ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 588

“Corri con il Mauriziano. Sport e Salute insieme”

L’Azienda Ospedaliera Mauriziano di Torino organizza la 1ª edizione della corsa podistica non competitiva / camminata “Corri con il Mauriziano – Sport e Salute insieme – 1° Trofeo Memorial Annamaria Aimone”. Si tratta di una corsa non competitiva di 7 km o camminata a passo libero di 4,2 km rivolta a tutti, che si svolgerà domenica 22 aprile 2018 con ritrovo a partire dalle ore 8. Il ritrovo e la partenza (alle ore 9,45) avverrà da Piazzale Grande Torino, di fronte al PalaApitour, e l’arrivo sarà all’interno dell’ospedale Mauriziano “Umberto I”, con ingresso dal n° 103 di corso Re Umberto. Le iscrizioni alla gara potranno essere effettuate:

– presso la Farmacia Mauriziana, corso Filippo Turati n° 38/C, dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 13,30 e dalle ore 14,30 alle ore 19,00;

– inviando un’via email all’indirizzo mrossetti@mauriziano.it indicando: Cognome, Nome, data di nascita, eventuale gruppo o società di appartenenza e allegando copia del bonifico bancario sul c/c 40249779 presso Unicredit Banca SpA – Agenzia Torino Turati – Tesoreria dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino – causale “Corri con il Mauriziano – Quota di iscrizione” IBAN: IT09J0200801138000040249779 (si possono fare più iscrizioni con un solo bonifico)

– la mattina della corsa direttamente sul luogo di ritrovo, fino alle ore 9,30. E’ richiesto un contributo sotto forma di iscrizione di 5 € a persona (3 € per i bambini nati nel 2008 e successivi). All’arrivo verrà consegnato un pacco gara per tutti contenente un gadget tecnico, prodotti alimentari e coupon. il ricavato sarà destinato all’acquisto di tecnologie e/o software per migliorare il comfort dei pazienti nella esecuzione degli esami di diagnostica per immagini del servizio di Radiologia dell’ospedale Mauriziano di Torino. Presidente del comitato organizzatore è il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Mauriziano di Torino, dottor Silvio Falco. Per informazioni rivolgersi al numero 011.508.2259.

Conto online, le regole per una navigazione sicura

Di Patrizia Polliotto*

Il numero di persone che dispongono di un conto on line è in continua crescita, in linea con gli attuali trend di digitalizzazione della società. Come navigare in sicurezza tutelando i propri risparmi? Ecco, in sintesi, tratte da un prezioso vademecum stilato dall’ABI, le principali regole per operare online in modo comodo e sicuro. Considerato anche il fatto che, annualmente, in media gli istituto di credito italiani investono oltre 250 milioni di euro per la sicurezza informatica. Grazie anche all’intensa collaborazione con le Forze dell’Ordine, i clienti vittime di frode oggi sono solo lo 0,002% del totale di quelli che operano su home banking, pari ad uno su 50 mila, come riferiscono recenti stime. Per usare in sicurezza l’e-commerce, è bene evitare di effettuare transazioni online da computer condivisi, o postazioni in luoghi che potrebbero essere poco sicuri, come hotel e internet caffè: e, al termine di ogni acquisto, effettuare sempre il log-out dal sito e-commerce. E’ bene utilizzare credenziali diverse per autenticarsi su siti differenti, ed evitare il “salvataggio automatico” delle password sui programmi di navigazione. Inoltre, mai aprire allegati o link sospetti, specialmente files che terminano con .exe. Infine, non installare mai software, se non si è certi che siano affidabili. Evitare di usare hard disk esterni di cui non si conosca bene l’origine, e fare spesso la scansione del proprio pc con idonei antivirus possono prevenire spiacevoli situazioni.

