ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 563

Progetto Diderot, prenotazioni sold out

In meno di un’ora più di 700 insegnanti delle elementari, medie e superiori del Piemonte e Valle d’Aosta hanno iscritto le classi on line

 

Esauriti in tempo record i 110.000 posti gratuiti messi a disposizione dal Progetto Diderot della Fondazione CRT per gli studenti dai 6 ai 20 anni del Piemonte e della Valle d’Aosta.Durante il “click day” in meno di un’ora più di 700 insegnanti delle scuole elementari, medie e superiori hanno iscritto on line le proprie classi alle attività proposte dal progetto, in ambiti quali l’arte, l’astronomia, la matematica, la corretta alimentazione, l’imprenditorialità. Il tutto, con il duplice obiettivo di avvicinare i ragazzi in modo creativo e stimolante a discipline non sempre inserite nei programmi curricolari e, nello stesso tempo, approfondire le materie tradizionali con metodologie innovative. Saranno in totale 16 le linee didattiche, molte delle quali rinnovate nella loro veste, con l’obiettivo di rendere maggiormente incisiva l’offerta formativa attraverso l’approfondimento di specifiche tematiche. Il progetto Diderot ha interessato finora complessivamente oltre 880.000 studenti, oltre 43.000 classi e più di 58.000 insegnanti, per un impegno complessivo di oltre19 milioni di euro della Fondazione CRT.

Il ritorno della gotta

«Le malattie reumatiche colpiscono a tutte le età, ma quelle tipiche dell’anziano arrivano a ciel sereno e sono in aumento. La vita media si sta allungando, e deve essere di qualità», avverte Enrico Fusaro, Direttore della Reumatologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino

