ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 522

Fooding. Alimenta la solidarietà

Quattro mense popolari e quattro centri di raccolta e distribuzione dell’invenduto. Su questi si costruisce Fooding – Alimenta la solidarietà, progetto di Arci Torino, realizzato nell’ambito dei Progetti a Rilevanza Locale del 2018 della Regione Piemonte finanziati con fondi del Ministero del Lavoro e del piano Emergenza Freddo del Comune di Torino. E’ stato presentato questa mattina nel Comitato Arci Torino di via Verdi da Andrea Polacchi, presidente del Comitato Arci Torino, e Antonio De Prisco, Presidente dell’Associazione Italiana Persone Senza Fissa Dimora.

Cosa prevede?

Due nuovi centri di raccolta e distribuzione del cibo invenduto: uno in via Moretta 55bis (Quartiere San Paolo, Circoscrizione Tre, gestito dall’Associazione Diskolè: qui è attivo anche uno sportello di segretariato sociale) e uno negli spazi dell’Associazione Minollo-Spazio Alkadia (gestito dall’Associazione Minollo in via Foligno 14, per i quartieri Borgo Vittoria e Madonna di Campagna), nella Circoscrizione Cinque, pensando soprattutto all’invenduto del mercato di Borgo Vittoria e corso Cincinnato. Tutto il cibo raccolto sarà distribuito sullo stesso territorio.

Quattro mense popolari. Una Chieri (Reciproca Mensa gestita dalla Cooperativa Patchanka), una a Torino (“L’Isola che C’è” al Circolo Arci La Cricca), una a Moncalieri (Circolo Arci Dravelli) e una a Carmagnola (Mensa Popolare di Casa Frisco gestita da Karmadonna APS).

Le mense di Fooding non sono solo luoghi nei quali consumare un pasto caldo, ma spazi di socializzazione, punti di accesso ai servizi e ai diritti, luoghi di raccolta e distribuzione di cibo invenduto.

«Arci trae le sue origine dalle società di mutuo soccorso e in questo progetto ritrova la sua vocazione mutualistica» spiega Andrea Polacchi, presidente di Arci Torino. Si mettono al centro, e utilizzano, i circoli, spazi sociali di solidarietà e cooperazione. Il progetto, organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Persone Senza Dimora, vuole essere non solo uno strumento di lotta alla povertà, ma un’opportunità per queste persone di costruire reti, di non essere sole. Non assistenzialismo, insomma, ma l’occasione per entrare nei circoli, viverli, conoscere altre persone. Ma il progetto punta altresì a superare il pensiero comune di cibo-merce a favore di una visione del cibo come bene comune, contrastando il paradosso della scarsità nell’abbondanza.

«Con questo progetto rilanciamo la funzione sociale e solidale dell’Arci e dei circoli. Fooding, infatti, nasce dalla volontà di creare le condizioni perché le persone possano rialzarsi e ritornare autonome, motivo per cui abbiamo scelto fin da subito di collaborare con AISPD, una partnership che riteniamo caratterizzante del progetto – continua Polacchi – Le nostre mense popolari e i nostri spazi di prossimità non sono solo luoghi in cui chiunque, senza distinzione di provenienza o nazionalità, può consumare un pasto caldo e ritirare cibo invenduto. Sono occasioni di socializzazione, punti di accesso a servizi e percorsi formativi, spazi accoglienti e sicuri in cui trascorrere il tempo, riallacciare reti sociali e tracciare una prospettiva di fuoriuscita dalle difficoltà economiche e sociali, dalla solitudine in cui tante persone sono precipitate». Questo progetto è reso possibile anche grazie al contributo dei soci e volontari che donano ore e risorse per la realizzazione delle attività e a una rete di partner ampia che unisce soggetti diversi, interni ed esterni alla nostra associazione.

