ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 614

La Regione contro la fibrosi cistica

Nasce il coordinamento regionale per la fibrosi cistica con la creazione di un nuovo percorso terapeutico che coinvolgerà gli ospedali Regina Margherita e Molinette di Torino ed il San Luigi Gonzaga di Orbassano. Composto dai responsabili clinici delle due sedi, dal coordinatore del centro unico, da rappresentanti delle aziende sanitarie e delle associazioni dei pazienti, il coordinamento predisporrà le linee guida sui percorsi di cura, dalla diagnosi fino al trapianto d’organo.E’ il risultato di una delibera di Giunta approvata il 29 agosto su proposta dell’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, con l’obiettivo di migliorare la rete delle cure dei malati piemontesi. La fibrosi cistica è una malattia genetica che in Italia colpisce un neonato ogni 2500/3000. Ad oggi sono 422 le persone affette in Piemonte, assistite all’ospedale Regina Margherita di Torino, che si occupa dei minori, ed al San Luigi Gonzaga di Orbassano, che si occupa degli adulti. Il presidio Molinette garantisce la presa in carico dei pazienti in una dimensione di continuità terapeutico-assistenziale. “Proprio dal Piemonte – ricorda l’assessore Saitta – è arrivato nei mesi scorsi un importante contributo alla ricerca per combattere questa malattia attraverso sperimentazioni effettuate anche da un laboratorio della Scuola di Medicina di Novara. Mentre prosegue la ricerca, la Regione intende potenziare la rete delle cure, rispondendo in maniera sempre più efficace alle nuove esigenze dei pazienti, che proprio grazie al miglioramento delle terapie ora possono contare su un’aspettativa di vita più lunga rispetto al passato”.La fibrosi cistica è considerata una delle malattie genetiche rare più diffuse. Colpisce soprattutto il sistema respiratorio e quello gastrointestinale e può essere estremamente invalidante per il carico di sintomi e per le terapie da affrontare. In Italia sono circa 6.000 le persone curate dai centri specializzati, con 200 nuovi casi l’anno. In Piemonte, attraverso lo screening neonatale, vengono diagnosticati dai 12 ai 15 nuovi casi l’anno in età pediatrica.

Piero Mora
www.regione.piemonte.it

L’escursionismo per lo sviluppo territoriale

Sabato 7 ottobre alle ore 15 nella Sala Conceria di via della Conceria 2 a Chieri (To) si parlerà dell’escursionismo e di tutte le ricadute sul territorio come sinergie per uno sviluppo sostenibile.Il Convegno avrà un prologo.Al mattino ci saranno 4 itinerari che convergeranno tutti a Superga: da Chieri, camminata e cicloescursione del Cai di Chieri; da Pino camminata del Cai di Pino; da Bric Paluc con Asso San Mauro e AAB Baldissero e dal parco del  Meisino con Uisp e Touring Club. L’iniziativa organizzata dal Cai di Chieri e patrocinata dalla Regione Piemonte, coinvolgerà tutte le realtà che ruotano intorno al mondo del cammino.Oltre a Cai, saranno presenti e interverranno il Coordinamento dei sentieri della Collina torinese, l’Associazione ecclesiale italiana Via Francigene, il Touring Club, la Uisp Montagna, Trekking Italia, i percorsi Occitani, la Rete dei cammini. Qual è l’obiettivo di questo convegno e quali saranno i temi affrontati?L’idea è quella di valorizzare il territorio, coinvolgendo tutti gli attori presenti sullo stesso: dalle pubbliche amministrazioni alle associazioni di escursionismo e promozione turistica.Una valorizzazione che passa dalla realizzazione di un’area escursionistica, a cui si sta lavorando, che da Moncalieri a Casale Monferrato coinvolge Torino, Asti e Alessandria. Una rete che afferisce alla Superga-Vezzolano-Crea, alla Grande Traversata della Collina, il Cammino di Don Bosco e l’Anello Verde. Scoprire il territorio a ritmi lenti, per coniugare natura, aspetti sociali e cultura.  Di tutto questo si parlerà all’interno del Convegno, con un approfondimento sul ruolo del Cai in chiave escursionistica dei percorsi tematici e cammini storico-devozionali e sui vari progetti di cammino di enti ed associazioni nell’ambito della Carta di Toronto.

