ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 358

Università, il bilancio guarda all’ambiente e alla società

BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ NELLE UNIVERSITÀ:  CONDIVISO IL PRIMO STANDARD DI RENDICONTAZIONE  PER I REPORT SOSTENIBILI

Disponibile online il documento elaborato da RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile e GBS – Gruppo di studio per il Bilancio Sociale per aiutare le Università nella redazione dei loro bilanci di sostenibilità

Gli ultimi trent’anni sono stati caratterizzati da un crescente interesse verso le tematiche riconducibili allo sviluppo sostenibile. Ciò ha comportato la diffusione, da parte delle organizzazioni, di comportamenti e azioni improntati su logiche di responsabilità socio-ambientale e l’utilizzo di strumenti di accountability che consentano di rendere conto agli stakeholder del proprio impegno nel perseguimento di obiettivi di sostenibilità. Non fanno eccezione le università, per le quali, tuttavia, tenuto conto delle funzioni svolte e del ruolo esercitato nel contesto economico-sociale in cui operano, si tratta di adottare un approccio verso la sostenibilità diverso da quello di altre organizzazioni.

Ad aiutare gli Atenei nella redazione di questa particolare tipologia di report arriva un nuovo strumento: “Il bilancio di sostenibilità nelle Università”, il primo standard per la reportistica di settore, curato dalla RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile e dal GBS – Gruppo di studio per il Bilancio Sociale, unendo l’esperienza della RUS nel diffondere la cultura della sostenibilità nelle Università italiane alle competenze tecnico-scientifiche del GBS sui temi della reportistica.

Il nuovo standard si propone di guidare le Università pubbliche e private nella redazione della reportistica di sostenibilità, fornendo un’analisi equilibrata e ragionata dei riflessi socio-ambientali ed economici dell’operatività degli Atenei ed evidenziando il contributo, attuale e in prospettiva, di questi ultimi al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 dell’ONU.

Lo standard intende guidare e rafforzare l’impegno delle Università verso le sfide nazionali e internazionali che il contesto istituzionale e sociale richiederà loro, consentendo agli stakeholder di conoscere le finalità istituzionali degli Atenei e, in particolare, il complesso delle attività, dei risultati e dell’impatto sulla comunità di riferimento, oltre a fornire informazioni chiare, attendibili e immediatamente comprensibili a chiunque sia interessato, predisponendo altresì un utile modello per il confronto dei dati a livello spaziale e temporale.

Questo nuovo strumento è il primo del suo genere nel nostro Paese e rappresenta una nuova via per creare report non-finanziari delle Università, che seguano delle linee-guida dedicate invece di criteri generali adottati finora, facendo riferimento a quelli utilizzati da altre tipologie di aziende pubbliche oppure da imprese private.

“RUS e GBS sono concordi nel ritenere rilevante il ruolo che le università possono svolgere quali agenti del cambiamento per promuovere e supportare il raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs), che si pongono come pilastri della costruzione di modelli di università responsabili. Pertanto la rendicontazione della sostenibilità delle università diventa un elemento primario delle politiche di comunicazione agli stakeholders, dell’impegno profuso e della visione pro-attiva per il raggiungimento di un futuro più sostenibile, che costituisce l’obiettivo centrale dell’azione della RUS”, commentano in maniera congiunta la professoressa Chiara Mio, Presidente di GBS e la professoressa Patrizia Lombardi, Presidente della RUS e Prorettrice del Politecnico di Torino.

 

Consultazioni in Regione per la Giornata degli Alpini

Sono aperte fino al 19 maggio le consultazioni on line dei soggetti interessati alla Proposta di legge 120, “Istituzione della Giornata regionale del valore alpino”, presentata dal primo firmatario Davide Nicco (Fdi), le cui prime determinazioni si sono svolte questo pomeriggio in Commissione Cultura, presieduta da Paolo Bongioanni.

A tal proposito si prevede lo stanziamento di 100mila euro annui per il biennio 2021 e 2022 per la stipula di accordi e intese con sezioni territoriali dell’Ana per attività contro il bullismo e il cyberbullismo nelle scuole; la promozione, sempre nelle scuole, di corsi di formazione di soccorso civile e di soccorso alpino; l’istituzione di borse di studio e il finanziamento di viaggi d’istruzione e di eventi per incentivare lo studio della cultura letteraria, storica e musicale legata al Corpo degli Alpini e la conservazione e valorizzazione dei numerosi rifugi e bivacchi alpini presenti in Piemonte”.

