ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 675

Serrande abbassate in periferia, negozi aperti in centro: agosto a due velocità sotto la Mole

vetrine negozi serrandeLa Torino dei turisti nelle piazze auliche del centro  e quella deserta delle periferie. Se è vero che il fenomeno di “serranda selvaggia”, soprattutto dopo la trasformazione post-olimpica della nostra città in luogo turistico non esiste più, la stragrande maggioranza dei negozi periferici ha chiuso i battenti per il mese di agosto. In piazza Castello, piazza San Carlo, via Garibaldi e  via Roma, dove si trovano tutte le firme della moda, caffè storici e bar sono aperti.  Ma se ci si avventura verso piazza Galimberti, o corso Vercelli, corso Grosseto e corso Corsica, via Stradella e  corso Toscana, la più parte degli esercizi commerciali è in vacanza, tranne quelli gestiti dagli stranieri, come i parrucchieri cinesi.  Ma la chiusura più massiccia avverrà nella settimana di ferragosto. Insomma, una città a due velocità con negozi chiusi e cantieri aperti.

bucheI CANTIERI IREN

Fino alla prima settimana di settembre lavori in corso Stati Uniti angolo via Vela, in via Rio de Janeiro dal 17 all’incrocio con via Dall’Ongaro, in via Isonzo dal 31 a via Orsiera, m via Barge dal 3 al 7, in via Renier dal 10 a via Tolmino, in via Cassini presso via Caboto, in corso Appio Claudio presso via Rivara, in via Salbeltrand dal 20 a via Gravere, in via Pigafetta, in corso Galileo Ferrarispresso via Vela, in corso Trapani presso piazza Rivo li,in via Verolengo da via Assisi a via Lemie, in via Noie da via Pianezza a via Viterbo e in corso Correnti. 

(foto: il Torinese)

Le Corporate University: l’alta formazione passa dalle aziende

donna managerLa prima Corporate University in Italia risale addirittura al 1957, all’intuizione di Enrico Mattei che decise di fondare una scuola all’Eni di studi superiori sugli idrocarburi che oggi rappresenta una realtà formativa importante a livello internazionale.

di Paolo Pietro Biancone*

Lo sviluppo delle competenze ritenute tipiche ed essenziali per gli affari, la formazione continua, la promozione della cultura aziendale e l’attenzione verso la preparazione dei neo-assunti. Per questo nascono e si diffondono le università aziendali. In Italia al momento sono circa 40 e appartengono a diversi settori dalla farmaceutica, alle assicurazioni, al settore alimentare, ai servizi di pubblica utilità.

Ben altri numeri rispetto agli Stati Uniti, dove se ne contano addirittura 4 mila: una tra tutti la Hamburger University di McDonald’s. Gli studenti, futuri manager di ristoranti, imparano come preparare hamburger e patatine e sono addestrati a far funzionare alla perfezione il meccanismo del ristorante. Le lezioni comprendono simulazioni, con una parte di studenti che osserva e un’altra che lavora in cucina, alla cassa o che recita la parte del cliente impaziente. E poi c’è una parte teorica in classe, dove gli insegnanti passano in rassegna gli errori riscontrati dagli studenti nella gestione del locale, propongono soluzioni e li preparano ad affrontare nuovamente la prova della simulazione. Nel piano di studi rientrano anche autostima e auto-aiuto per i manager, che ricevono le armi psicologiche per fare fronte alle difficoltà.

COMMERCIALISTA FISCO TASSELa prima Corporate University in Italia risale addirittura al 1957, all’intuizione di Enrico Mattei che decise di fondare una scuola all’Eni di studi superiori sugli idrocarburi che oggi rappresenta una realtà formativa importante a livello internazionale. L’ultima in ordine di tempo, ma non di importanza, è quella aperta da Poste italiane l’anno scorso per la formazione del gruppo con l’obiettivo tra gli altri di riconvertire migliaia di postini e addetti ai recapiti ad altre mansioni.

