ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 529

Contro la povertà educativa minorile

Martedì 19 febbraio, alle ore 10, presso il Salone d’Onore della Fondazione CRT (via XX Settembre 31, Torino) si terrà l’evento “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile: i progetti per il Piemonte sostenuti dalle Fondazioni”, organizzato dall’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, in collaborazione con ACRI. Interverranno Giovanni Quaglia, Presidente Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e Presidente Fondazione CRT; Giorgio Righetti, Direttore Generale ACRI; Francesco Profumo, Vice Presidente Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e Presidente Compagnia di San Paolo; Giandomenico Genta, Vice Presidente Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e Presidente Fondazione CRC; Carlo Borgomeo, Presidente “Con i bambini – impresa sociale”. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming su www.fondazionibancariepiemonte.it

La Regione incontra il Sermig

Giovedì 14 febbraio, alle ore 11,30, il Presidente del Consiglio regionale Nino BOETI e l’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Francesco BALOCCO visiteranno il Sermig-Arsenale della Pace ed incontreranno Ernesto Olivero e i volontari

In occasione della visita, il Presidente del Rotary Club Torino Dora, Paolo Ribetto, consegnerà il ricavato del concerto di Natale destinato al progetto “Vita ai bambini” del Sermig e di OAF-I. Organizzazione di Aiuto Fraterno-Italia, mentre saranno presentati in anteprima i cartelli  “Piemonte – Regione dell’Arsenale della Pace” che saranno istallati ai confini regionali, come previsto da una legge recentemente approvata. Spiega Nino BOETI: “Nel 1964 a Torino un luogo di guerra, un arsenale, veniva trasformato in un luogo di pace. Da allora, il Sermig-Arsenale della Pace è diventato un simbolo di accoglienza, solidarietà, fratellanza. In un mondo dove si costruiscono muri, l’Arsenale della Pace apre le sue porte ai più deboli; in un mondo dove prevale l’individualismo rancoroso, l’Arsenale della Pace dimostra il valore e la forza dell’essere comunità. Per questo la decisione di legare la Regione Piemonte all’Arsenale della Pace ha una forte valenza simbolica, vuole essere un segnale di speranza lanciato alle giovani generazioni.”

Cosa c'è nel nostro piatto?

Possiamo mangiare di tutto ma come facciamo a scegliere e controllare cosa mangiamo?

16 febbraio – 5 maggio 2019 Civico Museo Didattico di Scienze Naturali “Mario Strani” Villa Prever – Viale della Rimembranza 61, Pinerolo

INAUGURAZIONE SABATO 16 FEBBRAIO ORE 15

Sabato 16 febbraio alle ore 15 si inaugura la nuova mostra interattiva di Experimenta “Nel nostro piatto“, organizzata nell’ambito del progetto “Pianeta cibo: esperienze di consumo consapevole”, frutto della collaborazione tra la Regione Piemonte , il Comune di Pinerolo e il Comune di Cavour. L’esposizione, ospitata negli spazi del CivicoMuseo Didattico di Scienze Naturali “Mario Strani” di Pinerolooffre a tutto il pubblico la possibilità di immergersi in una realtà dove la cultura scientifica viene divulgata attraverso installazioni interattive, in un viaggio che percorre tutti gli aspetti dell’alimentazione. Complessi ma fondamentali sono i meccanismi che la mostra intende far comprendere al grande pubblico, attraverso: 4 aree tematiche, 16 postazioni interattive e multimediali, 5 monitor tattili, una grande proiezione centrale, 18 capitoli, 54 giochi e attività, 10 tipologie di laboratori. Un percorso interattivo e didattico di divulgazione scientifica sulle ricadute economiche, sociali e ambientali delle nostre scelte alimentari, realizzato con le esperienze del format Experimenta e del progetto “Una buona occasione”, per motivare i visitatori ad adottare buone pratiche alimentari individuali e collettive. Forte della sua esperienza trentennale Experimenta prosegue dunque la sua attività volta da un lato a realizzare nuove iniziative divulgative e dall’altra a rinnovare le migliori mostre realizzate nelle ultime edizioni, a renderle itineranti e ad arricchirle di nuovi contenuti, eventi e dibattiti per raggiungere un pubblico il più ampio possibile. Un’attività che impegna l’ente regionale in accordo con istituzioni, comunità locali, scuole, aziende, per confermare Experimenta come punto di riferimento significativo per la promozione della cultura scientifica e lo sviluppo di format educativi utili al mondo della scuola e della formazione.

