IL PROGRAMMA

Giovedì , 11 gennaio 2018
Orario: 12.00 | Sala delle Bandiere di Palazzo Lascaris (via Alfieri,15 – Torino)
Conferenza Stampa per presentazione del programma di pose delle Pietre d’Inciampo 2018.
Le pietre di inciampo (Stolpersteine) sono un monumento diffuso e partecipato ideato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista. L’artista produce piccole targhe di ottone poste su cubetti della dimensione dei porfidi delle pavimentazioni stradali, che sono poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima. Le incisioni delle pietre riportano il nome della persona deportata, l’anno di nascita, la data e il luogo dell’arresto, della deportazione e della morte. Fino ad oggi sono state installate più di 50.000 pietre in tutta Europa. Dal 2015, anche Torino ha accolto gli Stolpersteine di Gunter Demnig. Giunto alla quarta edizione, il progetto Pietre d’inciampo (che solo a Torino, fino allo scorso anno, ha visto la collocazione di 85 installazioni sul territorio cittadino) si allargherà a tutto il Piemonte. Alla Conferenza stampa, con il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti, delegato al Comitato Resistenza e Costituzione, e il Direttore del Museo Diffuso della Resistenza di Torino,Guido Vaglio, parteciperanno il presidente della Comunità Ebraica di Torino Dario Disegni, il Presidente della Fondazione “Polo del ‘900” Sergio Soave, la direttrice del Goethe-Institut Turin Roberta Canu, la Presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned) di Torino Susanna Maruffi. Saranno presenti gli amministratori dei comuni che ospiteranno, nelle varie province piemontesi, la posa delle pietre d’inciampo.
Giovedì, 18 gennaio 2018
orario: 09.00/11.30| differenti luoghi di Torino
Pietre d’Inciampo Torino
Per il quarto anno consecutivo, l’artista tedesco Gunter Demnig sarà a Torino per installare otto “Pietre d’inciampo”, dedicate ad altrettante persone deportate dalla nostra città, che si aggiungeranno altre oltre ottanta già presenti in tutte le circoscrizioni cittadine. Anche quest’anno, dieci scuole torinesi partecipano a un percorso didattico collegato alle Pietre di Inciampo i cui esiti saranno presentati al Polo del ‘900 nel febbraio 2018. A cura di: Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà; Comunità Ebraica di Torino; ANED-Associazione ex Deportati; Goethe-Institut Turin. Con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte-Comitato Resistenza e Costituzione e della Fondazione CRT.
Giovedì, 18 gennaio 2018
ore 17.00| Polo del ‘900, Sala conferenze, Palazzo San Celso, Corso Valdocco 4/A
In occasione della posa della pietra d’inciampo al Generale Balbo Bertone di Breme, prima a Torino dedicata ad un internato militare ( in collaborazione con l’Anei, l’Istoreto, Ancr, Aned) le vicende degli IMI saranno ricordate attraverso la presentazione del volume di Antonella Bartolo Colaleo,“Matite sbriciolate”, (Gaidano&Matta edizioni). Ne discute con l’autrice Cristian Pecchenino. Coordina il Generale Franco Cravarezza. Seguirà la proiezione del documentario “Ritorno a casa. Pescantina 1945, dalla deportazione all’accoglienza” di Dario Dalla Mura e Elena Peloso, 2016, 44’; il film sarà presentato dagli autori. A cura di: Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, Associazione nazionale ex internati (Anei), Consiglio Regionale del Piemonte-Comitato Resistenza e Costituzione, Associazione nazionale ex deportati politici (Aned), Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”.Ingresso libero
Venerdì,19 gennaio 2018 – ore 21.00 – Sabato, 20 gennaio 2018 – ore 10.00
