ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 734

Regione Piemonte, ecco il nuovo sito web

BANDIERE REGIONE

Migliora la fruizione dai dispositivi mobili: utilizzando smartphone e tablet la visualizzazione del sito si adatta in modo automatico a diversi livelli di risoluzioni

 

E’ on line la nuova versione del sito istituzionale della Regione Piemonte, caratterizzata da una home page rinnovata nella grafica, nuove pagine indice e un nuovo layout per le sezioni tematiche.

 

Migliora la fruizione dai dispositivi mobili: utilizzando smartphone e tablet la visualizzazione del sito si adatta in modo automatico a diversi livelli di risoluzioni. Il passaggio di tutte le pagine del sito alla nuova veste grafica avviene in modo progressivo e terminerà a fine 2015.Nel nuovo portale colori e titoli ad alto impatto guidano l’utente in modo veloce e diretto ai contenuti anche in base al profilo di appartenenza. Tre le categorie individuate: cittadini, pubblica amministrazione, imprese.

 

In home page le notizie e le attività più importanti intraprese dall’ente sono in continuo aggiornamento: da Piemonte Informa si accede alle principali attività della Giunta regionale; in Piemonte Newsletter si trovano gli eventi e le manifestazioni del territorio nelle diverse aree provinciali; attraverso i social network, Facebook e i due canali Twitter @regionepiemonte e @PiemonteInforma viene garantita una comunicazione costante con gli utenti; sui canali Youtube e Flickr ci sono i video e le immagini di conferenze stampa ed eventi curati dalla Regione. Il nuovo sito è stato realizzato dal Settore Stampa e Nuovi Media della Regione Piemonte e dal CSI-Piemonte.

 

Gianni Gennarowww.regione.piemonte.it

Extraterrestri in arrivo? Hanno bisogno di un'ambasciata in Italia

Il dossier completo relativo alla richiesta ufficiale per la costruzione della sede diplomatica degli Elohim è stato inoltrato allo Stato Italiano presso la sede del Ministero degli Esteri – Ufficio del Cerimoniale Diplomatico. Di qui la richiesta ai parlamentari di sostenere il progetto e venga concesso il terreno per la costruzione della futura ambasciata con tanto i extraterritorialità per il terreno e di garanzia della neutralità dello spazio aereo

 

raelC’è un collegamento tra l’annuncio dato dalla Nasa della scoperta di un pianeta gemello della Terra (già battezzato Terra bis ma per il mondo scientifico è Kepler 452B) e la richiesta fatta dall’assistente di Rael per il progetto di costruzione dell’Ambasciata degli Elohim ? Non è fantascienza, ma sono soltanto due fatti slegati che il caso mette uno accanto all’altro. Il 13 luglio scorso tal assistente di Rael  per i progetto di costruzione dell’Ambasciata degli Elohim ha inviato una lettera a tutti i gruppi parlamentari per un progetto che, si cita letteralmente “Consiste nella costruzione di una Ambasciata senza precedenti, che servirà ad accogliere i massimi rappresentanti di una civiltà extraterrestre. Si tratta degli stessi scienziati ed artisti che, migliaia di anni fa, crearono ogni forma di vita sulla Terra e la cui opera è descritta in tutti gli antichi testi religiosi. In particolare nella Genesi biblica sono descritti con l’antica parola ebraica Elohim, un plurale che significa “coloro che sono venuti dal cielo”.

 

Fin qui parrebbe uno scherzo, conseguenza di un colpo di caldo (e date le temperature elevate in tutta Italia di questi giorni si potrebbe pensarlo) ma la missiva informa che sin dal 1 aprile scorso il dossier completo relativo alla richiesta ufficiale per la costruzione dell’Ambasciata degli Elohim è stato inoltrato allo Stato Italiano presso la sede del Ministero degli Esteri – Ufficio del Cerimoniale Diplomatico. Di qui la richiesta ai parlamentari di sostenere il progetto e che venga concesso il terreno per la costruzione della futura ambasciata con tanto di extraterritorialità per il terreno e di garanzia della neutralità dello spazio aereo ! A prescindere da ogni considerazione nel merito (non è né nostra intenzione, né nostra competenza) ecco chi sono gli estensori della missiva e quale linea di pensiero si richiamano:

