ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 374

Fondi in arrivo per le aziende di trasporti

Verranno erogati subito 27 milioni di ristori alle aziende di trasporto pubblico locale, in quanto ripartizione della prima trance dei fondi stanziati dal governo. Lo ha annunciato, in risposta ad un’interrogazione di Sean Sacco (M5s) l’assessore Marco Gabusi,  in Commissione Trasporti, presidente Mauro Fava.

La seconda parte della seduta di Commissione è stata dedicata al problema dei trasporti in relazione alla prossima riapertura a gennaio delle scuole medie superiori. “Abbiamo fatto un’analisi della situazione e presentato una proposta per tornare a scuola in sicurezza – ha detto Gabusi. Siamo in grado di portare il 40% degli studenti al mattino e il 60% in un’altra fascia più libera, dalle 10 in poi. Poi c’è l’ipotesi della ‘bolla di passeggeri’ per avere il tracciamento ed il problema degli assembramenti alle fermate e davanti alle scuole. La soluzione non è facile e comprendiamo le difficoltà organizzative delle scuole. Mi sembra che tutto il mondo della scuola abbia chiesto al governo di far partire le scuole a gennaio solo al 50%, e mi sono fatto interprete di questa istanza in conferenza delle regioni, ma al momento non ci sono aperture su questa ipotesi. È comunque chiaro che non si può scaricare solo sui trasporti l’onere di questa difficoltà di organizzazione. C’è stato un incontro ancora ieri con il Prefetto. Sono convinto che potremo trovare una soluzione tutti insieme”.

Sono intervenuti i consiglieri Francesca Frediani e Ivano Martinetti (M5s), Valter Marin e Gianluca Gavazza (Lega), Carlo Riva Vercellotti (Fi), Domenico Rossi e Alberto Avetta (Pd).

Massimo Gotta vice presidente di Meritocrazia Italia

L’avvocato Massimo Gotta, del foro di Torino, ha ricevuto l’incarico di vice presidente nazionale di Meritocrazia Italia,  l’associazione “nata poco più di due anni fa con l’intento di promuovere la spontanea valorizzazione del merito, della formazione e della premialità dell’impegno, con il fine ultimo di perseguire giustizia ed equità sociale, quali presupposti per la riscoperta di valori primari dimenticati ed il rilancio del Paese.

Avvocato specializzato in diritto civile e commerciale, già presidente dell’associazione forense Aiga, distretto di Torino, attivo nell’ambito della politica forense sin dagli inizi della professione, Massimo Gotta ha accolto la nomina con grande entusiasmo e senso di responsabilità, ritenendo che la stessa possa favorire la crescita della neo associazione, che già annovera migliaia di iscritti su tutto il territorio nazionale, anche a livello regionale.

“Questa nomina è il frutto del grande impegno, della serietà, della competenza e dello straordinario garbo di Massimo, che nel suo percorso in Meritocrazia Italia ha sempre dimostrato un grande senso istituzionale, rivestendo prima il ruolo di coordinatore regionale e poi di consigliere di presidenza” il commento del presidente nazionale di Meritocrazia Italia, Walter Mauriello.

Riscoprire i borghi del Piemonte

Il Piemonte dei Borghi, una storia lunga 50 anni fatta da 1.181 Comuni. Così si intitola il numero speciale della rivista Comunità Montagna, periodico dell’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani (Uncem), pubblicato a dicembre 2020. 

La scelta di collaborazione tra il Consiglio regionale del Piemonte e Uncem nasce dalla volontà di celebrare i 50 anni della Regione Piemonte con un approfondimento sui numerosi borghi che costellano e arricchiscono il nostro territorio.
“La montagna non può essere considerata un tema settoriale delle politiche regionali, ma trasversale – afferma in apertura il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia -. Le aree montane sono caratterizzate da specificità che richiedono un continuo dialogo tra tutti i soggetti coinvolti, affinché vengano formulate politiche per la programmazione a servizio delle comunità locali. Occorre modificare il destino e la percezione delle nostre montagne: da territori da abbandonare a spazi che devono potersi riappropriare della propria identità”.

