ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 387

Artigiani, anche per le attività aperte crollo del fatturato

Non solo le attività artigiane chiuse dal lockdown stanno patendo il crollo del fatturato
Anche quelle  aperte stanno avendo un pesante calo per il fatto di lavorare in ‘zona rossa’. Lo regista Confartigianato che ipotizza un calo di ricavi per i parrucchieri del 50%, considerato  che alcuni negozi lavorano in condivisione con i centri estetici. Per pasticcerie, gelaterie e attività del food ai calcola una flessione del 55%, per il settore dell’abbigliamento (sartoria, calzolai) del 60%, con la produzione di calzature e di abiti nulla, i fotografi dell’85%, i tassisti dell’80%, le lavanderie del 55%, gli autotrasportatori del 48%.

“Lettera 150” chiede cancellazione Irap e dilazione Iva

L’appello corale formulato dal think thank di personalità di economia, cultura e impresa al Presidente Alberto Cirio per la regione classificata come Zona Rossa.

L’Associazione ‘Lettera150 Piemonte’, costituita da una task force di personalità italiane declinate su più livelli, che in Regione annovera anche l’Avvocato torinese Patrizia Polliotto, già titolare di prestigiosi incarichi al vertice in primarie realtà societarie italiane pubbliche e private, chiede ad Alberto Cirio, in qualità di Presidente della Regione Piemonte, di adoperarsi perché il governo disponga nella regione la cancellazione del saldo IRAP per l’anno 2020 (peraltro, imposta di competenza regionale), nonché la dilazione del pagamento dell’Iva relativa al quarto trimestre 2020, per tutti i contribuenti, in 72 rate.

Com’è noto, secondo l’ultimo DPCM di novembre 2020, la Regione Piemonte è stata classificata come “Zona rossa” trovandosi a gestire una situazione critica e imprevedibile non solo per l’emergenza sanitaria.

A supporto della richiesta va considerato che, a causa della pandemia e quindi dell’impossibilità di poter svolgere in maniera regolare le proprie attività lavorative, imprenditori, liberi professionisti, artigiani e commercianti si trovano a dover gestire una situazione di estrema crisi di mercato.

Del resto il Piemonte vive una maggiore difficoltà rispetto ad altre Regioni per le quali sono consentite maggiori attività lavorative, che non impediscono l’interruzione della filiera produttiva.

A complicare il quadro è anche il fatto che “Inoltre molti imprenditori, liberi professionisti e aziende non hanno ricevuto ancora indennizzi o supporti di cassa integrazione e simili” aggiunge Giuseppe Valditara, ordinario di Diritto romano, Università di Torino, coordinatore Lettera 150, il think tank che riunisce oltre 250 accademici e alcuni magistrati. “Finirà che tante attività imprenditoriali chiuderanno l’anno 2020 in perdita”.

Mentre per Patrizia Polliotto “è opportuno preservare per tempo il tessuto produttivo piemontese, già duramente messo alla prova per via degli effetti della crisi del 2008, e che oggi vale circa l’8% del Pil nazionale”, osserva il noto legale.

Va considerato che artigiani, commercianti, imprenditori, proprietari di strutture (palestre, piscine, centri sportivi e via dicendo) hanno speso ingenti cifre di denaro per potersi adeguare all’emergenza Covid-19 così come richiesto dal governo centrale, e in generale la struttura produttiva della Regione Piemonte deve potersi auto-finanziare in questo periodo di crisi per poi farsi trovare pronta per la ripartenza futura del mercato.

Il documento completo è disponibile sul sito www.lettera150.it

Biennale Tecnologia è tutta online

Con un programma intenso e ampio, che può incontrare l’interesse di un pubblico nazionale e non solo, siamo orgogliosi di annunciare oggi che la prima edizione di Biennale Tecnologia si svolgerà garantendo a tutti la possibilità di seguire oltre 140 incontri. Tutti gli appuntamenti saranno disponibili online”.

 

Così il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco ha annunciato questa mattina le caratteristiche principali della prima edizione di Biennale Tecnologia, la manifestazione organizzata dall’Ateneo torinese dopo il successo del Festival della Tecnologia del novembre 2019. “Siamo infatti profondamente convinti della valenza culturale di un evento di grande portata come questo – continua il Rettore Saracco – che proprio in un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo assume ancora maggiore significato: la riflessione culturale su temi sensibili come quelli dello sviluppo della tecnologia e del suo rapporto con la società ci sembra un diritto da tutelare ancora di più oggi, quando il mondo in cui viviamo si è dimostrato così interconnesso e la tutela della sostenibilità, intesa in senso ambientale, ma anche sociale ed economico, è diventata così fondamentale”.

Dal 12 al 15 novembre 2020, più di 260 relatori da tutto il mondo si alterneranno durante gli oltre 140 incontri di Biennale Tecnologia.

Una manifestazione di respiro internazionale che intende proporre un’ampia riflessione culturale e civile sul rapporto fra tecnologia e società, interamente online. Un’edizione che si apre alla sfida di cogliere le migliori opportunità offerte dal digitale che in questi mesi il Politecnico ha ulteriormente potenziato.