 Che l’aspettativa di vita sia aumentata è un dato di fatto: i dati Istat dicono che si va dagli 82,3 anni per gli uomini con livello di istruzione alto ai 79,2 anni per i meno istruiti, mentre per le donne si passa rispettivamente a 86,0 e 84,5 anni. Ma si può dire che sia cresciuta anche la qualità di quegli anni in più? A quanto pare, no. Non per tutti, perlomeno. Tra le cause che fanno arrivare a questa considerazione vi è anche l’incremento delle malattie reumatiche tipiche di chi ha già visto molte primavere, e che compromettono il benessere psicofisico degli anziani ricadendo anche su quello di chi si prende cura di loro. Urge, dunque, riflettere su queste tematiche. Per questo motivo, il 12 ottobre, in concomitanza con le celebrazioni della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatiche che con il claim “Don’t Delay, Connect Today”, ricordano ancora una volta l’importanza della diagnosi precoce, gli esperti reumatologi e geriatri provenienti da molte parti della Penisola si riuniranno per una due giorni di lavori e di confronto nelle sale congressuali dello Starhotels Majestic di corso Vittorio Emanuele II a Torino, nell’ambito del VI° Convegno sugli “Approcci interdisciplinari in reumatologia. Geriatria e malattie reumatiche”. Tra le 150 patologie reumatiche conosciute, che colpiscono 5 milioni di italiani di cui 365.000 in tutto il Piemonte e più di 190.000 nella sola città di Torino, quali sono quelle che si presentano solo con l’andare in là degli anni? «Una di queste è la polimialgia reumatica, che interessa 10 abitanti su 100.000 già a partire dai 50 anni in su, e che riguarda perlopiù le donne in un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini» fa notare Enrico Fusaro, Direttore della Reumatologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. «Fino a non molto tempo fa era considerata una forma infiammatoria dell’apparato muscoloscheletrico, mentre oggi gli ultimi studi rivelano che si tratta di una forma attenuata di arterite gigantocellulare». I dati dicono anche che 1 paziente su 5 affetto da polimialgia reumatica sviluppa un overlap, una sovrapposizione, con l’arterite gigantocellulare. Ma di che si tratta? «È una malattia che richiede una diagnosi precoce ed un trattamento molto tempestivo con cortisonici. Non conosciamo la causa dell’arterite gigantocellulare, ma consiste in una vasculite, ossia in un’infiammazione delle arterie di grosso calibro, che può avere un’evoluzione piuttosto veloce. Può portare nell’arco di pochi giorni a un’occlusione dell’arteria colpita, causando ictus, o può far sopravvenire una cecità causata dal danno a carico dei vasi dell’occhio», spiega Enrico Fusaro. I sintomi sono una cefalea di fortissima intensità, “mai provata così dolorosa” riferisce chi ne è stato colpito, febbre, stanchezza, inappetenza e calo di peso. Tra le malattie degli anziani, nota già al tempo degli Egizi e che fino a poco tempo sembrava assestata su numeri contenuti, si assiste a un ritorno della gotta con un trend in salita. Una forma di artropatia metabolica cronica, che oggi colpisce 15 uomini e 4 donne ogni 1000 abitanti. «È dimostrata un’origine genetica, ma l’incremento di questa patologia negli ultimi decenni è anche dovuto ai cambiamenti delle abitudini alimentari, caratterizzate da un maggior apporto calorico. Tant’è che anche in Paesi come la Cina, dove era assente fino a non molto tempo fa, si sta verificando proprio per questo cambio di scelte a tavola», spiega il Direttore della Reumatologia delle Molinette, Fusaro. Sottolineando inoltre che ciò che alimenta la maggiorfrequenza della gotta è l’aumento dei casi di iperuricemia, dovuta ad un’elevata presenza di acido urico nel sangue, causata anch’essa perlopiù da un’alimentazione poco equilibrata. Anche di iperuricemia ne sono più affetti gli uomini (166 su 1000 abitanti) che le donne (76 su 1000 abitanti). «Può portare alla calcolosi e ad un’insufficienza renale ed a complicazioni cardiovascolari. Voglio, dunque, ribadire l’importanza della diagnosi precoce e del passaggio ad abitudini alimentari più sane. La nostra dieta mediterranea è quella che si è rivelata migliore per contrastare molti delle problematiche dell’età avanzata», suggerisce di nuovo Enrico Fusaro. Crescono anche malattie come le osteoartrosi, ossia i processi degenerativi a carico delle cartilagini e delle strutture articolari legate perlopiù all’avanzare dell’età. Quella del ginocchio, per esempio, interessa il 44% delle donne ed il 31% degli uomini, quella dell’anca si verifica a 600 donne e 400 uomini su 100.000 abitanti, quella della colonna si è visto che si presenta intorno ai 65 anni di età e colpisce il 57% dellle donne ed il 19% degli uomini, mentre quella della mano riguarda il 33% delle donne ed il 22% degli uomini. Una delle confusioni più frequenti, ancora oggi, è quella tra artrosi e artriti: vogliamo chiarirla? «Succede spesso che si faccia confusione, o che si dica che sono gli acciacchi dell’età. Ma non è così», sostiene Enrico Fusaro: «L’artrite è un’infiammazione, che molto spesso si associa a malattie sistemiche, cioè di tutto l’organismo, che possono essere immunomediate come l’artrite reumatoide o metaboliche, come l’artrite gottosa, a titolo di esempio. Mentre l’artrosi è un processo degenerativo di cartilagini e strutture articolari», spiega il reumatologo. Come si curano? «Le artritioggi possono essere tenute sotto controllo grazie ai farmaci di nuova generazione, per l’artrosi è molto importante la prevenzione, vale a dire il controllo del peso, il movimento regolare, l’abolizione del fumo». Si presenta anche l’osteoporosi con l’avanzare dell’età. Interessa il 10% della popolazione generale, di cui il 30% è una donna nel post menopausa, mentre ne è colpito 1 uomo su 8. «In una percentuale che si aggira tra il 17 ed il 33% le donne che ne sono affette sviluppano fratture, mentre in circa il 10% dei casi l’osteoporosi si presenta con un frattura dell’anca, del femore o delle vertebre. Come per le artrosi è molto importante fare prevenzione, oltre che intraprendere una cura adeguata. Fare una costante e moderata attività fisica, come camminare per esempio, adottare uno stile alimentare equilibrato e ricco di minerali che possano aiutare le articolazioni ed abbandonare comportamenti scorretti come il fumo, sono accorgimenti che aiutano le ossa a rimanere in buona salute per più tempo», consiglia Enrico Fusaro.

