“Chi lavora quotidianamente a favore dell’inclusione e dell’accoglienza, deve mantenere una soglia di attenzione molto elevata per non rischiare di scivolare in strumentalizzazioni studiate ad hoc e che hanno il solo scopo di semplificare e ridurre a luoghi comuni la questione immigrazione. Mi riferisco alle polemiche seguite alle dichiarazioni di Renzi, alimentate da chi non intende affrontare il tema in maniera seria e strutturata. Investire in cooperazione e sviluppo per aiutare “a casa propria” i popoli da cui provengono i migranti che approdano sulle coste italiane è sicuramente una delle strade percorribili per fronteggiare, nel lungo periodo, i continui flussi migratori ma certamente non l’unica. Esiste poi la necessità di creare canali istituzionali che facilitino il soccorso, l’accoglienza e l’inclusione nella nostra società di chi fugge da guerra e povertà”. Lo ha dichiarato mercoledì 26 luglio il presidente del Consiglio regionale e del Comitato per i Diritti umani Mauro Laus ricevendo a Palazzo Lascaris l’ex ministro agli Affari esteri Emma Bonino. “L’Assemblea legislativa del Piemonte, proprio nell’ottica di costituire un organo terzo, che prescinda in fatto di tutela dei diritti dalla sensibilità politica del momento – ha continuato Laus – è la prima a livello nazionale ad aver costituito un Comitato regionale per i Diritti umani composto non solo da consiglieri ma anche da esperti e da componenti di movimenti e associazione della società civile”. “Il problema più grande – ha sottolineato Emma Bonino – è che ci si sofferma su polemiche spicciole per non affrontare i grandi problemi. Investire per lo sviluppo dei Paesi africani è senza dubbio giusto, ma porterà vantaggi a lungo termine. Nel frattempo, non possiamo ignorare le necessità di chi ha bisogno ora”. All’incontro sono intervenuti i vicepresidenti del Consiglio regionale Nino Boeti e del Comitato Enrica Baricco e Giampiero Leo e i componenti del Comitato Domenico Trocino e Silvja Manzi e il consigliere Daniele Valle.
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Sono aperte le iscrizioni alla prima “ProAm Paideia”, gara di golf in programma martedì 12 settembre organizzata al Circolo Golf Torino La Mandria 
Di Pier Franco Quaglieni

AVVISTAMENTI di effevi
eroica vittoria di stretta misura contro un nemico preponderante, o una gloriosa sconfitta; si veda il manifesto del film “Giarabub” del 1942, cui prese parte Alberto Sordi, un film di regime per raccontare l’eroica resistenza di due compagnie di guardia di frontiera, nel deserto libico, che tennero testa agli Inglesi pesantemente armati con corazzati e appoggio aereo.
Il lacero tricolore di Giarabub voleva simboleggiare la resistenza italica alla perfida Albione – poco dopo venne la lapide a El Alamein: “Mancó la fortuna, non il valore”. Lo straccio bicromatico che accoglie i turisti a Porta Nuova è il simbolo di una intera guerra persa dall’Italia, quella della dignità e del senso civico.
della bandiera nazionale è stata malvista da una parte di opinione pubblica. Ci sono volute due leggi, nel 1998 e nel 2006, per obbligare a fare ciò che in tutto il mondo è considerato naturale e positivo. Ma per finire ad esporre un tricolore ridotto a uno straccio, imbarazzante
La fiducia delle imprese torinesi del turismo e del settore alberghiero è, per la prima volta, in calo: -8% circa rispetto all’economia generale rispetto al primo trimestre dell’anno,
Quotidianamente, da alcuni anni a questa parte, per l’esattezza a partire dall’insediamento del Governo Letta, veniamo mensilmente, per non dire quotidianamente, bombardati dai mass media dai dati sull’occupazione complessiva e giovanile;
direbbe satiricamente di retribuzione derivata o ancora peggio subordinata), per ricordare le mostruose recenti esplosioni delle bolle speculative finanziarie; una cosa è certa: nessuno, sottolineo nessuno, sta mettendo al centro del discorso il Lavoro e il Lavoratore nel senso più alto del termine. Per superare ogni dubbio partiamo dall’origine o meglio dalla A, B, C: il Lavoro viene inteso quale necessità di prestazione d’opera e, nel momento in cui diviene stabile, quale mansione da parte di una figura professionale. Dunque, se il ruolo del Lavoratore all’interno del sistema produttivo diviene imprescindibile all’organizzazione aziendale nel suo scopo di promuovere un bene tangibile o un servizio, è secondo la natura delle cose che tale operatore goda di un contratto a tempo indeterminato. Questa deve essere la regola numero 1, il resto sono solo alchimie distorsive per precarizzare la mansione e, in tal senso, lucrare oltre il sano principio economico della giusta retribuzione e soprattutto della dovuta contribuzione.
pieno del proprio sviluppo sociale inteso anche quale fabbisogno primario di una casa, una macchina,… non può pianificare un progetto di vita, considerato che se non assunto a tempo indeterminato da due anni non troverà nessuna banca disponibile a effettuargli credito al consumo, figuriamoci un mutuo. Alziamo il livello del discorso per cortesia! Ragioniamo da persone mature e intellettualmente oneste, estirpiamo quella tanto atroce mentalità italica di aggirare gli ostacoli, di inventarsi scappatoie bizzarre, per non dire truffaldine, dalle gambe corte: mettiamo al centro il Lavoro, il bene supremo del Lavoro e certamente non esisteranno più razze e religioni o ideologie varie su questi temi: diamo una speranza non solo a questi Giovani ma al Paese stesso! Finiamola di vivere alla giornata e di tirare a campare, nella pubblica amministrazione sopravvivono delle baronie che, nel privato, sono state eliminate da anni, in quanto non più economicamente sostenibili; lo Stato fa l’esatto contrario: più i costi, spesso ingiustificati e ingiustificabili socialmente, sono alti e più si inaspriscono le tasse con effetti perversi sul gettito, vogliamo scomodare i danni provocati dal superbollo al mercato delle auto? Risultato nessuna auto di lusso e nessun superbollo pagato..
Questo martedì, 25 luglio, alle ore 21 in Via Millio 20
Antonio DE CAROLIS