ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 360

Biraghi e Banca del Vino insieme per promuovere il Piemonte

Nel negozio Biraghi di Piazza San Carlo sono disponibili da oggi oltre 150 etichette di vini piemontesi provenienti da oltre 100 produttori

 

 

Oltre 150 etichette di vini esclusivamente piemontesi, organizzati in dieci macro categorie: Barbaresco, Barbera, Barolo, Vini Bianchi, Bollicine, Dolci, Monferrato e Dolcetto, Nebbiolo, Roero, oltre ai vini di “Altra Langa” e “Altro Piemonte”: è questo l’eccezionale assortimento che il negozio Biraghi di piazza San Carlo, nel salotto storico di Torino, è da oggi in grado di proporre al pubblico grazie ad un accordo in esclusiva con Banca del Vino, la società cooperativa no-profit nata nel 2001 in partnership con Slow Food.

 

Sono oltre 100 i produttori rappresentati e distribuiti a Torino grazie a questa collaborazione, di dimensioni molto diverse fra loro: da aziende con 120 ettari di vigne di proprietà e circa 8 milioni di bottiglie prodotte all’anno a cantine con 8 ettari e circa 45.000 bottiglie prodotte all’anno. Negli scaffali del negozio Biraghi sono dunque rappresentate oltre 38 diverse denominazioni piemontesi: da quelle di alto profilo, blasonate e famose in tutto il mondo, come il Barolo e il Barbaresco, a quelle meno conosciute ma di grande qualità, interesse e potenziale come il Carema, un vino presidio Slow Food, 100% nebbiolo, prodotto in un piccolo comune di 800 abitanti posto al confine con la Valle d’Aosta, espressione di un terroir distinto, peculiare e unico. Sono poi presenti i vitigni autoctoni più noti e diffusi come Nebbiolo, Barbera o Dolcetto, ma anche quelli più rari come il Grignolino, Pelaverga, Ruchè o Timorasso.

 

Tutte le cantine selezionate si caratterizzano per la cura e l’attenzione verso la terra e la vigna e per la scelta di pratiche sempre più sostenibili. Nello specifico, delle 100 cantine selezionate 31 producono vino biologico certificato e di queste 2 vino biodinamico certificato, mentre 1 ha una parte del parco vigneti in regime biodinamico; 6 hanno una parte dei vigneti a regime biologico e 7 stanno convertendo la loro produzione al biologico.

 

Numerosi, inoltre, gli appuntamenti e le collaborazioni in programma tra le due realtà: Banca del Vino e il negozio Biraghi si stanno, infatti, muovendo per riproporre le attività di degustazione, già organizzate in passato, insieme ai produttori e al personale qualificato di Banca del Vino per far conoscere la selezione di vini piemontesi presenti nel punto vendita.

 

«Banca del Vino, parallelamente alle sue attività di degustazione, di organizzazione di eventi e di vendita al pubblico, cerca sempre di promuovere la cultura del vino e le eccellenze enologiche del Piemonte e di tutta Italia – ha dichiarato Federico Piemonte, Amministratore Delegato di Banca del Vino –. La collaborazione con Biraghi ci permette di svolgere più intensamente e in modo capillare la nostra funzione su una piazza di prestigio come quella di Torino, fornendo un’importante vetrina alle cantine del nostro circuito e una rilevante visibilità alla nostra realtà. Essere presenti nel negozio Biraghi ci ha consentito, inoltre, di creare una delle più grandi vetrine di vini piemontesi nel capoluogo sabaudo, dando vita a una prestigiosa enoteca con una selezione senza pari».

 

«Da sempre Biraghi è attenta a promuovere attraverso il proprio negozio di Piazza San Carlo le eccellenze enogastronomiche del Piemonte – dichiara Claudio Testa, Direttore Marketing e Strategie Commerciali di Biraghi SpA –. L’accordo con Banca del Vino ci consente di diventare il punto riferimento a Torino per i vini della nostra regione. Qui i consumatori e i turisti possono trovare il meglio dei vini piemontesi in un assortimento unico nella sua varietà, frutto dell’esperienza pluriennale maturata in questo settore da Banca del Vino».