ORDINE DEI COMMERCIALISTI DI TORINO: “PUBBLICITA’ CAAF CGIL E’ OFFENSIVA”

“Pubblicità inopportuna, fuorviante e offensiva”. L’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, per bocca del suo Presidente Luca Asvisio, prende posizione contro un volantino della Cgil, diffuso in Emilia Romagna e poi ripreso sui social network e in rete. Per pubblicizzare i servizi dei propri Caaf anche fra chi ha una partita Iva, l’organizzazione sindacale scrive fra l’altro: “Alla CGIL non sarai seguito come da un semplice commercialista, ma entrerai in un ufficio con un team di esperti che ti fornirà assistenza contabile e fiscale”. “Innanzi tutto – prosegue Asvisio – è una totale mancanza di rispetto nei confronti dei Commercialisti e di tutti i lavoratori che operano all’interno degli studi professionali. In quel documento si vuol far credere che gli esperti siano altrove rispetto ai nostri studi, dove invece operano professionisti competenti e qualificati. Ricordo che per diventare Commercialista occorre aver partecipato ad uno specifico percorso formativo, aver svolto un periodo di tirocinio professionale e aver superato un esame di Stato. Inoltre, al fine di mantenere l’iscrizione, il Commercialista ha obblighi di aggiornamento professionale continuo, deve essere assicurato ed è soggetto al rispetto di un codice deontologico, se lo viola va incontro alle sanzioni comminate dal Consiglio di Disciplina dell’Ordine”. “I Caaf – conclude il Presidente dei Commercialisti torinesi – svolgono servizi e non prestano consulenze professionali; siamo, dunque, su due livelli diversi e non paritari”. L’iniziativa della Cgil sarà esaminata del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Commercialisti per eventuali azioni a tutela dell’immagine della categoria.

Per una sanità più attenta a chi non vede

L’azienda ospedaliera si impegna a ridurre le barriere architettoniche all’interno delle sue strutture

Una sanità più attenta alle necessità di chi non vede o vede poco. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto dall’azienda ospedaliero-universitaria “Città e della Salute e della Scienza” di Torino e dall’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino. L’accordo prevede una serie di accorgimenti dedicati ai disabili visivi, che potranno ricevere assistenza durante tutto il percorso sanitario, dalla prenotazione delle visite fino all’accesso in ospedale.

 

Inviare un’impegnativa medica tramite mail o fax, prenotare una visita ambulatoriale: per chi ha una minorazione visiva, azioni come queste possono rappresentare un ostacolo. Ecco allora l’importanza di un canale preferenziale. Telefonando agli Urp (Uffici Relazioni col Pubblico) dei vari presìdi sanitari facenti capo alla Città della Salute, sarà possibile concordare le modalità di invio dell’impegnativa (se richiesta) e ricevere assistenza nella prenotazione di esami, visite o trattamenti sanitari.

 

Non solo: l’azienda ospedaliera si impegna a ridurre le barriere architettoniche all’interno delle sue strutture. Nel caso degli ambulatori oculistici (dove la presenza di pazienti con disabilità visiva è particolarmente alta), sarà istituito un servizio di accompagnamento: in sostanza chi non vede o vede poco potrà richiedere un aiuto per muoversi all’interno della struttura e trovare, ad esempio, l’ambulatorio desiderato. Inoltre sarà installata una cartellonistica adatta agli ipovedenti, con caratteri ingranditi e ad alto contrasto.

 

Ma l’accordo prevede anche un’altra, importante innovazione. Sempre all’interno del servizio di oculistica, al secondo piano dell’ospedale San Lazzaro, è stato aperto uno sportello informativo, gestito dall’UICI. Tutti i lunedì dalle 9 alle 12 i pazienti potranno ricevere assistenza su tanti aspetti della riabilitazione visiva, dall’autonomia personale alle possibilità tecnologiche. Lo sportello è stato inaugurato oggi, alla presenza di….