Secondo uno studio di Assoknoledge, il settore in cui risulta una prevalenza di aziende che hanno sviluppato Corporate University risulta essere quello delle assicurazioni e dei servizi finanziari (23%). Riguardo al fatturato delle aziende rilevate, il 3% si attesta sotto i 100 milioni di euro, il 13% dai 101 ai 300, un altro 13% dai 301 ai 500 e il 71% sopra i 501 milioni. Per quanto riguarda l’età media dei dipendenti, un significativo 55% indica la presenza di persone fra i 41 e i 50 anni, il 29% fra i 31 e i 40 e nessuna presenza sotto i 30 e sopra i 50. Emerge che gran parte delle aziende collega la formazione non solo all’acquisizione di competenze tecniche, ma al miglioramento dello sviluppo delle competenze manageriali, confermando come la valenza strategica, individuata come caratteristica distintiva della Corporate University da parte della letteratura, trovi una delle sue principali ricadute nella costruzione di un sistema di apprendimento organico dedicato ai manager dell’impresa. Infatti, le fasce di personale interno più coinvolte nella formazione sono i middle manager, seguiti da impiegati, bottom manager e top manager. Ma i corsi si rivolgono anche a personale esterno formato da clienti, fornitori, partner commerciali e collaboratori. I manager aziendali, impegnati con una media di formazione pro-capite di 160 ore, approvano le Corporate University.

Qualche nota di debolezza sull’investimento aziendale, che non rivela segnali di crescita negli anni. L’investimento delle aziende nelle Accademie varia da 1 a 5 milioni di euro, che è compreso tra l’1 e il 6% del fatturato annuale prodotto in un anno. Non mancano, però, i punti deboli: ancora non sono sfruttate appieno le potenzialità connesse con l’uso di metodologie formative finalizzate alla condivisione e allo scambio delle conoscenze. Poco sviluppati, infatti, appaiono i «metodi relazionali», considerati nel 50% dei casi poco importanti e l’utilizzo di tecniche quali il net learning, che consentono forme di apprendimento generato attraverso l’interazione tra i partecipanti alle attività formative e la formazione di community virtuali. Inoltre, non sono sfruttate appieno le potenzialità offerte dai sistemi informativi. Solo il 38% della formazione viene erogata tramite strumenti on-line, mentre il knowledge management beneficia del pieno supporto dei sistemi informativi solo nel 44% dei casi. Ciò sembra dipendere anche dal fatto che solo 1 università d’impresa su 5 ha visto il proprio budget aumentato negli ultimi due anni.Come dire, per aspirare all’eccellenza occorre investire in formazione “fatta in casa” e condivisa.

*Professore Ordinario di Economia Aziendale dell’Università di Torino

Coordinatore del Corso di Dottorato in Business & Management

 

Torna il salone dell’Auto: coinvolgerà le periferie

AUTO SALONEDi nuovo  a Torino, dal 7 all’11 giugno del 2017, il Salone dell’Auto Parco Valentino, giunto alla terza edizione. L’evento  punta a entrare nell’elite dei grandi appuntamenti automotive internazionali. Ne danno notizia  il comitato organizzatore, Andrea Levy, e la sindaca di Torino, Chiara Appendino, che annunciano tra le novità del prossimo anno il coinvolgimento delle aree periferiche del capoluogo piemontese. “Confermiamo il totale supporto alla manifestazione – commenta la prima cittadina – che vedrà protagonista il Parco del Valentino, ma anche le periferie, con il coinvolgimento della città e della zona fieristica del Lingotto. Il saper fare auto è un patrimonio torinese e italiano, per questo vogliamo che il Salone dell’Auto cresca, si evolva e diventi un appuntamento automobilistico internazionale”. Il Lingotto sarà centro di business, cultura e  approfondimento di tutto ciò che ruota attorno alla tradizione dell’automobile subalpina.

“Dall’Africa alle Alpi”, atleta migrante in Piemonte e Val d’Ayas

rugby tre roseEdmondo De Amicis in una novella dell’immortale libro “Cuore” aveva scritto dagli Appennini alle Ande. Paolo Pensa, ideatore della prima squadra interrazziale di rugby, Le Tre Rose di Casale Monferrato (composta in grande parte da migranti provenienti dai paesi dell’Africa) adesso può dire di aver promosso “Dall’Africa alle Alpi”. Nei giorni scorsi insieme ad un amico, Roberto Ferraiuolo, e ad un ragazzo maliano, Sylia Youssuf, migrante che gioca appunto nella compagine interrazziale – che ha già avuto il benestare dalla Federazione italiana rugby per il prossimo campionato – ha compiuto un’escursione in Val d’Ayas, in Valle d’Aosta. Il trio, partendo dalla chiesa di Champoluc, 1600 metri sopra il livello del mare, è arrivato sino alla Testa Grigia, massiccio del Monte Rosa, a 3300. E l’atleta africano, che per la prima volta affrontava la montagna, ha ben retto sino a giungere alla cima.