Tumori sul lavoro, strutture dedicate nelle Asl

“È intenzione della Regione introdurre all’interno delle Asl strutture sanitarie deputate a valutare la sicurezza dei luoghi di lavoro, anche per il rischio oncologico, mediante il rilancio di attività di medicina del lavoro. L’obiettivo è quello di disporre di valutazioni omogenee sul territorio regionale e di consentire la raccolta di dati che possano essere utilizzati pure per orientare gli interventi di controllo sulla base di una effettiva valutazione del rischio lavorativo”.

Così ha risposto l’assessore alla Sanità Luigi Icardi in una nota letta dall’assessore Fabrizio Ricca, all’interrogazione presentata dalla consigliera Francesca Frediani (Mo4) che ha chiesto di conoscere quali siano le iniziative previste dalla Regione al fine di istituire un sistema di valutazione della storia lavorativa dei pazienti affetti da tumori occupazionali a bassa frazione attribuibile.
La Regione Piemonte, ha precisato l’assessore, d’intesa con la rete oncologica piemontese, ha già promosso un’iniziativa per aumentare la consapevolezza dei diritti dei pazienti. Gli specialisti che operano all’interno dei Gic (Gruppi Interdisciplinari Cure) acquisiranno nel corso delle visite oncologiche alcune semplici informazioni aggiuntive sull’esposizione lavorativa dei pazienti ai quali viene posta una diagnosi di tumore al polmone o alla vescica.
Nel modello attuale, nel caso emergesse una possibile correlazione con l’attività lavorativa, gli operatori informeranno i pazienti sulla possibilità di rivolgersi gratuitamente a un ente di patronato che provvederà a valutare, attraverso il ricorso di specialisti, circa la possibilità di avviare le pratiche necessarie per il riconoscimento e il risarcimento del danno da parte di Inail.
Le principali cause di tumore sono state identificate nell’esposizione a stili di vita dannosi per la salute e fattori ambientali, sia di tipo occupazionale che non-occupazionale. In particolare per i fattori occupazionali sarebbe attribuibile circa il 4/5% dei tumori maligni con forti differenze tra generi e tra sedi tumorali.
Nel corso delle interrogazioni e interpellanze è stata fornita risposta agli atti ispettivi di Silvio Magliano (Moderati): sui defibrillatori semiautomatici (DAE) perché siano davvero utili (e dunque salvino vite umane) devono essere capillarmente diffusi, opportunamente mantenuti e rigorosamente mappati e sulle Case Atc, la legge regionale numero 6/2015 sia finalmente applicata.

Il Covid travolge i consumi: meno 5 mila euro a famiglia

A causa di  pandemia e restrizioni, nel 2020 la spesa è scesa di circa  10 miliardi, 5.000 euro a famiglia, mai così male

Lo afferma Confesercenti su elaborazioni di dati Istat, La quota più rilevante dei consumi perduti è quella di  alberghi e ristoranti, con un calo pari a  3,5 miliardi euro,  10 milioni di euro al giorno in meno. I trasporti  registrano il secondo calo per entità (2,6 miliardi). scendono anche ì ricreazione e cultura (1,3 miliardi).

Con il telelavoro e lo stop alle cerimonie, i piemontesi hanno ridotto  i consumi di abbigliamento e calzature di circa  1 miliardo.

Cala  anche la spesa per la salute (200 milioni) e gli investimenti in istruzione (circa  un miliardo in meno). Aumentano le spese legate alla permanenza a casa con un aumento dei consumi di prodotti alimentari  di 240 milioni di euro.

Polliotto, UNC: “Come il Covid ha cambiato le esigenze dei consumatori”

Le parole della Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Covid e consumatori, un rapporto difficile e denso di cambiamenti”. Lo afferma Patrizia Polliotto, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.

Durante il lockdown, le persone hanno dedicato maggior tempo a controllo e verifica degli importi in bolletta per quanto riguarda le utilities, essendo aumentati anche i consumi di luce e gas per via dell’isolamento forzato. E, con essi, le domande di rateazione e piani di rientro per chi si è trovato in grave difficoltà economica per via della pandemia”.