 

«E’ un nostro dovere mettere le persone con disabilità nelle condizioni migliori per accedere alle strutture ospedaliere ed ai servizi – dichiara il dott. Silvio Falco, direttore generale Azienda Ospedaliero-Universitaria “Città della Salute e della Scienza – Il protocollo d’intesa sottoscritto con l’UICI nasce proprio da queste necessità per migliorare e rendere più fruibili l’accesso ed il percorso sanitario nei nostri ospedali. Il tutto all’insegna dell’umanizzazione della sanità e delle cure».

 

«Cura e riabilitazione sono due facce di un medesimo percorso – osserva l’avv. Franco Lepore, presidente UICI Torino – Con il nuovo sportello informativo abbiamo un’opportunità in più per mettere le nostre competenze al servizio di chi ne ha bisogno. Così, in un unico luogo, i pazienti con disabilità potranno incontrare la professionalità di oculisti ed ortottisti, ma anche scoprire strategie utili e capire di non essere soli ad affrontare le sfide quotidiane. Più in generale – prosegue il presidente Lepore – siamo felici dell’attenzione e della sensibilità dimostrata dalla Città della Salute. La sanità è un aspetto fondamentale della vita ed è giusto che anche chi ha una disabilità possa affrontare il percorso di cura con serenità e, per quanto possibile, in autonomia».

 

Caffè Hag, Appendino: “Situazione vergognosa”

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, si augura  che “azienda e sindacati trovino una soluzione per tutelare i posti di lavoro: non  è comprensibile che un’azienda delocalizzi,  in più in un’ assenza di una situazione di crisi”. La prima cittadina con l’assessore al Lavoro Alberto Sacco si è recata ai cancelli della fabbrica Hag di Andezeno, dove si sta svolgendo un presidio permanente dei lavoratori. “Il 22 ottobre – scrive la sindaca su Facebook – ci sarà un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico e, come città di Torino, ho dato  disponibilità ad intervenire come parte attiva. Siamo al fianco dei lavoratori e ci impegniamo a trovare una soluzione a questa vergognosa situazione”.

 

Foto: il Torinese

Incontro politico al ministero per Comital e Lamalu

Alla riunione in Regione Piemonte su Comital e Lamalu è stato confermato, a seguito all’approfondimento di ieri a Roma con i tecnici del ministero del Lavoro, che le disposizioni sulla cassa integrazione contenute nel «Decreto Genova» non possono applicarsi alle procedure concorsuali. Le organizzazioni sindacali e l’assessora al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, hanno espresso l’intenzione di chiedere un incontro urgente al ministero del Lavoro per effettuare valutazioni di carattere politico.Durante la riunione il sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne ha sottolineato che «oltre alla questione del reddito dei dipendenti, non più procrastinabile, sta emergendo un rilevante problema  di carattere ambientale, qualora gli impianti venissero spenti e non fossero più seguiti dagli addetti alla manutenzione».

Commercialisti nel mondo che cambia

Ne parlerà il business coach e formatore Mario Alberto Catarozzo il 15 ottobre

L’Accademia dei Dottori Commercialisti di Torino A.N.Do.C promuove un seminario ed evento formativo lunedì 15 ottobre prossimo dalle 15 alle 18, presso la Sala Convegni BPM in piazza San Carlo 196, dal titolo “La comunicazione efficace nella gestione dello studio professionale”, di cui sarà relatore il business coach e formatore Mario Alberto Catarozzo. La partecipazione al corso è gratuita ed il seminario è accreditato dall’Ordine dei Commercialisti ed esperti contabili di Torino. Verranno affrontate due tematiche, una sull’ “Anno zero dei commercialisti. Lo sviluppo della professione alla luce di un mercato che cambia” e la seconda sulle “Tecniche e principi di business”. Mario Alberto Catarozzo è un coach professionista, laureato in giurisprudenza, che vanta una lunga esperienza maturata nella comunicazione e nell’editoria giuridica. Si occupa di formazione sui temi della comunicazione, della negoziazione, della leadership, del public speaking e conflict management, della gestione dei laboratori. Da anni è attivo come coach presso studi legali, studi di commercialisti, di consulenti del lavoro e notai, come supporto nei processi di crescita e sviluppo. Dirige ed è autore di volumi della collana “Studi professionali” edita da Alpha Test Editore, oltre ad essere coordinatore scientifico della Karakter Coaching School.

