ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 736

La nebbia è sparita: sarà normale?

NEBBIA

E’ certamente un aspetto positivo per gli automobilisti. I dati di gennaio dell’Arpa dicono che c’è stata nebbia fitta in un solo giorno, rispetto a una media di 7

 

Non c’è più la nebbia di una volta, quella che nell’immaginario collettivo – almeno fino a venti anni fa – voleva dire: Torino! E’ certamente un aspetto positivo per gli automobilisti. I dati di gennaio dell’Arpa dicono che c’è stata nebbia fitta in un solo giorno, rispetto a una media di 7; nebbia ‘ordinaria’ 9 volte invece di 22. Il foehn è stato presente 17 giorni su 31, le massime sono salite di 3 gradi rispetto alla media, e gennaio è il secondo più caldo dal ’58. Diciamo che le cose, almeno dal punto di vsita della natura, della letteratura, del fascino misterioso, sono piuttosto insolite. Mah.

 

(Foto: il Torinese)

Su Facebook il Comitato Resistenza e Costituzione del Piemonte

consulteNella pagina istituzionale troveranno spazio i racconti legati ai luoghi della Resistenza, delle battaglie; i fatti che hanno colpito l’immaginario collettivo, le persone, le loro vite, le loro immagini

 

La riunione periodica del Comitato Resistenza e Costituzione del Piemonte è stata l’occasione per il lancio ufficiale della pagina istituzionale Facebook dell’organismo consultivo del Consiglio regionale.“Una novità importante – ha commentato il vicepresidente dell’Assemblea Nino Boeti, delegato al Comitato – che ci permetterà un dialogo più immediato con i cittadini, in particolar modo con le nuove generazioni che hanno più familiarità con la comunicazione social”.

 

Il rapporto tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini sta vivendo una fase di profondo mutamento: i siti istituzionali non costituiscono più l’unico punto di accesso alle informazioni. Sempre più spesso i cittadini si informano attraverso le proprie reti di relazioni, cercano il dialogo diretto con il proprio interlocutore, sia esso un’azienda o un ente pubblico, all’interno di spazi pensati per una comunicazione a due vie. L’apertura di uno spazio facebook risponde a queste esigenze.

 

I contenuti e i progetti che il Comitato elabora e porta avanti nella sua attività si prestano anche alle più moderne forme di comunicazione che vanno comunemente sotto il nome di “storytelling”: costruire una storia e raccontarla attraverso diversi media, foto, racconti, video, creazioni artistiche. Nella pagina istituzionale troveranno pertanto spazio i racconti legati ai luoghi della Resistenza e della Costituzione, delle stragi, delle battaglie; i fatti che hanno colpito l’immaginario collettivo, le persone della Resistenza, le loro vite, le loro immagini; i luoghi dei viaggi del progetto di Storia contemporanea, come sono state vissuti dagli studenti e molto altro.

 

La pagina è disponibile all’indirizzo 
https://www.facebook.com/comitatoresistenzacostituzione

 

La Curia si rifà il logo e Fb deciderà il migliore

duomo

Gli elaborati finalisti verranno sottoposti al vaglio della giuria popolare, sulla pagina Facebook

 

Grafici e disegnatori potranno partecipare a un  concorso per l’elaborazione di un logo che, spiega l’arcivescovo Cesare Nosiglia,  “rappresenti la chiesa cattolica di Torino di ieri, oggi e domani. Al vincitore andrà  un compenso di 2.500 euro. Le proposte devono essere inviate alla curia entro il 30 aprile. Gli elaborati finalisti verranno sottoposti al vaglio della giuria popolare, sulla pagina Facebook ecclesiastica: i tre disegni più votati saranno giudicati dalla presidenza della giuria tecnica.