Ma c’è di più. “In aumento, in generale – approfondisce il noto legale – i contenziosi legati ai reclami per ottenere rimborsi su ampia e vasta scala: dai trasporti non fruiti in ambito automobilistico, aereo e ferroviario, ai contratti di noleggio a breve, medio e lungo termine che sono stati oggetto di discussione vista l’impossibilità manifesta di spostarsi per lavoro e per piacere. A ciò si aggiungano anche quelli legati ad abbonamenti a piscine, palestre, cinema e teatri che vivono uno stop forzato e prolungato da un anno e mezzo a questa parte”.

Sul fronte delle abitudini di consumo, “Gli italiani preferiscono ora maggiormente abitazioni con giardino o grandi terrazzi per via degli effetti dell’isolamento domestico prolungato. Inoltre crescono gli acquisti on line e, purtroppo consequenzialmente, anche le truffe a essi legati per via di beni comprati e mai consegnati, specialmente sul versante dei cosiddetti DPI, i dispositivi di protezione individuale anti-Covid di cui ampie partite degli stessi sono risultate fallate e per nulla in regola con gli adempimenti di legge. Un fenomeno importante, che comprende anche la salita vertiginosa delle transazioni con pagamenti elettronici che in molti casi riservano qualche amara sorpresa all’acquirente in buona fede. Idem per quanto riguarda il boom dei conti correnti on line, aperti da moltissimi italiani per far fronte all’impossibilità di potersi agevolmente e normalmente recare in banca per la gestione ordinaria del proprio denaro”, conclude l’Avvocato Patrizia Polliotto.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.itcompilando l’apposito format.

Ream Sgr cresce nonostante il Covid. Quaglia riconfermato alla guida

L’Assemblea degli Azionisti di REAM SGR ha approvato il bilancio al 31 /12/2020 e ha proceduto al rinnovo delle cariche.

 

Giovanni Quaglia (Presidente Fondazione CRT) è stato confermato Presidente di REAM SGR S.p.A., società di gestione del risparmio partecipata da Fondazioni di origine bancaria piemontesi.

L’Assemblea dei Soci in data odierna ha eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione, che resterà in carica per tre anni, ed ha approvato il bilancio al 31/12/ 2020. Un bilancio molto positivo, nonostante le difficoltà in cui versa gran parte del mondo economico-produttivo a causa della pandemia. Si è chiuso, infatti, con un Ebitda pari a 6,3 milioni Euro (+54,3%) e con un utile netto di Euro 4,4 milioni, in forte aumento rispetto all’utile 2019, che era stato di Euro 2,2 milioni, in crescita anche rispetto al budget (+9%). REAM SGR, nel corso del 2020, ha distribuito ai quotisti dei Fondi immobiliari da essa gestiti proventi per Euro 48,5 ml ed ha effettuato rimborsi di equity per Euro 46,2 ml, con un effetto finanziario complessivo di Euro 94,7 ml.

 

“Voglio innanzitutto ringraziare il Consiglio di Amministrazione, e gli uscenti in modo particolare, per l’impegno profuso e per l’apporto di grande professionalità dato”, ha detto il Presidente Quaglia, che ha sottolineato: “L’ottimo risultato è stato conseguito in un anno pesantemente condizionato dall’emergenzada Covid-19 e ha determinato un incremento del già solido patrimonio. Questo risultato consentirà di effettuare gli investimenti necessari per l’avvio delle iniziative su cui si sta lavorando: in particolare nel campo socio assistenziale e ricettivo con i Fondi GERAS e GERAS 2. Sarà possibile anche avviare nuovi investimenti nell’ambito dell’abitare sostenibile (housingsociale, senior living, student housing.) e di riqualificazione di aree urbane dismesse in collaborazione con CDP (Cassa Depositi e Prestiti). REAM SGR conferma la propria attenzione ai settori del no-profit e del social housing”.

“Posso dire che REAM SGR è una realtà in espansione – ha detto il Direttore Generale, Oronzo Perrini negli ultimi 5 anni la massa gestita è cresciuta del 25%, e questo in un mercato sempre più difficile e competitivo”.