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*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Il Gruppo Iren lancia IrenGO

La nuova linea di business dedicata all’e-mobility

In linea con quanto anticipato in occasione della presentazione del piano industriale 2018-2022, il Gruppo Iren lancia oggi IrenGO una nuova linea di business trasversale al Gruppo e dedicata alla e-mobility. L’operazione si colloca all’interno delle quattro linee strategiche portanti del piano di sviluppo, ovvero innovazione trasversale, sensibilità ambientale, investimenti a valore aggiunto e centralità del cliente-cittadino. Sostenuto da un importante piano di investimenti, il progetto IrenGO prevede in prima istanza la sostituzione con mezzi elettrici del 10% della flotta waste e del 25% della flotta leggera aziendale da portarsi a termine nell’arco del prossimo biennio. In arco piano si arriverà all’introduzione in flotta di 400 veicoli elettrici di ultima generazione da utilizzare per le attività operative nei territori di presenza del Gruppo. Il settore ambientale sarà inoltre interessato dall’acquisto di 230 mezzi elettrici leggeri dedicati ai servizi di igiene del suolo e di raccolta rifiuti che andranno ad aggiungersi ai 90 già presenti in flotta per un totale di 320 mezzi elettrici operativi al 2022. Per la mobilità dei dipendenti del Gruppo e già in fase di attivazione un servizio di car pooling con 25 city car elettriche che sarà affiancato dall’introduzione di 22 e-bike collocate presso le principali sedi aziendali. I siti Iren saranno inoltre attrezzati con circa 300 punti di ricarica (ad oggi già 30 operativi sulle sedi di Torino) per rispondere alle esigenze energetiche della flotta interna. I nuovi mezzi, forniti da costruttori specializzati leader del settore, contribuiranno al miglioramento della qualità dell’aria nei contesti urbani in cui si troveranno quotidianamente ad operare, ad ulteriore testimonianza dell’attenzione del Gruppo per i valori della sostenibilità ambientale. Il progetto IrenGO è sostenuto anche da un importante piano commerciale per i clienti esterni. Il Gruppo, infatti, attraverso accordi di partnership con soggetti leader di settore, si propone come player autorevole per un’offerta full service di servizi di mobilità elettrica.

 

I target individuati delle offerte IrenGO sono:

  • clienti consumer e piccole e medie imprese;
  • grandi aziende con flotte interne e strutture alberghiere;
  • pubbliche amministrazioni.

Ad oggi il progetto è già in avanzata fase di avvio:

  • sono state installate le prime wall box presso abitazioni private;
  • sono stati avviati tavoli di lavoro con amministrazioni pubbliche per definire il posizionamento di stazioni di ricarica su strada e in luoghi privati aperti al pubblico;
  • sono stati sottoscritti i primi accordi per l’installazione di colonnine di ricarica presso alberghi nella regione Liguria ed è in fase di definizione un accordo con l’Associazione degli Industriali di Novara (AIN).

La proposta spazia da servizi di analisi preventiva alla definizione di offerte commerciali customizzate e vantaggiose per la fornitura a noleggio di una vasta gamma di veicoli elettrici, incluse le e-bike. Il cliente sarà supportato nell’installazione e manutenzione di infrastrutture di ricarica e nell’implementazione di sistemi per il monitoraggio e il controllo dei consumi. Inoltre saranno messi a disposizione servizi evoluti di assistenza e mobile app per la geolocalizzazione dei mezzi e delle colonnine di ricarica. Tutte le attività sopraelencate saranno sostenute da azioni di marketing territoriale e da attività di education e promozionali (couponing, programmi di loyalty, test drive su strada…). I prodotti e i servizi di e-mobility saranno forniti con energia elettrica a totale produzione green derivante dalle centrali idroelettriche del Gruppo Iren. Nei prossimi giorni sarà attivo il sito www.irengo.it, dove saranno inserite informazioni e dettagli riguardo l’offerta e-mobility del Gruppo.

Da Fondazione Crt i fondi per la disabilità

È aperto il bando “Vivomeglio” della Fondazione CRT, che stanzia oltre 1,3 milioni di euro per progetti di welfare capaci di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità in Piemonte e Valle d’Aosta. Enti e associazioni non profit possono presentare le domande fino al 29 giugno sul sitowww.fondazionecrt.it. Ogni singolo progetto può ricevere contributi fino a 25.000 euro.