«Il progetto Fooding rappresenta un modello di progettualità costruito dal mondo del volontariato, per dare risposta ai nuovi bisogni emergenti e frammentati, che l’attuale struttura dei servizi sociali pubblici, non solo piemontese ma anche nazionale, non è in grado di intercettare – dichiara Augusto Ferrari, assessore alle Politiche Sociali, Famiglia e Casa della Regione Piemonte – Con il bando promosso dalla Regione Piemonte, che ha permesso l’erogazione di un contributo di 140 mila euro per Fooding, vogliamo incentivare il più possibile esperienze innovative di welfare di comunità».

Fooding – Alimenta la solidarietà, a tre mesi dall’inizio del progetto ha significato:

  • oltre 4000 pasti serviti gratuitamente

  • più di 150 utenti

  • quasi 100 volontari coinvolti

  • oltre 6000 kg di cibo raccolto

  • più di 40 nuclei famigliari aiutati

  • 18 consulenze e accompagnamenti nell’accesso ai diritti.

Fooding – Alimenta la solidarietà è un progetto di Arci Torino, in collaborazione con Circolo Arci Mario Dravelli, Circolo Arci La Cricca, Cooperativa Sociale Patchanka, Diskolè, Karmadonne A.P.S, Minollo, Associazione Italiana Persone Senza Dimora, Magazzino sul Po, VolTO. Il progetto è realizzato nell’ambito dei Progetti a Rilevanza Locale del 2018 della Regione Piemonte e del piano Emergenza Freddo del Comune di Torino e ha il patrocinio della Circoscrizione 1, 3 e 5 del Comune di Torino e del Comune di Moncalieri.

Imprese, picco degli utili due anni fa

Qual è lo stato delle imprese torinesi e piemontesi?  Tra piccole e grandi, nove  su dieci (87,9%), con sede legale nella nostra regione  hanno prodotto utili nel 2017, in Liguria sono l’85,8% e in Valle d’Aosta il 77,3%. I dati emergono dal nuovo periodico nazionale Industria Felix Magazine, diretto da Michele Montemurro, che ha condotto uno studio in collaborazione con Cerved Group, la data driven company italiana e una delle principali agenzie di rating in Europa,  su circa 8.300 società piemontesi di capitali con fatturati/ricavi  tra i 2 milioni e i 28,6 miliardi di euro.

La storia di Iren è in rete

 E’ online il portale www.irenstoria.it uno dei primi strumenti di condivisione del patrimonio storico e archivistico del Gruppo

Il progetto Iren Storia intende, in un arco piano di 18-24 mesi, organizzare e catalogare in maniera organica, al fine di renderlo fruibile al pubblico, l’enorme patrimonio storico e culturale archivistico attualmente situato nelle sedi principali del Gruppo a Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Iren Storia è stato concepito da subito come progetto partecipativo aperto, un archivio vivo, quindi sempre implementabile con nuovi documenti e nuove fonti, ma soprattutto con lo scopo di renderlo fruibile al pubblico al fine di condividere con le città ed i territori il percorso che ha portato nei decenni alla costituzione di Iren. Il Portale offre molteplici chiavi di accesso alla documentazione per favorire esigenze differenziate degli utenti. Presenta una Home page dedicata al progetto nel suo complesso con il lancio di un video emozionale e una timeline che riassume le tappe principali della storia del Gruppo; una sezione Percorsi dove vengono raccontate visivamente le grandi storie del Gruppo a partire dai documenti; una sezione Archivio digitale attraverso la quale si accede alle schede d’archivio (fonti orali e scritte) redatte secondo gli standard di settore e si naviga tra rimandi e relazioni; una sezione Cronologia per visualizzare la storia di Iren attraverso i documenti digitalizzati lungo una linea del tempo interattiva suddivisa per luoghi e tematiche selezionabili e filtrabili e una sezione. Quello che si può vedere oggi è un primo output che sarà in continuo aggiornamento. Ad oggi il portale comprende materiale relativo alle sedi di Torino, Reggio Emilia, Genova e Piacenza. Si possono trovare:
691 schede descrittive: i volumi dei verbali delle Commissioni amministratrici e i Registri delle deliberazioni, disegni architettonici e disegni tecnici di impianti e centrali, i libri contabili e mastri, locandine e materiale relativo alla comunicazione aziendale;
853 riproduzioni digitali: sono le scansioni dei singoli documenti, progetti o fotografie;
12 interviste a ex dipendenti del Gruppo: raccolta di video testimonianze di lavoratori anziani ed ex dipendenti, che in brevi clip hanno portato preziosi contributi di memoria di quella che è stata la storia secolare dell’azienda. 
3 storymaps: un nuovo modo per navigare tra i documenti attraverso uno storytelling digitale