“Nel 2020 – ha aggiunto – REAM SGR ha avviato una nuova importante iniziativa con il gruppo Lendlease: è stato istituito un fondo da 260 milioni di Euro per la riqualificazione di un complesso alle porte di Milano. Ad aprile 2020 si è inoltre completato il percorso del Fondo Core Multiutilities, con un risultato di grande soddisfazione sia per gli investitori sia per Iren, che ha comprato l’intero portafoglio immobiliare dalla stessa condotto in locazione, e anche per REAM SGR, che ha registrato un importante risultato economico”.

Per quanto riguarda gli investimenti futuri, Perrini ha detto: “La Società sta lavorando su progetti di grande interesse, con importanti ricadute sui territori di riferimento ed in particolare sulle città di Torino, Genova e Novara. Non escludiamo investimenti anche in altre regioni italiane.”

Con il Presidente Quaglia il nuovo Consiglio di Amministrazione di REAM SGR risulta così composto: Vicepresidenti Mario Sacco (Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Asti) e Maurizio Irrera (Vice Presidente Fondazione CRT), Consiglieri Alberto Francesco Anfossi (Segretario Generale della Compagnia di San Paolo), Aldo Casalini (Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli), Sergio Ebarnabo (Fondazione Cassa di Risparmio di Asti), Luciano Mariano (Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria), Gianfranco Mondino (Presidente Cassa di Risparmio di Fossano) ed Ezio Raviola (Vice Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo), Consigliere indipendenti Attilio Befera, Annalisa Pescatori e Francesca Spitale.

 

REAM SGR ha istituito e gestisce dodici fondi di investimento alternativi immobiliari chiusi, tutti riservati a investitori professionali per un totale di massa gestita di circa un miliardo e 400 milioni, fra fondi immobiliari sociali e di mercato.

 

 

Tripletta di aperture per Pam supermercati

Inaugurato un punto  vendita anche a Rivara Torinese

Festeggiamenti per Pam Franchising che alza il sipario su tre nuovi punti vendita a Rivara Torinese, Ostia e Pavia. Un percorso di crescita costante per Pam Franchising supportato dalla fiducia che storici affiliati ripongono nella storica insegna e da nuove leve dell’imprenditoria che scelgono Pam per i loro progetti nel campo della gdo.

Il nuovo punto vendita ad insegna Borello di Rivara Torinese, comune di circa 3.000 abitanti a nord del capoluogo piemontese, si trova in via Busano, 21 ed è realizzato con Borello, storica azienda partner di Pam Franchising. Il negozio, che si sviluppa su una superficie di vendita di circa 694 mq, vede impiegati 15 nuovi addetti e sarà aperto 7 giorni su 7 dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 20.00 e la domenica dalle 9.00 alle 13.00.

Il nuovo punto vendita di Ostia ad insegna Pam City si trova in via Capo Passero, 2 e si sviluppa su una superficie di vendita di 250 mq. Sarà aperto 7 giorni su 7 dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 20.30 e la domenica dalle 8.30 alle 13.00. Il negozio, che conta 9 dipendenti, è realizzato in partnership con l’imprenditore Paris Paolacci legato con Pam Franchising da circa dieci anni e gestore di un altro punto vendita sempre ad Ostia in via dei Promontori. Il nuovo Pam City si trova in una zona ben servita dai mezzi pubblici e a due passi dalla stazione ferroviaria che collega agevolmente Ostia con la Capitale.

Il nuovo punto vendita Pam di Pavia si trova in via Varese, 5 in pieno centro storico della cittadina lombarda, vicino a piazza del Lino e alla Cupola Arnaboldi ed a pochi passi dalla rinomata Università degli Studi di Pavia. Si tratta del primo punto vendita ad Insegna Pam aperto nella storica capitale del regno Longobardo. Si sviluppa su una superficie di vendita di 250 mq ed è aperto 7 giorni su 7 dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 20.00 e la domenica dalle 9.00 alle 13.00. Il nuovo punto vendita, che vede impiegati 8 dipendenti, è realizzato in collaborazione con Andrea Luigi Ferrarini ed i due giovani imprenditori, Paolo Montagna e Marco Rovida, i quali a seguito di un percorso professionale all’interno della GDO, hanno intrapreso una carriera imprenditoriale scegliendo di affiancarsi a un gruppo storico italiano della grande distribuzione come Pam.

