ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 697

I lavoratori invisibili della Bistefani

 Sulla presenza di Cristina Bargero e Fabio Lavagno c’è stato un principio di “incidente diplomatico” in quanto non sarebbe stata volontà dell’azienda avere al tavolo altri interlocutori che non fossero Regione, Provincia e Comune

BISTEFANI2

Nella vertenza per lo stabilimento Bauli sono entrati in scena giovedì “I lavoratori invisibili della Bistefani”. E lo hanno fatto con un gesto che ha richiamato l’attenzione dei media. Si tratta di coloro che sono collegati lavorativamente allo stabilimento di Villanova Monferrato per il settore degli apparti che riguarda i servizi di portierato, la pulizia dei locali e la logistica, di cui sinora non si è praticamente parlato, perché tutta l’attenzione è stata incentrata sui 114 dipendenti diretti. Ieri giovedì, due sindacalisti della Filcams Cgil, Fabio Favola che è il segretario provinciale di Alessandria, e Mario Galati, dopo che alle 13 circa avevano saputo che non era intenzione dell’amministratore delegato Bauli, Stefano Zancan, riceverli. “Siamo usciti dallo stabilimento, abbiamo visto un silos che prima non avevamo notato e siamo saliti” dicono entrambi, che hanno poi srotolato, in altezza, uno striscione preparato dalle ragazze che seguono nella vertenza. E un risultato l’hanno ottenuto se l’amministratore delegato li ha incontrati , dopo aver incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori Bauli e della rsu. Se il gesto dei due sindacalisti ha animato la giornata di ieri, tuttavia, la questione ex Bistefani ha avuto un momento istituzionale importante con l’incontro della sala consigliare di Casale, promosso dal primo cittadino casalese Titti Palazzetti (al quale erano state nel frattempo consegnate oltre 3000 firme di una raccolta spontanea a sostegno dei lavoratori). In aula c’erano anche i sindaci dei comuni interessati ( Balzola, Morano sul Po, Trino, Conzano, Frassineto, Stroppiana, Motta de Conti), Valeria Olivieri, presidente dell’Associazione dei Comuni del Monferrato, un funzionario regionale, il presidente e vice presidente della Provincia di Alessandria, Rita Rossa e Angelo Muzio, oltre ai parlamentari locali. E proprio sulla presenza di Cristina Bargero e Fabio Lavagno c’è stato un principio di “incidente diplomatico” in quanto non sarebbe stata volontà dell’azienda avere al tavolo altri interlocutori che non fossero Regione, Provincia e Comune. E questo grave impasse è stato superato per la determinazione del presidente della Provincia che ha subordinato alla sua presenza al tavolo a quella dei due parlamentari. Di fronte alla volontà della proprietà Bauli di spostare l’intera produzione gli amministratori hanno rilevato l’ulteriore impoverimento industriale del territorio. Rita Rossa, poi, ha chiesto all’amministratore delegato la disponibilità ad un tavolo di discussione con la Regione Piemonte, anche a fronte dei finanziamenti di FinPiemonte ottenuti dalla Bauli con l’impegno di continuare la produzione fino al 2020, che l’azienda dovrà restituire, quanto meno parzialmente, se avverrà l’annunciata chiusura Monferrato a Verona. Poi Zancan, l’amministratore delegato, in azienda a Villanova ha incontrato i sindacati e qui si è raggiunto l’accordo su chi accetterà il trasferimento e chi non che è stato poi votato a larghissima maggioranza (due astensioni e due voti contrari= nell’assemblea dei lavoratori che è seguita, cui erano presenti il deputato Fabio Lavagno ed il vice presidente del consiglio comunale Federico Riboldi.

 

Massimo Iaretti

 
 
 

Al Parco Dora “L’acqua è vita" con Mercalli

mercalliIl grande evento che conclude l’omonimo progetto di teatro sociale e di comunità rivolto a bambini di cinque scuole elementari di Torino sul tema dell’acqua in un’ottica di sostenibilità ed etica ambientale



