ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 75

Corsi di formazione al Collegio Trevisio

“Il Collegio Trevisio di Casale Monferrato è un edificio del 1643, destinato all’insegnamento che negli ultimi anni era stato abbandonato, l’abbiamo avuto in comodato d’uso per 99 anni dall’Ente Trevisio con l’interessamento del Comune di Casale Monferrato e grazie all’importante e decisivo contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, abbiamo potuto realizzare il progetto presentato poi al Comune di Casale ed alla Sovrintendenza delle Belle Arti e avere il via libera per realizzare i lavori”. Alessandro Traverso, presidente di Foral in un incontro con gli organi di informazione che si è tenuto nella sede dell’ente formativo a Palazzo Pacto in Alessandria, ha così riassunto lo stato dell’arte dell’intervento su un immobile storico nel quale andranno a collocarsi i corsi che attualmente si tengono nella sede di piazza Baronino: Oss, parrucchieri e probabilmente anche termoidraulici. Lo stato dell’arte dei lavori ha visto il rifacimento dei tetti, è in corso l’intervento sull’impianto elettrico e a brevissimo inizierà la piastrellatura dei bagni. Traverso ha ringraziato poi la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e il suo presidente, notaio Luciano Mariano “per la grande sensibilità dimostrata che ci ha consentito con il contributo erogato di procedere alla progettazione ed accelerare tutto l’iter”.

Iren finanziata dalla Commissione Europea per due progetti innovativi

 

Il programma Horizon Europe supporterà i progetti ReBioCycle, per lo sviluppo di modelli innovativi di recupero delle bioplastiche ed EU-DREAM, per l’integrazione dell’IA nella domotica

– I progetti ReBioCycle e EU-DREAM, dei quali Iren è partner, sono stati selezionati dalla Commissione Europea, tra quelli che riceveranno un finanziamento dal programma Horizon Europe, in particolare per quanto riguarda gli ambiti della sostenibilità energetica e dell’economia circolare.

La cooperazione nell’ambito dei progetti europei consente al Gruppo Iren di stare costantemente al passo con le nuove tecnologie, attraverso un confronto con imprese e centri di ricerca e di eccellenza internazionali – dichiara Enrico Pochettino, Direttore Innovazione del Gruppo Iren -. La possibilità di co-sviluppare e sperimentare soluzioni innovative in gruppi interdisciplinari di respiro europeo arricchisce non solo l’esperienza di Iren, ma quella dell’intero sistema italiano, dando ulteriore credibilità al percorso di avvicinamento ai target di transizione energetica e di economia circolare”.

Un riconoscimento importante per il Gruppo, che si conferma così la multiutility italiana più attiva nel quadro dei progetti di innovazione europei: sono infatti oltre 30 i progetti che dal 2015 a oggi hanno ricevuto finanziamenti comunitari, 8 dei quali sono attualmente in corso a cui si aggiungono altri progetti nazionali e regionali.  Un ruolo importante che, attraverso una cooperazione internazionale con centri di eccellenza, consente di attrarre risorse in Italia, accelerando lo sviluppo e l’adozione di nuove tecnologie.

Nello specifico, il progetto ReBioCycle (Recycling bio-based plastics increasing sorting and recycled content (upcycling), che durerà 48 mesi, ha lo scopo di sviluppare modelli innovativi di riciclo per il recupero delle bioplastiche dai rifiuti e il loro riutilizzo, avvalendosi della cooperazione di 20 partner da 7 nazioni.

Il Gruppo Iren partecipa al progetto occupandosi dello sviluppo e test di un innovativo impianto di separazione delle bioplastiche dal flusso di rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata. L’attività sarà svolta nell’impianto di riciclo plastiche di Borgaro Torinese, dove selettori ottici, governati da algoritmi di intelligenza artificiale per il riconoscimento di immagini, controllano un braccio robotico per separare le bio-plastiche dagli altri rifiuti plastici, e avviarle poi al riciclo.

Il progetto EU-DREAM (Effective Uptake of Digital Services to Repower European Consumers and Communities as Active Participants in Energy Transition and Markets) ha invece l’obiettivo di sperimentare dispositivi – elettrodomestici, e strumenti di domotica – regolabili da remoto con algoritmi di intelligenza artificiale, al fine di massimizzare l’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili o facilitare l’immissione in rete delle stesse attraverso logiche di demand-response.

Il progetto durerà 42 mesi e vedrà l’allestimento di 6 Living Lab in altrettanti Paesi europei, finalizzati a tale attività. Il Gruppo Iren lavorerà principalmente sul Living Lab Italiano insieme a organismi di ricerca e università del territorio per realizzare un’area in cui testare elettrodomestici, colonnine di ricarica delle auto elettriche e impianti fotovoltaici, al fine di analizzare la loro flessibilità, interoperabilità, governabilità da remoto e usability per il consumatore.