Il provvedimento, ha sottolineato Nicco (Fdi) nell’illustrazione, “intende promuovere lo spirito di solidarietà e di volontariato che anima l’Associazione nazionale Alpini (Ana) e trasmetterne i valori storici, sociali e culturali soprattutto alle giovani generazioni”. “L’abrogazione del servizio militare – ha osservato – fa sì che gli Alpini e i loro valori siano sempre meno presenti nella società civile. Per questo si chiede alla Regione di farsi parte attiva nel portarne avanti lo spirito”.

Nel dibattito sono intervenuti Carlo Riva Vercellotti (Fi), che si è dichiarato favorevole al provvedimento e pronto a sottoscriverlo.

Diego Sarno (Pd) ha dichiarato qualche perplessità sull’”opportunità di coinvolgere l’Associazione nazionale Alpini sui temi del bullismo e del cyberbullismo e ha proposto di audire, in proposito, le associazioni sentite a suo tempo per la legge regionale 2/18 in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo”.

Turismo Torino e Provincia, servizio garantito nonostante la pandemia

Con la presenza del 93% degli aventi diritto, si è tenuta la 25esima Assemblea Soci di Turismo Torino e Provincia – che annovera 82 soci tra pubblici e privati – presieduta dal Presidente Maurizio Vitale.

Pur fronteggiando una stagione turistica profondamente compromessa dall’emergenza Covid19, Turismo Torino e Provincia ha comunque garantito il servizio di accoglienza: aperti i 13 Uffici del Turismo per 9 mesi con oltre 96mila contatti/passaggi ed oltre 330mila richieste di informazioni evase.

L’azione si è concentrata sulle esigenze degli operatori turistici e sulla realizzazione di percorsi formativi a loro dedicati; sul consolidamento delle reti internazionali, a cui TTP è associata, quali European Cities marketing e Dèlice, utili alla condivisione di best practice e aggiornamenti sui trend turistici; su progetti di rilancio come “Torino a Cielo Aperto” e la campagna di influencer marketing #torinotales (in collaborazione con la camera di Commercio di Torino) unitamente alla promozione del turismo lento e outdoor; sono stati inoltre aperti sia il nuovo Ufficio del Turismo a Sestriere che l’avveniristica vetrina all’interno di Green Pea; è proseguita la partecipazione virtuale alle principali fiere di settore (Fitur a Madrid, Bit a Milano, TTG Italia a Rimini).

Sul fronte congressuale, nel 2020 sono stati acquisiti 12 eventi a partire dal 2022 sino al 2025 per un totale di 6250 partecipanti stimati in oltre 218mila pernottamenti.

Le relazioni social registrano (Facebook +5%, Instagram+33% e Linkedin + 36%) una sensibile crescita del 37% di visualizzazione nei mesi estivi sul portale turismotorino.org; intensa inoltre l’attività sui media nazionali.

Nel corso dell’Assemblea è stata approvata all’unanimità l’attività svolta nell’anno 2020 ed il relativo bilancio di esercizio, sono state condivise le cinque direttrici sulle quali il Consiglio di Amministrazione ritiene di focalizzare la strategia di sviluppo turistico di Torino e della sua Città Metropolitana: investimenti, coopetition, creatività, infrastrutture e governance.

Maurizio Vitale  Presidente di Turismo Torino e Provincia  fa riferimento al Tourism New Deal richiamandosi alla necessita di “Una Governance Fisica per evolvere Turismo Torino e Provincia in soggetto partecipato da tutti i qualificati stakeholder economici del territorio e dotato di efficaci strumenti d’intervento; e una Governance Digitale: una piattaforma intelligente, volta a profilare e orientare il visitatore verso una esperienza sartoriale e sostenibile; volta a promuovere la destinazione ed abilitare la commercializzazione in tempo reale dei beni e servizi delle risorse turistiche, allineando la ricca offerta del nostro territorio alla domanda“.  