Massimo Iaretti

 

 

Estate per gli anziani al comando dei Vigili del Fuoco

Anche quest’anno il Comando dei Vigili del Fuoco di Torino, organizza per i mesi di luglio e agosto “R…ESTATE CON NOI”, una serie di incontri ed attività a sostegno degli anziani soli e bisognosi fornendo loro amicizia e accoglienza. Nella sede di Corso Regina Margherita 330, gli anziani potranno, dal mercoledì alla domenica compresa e fino al 15 agosto dalle ore 8.30 alle 17, trascorrere le loro giornate. Nei giorni scorsi la sindaca Chiara Appendino, ha voluto fare visita ai locali dove si svolgono le attività di “R…ESTATE CON NOI”, appuntamento annuale che prosegue dal 2003, per dare un segno tangibile di vicinanza al territorio e agli anziani della nostra città. Gli stessi saranno ospitati nei locali dell’Associazione Nazionale VVF, appositamente climatizzati ed allestiti per consentire di fare gruppo, in attività  piacevoli, con disponibilità di libri, quotidiani ed intrattenimenti di vario FullSizeRendergenere, giochi di società, visite guidate a monumenti e centri di interesse, verranno altresì organizzate conferenze e dibattiti su argomenti socio-culturali. Agli ospiti verrà offerto   il ristoro necessario e la possibilità di consumare il pasto a mezzogiorno, previa prenotazione al numero 011/7422296, entro le ore 10 di ogni mattina (per il sabato e la domenica e per ferragosto occorre prenotare il venerdì precedente), o direttamente in loco. Nel progetto “R…ESTATE CON NOI” non viene   trascurato l’aspetto sanitario-assistenziale, grazie alla collaborazione con croce ordine di Malta.

www.comune.torino.it

Studio delle Molinette: Sla in aumento di un terzo nel 2040

molinetteL’ aumento medio nel mondo dei malati di Sla, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, arriverà a quota 32% nel 2040. Il dato emerge da uno studio italo-americano, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature: più colpite dall’aumento saranno le donne (+40%). Si tratta del primo studio al mondo di questo tipo sulla Sla, e nasce dalla collaborazione tra il professor Adriano Chiò, responsabile del Centro Sla delle Molinette di Torino, e il dottor Bryan Traynor del National Institutes of Health di Bethesda.

 

(foto: il Torinese)

Torino (da Castellani ad Appendino) secondo Silvio Viale

viale silvioSilvio Viale, ginecologo dell’Ospedale Sant’Anna, di origine cuneese, è un esponente radicale, ma è anche iscritto al Pd. Noto è il suo impegno a favore della pillola RU-486 e dell’’aborto farmacologico, meno invasivo di quello chirurgico. È stato capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale nelle due amministrazioni guidate da Valentino Castellani dal 1993 al 2001, candidato a sindaco di Torino per i Radicali nel 2001 e vicecapogruppo del PD nell’’ultimo consiglio comunale.

“Il primo provvedimento – afferma Silvio Viale – che ha assunto la giunta Appendino è stata la riduzione di una ventina di contratti esterni per lo staff degli assessori, sbandierando un risparmio di 1 milione e 200 mila euro, cioè lo 0.08% del bilancio comunale. MI sembra uno spot, non solo perché per incarichi così specifici serve la dovuta professionalità, ma anche perché loro stessi hanno assunto staffisti esterni”.

“Nel caso del Salone del Libro – aggiunge Viale – registro che chi si è mosso di più per difendere la torinesità del Salone sia stato Chiamparino più che il sindaco Appendino. Purtroppo Torino ha uno svantaggio geografico e demografico, per cui si dovrebbe pensare ad una formula completamente diversa da quella tradizionale, evitando di competere con Milano sul terreno commerciale.”

perna foto mole mongolfiera“Una vicenda spinosa – afferma Viale – per la giunta Appendino è ill Parco della Salute. Ho sempre nutrito seri dubbi sui progetti faraonici, che erano stati prospettati in passato, mentre è indubbio che siano necessarie nuove strutture ospedaliere. Tramontata l’’ipotesi di un polo ospedaliero a Collegno sull’’altro estremo del metrò, la soluzione sulla ex Fiat Avio è una scelta obbligata.”