 

Il Movimento raeliano viene fondato da Claude Vorilhon, rinominatosi Raël nel 1973. Secondo il suo stesso racconto, Vorilhon sarebbe stato contattato da un rappresentante di una civiltà extraterrestre, gli elohim, il 13 dicembre 1973, nel cratere di un vulcano spento vicino a Clermont-Ferrand, nella Francia centrale. Seguendo quelle che lui afferma essere istruzioni rivelate ha fondato il Movimento raeliano, che dichiara di possedere circa novantamila membri sparsi in almeno ottantaquattro diversi stati. Il numero maggiore di affiliati si riscontra in Francia, Giappone, Canada (specialmente Quebec) e Stati Uniti (specialmente Florida). Il Movimento diffonde il suo messaggio attraverso i libri di Rael, le assemblee raeliane, e il suo sito internet.

 

Massimo Iaretti

"Fare sport" a Torino, una vita per la Uisp

alfano uisp gruppoalfano patrizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Ideare e progettare. Torino è città dalle mille contraddizioni e dalle mille opportunità”

 

40 anni in direzione, nulla le è stato regalato.  Quasi 60 anni, meravigliosamente freschi. Con tanta voglia di dire sempre la sua. Patrizia Alfano dal 1990 è presidente provinciale della Uisp, storica organizzazione dello sport nata “a sinistra” nel secondo dopoguerra. All’anagrafe Maria Teresa. Dico il tutto con il vezzo di chi la conosce da decenni. “Nuotatrice” in direzione uguale e contraria. Io non sono assolutamente obbiettivo con lei. Il nostro conversare si mischia con gli inevitabili ricordi. Già, 40 anni non sono noccioline.

 

Come sei arrivata alla Uisp? 

“Nel luglio del ’76 ho cominciato come animatrice”.

 

E come sei diventata Presidente?

“Non c’era nessuno che si sentiva di svolgere questo ruolo. Dopo l’elezione abbiamo appurato che il debito era pari alla metà del fatturato. Erano, soprattutto per allora, cifre importanti. Visto che la prima operazione è stata ridurre i costi mi sono fatta molti nemici. La contrarietà alla mia gestione si era palesata in direttivo. dopo alcune volte che le proposte che avanzava sono state rinviate e non decise.Ho capito che per “salvare la baracca” non mi dovevo far logorare. Ho voluto ed ottenuto un congresso straordinario. Sono stata ieletta per quattro  anni con pieni poteri nell’operare. Da allora sono sempre stata riconfermata. Ho avuto anche incarichi nazionali che mi hanno portato settimanalmente a Roma e a Firenze. Piacevole ma ti assicuro stancante”.

 

Dopo?

“Ideare e progettare. Torino è città dalle mille contraddizioni e dalle mille opportunità. Ho anche contribuito alla riorganizzazione del Nazionale”.

 

Girano molti soldi?

“Abbastanza. Sopratutto piccoli incassi come quote sociali e d’iscrizione degli atleti. Gestiamo poi direttamente impianti sportivi a Torino, ad esempio due piscine. Bisogna sicuramente stare attenti”.

 

Come fai?

“Ho creato un sistema di controlli incrociati. Io controllo ma al tempo stesso sono controllata”.

 

Il maggiore appagamento? (Anticipandola: Quando Il Presidente Napolitano ti ha premiato…)

“No Patrizio, ti sbagli. Sicuramente ero emozionata. Ma ho provato maggiore appagamento quando realizzando Isola Felice ho visto genitori e ragazzi giocare in aree pedonali appositamente  predisposte intorno alle scuole.

 

Qualche delusione?

“Nessuna, sul lavoro. Forse delle persone non sono state all’altezza. Ma fa parte del gioco. Forse rimpianti. Mai rimorsi”.

 

Come sempre coriacea e decisa.

 

Continuerai?

“Non posso. Ora in Uisp esiste la clausola dei due mandati. Otto anni finiranno il prossimo anno. Ma non dispero di rimanere nell’ambiente.

 

Il tempo è proprio volato. Cara Patrizia, in bocca al lupo per il tuo futuro che, forse è anche il nostro.