Il finanziamento complessivo previsto per i due partenariati ammonta ad oltre 10 milioni di euro

Regime forfettario, quel che occorre sapere

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

È bene ricordare che l’accesso al regime forfettario è consentito unicamente a quei soggetti in possesso di particolari requisiti. Vi possono accedere indistintamente gli imprenditori ed i liberi professionisti. Questo particolare regime di vantaggio permette di usufruire di una tassazione sostitutiva a quella dell’Irpef e delle addizionali locali, che vengono applicate alle persone fisiche che esercitino l’attività di impresa, arte o professione in maniera abituale.

Il regime forfettario, in altre parole, è un regime fiscale di vantaggio, a cui possono accedere i titolari delle cosiddette partite Iva minori. Ad ogni modo questi soggetti hanno la possibilità di adottare il regime ordinario, con la conseguente applicazione dell’Iva.

A stabilire nel dettaglio quali siano i requisiti per poter accedere a questo particolare regime fiscale è l’articolo 1, comma 54 della Legge n. 190/14, modificato successivamente dalla Legge n. 197/22. Con riferimento all’anno precedente, i contribuenti, per poter accedere al regime forfetario, devono soddisfare i seguenti requisiti: i ricavi conseguiti o compensi percepiti, ragguagliati ad anno, devono essere inferiori a 85.000 euro; le spese per lavoro dipendente o assimilato devono essere inferiori a 20.000 euro lordi.

Sulla voce ricavi/compensi è necessario effettuare una precisazione: i compensi percepiti a titolo di diritto d’autore ai sensi dell’articolo 53, comma 2 lettera b) del TUIR concorrono alla soglia degli 85.000 euro. È bene sottolineare che questa condizione, sostanzialmente, sussiste nel caso in cui i diritti d’autore non sarebbero stati percepiti senza che il contribuente avesse svolto l’attività di lavoro autonomo. In questo caso è necessario prendere come riferimento quanto indicato all’interno della circolare n. 9/E/2019 dell’Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui il titolare di partita Iva stia esercitando più attività – utilizzando dei codici attività separati – è necessario prendere in considerazione la somma dei ricavi o dei compensi relativi a tutte le attività che vengono esercitate.

Per quanto riguarda, invece, le tipologie di lavoro che devono essere prese in considerazione nel conteggio dei ricavi/compensi, tra questi ci rientrano: il lavoro accessorio; il lavoro dipendente;rapporti di collaborazione; le somme corrisposte per le prestazioni di lavoro effettuate direttamente dall’imprenditore o dai suoi familiari.

A stabilire le cause di esclusione dal regime forfettario è l’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190/14, successivamente modificato dalla Legge n. 208/15 e dalla Legge n. 145/18. Stiamo parlando, in questo caso, di ragioni che determinano la fuoriuscita dal regime a partire dall’anno successivo rispetto a quello in cui le stesse si sono verificate.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Consumatori, Polliotto (Unc): “Pmi in crisi, ora c’è il concordato minore”

La Presidente del Comitato Regionale del Piemonte interviene su un tema di grande attualità illustrando le ultime novità normative.

La vostra impresa è in crisi a causa dei debiti accumulati? Il nuovo Codice della Crisi da poco entrato in vigore offre una risposta tramite il concordato minore. Si tratta di una procedurautile per ristrutturare, e quindi ridurre, i debiti dell’impresa tramite una proposta rivolta ai creditori. Lo rende noto l’Avvocato Patrizia Polliotto, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.

La proposta deve essere più conveniente dell’alternativa liquidatoria (ovvero della soddisfazione che i creditori otterrebbero in caso di liquidazione dell’impresa). Se vieneapprovata dalla maggioranza dei creditori ed è valutata come regolare dal Tribunale, i debiti sono ristrutturati in modo definitivo”, approfondisce la Presidente di Unc Piemonte.

Tramite il concordato minore è possibile ristrutturare anche i debiti tributari e previdenziali. Per accedere al concordato minore l’impresa deve soddisfare congiuntamente i seguenti requisiti; ricavi annui inferiori a euro 200.000 (euro duecentomila); attivo patrimoniale inferiore a euro 300.000 (euro trecentomila); debiti complessivamente inferiori a euro 500.000 (euro cinquecentomila).

Al concordato minore possono accedere le piccole imprese, anche se costituite in forma societaria (imprese individuali, imprese agricole, SNC, società in accomandita semplice e S.r.l.).L’Unione Nazionale Consumatori Piemonte propone un consulto iniziale gratuito, previo appuntamento, per valutare se l’impresa sovra-indebitata soddisfa i requisiti di fattibilità e di convenienza per il buon esito del concordato minore”, afferma il noto legale torinese.

Per poi specificare: “Per agevolare la rapidità e la correttezza della valutazione e della risposta, ai soggetti interessati, sarà richiesto di compilare un questionario e di presentare la seguente documentazione: ultime tre dichiarazioni IVA e dei redditi; registro dei beni ammortizzabili; elenco nominativo dei creditori, con l’indicazione dell’importo dei rispettivi crediti e di eventuali garanzie (ipoteche, fideiussioni…);situazione contabile aggiornata (ovvero un prospetto contabile o bilancio di verifica da domandare al proprio commercialista o consulente di riferimento. Qualora il concordato minore sia fattibile e conveniente, l’UNC Piemonte, a richiesta dell’imprenditore, può mettere a disposizione i suoi professionisti per portarlo a termine ed avviare la procedura.