 
Questi numeri verranno progressivamente incrementati parallelamente ai lavori di schedatura e digitalizzazione dei documenti (a breve saranno caricati i documenti relativi a Parma e le video interviste di Piacenza). A questa prima fase seguirà la successiva catalogazione di tutto il patrimonio storico delle aziende del Gruppo Iren presenti su altri territori, di più recente aggregazione: a partire da Amiat che nel 2019 celebra i suoi primi 50 anni. “Iren Storia è un’iniziativa pensata per raccontare sia la storia dell’azienda e dei territori in cui essa ha operato, che quella quotidiana delle donne e degli uomini che hanno contribuito con il loro lavoro alla crescita e al consolidamento di tutte le aziende del Gruppo – spiega il Presidente di Iren Paolo Peveraro – Per questo motivo abbiamo pensato di dedicare l’anteprima a tutti i dipendenti che questa storia continuano a scriverla ogni giorno. Ora lo proponiamo a tutti, il mio invito è anche di essere parte attiva del progetto condividendo eventuale materiale storico raccolto nel tempo”. Chiunque abbia documenti dell’epoca, video, testimonianze di ogni genere può contattare gli archivisti all’indirizzo: irenstoria@gruppoiren.it Oltre al portale, Iren Storia prevede la produzione di un film documentario che testimonierà la storia del Gruppo Iren. L’azienda progetterà inoltre una mostra itinerante multimediale con lo scopo di condividere il vasto patrimonio storico studiato e catalogato, coinvolgendo nel progetto il mondo delle scuole e dell’associazionismo.

Torna la primavera, tornano gli insetti volanti. Le paure degli italiani

Secondo un’indagine Rentokil, zanzare e mosche sono tra gli infestanti più fastidiosi, ma anche meno temuti (mamme comprese). La paura per questi insetti è dovuta infatti principalmente al rischio di punture, e solo il 32% degli italiani teme il rischio di trasmissione di malattie o infezioni

 
Si tendono a sottovalutare i rischi per la salute derivanti dal contatto con questi infestanti, ma i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rivelano che oltre l’80% della popolazione mondiale è a rischio di contrarre un’infezione da questi insetti e che ogni anno più di 700 mila persone nel mondo ne sono già vittime

 