 

Patrizio Tosetto

A Torino si presenta la moda islamica

Vi prenderanno parte imprenditori, produttori e promotori di eventi di tutto il mondo

 

islamSi prevedono opportunità di crescita a Torino e in Piemonte nell’ambito della moda islamica. Il prossimo 28 luglio si svolgerà una tavola rotonda, a Palazzo Civico, promossa da Thomson Reuters e Dubai Chamber con il Dubai Islamic Economy Development Centre. Vi prenderanno parte imprenditori, produttori e promotori di eventi di tutto il mondo, che si confronteranno  con operatori della moda islamica. L’evento si svolge con il sostegno del Comune di Torino, della Fondazione Crt, di Tecno Holding e Turkish Airlines.

 

(Foto: il Torinese)

Processo Eternit, il 24 luglio si decide

ETERNIT FABBRICA

Entro quella data il giudice dell’udienza preliminare Federica Bompieri dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura di Torino,  formulata dai pubblici ministeri Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace di rinvio a giudizio per omicidio volontario di Stephan Schmidheiny, ultimo proprietario della multinazionale

 

Si avvicina venerdì 24 luglio. Entro quella data il giudice dell’udienza preliminare Federica Bompieri dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura di Torino,  formulata dai pubblici ministeri Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace di rinvio a giudizio per omicidio volontario di Stephan Schmidheiny, ultimo proprietario della multinazionale Eternit.  Afeva di Cavagnolo e Casale, l’Associazione familiari vittime amianto, in un comunicato spiega di essere fiduciosa “che tale richiesta sia accolta, infatti la Corte di Cassazione, con la sentenza del 19 novembre 2014 non ha assolto l’imputato, ma ha dichiarato prescritto il reato di disastro ambientale doloso”.

 

Massimo Iaretti

Modì, addio: hai conquistato Torino

modi foto

Esposta alla Gam di Torino dal 14 marzo al 19 luglio 2015 la mostra, prodotta da Mondo Mostre Skira, in collaborazione con il Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou di Parigi, ha raccolto e messo insieme circa 90 opere

 

Si è conclusa domenica, con l’ultima visita delle 19e30, la mostra “Modigliani e la Bohéme di Parigi” che è stata esposta alla Gam di Torino dal 14 marzo al 19 luglio 2015. La mostra, prodotta da Mondo Mostre Skira, in collaborazione con il Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou di Parigi, ha raccolto e messo insieme circa 90 opere che hanno raccontato e analizzato la meravigliosa vitalità parigina del dopo guerra. Intorno alla figura centrale di Modigliani la mostra ha presentato la straordinaria atmosfera culturale creata dalla cosiddetta “École de Paris”, la corrente che ebbe come protagonisti alcuni nomi eccezionali quali Picasso, Brancusi, Soutine, Utrillo, Chagall, Gris, Marcoussis e Survage, artisti uniti dal desiderio di vivere totalmente il clima artistico di Parigi e di creare una completa simbiosi tra vita e arte.

 

Suddivisa in 5 sezioni, con uno sguardo non solo alla pittura ma anche al disegno e alla scultura, l’esposizione ha voluto raccontare Amedeo Modigliani come il principale testimone della Bohème parigina. Nonostante fosse limitato il numero delle opere presenti dell’artista maledetto del XX secolo, l’esposizione presente alla Gam è riuscita a mostrare la totale indipendenza di “Modì” dai movimenti ufficiali delle avanguardie artistiche, accentuando comunque la giusta attenzione sulla sua esistenzadisordinata che lo portò a morte prematura. Un’ interessantissima mostra che ha attirato e deliziato tantissimi torinesi e molti turisti.

 

Simona Pili Stella

Apidge: che fare per gli insegnanti delle discipline giuridiche ed economiche?