Per informazioni è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello dell’Unione Nazionale Consumatori Piemonte, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Agricolus protagonista a Parlaconme

Agricolus, l’azienda  innovativa nel campo dell’agricoltura 4.0 con sede a Perugia protagonista della prossima puntata di Parlaconme, trasmissione ideata e condotta da Simona Riccio

Il 21 febbraio sarà protagonista della puntata “Parlaconme”, trasmissione ideata e condotta da Simona Riccio, l’azienda Agricolus, innovativa nel campo dell’agricoltura 4.0.

L’evento, imperdibile per gli appassionati del settore agricolo e delle tecnologie digitali, si terrà dalle 18 alle 19 e sarà trasmesso sul profilo Linkedin Top Voice e Facebook di Simona Riccio, oltre che sul canale You Tube di Parlaconme.

Agricolus si distingue per il suo impegno nel supportare tutti gli attori della filiera alimentare attraverso soluzioni digitali innovative. Fondata nel cuore verde dell’Italia, in Umbria, questa azienda nasce dalla passione dei suoi fondatori per il territorio e per chi lo coltiva, gli agricoltori.

La missione dell’azienda è quella di diffondere tecnologie all’avanguardia per affrontare le sfide sempre più complesse nel settore agricolo, tra cui il cambiamento climatico, le normative europee e l’aumento dei costi.

Durante la trasmissione verranno affrontati diversi temi di rilievo per il settore, tra cui larete AI4FARM, l’importanza del sistema di supporto alle decisioni ( DSS) per la difesa e ottimizzazione degli input, nonché il progetto con ESA per lo sviluppo di un sistema di supporto alle decisioni avanzato.

Tra gli ospiti della trasmissione rispettivamente la Communication Manager di Agricolus e la Project manager Valeria Moré e Camilla Bizzarri.

 

Mara Martellotta

Servizi digitali, accordo tra INPS Piemonte e Vol.To ETS

Due nuovi sportelli per assistere oltre 1500 cittadini 

 

È stato firmato l’accordo tra INPS Piemonte e Vol.To ETS per la presenza di due nuovi sportelli dedicati all’assistenza di oltre 1600 cittadini nei servizi digitali. Il rapporto della Commissione Europea “Digital Decade Report 2023” mette a fuoco lo stato della trasformazione digitale dell’Unione evidenziando che l’Italia sta rafforzando la qualità dei suoi servizi pubblici digitali. In tale ambito il nostro Paese, tuttavia, registra ancora risultati al di sotto della media europea, con un punteggio di 68, contro i 77/100 per i servizi digitali rivolti alla cittadinanza, e di 75 contro 84/100 per quelli dedicati alle imprese.

In questa direzione va una delle misure del PNRR, la M1C1/1.7.2,che ha l’obiettivo di colmare il divario evidenziato avviando una serie di punti di facilitazione digitale, al fine di portare almeno al 70% la percentuale di italiani che posseggano competenze digitali di base.

La Regione Piemonte, destinataria dei finanziamenti relativi a tale misura, ha promosso l’istituzione di 199 punti attraverso gli enti gestori dei servizi sociali e le città capoluogo di provincia. 30 sono presenti sulla Città di Torino, in prospettiva saranno 40, con l’ambizione di raggiungere oltre 36.000 tra cittadine e cittadini.Due di questi punti sono stati affidati a Volontariato Torino ETS – Vol.To situati in via Giolitti 21 e in corso Casale 56, e dovranno coinvolgere entro il 2025 poco più di 1600 utenti. I punti di facilitazione digitale offriranno assistenza nell’uso delle tecnologie attuali, quali app per smartphone e navigazione web. Diventa fondamentale familiarizzare con le tecnologie di utenti, insegnando loro ad attivare l’identità digitale per accedere comodamente da casa, in tutta sicurezza, ai servizi online della Pubblica Amministrazione, far conoscere il servizio online per scaricare documenti anagrafici, iscrivere i figli a scuola, vedere i voti sul registro elettronico, pagare il bollo auto, consultare la situazione pensionistica, rinnovare l’abbonamento ai trasporti pubblici, scoprire come utilizzare le tecnologie per conservare documenti e foto, usare programmi di scrittura e calcolo, inviare e ricevere email e videochiamate.