A cura del Social Community Theatre Centre del dipartimento Studium dell’Università degli Studi di Torino e dell’azienda AQUANOVA, con 250 bambini di cinque scuole elementari di Torino e con la partecipazione straordinaria di LUCA MERCALLI
Sabato 9 aprile 2016 alle ore 14.30 nella splendida cornice del Parco Dora di Torino, presso l’Area Michelin su cui si affaccia il Museo A Come Ambiente – MAcA, si svolgerà ad ingresso gratuito l’evento “L’acqua è vita”, atto finale dell’omonimo progetto di Teatro Sociale e di Comunità che coinvolge 250 bambini delle scuole elementari torinesi Coppino, Falletti di Barolo, Parato, San Francesco d’Assisi e Tommaseo sul tema dell’acqua in un’ottica di sostenibilità ed etica ambientale. Un tema di portata mondiale e storica che la recente XXI Conference of the Parties, la conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici, ha ben messo in risalto nei dati forniti e nell’accordo globale che ne è scaturito. 
Un progetto di eccellenza anche perchè crea sinergia tra settore pubblico e settore privato  grazie al Social and Community Theatre Centre del dipartimento Stadium dell’Università degli Studi di Torino (SCT Centre|UNITO) che lo ha ideato per i bambini delle scuole elementari e all’azienda AQUANOVA che, con grande senso morale, lo finanzia avallando la metodologia di Teatro Sociale e di Comunità adottata e già riconosciuta come Best Practice dall’Unione Europea. acqua gocce
Collaborano inoltre alla realizzazione del progetto il Museo A Come Ambiente – MAcA, Pelagosphera – Società cooperativa di servizi in ambiente marino, Hydroaid – Scuola Internazionale dell’Acqua per lo Sviluppo, Società Meteorologica Italiana – Nimbus e Nova Coop con i supermercati Coop e Ipercoop.
LUCA MERCALLI, climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana e divulgatore per La Stampa e Rai3, parteciperà all’evento finale con una conferenza pensata appositamente per i bambini, i pionieri del nostro futuro.
LA GRANDE FESTA DI COMUNITÀ DEL 9 APRILE SARÀ SUDDIVISA IN TRE PARTI:
● dalle 14:30 il pubblico potrà interagire liberamente con gli allestimenti di SCT Centre e dei partner; 
● alle 15:45 presentano il progetto Alberto Pagliarino ed un dirigente di Aquanova 
● alle 16:00  gli attori dell’SCT Centre ed i bambini coinvolti porteranno in scena gli esiti dei laboratori teatrali nei quali ogni classe ha esplorato un argomento specifico legato al tema: l’acqua come fonte di vita; il viaggio di una goccia d’acqua in Africa; il viaggio di una goccia d’acqua in una grande città quale Torino; l’acqua e il suo rapporto con il clima e l’acqua virtuale;
● alle 17:00 interverrà LUCA MERCALLI con la sua conferenza scritta e pensata appositamente per l’occasione e seguirà alle 17.45 un suggestivo rito conclusivo in cui i bambini faranno volare in cielo 300 palloncini, naturalmente di materiale biodegradabile, insieme ai loro messaggi da far arrivare al mondo. Infine, tutti i bimbi potranno gustare una deliziosa merenda offerta da Nova Coop.
Partecipano alla realizzazione dell’evento anche Davide Pascutti e Maurizio Agostinetto.
Davide Pascutti, fumettista di rilievo sulla scena italiana realizzerà una cartolina e una calamita che avranno come protagonista una goccia d’acqua e che verrà regalata ai bambini il 9 aprile, oltre ad una serie di tavole a fumetti che saranno utilizzate nello spettacolo teatrale che nascerà dal progetto.  Maurizio Agostinetto, artista poliedrico riconosciuto in campo internazionale, curerà l’allestimento dell’intero spazio del Parco Dora con installazioni e scenografie.

Parco Dora, Area Michelin presso il Museo A Come Ambiente, Corso Umbria 90, TORINO
In caso di maltempo l’evento si svolgerà allo Sporting Dora, in Corso Umbria 83
<  ingresso gratuito  | www.socialcommunitytheatre.com  >

Identità elettronica addio, resta la vecchia carta

carta identitaVoci di corridoio a Palazzo Civico fanno capire che la tecnologia dedicata alle  postazioni del servizio anagrafico, fornita dal ministero degli Interni, è ormai usurata

Se ne era parlato come il fiore all’occhiello della buona burocrazia municipale subalpina e ora le carte di identità elettroniche rilasciate dal Comune di Torino saranno bloccate. Il servizio venne avviato 15 anni fa in via sperimentale  ma, dopo infinite polemiche sui macchinari per emetterle che non funzionavano, ora da giorni è sospeso. Voci di corridoio a Palazzo Civico fanno capire che la tecnologia dedicata alle  postazioni del servizio anagrafico, fornita dal ministero degli Interni, è ormai usurata e a nulla sono valsi e varrebbero in futuro gli interventi di riparazione. Dunque è probabile che si debba  attendere che siano operativi i piani nazionali dell’Agenda digitale e della Carta d’identità digitale. Campa cavallo. Fino ad allora i  torinesi dovranno tenersi la  vecchia carta… cartacea..