SCUOLA2

Giorni, ore frenetiche per centinaia e centinaia di colleghi in attesa di qualche informazione chiara, attendibile, o almeno utile per “capire” quali effetti ai fini dell’insegnamento o dell’occupazione potrebbero sortire dalla nuova normativa su “la buona scuola”

 

Un’associazione professionale dovrebbe occuparsi di altro (curricoli, progettazione didattica, formazione…) e lasciare il campo ad altri soggetti istituzionalmente deputati alla gestione del personale. Invece, per quanto concerne le “cose” che caratterizzano l’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche (classe di concorso A019) nelle scuole pubbliche, noi di Apidge oggi non possiamo fare a meno di seguire con particolare attenzione ed interesse anche il vorticoso balletto di cattedre che sta caratterizzando la determinazione degli organici di diritto par l’Anno scolastico 2015/2016 da parte del Miur e dei suoi Organi periferici (DM 7 luglio 2015 n.470 e note successive) e delle inevitabili ripercussioni che il processo di immissioni in ruolo di nuovi insegnanti sta per produrre in tutto il mondo della scuola.

 

Fatti i conti, abbiamo scoperto che quest’anno in Italia i docenti-A019 individuati come “titolari” di una cattedra di insegnamento siano 7.050 (fonte Miur). Ma il Ministero da subito precisa come, a conti fatti, appena 6.748 siano le “cattedre di insegnamento disponibili”. Si prospetta dunque un nuovo anno scolastico di autentica passione per 322 insegnanti appartenenti al contingente “A019”, che già si trovano nei ranghi del pubblico impiego: per essi si profila una lunga ed estenuante trafila di sottili pratiche burocratiche destinate ad un “reimpiego”, spesso insoddisfacente sotto il profilo della professionalità docente. Un problema che – sempre per il contingente “A019” – sfiora appena i docenti di alcune Regioni, ma che diventa davvero problematico in Sardegna e in Basilicata, dove i cosiddetti docenti soprannumerari si attestano al 30% del contingente disponibile; in Sicilia, Umbria e Molise si supera abbondantemente la soglia del 10% dei docenti rimasti quest’anno senza cattedra.

 

Con queste premesse Apidge non poteva dunque rimanere a guardare dall’esterno l’esito di un dibattito parlamentare che, almeno nelle intenzioni, mirava a potenziare l’insegnamento del diritto e dell’economia politica nelle scuole e l’inserimento di tanti nuovi docenti. Di qui l’appello inascoltato a senatori e deputati tendente ad inserire la cultura giuridica ed economica in ogni tipo di percorso scolastico, di qui soprattutto la determinazione nel sostenere e valorizzare tutte quelle iniziative di parlamentari a corollario della nuova legge tendenti al potenziamento dell’autonomia delle scuole, ove fosse previsto l’insegnamento del diritto e dell’economia politica.

 

Gli insegnanti delle discipline giuridiche ed economiche hanno dunque trovato un esplicito riconoscimento alla loro professionalità in un ordine del giorno del deputato Fabio Lavagno, accolto come raccomandazione dal Governo, allegato al ddl 2994-B “Buona scuola”. Non è un risultato esaltante, ma occorre riconoscere che finalmente il Governo ha accolto un documento in cui si chiede di “garantire a tutti i docenti assunti pari dignità professionale e l’assegnazione a compiti che siano strettamente correlati con la funzione docente e con i propri titoli professionali e relative competenze”.

 

Sempre il Governo, nella persona della Ministra Giannini, prende l’impegno a che “venga assicurata ad ogni scuola la presenza di un docente di Discipline giuridiche ed economiche (classe concorso A019); nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, anche in riferimento alla sicurezza nei luoghi di lavoro, la specificità dell’insegnamento del Diritto e dell’Economia politica diviene veicolo essenziale per realizzare quel basilare percorso di orientamento dello studente verso l’attività lavorativa dalla quale dipende la qualità del suo futuro. Allo stesso docente potrebbe anche essere destinata tutta quella serie di attività istituzionali con “contenuti antidiscriminatori ed antiviolenza”.

 

 Intanto APIDGE ha continuato ad occuparsi di esiti degli Esami di stato, di rielaborazione dei documenti della Commissione Corradini relativi all’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, di nuovi percorsi alternanza scuola-lavoro nei licei, degli sviluppi in tema di classi di concorso atipiche, di programmi regionali in tema di legalità e ambiente, della formazione dei docenti da parte degli Uffici di rappresentanza dell’Unione Europea.