Dal 2008 sono responsabile del servizio per la legge 194, che effettua il 40% degli aborti del Piemonte. Da noi la Ru486 è utilizzata in oltre il 40% degli aborti. Con più di 7.000 parti siamo il maggiore ospedale ostetrico-ginecologico italiano. Il 20% delle piemontesi partorisce al S.Anna. Il tasso di natalità ha ripreso a scendere e non è più compensato dalle nascite di figli di donne straniere, che sono un terzo a Torino e un quarto in Piemonte. Purtroppo, anche in gravidanza le liste d’’attesa sono un punto dolente e ritengo scandaloso che non siano garantite le due ecografie gratuite previste dal protocollo regionale. In particolare la seconda, detta “morfologica”, che deve essere effettuata tra la 19a e la 21a settimana di gestazione. Se non viene prenotata, appena accertata la gravidanza, difficilmente la donna riuscirà a farla gratuitamente. Questo è un vero scandalo.”

ponte mole vittorio“Un altro banco di prova per la giunta Appendino – dice Viale – è la città metropolitana. Ritengo fondamentali il completamento della linea 1 e l’’impegno per la linea 2, che è l’’unica misura in grado di ridurre lo squilibrio territoriale. Con le amministrazioni Castellani abbiamo messo le basi delle trasformazioni del piano regolatore torinese, che non deve fermarsi con il completamento del passante ferroviario . Il rischio, però, è di una frenata della giunta Appendino per motivi puramente ideologici”.

“Sull’inquinamento – aggiunge Silvio Viale – occorre ridurre le emissioni, senza provvedimenti spot. Negli ultimi dieci anni l’’inquinamento si è dimezzato senza blocchi e targhe alterne. Il problema riguarda solo più i 4 mesi invernali. Mi aspetto benefici dall’’introduzione delle valvole termostatiche, dalle limitazioni dei veicoli più inquinanti, che ora riguardano i diesel euro 2 e dovranno coinvolgere i diesel euro 3, e dalla riduzione della velocità sulla tangenziale”.

“Spero che la giunta Appendino – conclude Viale – privilegi criteri di efficienza e razionalizzazione in tutti i campi, ma sono scettico. Non capisco, per esempio, le barricate sulla chiusura dell’’Oftalmico, le cui attività, il personale e i medici saranno trasferiti metà alle Molinette e metà al Giovanni Bosco. comune palazzo civicoAlla base vi è la stessa logica di ottimizzazione che portò alla chiusura il Valdese e proprio gli oculisti del Valdese, un servizio privato convenzionato, hanno aperto una nuova struttura, sempre privata convenzionata, a meno di un km di distanza.

In sintesi, cosa mi aspetto dalla Appendino? Che archivi il programma elettorale nei cassonetti di Cartesio e inizi una evoluzione virtuosa come quella di Pizzarotti a Parma. Altrimenti sarà dura scoprire che i bilanci si fanno, prima di tutto, con le entrate e non con le promesse elettorali”.

Mara Martellotta

Il giorno che ci smontano la Mole Antonelliana

perna foto mole mongolfieraSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Il giorno che ci smontano la Mole Antonelliana, comprata da un ricco petroliere texano o arabo per essere rimontata a casa propria,  ci accorgeremo che i primi ad avercela con Torino sono certi torinesi che, non vivendoci, hanno comunque avuto tutto? Sicuramente hanno avuto troppo.  Mi rivolgo alla politica ai politici nostrani. Qui è in mole vittoriogioco la sopravvivenza di questa città. Magari continuerà a vivere, ma sarà un sopravvivere. Non sempre più marginale…definitivamente marginale. Il Sindaco di Torino è in automatico presidente della Città Metropolitana. La maggioranza dei deputati o senatori del Piemonte sono stati eletti  in Torino. Se muore Torino muore e si marginalizza l’intera Regione. La crisi è per tutta la nazione ma per la nostra regione è più marcata ed i segnali di ripresa ampiamente insufficienti.  Ho percorso alcune volte il passante ferroviario di corso Inghilterra. Avveniristico, affascinante e scorrevole e dunque funzionale. Ma rischia d ‘essere una cattedrale nel deserto se non c’è economia, occupazione, lavoro e consumi. Si continua a costruire supermercati e molti sono vuoti. I conti non tornano e quando  mia figlia ha deciso di studiare all’estero mi ha reso felice. Nontosetto rischiamo di andare in coma. Lo siamo già.  Dunque?  Concordia istituzionale per un’ azione di lobby nazionale ed internazionale. E quelli che hanno ha “tradito”? Comunicargli  che la loro presenza non è più gradita in città. Non abbiamo più tempo. Mi scuso se mi ripeto : i torinesi rischiano l’estinzione.

Patrizio Tosetto

(Foto: il Torinese)

Dopo quasi 70 anni chiude il “Caval ‘d Brons”: l’affitto è troppo caro

A causa del caro affitti, che ha già fatto strage di negozi in centro, ora chiude anche il Neuv Cavald Brons

caval Ne dà notizia il quotidiano La Stampa. Il caffè storico  aprì i battenti nel 1948. Ma il caval2contratto con la società  proprietaria del Palazzo, è scaduto nel 2014. La richiesta di affitto per bar e ristorante è di ben 25 mila euro al mese, rispetto ai 12.500  fino a un anno fa. Così il locale che vide sedere ai suoi tavoli Totò e Frank Sinatra è sotto sfratto e ha già dovuto licenziare 10 dipendenti. Un altro pezzo di storia torinese che se ne va.