 

Il bando sostiene proposte di soluzioni nuove, efficaci e sostenibili per favorire l’integrazione sociale, lo sviluppo delle autonomie e delle abilità personali, la valorizzazione delle capacità delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita quotidiana: dai programmi di avvicinamento all’autonomia abitativa e di preparazione alla vita indipendente orientati al “dopo di noi”, alle attività ludico-ricreative; dagli interventi di integrazione scolastica alle azioni di supporto e ascolto della persona disabile e della sua famiglia; dai percorsi di inserimento lavorativo alla formazione per i caregivers, ossia famiglie, operatori, volontari, figure educative che, a vario titolo, si relazionano con le persone disabili. “Il progetto Vivomeglio rientra a pieno titolo tra gli strumenti del welfare responsabile, che connotano l’attività della Fondazione CRT – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. In questi anni Fondazione CRT ha saputo analizzare il tessuto sociale del territorio e delle comunità di riferimento, con una particolare attenzione alle situazioni più difficili e a chi fa più fatica. Da tale disponibilità all’ascolto delle diverse istanze, ha dato vita a modalità efficaci per rispondere in maniera sempre più adeguata all’emergere di nuovi bisogni e per contribuire a contrastare le tante fragilità di cui soffre la società contemporanea”. “Sosteniamo associazioni e progetti che promuovono l’autonomia, il benessere e la partecipazione attiva alla vita sociale e culturale delle persone con disabilità – dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT e Presidente dell’European Foundation Centre Massimo Lapucci –. Garantire il diritto alla piena integrazione significa anche saper abbattere le barriere relazionali che, non meno di quelle architettoniche, ostacolano l’accesso ai luoghi e la fruizione degli eventi for all: un impegno che deve essere ancora più significativo nell’anno europeo del patrimonio culturale”. Superano così i 21 milioni di euro le risorse che la Fondazione CRT ha destinato al bando Vivomeglio dal 2005 a oggi, per un totale di quasi 2.000 interventi finanziati. Nell’ultimo anno, in particolare, sono stati sostenuti circa 140 progetti in grado di aiutare oltre 77.000 persone con disabilità: dall’avvio di tirocini e borse lavoro, all’integrazione scolastica ed extrascolastica degli allievi disabili; dall’organizzazione di tornei, attività sportive, laboratori teatrali, di cucina, lettura e perfino yoga, ai programmi di pet therapy e musicoterapia; dalle visite ai musei e dalle serate al cinema, ai soggiorni in montagna e al mare; dalla creazione di spazi di ascolto e sostegno psicologico, all’accompagnamento domiciliare e alla preparazione alla vita indipendente.

Nuova sala ibrida e Cardiochirurgia

Sono stati inaugurati la nuova Sala Ibrida emodinamica ed il nuovo reparto di degenza di Cardiochirurgia della Città della Salute di Torino