Agricoltura italiana? Coldiretti: “La più green in Europa”

Accordo con “Cascina Pulita” per raccolta e gestione rifiuti a livello nazionale
L’agricoltura italiana grazie ai suoi primati green in Europa riveste un ruolo strategico per la
transizione ecologica prevista dal nuovo Recovery Plan italiano.

E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della firma della convenzione nazionale per promuovere un approccio sempre più
sostenibile alle produzioni grazie a un circuito organizzato di raccolta per i rifiuti con l’agricoltura
italiana che vanta un livello di scarti agricoli di gran lunga inferiore agli altri settori e rappresenta
appena il 7% di tutte le emissioni a livello nazionale rispetto a industrie e trasporti con un trend
in calo rispetto alla crescita registrata invece da Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.

La convenzione quadro fra Coldiretti e Cascina Pulita – società di riferimento in Italia per la
gestione dei rifiuti agricoli – è nata per compiere un ulteriore balzo in avanti nel sistema di gestione e raccolta dei rifiuti, regolato oggi su base regionale e provinciale, e fornire un quadro
unitario di riferimento, assicurando maggiori semplificazioni degli adempimenti burocratici a carico dei produttori agricoli nell’ambito di un miglior coordinamento dei compiti e delle responsabilità tra aziende agricole e gestori del ritiro dei rifiuti. Attraverso un servizio di raccolta semplice,
efficiente e continuativo Coldiretti intende favorire il corretto stoccaggio, la differenziazione, il
recupero e l’ottimale smaltimento dei rifiuti agricoli, contribuire alla semplificazione degli oneri
burocratici a carico delle imprese e contenere i costi per le imprese agricole.

“L’agricoltura italiana è una risorsa strategica per avviare una nuova stagione di sviluppo economico e lavoro per il Paese per questo dobbiamo mettere in campo gli
strumenti per aiutare tutte le aziende nei processi di innovazione e di maggiore sostenibilità” spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “la
gestione corretta e trasparente dei rifiuti permette di agevolare la transizione verso
il modello di economia circolare per migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse con
una semplificazione burocratica e dei servizi”.

Con il suo progetto ZeroScarti, a cui è improntato il circuito organizzato di raccolta, Cascina
Pulita mira a raggiungere la completa circolarità di questi rifiuti e riesce oggi a valorizzarne il
95%, anche grazie ad un impianto Clean Wash unico in Italia, che permette di effettuare la
bonifica dei contenitori di fitofarmaci – tra gli scarti agricoli più diffusi che rimanevano tuttavia
ancora non reimmissibili nel circuito virtuoso del riciclo – e di destinarli al recupero di materia
anziché alle discariche o all’incenerimento. Cascina Pulita è punto di riferimento nazionale per
la gestione dei rifiuti agricoli, in diverse parti d’Italia: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna,
Toscana ma anche Veneto, Lazio, Umbria, Marche e Friuli Venezia Giulia.

“Siamo molto felici di essere riconosciuti come il partner ideale per la costituzione di
un circuito organizzato di raccolta dei rifiuti agricoli su base nazionale – afferma
Marco Vergero, Presidente di Cascina Pulita – I nostri continui sforzi per incrementare una raccolta diffusa di questi rifiuti e aumentarne le possibilità di valorizzazione
a beneficio dell’economia circolare sono stati ancora una volta premiati. E questo ci
dà un nuovo, ulteriore incentivo per supportare i nostri clienti nella gestione sostenibile delle attività agricole e cercare soluzioni innovative per sviluppare sempre più la
filiera del riciclo.”

www.cascinapulita.it
www.coldiretti.com

Le istituzioni piemontesi a confronto sulla Digital Transformation

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mercoledì scorso  al centro degli interventi di Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte e CEO Digital Magics S.p.A., e Fabrizio Gea, vice presidente Anitec-Assinform e vice presidente di Confindustria Canavese, protagonisti degli Stati Generali “NUOVO” Mondo Lavoro.

Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte, Ceo Digital Magics, incubatore e acceleratore di startup e PMI innovative, la prima realtà del Paese a occuparsi della fase iniziale dell’innovazione, quindi con un’ampia capacità di visione sui trend e i cambiamenti in atto: «Non possiamo parlare di digitale senza citare l’appena varato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che proprio al digitale assegna ben 50 miliardi. Sono risorse incredibilmente importanti per un settore che diventerà centrale. Perché la trasformazione digitale dell’industria più tradizionale potrà portare con sé un aumento di produttività che in Italia è ormai fermo da quasi 20 anni. Il PNRR offre risorse straordinarie insieme ad un piano di riforme ormai indispensabili, che generano qualcosa di assai rilevante: un cambio di visione in grado di porre il nostro Paese su un nuovo orizzonte di politica industriale. E non solo. Ne scaturiscono altri tre fattori. Il primo, il tempo, segnato da un anno preciso, il 2026, come termine di realizzazione dei vari progetti, una scadenza che impone con forza un’accelerazione imprescindibile. E di cui sarà grande protagonista il partenariato tra pubblico e privato. A ciò si aggiunge la programmazione europea 21 / 27: un altro tassello che contribuisce a corroborare la politica industriale. Infine, le competenze, perché qui si giocherà la partita del cambiamento nei prossimi 5 anni, è da qui che passerà il cambiamento della società, delle imprese e della Pubblica Amministrazione».

Fabrizio Gea, vice presidente Anitec-Assinform-Associazione Italiana per l’Information and Communication Technology e vice presidente di Confindustria Canavese, con deleghe a Territorio, Sistemi Produttivi Locali e DIH (Digital Innovation Hub): «In poco più di 12 mesi abbiamo spostato in avanti le lancette del cambiamento di 5/8 anni, anche attraversando una forzata digitalizzazione di massa. Lo stesso PNRR è una risposta one shot a questo enorme cambiamento. I 221 miliardi e mezzo, di cui 50 circa destinati alla digitalizzazione, sono qualcosa di mai successa prima. Ora dobbiamo scegliere come investirli, se meglio o peggio. Secondo quali direttrici muoversi? Principalmente abbiamo 6 driver di riferimento.
Primo: le infrastrutture. Dobbiamo avere autostrade digitali veloci, terminare il piano nazionale banda ultralarga, raggiungere tutti i punti principali (sanità, scuola, imprese) con una velocità di almeno 100 megabit al secondo. Colmando le diseguaglianze perché il digitale deve essere un elemento di riduzione di gap, non di aumento. E ovviamente lavorare sul 5G con tutto quello che comporta.
Secondo, le piattaforme nazionali della pubblica amministrazione: un’anagrafe nazionale della popolazione residente completa, uno SPID ultimato e utilizzato, un fascicolo sanitario elettronico a regime e funzionante. Questioni che portano al tema dell’interoperabilità tra le piattaforme. Con questi tre strumenti bisogna permettere al cittadino di avere accessi unici ai servizi. E una PA più efficiente.
Terzo: i servizi della Pubblica Amministrazione. Lo switch-off al digitale deve essere un obiettivo ineludibile. Abbiamo una PA che pesa come quasi la metà del Pil, un bassissimo utilizzo dei servizi e una reputazione non ottimale. Dobbiamo rendere la parte digitale il più semplice, accessibile e trasparente possibile per l’utente. Cito un dato: in Italia spendiamo 96 euro a persona per le tecnologie digitali della pubblica amministrazione, in Francia sono 186, 207 in Germania, 323 nel Regno Unito.
Quarto driver, la sanità. Dov’è davvero evidente il prima e post pandemia. Un esempio: se fino a un anno fa circa, solo il 32% dei medici utilizzava le ricette digitali, oggi lo fa la quasi totalità. Nella sanità è fondamentale il tema dello scambio di dati clinici: all’interno abbiamo ambienti multipli, ma non un ecosistema univoco e inter-operativo, con il fascicolo sanitario al centro.
Quinto driver: scuola e università, dove il tema delle diseguaglianze è emerso in maniera incredibile. Bisogna attivare il collegamento con banda larga di tutte le scuole con velocità sufficiente, effettuare interventi straordinari sulla didattica on line, che rimarrà in modalità ibrida, senza sostituire la scuola in presenza, ma arricchendola.
Sesta e ultima direttrice: l’economia. Dovremmo andare in due direzioni: una già conosciuta che è quella del Piano Transizione 4.0, con misure per guidare le imprese nella trasformazione digitale. L’altra che vede la necessità di abbassare l’asticella sul distretto digitale dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e del turismo. Dobbiamo portare le PMI, le grandi e le micro a compiere una trasformazione digitale complessiva.
Siamo di fronte alla tragedia più grande vissuta dal Dopoguerra a oggi. Abbiamo un solo modo di cogliere appieno la nuova normalità che ci aspetta. Churchill sosteneva: “Fare strategia è facile, il difficile è realizzarla”. In questa volontà di realizzazione sta la partita che il nostro Paese dovrà giocare in questi prossimi anni».