In stretta sinergia con gli attori del territorio, il Politecnico di Torino vuole dare vita a un appuntamento stabile: una Biennale Tecnologia che – in alternanza con Biennale Democrazia – completi questa importante riflessione. L’obiettivo è di ampliare lo sguardo alle molteplici facce della tecnologia, insieme di strumenti creati dall’umanità che condiziona in modo significativo la vita di ciascuno, in particolar modo in una congiuntura storica come quella caratterizzata dalla pandemia e dalle sue conseguenze. L’iniziativa, interdisciplinare e arricchita dall’uso di   linguaggi diversi, si presenta quindi nel panorama nazionale e internazionale come una delle prime e più importanti rassegne pubbliche esplicitamente dedicate al ruolo decisivo che la tecnologia ha assunto in tutti gli ambiti della vita umana, dalla salute all’ambiente, dall’informazione alla finanza, dalla politica ai rapporti personali.

Il titolo della prima edizione di Biennale Tecnologia sarà Mutazioni – Per un futuro sostenibileMutazioni intese come cambiamenti fisici, trasformazione dell’ambiente che ci circonda, ma anche cambiamenti di prospettiva, nuovi scenari non solo tecnologici, ma anche economici, sociali, culturali da progettare riflettendo sul mondo necessariamente più sostenibile che dovremo costruire. E in questo ripensamento del futuro la tecnologia sarà un fattore di cruciale importanza, da indirizzare tendendo conto delle esigenze della collettività oltre che del pianeta.

“Oggi sembra ancora più evidente che in ogni tempo ci sono molti futuri alternativi”, commentano i curatori della manifestazione, Luca De Biase e Juan Carlos De Martin“In questa edizione di Biennale Tecnologia cercheremo di esplorare, grazie al contributo dei nostri illustri ospiti, le mutazioni che stiamo vivendo e quelle a cui andiamo incontro: mutazioni generate dalla conoscenza che avanza, dalla creatività che la costruisce, dal senso critico che la discute e dalla solidarietà che la unifica. Tutto questo con un’idea di fondo: il cambiamento importante è quello che resta, la sostenibilità è la dimensione essenziale di ciò che dura a lungo. Quindi è nell’insieme dei fenomeni ambientali, culturali, sociali che costituiscono il quadro fondamentale di un progetto di sostenibilità che si trova l’innovazione importante. Quella che forse trascende il punto di vista umano in favore dell’insieme del pianeta: tecnologia è umanità, innovazione è evoluzione, mutazione è vita”.

Biennale Tecnologia articolerà la sua riflessione aperta, plurale e inclusiva in lezioni, panel, laboratori, spettacoli e mostre che coinvolgeranno scienziati, tecnologi, scrittori, economisti, filosofi, giornalisti, storici, artisti, chiamati a dialogare fra loro e con un pubblico ampio e trasversale, fatto di studenti di scuole e università, famiglie, aziende, esperti e cittadini, che potranno seguire gli incontri in diretta streaming.

Anche quest’anno, sarà parte del programma di Biennale la Convention Alumni PoliTo, dal titolo Spazi di Futuro: immaginarli, viverli, condividerli; un momento in cui gli ex-allievi dell’Ateneo si incontrano e si confrontano sul web, con la partecipazione straordinaria degli “Eugenio in Via di Gioia”.

Un’offerta specifica è stata pensata per le scuole primarie e secondarie, con laboratori e lezioni realizzati dai ricercatori, le ricercatrici e i docenti del Politecnico di Torino e in collaborazione con CentroScienza onlus, per il programma Biennale per le Scuole: sono già 40 i laboratori didattici prenotati (in collaborazione con CentroScienza onlus) e 80 classi, per un totale di oltre 2.000 studenti, parteciperanno alle lezioni de «L’esperto in classe», con i ricercatori, le ricercatrici e i docenti del Politecnico.

I laboratori del Politecnico offriranno esperienze didattiche e approfondimenti con oltre 50 iniziative raccolte nel programma Politecnico Aperto. In più, i partner della manifestazione hanno arricchito il programma di Biennale OFF con più di 40 appuntamenti, organizzati da Unione Industriale Torino, I3P- Incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino, Rai Cinema e Museo del Cinema, Rai Teche, Club Dirigenti Informatica Unione Industriale, Urban Lab, Biblioteca Archimede di Settimo Torinese, Polo del ‘900, Team pwnthem0le, Patto di collaborazione Cumiana15 & Bloomingteam.

La ricchezza del programma di Biennale Tecnologia è il risultato di molte collaborazioni, tra le quali, oltre alle già citate Università degli Studi di Torino e Circolo dei Lettori, vanno ricordati: l’Università del Piemonte Orientale e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, l’Unione Industriale e la Camera di Commercio di Torino, il CSI Piemonte, Paratissima, Artissima – OGR, la Fondazione per la cultura Torino con Biennale Democrazia e ToDays, il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli, il Museo del Cinema – Torino Film Festival e altri ancora.

La realizzazione è stata resa possibile grazie alla fiducia che importanti realtà del territorio hanno voluto accordare alla manifestazione, contribuendo al suo sostegno e portando contenuti al programma: Intesa Sanpaolo e Iren in qualità di main partner, Lavazza, Avio Aero e Leonardo come sponsor, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Links, che hanno sostenuto l’iniziativa.