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Evento: Mostra “Nel nostro piatto”

Periodo: 16 febbraio – 5 maggio 2019

Sede: Civico Museo Didattico di Scienze Naturali “Mario Strani”

Villa Prever – Viale della Rimembranza 61 – Pinerolo

Orari: Visite per il pubblico generico: sabato e domenica dalle 15 alle 18

Visite per le scuole e gruppi organizzati: lunedì e martedì – solo su prenotazione

Ingresso libero

 Info: tel. 334 2516039 / e-mail: fungifungi@gmail.com

www.museomariostrani.com

Cosa c’è nel nostro piatto?

Possiamo mangiare di tutto ma come facciamo a scegliere e controllare cosa mangiamo?

16 febbraio – 5 maggio 2019 Civico Museo Didattico di Scienze Naturali “Mario Strani” Villa Prever – Viale della Rimembranza 61, Pinerolo

INAUGURAZIONE SABATO 16 FEBBRAIO ORE 15

Sabato 16 febbraio alle ore 15 si inaugura la nuova mostra interattiva di Experimenta “Nel nostro piatto“, organizzata nell’ambito del progetto “Pianeta cibo: esperienze di consumo consapevole”, frutto della collaborazione tra la Regione Piemonte , il Comune di Pinerolo e il Comune di Cavour. L’esposizione, ospitata negli spazi del CivicoMuseo Didattico di Scienze Naturali “Mario Strani” di Pinerolooffre a tutto il pubblico la possibilità di immergersi in una realtà dove la cultura scientifica viene divulgata attraverso installazioni interattive, in un viaggio che percorre tutti gli aspetti dell’alimentazione. Complessi ma fondamentali sono i meccanismi che la mostra intende far comprendere al grande pubblico, attraverso: 4 aree tematiche, 16 postazioni interattive e multimediali, 5 monitor tattili, una grande proiezione centrale, 18 capitoli, 54 giochi e attività, 10 tipologie di laboratori. Un percorso interattivo e didattico di divulgazione scientifica sulle ricadute economiche, sociali e ambientali delle nostre scelte alimentari, realizzato con le esperienze del format Experimenta e del progetto “Una buona occasione”, per motivare i visitatori ad adottare buone pratiche alimentari individuali e collettive. Forte della sua esperienza trentennale Experimenta prosegue dunque la sua attività volta da un lato a realizzare nuove iniziative divulgative e dall’altra a rinnovare le migliori mostre realizzate nelle ultime edizioni, a renderle itineranti e ad arricchirle di nuovi contenuti, eventi e dibattiti per raggiungere un pubblico il più ampio possibile. Un’attività che impegna l’ente regionale in accordo con istituzioni, comunità locali, scuole, aziende, per confermare Experimenta come punto di riferimento significativo per la promozione della cultura scientifica e lo sviluppo di format educativi utili al mondo della scuola e della formazione.

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Evento: Mostra “Nel nostro piatto”

Periodo: 16 febbraio – 5 maggio 2019

Sede: Civico Museo Didattico di Scienze Naturali “Mario Strani”

Villa Prever – Viale della Rimembranza 61 – Pinerolo

Orari: Visite per il pubblico generico: sabato e domenica dalle 15 alle 18

Visite per le scuole e gruppi organizzati: lunedì e martedì – solo su prenotazione

Ingresso libero

 Info: tel. 334 2516039 / e-mail: fungifungi@gmail.com

www.museomariostrani.com

Lo studio del ministero (come previsto) boccia la Torino – Lione

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Il verdetto è che “il progetto presenta una redditività fortemente negativa”. Queste  le conclusioni dell’analisi costi benefici sulla Tav  pubblicata  dal ministero delle Infrastrutture sul proprio sito. Secondo lo studio il saldo tra i costi e i benefici è pari a -6.995 milioni considerando i costi “a finire” (escludendo i soldi già ad oggi spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero. La Tav avrebbe anche un impatto sulle finanze pubbliche degli Stati interessati superiore al totale dei costi di investimento e di gestione, ai quali vanno  sommate le minori accise che “portano il bilancio complessivo da 10 a 11,6 miliardi (flussi attualizzati) nello scenario “realistico” e a 16 miliardi in quello dell’ Osservatorio del 2011”. Commenta il Commissario Straordinario dell’Asse Ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta:  “si tratta di  una analisi truffa, fatta per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone”.