 

Il Presidente Apidge

Ezio Sina

 

FASSINO GUARDA ALLA MECCA PER LA FINE DEL RAMADAN

 Onori di casa alla comunità islamica ma Torino è una città ferita

tunisi striscioneLa comunità musulmana si è’ riunita  al Parco Dora per celebrare la fine del Ramadan . La festa di Eid ul-Fitr è’ onorata anche dalla presenza di esponenti di tutte le religioni monoteiste del Comitato Interfedi. Per la Diocesi il delegato è’ Don Aldo Bertinetti e il messaggio di Nosiglia per la comunità islamica è’ ” Tutti uniti per la pace” e invita le famiglie affinché ” educhino i giovani alla pace” a prescindere dalla religione, dall’etnia e dalla cultura. Una giornata dunque che vede l’unione e la fratellanza predominare tra i fedeli delle diverse religioni , come dovrebbe essere sempre e ovunque. Se non fosse che proprio quest’anno , Torino è una città ferita, ferita proprio in nome di una religione che nel suo estremismo genera fenomeni di delirio, inneggia alla guerra e all’odio per il mondo occidentale e per chi islamico non è . La strage del Bardo in cui ha perso la vita una dipendente del Comune di Torino, insieme ad altri sfortunati come lei è’ ancora troppo vicina per raccontare l’episodio come isolato e considerarlo raro. Raro non è’ perché le stragi compiute dall’Isis sono all’ordine del giorno . Il sindaco Piero Fassino con al suo fianco l’assessore alle Pari Opportunità Ilda Curti , per la prima volta in occasione dei festeggiamenti di fine Ramadan ,ha scelto di fare gli onori di casa e accogliere la comunità islamica , sotto le arcate, con il tappeto steso e rivolto verso la Mecca. Gli orizzonti lontani si possono ammirare con serenità solo con uno sguardo colmo di fierezza, dignità e bene comune. E lo sguardo di Torino, quest’anno è’ ferito nel suo orgoglio, mutilato nell’animo e privo di un rappresentante che possa mettere un punto alla prepotenza e arroganza di chi fa finta di niente qualunque cosa accada. Non si può sempre stare a guardare verso la Mecca. Noi torinesi siamo per la pace, la solidarietà tra i popoli e la tolleranza religiosa. Speriamo lo siano anche gli altri nei nostri confronti.

 

Clelia Ventimiglia

Padiglione Tibet: Spiritualità e Arte come cibo per la mente e per l’anima

L’evento a Santa Marta Congressi – SpazioPorto – Venezia. Dedicato alle vittime del recente terremoto che ha devastato il Nepal, il Tibet, il Bangladesh e l’India. Partecipa il torinese Dino Aloi

 

 

aloi tibet 2Si rinnova l’appuntamento veneziano con Padiglione Tibet. La rassegna, con il patrocinio del Comune di Venezia, parallela alla 56. Biennale di Venezia e quest’anno in concomitanza anche con EXPO Milano 2015, è stata inaugurata il 9 maggio 2015 e proseguirà fino al 2 agosto 2015 presso la suggestiva Chiesa di Santa Marta.

 

  • Tibet: una nazione che evoca da sempre un sentimento religioso, mistico, di pace, una vitale “centralina” spirituale per tutti gli esseri umani.
  • Padiglione Tibet, un’idea che nella propria semplicità racchiude una forte carica emozionale, è un sogno che ha lasciato il segno ponendosi l’obiettivo di far incontrare la sensibilità della cultura contemporanea occidentale con quella tibetana.
  • Ambasciata Tibetana con rilascio del relativo Passaporto
  • Anno del Dalai Lama. Sua Santità Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet, il 6 luglio 2015 (20° giorno, del 5° mese dell’anno tibetano 2142) compirà 80 anni. Oggi il Dalai Lama non è soltanto la massima autorità del popolo tibetano, ma anche un punto di riferimento fondamentale per decine di milioni di persone in tutto il mondo. Il Comitato Padiglione Tibet, la Fondazione  per  la Preservazione  della  Tradizione Mahayana (FPMT) e il Progetto L’Eredità del Tibet, come atto di affettuoso e sentito omaggio all’opera di questo altissimo testimone del nostro tempo, tra l’altro insignito nel 1989 del Premio Nobel per la Pace, hanno deciso di dedicare al Dalai Lama il prossimo anno tibetano (2142,  “Anno della Pecora di Legno” che è iniziato il 19 febbraio 2015 e terminerà l’8 febbraio 2016), organizzando all’interno dell’Anno del Dalai Lama eventi artistici, insegnamenti spirituali e conferenze.