 Sono gli infestanti più tollerati, quelli che tra tutti causano meno disgusto e che possono dare anche molto fastidio, ma in realtà non fanno davvero paura, nemmeno ai bambini. Sono gli insetti volanti e, in particolare, mosche e zanzare, un tormento in arrivo con la primavera a causa del ronzio, delle punture e della spiacevole abitudine di volare attorno al nostro cibo (e soprattutto ai rifiuti).  Secondo un’indagine[i] dedicata alle paure degli italiani e il loro rapporto con gli infestanti, condotta da Doxa per Rentokil, leader mondiale in servizi di disinfestazione e derattizzazione, emerge che il 66%degli italiani si sente profondamente infastidito dalla presenza in casa delle zanzare e sono soprattutto gli uomini a percepirle come ospiti particolarmente sgraditi (67% uomini vs 64% donne). Anche le mosche provocano fastidio ma in percentuale inferiore (51%) e sono soprattutto le donne a non gradire la loro presenza (55% donne vs 47% uomini). Se però si analizzano i dati relativi alla paura degli infestanti, zanzare e mosche si posizionano in fondo alla classifica. Paragonati agli insetti striscianti come le blatte e ai roditori, gli insetti volanti risultano più tollerati e meno temuti: le zanzare infatti fanno paura solo al 18% degli intervistati e le mosche al 10%. Se si guarda poi allo spaccato ‘mamme e bambini’ i valori scendono ancora: solo il 7% delle mamme teme le zanzare, mentre le mosche non sono quasi considerate (solo l’1% ha dichiarato di averne paura).  Mosche e zanzare sono quindi considerati insetti fondamentalmente innocui, il cui contatto non ha implicazioni per la salute: in generale, la paura degli insetti volanti – includendo quindi anche api, vespe e calabroni – è dovuta infatti principalmente al rischio di punture, e non invece al rischio di trasmissione di malattie o infezioni (32%). Una percezione non corretta se si pensa che il contagio di molte malattie nel mondo avviene proprio attraverso le zanzare e le mosche: secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre l’80% della popolazione mondiale è a rischio di contrarre un’infezione da questi insetti – con un picco nelle aree tropicali e subtropicali più povere – e ogni anno più di 700 mila persone nel mondo sono già vittime di questi infestanti.

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Nasce "Iren Casa Online"

L’intesa tra la multiutility italiana e il provider internet a banda ultra-larga permetterà alle famiglie di avere a disposizione in una sola offerta il servizio di energia elettrica e quello di accesso a internet veloce

Iren Mercato, società del Gruppo Iren, e Linkem hanno siglato un accordo grazie al quale la multiutility italiana offrirà direttamente alle famiglie un servizio di connettività internet a banda ultralarga. Dal 1° aprile Iren fornirà un servizio per la casa di accesso a internet senza limitazioni di tempo e di traffico e con una velocità di connessione che raggiunge i 30 Mbps. Lo farà grazie a una partnership con Linkem, uno dei principali operatori del mercato italiano. Iren è una delle più importanti e dinamiche multiutility, che opera nei settori dell’energia elettrica, del gas, dell’energia termica per teleriscaldamento, della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali e tecnologici. Iren Mercato è la business unit commerciale del Gruppo e vanta ad oggi 1.800.000 clienti. Linkem – operatore leader del segmento Fixed Wireless Access che copre oltre il 65% della popolazione – metterà a disposizione di Iren oltre alla propria infrastruttura di rete, la propria rete di installatori capillare sul territorio nazionale e un servizio di assistenza tecnica dedicata. “Siamo orgogliosi di aver firmato con un partner importante come Iren un accordo che rimane nel segno della tradizione di Linkem di rispondere alle esigenze di connettività delle famiglie in modo efficace e trasparente. L’azienda si conferma un importante player di riferimento per la sua presenza capillare sul territorio nazionale e la sua capacità di fornire servizi in grado di abilitare anche l’utilizzo di soluzioni smart per la casa“, ha sottolineato Davide Rota, Amministratore Delegato di Linkem. Gianluca Bufo, Amministratore Delegato di Iren Mercato, dichiara: “La partnership con Linkem costituisce la naturale evoluzione della nostra gamma di prodotti e servizi new downstream, dispositivi evoluti di domotica che, grazie alla connettività wireless, rendono le nostre case più smart e la nostra vita di ogni giorno più semplice. Linkem, in quanto provider internet proprietario della rete, ci dà garanzia di un servizio affidabile e sicuro. Questo è un importante passo in avanti nell’ampliamento della gamma multiservizi, che fa di noi un player nel mercato italiano delle telecomunicazioni con un modello di business di successo.”  Iren Casa Online potrà essere attivato a partire da aprile in Piemonte, e nei mesi immediatamente successivi anche in Liguria ed Emilia-Romagna. Sarà disponibile per coloro che sono già clienti Iren o che desiderano diventarlo, con un’offerta commerciale di sicuro appeal che prevede un canone mensile pari a 17.90€ al mese per i primi 48 mesi. Ai clienti che aderiranno all’offerta di energia elettrica abbinata al servizio di connettività internet verranno scontati i 5€ al mese, altrimenti previsti come costo di attivazione. I servizi saranno venduti, attraverso gli spazi Iren, call center, sito web e agenzie autorizzate.