A Settimo apre Conforama: 110 assunzioni

Lo storico Gruppo francese specializzato nell’arredamento e decorazione per la casa inaugura il 7 settembre il nuovo punto vendita sul territorio piemontese: grande concorso, giochi e intrattenimento

 

 

Settimo Cielo Retail Park, via Ruggero Leoncavallo 6 – Settimo Torinese (TO)

 

Il nuovo store Conforama, di oltre 6000 mq, si inserisce all’interno di un importante polo commerciale offrendo un’ampia gamma di divani, ambienti cucine, soluzioni notte e living, accessori e decorazioni per la casa per una proposta capace di vestire a tutto tondo la propria abitazione. Ad elementi dalle linee moderne e contemporanee si affiancano quelle più tradizionali per soddisfare le esigenze e i gusti di ciascuno. Quattro giorni, da giovedì 7 a domenica 10 settembre, durante cui i clienti saranno accolti in un ambiente allegro e dinamico: dal 9 settembre sarà allestito un parco gioco gratuito per i più piccoli con animazione, gonfiabili, laboratori, tappeti elastici, toro meccanico, mentre nei primi due giorni di apertura si avrà la possibilità di partecipare a un grande concorso. Durante le giornate di giovedì 7 e venerdì 8 settembre tutti i visitatori avranno la possibilità di partecipare al contest “500 ALL’ORA”: all’interno del punto vendita sarà possibile compilare le cartoline dedicate con i propri dati anagrafici e depositarle nelle apposite urne. Ad ogni ora – a partire dalle ore 10.01 fino alle 19.01 – saranno estratti i fortunati vincitori – che dovranno essere presenti all’interno del negozio al momento del sorteggio – che riceveranno un buono spesa da spendere nello store Conforama di Settimo Torinese del valore di 500,00 euro. “Abbiamo strategicamente deciso di aprire all’interno di questo importante hub commerciale – dichiara Manuel Estevez AD di Conforama Italia – un nuovo punto vendita in linea con l’immagine più aggiornata e della nostra insegna. Un’occasione per offrire alla nostra clientele un’esperienza di acquisto in un contesto moderno connotato da uno spirito decorativo innovativo. Il nuovo punto vendita occupa 110 persone tutte selezionate nell’area di prossimità ed è per noi la base per costruire un’importante collaborazione con il territorio locale”.

 

La decadenza della Superba che umiliando un eroe umilia sé stessa

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

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Gli inizi dei consigli comunali dopo le ferie non sono mai entusiasmanti e spesso ci sono consiglieri assenteisti che si prolungano  arbitrariamente le vacanze. Ma, nel caso di Genova , gli assenteisti della maggioranza che in giugno ha vinto le elezioni, non hanno giustificazioni  plausibili.

Con la loro assenza hanno consentito all’opposizione di far mancare il numero legale, assentandosi dall’aula, con lo scopo preciso di bloccare l’intitolazione di una via della Superba a Fabrizio Quattrocchi , medaglia d’oro al valor civile , nominato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. Quattrocchi venne assassinato brutalmente in Iraq dove venne fatto prigioniero  nel 2004.  Negli ultimi istanti di vita disse ai suoi carcerieri : “Così vedrete come sa morire un Italiano “.  Una frase di sapore risorgimentale che fa pensare ai fratelli Bandiera o ai Martiri di Belfiore ,eroi dimenticati dell’800. Una frase impensabile nel ‘900 ,se si esclude la Grande Guerra e qualche episodio della Seconda, e soprattutto impensabile  nel nuovo secolo in cui l’idea di patria sembra essere scomparsa. Disperatamente scomparsa ,come accadde a Fabrizio  per la sua vita, stroncata in giovane età  dalle Falangi Verdi di Maometto. Vide bene il Presidente che ci fece riprendere l’orgoglio del tricolore e di essere italiani, nel conferirgli l’Oro concesso ai benemeriti della Nazione. Ma ci fu chi non capì il gesto di Fabrizio perché lontani ad ogni valore patriottico. Tanto per intenderci ,chi vide in Giuliana Sgrena, un’eroina, anche se per causa sua venne ammazzato chi la stava proteggendo per dovere di servizio. Quattrocchi era per tanti  un volgare mercenario e tale doveva restare. Attorno a lui doveva restare il silenzio spezzato da chi ha proposto che la sua città gli dedicasse una via a tredici anni dalla sua morte.  In opposizione alla Genova di  Carlo Giuliani e di don Gallo,c’è anche una Genova civile fatta di gente che sa chi è stato Quattrocchi e  sa dirgli grazie.   E’ la Genova che nel passato ha avuto uomini come la M.O. al V.M. Luigi Durand de la Penne che violo’ con il suo coraggio il munito  porto inglese di Alessandria d’Egitto nel 1940. Quattrocchi  è una delle lanterne accese  di una città umiliata dal malgoverno di troppi anni e ,prima ancora ,dal terrorismo trionfante che la mise a ferro e fuoco.  Chi si si è opposto, assentandosi dall’aula,ha dimostrato la pochezza di sempre,non avendo neppure il coraggio di un voto contrario che andrebbe motivato .Chi ha continuato le ferie si è assunto una responsabilità morale di cui dovrà rendere conto ai Genovesi e agli Italiani.