 

In questi centri si potranno ottenere anche istruzioni per utilizzare i servizi sanitari e sociali online e accedere ai servizi pubblici digitali. Per promuoverel’autoapprendimento sono disponibili sessioni educative e materiali multimediali quali infografiche, video e guide pratiche. In tale ambito si inserisce l’accordo siglato dalla Direzione Regionale INPS Piemonte con Vol.To, per contribuire al potenziamento della facilitazione digitale rivolta alla cittadinanza, con particolare attenzione ai servizi erogati dall’Istituto di Previdenza Sociale. La sinergia tra INPS Piemonte e Vol.To siesprime in una serie di iniziative congiunte che si articolano nello sviluppo e l’implementazione di un programma su misura curato da INPS e destinato al personale di Vol.To, che opera nel campo della facilitazione digitale, con focus sui servizi INPS digitali come l’App INPS Mobile, il portale My INPS e il sito www,inps.it; nella promozione congiunta dei punti di facilitazione digitale, nell’impegno da parte di Vol.To a diffondere materiale informativo sulle prestazioni erogate da INPS, e nell’organizzazione da parte di Vol.To di sessioni informative per il pubblico, volte a educare i cittadini sull’utilizzo degli strumenti digitali per accedere ai servizi INPS.

Per prenotare un appuntamento presso i due punti di facilitazione digitale di Vol.To, è possibile contattare il numero verde 800.590.003, disponibile il lunedì dalle 14 alle 18 e il mercoledì dalle 9.30 alle 13.30, o inviare una richiesta con una mail a sportellodigitale@volontariato.torino.it.

“Con la recente ratifica dell’accordo con l’INPS, riconosciamo e valorizziamo il ruolo essenziale del terzo settore nel contribuire al benessere collettivo – dichiara Luciano De Matteis, Presidente di Vol.To ETS – il volontariato agisce con sapere e sensibilità, essenziali per toccare la vita delle persone, in particolare quelle che vivono una condizione di vulnerabilità. Il nostro lavoro con l’INPS è orientato a combattere il “ digital divide”, fornendo assistenza e risorse che consentono a tutti, specialmente agli anziani, di navigare online con sicurezza e indipendenza. Questo sforzo congiunto è un salto qualitativo verso l’inclusione digitale, un passo che non solo apre una porta sulla modernità, ma si assicura che ognuno possa essere dotato degli strumenti necessari per un pieno inserimento nel tessuto civico e sociale. L’impegno condiviso con INPS simboleggia un ponte tra le capacità umane e le opportunità tecnologiche, ampliando l’accesso e la qualità del servizio aperto al pubblico”.

“L’accordo siglato oggi segna per INPS un passaggio importante – dichiara Filippo Bonanni, Direttore Regionale INPS Piemonte – inserito in un percorso che l’istituto ha intrapreso da tempo, con la realizzazione di un progetto più ampio nell’ambito del “digital divide” che abbiamo chiamato ‘Per non lasciare indietro nessuno’, illustrato nell’ottobre dello scorso anno in occasione della presentazione del bilancio sociale. L’obiettivo è quello di intervenire per colmare, almeno in parte, i gap culturali e comportamentali che rappresentano una barriera per i servizi telematici dedicati ai cittadini, includendo quella parte di cittadinanza che appare meno coinvolta, poiché l’inclusività è un problema di origine complessa e multifattoriale, e pensiamo sia necessario prevedere un coinvolgimento dei diversi attori del territorio che, in un’ottica di rete, costruiscano un percorso di ricerca e ascolto finalizzato all’esatta individuazione del target di riferimento, e nel rispetto delle peculiarità individuali pongano in essere azioni di costruzione e attivazione di una rete di prossimità. Lo specchio del progetto è finalizzato a attivare sinergie tra soggetti pubblici e privati e del terzo settore, già operanti sul territorio locale, perché possano diventare i primi nodi di una rete diffusa per il contrasto del “digital divide” e dell’isolamento sociale”.

 

Mara Martellotta

Financial Times e Cerved premiano ancora ‘uBrokerSpa’

L’impresa scala ulteriormente la classifica delle 1000 imprese europee a maggior tasso di crescita consolidando la propria affidabilità finanziaria e conferma il suo rating pubblico con Cerved.

uBroker’ fa il tris. Il marchio della multitility company italiana che per prima ha contribuito attivamente ad azzerate le bollette di luce e gas per privati e aziende, ha scalato ulteriormente posizioni nella lista delle 1000 aziende europee a maggior tasso di crescita stilata annualmente dal Financial Times in collaborazione con Statista.

La classifica FT1000, fra i massimi indicatori economici europei, tiene conto di imprese operanti in differenti settori che nell’ultimo triennio hanno saputo moltiplicare risultati, performances e investimenti, raggiungendo un livello di patrimonializzazione e solidità decisamente superiore alla media.

Per essere ammessi al ranking, infatti, oltre al fatturato, occorre dimostrare di possedere una tipologia di business scalabile e adatto all’internazionalizzazione, capacità di rispondere in misura innovativa alle esigenze tradizionali ed emergenti delle comunità, resilienza e modelli snelli di strutturazione interna.

Il rinomato organo d’informazione quotidiana internazionale prende in considerazione ed esamina, infatti, oltre 20.000.000 di aziende dell’area UE per selezionarne solo lo 0,005%: il vero fioreall’occhiello dell’economia europea. ‘uBroker Spa’, ideatore del progetto ZERO, proprio per il suo modello di business unico, si attesta ora alla posizione n° 443 (nel 2023 era al 487esimo posto).