Uncem: "Bocciofile e Pro loco non sono partiti politici"

Bocciofile, Pro Loco, associazioni di volontariato non sono certo partiti politici. Eppure per la legge (vigente) 3 del 2019, la “spazzacorrotti”, sono la stessa cosa. C’è infatti un comma che secondo Uncem va al più presto cambiato. Perché di fatto mete a rischio il terzo settore, in particolare nei piccoli Comuni, dove chi ha fatto o fa l’Amministratore pubblico, anche solo il Consigliere comunale, è molto spesso impegnato in associazioni del territorio. E con la nuova norma le trascinerebbe di fatto in un caos burocratico e amministrativo (con conseguenti costi elevatissimi) senza uscita. Il comma da cambiare è questo: ” Sono equiparate ai partiti e ai movimenti politici le fondazioni, le associazioni, i comitati i cui organi direttivi siano composti in tutto o in parte da persone che siano o siano state, nei dieci anni precedenti, membri del Parlamento nazionale o europeo o di assemblee elettive regionali o locali, ovvero che abbiano ricoperto nei dieci anni precedenti incarichi di governo al livello nazionale, regionale e locale…”.   “Ho scritto al Ministro Bonafede – spiega il Presidente Uncem, Marco Bussone – perché qui ci sono due errori di fondo. Il primo è pensare che chi è impegnato in istituzioni locali, in assemblee elettive anche comunali, sia a rischio di corruzione o di altri reati. La politica non è fonte naturale di corruzione, ci mancherebbe! Ma il messaggio che passa è questo. Il secondo è trascinare nel caos burocratico tutte le associazioni dove sono presenti ex amministratori locali, comunali, o politici nazionali che sarebbero costrette a revisioni dei bilanci da società, a pubblicazione degli stessi bilanci sul sito del Parlamento italiano, dopo averli inviati al Presidente della Camera che li deve registrare. E molto altro. Con costi assurdi e rischi ancor maggiori per inadempienze o errori. Tutto questo vale per la bocciofila, la Pro Loco, la San Vincenzo se al suo interno ha anche solo un ex Amministratore comunale, un ex consigliere. Una cosa assurda che va subito modificata”. Nello “spazzacorrotti” finisce il terzo settore, messo sulla graticola, non srl e società. Da capire quando scatta l’applicazione di questo comma.   Uncem si unisce alle richieste del Forum del Terzo Settore per un immediata modifica della norma. “Autorevoli giuristi hanno sollevato il dubbio di incostituzionalità della norma della legge 3-2019 – evidenzia il Presidente Uncem – In un Paese nel quale non sappiamo bene cosa sia un Partito, finiamo per assimilare proprio a un partito un’associazione privata, un soggetto di diritto privatistico, mettendogli particolari obblighi partendo dal sospetto che un ex amministratore locale o un ex politico utilizzi l’associazione per propri scopi non trasparenti, finalizzati anche a reati gravi come corruzione o altro contro il patrimonio. Chiediamo una modifica della forma per evitare incertezze, caos, complicazioni, aumento di costi per tutti. Anche per le bocciofile, le Pro Loco, le associazioni degli Alpini dei nostri Comuni montani”.