C'è (anche) il vino nel futuro del Piemonte

Il Piemonte intende promuovere le sue eccellenze e per questo l’ Assessorato all’Agricoltura della Regione  ha approvato le graduatorie dei progetti di promozione del vino sui mercati dei paesi terzi, nell’ambito della misura dell’OCM vino annualità 2018/2019. Sono finanziati 20 progetti regionali, 6 progetti multiregionali in capo al Piemonte e 5 progetti multiregionali in capo alle altre Regioni, per un contributo complessivo di 11 milioni di euro. Il valore dell’export di vino del Piemonte nel 2018 è stato di circa 1 miliardo di euro, il 18% dell’export di vini nazionali. Inoltre le 19 docg e 42 doc piemontesi rappresentano il più alto numero tra le regioni italiane e coprono l’85% della produzione regionale.
“Prosegue l’impegno della Regione Piemonte a sostegno della promozione dei vini piemontesi di qualità, DO e Igp affinché siano competitivi e a lungo termine sui mercati extraeuropei – dichiara l’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero – Nel periodo di programmazione 2014/2020 la Regione ha approvato contributi nell’ambito della misura OCM vino per un importo complessivo di oltre 48 milioni di euro finanziando investimenti per oltre 107 milioni di euro in 5 anni”.
I beneficiari della misura dell’OCM vino sono i consorzi di tutela, le associazioni e i consorzi di produttori, i produttori singoli. I progetti ammessi a contributo prevedono nello specifico: azioni che mettono in rilievo gli elevati standard dei prodotti, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o ambiente; partecipazione a manifestazioni e fiere di importanza internazionale; campagne di informazione sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell’Unione europea.

www.regione.piemonte.it

C’è (anche) il vino nel futuro del Piemonte

Il Piemonte intende promuovere le sue eccellenze e per questo l’ Assessorato all’Agricoltura della Regione  ha approvato le graduatorie dei progetti di promozione del vino sui mercati dei paesi terzi, nell’ambito della misura dell’OCM vino annualità 2018/2019. Sono finanziati 20 progetti regionali, 6 progetti multiregionali in capo al Piemonte e 5 progetti multiregionali in capo alle altre Regioni, per un contributo complessivo di 11 milioni di euro. Il valore dell’export di vino del Piemonte nel 2018 è stato di circa 1 miliardo di euro, il 18% dell’export di vini nazionali. Inoltre le 19 docg e 42 doc piemontesi rappresentano il più alto numero tra le regioni italiane e coprono l’85% della produzione regionale.

“Prosegue l’impegno della Regione Piemonte a sostegno della promozione dei vini piemontesi di qualità, DO e Igp affinché siano competitivi e a lungo termine sui mercati extraeuropei – dichiara l’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero – Nel periodo di programmazione 2014/2020 la Regione ha approvato contributi nell’ambito della misura OCM vino per un importo complessivo di oltre 48 milioni di euro finanziando investimenti per oltre 107 milioni di euro in 5 anni”.

I beneficiari della misura dell’OCM vino sono i consorzi di tutela, le associazioni e i consorzi di produttori, i produttori singoli. I progetti ammessi a contributo prevedono nello specifico: azioni che mettono in rilievo gli elevati standard dei prodotti, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o ambiente; partecipazione a manifestazioni e fiere di importanza internazionale; campagne di informazione sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell’Unione europea.