Biennale Tecnologia, inoltre, ha scelto di non appoggiarsi ai grandi network internazionali per la trasmissione in streaming degli appuntamenti del programma, ma di stipulare una partnership strategica con un soggetto tecnologico di grande prestigio del territorio piemontese: il consorzio TOP-IX (TOrino Piemonte Internet eXchange).

Infine, la Città di Torino e la Regione Piemonte hanno aderito con il loro patrocinio e sostegno all’iniziativa e i Ministeri dell’Università e della Ricerca e dei Beni Culturali hanno concesso il patrocinio.

 

Il Programma di Biennale Tecnologia 2020

 

Una nuova azienda leader nel settore della e-Mobility

Fiat Chrysler Automobiles e ENGIE EPS progettano di unire le forze in una joint venture 

  • Le due aziende uniranno le forze per entrare nella nuova era della mobilità sostenibile con soluzioni e servizi innovativi, pensati per consentire a tutti di accedere alla mobilità elettrica in maniera semplice e conveniente
  • La joint venture offrirà in tutta Europa una gamma completa di prodotti e soluzioni – come infrastrutture di ricarica e pacchetti di energia verde – per tutti i clienti di veicoli elettrici
  • La nuova realtà sarà un’azienda tecnologica italiana di e-Mobility, con accesso a un portafoglio di oltre cento brevetti, un solido team di progettisti elettrici e di sistemi e con una consolidata esperienza nell’industria automobilistica

 FCA Italy S.p.A.(“FCA”), società interamente controllata da Fiat Chrysler Automobiles N.V., ed ENGIE EPS, player tecnologico italiano dell’Energy Storage e dell’e-Mobility, hanno stipulato un Memorandum d’Intesa volto a costituire una joint venture per creare un’azienda leader nel panorama europeo della e-Mobility che potrà avvalersi delle risorse finanziarie e della consolidata esperienza industriale di FCA e del know-how tecnologico e del portafoglio di proprietà intellettuale di ENGIE EPS. Le due società uniranno le forze per entrare nella nuova era della mobilità sostenibile con soluzioni e servizi innovativi pensati per consentire a tutti di accedere alla mobilità elettrica in maniera semplice e conveniente.

La nuova società offrirà ai clienti europei di veicoli elettrici una gamma completa di prodotti e soluzioni, come infrastrutture di ricarica residenziali, commerciali e pubbliche e pacchetti di energia verde che consentiranno ai clienti di ricaricare il proprio veicolo a casa, o in qualsiasi punto di ricarica pubblico di tutta Europa, con un semplice abbonamento a canone mensile fisso.

L’accordo darà quindi vita a un nuovo player tecnologico italiano dell’e-Mobility, con accesso a un portafoglio di centinaia di brevetti e segreti industriali, un solido team di progettisti elettrici e di sistemi, e con una consolidata esperienza industriale automobilistica. La joint venture beneficerà infatti del contributo di entrambe le parti in termini di proprietà intellettuale, di risorse umane e finanziarie, e si concentrerà su soluzioni rivoluzionarie per il mercato europeo dell’e-Mobility. L’operazione prevista rappresenterà un’importante evoluzione strategica dei portafogli di prodotti dei due Gruppi e un importante passo avanti verso l’eliminazione delle barriere che ostacolano la transizione all’e-Mobility in Europa.

La firma di questo Memorandum d’Intesa è il frutto di tre anni di proficua collaborazione tra le due aziende, collaborazione che ha consentito di realizzare progetti rivoluzionari, come la easyWallbox realizzata in esclusiva per FCA – un’unità di ricarica plug-and-play estremamente intuitiva – il progetto pilota V2G lanciato di recente e gli innovativi pacchetti energetici dedicati ai clienti” ha dichiarato Mike Manley, Amministratore Delegato di Fiat Chrysler Automobiles. “La joint venture che abbiamo concepito potrà consentire un coinvolgimento ancora maggiore di entrambe le parti per ampliare la portata dell’attuale cooperazione e sviluppare ulteriormente prodotti e servizi innovativi che favoriscano e sostengano una transizione priva di ostacoli alla mobilità elettrica nell’area europea.

L’elettrificazione rappresenta un trend inevitabile destinato a rivoluzionare la mobilità urbana e, soprattutto, un cambiamento di paradigma inarrestabile del sistema energetico globale. La firma di questo Memorandum d’Intesa è la testimonianza dell’impegno comune volto ad accelerare questa trasformazione verso un futuro più sostenibile” ha commentato Carlalberto Guglielminotti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di ENGIE EPS. “L’Italia ha lasciato un segno profondo nella storia con le sue eccellenze nel settore automotive e nello sviluppo di tecnologie innovative per il settore energetico. La joint venture è l’occasione per consolidare questo patrimonio e allo stesso tempo delineare la strada da percorrere verso una mobilità a zero emissioni”.

La transazione sarà soggetta alle condizioni standard previste per questo tipo di operazioni e a tutte le necessarie comunicazioni e approvazioni da parte delle autorità e delle istituzioni competenti.

Le due parti prevedono di firmare l’intera serie di accordi entro la fine dell’anno e di costituire la joint venture nel primo trimestre del 2021.

Presentato il bilancio sociale Inps

L’INPS del Piemonte ha presentato  il Bilancio Sociale 2019/2020, appuntamento annuale di condivisione dei dati reali relativi all’attività dell’Istituto con i rappresentanti delle Istituzioni locali e del mondo sociale e imprenditoriale piemontese.