 

(Foto: il Torinese)

Il tram storico, simbolo e patrimonio cittadino

TRAM GMADRE

È partner del Gruppo Torinese Trasporti (Gtt), con lo scopo di creare un “museo del tram in movimento”

 

L’Associazione Torinese Tram Storici (Atts), è un’associazione senza scopo di lucro aperta a privati ed enti pubblici. Nasce nel 2005 per valorizzare il tram come patrimonio storico e culturale della città, oltre che veicolo estremamente ecologico e durevole. È partner del Gruppo Torinese Trasporti (Gtt), con lo scopo di creare un “museo del tram in movimento”: le vetture storiche non restano ferme in deposito ma escono ogni giorno, offrendo ai torinesi e ai turisti l’emozione di un viaggio nella storia e nella cultura. Tra le altre iniziative viene organizzata  la “festa del tram”

 

(www.atts.to.it – Foto: il Torinese)

“Nature Domestiche” per i 200 anni di Don Bosco

don bosco

Oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco esposti per il bicentenario nella Sala Mostre della Regione Piemonte

 

“Nature domestiche. Un senso nuovo per gli oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco” è il titolo dell’esposizione interattiva realizzata dall’Associazione Missioni Don Bosco Valdocco Onlus, ospitata, da sabato 24 gennaio a domenica  1° marzo, nella Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165 a Torino, in occasione del bicentenario della nascita di Don Bosco. Pochi sanno che gli oggetti della collezione di questo Museo rappresentano una delle più importanti raccolte missionarie, con pezzi provenienti da tutti i continenti e che testimoniano gli usi sociali della natura in contesti geografici e culturali diversi. La mostra si potrà visitare tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18, con ingresso gratuito.

 

“Nature domestiche” esplorerà il rapporto uomo-ambiente, a partire dalla multiforme interpretazione della natura nelle società occidentali, invitando i visitatori a ripensarla non come un’idea universale, valida ovunque e per tutti, ma come una conseguenza della diversità culturale. Chiave di lettura della mostra sarà l’esperienza della natura attraverso i sensi: in postazioni interattive si potrà infatti mettere a confronto mondo occidentale e culture “altre” e coinvolgere il visitatore in un’esperienza che lo solleciterà ad esercitare un approccio critico nei confronti della sua stessa idea di natura. La mostra (curata da Alessia Andena, Elisabetta Gatto, Anna Maria Pecci e Andrea Perin) è organizzata in  collaborazione con Comitato Bicentenario 2015, Regione Piemonte e Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco.

 

Previste visite guidate per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado: della durata di circa un’ora e mezza, avverranno con una mediatrice culturale ed un’antropologa (prenotazione obbligatoria ai numeri 011-3990149 o 011-3990116). Vi saranno anche laboratori didattici, differenziati per classi, per approfondire i temi del percorso espositivo e per sperimentazioni multisensoriali. Visite guidate, per tutti e senza la necessità di prenotare, dalle ore 16 alle 18 di ogni giorno di apertura della mostra. Su richiesta, sarà a disposizione un interprete di lingua italiana dei segni.

 

(www.regione.piemonte.it)

Crisi agricola e utopie "petriniane"

agricoltura

Errori di progettazione e modelli sbagliati

 

Tutte le utopie sono affascinanti ma restano tali. La crisi agricola  “è figlia degli errori di progettazione di 15-20 anni fa e di chi insegue modelli sbagliati. Quello di Slow Food e Carlo Petrini, ad esempio, è un modello utopistico, di un’agricoltura che ha appeal mediatico ma non esiste”. E’ quanto dichiara all’Ansa il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi. “Per ridare dignità agli agricoltori bisogna pensare a una agricoltura che è impresa, pensa al reddito e si attrezza sul mercato”.

Transizioni di fase al Pav, una mostra "verde"

PAV

La programmazione artistica 2015 si apre con la personale di Gioberto Noro

 

Le opere di Gioberto Noro nella mostra “Transizioni di fase” al parco di arte vivente propongono una serie di scenari differenti dove viene messo in atto un processo di transizione pari a quello che subisce una sostanza, nel passaggio dallo stato solido a quello aeriforme, perdendo la propria forma definita. Proprio la materia allo stato gassoso è il soggetto principale, indagato e analizzato quale particolare simbolo di alterità e quale mezzo possibile per ridefinire le coordinate della percezione visiva.  Nell’ambito della mostra, le Attività Educative e Formative del PAV presentano Il Teatro della Luce, laboratorio che analizza la percezione della scena prospettica posta in relazione a quanto vi appare: il suo contenuto.