aloi 1Padiglione Tibet vuole evidenziare il connubio tra Arte Sacra Tibetana ed Arte Contemporanea Occidentale e recentemente è stato invitato come progetto speciale alla Biennale del Fin del Mundo, a cura di Massimo Scaringella, in Argentina. Le numerose esperienze degli anni scorsi hanno visto coinvolti importanti artisti contemporanei, che si sono espressi attraverso le Khata, le tipiche sciarpe bianche che i monaci offrono in segno di solidarietà e amicizia o si sono misurati con l’arte della composizione dei Mandala dei monaci tibetani e le Ruote della preghiera che accompagnano nella preghiera i buddisti tibetani. Questa edizione (la terza a Venezia) è all’insegna dell’ombrello, proprio del nostro fedele protettore dalla pioggia che, suo malgrado, è stato protagonista della rivolta degli studenti di Hong Kong verso il governo centrale di Pechino. L’ombrello emblema di protezione e di protesta – due lati della stessa medaglia – è divenuto contenitore e supporto degli interventi artistici e di video arte che hanno reso possibile una grande installazione corale con opere dedicate al Tibet, alla sua spiritualità, ai suoi simboli ed alla sua marcia verso la libertà.

 

La libertà è come un’opera d’arte… va creata, plasmata, modellata.

 

Gli artisti invitati hanno creato i loro interventi su una stessa base costituita appunto dall’ombrello, dalla sua stoffa, dalla sua stessa struttura, realizzando ombrellipoemi, ombrelliopere che, come un grande ed unico ombrello cerimoniale, uno degli otto simboli di buon auspicio presenti nello stupa (simbolo della natura della mente), secondo il grande veicolo (Mahayana) della compassione e della saggezza illimitati, rappresenterà il superamento di ogni sofferenza. Purtroppo il governo cinese considera il Tibet una nazione di morti… morta deve essere la sua lingua, morta deve essere la sua cultura, morta deve essere la sua arte. I Tibetani devono essere annichiliti dalla violenza. Padiglione Tibet è sempre stato e sempre sarà un progetto puramente artistico, nato per dare dignità a questo popolo martoriato; ma non può esimersi dal dimostrare, ancora una volta in modo fermo e deciso, il proprio sdegno davanti al disinteresse di tutti verso questo grave problema.

 

Problema affrontato anche dalla mostra “Tibet… c’è poco da ridere” un’idea che ho proposto anni fa a Dino Aloi, grande frequentatore di… artistici Buduar (almanacco dell’arte leggera, mensile satirico online da lui diretto) e dalla dirompente ironia che, coinvolgendo con cura ed intelligenza artisti italiani e francesi, nella sua presentazione si chiede: Ma come è possibile scherzare sul Tibet, la nazione che non c’è ma che dovrebbe esserci in quanto esiste? E poi con tutto quello che succede? Già, perchè è proprio tutto quello che succede di cui spesso non siamo informati, o perlomeno malamente informati, che vorremmo portare alla luce con questa esposizione, partendo, per l’appunto, dal disegno umoristico, dalla satira e dalla caricatura, che sono elementi fondanti della democrazia […]

 