 

quaglieni@gmail.com

Tirocinio Amiat per undici stranieri

 

Nelle scorse settimane Amiat, Gruppo Iren, ha avviato un progetto di inserimento in attività di igiene ambientale, attraverso tirocinio extracurriculare, per undici persone beneficiarie di protezione internazionale

Per questa iniziativa Amiat Gruppo Iren ha collaborato con Unione Industriale di concerto con la Prefettura e con Unimpiego Confindustria, soggetto che si è occupato della selezione dei tirocinanti – di diversa provenienza (Ghana, Senegal, Nigeria, Mali, Gambia e Costa D’Avorio) ed ospiti del sistema di accoglienza nazionale. Il progetto deriva da un Accordo quadro di collaborazione tra il Ministero dell’Interno e Confindustria finalizzato all’integrazione in attività lavorative dei cittadini stranieri che beneficiano della protezione internazionale. L’attivazione dei tirocini presso Amiat si inserisce, pertanto, nell’ambito dei 100 da intraprendere a livello nazionale. I tirocinanti, dopo un colloquio preliminare, sono stati opportunamente formati sugli aspetti organizzativi, operativi e di sicurezza sul lavoro; saranno seguiti e accompagnati nelle diverse attività da un tutor aziendale e si occuperanno per circa sei mesi della pulizia di parchi e giardini della città. I tirocini extracurriculari sono iniziative molto importanti per i beneficiari di protezione internazionale, perché, favorendo l’inclusione, costituiscono elemento fondamentale per l’inserimento nel nuovo contesto sociale, spesso molto diverso da quello di origine. Per Amiat e per il Gruppo Iren si tratta di un servizio offerto alla comunità nonché una risposta concreta alle esigenze della società civile e ai bisogni del territorio.

(foto: il Torinese)

 

 

Al colosso Systra la linea 2 del Metro

E’ terminato l’iter delle verifiche di legge dei giustificativi delle offerte presentate, e dopo la riunione della commissione di gara è stata annunciata l’aggiudicazione provvisoria dei servizi di ingegneria per la progettazione preliminare della realizzazione della linea 2 della metropolitana di Torino. E’ aggiudicatario il costituendo raggruppamento con Systra, società francese capogruppo che ha preceduto nell’ordine i raggruppamenti Sener Ingenieria Y Sistemas (capogruppo), Geodata Engineering (capogruppo), Lombardi Ingegneria (capogruppo). “L’aggiudicazione provvisoria di oggi è un passo importante – sottolinea l’Assessora comunale alla Viabilità, Maria Lapietra – . Lunedì è in programma l’ incontro con i parlamentari piemontesi per definire come non perdere i finanziamenti ministeriali. Contestualmente procederemo per deliberare  l’aggiudicazione definitiva nei tempi più stretti possibili”.