Bauli-Bistefani, grandi manovre per salvare i lavoratori

Passi avanti per i trasferimenti ma acqua alta per la mobilità
Bistefani

Un passo avanti per i trasferimenti ma ancora acque alte per la mobilità. Questa è, in poche battute, la sintesi dell’incontro che si è svolto venerdì scorso ad Alessandria tra le organizzazioni sindacali da un lato, Cgil e Cisl e la rsu dello stabilimento di Villanova Monferrato e la proprietà Bauli. In realtà si è trattato di un appuntamento interlocutorio perché Stefano Zancan, amministratore delegato dell’impresa veneta CASALE1era impegnato all’estero. In un clima sostanzialmente tranquillo – come pure non si erano registrate tensioni in occasione del presidio dei lavoratori del giorno precedente davanti all’ex Bistefani – le parti hanno discusso ma la soluzione della vertenza è ancora lunga a venire, anche perché a fronte dell’offerta dell’azienda fatta ai dipendenti di andare a lavorare in provincia di Verona non paiono essere molte le adesioni, con resistenze soprattutto dei lavoratori più avanti negli anni o con situazioni familiari radicate nel Casalese. Il sindacato, dal canto suo, ha avanzato anche alcune richieste di incentivi che l’azienda dovrà vagliare. Nel complesso il dialogo rimane aperto anche se nessuna decisione è stata in realtà sinora presa. Ecasale giovedì, a partire dalle ore 14.30, in Comune a Casale c’è il tavolo istituzionale con i diversi attori istituzionali, a partire dai sindaci dei comuni interessati (l’occupazione riguarda anche alcuni centri della Provincia di Vercelli) a partire da Casale e Villanova, la Regione Piemonte, i parlamentari Cristina Bargero e Fabio Lavagno. E questa volta ci sarà anche la Provincia di Alessadria che, nel precedente incontro, non era stata invitata al tavolo. In una nota l’ente Provincia ha fatto conoscere che “sta verificando se esistano ancora reali possibilità di intesa con istituti bancari per l’anticipazione delle provvidenze a sostegno dei reddito, così come è avvenuto nel passato per alcune grandi crisi industriali e per garantire un reale aiuto alle famiglie in difficoltà”. Ma il tavolo istituzionale – finalizzato appunto a vedere se possano essere approntate soluzioni che consentano la prosecuzione dell’attività nello stabilimento, la cui chiusura sarebbe un ulteriore passo verso la desertificazione dell’industria nel Casalese – potrebbe avere una coda. “Stiamo valutando la possibilità – dice Marco Malpassi della Flai Cgil, che sta seguendo in prima persona l’evoluzione della vicenda ex Bistefani – di avere un incontro nella stessa giornata di giovedì, successivamente a quello del tavolo istituzionale, vista la presenza dell’amministratore delegato Zancan (in Confindustria ad Alessandria l’impresa era rappresentata dal responsabile delle Risorse umane) per poter entrare nel merito delle questioni”. Il sindacato ha già avuto una assemblea serale con i lavoratori – e non è stata la prima volta – venerdì, nel corso della quale è stato illustrato lo stato dell’arte della trattativa. Intanto Fabio Lavagno, che ha presentato sulla vicenda un’interrogazione al Governo, torna ad insistere per l’apertura di un tavolo nazionale che esplori la possibilità di evitare la chiusura dello stabilimento

Massimo Iaretti

 
 
 

Comprare e vendere, guida agli investimenti

La grancassa giornalistica cavalca l’’onda dei fenomeni borsistici estremi quando ormai è al termine della propria corsa ma, cosi facendo, diventa megafono di paure o euforie deleterie e motore di irrazionalità nei comportamenti degli investitori

zulianiIl Torinese con questo primo intervento di Paolo Zuliani, analista tecnico indipendente, intende  dare ai risparmiatori occasionali e poco esperti un nuovo modo di guardare gli investimenti, slegandoli dalle notizie spesso fuorvianti dei mass media e dalle contingenze del momento. La grancassa giornalistica cavalca l’’onda dei fenomeni borsistici estremi quando ormai è al termine della propria corsa ma, cosi facendo, diventa megafono di paure o euforie deleterie e motore di irrazionalità nei comportamenti degli investitori. “Il mio contributo – dice Zuliani – sarà quello di far evitare questi errori e di sgomberare il campo da acquisti e vendite perché il titolo è basso o è alto, costa poco o costa caro” o perché “l’’ha detto la tv o il giornale””. L’’analisi sarà fatta sull’Indice FTSEMIB, ovvero il paniere che raccoglie le aziende italiane a maggiore capitalizzazione e non sui singoli titoli.