Padiglione Tibet come progetto artistico accomuna molteplici “anime”: artistica, spirituale, culturale e durante il periodo espositivo altre due iniziative ne accompagnano il percorso: la mostra fotografica di Giampietro Mattolin “Amdo – il paese del XIV Dalai Lama” presentata da Piero Verni che così la descrive: “Situata nella parte nord orientale del Paese delle Nevi, la regione dell’Amdo è uno dei luoghi più affascinanti, superbi e significativi dell’intero Tibet. Alcune delle principali figure religiose della civiltà tibetana sono nate lungo questi sconfinati orizzonti: Lama aloi tibet 3Tzongkhapa il grande riformatore del 14° secolo padre della scuola Gelug, il 10° Panchen Lama e l’attuale XIV Dalai Lama, originario del villaggio di Takster.” e l’esposizione costituita da un approfondimento grafico del grande disegnatore Giuseppe Coco sulla figura di Milarepa (1040 – 1123) il più famoso ed amato degli yogin tibetani ed uno dei più grandi maestri spirituali di tutti i tempi. Scrive Chiara Gatti che presenta la mostra Coco & Milarepa – I colori dello spirito: “In questa occasione […] si propone un ciclo di opere concentrate su un tema più intimo, caro al lato spirituale della sua personalità riservata. Si tratta delle tavole dedicate alla figura di Milarepa, icona della scuola Kagyu del Buddhismo tibetano. Una figura intensa e magica che Coco indagò, fra la fine degli anni Ottanta e il Duemila, sperimentando colori lisergici e forme potenti, specchio di una riflessione esistenziale segnata da grande energia e, insieme, grande sofferenza.[…] Un viaggio catartico ed escatologico che scuote la coscienza.”

 

Quest’anno il programma di Padiglione Tibet si arricchisce anche, il giorno dell’inaugurazione sabato 9 maggio, della presenza di Ghese Lobsang Tenkyong (nato nel Tibet orientale. Ha studiato nel monastero di Sera, ottenendo il grado di Geshe Lharampa, il più alto titolo di studi conseguibile all’interno della tradizione gelug-pa) e di Stefano Antichi, direttore del Foundation for the Preservation of the Mahayana Tradition (FPMT) di Genova.

 

 

 

Artisti PADIGLIONE TIBET

Piergiorgio Baroldi, BAU, Carla Bertola – Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi, Rosaspina B. Canosburi, Silvia Capiluppi, Pino Chimenti, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma – Gennaro Ippolito, Giglio Frigerio – Fabrizio Martinelli, Ivana Geviti, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Oronzo Liuzzi – Rossana Bucci, Silvia Mariani – Christine Davis, Gianni Marussi – Alessandra Finzi, Fernando Montà, Lorenza Morandotti – Francesco Maglia snc, Clara Paci, Lucia Paese, Claudio Pantana, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Tiziana Priori – Simonetta Chierici, Roberto Scala – Bruno Cassaglia, Anna Seccia, Lucia Spagnuolo, Roberto Testori, Micaela Tornaghi.

 

Video arte

Francesca Lolli, Marco Rizzo.

Testi di

Giosuè Allegrini, Dino Aloi, Stefano Antichi, Elisabetta Bacci, Lara Caccia, Claudio Cardelli, Mauro Carrera, Giulia Fresca, Chiara Gatti, Alexander Larrarte, Ruggero Maggi, Cristina Romieri, Giuliana Schiavone, Claudio Tecchio, Trini Castelli, Piero Verni, Roberto Vidali.

 

Artisti della mostra Tibet… c’è poco da ridere a cura di Dino Aloi

Dino Aloi, Gianni Audisio, Pierre Ballouhey, Gianni Chiostri, Lido Chiostri, Milko Dalla Battista, Marco De Angelis, Guido Giordano, Ruggero Maggi, Claudio Mellana, Danilo Paparelli, Alessandro Prevosto, Robert Rousso, Fabio Sironi, Carlo Squillante.

 

 

entrata libera – orari: martedì – domenica 11.00/19.00 – chiusura: lunedì

"Nutrirsi di luce" all’Ecomuseo della Pietra da Cantoni

arte cellamonteUna mostra di arte contemporanea articolata in diverse  tappe, che quest’anno, in clima di EXPO, rimanda non solo all’anno della luce ma anche a quello del nutrimento per il pianeta terra

 

“Nutrirsi di luce”, trasformarla in arte, ed esporla all’Ecomuseo della Pietra da Cantoni a Cellamonte, dal 20 giugno al 30  luglio. Ecco il tema della mostra organizzata nell’ambito dei festeggiamenti dell’anniversario dell’ UNESCO, che è anche l’anteprima dell’allestimento “en plein air” che si terrà a Moleto il 5-6 settembre. Una mostra di arte contemporanea articolata in diverse  tappe, che quest’anno, in clima di EXPO, rimanda non solo all’anno della luce ma anche a quello del nutrimento per il pianeta terra.