Mara Martellotta

Più donne nei CdA

Prossimi appuntamenti il 10 e 17 ottobre 2018 presso l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia


Con un approfondimento dedicato ai temi della “diversità” e del “benessere organizzativo”, ha preso il via, il 3 ottobre, il ciclo di incontri formativi “Più donne dei CdA”, promosso dal Tavolo di Lavoro regionale presso l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Torino.  L’incontro, ricco di interventi e quesiti posti dalle/i numerose/i partecipanti da tutto il Piemonte, è stato introdotto dalla Consigliera di Parità regionale, Giulia Maria Cavaletto che ha sottolineato la crescente importanza di questo patrimonio di conoscenze per un management attento alla valorizzazione delle risorse umane, fattore di crescita della competitività aziendale.  L’excursus, avviato con la normativa in materia antidiscriminatoria, ha affrontato il delicato rapporto tra razionalità economica e benessere dei dipendenti, l’importanza delle “soft skill” e la gestione dei conflitti all’interno di un CdA. Gli interventi sono scesi nel dettaglio anche dell’insieme di vantaggi fiscali, strumenti operativi, processi e pratiche consolidate, utili ad integrare l’attenzione alle differenze (di genere, età, cultura) e al benessere fisico, psicologico e sociale nelle misure di welfare aziendale. E se le donne in ruoli apicali sono importanti per migliorare l’attenzione al benessere organizzativo, è ancora fondamentale – ha ricordato la Presidente dell’Ordine degli avvocati, Michela Malerba nei saluti iniziali – che imparino a superare le resistenze e a “farsi avanti”, a “osare” perché la loro presenza è quanto mai importante nelle posizioni di responsabilità.Il ciclo formativo proseguirà, sempre presso l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Torino dalle ore 14.00 alle 18.00, mercoledì 10 ottobre su “LETTURA DEL BILANCIO PER ADDETTE NON DI AREA FINANCE”. La formazione introdurrà l’insieme di indicatori di bilancio utili allo sviluppo di un modello di lettura e di un sistema di flussi informativi, per identificare tempestivamente situazioni di crisi, a garanzia della sopravvivenza dell’entità aziendale.


Mercoledì 17 ottobre su “INDUSTRIA 4.0”, sarà illustrato il quadro di investimenti in digitalizzazione 4.0 previsto per le imprese, nell’ottica di avvicinare le persone, che vogliano candidarsi a ricoprire ruoli di responsabilità e dirigenziali, alla conoscenza dei linguaggi e degli strumenti più innovativi a garanzia di migliori risultati aziendali. Nello specifico saranno affrontati i vantaggi dello “smart working” a favore della qualità di lavoro e vita, delle tutele dei lavoratori in impresa 4.0, gli strumenti a supporto dell’innovazione e gli impatti fiscali previsti nella legge di Bilancio 2018.

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E’ ancora possibile iscriversi ai prossimi incontri. La partecipazione è libera ed è previsto l’accreditamento da parte degli Ordini professionali degli Avvocati di Torino, dei Consulenti del Lavoro di Torino, dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino.