Innovativa la modalità di presentazione dei risultati raggiunti, l’evento si è svolto in remoto tramite piattaforma on line, che ha visto avvicendarsi al tavolo dei relatori la Vicepresidente del Senato della Repubblica Anna Rossomando, l’Assessore Regione Piemonte alla Semplificazione e ai Rapporti con il Consiglio Regionale Maurizio Marrone, il Vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino Sonia Schellino, il Presidente del Comitato Regionale del Piemonte Francesco La Tona. Sono intervenuti nel dibattitto anche il Direttore regionale della Caritas Piemonte Pierluigi Dovis, il Responsabile sindacale dell’Unione industriale di Torino Massimo Richetti e, in rappresentanza delle OO.SS. CGIL-CISL-UIL, il Segretario Regionale CGIL Massimo Pozzi.

Vista la particolare situazione che il Paese sta vivendo l’Inps del Piemonte ha ritenuto opportuno, oltre che restituire la dimensione di quanto fatto nel corso del 2019, illustrare in che modo gli ultimi eventi abbiano modificato lo scenario regionale, analizzando e mettendo in comune anche i dati disponibili del 2020.

I dati del bilancio sono stati illustrati da Giuseppe Baldino, già Direttore del Piemonte fino al 2019 e da Emanuela Zambataro, attuale Direttrice regionale del Piemonte. Quest’ultima ha esposto le tendenze del  2020, caratterizzate dal notevole impatto della crisi pandemica e, soprattutto, dalla enorme mole di prestazioni erogate  dall’INPS, a seguito delle diverse misure emergenziali adottate dal nostro Governo, senza per questo trascurare le  prestazioni ordinarie, che costituiscono il “core business” dell’Istituto previdenziale.

Tutti gli interventi hanno messo in luce l’esigenza di potenziare la rete esistente tra  Istituzioni ed organizzazioni a vario titolo presenti sul territorio, al fine di progettare e realizzare iniziative coordinate e congiunte. Esigenza ancor più presente in un tessuto produttivo a forte caratterizzazione industriale come quello piemontese.

È inoltre emersa la necessità di adeguamento degli attuali strumenti di sostegno al mondo del lavoro e di  snellimento dell’iter  legislativo e procedurale.

La Direttrice Emanuela Zambataro ha messo in evidenza come le sedi INPS del Piemonte, a fronte di un significativo calo di personale registratosi nel 2020, abbiano fatto fronte ad un volume inimmaginabile di prestazioni, aumentando la loro produttività di ben dieci punti percentuali rispetto al 2019. Ha quindi ringraziato i dipendenti e la dirigenza dell’INPS per l’impegno profuso in questi mesi difficili ed ha espresso il suo riconoscimento ai molti interlocutori pubblici e privati che collaborano quotidianamente con l’Istituto e con i quali sarà possibile lavorare per lo sviluppo di ulteriori progettualità.

Il Presidente del Comitato regionale del Piemonte Franco La Tona, fa notare come questo Bilancio Sociale rispecchi la realtà del nostro territorio. Il Comitato regionale, visto l’interesse sul funzionamento dell’Istituto, ha già preventivato  di realizzare dalla prossima settimana, in tutte le province della Regione, iniziative di analisi e confronto con le  istituzioni e le parti sociali informando cittadini, lavoratori ed imprese di quanto sia determinante il sistema mutualistico , solidale e assicurativo.

Il Presidente Loy ha concluso i lavori sottolineando l’importanza di questo momento di confronto, che ha consentito all’Inps del Piemonte di mettere in comune dati reali, scevri da ogni chiave di lettura politica, che permettano una analisi della realtà socio-economica piemontese e che consentano a tutti i rappresentati delle istituzioni e del mondo sociale di trarre spunti utili per costruire un futuro che tuteli le persone in situazione di debolezza e che sia utile  sostenere  la crescita economica del sistema Piemonte.

Inas Cisl, patronato al lavoro durante la pandemia

In questo momento di crisi pandemica che dura, oramai, da nove mesi un ruolo molto importante lo sta svolgendo il patronato INAS CISL di Torino.

Un punto di riferimento totale nel capoluogo piemontese e la sua provincia.Oggi abbiamo intervistato la Direttrice Provinciale Mimma Cetani,la quale ci ha spiegato che la maggior parte degli appuntamenti presi via mail o telefonicamente avvengono in presenza,nel pieno rispetto delle normative anti covid.Le richieste più pressanti sono:la richiesta di tutte le tipologie di bonus governative, il reddito di cittadinanza,il reddito di emergenza detto REM,la possibilità di andare in pensione prima della data prevista,se maturati i requisiti che lo consentono.La direttrice ha altresì aggiunto che le difficoltà del momento,unite alla crisi economica preesistente,fa sì che le persone sono sempre più preoccupate e disperate.
Ricordiamo che gli uffici della sede centrale in via Madama Cristina 50 con ingresso in via Oddino Morgari 19 sono aperti con orario 9/18 dal lunedì al venerdì, l’indirizzo mail è
torino@inas.it Tel. 011/6520010

Vincenzo Grassano

Testimoni di Geova: “Iniziata la campagna mondiale sul Regno di Dio“

Riceviamo e pubblichiamo/ Torino Il nono mese di pandemia ha visto i natali della nuova campagna mondiale organizzata dai Testimoni di Geova per la distribuzione della rivista Torre di Guardia dal tema: “Cos’è il Regno di Dio?”.