Future Job a Mondojuve, 400 posizioni lavorative

Dal 28 al 31 marzo 2019 Mondojuve, lo Shopping Center situato in Strada Debouchè tra i Comuni di Vinovo e Nichelino, organizza e ospita la prima edizione di Future Job, quattro giornate dedicate alla formazione e all’orientamento per coloro che sono alla ricerca di un nuovo impiego o di nuove opportunità di crescita professionale

 

L’evento gratuito e aperto a tutti dalle ore 10 alle 20 proporrà spazi e momenti di incontro, scambio e confronto tra domanda e offerta di impiego, con l’obiettivo di favorire l’ingresso dei partecipanti nel mercato del lavoro, in particolare nelle nuove realtà commerciali di prossima apertura nel Retail Park di Mondojuve.

 

Sono più di 400 le posizioni lavorative offerte dalle oltre 20 realtà aderenti all’iniziativa, tra cui punti vendita di prossima aperturanel Retail Park di Mondojuve come DM Markt, Ishuè, MaxiZoo e Sportland, aziende nazionali e locali come Piemex e Tecnocasa, Agenzie per il Lavoro tra cui Adecco, Etjca e Manpower, start-up e co-working ad alto impatto innovativo come Laborplay, Centri per l’Impiego ed Enti di Formazione.

 

I partecipanti avranno la possibilità di sostenere colloqui di presentazione e di selezione (anche più di uno nella stessa giornata), ricevere un supporto su come orientarsi nella ricerca di lavoro, scoprire come valorizzare e revisionare il proprio curriculum vitae, acquisire informazioni, strumenti e competenze utili a comprendere al meglio le dinamiche attuali del settore.

 

Verrà dedicata attenzione anche ai lavoratori over50, occupati e non, che in una bacheca dedicata potranno trovare annunci di lavoro e occasioni formative sul territorio.

 

L’iniziativa coinvolgerà inoltre gli studenti, in particolare quelli delle scuole secondarie di secondo grado del territorio, che avranno la possibilità di visitare gli stand e partecipare a due interessanti conferenze, il 28 e 29 marzo, sul tema Giovani e Lavoro: cosa offre e cosa offrirà il mercato del lavoro, per trovare spunti stimolanti e capire come cominciare ad orientarsi nel mondo lavorativo al termine del percorso scolastico.

 

Tutte le realtà aderenti saranno presenti con propri stand, presso i quali potranno raccogliere i curriculum vitae e offriranno consulenza ai partecipanti interessati. L’area espositiva allestita vedrà una suddivisione degli spazi tra la Galleria Artemisia, dedicata ad ospitare gli stand, e la Galleria Diana all’interno della Food Court, dove si terranno le attività rivolte agli studenti.

 

Giovedì 28 marzo dalle ore 9:30 alle 10:30 Laborplay spiegherà i nuovi metodi di selezione del personale attraverso l’utilizzo di giochi e videogiochi per la valutazione delle soft skill. 

 

A seguire, dalle 10:30 alle 11:30 Umana terrà un intervento, rivolto in particolare agli studenti delle classi quinte delle scuole superiori ad indirizzo tecnico, sul tema del colloquio di lavoro e delle soft skill attualmente più richieste dalle aziende. Al termine dell’incontro, gli studenti potranno sostenere un breve colloquio per valutare le proprie competenze trasversali e partecipare così al programma nazionale “A scuola di lavoro con Umana”.

 

Dalle 11:30 alle 12:30 DM Markt si presenterà al pubblico e dalle 12:30 alle 13:00 Anpal Servizi tratterà il tema relativo alle piattaforme e agli algoritmi per le competenze e le professioni del futuro.

 

Venerdì 29 marzo dalle ore 9:30 alle 10:30 Adecco racconterà come redigere un curriculum vitae efficace; seguirà l’intervento di MaxiZoo dalle 10:30 alle 11:30, dal titolo Happier Pets, Happier People, Happier Jobs e di Manpower, che fino alle 12:30 si focalizzerà sul lavoro dei futuro e sulle nuove professioni emergenti.