(foto: il Torinese)

Fioriere “antiterrore”: i commenti dei torinesi

Pubblichiamo alcune delle considerazioni dei lettori del “Torinese” apparse su Facebook,  sulle barriere antisfondamento collocate in centro città. Ve le riproponiamo così come sono uscite sul social, senza aggiunta di opinioni da parte della redazione 

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Claudia Tosatto
Claudia Tosatto Se puo’ servire ben venga , sono fioriere …alla vista sono pure belle. E poi se vogliamo la sicurezza, non lamentiamoci. Se qualcuno ha problemi mi auguro che saranno risolti: tutto non si puo’ avere.
Franco Necco
Franco Necco In caso di necessità una autoambulanza o un camion dei vigili del fuoco riesce ad accedere nella via chiusa con le barriere o le fioriere?
Graziella Voltan
Graziella Voltan Comunque il verde ci sarebbe stato molto bene anche senza l’isis. Peccato che non ci abbiano pensato prima. Io ci metterei anche una bella fontana, che da un senso di freschezza in queste piazze infuocate.
Barbara Gai
Barbara Gai ricordiamoci solo che così si impedisce il rapido passaggio anche alle ambulanze, ai vigili de fuoco ecc… in caso di emergenza saranno problemi. In più se qualcuno vuole lasciare una bomba la può comunque depositare agevolmente in una fioriera. Io amo le piante e i fiori. ben vengano, ma per bellezza. Queste sono prese in giro. Nient’altro.
Marco Ceretto Castigliano
Marco Ceretto Castigliano Da un sindaco capace di inviare truppe di poliziotti in tenuta antisommossa e trasformare una via di ristoranti con famiglie e ragazzini in uno scenario di guerra cittadina mi aspettavo di meglio! Insomma i mezzi di soccorso come farebbero a passare? E gli altri possibili obiettivi?
Trolese Mauro
Trolese Mauro Vedo che ci sono dei super esperti in difesa del terrorismo quindi alle prossime elezioni politiche candidatevi
Ezio Giampapa
Ezio Giampapa Per sicurezza,visto che è circa 8 metri, le ho messe anche nel corridoio di casa mia
Alberto Alian Bebo Bottino
Alberto Alian Bebo Bottino Per capire quelle fioriere cosa fanno a un tiro fate proprio ridere e voi dovreste proteggerti l’eventuale attacchi è meglio che cambiate lavoro
Marco Mina
Marco Mina Ma perché un terrorista del cazzo in barriera di Milano nn può colpire???
Basta andare contro una fermata dell’autobus per fare una strage!!!
Roberto Mafrica
Roberto Mafrica Imbarazzante L ignoranza presente nei commenti. A qualcuno il diritto di poter scrivere su fb lo toglierei volentieri
Gilda Murgante
Gilda Murgante Sinceramente non ho capito a cosa servono, non credo che questi vasi possono fermare certe persone…..
Antonio Lo Conte
Antonio Lo ContTra l’altro… Come ci fanno ad arrivare i tir in centro???
Cinzia Geninatti-Croco
Cinzia Geninatti-Croco Però a vederli in foto i vasi sembrano di plastica e allora non servono a niente
Alessandra De Murtas
Alessandra De Murtas Però ho l’impressione che si possano spostare anche solo con lo sguardo …non so 😕
Alessandro Stella
Alessandro Stella Bene …adesso tutti i corrieri e company come faranno a passare ?
Ovviamente tutti in quattro frecce in divieto di sosta…🙈
Graziella Voltan
Graziella Voltan Per abbellire le piazze vanno bene, per fermare eventuali atti di terrorismo, viene da ridere…..
Silvana Giacometti
Silvana Giacometti Fanno ridere ….le sposta anche un furgone.
Come sempre le decisioni del comune sono una farsa…..cominciamo pure a ridere, incapaci anche in questo!!
Tiziana Staltari
Tiziana Staltari E delle piante dovrebbero fermare eventuali atti di terrorismo? ??
Giovanna Giachino
Giovanna Giachino Tutto sommato non sono bruttissime ma come la mettiamo con i mezzi di soccorso?
Maurizio Cerri
Maurizio Cerri Che tristezza. Come ci hanno ridotto col falso buonismo 😒
 
Marco Faccio
Marco Faccio sono belle, almeno sono belle.
Enrico Croce
Enrico Croce Ma se un tir prende una rincorsa…mi sa che si avranno fori sul balcone
Piero Stahladler Pamato
Piero Stahladler Pamato Altro che fioriere…..
Silvano Bertoldo
Silvano Bertoldo Spesa inutile!
Rita Saiu
Rita Saiu Ma che lusso!!!!!! Sindaco,non si sprechi……!!!
Uragano Mary Padma
Uragano Mary Padma Meglio di anonimi e brutti blocchi di cemento sicuro
Maximilian Fardella
Maximilian Fardella E le barriere anti iuventini in piazza san Carlo?
Vincenzo Leonardi
Vincenzo Leonardi E i mezzi di soccorso…?!?!
 