Nel mentre, il rendimento assoluto dell’impresa che il 7 marzo scorso ha compiuto i primi 10 anni di attività ha raggiunto nel 2022 il 368,7% e quello composto il 67,4%, con un fatturato che passa da circa 28 milioni a più di 130 milioni.

A ciò si aggiunge anche la fiducia di ‘Cerved Rating Agency, l’agenzia di rating italiana specializzata nella valutazione del merito di credito delle imprese e nella valutazione della sostenibilità degli operatori economici, che ha riconfermato la Classe di Rating Pubblico B1.2, a riprova del grado di solidità crescente che l’azienda piemontese continua a maturare nel proprio percorso di sviluppo sostenibile.

In un frangente storico di transizione minato da riduzione del potere d’acquisto di singoli e famiglie, incremento dell’inflazione, aumento del caro vita e conflitti che disegnano scenari energetici mondiali difficili, crescere consapevolmente e in modo sostenibile è da sempre principio-cardine alla base dell’evoluzione costante di ‘uBroker Spa’. L’ennesima, gradita menzione da parte di realtà autorevoli e di primo piano come il ‘Financial Times’ è la riprova della correttezza di un percorsointrapreso su basi solide e rigorose che ci gratifica moltissimo, offrendoci nuovo slancio per

migliorare ulteriormente”, dichiara Cristiano Bilucaglia, Ceo e Presidente dell’impresa fondata con l’emiliano Fabio Spallanzani.

Lattenzione sempre maggiori di enti accreditati e stampa specializzata è il coronamento di una politica aziendale che punta tutto sugli utenti finali. A loro va il nostro grazie più grande peraverci scelto, sperimentato e consigliato a una platea sempre crescente. Parliamo di clienti soddisfatti che, in un momento di dichiarata difficoltà diffusa, vedono in noi la soluzione concreta per tutelare al meglio risparmio e budget senza rinunciare in alcun modo alle comodità quotidiane che derivano dall’impiego costante delle utilities” afferma entusiasta il Presidente di ‘uBroker Spa’.

Dal 9 aprile corso per aspiranti Guardie Ecologiche Volontarie

Inizierà il 9 aprile e durerà tre mesi il nuovo corso di formazione per le aspiranti Guardie Ecologiche Volontarie, organizzato dalla Città metropolitana di Torino. Le domande si partecipazione possono essere presentate sino al 31 marzo secondo le indicazioni contenute nel bando reperibile al link

http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/fauna-flora-parchi/parchi-aree-protette/gev/diventare-gev

Per informazioni si può anche scrivere a salaoperativagev@cittametropolitana.torino.it
Le lezioni si svolgeranno in parte a distanzae in partein presenza. Sarà possibile assistere alle lezioni in presenza all’Istituto Tecnico Industriale Statale Pininfarinaa Moncalieri. In alternativa sarà possibile assistere invideoconferenza sulla piattaforma Webex. La durata del corso è di 3 mesi, con 90 ore di lezioni, di cui50 teoriche a frequenza bisettimanale, il martedì e giovedì dalle 19 alle 22, e 40 pratiche. Per quanto riguarda le lezioni pratiche, 30 ore saranno dedicate ad uscite sui territori durante i sabati e10 ore ad un tirocinio di 3 mezze giornate al seguito delle GEV esperte, durante l’attività di servizio. L’esame finale di idoneità si terrà nell’ultima settimana di giugno. Le GEV sono volontari che offrono il loro servizio a titolo gratuito e con un Decreto della Prefettura sono nominate guardie particolari giurate per la tutela dell’ambiente. Non sono dotate di armi. Il corso si rivolge ai cittadini residenti o domiciliati nella provincia di Torino, di età compresa fra i 18 e i 67 anni, in possesso del diploma di licenzia media, che intendano impegnarsi con costanza nella salvaguardia e tutela dell’ambiente.

 L’enigma dei tassi

IL PUNTASPILLI di Luca Martina

L’andamento dei tassi d’interesse è certamente uno dei rebus più discussi (e indecifrabili) dagli investitori.

Il ricordo degli eventi che si erano succeduti mezzo secolo fa è ritornato clamorosamente alla mente dopo gli eventi degli ultimi anni e vale forse la pena di fare un po’ di storia e ricapitolare quanto accaduto.

Due violentissimi shock petroliferi, il primo nel 1973 e il secondo nel 1979-80, avevano provocato la salita dell’indice dei prezzi a ritmi vertiginosi e la Banca d’Italia non aveva potuto fare altre che alzare i tassi d’interesse ufficiali fino a raggiungere il livello record del 19% nel corso del 1981.

Solo molti anni dopo, nel 1993, i tassi erano tornati al di sotto del 10%, a conferma di un trend disinflazionistico che da qualche anno aveva preso avvio a livello mondiale.

