ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 612

Boom dell’export piemontese

Boom delle esportazioni piemontesi che nei primi sei mesi dell’anno raggiungono un valore di 24,1 miliardi di euro, l’11,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Il dato è migliore di quello nazionale. Il Piemonte è la regione con il maggiore incremento nei primi sei mesi dell’anno, e si conferma al quarto posto tra le regioni italiane con una quota del 10,8% delle esportazioni complessive. “E’ straordinario per il Piemonte, che offre una vera speranza sul futuro della nostra economia”, dice il presidente di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello. I mezzi di trasporto registrano il risultato migliore mezzi di trasporto, grazie alla crescita delle vendite di auto (+40,5%). Positivi la meccanica (+11,8%) e l’alimentare (+6,9%). Francia, Germania, Spagna, Polonia e Regno Unito rappresentano le destinazioni principali delle esportazioni piemontesi. Asti e Alessandria sono  tra le provincie, quelle col maggiore incremento.

(foto: il Torinese)

Il fanatismo non perdona la ragazzina “fascista”

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

A Noli, in Liguria, il 30 settembre verrà inaugurata una lapide in ricordo di una tredicenne  di Savona , Giuseppina Ghersi, violentata   e uccisa da partigiani comunisti nei giorni successivi al 25 aprile1945.  Era solo  una bambina, nel 1945 le tredicenni erano solo bambine e non ebbe compromissioni  con il fascismo, se non per  aver scritto un tema su Mussolini . La famiglia di Giuseppina non era fascista e l’accusa rivolta contro la tredicenne di essere stata una spia dei tedeschi del tutto infondata. Venne rapata a zero, la sua testa venne dipinta di rosso , la sfigurarono con le percosse e poi venne ammazzata con un colpo alla nuca .Il padre di Giuseppina fece un esposto alla Magistratura qualche anno dopo il misfatto, ma non ottenne soddisfazione. Fu Gianpaolo Pansa a denunciare il crimine rivoltante avvenuto nel clima irrespirabile  di una guerra civile che continuò ben oltre il 25 aprile 1945. Ci furono episodi atroci che hanno provocato degli  odi che hanno invelenito l’Italia per decenni. Le atrocità vennero commesse da fascisti, tedeschi e da partigiani. Le motivazioni non giustificano nessuno perché certi crimini non possono essere motivati se non con la barbarie inumana che non è di destra né di sinistra, ma ha un’unica matrice nel ricorso alla violenza belluina.  A Noli ( e non a Savona dove il fatto, avvenne ) vogliono apporre questa lapide :”Anni sono  passati, ma non ti abbiamo dimenticata ,sfortunata bambina oggetto di ignobile viltà ” . 

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Non ci sono riferimenti politici di sorta. Anzi, potrebbe persino essere considerato un testo reticente, ma certamente non di parte. Ma l’Anpi di Savona ha subito protestato vibratamente , denunciando nel cippo una strumentalizzazione politica. Il clima  creato da casa Pound da una parte e  ,dall’altra ,dalla proposta di legge Fiano sui reati di opinione in materia di apologia del fascismo   hanno determinato un ambiente  poco propenso a confrontarsi con franchezza e distacco critico  sul nostro passato dopo  oltre 70 anni. La sindaca di Forza Italia di Savona Caprioglio , prudentemente, si  e’ sfilata ,affermando come  si debba a guardare all’oggi e  non ad episodi di  decine di anni fa, pur denunciando, da donna ,da avvocato e da madre , l’abuso nei confronti di una bambina  avvenuto a Savona nel 1945.  Forse ha ragione la sindaca di Savona, ma forse questi episodi motivati da ragioni solo  apparentemente  politiche ,non potranno mai essere archiviati. Il testo proposto a Noli non offende nessuno e chi si oppone al ricordo di Giuseppina offende il buon senso  e  i più elementari  valori umani che proprio l’antifascismo ha affermato con la Resistenza  e che il nazifascismo ha sempre calpestato, spesso in modo sprezzante e persino orgoglioso. Che ci siano stati fatti bestiali durante e dopo la Liberazione non si può continuare a negarlo con una  stupida ipocrisia  che soprattutto i giovani non possono accettare.