Emilio Battuello
Emilio Battuello Era ora, per gli altri verdremo(quelli armati intendo) una cosa per volta
Gabriella Sciortino
Gabriella Sciortino Ma non sono convinta!!!
Robi Bz
Robi Bz X arrivare a sto punto siamo veramente messi male. ( le forze dell’ ordine non hanno ancora capito.. Che se l isis vuole …può fare di tutto è di più….. Le barriere??? Non servono a nulla ” è solo perdita di tempo.l’ isis e gente malata pronta a farsi esplodere ovunque . e se non vengono sterminati tutti…c’è poco da fare…..
Paolo Fuschino
Paolo Fuschino Ma non potevano mettere i dissuasori a scomparsa?
Rino Corsari
Rino Corsari Una sola domanda: i vigili del fuoco passano?
Rossana Repetto
Rossana Repetto Se non altro vediamo un po’ di verde
Beppe Gianoglio
Beppe Gianoglio Belle
Katia Suppo
Katia Suppo E noi di periferia
Lina Gioia Pagano Etna

E’ morta la cantante del femminismo e della contestazione torinese

di Pier Franco Quaglieni
Aveva capito che il marxismo era tornato ad essere un’utopia e che essere laici consentiva di andare oltre le utopie assassine del ‘900. Era stata sempre sicuramente in buona fede e quindi merita il totale rispetto anche di chi non ha condiviso con Lei quasi nulla
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E’ mancata a Venezia tra il silenzio generale a fine agosto, a 76 anni, Margot Galante Garrone,figlia di Carlo avvocato e senatore torinese eletto col PCI e nipote di Alessandro, storico del Risorgimento. I prozii erano stati eroi della Grande Guerra , medaglie d’oro al V.M. L’avevo conosciuta a Torino ed avevo ripreso i rapporti con Lei negli ultimi anni . L’amore per Venezia ci aveva attratti. Era una cantautrice italiana che ha avuto periodi di successo.Della sua morte mi ha dato notizia il comune amico Achille Ragazzoni,presidente dell’istituto per la Storia del Risorgimento di Bolzano.Ero distantissimo dalle sue idee , le sue canzoni protestatarie non mi piacevano , i suoi amici torinesi estremisti, da Straniero ad Amodei , mi suscitavano l’orticaria .La sua canzone più celebre apri’ la stagione del femminismo furioso e venne scritta da Franco Fortini,un altro fazioso intollerabile :”Le nostre domande “. Non aveva sostanzialmente modificato le sue idee che neppure il crollo del Muro ebbe la capacità di porre in crisi. La sua era una fede politica molto inossidabile e assai poco laica,incapace cioè di fare i conti con la storia . Negli ultimi tempi tra noi si era aperto un dialogo soprattutto dopo l’uscita del mio ultimo libro. Aveva capito che il marxismo era tornato ad essere un’utopia e che essere laici consentiva di andare oltre le utopie assassine del ‘900. Era stata sempre sicuramente in buona fede e quindi merita il totale rispetto anche di chi non ha condiviso con Lei quasi nulla.
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quaglieni@gmail.com

Sempre più studenti scelgono il Politecnico

Negli ultimi cinque anni i preimmatricolati sono cresciuti del 50%Più del 60% del totale dei preimmatricolati ai corsi di Ingegneria provengono da fuori Regione e dall’estero; in particolare, grande incremento per gli studenti stranieri, grazie anche ai test organizzati in Cina e Sud America

 

Sempre più studenti scelgono il Politecnico di Torino per il proprio percorso di studio, confermando un trend ormai pluriennale; per il 2017/2018 è stata superata la quota di 12.000 iscritti ai test per i corsi di Ingegneria, Architettura, Design e Pianificazione dell’Ateneo, con un incremento del +10% rispetto allo scorso anno.