Si trattava dell’onda lunga prodotta dalla globalizzazione.

Il termine, coniato pare dai giornalisti del The Economist, designa la liberalizzazione del commercio mondiale a partire dagli anni 60, attraverso istituzioni quali il GATT (Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio) e, nella sua successiva trasformazione, il WTO (Organizzazione mondiale del commercio, creata nel 1995).

A rafforzare questo trend ha contribuito poi la politica di apertura economica iniziata dalla Cina, con Deng Xiaping, nel 1978 e, successivamente, il dissolvimento (e la sua conseguente apertura agli scambi con il resto del mondo) dell’“impero” Sovietico (alla fine degli anni 80).

Anche l’innovazione tecnologica, legata alla diffusione di internet e personal computer a sempre prezzi più bassi, ha contribuito fattivamente a questo processo.

Quello che era difficilmente immaginabile è stato lo sprofondamento dei tassi al di sotto dello zero, una sorta di mondo al contrario dove si pagava per il diritto di acquistare il debito di un Paese, la Germania, accettando di investire più di quanto sarebbe, alla scadenza, molti anni dopo, stato rimborsato.

Gli economisti si sono a lungo interrogati, senza raggiungere un parere condiviso, sul perché, una volta usciti dalla “grande crisi finanziaria” del 2007-8, l’inflazione non tornasse a salire (come di solito avviene dopo una recessione).

E’ così avvenuto che i tassi d’interesse dettati dalla Banca Centrale Europea si sono accomodati a livelli prossimi o, per la maggior parte del periodo, uguali allo zero per circa un decennio (dal 2012 al 2022).

Pandemia e, successivamente, il conflitto in Ucraina hanno risvegliato l’animale, ingabbiato per quarant’anni, costringendo i signori della moneta ad agire di conseguenza, tornando a mettere mano al bastone (dopo avere offerto carote con grande generosità) con un forte incremento dei tassi.

Ma se questo non deve in fondo, sorprendere (si tratta di un ritorno alla “normalità”) il nuovo mistero materializzatosi sotto gli occhi degli economisti è legato allo scarso effetto che il caro-denaro (l’aumento del costo dei mutui e dei finanziamenti a famiglie ed imprese) ha sinora prodotto sull’economia ed in particolare negli Stati Uniti.

La locomotiva americana, infatti, continua a crescere e a compensare, a livello globale, gli effetti della frenata cinese (dovuta alla ricetta indigesta, per l’economia, di una politica neo-maoista ed accentratrice e della crisi del mercato immobiliare).

Ad onor del vero occorre sottolineare come l’inflazione, galoppante un anno fa, è ormai tornata su livelli non troppo distanti dalla sua storia (intorno al 3% contro il 2,5% del decennio passato) ma, ciononostante, le banche centrali non sembrano avere alcuna fretta a ridurre i tassi e i mercati obbligazionari (che beneficerebbero fortemente dei tagli, con la salita dei loro prezzi) rimangono asfittici.

Ad oggi l’equazione manca ancora di una soluzione che, probabilmente, scopriremo solo in prospettiva, esaminando i dati economici dei prossimi anni.

Un’ ipotesi è che la crescita attuale sia sostenuta da un aumento della produttività, consentita dalle nuove tecnologie, ormai estremamente pervasive nella nostra spesa (e nella nostra vita) quotidiana.

Il miglioramento della produttività è una delle caratteristiche di tutte le “Rivoluzioni” economiche del passato: a partire dalla rivoluzione industriale della fine del ‘700 che con l’introduzione di nuove “tecnologie”, prima fra tutte la macchina a vapore, consentì produzioni di massa a prezzi molto più contenuti e accessibili con conseguente effetto disinflazionistico (o deflazionistico).

A riprova di ciò possiamo osservare come i settori legati alle nuove tecnologie, e in particolare il segmento dell’Intelligenza Artificiale, abbiano prodotto un aumento enorme dei loro utili negli ultimi anni e, anche, in questo risiede il “segreto” dell’economia e delle imprese statunitensi, in grado di crescere molto più velocemente di quanto avviene in Europa (dove le aziende tecnologiche hanno un peso molto inferiore).

Sebbene non sia per nulla certo il futuro prossimo dei tassi rimane, comunque, probabile che abbiano smesso di salire e che presto inizierà la loro inversione di marcia.

Esiste peraltro anche la possibilità che l’economia americana esaurisca, o attenui, nei prossimi mesi la sua forza propulsiva: questo convincerebbe i banchieri centrali a tagliare i tassi d’interesse più velocemente di quanto attualmente previsto dagli analisti e potrebbe riflettersi negativamente sulle borse.

Per il momento, l’ottimismo manifestato dai mercati azionari (che attribuiscono ogni giorno un valore alle imprese quotate, tanto maggiore quanto positive sono le loro prospettive) sembra essere giustificato, vista la forza dell’economia statunitense, e non così irrazionale come si potrebbe essere indotti a pensare.