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Solo i parrucconi legati ad un loro orgoglioso e  pur legittimo passato  possono cercare di bloccare un processo di smitizzazione che è storicamente inevitabile, anzi e’ indispensabile per non continuare a  confondere il grano con il loglio . Anche contestualizzando storicamente l’episodio di cui fu vittima Giuseppina, come sempre va fatto, ogni tentativo di attenuare le responsabilità dei suoi brutali assassini appare inutile e grottesco. Gli eccessi di questo tipo  sono crimini contro l’umanità che vanno oltre la  stessa guerra civile che divise gli Italiani  e che appaiono  totalmente ingiustificabili  sotto ogni punto di vista. L’antifascismo vero non ha paura di aprire i suoi armadi perché non ha scheletri da nascondere. Solo chi ha nefandezze da occultare, può  motivatamente urlare allo scandalo di Noli per creare la confusione necessaria a  tentare, in verità  un po’ pateticamente, di  mascherare certe pagine nefande di storia .Chi ha addirittura scomodato Italo Calvino per alleggerire certe colpe, ha fatto un’operazione incredibile. Calvino non avrebbe mai accettato di coprire le belve che torturarono e uccisero Giuseppina . Quel cippo di Noli servirà anche a riflettere sulle violenze  e gli stupri che ieri, oggi ,e purtroppo, anche domani si commetteranno contro le donne e le bambine.  Al di là delle etichette politiche, dietro cui  i barbari  intendono nascondere la loro barbarie.  Il Vice Presidente Nazionale della FIVL, il savonese   Lelio Speranza , partigiano cristiano agli ordini di Martini Mauri, mi disse una volta che, ripensando a quell’episodio del 1945  , sentiva un voltastomaco che lo faceva  ancora soffrire e indignare. Speranza fu un vero e valoroso  combattente per la libertà ,ma soprattutto fu un uomo autentico e coraggioso.

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quaglieni@gmail.com

Bimbi in festa ai giardini reali

Domenica 17 settembre dalle ore 15 Fondazione Paideia, in collaborazione con Musei Reali di Torino, organizza la “Festa di fine estate”, un pomeriggio dedicato a tutti i bambini e le famiglie nella straordinaria cornice dei Giardini Reali di Torino.

 

Un’occasione per passare l’ultima domenica di questa estate all’insegna del divertimento, della creatività e dell’inclusione, con tantissime attività per i più piccoli e i loro genitori come laboratori creativi e di improvvisazione teatrale, letture animate, giochi, musica e spettacoli, in compagnia dei volontari della Fondazione Paideia e del personale dei Musei Reali di Torino.

Durante la “Festa di fine estate” si potrà gustare una speciale merenda solidale per sostenere la Fondazione Paideia, ogni giorno a fianco di famiglie con bambini con disabilità. Tutto il ricavato dell’evento verrà infatti destinato alla nascita del Centro Paideia, polo per la riabilitazione infantile e spazio di socializzazione per tutte le famiglie, che verrà inaugurato a Torino nel 2018.

Ingresso libero e gratuito da Piazzetta Reale 1, Torino. Per maggiori informazioni: www.fondazionepaideia.it

Poli e banche insieme per l’innovazione

Si estende la convenzione tra Banca Cassa di Risparmio di Asti, BIVER Banca

e Politecnico di Torino – Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione

 

 

In Italia la Piccola e Media Impresa riveste un ruolo fondamentale nel tessuto economico: è in questa prospettiva che nasce la convenzione tra Politecnico di Torino –  Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione e due istituti bancari piemontesi, la Banca di Asti e la BIVER Banca – Banca di Biella e Vercelli che da vita al Programma PMInnova – Promuovere Innovazione e Sviluppo nelle PMI.Attraverso diverse leve d’azione, le imprese interessate potranno presentare la domanda di partecipazione. Le proposte, valutate positivamente secondo una griglia predefinita, riceveranno supporto per migliorare e innovare gli aspetti tecnologici e organizzativi per le attività aziendali. Entrando nel Programma PMInnova, oltre ad un aggiornamento continuo sulla situazione dei bandi, l’azienda potrà accedere alla consulenza per la formazione e alla partecipazione ad un consorzio per intervenire sulle due aree individuate, la tecnologia e l’organizzazione. Cambiamenti che saranno possibili partendo una valutazione dello stato tecnico-manageriale-finanziario che evidenzierà i punti di forza e debolezza di partenza.