 

Nella nostra città sono oltre 20mila coloro che attivamente partecipano al programma di istruzione biblica. Come per tante altre iniziative, COVID-19 ha necessariamente influito sul modo in cui i Testimoni di Geova portano il messaggio biblico.

Nel pieno rispetto delle disposizioni governative e sanitarie, l’intera comunità si è avvalsa dei moderni metodi di comunicazione web per continuare la loro opera. Da qualche giorno, oltre 8milioni di Testimoni di Geova, stanno rivolgendo la loro attenzione al pubblico, ai titolari di attività commerciali e alle autorità locali e nazionali.

La rivista, oltre che in formato cartaceo verrà distribuita e resa disponibile in formato elettronico (pubblicata in 360 lingue) mediante il sito ufficiale dei Testimoni di Geova, www.jw.org.

Questa nuova campagna prende spunto dal fatto che milioni di persone sincere in tutto il mondo pregano devotamente per la venuta del Regno di Dio, ma spesso si chiedono cosa sia questo Regno, quando verrà e cosa farà. La rivista mostra che le risposte a queste domande si possono trovare nella Bibbia.

Ci auguriamo che le promesse bibliche relative al Regno di Dio offrano ai lettori conforto e speranza per un futuro libero da ogni sofferenza.

Conferenza Rotaract sugli effetti della pandemia

Il Rotaract si attiva a favore dei cittadini in difficoltà e promuove anche una conferenza sul tema “Dialogo sugli effetti sociali della pandemia a Torino”

 

 

In questo periodo di Covid 19 e di ripresa del contagio il Rotaract ancora una volta, come diversi Club rotariani,  nello spirito di solidarietà che li contraddistingue da sempre, si sta mostrando vicino alle persone in difficoltà.

“Il Rotaract – spiega il presidente del Rotaract Augusta Taurinorum, Pierfrancesco Bianca – sta dimostrando un grande spirito di solidarietà nei confronti di quei cittadini che versano in condizioni difficili non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico, in seguito alla pandemia da Coronavirus. Nell’ambito di queste iniziative il Rotaract ha promosso, lunedì 16 novembre prossimo dalle 21 alle 22.30, la realizzazione di una conferenza online sul tema della pandemia e dei suoi effetti, cui parteciperanno la vicesindaca di Torino e assessore alle Politiche Sociali Sonia Schellino, il direttore della Caritas torinese Pierluigi Dovis e Erika Mattarella, Direttrice dei Bagni Pubblici di via Agliè, Casa del quartiere Barriera di Milano.

Tema della conferenza sarà l’esame, sotto forma di dialogo tra i partecipanti, degli effetti sociali della pandemia, con particolare riferimento alle sue ricadute sullo scenario sociale torinese, martoriato da una crisi sanitaria, ma soprattutto economica, che ha provocato l’aumento considerevole del numero di persone in fila alle mense promosse dalla Caritas. Sempre più attività rischiano, infatti, il fallimento, con un conseguente aumento dell’incertezza, che viene a pesare sul futuro economico di tante famiglie”.

“Abbiamo inoltre creato – aggiunge il presidente del Rotaract Augusta Taurinorum, Pierfrancesco  Bianca –  un link per la raccolta fondi, in modo da poter donare a distanza su una piattaforma sicura. Il ricavato della donazione, in collaborazione con la Croce Rossa, verrà utilizzato per l’acquisto di beni di prima necessità,  tra i quali prodotti alimentari e per l’igiene, in modo tale da dare un supporto concreto alle famiglie in difficoltà  e donare anche un sorriso a chi si trova in una situazione di sofferenza materiale e morale in questo periodo”.

 

Mara Martellotta

Il link per la donazione è il seguente :

https://gf.me/u/y79vn9

segreteria.towest@gmail.com

Donne con sclerosi multipla: supporto telefonico negli ospedali “Bollini Rosa”

Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, e la Città della Salute di Torino di Torino organizzano il 12 novembre l’(H)-Open Day Sclerosi Multipla con gli ospedali nel network Bollini Rosa del territorio nazionale ed i Centri Sclerosi Multipla.

Saranno offerti gratuitamente servizi clinico-diagnostici ed informativi alle pazienti con sclerosi multipla per accompagnarle dalla programmazione della gravidanza al post partum.

Torino, 11 novembre 2020Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, e la Città della Salute di Torino organizzano l’(H)-Open Day dedicato alle donne con sclerosi multipla (SM) con un focus particolare sulla fertilità, gravidanza e post partum, che si terrà il 12 novembre presso gli ospedali del network Bollini Rosa ed i Centri Sclerosi Multipla aderenti.

Giovedì 12 novembre dalle ore 10 alle ore 15, ai numeri 011/6334724 e 011 6334154, in occasione dell’Open Day, si terrà l’evento SM – Semplicemente Mamma, un Servizio di supporto telefonico rivolto a tutte le donne con sclerosi multipla per accompagnarle e guidarle nel percorso dalla programmazione della gravidanza al post partum. Rispondono il ginecologo e la neurologa.