 

Via Giordano Bruno 31

Paleocapa senza bastone respira a fatica tra le auto

paleocapa 

Per la data di inaugurazione si scelse un’occasione importante e quanto mai opportuna: le feste pubbliche organizzate per l’apertura della linea ferroviaria del Cenisio, progetto che Paleocapa aveva sostenuto fortemente e al quale aveva collaborato fin dagli studi preliminari

 

Bentornati al nostro consueto e immancabile appuntamento settimanale con Torino e le sue meraviglie. Quest’oggi cari amici lettori e lettrici, vorrei parlarvi dello scienziato e uomo politico Pietro Paleocopa e del monumento a lui dedicato. (Essepiesse)

 

Gli articoli precedenti sono pubblicati nell’archivio della rubrica ARTE

 

Situata al centro dell’omonima piazza, la statua ritrae Pietro Paleocapa come un uomo di pensiero e di scienza, più che di azione. Un “vecchio”seduto su una poltroncina con un bastone bianco in mano, dall’aria semplice, serena e meditativa mentre accavalla le gambe all’altezza delle caviglie. Pietro Paleocapa nacque nel bergamasco, precisamente a Nese, l’11 novembre del 1788 da una famiglia di antiche origini greche che si era trasferita nei domini della Serenissima (Stato Veneto) dopo la conquista ottomana di Creta (Candia) nel XVII secolo. Dopo gli studi in Legge e Matematica a Padova, proseguì la sua formazione all’Accademia Militare di Modena dedicandosi alla carriera militare come ufficiale del Regno Italico.

 

Dopo la caduta dell’impero di Napoleone si dedicò al Genio Civile nel corpo degli ingegneri di acque e strade a Venezia, dove cominciò un’importante carriera che lo portò a collaborare a grandi imprese ferroviarie e stradali anche all’estero. Nel 1849 si trasferì come esule a Torino dove venne eletto deputato e divenne ben presto, su proposta di Massimo D’Azeglio, Ministro dei Lavori Pubblici; ricoprì così nel corso degli anni che seguirono cariche importanti godendo anche di riconoscimenti a livello internazionale. Durante la sua amministrazione la rete ferroviaria del Piemonte così come le opere stradali giunsero ad una grande svolta: vennero infatti aperte la Torino-Alessandria-Genova e la Torino-Novara-Arona, mentre si fece anche promotore di due importanti progetti come il traforo del Cenisio (Fréjus) e il taglio dell’Istmo di Suez.

 

Nel corso degli anni un’oftalmia lo rese cieco ma questo non gli impedì di lavorare per altri dieci anni, durante i quali portò a compimento innumerevoli progetti. Morì a Torino il 13 febbraio 1869 e pochi giorni dopo la sua morte, Il Monitore delle Strade Ferrate e degli Interessi Materiali (un settimanale di “Lavori pubblici – Industria – Commercio – Finanza” edito a Torino tra Ottocento e Novecento), si fece promotore di una pubblica sottoscrizione per la realizzazione di un monumento a lui dedicato. Il desiderio di erigere un’opera che ricordi ai posteri la figura dell’insigne ingegnere si fece forte in molti lettori: l’appello in tutta Italia suscitò una risposta immediata e prima della fine del mese di febbraio, venne costituito il Comitato promotore per l’erezione di un monumento a Paleocapa.

 

Nel marzo del 1870, ad un anno dall’inizio della sottoscrizione, le somme depositate presso la Cassa della Direzione dell’Esercizio dell’Alta Italia raggiunsero un importo considerevole, tanto che il Comitato propose di realizzare non uno ma ben due monumenti: uno a Torino (per un ammontare di £.15.000) e l’altro più grande ed imponente a Venezia. L’opera venne commissionata direttamente ad Odoardo Tabacchi: non ci sono notizie circa un concorso per la scelta di un bozzetto, o il vaglio di più artisti. La statua che inizialmente lo ritraeva con un bastone da cieco in mano e di cui invece oggi è rimasto purtroppo solo un piccolo frammento sulla gamba, rappresenta una personalità di rilievo per le associazioni dei non vedenti.