Venendo alle obbligazioni ed ai tassi d’interesse, gli investitori continuano invece ad essere disorientati proprio come noi ci potremmo ritrovare, ancora oggi, rileggendo il racconto “La quercia del Tasso” di Achille Campanile…

Buona lettura!

”La quercia del Tasso” (Achille Campanile)

“Quell’antico tronco d’albero che si vede ancor oggi sul Gianicolo a Roma, secco, morto, corroso e ormai quasi informe, tenuto su da un muricciolo dentro il quale è stato murato acciocché non cada o non possa farsene legna da ardere, si chiama la quercia del Tasso perché, come avverte una lapide, Torquato Tasso andava a sedervisi sotto, quand’essa era frondosa. Anche a quei tempi la chiamavano così. Fin qui niente di nuovo. Lo sanno tutti e lo dicono le guide. Meno noto è che, poco lungi da essa, c’era, ai tempi del grande e infelice poeta, un’altra quercia fra le cui radici abitava uno di quegli animaletti del genere dei plantigradi, detti tassi. Un caso. Ma a cagione di esso si parlava della quercia del Tasso con la “t” maiuscola e della quercia del tasso con la “t” minuscola. In verità c’era anche un tasso nella quercia del Tasso e questo animaletto, per distinguerlo dall’altro, lo chiamavano il tasso della quercia del Tasso. Alcuni credevano che appartenesse al poeta, perciò lo chiamavano “il tasso del Tasso” e l’albero era detto “la quercia del tasso del Tasso” da alcuni, e “la quercia del Tasso del tasso” da altri. Siccome c’era un altro Tasso (Bernardo, padre di Torquato, poeta anch’egli), il quale andava a mettersi sotto un olmo, il popolino diceva: “È il Tasso dell’olmo o il Tasso della quercia?”. Così poi, quando si sentiva dire “il Tasso della quercia” qualcuno domandava: “Di quale quercia?”. “Della quercia del Tasso.” E dell’animaletto di cui sopra, ch’era stato donato al poeta in omaggio al suo nome, si disse: “il tasso del Tasso della quercia del Tasso”. Poi c’era la guercia del Tasso: una poverina con un occhio storto, che s’era dedicata al poeta e perciò era detta “la guercia del Tasso della quercia”, per distinguerla da un’altra guercia che s’era dedicata al Tasso dell’olmo (perché c’era un grande antagonismo fra i due). Ella andava a sedersi sotto una quercia poco distante da quella del suo principale e perciò detta: “la quercia della guercia del Tasso”; mentre quella del Tasso era detta: “la quercia del Tasso della guercia”: qualche volta si vide anche la guercia del Tasso sotto la quercia del Tasso. Qualcuno più brevemente diceva: “la quercia della guercia” o “la guercia della quercia”. Poi, sapete com’è la gente, si parlò anche del Tasso della guercia della quercia; e, quando lui si metteva sotto l’albero di lei, si alluse al Tasso della quercia della guercia. Ora voi vorrete sapere se anche nella quercia della guercia vivesse uno di quegli animaletti detti tassi. Viveva. E lo chiamarono: “il tasso della quercia della guercia del Tasso”, mentre l’albero era detto: “la quercia del tasso della guercia del Tasso” e lei: “la guercia del Tasso della quercia del tasso”. Successivamente Torquato cambiò albero: si trasferì (capriccio di poeta) sotto un tasso (albero delle Alpi), che per un certo tempo fu detto: “il tasso del Tasso”. Anche il piccolo quadrupede del genere degli orsi lo seguì fedelmente, e durante il tempo in cui essi stettero sotto il nuovo albero, l’animaletto venne indicato come: il tasso del tasso del Tasso. Quanto a Bernardo, non potendo trasferirsi all’ombra d’un tasso perché non ce n’erano a portata di mano, si spostò accanto a un tasso barbasso (nota pianta, detta pure verbasco), che fu chiamato da allora: il tasso barbasso del Tasso; e Bernardo fu chiamato: il Tasso del tasso barbasso, per distinguerlo dal Tasso del tasso. Quanto al piccolo tasso di Bernardo, questi lo volle con sé, quindi da allora quell’animaletto fu indicato da alcuni come: il tasso del Tasso del tasso barbasso, per distinguerlo dal tasso del Tasso del tasso; da altri come il tasso del tasso barbasso del Tasso, per distinguerlo dal tasso del tasso del Tasso. Il comune di Roma voleva che i due poeti pagassero qualcosa per la sosta delle bestiole sotto gli alberi, ma fu difficile stabilire il tasso da pagare; cioè il tasso del tasso del tasso del Tasso e il tasso del tasso del tasso barbasso del Tasso.”