Tali opere permetteranno un vero e proprio percorso cardio vascolare finalmente unificato nella palazzina dell’ospedale Molinette lungo corso Dogliotti per una ulteriore implementazione delle sempre più moderne attività cardiochirurgiche, cardiologiche e vascolari. Il progetto complessivo ha previsto la ristrutturazione di un’ampia area di oltre 1300 mq per una spesa totale di quasi 4 milioni e mezzo di euro. In particolare la Sala Ibrida è costata più di 2 milioni di euro, dei quali 1,7 milioni di euro erogati dalla Compagnia di San Paolo e la restante parte finanziata dalla Regione Piemonte, mentre il reparto più di 2 milioni e 300mila euro. La nuova sala di emodinamica ibrida è stata realizzata grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo. Si tratta di una sala di ultimissima generazione dotata delle più moderne tecnologie di diagnosi e cura delle principali malattie cardiache..In un campo come quello delle malattie cardiovascolari, che sono la principale causa di mortalità e morbilità della popolazione, la Compagnia di San Paolo ha sostenuto, fin dal 2012, un progetto pluriennale per la promozione della ricerca, dell’innovazione e della terapia di eccellenza nel campo cardiologico presso l’ospedale Molinette con un contributo complessivo di oltre 4,3 milioni di euro. In particolare, per la seconda fase del progetto, che si presenta quest’oggi, la Fondazione ha stanziato un contributo di 1,7 milioni di euro. Questo intervento rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato e di eccellente sinergia tra una struttura universitaria e una ospedaliera nell’ambito del medesimo presidio, Centro di riferimento regionale per le patologie cardiovascolari. In questo processo, caratterizzato dall’aumento della “domanda di salute” da parte dei cittadini, la Compagnia vuole quindi contribuire a una interpretazione dinamica del ruolo della sanità, vista anche come fattore di sviluppo economico e sociale. Il Dipartimento unico cardio-toraco-vascolare della Città della Salute di Torino (diretto dal professor Mauro Rinaldi) rappresenta l’unico esempio rimasto sul territorio nazionale di gestione integrata altamente specialistica di pazienti affetti da patologie ad interessamento cardiaco polmonare e/o vascolare. Il sempre crescente numero di pazienti ad alta complessità con necessità di trattamento multi-disciplinare ha reso indispensabile la realizzazione di una sala operatoria / emodinamica, cosiddetta ibrida, il cui finanziamento è stato in gran parte sostenuto dalla Compagnia di San Paolo. Si tratta di una camera operatoria con prevista classificazione ISO 7, dalle caratteristiche tecnologiche molto avanzate che, oltre alle strumentazioni di una sala tradizionale per interventi di cardiochirurgia e chirurgia vascolare di elevata complessità, è dotata anche di apparecchiature integrate di diagnostica radiologica sofisticate, come un angiografo collegato ad un braccio robotizzato che produce immagini radiologiche anche tridimensionali in tempo reale. Nel caso specifico il sistema di ultima generazione Philips Allura Xper FD 20 con tecnologia Flexmove unisce eccellente qualità di immagine a strumenti diagnostici ed interventistici innovativi perfettamente integrati nel flusso di lavoro clinico. Inoltre il sistema Flexmove fornisce una straordinaria flessibilità per tutte le procedure, libera spazio intorno al tavolo operatorio per non ostacolare il lavoro di chirurghi anestesisti, interventisti ed il personale di sala. Questa tecnologia permette di operare, in modo integrato, sia dall’interno sia dall’esterno del cuore e delle arterie, con tecnologie di ultima generazione e nasce per rispondere a nuove esigenze sanitarie, come l’invecchiamento della popolazione. Infatti un numero sempre maggiore di pazienti anziani necessita di delicati interventi al cuore ed alle arterie. Ad alcuni di questi pazienti l’intervento tradizionale è precluso perché troppo rischioso oppure non è ottimale se realizzato con il solo ausilio di catetere. Pertanto l’integrazione della chirurgia con le procedure percutanee può permettere il trattamento anche di quei soggetti un tempo non “curabili”. L’area dedicata è inoltre corredata da una sala a due postazioni per la preparazione ed il risveglio dei pazienti ed una postazione sempre disponibile per le emergenze.

Una équipe multidisciplinare di cardiochirurghi, cardiologi, chirurghi vascolari e radiologi lavoreranno insieme nella sala ibrida, dove sarà possibile eseguire procedure molto delicate, quali interventi mini-invasivi sulle valvole cardiache con cicatrici inferiori a 4 cm; impianti di dispositivi per la riparazione valvolare con accessi dall’inguine, dal collo o da piccole incisioni sul torace. Sarà possibile inoltre effettuare procedure per il trattamento di aritmie complesse in tutta sicurezza e procedere all’impianto di endoprotesi aortiche. La necessità della realizzazione di una sala con queste caratteristiche è supportata dal sempre crescente numero di procedure ad alta complessità che si svolgono presso il Dipartimento del Cuore della Città della Salute.La sala potenzialmente consentirà anche risparmi per il Servizio Sanitario, dal momento che per molti pazienti permette di eseguire più procedure contemporaneamente (per esempio una percutanea e l’altra chirurgica). Alle attuali tecnologie presenti presso la Sala ibrida in futuro potrà essere anche affiancata la strumentazione per l’esecuzione di interventi chirurgici a torace chiuso con tecnica robotica. Il trattamento delle artimie cardiache, in particolare della fibrillazione atriale, delle tachicardie sopraventricolari e di quelle ventricolari, è stato di circa 1660 pazienti in costante crescita dal 2013 (n. 296 procedure elettrofisiologiche) al 2017 (n. 347). La ormai consolidata attività del Dipartimento ha reso inoltre indispensabile la realizzazione del nuovo reparto di Cardiochirurgia, unità che ha completato negli ultimi 5 anni 4650 interventi cardiochirurgici. La struttura infatti offre prestazioni di eccellenza sia in termini di numerosità che di complessità tecnologica con attivi prestigiosi programmi clinici, quali il trapianto di cuore (quasi 700 trapianti eseguiti), il trapianto di polmone (che nel 2017 è risultato il secondo programma italiano per numero di trapianti eseguiti: 31), l’assistenza ventricolare meccanica (85 cuori artificiali tipo “LVAD” impiantati), la chirurgia mini-invasiva toracoscopica (oltre il 90% degli interventi sulle valvole cardiache avvengono con mini-incisioni senza più la necessità di aprire il torace) ed il trattamento transcatetere / interventistico della valvola aortica e mitralica (TAVI, mitraclip ed impianto transapicale di neocorde). Il nuovo reparto di degenza di Cardiochirurgia si sviluppa su un’area di quasi 1000 mq con la creazione di 29 posti letto in camere singole o doppie, che garantiscono il massimo confort alberghiero rispettando i più elevati standard qualitativi di sterilità ed asepsi. 5 dei 29 posti letto sono inoltre attrezzati secondo gli standard richiesti al fine di garantire una assistenza sub-intensiva di pazienti critici. Oltre alla zona ricovero e ad una zona visitatori, il reparto consta di una area direzionale con una sala multimediale per l’attività organizzativa, didattica e di formazione e training, collegata direttamente con le sale operatorie.