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Modalità d’iscrizione:
– iscritte/i agli Ordini professionali presso le segreterie/siti internet dei propri enti
– iscritte/i a Federmanager Minerva inviare email a: minerva@fmto.it
– iscritte/i all’Università di Torino inviare email a: cirsde@unito.it
– non iscritte/i agli Enti sopra elencati inviando e-mail a: donneneicda@regione.piemonte.it

Programma dettagliato sul sito della Regione Piemonte alle pagine:
http://www.regione.piemonte.it/lavoro/
http://www.regione.piemonte.it/diritti

Divieto Euro 3 diesel, dibattito in Comune

DALL’UFFICIO STAMPA DI PALAZZO CIVICO

L’assessore alle politiche per l’ambiente Alberto Unia ha risposto, questo pomeriggio in Sala Rossa, ad una richiesta di comunicazioni di Fabrizio Ricca (Lega Nord) riguardante il blocco della circolazione dei veicoli alimentati a gasolio “euro3”. Nel suo intervento, Unia ha risposto anche al question time proposto da Silvio Magliano (Moderati) “Blocco della circolazione e ministri di culto: semplice disattenzione dell’amministrazione o intenzione consapevole di limitare la libertà di culto?” e all’interpellanza presentata da Monica Canalis (PD): “Quali comunicazioni istituzionali alla popolazione torinese per il blocco euro 3 diesel”.

Alberto Unia ha dettagliato il suo intervenendo rispondendo inizialmente al consigliere Magliano: “La mancata presenza della deroga ai ministri di culto nasce dalla necessità di allinearsi alle decisioni e ai provvedimenti presi dal Tavolo di coordinamento sulla qualità dell’aria di Città metropolitana. Il criterio di individuazione della lista di deroghe è stato quello di contemplare le situazioni di reale necessità per i quali non è possibile l’utilizzo di mobilità alternativa. E come Città possiamo solamente restringere ulteriormente le deroghe, non renderle più ampie”. L’assessore alle politiche per l’ambiente ha quindi risposto alla consigliera Canalis: “Il provvedimento di limitazione al traffico è stato deciso sulla base dell’Accordo padano recepito dalla Regione Piemonte nell’ottobre del 2017 e stabilisce il divieto per i veicoli fino ad euro 3 diesel nelle aree urbane con popolazione superiore a 20mila residenti. Torino, nel recepire la normativa ed applicare il divieto ha dato comunicazione, nell’ottobre del 2017 delle misure che sarebbero entrate in vigore dall’ottobre di quest’anno. Nel giugno 2018 sono poi iniziati i lavori del Tavolo di coordinamento sulla qualità dell’aria di Città metropolitana che, in più riunioni, ha concordato uno schema complessivo di limitazioni del traffico. Della comunicazione ufficiale di questa serie di provvedimenti si è fatta carico la Città metropolitana che, a giugno, luglio e settembre di quest’anno, con altrettanti comunicati ufficiali ha specificato le caratteristiche delle misure approvate”.Infine la risposta di Unia al consigliere Ricca, firmatario della richiesta di comunicazioni: “Da quest’anno vengono adottate le misure previste dal protocollo padano. Rispetto al 2017 sono le stesse, salvo l’inserimento del divieto di circolazione agli euro 3 diesel. Le deroghe previste nella delibera che la Regione Piemonte ha approvato la scorsa settimana, hanno provocato qualche incomprensione che stiamo cercando di superareCi siamo incontrati con le amministrazioni della Città metropolitana per fare il punto della situazione e approfondire la questione. Abbiamo trovato un accordo di massima, stiamo ancora definendo glultimi dettagli”.

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Dopo quello dell’assessore Unia, si sono succeduti gli interventi dei consiglieri comunali.

Fabrizio Ricca (Lega Nord): Credo che la Regione non abbia saputo gestire questa situazione creando grande confusione nei comuni metropolitani. Si devono inserire deroghe per chi lavora e non ha possibilità di cambiare l’auto. E si tratta soprattutto dei piccoli artigiani, senza tutele e senza incentivi concreti per poter sostituire il mezzo automobilistico. Nel quadro di questa situazione chiedo cosa si intende fare per tutelare chi lavora.