Nasce l’associazione Agricoltori Autonomi Italiani

L’associazione Agricoltori Autonomi Italiani è nata. Domenica 17 marzo a Carmagnola (To) si è svolta l’assemblea per la lettura dello statuto dell’associazione nazionale, con una nutrita partecipazione dal tutto il Piemonte. All’assemblea costituente erano presenti 104 soci fondatori, 55 soci ordinari, 11 soci sostenitori

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Un traguardo inimmaginabile – ha commentato il neo presidente nazionale Gabriele Ponzano, 52 anni, agricoltore e allevatore della provincia di Alessandria – Abbiamo iniziato 50 giorni fa con quella che è stata definita la protesta dei trattori ed ora abbiamo raggiunto uno straordinario punto di partenza, non di arrivo. Continueremo a lottare e chiedere dignità, in modo compatto e strutturato. All’assemblea costituente c’era lo zoccolo duro delle proteste piemontesi e se ognuno di noi  continuerà a fare la sua parte, suggerire idee, proporre e attivarsi per l’associazione potremmo ottenere risultati importanti. Come ho detto, il mondo agricolo e le istituzioni ci guardano con attenzione perché abbiamo dichiarato forte e chiaro di non volerci fermare: vogliamo i cambiamenti richiesti”.

L’idea di Agricoltori Autonomi Italiani è quella naturalmente di crescere nei numeri e di coordinarsi con tutti i movimenti italiani nati in questo periodo, in modo da creare una unione forte e compatta: “Pensiamo a manifestazioni in contemporanea in tutte le piazze italiane”.

Ponzano ha ribadito che AAI è aperta al dialogo con tutti: “Non chiediamo dimissioni né chiediamo di togliere le tessere ad altri, perché non forniamo servizi. Non abbiamo apparati burocratici: siamo così più liberi di portare avanti le nostre battaglie contro la burocrazia eccessiva nel mondo agricolo”.

A fine mese i ministri dell’agricoltura europei si incontreranno per una revisione della Pac, sulla scorta delle istanze nate dai movimenti. “Attendiamo gli sviluppi – prosegue il presidente – valuteremo cosa fare in base alle risposte. Di nuovo trattori per le strade o altro? Vedremo”.

Presto verranno organizzati incontri zonali per far conoscere l’associazione ed estendere la campagna tesseramento.

Il primo appuntamento come AAI sarà sarà giovedì a Saluzzo, con presidio e trattori in piazza.

Presidente dell’Associazione: PONZANO GABRIELE; – Vice Presidente: REVELLI DAMIANO; – Sostituto Vice-Presidente: BO DAVIDE; – Segretario: BERTELLO GIULIA; – Vice Segretario: SONAGLIO SAMANTA; 2 – Tesoriere: SOMMAVILLA ANDREA.

Assemblee provinciali:

Per la Provincia di Torino: – BERTELLO GIULIA; – LIPRANDI EMANUELE; – GAUNA MASSIMO.

Per la Provincia di Asti: – BO DAVIDE; – REGGIO SERENA; – BURDIZZO RENATO.

Per la Provincia di Cuneo: – REVELLI DAMIANO; – SERRA JESSICA; – RINERO CLAUDIO; – PONSO ANDREA; – SACCO PIERCARLO.

Per la Provincia di Alessandria: – PONZANO GABRIELE; – BRUZZONE MARCO; – CAREGA MASSIMO.

Per la Provincia di Biella: – ORLASSINO MARCO; – MARCOLONGO RICCARDO; – PIDELLO DAVIDE.

Le finalità dell’associazione:

  • tutelare e sviluppare l’agricoltura, in tutti i suoi settori, principali e secondari e la zootecnia su tutto il territorio nazionale; – salvaguardare le figure professionali che operano nei settori dell’agricoltura ed in particolare delle imprese agricole;
  • ottenere una giusta remunerazione del lavoro svolto dagli agricoltori e il giusto prezzo delle loro produzioni, che non deve essere in nessun caso inferiore al relativo costo di produzione;
  • tutelare, valorizzare e promuovere i prodotti agricoli nazionali, facendoli primeggiare rispetto ad altre produzioni concorrenti che non rispettano gli standard produttivi, sanitari e innovativi previsti per le produzioni locali;
  • tutelare il consumatore finale del prodotto e promuovere il dialogo reciproco per garantire consapevolezza e offrire strumenti che consentano di comprendere al meglio l’agricoltura e il mondo dell’agroalimentare;
  • partecipare attivamente ai tavoli governativi ed istituzionali e ad ogni tipologia di evento che riguardi l’agricoltura;
  • tutelare il territorio nazionale anche al fine di evitare il dissesto idrogeologico conseguente all’abbandono dei fondi agricoli;
  • proporre, elaborare e predisporre programmi diretti a migliorare la qualità di vita degli associati, con particolare riguardo alle politiche in materie sociali e agroalimentari ed assumere ogni iniziativa capace di potenziare la rappresentatività e la solidarietà di tutti gli associati;
  • contrastare il tentativo in atto di impedire la libera coltivazione delle proprietà agricole;
  • contrastare l’imposizione di un modello agricolo latifondista e globalizzato incompatibile con la realtà agro-rurale italiana;
  • compiere qualsiasi altra attività necessaria al raggiungimento dei predetti obiettivi.