(foto: il Torinese)

 

Imprese, banda ultralarga e internet of things

Palazzo civico Sala Colonne, ore 17

Quali sono le opportunità messe a diposizione delle amministrazioni, dei singoli e delle imprese, grazie alle nuove tecnologie di comunicazione? Cosa fare una volta che una zona è stata cablata con la Banda Ultralarga? Come si può abbattere il digital divide? Quali vantaggi esistono per le realtà periferiche, a volte ancora isolate, di alcuni piccoli comuni del nostro territorio, grazie alle possibilità dell’Internet of Things (“Iot”, ossia la connessione attiva tra oggetti e apparati, realizzata su una banda ultraveloce) e dei servizi che con essa possono essere realizzati a costi bassissimi? Quali sono i finanziamenti dell’Unione europea pronti e utilizzabili, nel campo della Bul e dell’Iot, per lo sviluppo della digitalizzazione?

Queste sono solo alcune delle domande che verranno approfondite nella prima giornata di studio su Banda Ultralarga e Internet of Things realizzata da Anci Piemonte, Anfov e Uncem, in programma martedì 17 aprile 2018, alla Sala delle Colonne del Comune di Torino, a partire dalle ore 17.

Anfov (L’Associazione per la Convergenza nei servizi di Comunicazione), che raggruppa una serie d’imprese che operano nel mondo dell’innovazione e dell’Ict, Anci e Uncem regionali hanno intrapreso una proficua collaborazione per un percorso di divulgazione volto alla diffusione della cultura dell’innovazione su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione allo sviluppo della capacità di sfruttare le nuove tecnologie sia delle amministrazioni locali sia delle piccole o medie imprese.

In questo contesto si inquadra la prima giornata formativa di studi su IoT e Bul, programmata a Torino, che è anche l’inizio di un percorso che toccherà tutto il Paese e tutte le sue realtà locali.

In ognuno di questi eventi, del tutto gratuiti e aperti, destinati sia alle pubbliche amministrazioni, sia alle imprese, sia ai cittadini, verranno approfonditi i temi legati ai collegamenti ultraveloci come le reti 5G, la fibra e la banda Ultralarga. Verrà spiegato il vantaggio dell’utilizzo delle connessioni veloci per l’Internet of Things, ad esempio, nell’aumentare la sicurezza dei cittadini, nei servizi messi a loro disposizione, ma anche nell’avvicinare, con la possibilità di essere connessi, territori storicamente periferici o piccole realtà spesso considerate troppo distanti dai grandi centri. Verrà, inoltre, data la possibilità di avere risposte a ogni dubbio sull’utilizzo di queste nuove tecnologie che oggi abbiamo a disposizione.

Gli incontri saranno anche l’occasione per fornire agli interlocutori, ad esempio i sindaci dei comuni del territorio, gli strumenti concreti, grazie all’esperienza delle aziende che operano da tempo e con competenza nel campo delle comunicazioni, per realizzare i progetti di connessione, per accedere ai finanziamenti che l’Unione europea mette a disposizione, per comprendere con esempi tangibili quali siano le potenzialità messe a disposizione dalle tecnologie moderne. Una “mission divulgativa”, quella di Anci Piemonte, Anfov e Uncem volta alla crescita culturale verso l’abbattimento delle barriere per lo sviluppo del territorio.

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L’appuntamento di Torino, in programma il 17 aprile alla Sala Colonne di Palazzo di Città, si intitola “Banda Ultralarga e Internet of Things: Le imprese rispondono”.