L’indice Ftse Mib dopo aver toccato la quota dei 19000 punti dai minimi di inzio febbraio si è avviato in una fase discendente che ad oggi sembra non avere trovato ancora un fondo. Come valuta l’’attuale fase di mercato?

 

Il nostro mercato è in fase correttiva da un mese circa dopo il forte rimbalzo iniziato il 9 febbraio scorso. Dai minimi l’’indice ha recuperato quasi il 20% per poi incominciare a flettere in un trend che, per adesso, non trova una conclusione. Tutto questo in controtendenza con le Borse americane che sono praticamente ritornate a testare i massimi di sempre. La debolezza tutta italiana dipenderebbe molto dalla difficile situazione del reparto bancario. Almeno, questo è quello che si sente raccontare nel disco incantato dei mass media. Sta di fatto, però, che non mancano puntualmente pressioni al ribasso anche per gli altri settori, industriale e energetico in primis.

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Cosa è cambiato allora rispetto ad un mese fa?

 

Assolutamente nulla. Le cose in economia non cambiano da un giorno all’altro. Cambia, invece, l’’atteggiamento degli investitori/speculatori che ritengono opportuno il momento di monetarizzare i guadagni dopo un + 20% in un mese, quando i titoli di Stato danno a mala pena l’’un per cento in un anno. È ’una questione di opportunità prettamente speculative e non di dinamiche macroeconomiche.

Quando potrebbe terminare questa fase discendente?

La sensazione è che una nuova spinta rialzista sia alle porte. I prezzi seguono modalità sganciate da valutazioni economiche. Sono, invece, figli di movimenti ciclici a loro volta collegati ad atteggiamenti psicologici di massa degli investitori. In questo momento siamo vicini alla conclusione di uno di questi movimenti. Il grafico previsionale verde che segue segna il percorso del nostro indice rosso. Non dovrebbe quindi mancare molto ad una inversione di tendenza.

 

Come crescono i giovani a Pinerolo?

giovani I risultati dello studio, finalizzato a capire come crescono i ragazzi, cosa pensano, come si relazionano con i pari ed in famiglia, quali sono le prospettive per il futuro, saranno presentati in un incontro pubblico, che si tiene venerdì 8 aprile tra le ore 14.30 e le 17 al Castello di Miradolo

Ottocento ragazzi in un’età compresa tra i 12 ed i 20 anni sono stati al centro di un studio, “Crescere a Pinerolo” a cura della Fondazione Emanuela Zancan per conto della Fondazione Cosso con il contributo finanziario della stessa ed in collaborazione con il Comune di Pinerolo. Nei mesi di febbraio e marzo di quest’anno sono stati distribuiti 590 questionari delle scuole pinerolesi secondarie di secondo grado che si sono andati ad aggiungere a quelli raccolti nella scuole secondarie di primo grado, chiudendo così il cerchio temporale. I risultati dello studio, finalizzato a capire come crescono i ragazzi, cosa pensano, come si relazionano con i pari ed in famiglia, quali sono le prospettive per il futuro, saranno presentati in un incontro pubblico, che si tiene venerdì 8 aprile tra le ore 14.30 e le 17 al Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo. I lavori verranno introdotti da Maria Luisa Cosso, presidente della Fondazione Cosso, Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Emanuele Zancan Onlus, Giampiero Clement, assessore al Comune di Pinerolo e Giovanni Tosco, presidente dell’Ufficio Pio della Compagnia San Paolo. Seguiranno le relazioni di Giulia Barbero Vignola (Fondazione Zancan) su “I risultati dello studio: uno sguardo a 360° sulla crescita dei ragazzi” e di Martin Eybard (Fondazione Cosso) su “Istruzione, tempo libero, futuro e felicità: le voci dei ragazzi”. Seguirà una discussione tra Paolo Malano (liceo scientifico Maria Curie), Maria Teresa Ingicco (liceo classico Porporato), Loredana Grabbi (Istituto Alberti – Porro), Danilo Chiabrando (Istituto Buniva).