Nelle strutture, che hanno aderito all’iniziativa, saranno offerti gratuitamente visite e consulenze neurologiche e ginecologiche, colloqui, sportelli di ascolto, info point, conferenze e verrà distribuito materiale informativo. L’obiettivo dell’(H)Open Day è infatti quello di essere a fianco delle donne con sclerosi multipla per accompagnarle e guidarle nel percorso dalla programmazione della gravidanza al post partum.

La sclerosi multipla è una malattia neurologica che ha una caratteristica connotazione al femminile, diagnosticata tra i 20 e 40 anni. Oggi, le evidenze scientifiche dimostrano che le donne possono avere figli senza modificare a lungo termine l’andamento della malattia e senza causare danni al nascituro.

“Per ogni donna l’esperienza della gravidanza rappresenta un momento speciale, – spiega Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda – un incredibile viaggio alla scoperta del proprio bambino: affrontarla serenamente non solo consente di viverla appieno, ma anche di contribuire al suo miglior esito. Attraverso il lancio di questo (H)-Open Day, Onda vuole sostenere ed aiutare le donne con sclerosi multipla per tutto il loro percorso genitoriale, dalla programmazione alla gestione della gravidanza, in modo che possano vivere la maternità con più serenità e consapevolezza.”

I servizi offerti saranno consultabili a partire dal 28 ottobre sul sito www.bollinirosa.it, dove sarà possibile visualizzare l’elenco dei Centri aderenti con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione.

L’iniziativa gode del patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN) e dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) ed è resa possibile grazie al contributo incondizionato di Biogen Italia.

Per maggiori informazioni cliccare qui o inviare una e-mail a segreteria@ondaosservatorio.it

Smog, trasporti, rifiuti e rete idrica: la ricerca di Legambiente

Ecosistema Urbano 2020 / Ecco l’Italia delle città che tentano di pianificare trasformazioni urbane in chiave green e che qua e là raggiungono l’eccellenza

 

Trento, Mantova e Pordenone in testa alla classifica dei capoluoghi italiani per performance ambientali. Ultime in graduatoria: Pescara, Palermo e Vibo Valentia

 

Smog, trasporti, rifiuti e rete idrica: andamento lento nelle performance ambientali delle metropoli. Tra le grandi città Milano si conferma centro urbano in crescita. Premiate anche 17 Best Practices.

 

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: “Il Piemonte rispecchia i chiaroscuri nazionali. Sulla Mobilità nei capoluoghi si è tracciato un percorso. Si vada fino in fondo”

Un’Italia a due velocità: la prima più dinamica e attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilità, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali. La seconda, più statica con un andamento troppo “lento” nelle performance ambientali delle metropoli soprattutto sul fronte smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica. È questa la fotografia scattata da Ecosistema Urbano 2020, il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, che racconta quel lento cambiamento green in atto nella Penisola. A testimoniarlo in primis le città di Trento, Mantova, Pordenone, Bolzano e Reggio Emilia in vetta alla classifica generale di Ecosistema Urbano 2020 che si basa sui dati comunali relativi al 2019, quindi ad un contesto pre-pandemia. Trento e Mantova mantengono come lo scorso anno il primo e il secondo posto in graduatoria con buone performance complessive, seguite da Pordenone che, dopo una lenta scalata, conquista il terzo posto superando così Bolzano che scende al quarto posto. Quinta la città di Reggio Emilia protagonista di una rincorsa alla top ten costante negli ultimi anni. In fondo alla graduatoria troviamo invece: Pescara (102esima), Palermo (103esima) e Vibo Valentia (104esima). Tra le grandi città, dove nel complesso si registra un andamento lento nelle performance ambientali legate soprattutto a smog, trasporti e gestione idrica, si conferma la crescita di Milano (29esima) sempre più attenta alla vivibilità urbana. A completare il quadro di Ecosistema Urbano, le 17 Best Practices premiate oggi per raccontare anche quelle esperienze virtuose in campo e che meritano di essere replicate sul territorio nazionale. Tra queste c’è Cosenza che sull’esempio di Pesaro ha realizzato la Ciclopolitana, una rete ciclabile lunga più di 30 Km che sarà ultimata entro fine 2020. Prato che vanta un complesso residenziale (il NzeB di San Giusto), un mix di alta efficienza energetica con bassi costi di costruzione, pensato per il fabbisogno di famiglie in difficoltà economiche. Benevento che punta a realizzare una rete di quasi 25 chilometri di piste ciclabili integrate con i mezzi del trasporto pubblico e ferroviario per migliorare la mobilità urbana e sviluppare il turismo.

I dati di Ecosistema Urbano sono stati presentati oggi nel corso del webinar, trasmesso in diretta streaming sulle pagine fb di Legambiente, La Nuova Ecologia e sul sito del Sole 24 ore, moderato dal giornalista Giacomo Bagnasco del Sole 24 ore, che ha visto la partecipazione di Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Mirko Laurenti, Responsabile rapporto Ecosistema Urbano, Lorenzo Bono, Ambiente Italia. Tra gli altri interventi quello della ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli, della vicepresidente Anci e sindaco di Torino Chiara Appendino, del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, di Paolo Zanella, Ass. transizione ecologica, mobilità e beni comuni, Trento, del Direttore Generale ISPRA Alessandro Bratti e del Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani che si sono confrontati sul futuro delle città e sulle sfide urbane legate all’emergenza coronavirus, consapevoli che i centri urbani devono essere il fulcro della ripartenza post Covid.