Il numero speciale di Comunità Montagna, in 48 pagine a colori diffuse per ora online ma presto anche su carta, approfondisce i numerosi temi legati ai borghi piemontesi – non solo di montagna – con l’intervento di esperti, politici, tecnici che si occupano delle condizioni di vita in altura.

Partendo dal turismo di prossimità che in questi mesi di pandemia nella nostra regione si è spesso rivolto verso i vicini territori montani, si arriva ad indagare sulla possibilità di lavorare in remoto anche dai borghi più sperduti, riutilizzare le vecchie costruzioni con metodi innovativi di recupero e riuso, aumentare la fruizione turistica senza snaturare i luoghi e apprezzare con rispetto la natura di boschi e laghi che oggi ancora domina le nostre montagne.

La frazione Casanova ringrazia don Adriano Gennari

Il giornalista cattolico e saggista Maurizio Scandurra evidenzia l’accoglienza riservata dai parrocchiani allo stimato sacerdote cottolenghino torinese. Il 28 Dicembre alle 15.10 il prelato in diretta su ‘Radio Maria’.

“La piccola frazione di Casanova di Carmagnola ringrazia Don Adriano Gennari”.

Lo rileva il giornalista cattolico e saggista Maurizio Scandurra, da sempre vicino all’opera caritatevole e misericordiosa dell’ottimo sacerdote cottolenghino torinese: apprezzato in tutto il mondo per le sue intense preghiere di intercessione a favore di malati, poveri e sofferenti. Nonché per l’impagabile attività della ‘Mensa dei Poveri’ di Via Belfiore 12 a Torino, nata nel lontano 2008 (proprio in tempo di crisi mondiale, allora come oggi) ed eroicamente distintasi nel far fronte giornalmente alle più che raddoppiate richieste di cibo pervenute in tempo di pandemia.
“Dopo la splendida e toccante testimonianza su Don Gennari rilasciata dalla voce storica dei Matia Bazar Silvia Mezzanotte sul numero attualmente in edicola del settimanale ‘Maria Con te,’ persino il locale organo di informazione parrocchiale, ‘La Nostra Voce’ del 24 Dicembre 2020 ha dedicato lo stesso giorno, singolare coincidenza, una pagina intera alle oggettive virtù dell’amato presule, con un ampio articolo intitolato per l’appunto ‘Don Adriano, uomo di preghiera’”.
Un importante riconoscimento, “a cui mi permetto di aggiungere altri importanti aspetti degni di menzione, che probabilmente hanno faticato a trovar posto in pagina per motivi di spazio”, argomenta Scandurra.
“Fu proprio Don Adriano a restituire nuova vita al Monastero Abbaziale di Casanova, antico plesso religioso del 1100 che subì profonde trasformazioni nei secoli, prima di conoscere un lento declino e un progressivo abbandono dal 1970 che di fatto spense i riflettori sulla piccola frazione: che, ammetto, anch’io ignoravo esistesse, antecedentemente all’avvento del minuto sacerdote ricciolino dal cuore grande”.
“Un piccolo borgo”, approfondisce il giornalista cattolico, “che ha conosciuto una seconda rinascita a fine anni Novanta grazie all’arrivo di quest’uomo profondamente innamorato del Vangelo e in special modo di quel Signore Gesù Cristo che preferisce nascondersi, come sempre nella Storia, nei volti e nelle vite degli ultimi, lontano dagli schiamazzi della quotidianità”.
Ed è stato proprio “tramite la generosità straripante e contagiosa dei volontari e dei benefattori del ‘Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione O.D.V.”, la Onlus da lui fondata nonché omonima Comunità di fedeli in cammino e di preghiera riconosciuta dall’Arcivescovo di Torino Monsignor Cesare Nosiglia, se oggi l’antica struttura ha ritrovato il primigenio splendore, rendendo noto ed esportando il nome della minuscola frazione in tutta Italia e anche extra moenia”.
Ma quel che più conta è che oggi il magnifico e plurisecolare monastero “è una Casa di Spiritualità e Centro di Ascolto – puntualizza il giornalista – ove ogni sabato già dal mattino presto, per incontrare Don Adriano, c’è un via vai paragonabile a quello conosciuto in anni più distanti da un Santo già assunto alla gloria degli altari: Padre Pio. E che fa a tutti gli effetti di Casanova a suo modo una piccola Pietrelcina”.
E poco importa “se i Casanovesi hanno dovuto attendere per decenni l’arrivo di una figura così magnetica e trascinante, capace di fare in maniera straordinaria le cose ordinarie, proprio come i santi. E, soprattutto, per rivedere nuovamente la chiesa stracolma di persone desiderose di partecipare alle celebrazioni eucaristiche: come forse, in questa Unità Pastorale, ab illo tempore non si è mai vista. Ma com’è da sempre abituale consuetudine per tutte le seguitissime funzioni presiedute da Don Adriano Gennari”, osserva Maurizio Scandurra, con l’augurio che “il Comune di Carmagnola e i residenti del luogo possano presto impegnarsi seriamente e congiuntamente per una repentina e doverosa riqualificazione della piazza antistante il Monastero, facendone un punto di attrazione e fruizione turistica”.
E Lunedì 28 Dicembre Don Adriano parlerà in diretta a partire dalle ore 15.10 sulle frequenze di ‘Radio Maria’ nel consueto spazio a lui dedicato intitolato ‘Alla scoperta del Cristianesimo’.