Polo del ‘900, Sala ‘900, Palazzo San Daniele, Via del Carmine 14. Spettacolo teatrale “Io non mi chiamo Miriam”. A cura della Fondazione Polo del ‘900 in collaborazione con Consiglio regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, l’Associazione Liberi pensatori Paul Valery e Piemonte dal Vivo. Tratto dall’omonimo libro di Majgull Axelsson ( Iperborea,2016). Malika, il vero nome della protagonista, svela alla propria famiglia di non essere ebrea, ma di essere stata internata prima ad Auschwitz e poi a Ravensbrück come rom. Aveva sottratto i vestiti a Miriam, una ragazza ebrea morta durante il viaggio verso Auschwitz. Una volta riacquistata la libertà, Malika trova rifugio in Svezia dove scopre con dolore che i rom non sono ben accetti e sceglie di essere per tutti e per sempre Miriam. A rivestire i panni di Miriam sarà una delle grandi Signore del teatro italiano, Annamaria Guarnieri, insieme a Stefania Rosso e Daniela Vassallo. Lo spettacolo avrà l’accompagnamento musicale di due strumentisti cui spetterà il compito, sotto la guida di Matteo Castellan, di eseguire dal vivo le note del celebre “Quatuor pour la fin du temps” di Olivier Messianen. Al termine dello spettacolo, seguirà in entrambe le date un incontro con le attrici e l’autrice del libro, la svedese Majguill Axelsson. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Info: reception@polodel900.it La replica dello spettacolo di sabato 20 gennaio, alle ore 10.oo, sempre al Polo del ‘900 – Sala ‘900, Palazzo San Daniele – è riservata alle scuole, con prenotazione obbligatoria:didattica@polodel900.it.
mercoledì , 24 gennaio 2018
ore 09.30/13.00 | Aula Magna Cavallerizza Reale – via Giuseppe Verdi 9 – Torino.
Convegno, ”Lo sterminio dimenticato”. A cura del Coordinamento Torino Pride GLBT in collaborazione con Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte, Università degli
Studi di Torino, Servizio LGBT della Città di Torino. Ingresso libero. Il convegno, condotto da Silvano Bertalot, ha come scopo quello di approfondire, attraverso gli esperti (Lorenzo Benadusi, Melania De Leo, Giovanni Dall’Orto, Claudio Vercelli), la dimensione storiografica della persecuzione e deportazione degli omosessuali nell’Europa del fascismo e del nazismo, con attenzione al caso italiano. Di rilievo sarà la partecipazione (in collegamento video) dell’ultima sopravvissuta italiana: Lucy, Luciano, classe 1924, dapprima bambino inquieto della provincia piemontese, poi adolescente “diverso” nella Bologna fascista e infine deportato a Dachau. “175” è il numero del paragrafo per cui migliaia e migliaia di persone omosessuali nella Germania nazista subirono arresti, punizioni, deportazioni nei campi di concentramento. Il paragrafo 175 era un articolo del codice penale tedesco risalente al 1871 che recitava “La fornicazione contro natura, cioè tra persone di sesso maschile ovvero tra esseri umani ed animali, è punita con la reclusione; può essere emessa anche una sentenza di interdizione dai diritti civili.” Nel 1935, con l’ascesa al potere dei nazisti, venne inasprito, prevedendo una punizione per qualsiasi “atto osceno” tra due uomini, incluse anche le “fantasie omosessuali”. Le pene vennero inoltre raddoppiate, passando da 5 a 10 annidi carcere. Dopo la sconfitta della Germania nella seconda guerra mondiale, il paragrafo non venne abrogato. Ritornato alla vecchia versione nella Germania Est di influenza sovietica, per poi essere ulteriormente ridimensionato nel 1968 e abolito nel 1988, rimarrà in vigore nella Germania Ovest fino al 1994, per scomparire definitivamente con la riunificazione delle due Germanie. Nel 2000 il governo tedesco chiese pubblicamente scusaagli omosessuali per quanto subito a causa del paragrafo 175. Già dal 1933 iniziarono le prime deportazioni di persone omosessuali nei campi di concentramento dove portavano sulla divisa un triangolo rosa. Venne istituito un vero e proprio reparto per combattere l’omosessualità. Una volta raccolte le “liste rosa“,le persone venivano identificate e punite. 100 mila è il numero di persone arrestateper violazione del paragrafo 175 in Germania dal 1933 al 1945. Un numero di persone ‐ stimabile fra 10 mila e 15 mila ‐ fu internato nei campi di concentramento. Morironotra le 6.000 e le 9.000 persone. “90”è il numero intorno a cui si aggirano le condanne al confino per omosessualità tra il 1936 e il1939 nell’Italia fascista. Seppur l’omosessualità non fosse esplicitamente punita dal codice penale italiano, diverse decine di omosessuali vennero allontanate dalla vita comune e inviate sulleisole Tremiti o a Ustica. Per molti altri gay invece vennero adottate punizioni corporali,ammonizioni e/o licenziamenti dai pubblici uffici.