Massimo Iaretti

 
 

Il caso panchine rosse. Salvini: "Roba da papponi". Laus: "Facciamole in tutta Italia"

 Ma Nadia Conticelli, consigliera regionale del Pd e presidente della Circoscrizione, non ci sta e risponde via Facebook al leader del Carroccio: “La lotta alla violenza è lotta per la sicurezza. Di tutti”
panchine donne violenza

Ai tempi del social network anche le panchine – se sono rosse – diventano un caso. Stiamo parlando delle panchine dipinte di rosso ideate a Torino come simbolo della battaglia contro la violenza alle donne. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha dato ragione ai suoi consiglieri leghisti della Circoscrizione 6. che hanno votato contro il progetto di ridipingere altre dieci panchine. “Bene, è solo una presa in giro: su quelle panchine si siedono i papponi”, ha detto alla Stampa. Ma Nadia Conticelli, consigliera regionale del Pd e presidente della Circoscrizione, non ci sta e gli risponde via Facebook: “La lotta alla violenza è lotta per la sicurezza. Di tutti”, e si  fa fotografare seduta su una delle panchine  con il cartello “io non sono un pappone”. A dimostrare che a sedersi non sono (almeno, non solo) i papponi ma  anche., aggiunge la consigliera “studenti, insegnanti, operai, ingegneri, pensionati, designer, badanti. Noi insomma che siamo Torino”. Nel dibattito su Fb entra anche il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Laus, referente per le Pari Opportunità della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali: “Salvini conferma la sua pochezza culturale e decide al posto delle donne. Invece io decido con le donne”. Laus aggiunge che è disposto  a sostenere il progetto della Commissione Pari Opportunità piemontese di ampliare su scala regionale e nazionale la campagna di sensibilizzazione delle panchine rosse.

(foto: www.comune.torino.it)

Il Chiampa lancia l'idea della Casa del Vino made in Piemonte

chiampa BICIE un coordinamento regionale degli eventi legati all’enologia

Per promuovere il  vino piemontese il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, ha in mente una Casa del Vino, da realizzare a Torino, e un coordinamento regionale degli eventi legati all’enologia e all’agricoltura ad essa connessa. Il governatore, che è anche presidente dell’Arev, l’associazione che rappresenta le 75 regioni Vendemmia vinoviticole europee, ha lanciato la proposta in occasione della presentazione delle nuove etichette di ‘Piemonte Barbera, tradizione che si rinnova’, il progetto della Cia di Asti, della cantina di Vinchio e del Consorzio della Barbera all’Enoteca regionale di Nizza Monferrato.

Regione, approvato il Bilancio di previsione 2016-2018

con reg lascarisIl documento di previsione finanziario, che era approdato in Aula dopo numerose sedute in Commissione, pareggia in 19,7 miliardi di euro in termini di competenza e 18,5 in termini di cassa (il fondo di riserva 2016 è pari a 1,4)

La maggioranza di palazzo Lascaris con 28 voti a favore e 6 contrari delle opposizioni, eccetto il gruppo M5S che aveva abbandonato l’Aula), ha approvato a maggioranza il Bilancio di previsione finanziaria 2016-2018” Nella seduta del 31 marzo è stato previsto il contingentamento dei tempi, per non fare notte.  La richiesta è giunta dalla maggioranza, per l’imminente scadenza dell’esercizio provvisorio del Bilancio. Il documento di previsione finanziario, che era approdato in Aula dopo numerose sedute in Commissione, pareggia in 19,7 miliardi di euro in termini di competenza e 18,5 in termini di cassa (il fondo di riserva 2016 è pari a 1,4). Nell’esercizio finanziario 2017 sono previste entrate e spese nell’ordine di 18,6 in termini di competenza. L’esercizio finanziario 2018 pareggia in 18,2 miliardi. La quota più ingente, come sempre, alla sanità alla quale sono dedicate circa l’83% delle risorse del bilancio regionale (attorno agli 8 miliardi di euro). Al secondo posto gli stanziamenti per i trasporti con 533 milioni. L’esame in Aula è stato caratterizzato dalla discussione di oltre 200 emendamenti, dei quali 12 approvati. Quasi la totalità di quelli provenienti dalle opposizioni sono stati respinti eccetto due del gruppo Forza Italia.