 

Per quanto riguarda gli aspiranti ingegneri, il numero dei preimmatricolati provenienti da Regioni italiane diverse dal Piemonte e dall’estero continua a essere superiore rispetto a quello dei residenti in Piemonte: sono il 60% e arrivano dalle Regioni storicamente più legate all’Ateneo come Sicilia, Puglia, Lazio, Liguria, Sardegna, Campania. Il Paese straniero più rappresentato si conferma essere la Cina, dove per il secondo anno consecutivo sono state organizzate sessioni in loco del test di ammissione; un’azione mirata a incentivare la partecipazione ai test d’ingresso da parte degli studenti stranieri che risiedono in Paesi geograficamente più lontani, che per l’anno accademico 2017/2018 è stata estesa anche a Cile e Argentina con buoni risultati. Nonostante l’introduzione della soglia minima e del test obbligatorio anche per chi ha studiato all’estero, quest’anno gli studenti stranieri che intendono iscriversi al Politecnico sono in grande crescita: + 40%.Per accogliere al meglio gli studenti internazionali e anche gli italiani che non conoscono bene la città, anche quest’anno è stato allestito un punto informativo in collaborazione con il CUS Torinoall’aeroporto di Caselle, che fornirà le prime indicazioni.

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Si è registrato un forte incremento degli studenti che hanno sostenuto il test per i corsi dell’area dell’ingegneria nelle sessioni anticipate: sono  7.300 e quasi il 40% di loro ha raggiunto il 50% del punteggio complessivo del test, mentre il 23% ha conseguito il 60% del punteggio; soglie che hanno consentito a quasi 1.300 ragazzi di immatricolarsi in anticipo rispetto alla chiusura dell’ultima sessione di test di settembre e di usufruire, anche quest’anno, della riduzione delle tasse offerta dall’Ateneo come segno tangibile del riconoscimento del loro merito. Sempre in riferimento alla qualità degli studenti che aspirano ad accedere al Politecnico, è da segnalare il fatto che quasi il 25% dei preimmatricolati ha conseguito il diploma di maturità con una votazione di 100/100 o 100/100 lode.Fra i corsi di laurea dell’area dell’ingegneria che superano le 800 e in alcuni casi le 1000 preiscrizioni si evidenziano Ingegneria Biomedica, Ingegneria Informatica, Ingegneria Meccanica, Gestionale e Aerospaziale. I corsi che hanno registrato un incremento maggiore di preferenze rispetto allo scorso anno sono Electronic and Computer Engineering e Ingegneria per l’ambiente e il territorio.

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Per l’area dell’architettura, è sempre molto elevato il numero di studenti che scelgono il corso di Design e comunicazione visiva, che anche quest’anno ottiene più di 1000 preimmatricolazioni, a fronte di 250 posti disponibili.  Restano stabili i preiscritti ai corsi di laurea in Architettura e Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale. Continua poi l’investimento dell’Ateneo e della Fondazione CRT sui giovani meritevoli e di talento, a partire dalla laurea triennale, con il progetto “Qualità e Impegno”, che premia con una riduzione delle tasse e un percorso formativo aggiuntivo i 200 studenti con il miglior punteggio ai test nell’area dell’ingegneria e che dal secondo anno di studi coinvolge anche gli iscritti ai corsi dell’aera dell’architettura. Più di 400 studenti hanno già formalmente espresso il proprio interesse a partecipare al progetto, ancor prima dell’uscita del bando, nonostante oltre 2.700 studenti debbano ancora sostenere il test previsto a settembre. Inoltre, quest’anno, grazie ad una convenzione tra l’Ateneo e l’Associazione Abbonamento Musei.it, tutti i nuovi immatricolati riceveranno l’abbonamento musei Torino e Piemonte per accedere a mostre e esposizioni che rientrano nel circuito; sono inoltre previste agevolazioni per l’abbonamento ai mezzi pubblici GTT per tutti gli studenti con un’ISEE inferiore a 30.500 euro. L’investimento del Politecnico per queste iniziative è pari a 2 milioni e 300 mila euro.