Mercoledì, 24 gennaio 2018
ore 10.00 | Sala Proiezioni del Polo del ‘900 – Palazzo San Celso – Corso Valdocco 4 –
Torino. Inizio della rassegna per le scuole “Cineteca della Deportazione”, con la presentazione e proiezione film: “Jona che visse nella balena” di Roberto Faenza,1993, 90’. Presenta il film Matteo Pollone (Università di Torino). Le altre proiezioni avverranno – alla stessa ora, nella medesima sala – i seguenti giorni: Giovedì 25 gennaio , “Il diario di Anna Frank”, di George Stevens, 1959,154′. Presenta il film Elena Ottolenghi,
costretta, da adolescente, a nascondersi per sfuggire alla cattura e alla deportazione come ebrea; Martedì 30 gennaio, “Monsieur Batignole”, di Gérard Jugnot, 2002, 100’. Presenta il film Bruno Maida , storico, dell’Università di Torino; Mercoledì 31 gennaio, “Ogni cosa è illuminata”, di Liev Schreiber, 2005, 105’.Presenta il film Matteo Pollone, dell’Università di Torino.
La rassegna cinematografica è a cura dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza con il sostegno del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale piemontese.
Ingresso libero su prenotazione. Info: ancr.didattica@gmail.com – tel. 011 4380111 – 011 4338697
Sabato, 27 gennaio 2018
ore 21.00 | Salone Concerti Conservatorio G. Verdi – piazza Bodoni 6 – Torino
Concerto-spettacolo nell’ambito delle Serate Musicali del Conservatorio: “La Musica dei
Giusti”. Rappresentazione musicale e drammaturgia di dieci figure di Giusti fra le Nazioni: Perrone, Hosenfeld, Perlasca, i coniugi Petrauskas, Schindler, Angela, Bartali, Von Einem e Wallenberg.
A cura del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte, Comitato Resistenza e Costituzione, la Comunità Ebraica di Torino,l’Istoreto e il Centro Internazionale di Studi Primo Levi. Le figure dei Giusti tra le Nazioni sono uomini e donne non ebrei che hanno contribuito a salvare vite di donne, bambini e uomini ebrei. In Israele, dal 1963, lo, Yad Vashem esamina i documenti relativi a questi personaggi e li dichiara Giusti tra le Nazioni piantando un albero sulla collina dello Yad Vashem per ricordarli. Ingresso libero. Info: www.conservatoriotorino.gov.it – claudio.voghera@conservatoriotorino.eu
domenica , 28 gennaio 2018
ore 11.00 | Fondazione Merz – via Limone 24 – Torino
Concerto, ”Lo sterminio dimenticato – Matinée Musicale”. A cura del Coordinamento Torino Pride GLBT in collaborazione con Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte e Fondazione Merz.