www.statigeneralimondolavoro.it

Per la festa dei lavoratori arriva il bus Ugl

Oggi venerdì 30 aprile arriva a Torino, in Piazza Castello, alle ore 10.30, la trentunesima tappa del tour itinerante promosso dall’UGL, a bordo di un bus, in occasione della Festa del Lavoro col motto “Il Lavoro Cambia anche Noi!”.

Il sindacato ha deciso di essere al fianco dei lavoratori con oltre 30 appuntamenti che si snoderanno lungo l’Italia e che si concluderanno sabato primo maggio a Milano.

 

L’obiettivo è quello di raggiungere nei singoli territori i propri iscritti, i dirigenti e tutti i lavoratori alle prese con una crisi economico-sociale che sta acuendo le disuguaglianze. All’incontro, tra gli altri, prenderanno parte: Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, Armando Murella Segretario Regionale UGL Piemonte .

 

L’idea nasce dalla volontà dell’UGL di rivendicare la centralità del lavoro, andando nelle piazze, nelle fabbriche e nelle realtà produttive di tutto il Paese.

 

«Siamo qui a Torino per affrontare due temi che incidono profondamente sul tessuto sociale del territorio: le infrastrutture e la delocalizzazione. Occorrono, pertanto, nuovi criteri per monitorare la realizzazione delle opere infrastrutturali, per sistemi e settori. In tal senso è fondamentale garantire una corretta informazione alle imprese e cittadini sulle tempistiche di avvio e attuazione delle opere nei vari territori. A causa dei confini europei “sempre più mobili”, inoltre, assistiamo ad una lenta delocalizzazione che si muove su tre direzioni. La prima, secondo cui le fonti sono prodotte sempre più al livello locale e regionale, la seconda che registra il ruolo sempre più dominante, nel nostro ordinamento, delle fonti europee e la terza che vede la nascita di centri di produzione normativa diversi da quelli previsti in Costituzione. Come UGL riteniamo necessario promuovere la stipula di contratti di insediamento tra le imprese e la Regione Piemonte attraverso i quali si impegnano le aziende al mantenimento dell’attività per almeno sette anni dall’erogazione del contributo regionale. Purtroppo la vertenza-esempio, che ancora persiste e che coinvolge non solo il Piemonte è quella della Ex-Embraco per la quale l’UGL chiede che venga fatta chiarezza al più presto dopo oltre tre anni di assoluta incertezza per lavoratori e famiglie». Lo hanno dichiarato in una nota congiunta il Segretario Generale UGL, Paolo Capone e Armando Murella Segretario Regionale UGL Piemonte.

 

Dopo Roma, Napoli, Messina, Reggio Calabria, Matera, Brindisi, Bari, Campobasso, San Salvo, Pescara, L’Aquila, Frosinone, Fiumicino, Cagliari, Rieti, Terni, Arezzo, Firenze, Casette D’Ete, Ancona, Ferrara, Venezia, Trieste, Monfalcone, Verona, Trento, Riva del Garda, Piacenza, Genova, Aosta e Torino il viaggio lungo le realtà italiane si concluderà sabato 1 maggio a Milano.

 

Quali fioriture per il 2021? Un webinar per discutere le nuove proposte

Asproflor Comuni Fioriti organizza per venerdì 30 aprile il convegno online
“Quali fioriture per il 2021?”, un incontro per discutere delle iniziative per i
prossimi mesi, in cui si svolgeranno anche le premiazioni per l’anno 2020.