A tal riguardo un altro dato interessante che emerge da Ecosistema Urbano 2020 è che la propensione al cambiamento in ambiti specifici caratterizza qua e là anche centri urbani che non sempre occupano posizioni di vertice in graduatoria come Ferrara insieme a Pordenone e Mantova per la gestione dei rifiuti, Treviso che depura tutti i suoi reflui come Bolzano e contiene lo spreco di acqua come Pordenone e Trento. C’è poi chi mette al centro del proprio agire l’aumento dello spazio urbano dedicato alle bici come Reggio Emilia o Mantova.

“L’Europa – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente –  ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro, una cifra molto importante che non potrà non riguardare le aree urbane, utili anche per il raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. È qui infatti che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali – l’emergenza sanitaria, economica e climatica – e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese. I dati contenuti in questa edizione di Ecosistema Urbano, relativi al 2019 e quindi ad una situazione pre-pandemia, ne sono la testimonianza più evidente.  L’Italia non può mancare questa occasione irripetibile per rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure. Dopo decenni di discussioni, analisi dei problemi e definizione della loro soluzione come abbiamo fatto con questo rapporto annuale, ora abbiamo la possibilità di risolverne una gran parte grazie alle risorse europee. Le soluzioni da adottare le ritroviamo a macchia di leopardo in diversi capoluoghi di provincia. Noi col Rapporto Ecosistema Urbano le raccontiamo annualmente per rendere merito agli amministratori più smart e coraggiosi e farle copiare da quelli meno innovativi e temerari, perché le buone idee non hanno copyright”.

“Il Piemonte rispecchia i chiaroscuri nazionali – dichiara Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – con due capoluoghi in top ten (Biella e Verbania) e uno alla 15esima posizione generale (Cuneo). Decisamente male le altre città regionali ed Aosta, con Novara alla 42esima posizione e le altre tutte oltre la metà classifica. Pessima la situazione di Torino (80esima) e Alessandria (addirittura 93esima). Pesano senza dubbio una pessima qualità dell’aria ed una raccolta differenziata in entrambi i casi sotto il 50%. Negli ultimi mesi si è molto investito su ciclabilità e mobilità alternativa, tanto da fare del capoluogo regionale una città riferimento a livello nazionale e da rientrare (insieme a Milano) nelle 17 best practices individuate in Ecosistema Urbano con la sharing mobility. Si è tracciato un percorso. È necessario andare fino in fondo, con decisione e determinazione”.

Classifica generale: Trento, prima in classifica, migliora i valori medi complessivi sia per quel che concerne il biossido di azoto (NO2) che per le Pm10. Cresce la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato: Trento sfiora l’83% nel 2019, era poco sopra l’81% nel 2018, e si conferma tra le città migliori in questo parametro (è sesta). A completare il quadro c’è il decrescere dei rifiuti prodotti che calano dai 465 chili per abitante/anno dell’anno passato, agli attuali 462. Crescono i passeggeri trasportati dal servizio di TPL (da 185 viaggi per abitante annui del 2018 ai 190 del 2019), ma cala lo spazio destinato alle infrastrutture dedicate alla ciclabilità. Si registra un costante miglioramento del capoluogo trentino nell’indice dedicato al consumo di suolo che si ferma a 8,20/10 (lo scorso anno era a 7,40/10, due anni fa a 6,25) e lascia Trento appena fuori dalla top ten: è undicesima. Anche Mantova, capoluogo lombardo, mantiene buone performances. Scendono di poco i consumi idrici, peggiorano le perdite della rete, che però rimangono appena al di sopra del 15%, settimo capoluogo assoluto in questo indice. Sale la produzione totale di rifiuti (da 513 Kg pro capite all’anno, a 531 quest’anno), ma continua a crescere la raccolta differenziata dove Mantova è la terza assoluta (dopo Ferrara e Pordenone), con una percentuale di 85,6% di differenziata.

Pordenone, terza in classifica, quarta lo scorso anno e sesta due anni fa, deve il raggiungimento del podio a un miglioramento generale visibile già negli indici legati all’inquinamento atmosferico dove abbatte le concentrazioni dell’NO2, peggiora di poco, rimanendo comunque nei limiti, per le polveri sottili e addirittura quasi dimezza i giorni di superamento dell’ozono rispetto all’anno precedente. Si registrano quasi ovunque lievi miglioramenti come nei consumi idrici (da 168 a 162 litri per abitanti al giorno da un anno all’altro), o nelle perdite della rete idrica dove la città friulana è quella che spreca meno in assoluto: solo l’11,3% dell’acqua immessa in rete non arriva ai rubinetti. Bene la raccolta differenziata dei rifiuti, Pordenone è la seconda assoluta con l’86,1%, dietro solo a Ferrara, nel consumo di suolo il capoluogo friulano quasi raddoppia il suo indice rispetto all’anno passato: da 3,95 su 10 all’attuale 6/10. Unica nota negativa, il lieve calo dei passeggeri trasportati dal servizio di TPL (che scendono dai 62 del 2018 agli attuali 58 viaggi per abitante all’anno) o alla produzione di rifiuti dove si passa dai 514 chili pro capite dell’anno dello scorso anno agli attuali 521.