Nello specifico gli imprenditori saranno supportati da docenti del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino e i progetti vagliati da un Consiglio Scientifico composto da esperti provenienti da fondazioni europee e università. Diversi sono gli asset aziendali per cui il programma è stato pensato e definito: dalla sicurezza industriale, per garantire la sicurezza urbana e ambientale a tematiche “green” come il risparmio energetico, fino a interventi organizzativi per la sempre più sentita necessità di “organizzazioni industriali snelle” e di una gestione logistica innovativa, per massimizzare il livello di servizio ai clienti.

In arrivo la legge contro i cyberbulli

Le commissioni congiunte Cultura e Sanità, presiedute rispettivamente da Daniele Valle e Domenico Ravetti, hanno avviato la discussione generale sulle due proposte di legge per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo e l’istituzione di una giornata dedicata a questi temi.

I provvedimenti, le cui consultazioni con i soggetti coinvolti sono terminate lo scorso luglio, nascono dall’esigenza di intervenire a livello regionale su un’emergenza sociale che colpisce soprattutto i più giovani e merita massima attenzione.

“Il bullismo – ha evidenziato Domenico Rossi (Pd), primo firmatario di uno dei progetti di legge – si colloca nel recente quadro di esplosione dei social media. È fondamentale che la nostra Regione, in linea e coerenza con l’intervento nazionale, si occupi direttamene di questo fenomeno, con l’obiettivo di integrazione e non di sovrapposizione alla normativa statale. Mi auguro, quindi, che su un tema così delicato e attuale le forze politiche in campo perseguano l’interesse dei cittadini piemontesi”.

Nel corso della seduta la consigliera Daniela Ruffino (FI) ha sottolineato come “sia importante che la Regione riconosca quanto è stato fatto finora per i ragazzi, soprattuto sul territorio. Mi riferisco alle numerose iniziative portate avanti da Consulte, associazioni ed enti che si occupano di formazione ed educazione. Per quanto riguarda la costituzione di un Osservatorio regionale su bullismo e

cyberbullismo ne ribadisco l’importanza, così come per l’istituzione di una apposita giornata dedicata a questi fenomeni, che rappresenterebbe uno strumento di comune utilità e riflessione, per ragazzi e adulti, su un tema tanto discusso. Auspico poi che il Consiglio giunga alla condivisione di una sola legge, che sia il risultato dei due progetti presentati”.

In particolare la seconda proposta di legge, il cui primo firmatario è il consigliere Mauro Laus (Pd), prevede infatti l’istituzione di una giornata regionale contro bullismo e cyberbullismo e di un Osservatorio, come organismo di informazione e consultazione.

Il consigliere Giorgio Bertola (M5s) è intervenuto manifestando perplessità sull’utilità di una legge regionale e ha poi definito “strumentali le polemiche emerse nel corso della discussione, in riferimento al progetto presentato dall’Ufficio di Presidenza per l’ultima edizione di Ragazzi in Aula, che aveva lo scopo di dare dignità alla proposta degli studenti partecipanti e non certamente ai movimenti politici”.

“Sentiamo l’importanza del tema – hanno proseguito la consigliera Francesca Frediani e il consigliere Davide Bono (M5s) – e l’urgenza di dotarci di strumenti adeguati a contrastare questa grave emergenza sociale. Ci chiediamo se un nuovo testo di legge regionale sia uno strumento adeguato o se non sia possibile utilizzarne altri già esistenti, come ad esempio i protocolli sottoscritti negli ultimi anni”.

“Riteniamo, infine, fondamentale – ha concluso Frediani – individuare le risorse economiche a disposizione. Per questo chiediamo di istituire un gruppo di lavoro, utile anche a valutare gli esiti delle azioni portate avanti dalla Giunta nel corso degli ultimi anni”.

Daniela Roselli – www.iltorinese.it

Dal campo profughi di Idomeni a Collegno

Dal 15 al 24 settembre alla Certosa Reale “AI CONFINI DELL’ACCOGLIENZA” con foto e video dei volontari delle Pubbliche Assistenze toscane

Un appuntamento di grande significato: dal 15 al 24 settembre le foto e il video del Nucleo di Documentazione della Croce Viola di Sesto Fiorentino che compongono la mostra “Ai confini dell’accoglienza” sui profughi della Siria saranno esposte nella Sala delle arti della Certosa Reale di Collegno. Immagini di volti, sguardi, scene familiari ed un filmato su distruzioni della guerra,  bombardamenti,  città fantasma, campi profughi e tende di fortuna, di oltre diecimila persone in difficili condizioni igienico-sanitarie al confine tra la Grecia e la Macedonia.