 

E’ promossa e organizzata dall’Associazione Culturale  Artmoleto, ideata nel  2009 dall’artista  Michelle Holt e condivisa dall’ Ecomuseo della Pietra da Cantoni nell’ambito di “Arte  & natura”.E’ riuscita a creare un pool di pittori, scultori, fotografi e designer che hanno eletto loro buen  ritiro l’affascinante borgo di Moleto, immerso nelle colline del Monferrato casalese. Creano arte e contribuiscono alla valorizzazione del territorio in cui bellezza del paesaggio, storia, cibo, vino, infernot, pietra da Cantoni, grandi spazi, riposante silenzio e una luce tutta particolare fanno da potente calamita.

 

La zona – recentemente promossa dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per i suoi antichi e caratteristici “Infernot” – ogni anno, a settembre, èarte cellamonte2 sede dell’appuntamento fisso, per gli amanti di  arte contemporanea, con Artmoleto. Due giorni in cui il borgo si trasforma in galleria a cielo aperto e gli artisti espongono le loro opere in cortili, strade e storici giardini privati. Dopo le precedenti edizioni -dedicate a “Colore, forma, natura”, “Tra cielo e terra”, “Il  sogno  dell’acqua”, “Rosso  vivo”, “L’atlante delle nuvole” e “Silenzio”- quest’anno il tema guida è “Nutrirsi  di luce”. A lui si ispirano i 14 artisti che partecipano anche all’anteprima del 20 giugno all’Ecomuseo Pietra da Cantoni.

 

Luce come fonte di nutrimento interiore, concetto che rimanda alla spiritualità più profonda dell’essere  umano, in cui perdersi e ritrovarsi, raccontata in tanti modi diversi. A partire da Michelle Hold, artista cosmopolita nata a Monaco, cresciuta in Austria, formatasi a Parigi, Londra, New York e Hong Kong come disegnatrice di tessuti per la moda. Ha scoperto Moleto, se ne  è innamorata, ha comprato e restaurato una casa- atelier in cui dipinge tele informali, con applicazioni di carta, tessuto, sabbia, terra ed altri materiali  che sceglie per esprimere la sua creatività. Intorno a lei una schiera di artisti poliedrici come  Domenico Cavalli, Teresio Polastro, Alessandro Patrone ed il pittore, scultore, restauratore Giò Bonardi.

 

arte cellamonte33Sensibilità al femminile è invece nelle opere di Petra Probst, artista e illustratrice per l’editoria d’infanzia, che vive e lavora tra Italia e Germania; Bärbel Ricklefs-Bahr, artista tedesca che ritrae la natura, l’immensità di orizzonti, onde e maree, prediligendo  l’informale e i collage in cui tutto può essere applicato alla tela, trasformandone la superficie e dandole tridimensionalità. In zona, vivono e lavorano da decenni, anche la pittrice Daniela Vignati  eBona Tolotti, artista internazionale, nata a Milano, con alle spalle esperienze antropologiche ed etnologiche in centro e sud America; oggi sperimenta tecniche diverse, impasti di collage e colori ad acqua in una rinnovata forma di gouache in chiave contemporanea. Si nutrono di luce e la immortalano i fotografi Ilenio Celoria, Andrea Massari, Flavio Tiberti e l’artista Piero Ferroglia, allievo di Scroppo e Soffiantino, che ama affidarsi anche al mezzo fotografico.

 

Mentre, Roberto Pissimiglia, editore, scrittore e giornalista torinese, appena può fugge a Moleto, nel suo atelier: chiude le  porte alla frenesia degli impegni quotidiani e apre quelle della fantasiosa creatività, dedicandosi all’arte povera. Moderno rabdomante va per cascine, stalle e fienili alla ricerca di antichi oggetti di vita contadina; poi li assembla, trasforma e dipinge. Et voilà, nuovo smalto ammanta i tanti utensili che la memoria aveva abbandonato; via ragnatele e polvere, ora si lasciano ammirare  reinventati da lui.

 

Laura Goria