In particolare un emendamento dell’Esecutivo ha proposto numerose integrazioni anche raccogliendo sollecitazioni provenienti dalle opposizioni. Nella proposta del vicepresidente della Giunta regionale, con delega al Bilancio, sono stati previsti spostamenti di risorse (circa 4 milioni di euro) per far fronte a diverse esigenza emerse recentemente anche a causa dell’approvazione di nuove leggi. Tra queste viene stanziato un milione di euro per far fronte all’emergenza di lotta parassitaria e di risarcimento dei danni agli agricoltori causati dal coleottero Popillia japonica (che ha colpito soprattutto il Parco del Ticino). Un altro milione è riservato per il sostegno al fondo sociale per le locazioni mentre, 150 mila euro, vanno al sostegno della recente legge contro la violenza di genere. Per l’Edisu sono stanziati un milione nel 2016 e altri 2 nel 2017; per la Formazione professionale, invece, sono previsti ulteriori 12 milioni nel 2017. Prima della votazione finale sono stati approvati 27 ordini del giorno collegati (alcuni anche delle opposizioni) a fronte di altri 16 respinti (vedi scheda dedicata).

consiglio lascarisIL DIBATTITO IN AULA

Prima delle dichiarazioni di voto il presidente della Giunta regionale, esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto sul Bilancio ha rilevato come “la Giunta e la maggioranza con questo documento si trovino a metà del percorso politico e programmatico di questa amministrazione. Credo che con questo bilancio si cominci a intravedere la luce in fondo al tunnel e non più il treno in senso contrario. Ora dobbiamo guidare in modo accorto. Il nostro obiettivo è anche restituire al Consiglio regionale la dignità di essere utile alla nostra comunità”.

  • Il presidente del gruppo M5S ha giustificato l’uscita dall’Aula con “la mancanza di volontà di confrontarsi della Giunta regionale e della maggioranza, per non voler in minima parte riconoscere il lavoro delle opposizioni e per la scelta dell’Ufficio di presidenza di assumere un provvedimento inaccettabile nei confronti di due componenti del gruppo”.
  • Il capogruppo Pd ha dichiarato il voto favorevole in quanto pur “portandoci dietro un debito di 10 miliardi abbiamo gestito un Bilancio che da risposte alla società: ci siamo concentrati non sulle colpe dei padri ma sul futuro dei figli”.
  • “Anche con l’entrata in vigore della nuova riforma costituzionale – ha affermato il presidente del gruppo FI – il potere normativo della Regioni è ancora enorme e in questi due anni si poteva fare di più. Mi auguro che nel prossimo triennio la Giunta regionale possa mettere in atto le necessarie azioni di cambiamento, dalle politiche sociali alla sanità”.
  • Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, “La Giunta regionale ha abdicato al suo ruolo. Il Bilancio è un provvedimento blindato che l’Aula ha dovuto digerire sfogandosi in patetici atti d’indirizzo in una fase di assestamento che non avrà risorse: una presa in giro. Un bel pesce d’aprile per tutti i piemontesi.”
  • Voto contrario dichiarato anche dalla presidente del gruppo della Lega Nord perché “manca completamente l’idea della progettualità, della velocità e della prospettiva. Il presidente della Giunta regionale poteva essere più coraggioso, non essendo interessato ad una rielezione”.
  • Il capogruppo di Sel, dichiarando la sua lealtà politica alla maggioranza ha evidenziato alcuni dati favorevoli alla azione dell’attuale governo regionale, “7mila persone rischiavano di perdere la casa nel 2013, ora sono solo 5mila. 4mila studenti non prendevano la borsa di studio oggi sono solo mille. 30 mila le famiglie senza assegni cura oggi solo più 16 mila”.

AB – www.cr.piemonte.it

Il successo della app contro lo spreco di cibo targata Torino

mercato sebatopoliSi chiama  Last Minute Sotto Casa

Ogni mese, per un anno e mezzo ha salvato 2,5 tonnellate di cibo, di cui 1 tonnellata nella città di Torino. Proprio sotto la Mole è nata la  start up nell’incubatore del Politecnico, che oggi sta per  sbarcare anche oltre confine, in Spagna e Portogallo. Si chiama  Last Minute Sotto Casa, app che combatte lo spreco alimentare e vuole espandersi all’estero grazie a un accordo con Day Gruppo Up e con il network LifeGate. Sono più o meno 50 mila in Italia gli utenti registrati sulla app e 300 gli esercizi commerciali che propongono a prezzi scontati i prodotti in eccedenza.

(Foto: il Torinese)