Asproflor Comuni Fioriti propone il webinar “Quali fioriture per
il 2021?”, un convegno online dedicato alla presentazione delle novità per i prossimi
mesi ma con uno sguardo rivolto al 2020, con la consegna di alcuni premi.

Parte dell’incontro virtuale sarà focalizzato sull’anno 2021 e sulle diverse iniziative che
Asproflor ha intenzione di portare avanti nei prossimi mesi. In questo senso si
inserisce l’intervento di Maurizio Arbusti, che presenterà la Sunpatiens, il fiore che
decorerà alcuni Comuni toccati dal Giro d’Italia. Sempre con l’obiettivo di abbellire le
città parleranno Donald Delfino dell’azienda Podere Luen per proporre nuove fioriture,
e Leandro Previsdomini, responsabile del settore tecnico Vigorplant, che invece
tratterà dell’importanza della scelta del terriccio per le fioriture pubbliche.

Il focus si sposterà poi sulla consegna dei riconoscimenti dati dall’associazione per
l’anno 2020: tra i premi è compreso il Marchio Nazionale di Qualità dell’Ambiente di
Vita Comune Fiorito. Verrà inoltre conferita la targa in memoria di Riccardo Todoli, la
cui famiglia consegnerà ad un tecnico comunale che si è particolarmente distinto nella
promozione e cultura del verde.

Il webinar si terrà venerdì 30 aprile 2021 dalle ore 11 alle 13.30; l’incontro si svolgerà
in remoto e per partecipare sarà necessario collegarsi alla piattaforma Go ToMeeting
attraverso il seguente link: https://global.gotomeeting.com/join/681518965

Flash mob contro i suicidi dei piccoli imprenditori. Fipi: “lo Stato istituisca  un Fondo Sicurezza”

“Inviata lettera a Draghi: Usiamo le accise per tutelare anche chi è malato o in crisi per la pandemia”. Flash mob 30 aprile ore 13, all’Agenzia delle Entrate (corso Bolzano, Torino)

Purtroppo molti fatti di cronaca dimostrano che il suicidio dei piccoli imprenditori in difficoltà non è un’eventualità remota. Tanto più in questo periodo di pandemia, con le chiusure forzate, le spese che corrono e i fatturati praticamente azzerati. “Auspicando che non si arrivi a questi gesti estremi – spiega Beba Pucciatti, presidente di Fipi-Futuro Italiano Partite Iva – chiediamo però con forza l’istituzione di un Fondo di Sicurezza che tuteli le famiglie delle partite Iva in crisi da questo e da altri eventi, e che dia supporto economico in caso di malattia e infortuni. Per farlo, basta attingere dalle accise”.

Pucciatti, a nome di Fipi, ha infatti inviato una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi e terrà a Torino un flash mob a sostegno del progetto, il 30 aprile, alle 13 davanti all’Agenzia delle entrate di corso Bolzano 30 , insieme con le associazioni Movimento Amici d’Italia e Movimento Nazionale Italiano. La manifestazione avverrà anche nelle città di Firenze e Cuneo, Crema (Cr).

“Il Fondo è necessario – chiarisce Pucciatti – in caso di seria crisi economicagrave malattia e infortunio, ma anche un supporto alle famiglie in caso di suicidio del titolare e capofamiglia legato al cattivo andamento dell’attività”.

“Pur trovandoci in un momento di serissima impasse economica – aggiunge Francesco Campopiano di Movimento Nazionale Italiano – riteniamo che sia un atto dovuto veicolare parte di alcune di queste anacronistiche risorse a supporto di una fetta rilevante e produttiva del Paese”. “Già, perché le accise che paghiamo su benzina, gasolio, Gpl e metano, introdotte per esigenze di cassa – spiegano gli organizzatori – sono state utili a far fronte a emergenze come terremoti, guerre, crisi migratorie o a finanziare missioni di pace internazionali. C’è perfino un’accisa sulla guerra d’Etiopia del 1935-1936, che è la prima a essere stata introdotta in Italia e tecnicamente ancora attiva”.