L’esposizione, organizzata dal Nucleo Documentazione della Croce Viola – Pubblica Assistenza di Sesto Fiorentino, ha il patrocinio della Città Metropolitana di Torino e del Comune di Collegno, oltre che di quello delle Pubbliche Assistenze della Toscana, del Consiglio Regionale della Toscana, del Comune di Sesto Fiorentino, dell’Anci Toscana e del Parlamento degli Studenti e con il contributo di Unicoop Firenze.

L’inaugurazione si terrà venerdì 15 settembre alle 17.30 nella Sala delle Arti della Certosa Reale di Collegno, alla presenza di alcuni dei volontari toscani presenti a Idomeni nella primavera 2016 e di rappresentanti delle istituzioni locali

Per alcuni mesi nella pianura al confine tra la Grecia e la Macedonia erano rimaste ammassate, in attesa della riapertura della frontiera da parte del governo di Skopje, oltre diecimila persone. Poi, proprio in contemporanea con l’arrivo della missione della Croce Viola di Sesto Fiorentino, è iniziato lo smantellamento dell’area e lo spostamento delle persone che si trovavano lì in campi controllati direttamente dal governo greco. «Una mostra – spiega Davide Costa, responsabile del Nucleo Documentazione della Croce Viola – che abbiamo realizzato con l’intento di raccontare la situazione che abbiamo visto nella primavera del 2016 al confine greco-macedone in quello che è stato definito da più parti un vero e proprio inferno contemporaneo. Il nostro gruppo è arrivato a Idomeni proprio nei giorni in cui il governo greco aveva deciso di iniziare lo smantellamento del campo e abbiamo così assistito alle operazioni di trasferimento di parte dei profughi».

Chi può ottenere l’esenzione dalla tassa rifiuti

Di Patrizia Polliotto * 

 

Il versamento della Tari, o tassa sui rifiuti compete a chi occupa oppure detiene gli immobili che producono rifiuti a qualsiasi titolo (sia esso proprietario o locatario).

Ecco quel che i consumatori sono tenuti a sapere. E’ possibile richiedere al proprio Comune l’esenzione dal pagamento nei seguenti casi: detenzione breve dell’immobile, di durata non superiore a sei mesi. In questo caso la tassa non è dovuta dall’utilizzatore ma resta esclusivamente in capo al possessore (proprietario o titolare di usufrutto, uso, abitazione o superficie); aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili (come balconi e terrazze scoperte) o aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva (ad es. scale, portici ecc.); superfici non suscettibili di produrre rifiuti, o per le quali vi è l’obbligo di provvedere autonomamente allo smaltimento dei rifiuti, come quelle dove si producono in via continuativa e prevalente rifiuti speciali non assimilati. Sono inoltre previste delle riduzioni quando la raccolta della spazzatura non funziona bene o è sospesa e quando il punto di raccolta dei rifiuti è lontano dall’immobile del contribuente.

 

*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

Per trovar lavoro il Poli è il migliore al mondo

 La capacità di garantire ai propri laureati una collocazione diretta nel mondo del lavoro è da sempre uno dei plus offerti dal Politecnico di Torino: oggi la classifica internazionale Graduate Employability Rankings 2018, proposta dal prestigioso istituto britannico QS, certifica che l’Ateneo è la prima università al mondo nel garantire prospettive occupazionali ai propri laureati

 

L’Ateneo, infatti, si colloca al 1° posto al mondo per l’indicatore Graduate Employment Rate, uno dei cinque valutati dal ranking sull’occupabilità dei laureati,che quest’anno ha analizzato 600 università in tutto il mondo.I criteri utilizzati sono la reputazione delle università presso i datori di lavoro, le partnership realizzate con le imprese, il successo dei laureati nelle proprie carriere, la presenza delle aziende nel campus e il tasso di occupazione dei laureati a un anno dal titolo.In quest’ultimo indicatore, calcolato come rapporto tra la percentuale di occupazione dei Laureati dell’Ateneo (pari al 94%) e la media degli Atenei italiani esaminati (pari al 76.2%) il Politecnico di Torino ottiene il miglior risultato al mondo, a pari merito con il Moscow State Institute of International Relations (MGIMO University). Molto buone le prestazioni del Politecnico anche su altri due indicatori, rispetto ai quali l’Ateneo si colloca al 2° posto in ItaliaEmployer reputation e Employer-Student connection, che valutano rispettivamente la reputazione dell’Università presso i datori di lavoro e le opportunità offerte dalle Aziende alle Università per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro. Complessivamente, tenendo conto dei cinque indicatori utilizzati e del peso loro attribuito dal ranking,  l’Ateneo si colloca tra la 121 e la 130 posizione e rientra pertanto nell’ambito del 25% delle migliori Università al mondo.