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“Negli ultimi cinque anni il numero degli studenti che hanno scelto di sostenere il test di accesso al nostro Ateneo è aumentato del 50 per cento”,  commenta il Rettore del Politecnico di Torino Marco Gilli, che prosegue: “E’ significativamente migliorata la qualità degli studenti italiani ed in modo ancor più marcato quella degli studenti stranieri e sono sensibilmente diminuiti gli abbandoni. L’esigenza di garantire una formazione di elevata qualità  in linea con gli standard ed i servizi offerti dalle migliori università tecniche europee, ha comportato negli anni scorsi l’introduzione del numero programmato per i corsi di ingegneria: quest’anno, a fronte di circa 9.500 domande di preimmatricolazione, potremo accogliere soltanto 4.500 studenti, quindi meno della metà di quanti hanno presentato domanda di ammissione. In un Paese che presenta una delle percentuali di laureati più bassa a livello OCSE, l’Ateneo sta compiendo uno sforzo straordinario per accogliere più studenti nei prossimi anni, con ingenti risorse destinate al personale docente (più di 800 posizioni aperte negli anni 2013-2020) e la predisposizione di un ambizioso Master Plan, che prevede circa 80 milioni di investimenti. Lo dobbiamo  ai giovani e alle loro famiglie, che nonostante il periodo di difficoltà economica dal quale il Paese sta cominciando a riemergere solo ora, hanno continuato a investire in formazione e si attendono un elevato standard di qualità, che consenta un accesso al mondo del lavoro, garantito da un percorso di studi internazionalmente riconosciuto e apprezzato dalle aziende”.  Il 30 e 31 agosto si svolgerà l’ultima sessione dei test per Ingegneria, Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale e Design e Comunicazione visiva; il 7 settembre, toccherà invece agli aspiranti architetti sostenere la prova di accesso regolata dal Ministero. Come di consueto i risultati dei test saranno pubblicati sulla pagina personale degli studenti e sarà data comunicazione del risultato via sms.

 

(foto: il Torinese)

Europa e terrorismo

Le Ramblas, i famosi viali della bella Barcellona, non saranno più piacevoli e spensierati ricordi di tutti noi, appassionati turisti della Spagna del Sud, alla ricerca di quel profumo di “fiesta” tanto celebrato dai più importanti scrittori del Novecento, a partire da Hemingway, cronista dei principali quotidiani statunitensi ai tempi della guerra civile vinta da Francisco Franco e immortalata nella sua più totale drammaticità dal quadro di Pablo Picasso “Guernica” ,distrutta dal bombardamento a tappeto da parte della Luftwaffe tedesca al suo collaudo generale, in prospettiva della imminente seconda guerra mondiale.Ora inevitabilmente, ogni qualvolta ricorderemo il capoluogo della Catalogna, avremo ben in mente le immagini dei terroristi islamici e del camion sulla folla travolta, indifesa nella propria sorpresa durante un momento di svago insieme a parenti e amici in una giornata di agosto.Al telegiornale sembra purtroppo di rivedere il drammatico attentato di Nizza dell’anno scorso sulla Promenade des Anglais, percorso pedonale della Costa Azzurra, affascinante ed emozionante quanto quello oggetto del tragedia odierna.Certamente non si può rimanere che attoniti e perplessi di fronte a queste mostruosità partorite dalla mente dei terroristi, oggi islamici, dove trovano la morte centinaia di innocenti di tutte le età, le nazionalità e anche indistintamente di tutte le confessioni religiose, ma è altrettanto evidente nella ripetitività di queste sciagure una certa dicotomia rispetto a quanto successo nei cosiddetti “anni di piombo”: in primis questi islamici sono simili, più che a dei militanti politici impegnati a destabilizzare l’ordine costituito per facilitare l’ascesa di una fazione partitica per la quale protendono, piuttosto a dei “kamikaze” giapponesi, soldati della aviazione dell’Impero del Sol Levante dell’ultimo conflitto mondiale che, spinti da “un vento divino”, si immolavano contro le portaerei americane nel tentativo estremo di difendere la propria nazione.