L’offerta dei nuovi negozi è centrata su una convenienza continua e sulla qualità e provenienza dei prodotti con un occhio di riguardo al comparto dei freschissimi, ma con attenzione anche a proposte attuali e veloci: un ricco assortimento di gastronomia pronta tra primi, secondi e contorni sarà preparato giornalmente e disponibile anche con servizio di prenotazione. Frutta e verdura della massima qualità e freschezza, il meglio dei prodotti del territorio.
Inoltre sono attivi nei nuovi negozi il servizio di spesa a domicilio e attivi inoltre nei nuovi negozi i più moderni sistemi di pagamento elettronici come Apple Pay e Satispay.

 

 

 

Tutto sul packaging a “Parlaconme”

Il tema del packaging innovativo sarà al centro della trasmissione PARLACONME di oggi condotta su Radiovidanetwork dall’Agrifood e Organic Specialist Simona Riccio

Sarà incentrata sul tema del packaging innovativo la puntata di giovedì 27 maggio della trasmissione PARLACONME in onda ogni giovedì dalle 18 alle 19 sulla radio web Radiovidanetwork, condotta da Simona Riccio, Agrifood e Organic Specialist.

Dopo la puntata dedicata alle certificazioni e di ESG, Environmental, Social e Governance, al quella di oggi prenderanno parte Beppe Ghelfi della Ghelfi Ondulati Spa, azienda familiare della Valtellina, e Giorgio De Ponti, professore docente di Integrated Design al Politecnico di Milano.
L’azienda Ghelfi Ondulati è nata una settantina di anni fa in Valtellina, per iniziativa dei nonni di Beppe Ghelfi, che erano dapprima produttori di grappa e poi decisero di realizzare il loro sogno, creare scatole in cartone, facendo nascere lo Scatolificio Ghelfi, che oggi rappresenta una realtà consolidata nel settore degli imballaggi di cartone in Italia e in Europa.
Le loro stampe sono digitali, ad alta velocità, e ciò rappresenta una tecnologia dirompente nel settore del packaging che, oltre ad essere green, consente la personalizzazione desiderata e risulta capace di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza.
Il packaging costituisce, infatti, un mezzo di comunicazione di grande efficacia sempre più posto sotto la lente di ingrandimento dei consumatori, pronti non soltanto a ricevere informazioni, ma anche sensibili a uno strumento come questo, utile e necessario per allungare la scelta life e per salvaguardare lo spreco alimentare.
Su questi temi durante la puntata si terrà un proficuo confronto anche con il professor Giorgio De Ponti, esperto di Innovazione e Ergonomia, Product Strategy Manager del gruppo Epta , dal 2012 Professore a Contratto di Integrated Design presso la Facoltà di Design del Politecnico di Milano e, da quest’anno, anche insegnante di Ergonomia allo IED a Roma, e membro di ADI ( Associazione per il Disegno Industriale).
La trasmissione viene trasmessa in diretta web radio da Radio Vida Network sul sito www.vidanetwork.it e si può anche ascoltare collegandosi alla app ufficiale RADIO VIDA NETWORK, scaricabile gratuitamente per IOS e ANDROID, nei maggiori aggregatori radio, su speaker Alexa e Google Home.

Replica il giorno successivo venerdì alle ore 9 e il sabato mattina della settimana successiva alle ore 11.30

Mara Martellotta

Scoperta torinese sulle relazioni tra malaria e Covid

Un team di ricerca tutto italiano evidenzia come le varianti genetiche in grado di proteggere dalla malaria potrebbero fornire protezione anche per l’infezione da SARS-CoV-2

Lo studio pubblicato su Frontiers in Medicine fornisce nuovi elementi sulla relazione genetica tra ospite e Covid-19

Torino, 26 maggio 2021 – Il team di Computational and Chemistry Biology dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino con l’Istituto Giannina Gaslini di Genova ed il Policlinico di Palermo ha recentemente pubblicato uno studio sulla rivista internazionale Frontiers In Medicine che mette in luce una relazione genetica tra Covid-19 e malaria. Il lavoro ipotizza una correlazione inversa di alcune varianti in geni associati all’insorgenza della malaria con la diffusione del Covid-19, suggerendo che tali varianti a livello genetico possano conferire una protezione dall’infezione del coronavirus. In sintesi è stato evidenziato come nelle zone che in passato sono state colpite dalla malaria, l’incidenza del Covid-19 è stata molto inferiore.