Anche Bolzano, quarta, e Reggio Emilia, quinta, confermano buone performance ambientali. La prima mantiene, ad esempio, una buona qualità dell’aria con tutti e tre gli indici entro i limiti, ma peggiorando lievemente nei giorni di superamento dei limiti per l’ozono. Sale di poco la percentuale di acque disperse dalla rete (poco più del 31% nel 2018, poco oltre il 32% quest’anno), ma scendono i consumi idrici. Cresce ancora il monte rifiuti prodotti (512 kg/abitanti/anno nel 2018, 524 quest’anno), ma aumenta la raccolta differenziata che si attesta al 67%. Migliora di pochissimo anche nell’indice del consumo di suolo che vede Bolzano tra le migliori in assoluto: è sesta con 9,40 su 10 (era a 9,35 l’anno passato).

Reggio Emilia ha buoni numeri dei tre indici legati all’inquinamento atmosferico, stabili i consumi idrici e le energie rinnovabili. Peggiora nel totale dell’acqua potabile dispersa (era poco sotto il 22% lo scorso anno, sale al 25,2% quest’anno) e nel monte di rifiuti prodotti che cresce dai 695 chili pro capite all’anno, agli attuali 699. Migliora però in quasi tutto il resto: cresce la raccolta differenziata che oltrepassa l’80% (82,9%) e fa del capoluogo reggiano la quinta assoluta nell’indice; salgono i passeggeri trasportati dal servizio di trasporto pubblico (dagli 87 viaggi per abitante all’anno dell’anno scorso agli attuali 100); aumenta lo spazio per i pedoni e quello dedicato alla ciclabilità dove Reggio Emilia si conferma di gran lunga la migliore in assoluto. Da segnalare però l’arretramento del capoluogo emiliano-romagnolo nell’indice che misura il consumo di suolo, dove scende da 7,05 su 10 dello scorso anno, a 6/10 quest’anno.

Non può mancare uno sguardo alle grandi città. Nella classifica generale di Ecosistema Urbano 2020 in ripresa Torino 80 esima in graduatoria (lo scorso anno era 88esima) e Bari 84esima (lo scorso anno era 87esima), lieve calo in graduatoria invece per Bologna 16esima (lo scorso anno era 13esima) e Venezia 27esima (lo scorso anno era 16esima). In generale i grandi centri faticano a dare risposte alle criticità che le attanagliano. A confermarlo i numeri sempre più elevati delle concentrazioni di biossido di azoto o dei giorni di superamento dei limiti dell’ozono a Torino, il crescente numero di auto circolanti per Torino e Roma (Torino a 64 auto ogni 100 abitanti, Roma a 62) e l’immobilismo nei numeri del trasporto pubblico ancora a Roma. L’imbarazzante 19,2% della raccolta differenziata a Palermo o il 36,2% fatto registrare da Napoli (il 35% era l’obiettivo normativo da raggiungere nel 2006), oppure il 3,60 su 10 che Venezia raggiunge nell’indice dedicato al suolo consumato (era a 3,90/10 lo scorso anno), così come il fatto che a Bari quasi il 50% dell’acqua potabile immessa in rete va sprecata (il 49%, era il 48,8% lo scorso anno). Fa eccezione Milano, sempre più attenta negli ultimi anni alla mobilità sostenibile e intermodale, alla rigenerazione urbana e all’uso efficiente di suolo.  In particolare il capoluogo lombardo ha invertito la proporzione tra crescita del consumo di suolo e variazione abitanti residenti. Inoltre è l’unica grande città ad avere una rete idrica che perde molto meno del 25% dell’acqua immessa in rete: quarta assoluta con appena il 13,7% di perdite (era 15,2% lo scorso anno).

In fondo alla classifica generale si trovano Pescara, Palermo e Vibo Valentia. Il capoluogo abruzzese, terz’ultimo in graduatoria, non risponde da due anni alle domande di Legambiente. Anche Vibo Valentia, ultima in classifica, colleziona una enorme quantità di ‘nd’. L’unica nota positiva, il dato sulla raccolta differenziata che passa dal 26% segnalato negli ultimi anni al 46,3%, ed il contestuale calo del monte rifiuti prodotto che vale al capoluogo calabrese il quarto posto assoluto nell’indice dedicato con 395 kg/ab/anno. Palermo, penultima in graduatoria, oltre alla raccolta differenziata che si attesta al 19,2%, registra un calo dei passeggeri trasportati dal trasporto pubblico, scende la superficie dedicata alle infrastrutture per la ciclabilità, facendo del capoluogo siculo uno dei peggiori del Paese con poco più di un metro equivalente ogni 100 abitanti. La città sicula arretra anche nell’indice dedicato al suolo consumato dove si ferma solo a 7,60 su 10 mentre lo scorso anno faceva registrare un più confortante 8,25/10.

In allegato la scheda con i dati riguardanti le performance ambientali specifiche su inquinamento, raccolta differenziata, rete idrica, trasporto pubblico, mobilità, fonti rinnovabili.

Il rapporto di Ecosistema Urbano è scaricabile su www.legambiente.it