Questo è l’obiettivo di fondo del progetto Economia e diritto nei tempi della crisi realizzato dalle associazioni Libertà e Giustizia e Pop Economix e sostenuto dal Comitato Resistenza e Costituzione

Far “parlare” la Costituzione sui temi economici e finanziari di attualità. Questo è l’obiettivo di fondo del progetto Economia e diritto nei tempi della crisi realizzato dalle associazioni Libertà e Giustizia e Pop Economix e sostenuto dal Comitato Resistenza e Costituzione.
L’iniziativa prevede quest’anno una conferenza teatrale seguita da laboratori condotti da giuristi ed economisti per stimolare gli studenti – e con loro gli insegnanti e le famiglie – a individuare i nessi principali esistenti fra i fatti e le dinamiche economiche e i principi e le regole giuridiche. Con lo scopo di far acquisire consapevolezza del fatto che le vicende economiche possono e devono essere oggetto di regolazione giuridica e di valutazione dal punto di vista dei principi costituzionali.
Lo spettacolo Pop Economix Live Show, scritto da Alberto Pagliarino, Nadia Lambiase e Paolo Piacenza, con Alberto Pagliarino e per la regia di Alessandra Rossi Ghiglione, andrà in scena al liceo Darwin di Rivoli mercoledì 13 aprile alle 10 alla presenza del vicepresidente del Consiglio regionale delegato al Comitato Resistenza e Costituzione. Attraverso la voce e il punto di vista di un narratore si racconta la crisi globale che ha investito il pianeta. Il linguaggio teatrale si avvale così di immagini metaforiche e richiami alla quotidianità, per narrare e spiegare gli eventi economici salienti degli ultimi decenni: la bolla dei titoli tecnologici di fine anni novanta, i mutui subprime, il fallimento della banca d’affari Lehman Brothers, la crisi dei debiti sovrani, il ruolo delle banche nell’area euro e i nuovi rapporti economici mondiali. Una rappresentazione che vuole parlare ai ragazzi in modo diretto e coinvolgente, spiegando avvenimenti e protagonisti dell’economia contemporanea in modo semplice e accessibile e promuovendo un apprendimento attivo e partecipato. Al termine dello spettacolo, gli studenti e i loro insegnanti saranno coinvolti in gruppi di lavoro per riflettere sui contenuti proposti in scena, approfondendo uno dei temi emersi e mettendolo anche in relazione alla propria esperienza e alle parole della Costituzione.
Pop Economix Live Show ha già replicato per 170 date in tutta Italia e ha incontrato oltre 25mila spettatori fra studenti, associazioni e cittadini.
Oltre al liceo Darwin lo spettacolo farà tappa il 12 aprile ad Asti all’istituto Monti, il 3 maggio a Susa all’istituto Enzo Ferrari, il 5 maggio all’istituto Giulio di Torino e il 6 maggio all’istituto Gobetti Marchesini/Arduino di Torino.
(foto: il Torinese)
C’è un dialogo interessante nel film di Scorsese “The Wolf of Wall Street”, dove Matthew McConaughey a pranzo con lapprendista broker Leonardo Di Caprio dice : Nessuno sa dove vanno i prezzi, i mercati…a destra sinistra, in basso in alto, sopra o sotto,
In realtà le cose non stanno così. Esistono dei trend, delle tendenze più o meno definite messe in moto da quelle che vengono chiamate le mani forti, ovvero i grandi investitori, e alimentate dalparco buoi, ovvero i piccoli investitori


Dopo due anni, è tornato a Torino il Parlamento Europeo degli Studenti: “Il futuro degli esseri umani” è stato il suggestivo tema sul quale si sono confrontati, dal 6 all’8 aprile 2016, cento studenti tra i 16 e i 19 anni provenienti dalle scuole (licei, istituti tecnici e professionali) del territorio piemontese, divisi nelle cinque Commissioni tematiche: lo stesso futuro degli esseri umani; il cervello umano, vivere e mangiare sano; l’evoluzione della riproduzione umana, cellule staminali; esseri umani potenziati.


Il grande evento che conclude l’omonimo progetto di teatro sociale e di comunità rivolto a bambini di cinque scuole elementari di Torino sul tema dell’acqua in un’ottica di sostenibilità ed etica ambientale


era impegnato all’estero. In un clima sostanzialmente tranquillo – come pure
giovedì, a partire dalle ore 14.30, in Comune a Casale c’è il tavolo istituzionale con i diversi attori istituzionali, a partire dai sindaci dei comuni interessati (l’occupazione riguarda anche alcuni centri della Provincia di Vercelli) a partire da Casale e Villanova, la Regione Piemonte, i parlamentari Cristina Bargero e Fabio Lavagno. E questa volta ci sarà anche la Provincia di Alessadria che, nel precedente incontro, non era stata invitata al tavolo. In una nota l’ente Provincia ha fatto conoscere che “sta verificando se esistano ancora reali possibilità di intesa con istituti bancari per l’anticipazione delle provvidenze a sostegno dei reddito, così come è avvenuto nel passato per alcune grandi crisi industriali e per garantire un reale aiuto alle famiglie in difficoltà”. Ma il tavolo istituzionale – finalizzato appunto a vedere se possano essere approntate soluzioni che consentano la prosecuzione dell’attività nello stabilimento, la cui chiusura sarebbe un ulteriore passo verso la desertificazione dell’industria nel Casalese – potrebbe avere una coda. “Stiamo valutando la possibilità – dice Marco Malpassi della Flai Cgil, che sta seguendo in prima persona l’evoluzione della vicenda ex Bistefani – di avere un incontro nella stessa giornata di giovedì, successivamente a quello del tavolo istituzionale, vista la presenza dell’amministratore delegato Zancan (in Confindustria ad Alessandria l’impresa era rappresentata dal responsabile delle Risorse umane) per poter entrare nel merito delle questioni”. Il sindacato ha già avuto una assemblea serale con i lavoratori – e non è stata la prima volta – venerdì, nel corso della quale è stato illustrato lo stato dell’arte della trattativa. Intanto Fabio Lavagno, che ha presentato sulla vicenda un’interrogazione al Governo, torna ad insistere per l’apertura di un tavolo nazionale che esplori la possibilità di evitare la chiusura dello stabilimento
Il Torinese con questo primo intervento di Paolo Zuliani, analista tecnico indipendente, intende dare ai risparmiatori occasionali e poco esperti un nuovo modo di guardare gli investimenti, slegandoli dalle notizie spesso fuorvianti dei mass media e dalle contingenze del momento. La grancassa giornalistica cavalca l’onda dei fenomeni borsistici estremi quando ormai è al termine della propria corsa ma, cosi facendo, diventa megafono di paure o euforie deleterie e motore di irrazionalità nei comportamenti degli investitori. “Il mio contributo – dice Zuliani – sarà quello di far evitare questi errori e di sgomberare il campo da acquisti e vendite perché il titolo è basso o è alto, costa poco o costa caro o perché l’ha detto la tv o il giornale”. L’analisi sarà fatta sullIndice FTSEMIB, ovvero il paniere che raccoglie le aziende italiane a maggiore capitalizzazione e non sui singoli titoli.