Alluvione ottobre: stato di emergenza anche per Torino

Arriva alla Vigilia di Natale la notizia tanto attesa dai territori alluvionati nel Torinese e nell’Alessandrino a inizio ottobre. È stata infatti approvata dal Consiglio dei Ministri la richiesta della Regione Piemonte di estensione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza, adottata con delibera del 22 ottobre 2020, al territorio della città metropolitana di Torino e dei comuni Balzola, Bozzole, Casale Monferrato, Frassineto Po, Valmacca e Villanova Monferrato, in provincia di Alessandria, colpiti dagli eventi meteorologici del 2 e 3 ottobre 2020.

«Questo – spiega il presidente della Regione Alberto Cirio, nominato dal Governo commissario per la ricostruzione – è un passaggio importante che ci permette di ampliare la sfera di coloro che potranno ricevere un sostegno per i danni ricevuti. Non avere questo via libera sarebbe stata una incongruenza. Ora ogni attenzione va rivolta, insieme al commissario Borelli, ai lavori di ripristino e a reperire ulteriori risorse perché i danni sono stati enormi e l’investimento economico attuale non è sufficiente per consentire al nostro territorio, ai suoi cittadini e alle sue imprese, di risollevarsi. Il Piemonte è abituato a rimboccarsi le maniche e lo ha fatto anche questa volta. Ma adesso più che mai abbiamo bisogno in modo forte di avere un aiuto forte anche da parte dello Stato».

Contestualmente alla dichiarazione dello stato di emergenza il governo ha stanziato 1,2 milioni di euro da destinare all’avvio delle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita e degli interventi più urgenti. «Siamo soddisfatti – – sottolinea l’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte Marco Gabusi – che la nostra richiesta sia stata accolti anche se, chiaramente, siamo ancora molto lontani dalla quantificazione necessaria per aiutare le popolazioni colpite. A fronte di una richiesta di 77 milioni abbiamo avuto disponibilità per 16 milioni, ma mancano all’appello ancora 60 milioni. Sicuramente positiva l’estensione dello stato di emergenza alle due province di Alessandria e Torino, che erano state inizialmente escluse il 22 ottobre scorso quale frutto di un’anomalia che correttamente è stata sanata».