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“Il Politecnico di Torino ha investito molto in questi anni nella qualità della formazione, offrendo percorsi di studio impegnativi, che sanno contemperare solidi fondamenti disciplinari con un approccio trasversale e multidisciplinare. Vi sono due plus importantissimi, che valorizzano il nostro sistema formativo: da un lato  partnership forti con il nostro Territorio e con grandi imprese leader nei principali ambiti industriali e dei servizi avanzati, dall’altro una politica di internazionalizzazione che consente ad un elevato numero di studenti di trascorrere significativi periodi presso prestigiose università estere ed in molti casi di conseguire titoli congiunti. Eravamo consapevoli che la formazione dei nostri laureati fosse apprezzata dal mercato del lavoro, ma questo posizionamento ci gratifica in modo particolare perché rappresenta un grandissimo riconoscimento per il formidabile lavoro che la nostra comunità universitaria ha svolto in questi sei anni”,  dichiara il Rettore Marco Gilli, che dalla Silicon Valley, dove si trova in missione, conclude: “Diventiamo sempre di più un polo di riferimento internazionale e siamo orgogliosi di contribuire, anche con questo significativo risultato, alla crescita e allo sviluppo del nostro Territorio e del nostro Paese”

 

(foto: il Torinese)

Ied Open Day

Il 14 settembre l’Istituto Europeo di Design invita i creativi di domani in tutte le sedi Italia per scoprire l’offerta formativa 2017/18 Giovedì 14 settembre in tutte le sedi IED Italia – Milano, Roma, Torino, Venezia, Firenze, Cagliari e Como – ritorna l’evento dedicato a coloro che desiderano scoprire da vicino la realtà dell’Istituto Europeo di Design e la sua offerta formativa, interagendo direttamente con lo staff, i coordinatori dei corsi, i docenti, gli studenti e gli alumni. In occasione dell’Open Day sarà possibile informarsi su tutti i Corsi Triennali, Master, di Specializzazione e Formazione Avanzata in partenza per il nuovo anno accademico 2017/18 nelle aree del Design, Moda, Arti Visive e Comunicazione; candidarsi ad una delle 74 borse di studio Master disponibili e scoprire anche i nuovi Diplomi Accademici di I° Livello riconosciuti dal MIUR. In ciascuna delle sette sedi ci sarà un programma dedicato all’orientamento con la possibilità di partecipare a presentazioni ed esposizioni o di prendere parte a workshop e open lesson, per immedesimarsi nella quotidianità di chi già guarda con entusiasmo al mondo del design e della creatività, iniziando a delineare il proprio profilo professionale. In tutte le sedi è previsto anche un programma di orientamento in lingua inglese dedicato a tutti gli studenti stranieri che saranno presenti alla giornata.

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L’Open Day del 14 settembre si svolgerà nelle sedi IED con i seguenti orari: – IED MILANO – Via A. Sciesa, 4 e via Bezzecca, 5 – dalle 10.30 alle 22.00 – IED ROMA – Via Alcamo, 11 – dalle 10.00 alle 16.30 – IED TORINO – Via San Quintino, 39 – dalle 14.00 alle 18.00 – IED VENEZIA – Palazzo Franchetti, Campo S. Stefano, S. Marco, 2842 – dalle 14.00 alle 18.00 – IED FIRENZE – Via Bufalini 6/r – dalle 10.00 alle 18.00 – IED CAGLIARI – Villa Satta – Viale Trento, 39 – dalle 11.00 alle 18.00 – IED COMO – Accademia Aldo Galli – Via Petrarca, 9 – dalle 10.00 alle 21.00