Malaria e COVID-19 sono malattie diverse, entrambe dovute a infezioni: la prima causata da un plasmodio, la seconda da un virus, SARS-CoV-2, ormai molto conosciuto, sebbene si sia affacciato sulla scena mondiale solo da poco più di un anno. La convivenza, invece, tra plasmodio e l’uomo dura da molto più tempo, almeno da 50.000 anni, nei territori del mondo dov’è presente la zanzara che trasmette all’uomo il plasmodio. In Italia la malaria è ormai scomparsa, ma fino agli anni ’50 del secolo scorso era endemica in molte zone costiere del sud Italia e delle Isole, come pure in zone paludose, come quelle alla foce del Po.

La teoria del team di ricerca è che i geni che sono in grado di proteggere la popolazione dall’infezione malarica possano fornire una forma di protezione anche per l’infezione da SARS-CoV-2. La ricerca ha inoltre cercato di spiegare l’effetto biologico che queste variazioni genetiche possono esercitare sull’infezione da SARS-CoV-2 e sulla progressione della malattia, suggerendo possibilità terapeutiche potenzialmente utili. Lo studio ha quindi aperto nuove conoscenze teoriche sulla relazione tra genetica dell’ospite e COVID-19.

L’idea di approfondire il legame tra COVID e malaria – spiega uno degli autori dello studio, Antonio Amoroso, genetista dell’ospedale Molinette e dell’Università di Torino – è venuta osservando la frequenza di COVID-19 nelle regioni italiane, con ampie oscillazioni tra regioni del nord (in Lombardia ad esempio l’8,1% della popolazione ha contratto la malattia) e quelle meridionali, dove il COVID-19 ha avuto una frequenza quasi dimezzata (il 4,4% dei siciliani si è ammalato, il 3,4% dei sardi o il 3.3% dei calabresi). Poiché erano disponibili i dati di mortalità nelle province italiane all’inizio del ‘900, è stato possibile confrontare la mortalità per malaria di allora con la frequenza attuale di COVID-19. Si è ottenuta una connessione molto chiara: nei territori dov’erano più frequenti i morti di malaria all’inizio del secolo scorso, meno frequentemente si sono registrati oggi i malati di COVID, e viceversa. All’inizio del secolo scorso ogni centomila soggetti, ne morivano per malaria 73 in Sardegna, 24 in Sicilia e 32 in Calabria, mentre non ce n’erano in Lombardia o in Piemonte. Le Province del delta del Po erano anch’esse flagellate dalla malaria, con mortalità all’inizio del secolo scorso analoghe alle regioni del Sud. Ma anche la diffusione del COVID più di 100 anni dopo ha risparmiato maggiormente le province di Ferrara (dove i casi di COVID-19 rappresentano il 6,5% della popolazione) e di Rovigo (con il 5,9% della popolazione è risultata COVID positiva).”

Sappiamo molto bene come la convivenza con la malaria abbia selezionato alcune caratteristiche genetiche che consentivano di resistere meglio all’infezione malarica e che avvantaggiavano di conseguenza gli individui che le possedevano. – chiarisce Manlio Tolomeo – coautore dello studio e medico al Policlinico di Palermo – L’ipotesi che abbiamo avanzato è stata dunque che alcune delle caratteristiche genetiche che erano state selezionate per essere vantaggiose per l’infezione malarica potessero anche aiutare nel combattere meglio il coronavirus”.