Il pomeriggio di lavori sarà aperto dagli interventi di Michele Pianetta, Vice presidente Anci Piemonte, Marco Bussone, Vicepresidente Uncem Piemonte e da Stefano Ciccotti, consigliere dell’Anfov. Poi sarà dato spazio alle imprese, alle loro esperienze, realtà che con il loro esempio esporranno le potenzialità concretizzabili grazie a connessioni veloci e all’IoT su temi quali telemedicina, monitoraggio ambientale, sicurezza, illuminazione, sensoristica, sistemi informativi e scambio di dati. Tra di esse saranno presenti: Cidimu, DBA Progetti, Gemino, Intecs Solutions e Staer Sistemi. Ognuna di queste aziende si metterà a disposizione per rispondere a ogni domanda che verrà posta dai presenti.Per quel che riguarda i finanziamenti per la realizzazione di progetti legati all’ambito della digitalizzazione, vi sarà la relazione di Marco Balagna, consulente della Regione Piemonte, con un focus sulle fonti di finanziamento delle Unioni di Comuni.

A chiudere i lavori l’Assessora all’Innovazione della Regione Piemonte, Giuseppina De Santis e l’Assessore al Commercio del Comune di Torino Alberto Sacco. Anci Piemonte, Anfov e Uncem si pongono come obbiettivo di questa iniziativa la diffusione della cultura della Rete in Italia, puntando sull’affermazione delle tecnologie emergenti, stimolandone il relativo mercato e sviluppando azioni concrete per favorire le opportunità legate alla Digital Transformation. Questo percorso divulgativo porterà per prima volta in tutta Italia la cultura della banda ultra veloce e dello Iot, direttamente sul territorio per chi ne ha necessità.Un’occasione importante per le amministrazioni locali e per coloro che vogliono cogliere le opportunità dello sviluppo digitale – questo primo appuntamento è indirizzato ai sindaci dei 1200 comuni del Piemonte – che si ripeterà nei prossimi mesi, negli incontri che verranno mano a mano realizzati, mettendo a confronto le aziende del territorio in cui si terrà l’evento con coloro che interverranno.

Per tutti gli aggiornamenti si possono visitare i siti: www.anci.piemonte.it ; www.anfov.it. ; www.uncem.piemonte.it

Per contatti e informazioni:

anci.piemonte@comune.torino.it

anfov@anfov.it

uncem@cittametropolitana.torino.it

Salone dell’Orientamento e Career Day al Poli

Cittadella politecnica, Corso Castelfidardo, 36, Torino 16-17 e 19 aprile 2018

 

 

Dodicesima edizione per Orientati al Futuro, l’appuntamento dedicato all’orientamento in ingresso e in uscita al Politecnico di Torino. Anche quest’anno il tradizionale appuntamento di primavera si terrà negli spazi della Cittadella politecnica, con ingresso in C.so Castelfidardo 36.

 

Nelle due giornate dedicate al Salone dell’Orientamento (16-17 aprile), le tensostrutture ospiteranno stand e attività per aiutare gli aspiranti studenti dei corsi di Laurea e Laurea magistrale a compiere una scelta consapevole per il proprio percorso di studi.

Il 19 aprile sarà invece la giornata del Career Day, dedicato ai laureandi e neo-laureati del Politecnico di Torino, che potranno incontrare le aziende e il mondo del lavoro.

 

L’evento sarà introdotto come di consueto dalla Conferenza di apertura, alle 10.00 in Aula Magna (C.so Duca degli Abruzzi, 24) nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17.

 

In apertura del primo giorno del Salone dell’Orientamento, il 16 aprile alle 9.45 in Aula Magna, il Rettore Guido Saracco presenterà ai giornalisti la manifestazione.