 

Per la data di inaugurazione si scelse un’occasione importante e quanto mai opportuna: le feste pubbliche organizzate per l’apertura della linea ferroviaria del Cenisio, progetto che Paleocapa aveva sostenuto fortemente e al quale aveva collaborato fin dagli studi preliminari.  In occasione dell’inaugurazione, l’opera venne formalmente donata dal Comitato al Municipio di Torino. Riguardo alla piazza dove si erge la statua, bisogna ricordare che all’inizio del 1870 il Comitato Promotore del Monumento a Paleocapa propose alla Città di Torino di collocare “una statua con basamento” in piazza S. Quintino (oggi Paleocapa) ed incaricando di realizzare una statua simile a quella di Luigi Lagrange inaugurata nel 1867 nella piazza omonima.

 

Per simmetria urbana e morfologica il Comitato propose un impianto simile per le due piazze ed analogamente a piazza Lagrange, che prima della collocazione del monumento omonimo si chiamava Bonelli, anche piazza S. Quintino assunse dopo l’inaugurazione della statua di Pietro Paleocapa, il nome del monumento ospitato. Oggi piazza Paleocapa, così come anche piazza Lagrange, è un`area di parcheggio a raso in cui i posti auto sono disegnati fino in prossimità del monumento; la statua, anche se asfissiata dalla presenza delle auto, appare immersa in se stessa, isolata e lontana da ciò che accade intorno.

 

Anche per oggi la nostra piccola passeggiata per le vie della città è giunta al termine. L’appuntamento è come al solito per la prossima settimana alla scoperta di Torino, della sua storia e delle sue meraviglie.

 

(Foto: il Torinese)

 

Simona Pili Stella

Madian Orizzonti, chiamate il 45592 per il "Villaggio della Gioia"

madian

madian2A Madian Orizzonti, la Onlus dei religiosi camilliani di Torino, è stato assegnato un numero solidale (45592) per la raccolta fondi finalizzata alla costruzione del Villaggio “Vilaj Lajwa”(Villaggio della Gioia)  a Port au Prince, Haiti

 

L’idea di costruzione del villaggio è nata dalla constatazione che a quasi 5 anni dal terremoto nell’isola di Haiti tantissime famiglie vivono ancora nelle tendopoli e altrettante famiglie vivono all’aperto, lungo i margini delle strade.  Lo stimolo di questo progetto nasce dal desiderio di ridare speranza alle vittime del terremoto e permettere a 10 famiglie di affrontare la vita con un solido riparo.

 

Il progetto si è proposto di creare un nucleo comunitario formato dalle 10 famiglie:  all’interno del villaggio ogni famiglia beneficerà di una casa e di un lotto di terreno per coltivare frutta e verdura e potersi sostenere.  Con questo progetto non solo si vuole migliorare la condizione economica ma offrire alle 10 famiglie la possibilità di vivere insieme, rispettando i principi base di convivenza fraterna e solidale. Un punto importante per le famiglie che abiteranno il villaggio è l’impegno di vivere con il proprio lavoro.

 

Il progetto prevede anche momenti di formazione teorica che si alternano a momenti di formazione pratica e di monitoraggio periodico sull’andamento del progetto.  Ogni casetta è strutturata con una cucina (m 3.5 x m 2.5), due camere (m 3 x m 3), un bagno dotato di servizi igienici, un portico davanti e dietro la casa. Il valore della donazione sarà di 1 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile e CoopVoce. Sarà di 2 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Fastweb, Vodafone, TeleTu e TWT.

 

Madian Orizzonti ONLUS fondata dai Padri Camilliani – ha origine all’interno dell’ordine dei religiosi camilliani della Provincia Piemontese e ha sede legale a Torino in via San Camillo de Lellis, 28 dove con la Comunità Madian si dà vitto (tre pasti al giorni 7 giorni su 7), assistenza medica e infermieristica, servizio di lavanderia e farmacia, accompagnamento per esami strumentali e di laboratorio e alloggio a 50 stranieri malati. L’ambito di operatività dell’Onlus si divide tra l’Italia e alcune missioni all’estero.