Per dimostrare questa ipotesi – illustra Andrea Cavalli, responsabile del team Computational and Chemistry Biology dell’Istituto Italiano di Tecnologia e coordinatore del team di ricerca – ci siamo avvalsi dei dati già disponibili dalla comunità scientifica, sia in relazione alle varianti genetiche di protezione alla malaria (ne abbiamo selezionate una cinquantina), sia relative alle caratteristiche del genoma di un migliaio di individui sani appartenenti ad una cinquantina di diverse popolazioni,  per le quali erano anche disponibili le frequenze del COVID-19”.

Partendo da questi dati e dall’esperienza nello studio delle malattie genetiche, siamo quindi andati alla ricerca delle varianti più frequenti nelle popolazioni meno colpite dal COVID-19 e che fossero in grado di avere un impatto sul comportamento dei geni – precisano Marta Rusmini e Paolo Uva, coautori del lavoro e ricercatori presso l’Unità di Bioinformatica Clinica dell’Istituto G. Gaslini – e quindi potenzialmente vantaggiose contro il coronavirus. Questo studio contribuisce ad approfondire la relazione tra genetica e suscettibilità al COVID-19” e fornisce un solido approccio metodologico che potrà essere applicato per studi futuri direttamente sul DNA di pazienti COVID.”

Per approfondimenti: How Genetics Might Explain the Unusual Link Between Malaria and COVID-19

Ufficio Stampa Italia Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)

Giuliano Greco – giuliano.greco@iit.it+39 366 910 7863

Ufficio Stampa Città della Salute di Torino

Pierpaolo Berra – pberra@cittadellasalute.to.it+39 335 122 2559

Ufficio Stampa Istituto Giannina Gaslini

Maura Macciò – mauramaccio@gaslini.org+39 335 741 1393

La digitalizzazione delle PMI passa da UNA e Google

Il 27 maggio un evento virtuale per guidare le aziende italiane e del Nord Ovest verso un percorso di trasformazione digitale

 

Prosegue il percorso di UNA+, l’innovativo progetto di digital transformation organizzato da UNA – Aziende della Comunicazione Unite in partnership con Google e supportato da Confindustria Intellect. Nel primo incontro del 27 maggio, uno spazio dedicato alle imprese del Nord Ovest, con la partecipazione di Piccolindustria Piemonte e di Camera di Commercio di Torino.

 

Obiettivo dell’iniziativa dal suo incipit è stato quello di accrescere le competenze in materia di comunicazione digitale delle piccole e medie agenzie presenti sul territorio oltre ad accreditare sul mercato le agenzie che vi partecipano e avviare un legame con le PMI italiane per creare conoscenza, opportunità di business e guidare queste ultime attraverso la trasformazione digitale, ormai conditio sine qua non nell’attuale contesto economico.

 

Il prossimo 27 maggio si terrà il primo evento che metterà a diretto contatto le agenzie con le PMI, con l’obiettivo di creare un momento di informazione e formazione, generare nuove opportunità di business, presentare le migliori realtà professionali del territorio.

 

Un’occasione importante stando anche agli ultimi dati della ricerca Prometeia, realizzata da UNA e presentata lo scorso settembre, secondo i quali il campione di imprese intervistate riconosce alle agenzie digitali un ruolo cruciale: tra le prime tre leve la capacità di rafforzamento del brandl’innovazione e l’incremento della competitività. Altro fattore estremamente differenziante in un’economia globale come quella attuale e rilevante per il Made in Italy è la facoltà di sostenere la presenza internazionale delle imprese favorendo una maggiore esportazione, a conferma che gli strumenti analizzati sono rilevanti per vendere sui mercati esteri.

 

Durante la giornata saranno previsti due momenti: un keynote iniziale dalle ore 9,30 alle 10,30 che vedrà sul Main Stage Michele Cornetto, Responsabile del progetto UNA+; Emanuele Nenna, Presidente UNA e Paola Marazzini, Director Strategic Partnerships di Google per i saluti istituzionali e l’aggiornamento sui risultati dell’iniziativa che finora ha permesso di coinvolgere 620 partecipanti, erogare 15 webinar formativi e consegnare più di 200 certificazioni Google Digital Training – oltre a presentare i next step.