La documentazione collegata alla richiesta era stata infatti inviata al Dipartimento di Protezione civile in due note, una del 6 ottobre e una del 12 ottobre, includendo anche i territori della Provincia di Alessandria e della Città Metropolitana di Torino, ma la dichiarazione dello Stato di Emergenza, avvenuta con delibera del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre, non li riportava. «Abbiamo perciò chiesto chiarimenti al Dipartimento – spiega l’assessore Gabusi – e abbiamo fornito il dettaglio di tutte le ordinanze di somma urgenza, i video, le foto e l’intera documentazione utile prodotta durante l’emergenza. Finalmente ora vediamo riconosciuto lo status di emergenza di tutti i territori e proseguiamo nel nostro impegno a reperire le risorse per coprire i danni anche al di là del tradizionale Fondo di solidarietà nazionale, scandagliando ogni possibilità attualmente disponibile».

Letterine e disegni dei bimbi alle case di riposo

 “Si è conclusa il 23 dicembre  consegna, da parte dei volontari dell’Associazione Infanzia e Famiglia AIEF a molte case di riposo di Torino e Provincia, delle oltre 2mila letterine e disegni con gli auguri di Natale realizzati dai bambini delle scuole primarie e dell’infanzia, oltre che da numerosi cittadini, per gli anziani ricoverati nelle Rsa.

Il progetto “letterine per un sorriso” vuole essere un piccolo gesto di affetto e solidarietà per dedicare un sorriso sotto l’albero a tutti gli anziani isolati da mesi. Ci tengo a ringraziare di cuore le scuole che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, il corpo docente con gli alunni, tutti i volontari, lo staff delle Rsa e il Distretto Rotaract 2031 che hanno reso possibile il concretizzarsi di questa iniziativa ” dichiara Tommaso Varaldo, Presidente dell’Associazione Infanzia e Famiglia – AIEF
“Torino, Chieri, Oulx, Sestriere, Chiomonte, Rivoli, Settimo Torinese, Volpiano, Pinerolo, Buriasco, Castelnuovo Don Bosco, Rivalta sono solo alcuni dei Comuni in cui molte scuole hanno realizzato il materiale poi consegnato alle Rsa. Ci piace pensare che questo piccolo scambio intergenerazionale, anche se a distanza, aiuterà a combattere l’isolamento sociale delle persone anziane durante questi giorni di festa”, conclude Varaldo.

Smog: una scatola nera per circolare (ed evitare la rottamazione)

La Commissione Ambiente della Regione ha licenziato a maggioranza il disegno di legge sul Piano di risanamento e tutela della qualità dell’aria dopo che la Commissione Bilancio, presieduta da Angelo Dago, ha espresso parere favorevole riguardo la clausola finanziaria. Nelle intenzioni della Regione, la normativa sarà l’alternativa al lungo elenco di deroghe che ogni anno si approvano per limitare l’effetto dei divieti di circolazione anti smog previsti nei 37 comuni del Piemonte dove si applica il protocollo padano.

Il progetto prende spunto dalla Regione Lombardia capofila dell’iniziativa denominata Move In, (MOnitoraggio dei VEicoli Inquinanti) una scatola nera da applicare alle vetture più inquinanti che stabilisce modalità più efficaci per la riduzione delle emissioni nocive. Un modo per salvare le auto fuori legge dalla rottamazione o dallo stop obbligato per sei mesi all’anno. La black box sarà utilizzabile, su base volontaria, solo per “fronteggiare” i blocchi stagionali, quelli in vigore da ottobre a marzo, e non per le limitazioni di emergenza che scattano quando si accende il semaforo arancione, rosso e viola, per il troppo inquinamento.

In base alla classe di immatricolazione e all’alimentazione, se a gasolio o a benzina, per ogni categoria di veicolo viene assegnato un numero fisso di chilometri che si possono percorrere in un anno all’interno dei comuni aderenti all’accordo. Esauriti i chilometri concessi, rilevati da un sistema informativo, non si potrà più utilizzare il mezzo in quei comuni, ma si potrà continuare a viaggiare nelle zone in cui i divieti non sono in vigore. Un’opportunità in più per chi non ha la possibilità di rottamare e sostituire mezzi vetusti e inquinanti che progressivamente diventano poco utilizzabili causa emissioni.