L’evento Future Job ha ricevuto il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino, Comune di Nichelino e Comune di Vinovo. Media partner della manifestazione è TGCOM24.

 

Per maggiori informazioni sull’evento Future Job è possibile consultare il sito ufficiale dello Shopping Center Mondojuve www.mondojuve.it o la pagina Facebook Mondojuve Shopping Center.

 

Tutti i documenti equipollenti alla carta d’identità

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

 

La Tessera Sanitaria permette ai cittadini di fruire dei servizi sanitari. Tuttavia, pur riportando i propri dati personali, non può essere considerata valida come documento di identità. È strettamente personale e ha una validità di sei anni: se il termine ultimo si sta avvicinando o se è scaduta, dovrà essere rinnovata.

La procedura per il rinnovo è automatica, in quanto è l’Agenzia delle Entrate che si preoccupa di inviare la nuova Tessera Sanitaria presso il domicilio del cittadino. Si tratta di un documento importante perché consente di prenotare visite mediche e di fruire delle cure termali fornite dall’INPS, senza contare che va esibita – insieme alla prescrizione medica – anche al momento dell’acquisto di un medicinale.

Sarà capitato a molti di essersi trovati nella situazione in cui era necessario esibire un documento che verificasse la propria persona, ma di aver dimenticato la Carta di identità. A quel punto, sarà scattata spontaneamente la domanda: “Può andare bene la Tessera Sanitaria”?

Come da indicazioni di legge, sono documenti equipollenti alla Carta di identità: la patente di guida; il passaporto; la patente nautica; la C.I. elettronica (CIE); il porto d’armi; il libretto di pensione; il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici; tessere di riconoscimento, a patto che presentino una foto del soggetto e un timbro o un segno equivalente rilasciato da una delle amministrazioni statali.

Nell’elenco non rientrano i tesserini che attestano l’iscrizione a un ordine professionale, in quanto per legge, non sono validi come documento identificativo.