Dal 16 al 22 aprile porte aperte al Mauriziano

Iniziativa promossa da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, con il patrocinio di 24 Società scientifiche. Visite gratuite, esami strumentali, consulti ed eventi informativi negli ospedali italiani a “misura di donna”. Sul sito www.bollinirosa.it l’elenco dei servizi offerti dagli ospedali aderenti e le modalità di prenotazione

 

 

18 aprile 2018 – L’ospedale Mauriziano di Torino e Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, in occasione della Giornata nazionale della salute della donna che si celebra il 22 aprile, organizzano la terza edizione dell’(H) Open Week con l’obiettivo di promuovere l’informazione ed i servizi per la prevenzione e la cura delle principali malattie femminili. Nella settimana dal 16 al 22 aprile attraverso oltre 180 ospedali del Network Bollini Rosa che hanno aderito all’iniziativa saranno offerti gratuitamente alle donne visite, consulti, esami strumentali e saranno organizzati eventi informativi e molte altre attività nell’ambito di 15 aree specialistiche: diabetologia, dietologia e nutrizione, endocrinologia, geriatria, ginecologia e ostetricia, malattie e disturbi dell’apparato cardio-vascolare, malattie metaboliche dell’osso, medicina della riproduzione, neurologia, oncologia, pediatria, psichiatria, reumatologia, senologia, sostegno alle donne vittime di violenza.L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio di 24 Società scientifiche* ed è resa possibile anche grazie al contributo incondizionato di Grunenthal, Roche Diagnostics e UCB Pharma.Giovedì 19 aprile, presso il reparto 5A (Direttore professor Guido Menato) ambulatorio numero 6 (Largo Turati 62), dalle ore 9 alle ore 13, verranno effettuate visite ginecologiche gratuite per la valutazione e la riabilitazione / rieducazione del pavimento pelvico in incontinenza e prolasso. Prenotazione obbligatoria al numero 011 / 5082384 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 14.I servizi offerti sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione. È possibile selezionare la Regione e la Provincia di interesse per visualizzare l’elenco degli ospedali che hanno aderito e consultare il tipo di servizio offerto.“Questa iniziativa, nata in occasione dell’istituzione della Giornata nazionale sulla salute della donna da parte del Ministro Lorenzin, è giunta alla terza edizione e rappresenta uno degli appuntamenti che mi stanno più a cuore tra quelli promossi da Onda nel corso dell’anno”, dichiara Francesca Merzagora, Presidente Onda. “Hanno aderito oltre 180 ospedali in tutte le regioni italiane mettendo a disposizione molteplici servizi gratuiti – visite, esami diagnostici, consulenze, convegni, distribuzione di materiale informativo – che coinvolgono 15 specialità cliniche. Un software creato ad hoc consente agli ospedali Bollini Rosa aderenti di inserire i servizi erogati ed alla popolazione di trovare agilmente la struttura più vicina e appropriata. L’(H) Open week offre alle donne la possibilità di pensare alla propria salute ed a prendersene cura in modo più consapevole”.

 

Per maggiori informazioni, visitare il sito www.bollinirosa.it o inviare una e-mail a eventi@bollinirosa.it.

* Associazione Bulimia Anoressia (ABA), Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI), Associazione Italiana Celiachia (AIC), Associazione Medici Diabetologi (AMD), Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali (ARCA), Associazione Senonetwork Italia Onlus, Società Italiana di Diabetologia (SID), Italian College of Fetal Maternal Medicine (SIDIP), Società Italiana di Endocrinologia (SIE), Società Italiana di Ecografia Cardiovascolare (SIEC), Società Italiana di Fertilità e Medicina della Riproduzione (SIFES e MR), Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), Società Italiana Ginecologia Terza Età (SIGITE), Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT), Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza (SIMEU), Società Italiana di Neurologia (SIN), Associazione autonoma aderente alla SIN per le demenze (SIN-DEM), Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), Società Italiana di Pediatria (SIP), Società Italiana di Psichiatria (SIP), Società Italiana di Reumatologia (SIR).

 