“Nel 1995 le nostre accise sono state inglobate in un’unica tassa indifferenziata, senza più riferimenti alle originali motivazioni da un decreto del Governo Dini. Questa condizione rende difficile l’ipotesi di abolirne selettivamente alcune. Con l’emergenza dovuta al Covid-19, il prezzo del petrolio è diminuito a vista d’occhio sui mercati internazionali. In Italia però, benzina e gasolio hanno abbassato i costi a passettini di un centesimo alla voltaTutta ‘colpa’ delle accise, dunque, che rappresentano circa i due terzi del prezzo finale insieme all’Iva. Il prezzo medio nel nostro paese è più caro della media degli stati europei di 16,1 centesimi, di cui 11,6 sono tasse e 4,5 di differenza di prezzo industriale. Se si tolgono accise e Iva, in Italia i carburanti costerebbero molto meno rispetto alla media europea”.

L’istituzione del Fondo, conclude la presidente di Fipi, “È finalizzata a dare un supporto economico alle piccole e medie imprese individuali e non, includendo anche quelle categorie di professionisti iscritti a casse professionali che si sono dimostrate insufficienti nell’erogazione delle prestazioni, a fronte del capitale versato”.

Marazzato in prima linea nella tutela dell’ambiente

L’Ad del ‘Gruppo’: “Innovazione e sperimentazione da sempre al centro della politica aziendale a favore dell’ambiente”.

Nella settimana tradizionalmente dedicata alla celebrazione del valore del lavoro, il ‘Gruppo Marazzato’, prossimo al compimento dei settant’anni di attività, azienda leader nelle bonifiche ambientali e specializzata nella raccolta, gestione e smaltimento di rifiuti solidi e liquidi (oltre che di amianto e FAV) presenta gli ultimi ritrovati del proprio parco mezzi operativi sempre in costante aggiornamento e in linea con le più recenti acquisizioni della migliore tecnologia al servizio dell’ambiente.

Un tris di veicoli tutti in gamma Euro 6D che segnano un’accelerazione qualitativa rispetto agli standard abituali del mercato, poiché “La politica aziendale da sempre verte su innovazione e pionierismo, alla ricerca del massimo prodotto esistente. Motivo per cui ogni anno destiniamo ingenti risorse all’aggiornamento delle varie categorie di mezzi pesanti impiegati nella realizzazione dei molteplici servizi offerti alla clientela puntando sulla qualità e novità degli allestimenti”, esordisce Luca Marazzato, Ad della storica impresa italiana di cui condivide la guida insieme ai fratelli Alberto (General Manager) e Davide (Head of Sales) ereditata dal padre Carlo (oggi il più grande collezionista europeo di camion d’epoca) e dall’indimenticato nonno Lucillo, il fondatore.

Tra le recentissime novità approdate a Borgo Vercelli, dove è ubicato l’headquarter di Marazzato (che conta su più sedi operative anche nel resto del Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia e circa 300 dipendenti), spicca in primis di un ‘escavatore a risucchio’ di ultimissima generazione. Una macchina “che consente di effettuare scavi in maniera innovativa. Al posto della classica benna meccanica troviamo invece un braccio operatore posteriore dotato di cinque movimenti indipendenti pilotati proporzionalmente, che permette di aspirare su tutta la zona posteriore del veicolo senza necessità alcuna di doverlo spostare. Braccio collegato a una pompa a vuoto dalle potenze significative in grado di staccare, strappare e aspirare la terra e i materiali da rimuovere nel rispetto dei sottoservizi proprio nel punto esatto in cui si trovano”, approfondisce Luca Marazzato. Uno strumento utilissimo in raffinerie o contesti industriali e urbani delicati in cui lo scavo tradizionale può comportare un pericolo di rottura involontaria di tubazioni, condutture e fasci di cavi in corrugato. “Un metodo meno invasivo, ma decisamente più efficace in superfici frequentate da più elementi di diversa natura e funzione che le attraversano in modo importante. Ne esistono al momento pochi esemplari in tutto il Nord Italia, e sono davvero preziosi per usi complessi ove occorre una certa cautela e destrezza, per via dei quali la spesa si giustifica in rapporto a un impiego massimamente finalizzato, preciso e puntuale”, precisa il manager. “Il mezzo, allestito su telaio ‘Volvo’, marchio prestigioso con cui collaboriamo sin dagli anni Settanta”, puntualizza l’Amministratore Delegato, “capace di aspirare e soffiare, spingere, permette di operare su scavi anche fino a 60 metri di altezza grazie a un apposito kit di prolunghe. Una funzione utilissima per la manutenzione dei giardini pensili urbani in cui spesso si rende necessaria prima l’operazione di rimozione della terra, seguita poi a ruota dal suo contestuale riposizionamento, eliminando il faticoso lavoro a mano”. Un esemplare che va a completare e innovare la gamma inaugurata il decennio scorso, quando ‘Marazzato’ fu tra i primi in assoluto in Italia a sperimentare con successo questo moderno tipo di tecnologia.