www.regione.piemonte.it

“Esodo / Esodi”, la tragedia giuliano dalmata nel Giorno del Ricordo

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Mercoledì 13 febbraio, alle 17.00, nell’ambito delle iniziative del Giorno del Ricordo, il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale, l’Istoreto e l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte promuovono l’incontro “Esodo / Esodi. Ricerca, letteratura, comunicazione”. L’evento si terrà nella Sala Conferenze del Polo del 900, in Corso Valdocco 4 a Torino, in collaborazione con l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e il Polo del ‘900. Nell’occasione saranno presentati tre lavori che rappresentano altrettante chiavi d’entrata nel tema delle profuganze e, più in particolare, nella conoscenza dell’esodo giuliano dalmata, i cui primi contingenti giunsero a Torino settantadue anni fa. Si tratta di uno studio storiografico a più voci, di un volume di racconti della scrittrice polense Nelida Milani e di un graphic novel sull’esodo da Pola. Dopo gli interventi introduttivi di Nino Boeti, Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte e Antonio Vatta, dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, i volumi verranno presentati,rispettivamente, da Patrizia Audenino (Università degli Studi di Milano)Enrico Miletto (Istoreto)Manfredi Toraldo (scuola di Comics). Coordinerà l’incontro Luciano Boccalatte, direttore dell’Istoreto. Il primo volume, “Una narrazione a lungo mancata”, affronta il tema della diaspora giuliano-dalmata e degli altri esodi del Novecento alla luce del tempo presente, è stato curato da Riccardo Marchis ed è edito dalla torinese Seb 27. A motivare questo studio a più voci la convinzione che l’esodo giuliano-dalmata non costituisca solo una proposta per restituire alla distratta storia italiana le motivazioni degli esuli, a lungo dimenticati ed emarginati, ma anche per affrontare temi che attraversano l’intero secolo passato e mostrano con rinnovato vigore la loro persistenza nel nuovo millennio. Il volume si conclude con una comparazione degli esodi di allora e di oggi alla ricerca di assonanze, somiglianze e differenze, condotta con rigoroso metodo storico e con passione civile.Nei racconti della raccolta “Lo spiraglio” ( Besa Editrice), Nelida Milani torna a narrare l’Istria dei “superstiti”, delle serrande chiuse e delle finestre abbassate per sempre, l’Istria della confusione e dello smarrimento, ma anche della convivenza e della molteplicità di lingue. Dopo il successo diBora, la scrittrice delinea con il tratto fine e delicato che le è proprio un mondo spesso dimenticato e rinnegato, attraversando gli anni e i decenni, traghettando lungo gli esiti della storia le vite di quanti hanno abitato, con fiducia e abbandono, una terra contesa all’incrocio di due mondi. Infine il graphic novel “Anime in transito”, ispirato alle vicende dell’esodo da Pola, è prodotto dall’Anonima fumetti, dall’Accademia di progettazione sociale Maggiora e dal Rotary Torino Sud est. Soggetto e sceneggiatura Nico Vassallo, disegni Marcello Restaldi, consulenza storica Enrico Miletto. Una storia d’amore sullo sfondo dell’esodo giuliano dalmata nella Torino del dopoguerra. Una vicenda di solidarietà e accoglienza da parte di un’intera città. La pubblicazione è gratuita e on line.

M.Tr.

I giovani talenti di Fondazione Crt

Una cinquantina tra ricercatori, startupper, giovani talenti, rappresentanti di parchi scientifico-tecnologici ed eco-industriali, imprese innovative, esponenti del mondo universitario e formativo, saranno presenti mercoledì 13 febbraioalle ore 10.30, in Fondazione CRT, via XX Settembre 31 a Torino. Parteciperanno al focus group sulla ricerca, l’innovazione e la formazione nell’ambito degli “Stati Generali” della Fondazione CRT: la grande operazione sistemica, basata sull’ascolto, per ridefinire mission, vision e strategie della Fondazione per il prossimo decennio e rilanciarne il ruolo di “motore” della crescita e dello sviluppo del territorio anche in una dimensione internazionale. “Circa mezzo miliardo di euro in 25 anni è stato investito dalla Fondazione CRT per promuovere la ricerca, l’innovazione e la formazione del capitale umano, asset fondamentali per costruire il futuro su basi solide – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Siamo stati pionieri nel creare una comunità di 5.500 talenti, offrendo loro borse di studio ed esperienze all’estero capaci di sviluppare competenze e capacità anche imprenditoriali. Abbiamo sostenuto oltre700 giovani ricercatori e dato l’opportunità a 880.000 studenti di integrare il programma didattico con contenuti sempre più innovativi e di respiro internazionale con il progetto Diderot. È a partire da questi importanti risultati che vogliamo continuare ad accompagnare al meglio il processo di trasformazione tecnologica, sociale e culturale del territorio”. I successivi focus group in Fondazione CRT (tutti dalle ore 10.30) si terranno giovedì 21 febbraio sull’educazione alla cittadinanza; venerdì 1 marzo sulla produzione artistica e culturale, l’heritage e la valorizzazione del territorio.