 

(foto: il Torinese)

Un selfie al museo

di Paolo Pietro Biancone*

Secondo le ultime rilevazioni Istat disponibili, circa il 70% della popolazione italiana in anno non ha mai visitato un museo, spostando l’osservazione a livello regionale, risulta una percentuale di “assenteisti” museali pari al 62 per cento.

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Questo dato, non certo soddisfacente, può avere molte spiegazioni, ma, al di là delle spiegazioni, deve essere contrastato. Il nostro Paese è universalmente conosciuto per la grande ricchezza culturale che lo caratterizza: 3.609 musei; quasi 5.000 siti culturali tra monumenti, musei e aree archeologiche; 46.025 beni architettonici vincolati; 34.000 luoghi di spettacolo; 49 siti Unesco, centinaia di festival ed iniziative culturali, tradizioni che animano i territori. Questa eredità rappresenta una risorsa da tutelare e valorizzare e che ci rende unici nel panorama internazionale. Possediamo il triplo dei musei della Francia (1.218) e più del doppio di quelli della Spagna (1.530); le biblioteche francesi (3.410) sono appena un quarto di quella italiane, mentre la Spagna ne ha circa la metà (6.608). Nonostante questo e a fronte di un aumento del turismo   nel nostro Paese nel 2012, musei e siti culturali statali non attraggono come dovrebbero. Complice anche i pochi investimenti in cultura: secondo i dati di Federcultura nel confronto sulla spesa statale per la cultura siamo fanalino di coda in Europa. Il budget del nostro ministero è praticamente pari a quello della Danimarca (1.400 milioni di euro) ed è circa un terzo di quello della Francia che ogni anno stanzia quasi 4 miliardi per il suo dicastero della cultura. Non stupisce, quindi, che la nostra spesa in cultura per abitante sia di soli 25,4 euro l’anno, ma colpisce che sia la metà di quella della Grecia che impegna 50 euro per ogni cittadino.

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Ma di necessità, virtù. I musei, che di contenuti e sostanza sono ricchi, devono stimolare l’esigenza culturale dei turisti. attraverso la loro messa in rete e lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi e integrati che interpretino tali attrattori in termini di sistema coerente e interconnesso con il territorio di riferimento e tra di loro. Tali attrattori richiamano infatti ogni anno un numero consistente di visitatori e turisti da tutta Italia e dall’estero e possono costituire il volano per la valorizzazione economica di interi territori, attraverso lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi e integrati, che siano in grado di incrementare il numero degli afflussi turistici e le ricadute economiche per tutta la filiera della ricettività. Dirigere o amministrare un piccolo museo non vuol dire soltanto “operare nell’ambito della cultura”, ma è anche e soprattutto essere nel business della cultura. Puntare alla capacità di innovazione e al marketing culturale e specificamente museale è una soluzione che produce ritorni positivi da parte dei fruitori.E poi il museo deve divertire, emozionare con esperienze nuove; ben vengano quindi iniziative parallele, integrative, che facciano in modo che ci diverta al museo. Occorre pensare a nuove esperienze per arricchire contenuti.

PALAZZO MADAMA

Il museo va vissuto. Plauso, dunque, a iniziative tipo Pokemon a Palazzo Madama e al Mao, musei di Torino. Qui, tra la cattura di un Pokemon e un pokéstop, i visitatori sono invitati ad andare alla ricerca di alcune opere esposte, per poi condividerle su Instagram utilizzando l’hashtag #pokemongo e taggando @palazzomadama e @mao_torino. Chi riuscirà a fotografe e a condividere le opere indicate sulle istruzioni consegnate in biglietteria, riceveranno un biglietto gratuito.Così come il Selfie al Museo: la tendenza di fotografarsi nelle sale dei musei, davanti alla propria opera preferita, è ben accolta nei musei torinesi (GAM e Palazzo Madama) che la promuovono con una campagna. Non si tratta di banalizzazione delle opere d’arte, ma si tratta di stimolo alla cultura, all’interesse, lasciando a ognuno la libera scelta di approfondire a vari livelli, appassionandosi a varie intensità a ciò che è il nostro patrimonio e la base del nostro futuro. Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici (Marcus Garvey).

(Foto: il Torinese)

Professore Ordinario di Economia Aziendale dell’Università di Torino

Coordinatore del Corso di Dottorato in Business & Management