 

L’attività all’estero si concretizza in interventi nel campo sanitario ed assistenziale attraverso la costruzione e la gestione di strutture ospedaliere e di accoglienza con un’attenzione particolare ai bambini e nello specifico a quelli denutriti, abbandonati, portatori di handicap. Le attività in Italia sono essenzialmente mirate a ricercare i mezzi per permettere alle strutture e alle missioni di poter operare e svilupparsi e per sostenere i missionari nella loro attività.

 

Madian Orizzonti Onlus opera in Georgia, a Tbilisi (con un poliambulatorio e un centro di riabilitazione) e a Khisabavra (con una scuola materna e un gabinetto dentistico), in Armenia, a Ashotsk (con un ospedale e 22 ambulatori medici), in Argentina aCordoba (con una scuola materna ed elementare, doposcuola per adulti, laboratorio di cucito).

 

Ad Haiti è presente a Port au Prince sin dal 1994 con:

 

  •      ilcentro socio sanitario Foyer Saint Camille che comprende:
  •      un dispensario dove ogni giorno vengono visitate 300 persone, il centro colera per 40 persone e un ospedale pediatrico con 100 posti letto
  •      un centro nutrizionale per bambini denutriti

 

·        il Foyer Bethléem a Port au Prince dove sono accolti 50 bambini con disabilità gravi che le famiglie non sono in grado di curare e mantenere

·        la scuola Saint Camille a Port au Prince – scuola primaria e secondaria – dove studiano più di 500 bambini.

 

A Jérémie nel sud ovest del paese i padri camilliani forniscono assistenza e aiuto ai malati presso l’ospedale pubblico St. Antoine, distribuiscono medicine a coloro che non possono acquistarle, si occupano di prevenzione, formazione e medicina di base sul territorio attraverso il progetto delle Cliniche mobili” e stanno costruendo l’ospedale per la cura delle lesioni cutanee “Saint Camille”.

 

A questi paesi dal 2013 si sono aggiunti: l’India nello stato di Andhra Pradesh, dove una piccola comunità di Suore di San Luigi offre protezione, cibo e istruzione a ragazze orfane; l’Indonesia a Maumere, nell’isola di Flores, dove si sta costruendo un centro di accoglienza e di assistenza medica e ambulatoriale per studenti; Il Kenia a Karungu dove a fianco del Saint Camillus Mission Hospital, il centro nutrizionale per orfani Dala Kiye, una scuola primaria e secondaria per 500 bambini, si stanno realizzando delle case Famiglia per bambini orfani malati di AIDS; le Filippine nei villaggi di Osmena, Marabut e Samar dove grazie alla Fondazione La Stampa  Specchio dei Tempi  si stanno costruendo e restituendo alla comunità locale  le barche da pesca  che il tifone Yolanda ha portato via all’inizio di novembre 2013.

 

 

INFO Alessandro Battaglino  info@madian-orizzonti.it

 

I Sentieri della Memoria di Cultura e Società

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Progetto di ricerca storica nel 70° della Liberazione per costruire insieme una mostra ed uno spettacolo

 

Il Centro Studi Cultura e Società promuove la V Edizione dei Sentieri della Memoria, un progetto di ricerca storica nel 70° della Liberazione, finalizzato alla raccolta di testimonianze e documenti su fatti ed esperienze realmente accaduti, espressione di fonti documentali anche non ufficiali, e riconducibili ad esperienze di vita e di lavoro quotidiane, che altrimenti andrebbero perdute.

 

La partecipazione al progetto I Sentieri della Memoria è gratuita ed avviene previa presentazione di una Ricerca e/o di Fonti documentali. Non sono previsti limiti di età per la partecipazione, che può avvenire sia a titolo individuale che collettivo. La Documentazione deve essere trasmessa entro il 26 febbraio 2015 al Centro Studi Cultura e Società avvalendosi di spedizione elettronica all’indirizzo cultsoc@fastwebnet.it

 

Si trasmette in allegato il regolamento completo, che può anche essere scaricato dal sito. Nella stessa sezione del sito http://culturaesocieta.gsvision.it/ può essere scaricato anche il Regolamento della XXII Edizione del Premio Piemonte Letteratura per opere di Poesia, Narrativa Breve e per Tesi di Laurea.