Durante i lavori è intervenuto il commissario Giorgio Bertola (M5s) che ha lamentato l’inadeguatezza del provvedimento ritenuto una non risposta all’inquinamento e alla qualità dell’aria mentre le polveri sottili quali Pm10 e Pm2,5 con le misure adottate a suo avviso non caleranno.
Del disegno di legge sono stati nominati relatori: per la maggioranza Letizia Nicotra (Lega), per le minoranze Domenico Rossi (Pd), Giorgio Bertola (M5s) e Marco Grimaldi (Luv).

 

“Un rischio non vaccinarsi?”, diretta live con Lilt

LILT Torino organizza una serata informativa online e in diretta LIVE su facebook il 29 dicembre2020 a partire dalle ore 20.45, dove un team di esperti si confronterà sul vaccino covid19 e illustrerà i motivi per cui è così importante sottoporvisi.

PROGRAMMA DEL WEBINAR:
 
Saluti
Dott. ssa Donatella Tubino
Presidente Associazione Metropolitana LILT di Torino,
Biologa Nutrizionista
Docente presso Liceo “Isaac Newton”, Chivasso
 
Modera
Prof. Giancarlo Pecorari 
Professore Ordinario presso S. C. D. U. ORL – Università degli Studi di Torino
 
Partecipano
Dott. Piergiorgio Bertucci 
Medico chirurgo Specialista in Medicina Tropicale,
Infettivologo Commissione Infezioni Ospedaliere per l’Asl TO4,
Dirigente medico dell’Ospedale di Chivasso,
Professore Incaricato all’Università Cattolica per la Cattedra di Malattie infettive
Dott. Rodolfo Gamba
Vicepresidente Consiglio direttivo LILT Torino,
Medico Chirurgo Ginecologo, specialista in Oncologia e Medico di Base
Prof. Doriano Felletti
Consigliere Consiglio direttivo Associazione Metropolitana LILT Torino,
Dirigente scolastico Liceo “Isaac Newton”, Chivasso
Al termine degli interventi sarà possibile porre le domande agli specialisti.

Ecco il link per partecipare alla diretta LIVE: https://www.facebook.com/LILTtorino/videos/2754312391564506 

Conviene seguire i moniti di Diogene?

Diogene di Sinoppe fu un filosofo della corrente dei cinici, ben noto per il suo disprezzo verso il denaro. Viveva in una botte presso il tempio di Cibele e fu uno dei primi pensatori a lanciare l’idea di un mondo senza sfarzo ed opulenza. Il denaro per Diogene era un inutile strumento; l’uomo doveva vivere in semplicità assoluta, accontentandosi del minimo indispensabile perla sopravvivenza.

 

Probabilmente il pensiero di Diogene ha influenzato molto il nostro governo, che ha lanciato un’operazione gigantesca finalizzata a eliminare il denaro dalle nostre tasche e dalla nostra cultura: operazione denominata (con l’abituale abuso delle parole inglesi…) cashless”.

Secondo gli intendimenti di Conte e dei suoi esperti finanziari che ne sostengono l’operato, il denaro contante va eliminato, perché rappresenta uno strumento a dir poco demoniaco, fonte di ogni tipo di negatività: commercio in nero, riciclaggio, evasione fiscale, vendita di droga e così via.

E’ corretto tutto questo? L’abolizione del contante darà un colpo mortale a tutte queste nefandezze, introducendo nell’economia etica e purezza?

Sicuramente no, o per lo meno gli effetti positivi saranno talmente insignificanti da non meritare tutti gli sforzi in corso per portare gli italiani a buttar via le banconote, privilegiando l’uso delle cartedi credito e del bancomat.

