impiantato un cotonificio ed intorno alla fabbrica nacque e si sviluppò il Villaggio. Cuore di questa realtà è quindi il lavoro, in particolare un’attività, la tessitura, che è antica quanto la storia degli uomini. Nel 1972 il Cotonificio Leumann chiude e si rompe definitivamente il legame Villaggio-tessitura che sopravvive solo nella memoria di chi qui era venuto a lavorare. Valorizzare il Villaggio Leumann come documento di assoluto valore dello sviluppo industriale nell’area torinese e ristabilire il legame tra lavoro-tessitura-villaggio sono stati propositi che l’Associazione Amici della Scuola Leumann si è imposta e che hanno trovato una fortunata realizzazione nella manifestazione Filo lungo filo, un nodo si farà. Nata nel 1995, si tiene ogni anno all’interno del Villaggio Leumann.

 

PER INFORMAZIONI 
Associazione Amici della Scuola Leumann tel. 3333923444 – 3497835948
www.villaggioleumann.it • info@villaggioleumann.it

Al Mauto l’arte si veste

E’ dall’incontro e dall’amore per i tessuti che si delinea un lavoro del tutto personale e riconoscibile che prende il nome di “Sculture Vestite”

 

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Il Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” di Torino è la location esclusiva che ospiterà fino a domenica 5 ottobre la mostra personale di Stefano Bressani, artista italiano e contemporaneo che si è distinto grazie a una visione e un modo del tutto innovativi di fare arte, “vestendo l’arte”. L’esposizione sarà curata da Carlotta Canton,direttrice artistica della storica Galleria d’arte contemporanea torinese, Davico Arte.

 

Dedicato alla storia dell’automobile, che è fatta essenzialmente di creatività, il Mauto è una realtà unica in Italia: la ristrutturazione architettonica del 2011 oggi completata da contenuti multimediali e interattivi e da una sezione dedicata interamente al design lo rende uno spazio nel quale estro creativo e innovazione convivono e crescono. In quest’ottica il museo rafforza il suo connubio con il mondo dell’arte, ospitando la mostra dell’artista pavese Stefano Bressani.

 

Il lavoro di questo artista, autodidatta di talento, è frutto di una continua ricerca e curiosità. Il connubio tra colori e nuovi piani prospettici, l’interesse per la “geometrizzazione” e la frammentazione delle immagini vengono riproposte nelle sue opere costantemente ma è dall’incontro e dall’amore per i tessuti che si delinea un lavoro del tutto personale e riconoscibile che prende il nome di “Sculture Vestite. Ideatore di una tecnica che rende unico e di grande riconoscibilità il suo operato, Bressani reinterpreta la realtà destrutturandola attraverso la scomposizione degli spazi per poi vestirla di una nuova visione.

 

Stefano Bressani espone in diversi contesti istituzionali del panorama Italiano e internazionale; attualmente presente a Venezia in una sede della Biennale presso lo Spazioporto (ex Chiesa di Santa Marta), in cui è stato invitato e scelto come artista interprete per l’evento internazionale intitolato The night of wonders, dedicato ai Pink Floyd. Tra le sue collaborazioni legate al mondo dell’automobile spiccano la Fondazione Piaggio di Pontedera e la mostra itinerante Contemporary art Meeting 500, dove con un’opera dedicata al mito della 500 e in onore ai 150 anni dell’Unità di Italia, percorre l’intera penisola.

 

La mostra, inserita nel regolare percorso di visita del museo, sarà aperta al pubblico secondo orari e modalità del Mauto. Ad accompagnare l’esposizione che si protrarrà sino al 5 ottobre, una videoproiezione curata dal video operatore Marco Sanna.

 

 

Mostra: “Sculture Vestite” di Stefano Bressani

info@stefanobressani.com, www.stefanobressani.com  

Curatore: Carlotta Canton

Organizzazione e ufficio stampa: B52Communication,  ufficiostampa@b52c.com; www.b52c.com

Luogo: Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli”, Corso Unità d’Italia 40, Torino, www.museoauto.it

Inaugurazione: 5 settembre 2014

Durata: 6 settembre – 5 ottobre 2014

Workshop con l’artista: Domenica 14 Settembre dalle ore 15:00 – 18:00

Orari: lunedì 10 -14, martedì 14-19, mercoledì-giovedì-domenica 10-19, venerdì-sabato 10-21

Costi: intero 8 euro, ridotto 6 euro, gratuito Abbonamento Musei Torino