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Sarebbe, però, estremamente superficiale classificare questi criminali islamici quali fanatici; infatti, così come si è superata da tempo l’attribuzione di questa accezione nei confronti degli aviatori nippoci sopra ricordati, sconfinare nel fanatismo significa, indirettamente, celebrare l’eroismo, visto che il confine tra i due termini è davvero sottile e oggetto di interpretazioni faziose; in fondo i trecento spartani guidati al massacro dal re Leonida alle Termopili contro i Persiani non erano tali? I santi della Chiesa Cattolica, senza il deliberato e consapevole martirio dei quali la principale religione del mondo occidentale sarebbe rimasta un culto settario mediorientale, non possono affiancarsi nello spirito di abbracciare la fede nell’accettare la propria morte a questi magrebini? Certamente no, anche perché gli spartani così come i giapponesi sceglievano di combattere, uccidere e consapevolmente di immolarsi per difendere la patria dall’invasione di un nemico belligerante; i discepoli e i loro seguaci predicavano la vita eterna, aspetto che rivoluzionò il mondo antico, a tal punto da essere perseguitati e condannati a morte dai governatori romani perché, direttamente o indirettamente, attaccati dai predicatori provenienti dalla Palestina nella loro corruzione o nella violazione dei diritti umani anti-litteram. Ma attualmente nessuno vuole convertire l’Europa alla fede di Allah.Gli stessi carbonari di fine Ottocento e gli anarchici di inizio Novecento, con le loro bombe e con le loro pistole, prendevano di mira gli imperatori di Francia e di Austria o il re d’Italia sapendo di essere arrestati e ghigliottinati o fucilati, ma anche in quella fattispecie il bersaglio politico era chiaro e comunque istituzionale.

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Attualmente si parla di ragazzi, tendenzialmente giovani, di origine magrebina, nati o cresciuti in Europa e, in molti casi, nei Paesi dove effettuano gli attentati, senza mai prendere di mira bersagli politici o istituzionali, ma sempre e comunque civili, solitamente in luoghi di svago. Dal 2001 a oggi le modalità degli attacchi sono mutate, si era partiti con le bombe sugli aerei, nella prima decade del nuovo millennio si è passati ad azioni maggiormente orientate all’uso di armi da fuoco, quali mitra e fucili di grosso calibro, da qualche anno, infine, si predilige l’uso improprio di furgoni a tutta velocità sulla folla nei principali punti di aggregazione sociale. Qualcuno potrebbe obiettare che difendono in termini reazionari i loro Paesi, quali Libia, Iraq e Afghanistan, dall’invasione anglo-franco-americana, impossibilitati dal fronteggiare eserciti regolari, nella speranza forse di creare, attraverso il disordine nei principali centri stranieri, i presupposti per il ritiro delle truppe. Ricorrere sempre poi alla classificazione di questi giovani quali disturbati mentali, o disagiati sociali o ancora ex-detenuti, sa tanto di totalitarismo dell’informazione, in cui ogni avvenimento contrario al regime, così perfetto nella sua organizzazione democratica e di rappresentanza popolare, non possa che essere espressione di squilibrati. La verità è che, dichiarata la morte di un presunto Bin Laden e di un altro presunto Califfo, il terrorismo contemporaneo sembra non vedere la propria fine con il sollievo di tutti, ma la sporadicità degli attentati, mai legati tra di loro da una forma di continuità spazio-temporale, al momento non fa emergere un quadro ben delineato di attacco all’Occidente quale forma nuova di conflitto politico-militare. Negli anni Settanta molti, dietro alle bombe esplose in Germania, in particolar modo durante l’Oktober Fest, e in Italia, con le stragi nere a Brescia e a Bologna, videro la mano lunga della CIA; oggi i quadri internazionali, rispetto a quell’epoca, sono radicalmente mutati ma il controllo della società civile da parte delle Istituzioni si è affinata in nuovi linguaggi non ancora decifrati, dove il controllo delle masse ha sempre più direzioni ondivaghe, poco chiare, tanto da aver portato i filosofi contemporanei a teorizzare la “post-verità”, in un mondo dove tutto pare, ma nulla è certo. Evidentemente, come nel mito della caverna di Platone, qualcuno non ci dice la verità fino in fondo, pensando di tenerci prigionieri con il volto fisso sulla parete della grotta dove proietta, come in uno schermo cinematografico, quanto di suo interesse.