Per stimolare gli italiani ad abbandonare l’aborrito contante, è stato lanciato il programma cashback”, che offre uno sconto a coloro che acquistano con carte di credito o simili.

Vediamone il funzionamento nei dettagli.

Nel mese di Dicembre tutti coloro che effettueranno acquisti pagando con una carta di credito avranno diritto ad un riaccredito del 10% sulla spesa, con un massimale di 150 euro;da gennaio il meccanismo continuerà con ritmi semestrali, consentendo di beneficiare di uno storno del 10% con un massimale di 1.500 euro per almeno 50 acquisti.

Per aver diritto al riaccredito occorre seguire una procedura complessa: scaricare unApp (denominata IO) sullo smartphoneper chiedere lo SPID (numero di codice per accedere ai servizi pubblici), oppure registrarsi presso enti convenzionati (tra i quali la Posta).

Occorre fornire il codice fiscale, gli estremi identificativi dello strumento di pagamento elettronico che sarà utilizzato, ed il codice IBAN del conto corrente bancario per l’erogazione dei rimborsi.

Attenzione al fatto che, affinché una spesa possa essere acquisita ai fini del programma, è necessario che l’esercente abbia accettato di partecipare al cashback.

Al termine di ciascun periodo si conteggiano gli acquisti che danno diritto al rimborso: non si ottiene nulla se il numero è inferiore al minimo stabilito. Attenzione al fatto che il conteggio riparte da zero all’avvio del periodo successivo.

Non è fissato un importo minimo per ogni operazione, mentre è fissato un importo massimo per il ristorno, pari a 15 euro per ogniacquisto. E così un pagamento di 1.000 euro per la parcella di un professionista non dà diritto ad un ristorno di 100 euro, ma solo di 15.

Inoltre il limite massimo semestrale di ristorno comporta il blocco del “cashback” sulle spese eccedenti: chi effettua acquisti per 20.000 euro in un semestre si vedrà accreditare al massimo 1.500 euro e non 2.000.

E’ previsto inoltre un altro elemento “premiante” riservato ai “grandi acquirenti” (misurati in termini di numero di acquisti, non in termini d’importo tortale speso): i primi 100.000 partecipanti che abbiano totalizzato il maggior numero di acquisti hanno diritto ad un rimborso speciale forfetario (chiamato “Super Cashback) pari a 1.500 euro. Chi utilizza tanto il bancomat deve anche farlovelocemente se vuole arrivare nel gruppo dei super beneficiari!

Qualche riflessione s’impone:

Il meccanismo di “iscrizione” è farraginoso, lungo, complesso: via Internet si sono creati blocchi al programma, e chi ha optato per il ricorso alla richiesta fisica ha dovutoaffrontare code lunghissime agli sportelli postali.
Il riaccredito è legato all’adesione del negoziante o del professionista al programma; quindi non tutti gli acquisti o i pagamento daranno diritto al rimborso.
Il programma può servire per “stanare” l’evasione dei piccoli negozi, ma potrà avere scarsi effetti nell’area grigia di professionisti e artigiani che, se non aderiscono al programma, potranno continuare a “fare il nero” con il tacito accordo del cliente.
Lo stimolo all’uso dei pagamenti elettronici è inversamente proporzionale all’importo della spesa: dal fruttivendolo o dal macellaio difficilmente si spende più di 150 euro per volta, ma dal commercialista o dall’avvocato le parcelle viaggiano su cifre ben superiori. E pagare 3.000 euro al professionista ottenendo 15 euro di bonus non dà grossi benefici (più facile accordarsi per uno sconto diretto di 100 euro contro pagamento in contanti…).
Il meccanismo comporta la rinuncia totale dei consumatori alla privacy, perché ogni acquisto, ogni operazione, ogni spostamento saranno registrati. Nulla di male per chi ha la coscienza pulita, ma allora perché tanta gente rifiuta l’AppImmuni proprio in nome della privacy violata?
Dal programma sono esclusi i pagamenti legati alla professione o all’attività commerciale: il negoziante nonbeneficia di cashback quando compra la frutta, mentreconcede il bonus quando la vende…

E terminiamo l’analisi con il punto più delicato.