Dulcis in fundo, “Siamo tra i primissimi in Italia, nel settore ecologia e ambiente, a sperimentare un ‘Iveco Natural Power’ alimentato a LNG, Liquefied Natural Gas, carburante che riduce di molto l’impatto inquinante dei camion e di cui nel Nord Italia, area in cui prevalentemente operiamo, esiste già una buona rete di distribuzione stradale di punti di rifornimento”, amplia ancora il discorso Luca Marazzato. “Il gas naturale è il carburante più ecologico per i motori a combustione interna, in grado di portare significativi vantaggi ambientali: migliora la qualità dell’aria a livello locale, eliminando quasi totalmente gli inquinanti atmosferici (-70%Nox, -96%PM, -90%NMHC), contrastando al contempo il riscaldamento globale. Riduce inoltre di molto le emissioni di Co2, circa il 15% in meno rispetto al diesel, attenuando al contempo anche il rumore (-3db) e ridimensionando così l’impatto acustico del traffico stradale. La nostra motrice è impiegata con un semirimorchio a vasca o cisterna, a seconda rispettivamente della movimentazione presso i nostri stabilimenti di rifiuti solidi o liquidi. Siamo fieri, come ‘Gruppo Marazzato’, di aver contribuito alla sperimentazione di tale nuova tecnologia di trazione per compiere un’attenta valutazione di prodotto avendo ricevuto nel tempo mezzi in prova a marchio ‘Iveco’, ‘Scania’ e ‘Volvo,’ ovvero i tre stimati player automobilistici che hanno inaugurato tale settore, e con cui abbiamo altresì scritto nei decenni pagine importanti del nostro percorso storico e industriale”.

Ma c’è di più. “Nel 2021 attendiamo inoltre ancora un altro, nuovissimo mezzo”, anticipa infine Luca Marazzato. “Si tratta di un mezzo-spurgo anch’esso su telaio ‘Volvo’ dotato di un allestimento operativo ‘Mitsubishi Fuso Canter 60 ’ alimentato a batterie in grado di assicurare sino a otto ore di funzionamento continuo grazie a un sistema di ‘Intelligent Energy Management’ di ultima concezione che consente di utilizzare i vari organi in modo indipendente tra loro senza componentistica meccanica utilizzando soltanto l’energia necessaria, garantendo così un risparmio energetico.
Molteplici i vantaggi, tra cui risparmio dal 35% al 50% di carburante, riduzione del livello sonoro (massimo 75 dB), assenza di inutili sprechi di energia, minor usura e riduzione dei costi di manutenzione grazie ai pochi organi meccanici e possibilità di lavoro a motore veicolo spento tramite l’utilizzo delle più moderne batterie al litio, “eliminando altresì – prosegue il manager – la formazione di CO2 nelle aree di lavoro industriali sia interne che esterne. Il camion dispone altresì di una presa per l’allacciamento funzionale alla rete di alimentazione elettrica a 380V sia per la ricarica delle batterie che per il prosieguo dell’operatività al di là della propria autonomia di funzionamento specifica. Un veicolo frutto del nostro know-how maturato in anni di ricerca a favore del miglior e più rapido soddisfacimento delle esigenze di chi ci dà quotidianamente fiducia e lavoro, in un’ottica di ascolto preventivo e conseguente razionalizzazione delle necessità dell’utenza”, conclude soddisfatto l’Ad del ‘Gruppo Marazzato’”.
Tra le prossime tappe nell’evoluzione dell’azienda piemontese, anche l’installazione di un sistema di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici sia civili che industriali presso tutti i propri impianti e sedi.