Verrà proposta l’esecuzione integrale del “Quatuor pour la fin du temps” di Olivier Messiaen”, la struggente composizione concepita dal musicista francese durante la permanenza nel campo di concentramento Stalag VIII-A di Görlitz, al confine Sud-Ovest della Polonia. La matinée musicale presso la Fondazione Merz, sarà un momento di grande emozione, considerato che Il Quatuor pour la fin du Temps (o, in italiano, Quartetto per la fine del Tempo) è considerato uno dei più alti esempi di musica cameristica del ventesimo secolo, eseguita per la prima volta in prigionia nel campo di concentramento di Görlitz e, quindi, fortemente simbolica. Ingresso libero con prenotazione gradita

“Il 2018 inizia con una buona notizia per la
Si tratta di un’iniziativa di cui il nostro sistema di trasporto pubblico aveva bisogno, come molti di voi sanno. Non possiamo che dirci soddisfatti di questo risultato. Ci tengo a ringraziare il Ministro
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
nostra affabile Sindachessa rivendica risultati indiscutibili. Chiara sostiene che la situazione nei campi rom sarebbe sotto controllo . Ma io telefono a chi ci abita vicino. All’unisono tutti mi rispondono: ma dove vive? Forse è’ male informata? O più probabilmente spinge il pallino più avanti? Sta aspettando, aspettando Godot che per antonomasia non arriva.? Ma qualche primato anche lei ce l’ha.Primo fra tutti aver concesso piu licenze ai supermercati rispetto a tutti i sindaci che l’hanno preceduta. Che poi le grandi catene di distribuzione a chi venderanno, almeno per il sottoscritto é un mistero.Ipotesi di come attrarre capitali per attività industriali? Giuro: non ne ho sentite.E la decrescita é solo almeno per ora solo infelice.Un altro primato è’ aver assunto piu staffisti che Il tanto vituperato Fassino. Ma la prima cittadina fa tremare i polisi quando rivendica di non aver voluto la nomina del commissario per Gtt. L’unica scelta che avrebbe dovuto fare, semplicemente non l’ ha fatta.C’è d’andarne orgogliosa, non c’ è che dire. La mia è un’amara ironia. Poi dopo le varie difese d’ufficio e un elenco di promesse io sommessamente faccio notare che siamo quasi a metà del mandato. E molti altri rilevano che non c’è più tempo. Eppure tante sono state le speranze riposte in lei dai torinesi.Ma sono molti quelli che ci avevano creduto ed oggi si sono pentiti della scelta fatta. La sindaca deve avere il coraggio civico e politico di farsi sentire subito. Insomma, tempo non ce n’è più per la nostra città.

italiane più belle e note, quelle che un Americano definirebbe “iconic”, non abbia trovato posto nei servizi della Bbc – o di qualsiasi canale globale – sulla festa di fine anno. Certo, errori e incapacità si pagano: i Romani hanno pasquinamente battezzato “spelacchio” l’abete stenterello messo dall’altra ragazza con l’hobby di fare il sindaco. Ma per un Paese che detiene quasi metà del patrimonio mondiale censito dall’Unesco, che conta su tesori di bellezza unici come Milano, Roma, Firenze e Venezia, e oltre 50 milioni di turisti stranieri l’anno, finire cancellato dai media internazionali a fine anno è un sintomo preoccupante di crescente irrilevanza.
Il 16 gennaio 2018 a Torino sarà inaugurata la mostra “Senzatomica – Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”, un’iniziativa ideata e promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai con il patrocinio della Città di Torino, del Consiglio Regionale del Piemonte, del Comitato Regionale dei Diritti Umani e dell’Università degli Studi di Torino
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Se Afeva ha ormai un consolidato nella lotta all’amianto, nell’ultimo anno anche un’altra associazione su questo fronte è stata piuttosto attiva, non tanto per i drammi di Casale Monferrato ma per alte parti d’Italia, l’Ona – Osservatorio nazionale amianto.
responsabili perché maggioranza. Possibilità non tenuta in debito conto dai pentastellati che hanno votato un bilancio contro il parere dei sindaci. Io non l’avrei fatto. Tanta confusione, troppa confusione in chi amministra questa nostra Torino.