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“Da 50 anni IED continua a mantenere quel profilo di unicità che ha contraddistinto la sua evoluzione nel mondo della formazione – dichiara Fabrizia Capriati, Responsabile Comunicazione IED Italia. IED ha mantenuto nel tempo la sua origine e vocazione interamente made in Italy, ha confermato un modello formativo in stretta e virtuosa connessione con il mondo professionale e sviluppato un’offerta formativa multiforme, attenta ai cambiamenti della società e alle richieste di profili in entrata nel mercato del lavoro. Oggi IED si misura su una dimensione di circa 10.000 studenti all’anno su cui si contano più di 100 nazionalità e dove la percentuale relativa a coloro che hanno iniziato una prima esperienza lavorativa, al termine del percorso di studi, si attesta sul 92%”. L’offerta formativa IED conta oltre 200 corsi, tra Triennali, Master e Corsi di Specializzazione e Formazione Avanzata. A partire dall’anno accademico 2017/18, alla già ampia lista di Diplomi Accademici di I° Livello riconosciuti dal MIUR, si sono aggiunti per la sede di Firenze, i corsi di Interior and Furniture Design in inglese, Comunicazione Pubblicitaria e Interior Design in italiano e Fashion Design in italiano; per le sedi di Milano, Roma e Torino, il corso di Design della Comunicazione; per le sedi di Cagliari e Firenze, il corso di Fashion Design. Per gli aspiranti studenti dei Master, IED mette a disposizione 74 borse di studio a copertura del 50% della retta di frequenza: per i Master in partenza a novembre e gennaio, la scadenza per candidarsi alle borse in palio è il 20 settembre, mentre per i Master con inizio nei mesi di febbraio e marzo 2018 la deadline è il 15 novembre. Su borsedistudio.com tutte le info e il brief sul progetto da sviluppare per il corso prescelto.

Per maggiori informazioni e per registrarsi all’Open Day: ied.it/openday

RISPARMIO GESTITO: ERAN 300 (MILIARDI), ERAN (GIOVANI E FORTI), 15 ANNI FA, E…

Per il 26mo anno consecutivo è stata pubblicata dall’Ufficio Studi di Mediobanca la più temuta, proprio perché super partes, ricerca sull’andamento del risparmio gestito in Italia: http://www.mbres.it/it/publications/dati-di-fondi-e-sicav-italiani.

La conclusione è purtroppo sempre la stessa da oltre un quarto di secolo: mediamente ed escluse dovute eccezioni che però, spesso( bisogna essere molto attenti rispetto alla continuità della “prestazione” nel tempo nel selezionare l’eventuale struttura finanziaria a cui ci si voglia comunque affidare), non riconfermano sporadiche extra-performance annuali, non conviene far gestire da terzi autorizzati( men che meno da altri strutturati in modo più naif come Catene di Sant’Antonio) i propri soldi, stante che, sempre mediamente, l’industria del risparmio gestito.  Il mancato raggiungimento( per inefficienza gestionale ma, ancor più per i costi espliciti e impliciti) anno dopo anno, sempre mediamente e escluse le dovute eccezioni di cui sopra, anche solo degli indici correnti di Mercato che chiunque potrebbe realizzare con il fai-da-te( o attraverso strumenti finanziari semplicissimi ed economici di replica dei medesimi indici come gli ETF), ha in generale depauperato di 20 miliardi i portafogli dei clienti in 10 anni( del doppio in 15) e, considerato che la Ricerca di Mediobanca “copre” solo i Fondi e le Sicav di Diritto italiano, che gestiscono 300 miliardi contro i 2000 miliardi totali affidati dagli Italiani agli industriali del Risparmio, non si può non estrapolare, anche solo per onestà intellettuale e ben consci che questo stato di cose  si è ormai reso psicologicamente ed antropologicamente ineludibile per i più, un dato terrificante che, considerando anche le gestioni estere( in genere ancora meno efficienti), porta a circa 300 miliardi il “costo” complessivo del risparmio gestito a carico dei cittadini in 15 anni( in effetti, è da tempo opinione comune che il trasferimento surrettizio non giustificato dalla qualità del servizio di ricchezza dai risparmiatori all’Industria del risparmio gestito – da cui, peraltro, i Gruppi bancari ricavano ormai da moti anni oltre metà del loro margine operativo lordo- sia di circa 20 miliardi all’anno).

 

Paolo Turati