 

Saverio Addante, Presidente di Confindustria Intellect farà il punto della digitalizzazione in Italia oltre ad illustrare il ruolo delle PMI per la transizione al digitale del Paese. Il panel si chiuderà con il racconto di due realtà italiane che hanno sviluppato la propria attività grazie agli strumenti e alle competenze digitali.

 

A partire dalle ore 11.30 inizieranno gli Stage Territoriali, “stanze” divise per area geografica a cui gli utenti potranno accedere e interagire a seconda dei temi trattati.

 

La stanza dedicata al Nord Ovest ospiterà specifiche tematiche illustrate attraverso i professionisti delle agenzie certificate, che presenteranno casi di successo a queste inerenti per approfondire il valore del digitale come leva essenziale per la crescita del business. Si spazierà dalla presenza sul web, SEO e local business a content strategy e utilizzo dei social per il businesse-commerce e nuove modalità di vendita online per finire con la pubblicità online: digital marketing e digital advertising.

 

All’interno della stanza, Maurizio Bazzano, Responsabile Commissione Territoriale Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta di UNA ci saranno i saluti istituzionali di Gabriella Bocca Presidente Piccolindustria di Confindustria Piemonte ed i successivi interventi di Vittorio Illengo Direttore del Digital Innovation Hub Piemonte e di Paola Tolin Innovation Advisor di CCIAA di Torino, commenteranno le case histories presentate dalle agenzie e interagiranno con loro attraverso la sezione “relatori”. Cliccando in “agenda” invece, sarà consentito tener traccia degli interventi e del programma della giornata. Infine, attraverso la sezione “relatori” sarà possibile conoscere più nel dettaglio i protagonisti delle agenzie certificate UNA+ oltre a organizzare incontri one-to-one dedicati.

 

La partecipazione all’evento è libera per le PMI italiane ed è riservata alle agenzie che si sono accreditate a UNA+ (registrazioni su unaplus.net).

Vita da spiaggia: aperta la stagione balneare in Piemonte

Sono 79 le spiagge che hanno il “via libera” da Arpa per la qualità delle acque relativa alla balneazione e di queste 45 hanno ottenuto la classificazione di “eccellente”. Nel complesso, il 97% delle spiagge ha centrato l’obiettivo imposto dalla normativa europea. L’assessore all’Ambiente Marnati: “Sono convinto che molti turisti si riverseranno in Piemonte in una stagione all’insegna della ripresa”

Si apre per chiudersi il prossimo 30 settembre, la stagione balneare in Piemonte. E quest’anno alla rete delle “acque di balneazione” che hanno avuto il via libera da Arpa dopo i prelievi e le analisi, si aggiunge la new entry di località Vevera di Arona, inserita al termine dei lavori di adeguamento alla rete fognaria in prossimità della costa, e dove lunedì scorso è stato fatto il primo campionamento con esito favorevole.

I punti sono distribuiti su sette laghi – Maggiore, Orta, Mergozzo, Viverone, Avigliana, Sirio e Candia – e due torrenti – Cannobino e San Bernardino. Quasi la totalità delle spiagge, per l’esattezza, il 97%, hanno centrato l’obiettivo imposto dalla normativa europea; 45 sono quelle che hanno ottenuto il massimo punteggio, con la certificazione di stato di qualità, relativa alla balneazione, di “Eccellente”, la maggior parte delle quali, ben 24, si trovano sul Lago Maggiore. Dieci quelle sul Lago d’Orta, 3 sul Lago di Mergozzo, 4 sul Lago di Viverone, 3 sul Lago Sirio e 1 sul lago di Avigliana. Le restanti spiagge presentano uno stato da buono a sufficiente.

“I nostri laghi – commenta l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – sono meravigliosi e puliti. Sono convinto che molti turisti si riverseranno in Piemonte in una stagione all’insegna della ripresa”.

Anche nel corso della stagione balneare 2021 verrà inoltre fatto un monitoraggio dei cianobatteri con lo scopo di prevenire eventuali rischi per la salute dei bagnanti sui laghi Maggiore, Sirio, Candia, Viverone e Avigliana Grande.