La riduzione dell’uso del contante e l’aumento dell’uso dei pagamenti elettronici comporta un forte aumento degli utili delle banche, che percepiscono laute commissioni su ogni transazione.

Si possono identificare 4 voci di costo relative al POS:

Costo d’installazione: si tratta di un importo una tantum per l’uso dei terminali
Canone: è la somma fissa che l’esercente deve pagare mensilmente per il POS
Costo fisso per transazione: 10 centesimi per operazione
Costo percentuale per transazione: commissione sul valore dell’operazione. Dipende da vari fattori, quali il circuito e la tipologia di carta (carta business o consumer, carta di credito o di debito e così via); oscilla intorno al 2-4%.

Insomma, il consumatore è attratto con il classico “specchietto per le allodole” attraverso il “guadagno” del 10%, il negoziante o il professionista paga di tasca sua il meccanismo e le banche chiudono il cerchio intascando commissioni…

Tutto questo Diogene non lo aveva previsto; chissà se,rinascendo oggi, sarebbe ancora convinto della bontàdell’abolizione del denaro?

 

GIANLUIGI DE MARCHI

Consulente finanziario, giornalista e scrittore

 

Covid, dalla Regione 10 milioni per potenziare i laboratori pubblici

L’assessore Marnati: “La Regione crede nella ricerca. Solo con la ricerca e con la tecnologia si possono affrontare con successo le complessità della sfida pandemica”

Dieci milioni di euro per potenziare i laboratori già esistenti all’interno delle strutture pubbliche e per sostenere progetti di ricerca sia in collaborazione con enti nell’ambito del sistema sanitario regionale, sia in partnership con poli di ricerca e imprese piemontesi.

Sono queste le misure, previste dalla delibera approvata dalla Giunta regionale, messe in campo per contrastare la pandemia.

“La Regione crede nella ricerca – afferma l’assessore alla Ricerca applicata Covid Matteo Marnati –  Solo con la ricerca e con la tecnologia si possono affrontare con successo le complessità della sfida pandemica. Il Piemonte deve sostenere le competenze scientifiche presenti nelle proprie strutture. Sappiamo che questa è l’unica strada da perseguire per sconfiggere l’epidemia e quindi dobbiamo sostenere i nostri laboratori affinché siano competitivi nel panorama globale”.

Obiettivi del bando, che si aprirà con il nuovo anno, sono quelli di supportare il sistema della ricerca pubblica, la rete dei laboratori pubblici e delle infrastrutture di ricerca nello studio, sviluppo e sperimentazione di soluzioni tecnologiche innovative che possano trovare una rapida attuazione nel contrasto alla pandemia Covid 19.

Due, dunque, le linee previste dal bando: quella per il potenziamento di laboratori e infrastrutture di ricerca pubblici già esistenti per il sostegno agli investimenti in attrezzature, impianti o tecnologie connessi al Covid 19 e quella per progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, in collaborazione con enti che abbiano un ruolo riconosciuto nell’ambito del sistema sanitario regionale e con imprese.

Progetti che potrebbero spaziare, ad esempio, dallo sviluppo di dispositivi e protocolli per prevenire focolai epidemici tra pazienti e tra operatori sanitari, o per mettere a punto kit diagnostici da sottoporre a validazione, o ancora farmaci e terapie innovative fino alla realizzazione di sistemi informatici e tecnologie per la gestione, la cura e il monitoraggio delle persone in ospedale, a casa, sul luogo di lavoro, a scuola ma anche in quegli ambienti dove si creano le condizioni per la socializzazione. Potranno essere ammessi al bando, per entrambe le linee, progetti che prevedano una rapida realizzazione, visto il carattere emergenziale della misura, e investimenti compresi tra 300mila euro e un milione di euro.