Intesa Sanpaolo prima a finanziare le richieste di APE

Intesa Sanpaolo è la prima banca a finanziare le richieste di APE (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica) dei lavoratori che, compiuti 63 anni e con un minimo di 20 anni di contributi, vogliano uscire anticipatamente dal lavoro usufruendo di un reddito ponte che li accompagni alla pensione. Da oggi lo strumento di flessibilità, introdotto in via sperimentale dalla Legge di Bilancio 2017 e prorogato fino al 2019, è concretamente richiedibile attraverso il sito dell’INPS. Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori, spiega: “Intesa Sanpaolo è riuscita a far fronte in tempi molto stretti ad una urgente esigenza sociale ovvero la disponibilità del finanziamento, mezzo indispensabile per accedere all’APE. Tutto ciò in coerenza con il nostro più ampio impegno a mettere a disposizione strumenti in grado di dare maggior sicurezza alla terza fase della vita tramite un ventaglio di soluzioni, dalle forme di previdenza complementare alla tutela della propria salute e dei propri cari con soluzioni assicurative mirate”. Il finanziamento si configura come un reddito ponte con una durata massima di 43 mesi, che Intesa Sanpaolo verserà al richiedente fino a quando non inizierà a percepire la pensione di vecchiaia. L’importo mensile viene stabilito dal richiedente in funzione di quella che sarà la sua futura pensione. Il tasso, fisso dal momento dell’erogazione, è uguale per tutto il sistema bancario: è regolamentato dall’accordo quadro e viene aggiornato ogni due mesi dall’ABI. L’APE prevede una detrazione fiscale fino al 50% della quota interessi e della copertura assicurativa. Quest’ultima è obbligatoria e viene prestata da una Compagnia terza tutelando gli eredi in caso di premorienza dell’intestatario. La durata del prestito è fissata in 20 anni, ma è possibile richiederne l’estinzione anticipata parziale o totale.

 

(foto: il Torinese)

Com’è cambiato il reddito dei piemontesi?

Com’è cambiato negli ultimi dieci anni il reddito dei piemontesi e in che misura si sono modificati i bisogni delle famiglie? E ancora: quali strumenti di contrasto alla povertà sono stati adottati a livello locale e quali i risultati prodotti? A queste domande dovrà dare risposta lo studio conoscitivo su contrasto alla povertà, inclusione sociale e inserimento lavorativo che Ires Piemonte sta mettendo a punto e sul quale ha presentato un primo focus in un incontro con la terza Commissione e il Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche, presieduti rispettivamente da Raffaele Gallo e Marco Grimaldi. In Piemonte la crisi ha determinato una diminuzione dei redditi per tutte le classi sociali, ma per le fasce più deboli, 200mila famiglie, che corrispondono al 10 per cento della popolazione, è diminuito del 15 per cento. Sono 7800 i nuclei con sfratto che chiedono di accedere a prestazioni agevolate, oltre 32mila quelli con Isee nullo e 34mila con Isee che non supera i 3mila euro; i dati sull’occupazione registrano oltre 100mila persone disoccupate che hanno perso il lavoro e 31 mila disoccupati di lungo periodo. E secondo una stima di Ires, le famiglie in condizioni di povertà assoluta sarebbero passate da 80 a 115mila. In questo quadro Regione, Comuni, enti gestori delle funzioni socio-assistenziali e Centri per l’Impiego garantiscono una risposta diversificata che riguarda servizi di assistenza e integrazione monetaria, politiche attive del lavoro e interventi abitativi, che risultano però disomogenei sul territorio e instabili nel tempo. Dal 2007 al 2017 gli interventi statali di contrasto alla povertà sono aumentati, e quindi anche la spesa pubblica, con l’introduzione di misure sperimentali che tengono conto della composizione del nucleo famigliare, come il sostegno per l’inclusione attiva (SIA), sostituito dal 1° gennaio 2018 dal reddito di inclusione (REI) e le nuove indennità di disoccupazione, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) e la recente Dis-coll per i lavoratori con contratto di collaborazione. A livello locale, invece, a fronte di un aumento della domanda,  la spesa per il sociale è diminuita per la contrazione dei conti di Regione e Comuni, e gli enti gestori hanno dovuto rivedere le condizioni di accesso alle prestazioni; è stato avviato il nuovo calcolo Isee, che documenta la situazione economica del nucleo famigliare per poter avere accesso a prestazioni sociali agevolate; sono proseguiti i cantieri di lavoro, i tirocini e gli interventi per l’emergenza abitativa. Si tratta ora di capire se tutte queste misure avranno un impatto positivo nel contrasto alla povertà e per farlo sarà importante uscire dalla mera analisi di aggregati statistici e riuscire ad avere dati reali, ma anche ragionare su come mettere a sistema i servizi erogati, in modo da avere un monitoraggio puntuale di quanti nuclei accedono alle prestazioni e quanti ne sono esclusi e colmare le lacune. E’ quanto è emerso in sintesi dagli interventi di Elvio Rostagno e Paolo Allemano (Pd), Gianluca Vignale (Mns), Paolo AndrissiMauro Campo e Francesca Frediani (M5s).

 

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