Silvio Magliano (Moderati): Nell’ordinanza del 2017 i ministri di culto erano inseriti tra quanti potevano circolare mentre ora si dice che la Regione non inserisce queste persone. Sembra una cosa piccola ma è una limitazione grave. In quanto al blocco sulle auto euro 3 diesel, mancando gli incentivi, per i lavoratori che non possono sostituire la vecchia auto, diminuiscono le occasioni di lavoro. Chiedo allora all’assessorese sia possibile proporre l’apertura di un tavolo nazionale su questo tema.

Monica Canalis (PD): E’ mancata la comunicazione alla cittadinanza, non gli opuscoli o i comunicati stampa, ma quella capillare sul territorio, anche attraverso le circoscrizioni. Questa decisione è giunta all’improvviso e nessuno ha potuto prepararsi. Servono deroghe e incentivi per la rottamazione con i fondi bloccati dal Governo. Cosa sta facendo in questo senso l’Amministrazione?

Federico Mensio (M5S): Quando la smettiamo con le deroghe ai blocchi della circolazione? Diamo delle indicazioni definitive e non trasformiamo ogni volta le esenzioni in una strategia elettorale. Questione diffusione delle notizie: la comunicazione alla cittadinanza è stata fatta per tempo e, peraltro, è di competenza della Città metropolitana. Come noto è stato deciso un protocollo tra quattro Regioni; gli incentivi è giusto chiederli, ma i precedenti Governi cosa hanno fatto in merito, a parte raccogliere due infrazioni dell’Unione Europea. Io credo che gli incentivi vadano dati a tutti gli automobilisti e non soltanto a chi lavora. E non è un bene incentivare i cambi dei mezzi, perché quanto inquinano i mezzi lo scopriremo soltanto in futuro. Sarebbe molto meglio stimolare i cittadini a usare molto meno le auto, introducendo formule innovative di stimolo all’uso dei mezzi pubblici.

Osvaldo Napoli (Forza Italia): Facciamo tutti attenzione a questo tema perché c’è anche chi va contro tendenza; lo dimostra il caso della Mazda, che – notizia di queste ore – sta continuando a investire sui motori diesel. Gli artigiani tra Torino e l’area Metropolitana sono oltre sessantamila; se li blocchiamo escludendoli dalle deroghe degli euro 3 andiamo a colpire in modo molto forte un settore economico vitale della nostra città. Sulla questione degli incentivi, stiamo aspettando l’incontro della Regione con FCA; la produzione aziendale negli stabilimenti torinesi è bloccata e, oltre agli interventi statali, anche noi dovremmo chiedere all’azienda di praticare forti sconti sul proprio listino per incentivare il rilancio di un mercato stagnante.

Gli interventi si sono infine conclusi con la replica di Unia: Capiamo chi è preoccupato per il proprio lavoro utilizzando mezzi non a norma e non ammessi nelle varie deroghe, stiamo lavorando in modo certosino con la Città metropolitana e terremo conto delle categorie interessate. Ma quest’anno l’ordinanza sarà chiarissima e qualsiasi deroga contenuta non sarà procrastinabile oltre il 1 ottobre 2019. Lo diciamo da più di un anno quale intende essere la nostra politica in merito ai veicoli diesel, forse è più comodo fare finta di non essere informati. Ai molti che, in un percorso virtuoso, hanno deciso di cambiare veicolo pur dovendo confrontarsi con problemi economici, che messaggio diamo se continuiamo a rispondere con le deroghe.

(FOTO: IL TORINESE)

“Emergenza” produzione a Mirafiori

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Si tratterebbe di “emergenza” per il Polo produttivo Fca di Torino

in relazione ai modelli Maserati. Lo sostiene il sindacato della Fim Cisl. La quota di  produzione della Levante a Mirafiori nei primi nove mesi 2018 è scesa da 26.000 a 16.000 esemplari, una diminuzione del 39% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. A luglio si è poi  interrotta la produzione dell’Alfa Romeo Mito, a quota 9.857 unità, mentre a Grugliasco la  Quattroporte è scesa da 3.283 a 2.485 unità la  Ghibli da 10.729 a 8.722 (-18,7%).

 

(foto: il Torinese)