I nipotini, illegittimi, di Bakunin

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I fatti violenti di sabato 9 febbraio 2019, che sono accaduti a Torino tra il pomeriggio e la sera hanno riproposto alcuni temi politici, sociali e culturali nella speranza che non sia l’inizio di una serie di altre violenze

La causa, il pretesto, lo sgombero di uno storico edificio, una volta era l’asilo Principe di Napoli, occupato da ventiquattro anni dagli anarchici, o almeno ritenuti o definitisi tali. Il tema dei centri sociali in Italia ed anche in altri paesi europei ha avuto alti e bassi con alcuni di questi che, negli anni, sono diventati delle vere realtà economico-sociali. Non solo di intrattenimento musicale ma anche attività sociali rivolte ai giovani ed in qualche caso anche all’esterno degli stessi centri. Il fenomeno riguarda non solo quanti, la stragrande maggioranza, fanno riferimento all’area dell’autonomia e dell’anarchia ma anche, molti di meno, alla destra. Unica voce, a Torino, se non a favore ma che ha cercato di difendere alcuni aspetti positivi dei centri sociali tra quanti in modo serio o sguaiato, ci tornerò più avanti, hanno criticato e chiesto interventi più duri, leggi più severe, la chiusura di tutti i centri sociali occupati, quella del regista Mimmo Calopresti. Chiariamo subito a scanso di equivoci o altro, che condanno le violenze di sabato, esprimo solidarietà alle forze dell’ordine ed a quanti hanno subito danni e violenze. Detto questo, mi permetto di fare alcune considerazioni: dopo vent’anni in Italia ci sono oltre duecento realtà occupate, molto diverse tra loro, con un numero di circa cinque-seimila frequentatori, oltre gli occasionali che portano il numero a decine di migliaia e comunque in netto aumento rispetto ai primi anni novanta. Un vero e proprio fenomeno sociale culturale che diventa difficile pensare di liquidare solo con provvedimenti di polizia. Molti gruppi musicali, alcuni anche di successo nazionale, sono passati e si sono affermati in quelle realtà. Il vuoto della politica e dei partiti, la debolezza e l’incapacità delle amministrazioni locali ha ridotto tutto ad un problema di ordine pubblico che la destra e lo “sceriffo dei navigli” che attualmente ricopre, più che altro indossa i giubbotti, il ruolo di Ministro degli Interni cavalcano. L’inazione delle amministrazioni locali, comprese quelle che si sono succedute a Torino e con quella attuale che svetta per incapacità, è clamorosa. Se un edificio pubblico è vuoto ed abbandonato da decenni non c’è poi da meravigliarsi che venga poi occupato. Pensare di sgomberarlo senza una progettualità di pubblica utilità non aiuta. Il comportamento poi degli occupanti, in molti casi, pseudo anarchici, chissà cosa direbbero di loro Michail Aleksandrovic Bakunin o i nostrani Gaetano Bresci o Giovanni Passanante, legittima ed alimenta le richieste di intervento e di sgombero. Occupare un edificio, seppure abbandonato e, colpevolmente, inutilizzato, imbrattare i muri di mezzo quartiere, disturbare ed in qualche caso rendere invivibile l’area adiacente non ha nulla di rivoluzionario né di lotta al “sistema “. Nessuna indulgenza da parte mia, anzi! Anni fa, una sede che usavo come ufficio politico e che dividevo con un parlamentare fu oggetto delle loro, autonomi e anarchici, attenzioni con lancio di un razzo, pietre e la classica e sempre attuale bottiglia molotov. Non si può però restare in silenzio quando un esponente, seppure locale e seppure non nuovo ad affermazioni che l’hanno già portato vicino a doverne risponderne nelle aule di tribunale, dimostrando così che per alcuni le lezioni non servono e che gli anni passano inutilmente, come il Consigliere della Circoscrizione 6 di Torino, Alessandro Ciro Sciretti, della Lega Nord che scrive sui social “ci vuole un po’ di scuola Diaz”. Quella è stata una delle pagine più brutte della nostra democrazia, dove i diritti furono sospesi, si costruirono finte prove, sempre le molotov, si eseguì un pestaggio indiscriminato da parte di un reparto della polizia di stato agli ordini di alcuni dirigenti. Seppure con ritardo e tra omissioni ed omertà ci furono condanne e lo stesso Stato italiano fu condannato, dalla corte europea, a risarcire un pensionato vittima delle violenze. L’auspicio è che nel ristabilire il rispetto della legge e del vivere civile, anche con severità se serve, si pongano in atto le azioni classiche della politica, del buon amministrare e governare che gestiscano un fenomeno come quello delle occupazioni.