Appello delle madamine: esponiamo la bandiera europea

Il 21 marzo, San Benedetto patrono d’Europa

Le 7 promotrici del movimento Sì Torino va avanti, sono scese di nuovo in piazza, domenica scorsa. Ma questa volta non per una manifestazione di massa. E’ stata tuttavia una iniziativa altrettanto e altrettanto significativa: la distribuzione di centinaia di bandiere azzurre europee da esporre giovedì 21 marzo, giorno di San Benedetto patrono dell’Europa. “Siamo soddisfatte e grate ai tanti volontari che ci hanno aiutato o , dimostrando che abbiamo interpretato un sentire molto diffuso a Torino: la città si sente europea e vuole essere collegata sempre meglio con Parigi, Bruxelles, Londra, Barcellona, Madrid anche attraverso il Tav”, questo dice a nome di tutte Simonetta Carbone. “Abbiamo ricevuto anche molti messaggi e email” dei volontari che affiancano le 7 “madamine” e che hanno le più varie estrazioni . Simonetta Carbone ne cita alcuni fra tanti. Chantal Balbo, imprenditrice, che si dice da sempre sostenitrice dell’Europa e dei suoi valori di pace, sviluppo e solidarietà tra i popoli. Tema, sostiene, strettamente legato con il progetto TAV. Guido Imanon, impegnato nel volontariato., che scrive “Ieri ero in piazza San Carlo (come lo sono sempre stato a tutte le manifestazioni di “Si Torino va avanti”) perché è un dovere lottare contro l’immobilismo e il dilettantismo di questo governo sia della  Nazione, sia della Città , capace solo di dire no , ni  non lo a so  a tutte le iniziative che possono  creare sviluppo e lavoro”. Luisa Bellerio convita europeista. Maria Benazzo. Massimo Condolo, giornalista professionista che dice “Sono sceso in piazza perché sono contrario a qualsiasi forma di localismo e sovranismo e non voglio vedere svanire tutto quello che le generazioni dei miei nonni e dei miei genitori hanno costruito per dare all’Europa pace, benessere e democrazia”. Gabriella D’Alonzo, medico, che ha abbracciato la caisa di “S’ Torino va anto”. Giulia Frezzato, universitaria, sostenitrice dell’Europa e della TAV. Enrica Gloria, pubblicitaria che sostiene da sempre il COMITATO . Guido Imanon, impegnato da sempre nel volontariato che era ” in piazza San Carlo (come lo sono sempre stato, a tutte le manifestazioni di “Si Torino va avanti”) perché è un dovere lottare contro ,l’mmobilismo e il dilettantismo di questo governo sia della  Nazione, sia della Città , capace sol di dire no ,ni  e non lo so  a tutte le iniziative che possono  creare sviluppo e lavoro”. Giorgio Luparia, ex dirigente tecnico in pensione, che dice ” ero lì con voi semplicemente perché credo profondamente nell’ Europa ed altrettanto convintamente credo che la realizzazione della TAV”. E ancora Gianluca Novero , Insegnante di scuola superiore e ingegnere libero professionista, in piazza perché “Ho riscontrato nel Comitato ideali che mi rispecchiamo, che riguardano lo sviluppo inteso in senso buono, la volontà di fare politica partendo dalle esigenze delle persone senza essere legati alle ideologie di partito”. E aggiunge “Le signore hanno già fatto tanto da sole, mi sembra giusto dar loro una mano, anzichè semplicemente giudicare, e criticare o applaudire, seduti dietro una tastiera oppure al tavolo di un bar”. Enrico Pompili, Elisabetta Riccomagno ,architetto : “Ero in piazza ieri perché credo che sia necessario dare un segnale forte anzi fortissimo. Torino è  viva, è italiana, è europea. Dobbiamo farci sentire, dobbiamo esserci. Si torino va avanti!”. Francesco Rossi e Ioselito  Zucchini. Questi alcuni dei nomi e dei volti di chi ha scoperto l’impegno civile e politico e vuole dare un contributo alla rinascita di una città da troppi anni poco e male rappresentata a livello nazionale. L’appello è a esporre le bandiere europee giovedì 21 marzo, un segnale alla giunta comunale e al governo: Torino c’è e vuole contare, sembrano voler dire, e non vuole rinnegare la sua vocazione di città europea.
 

Ibis


 
 
 
 
 

Con la "Fornero" nei prossimi tre anni mille pensionati comunali

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AL VIA LE ASSUNZIONI DEGLI AGENTI DI POLIZIA MUNICIPALE

 

Nel corso del 2019, saranno 200 i dipendenti del Comune di Torino che andranno in pensione con la cosiddetta legge Fornero (133 donne, 67 uomini). Sono invece 183 le persone che potrebbero avvalersi, nell’anno in corso, dell’opportunità di pensionamento grazie alla “quota 100”. Di queste, 73 hanno presentato domanda. I dati sono stati illustrati dal direttore della Divisione Personale, Giuseppe Ferrari, nel corso della riunione della I Commissione competente in materia di Personale, presieduta da Marco Chessa. Nel triennio 2019 – 2021, in base a quanto previsto dalla Legge “Fornero”, andranno in pensione 960 persone. A questi, potenzialmente, se ne potrebbero aggiungere 612 che matureranno i requisiti previsti per la “quota 100”. Intanto, è stato annunciato, a partire da questa settimana saranno assunti 50 vigili, vincitori del recente concorso per il quale è stata predisposta una graduatoria complessiva di 420 unità. Per questa selezione, la Città aveva ricevuto 6000 domande. Sono stati 2300 i candidati che si sono presentati alla preselezione. Mille sono coloro che sono stati selezionati per la prova scritta, superata da 635 candidati.