ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 21

Bonus condizionatori 2024, modalità e requisiti

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Le agevolazioni fiscali a cui è possibile accedere con il bonus condizionatori permettono di ottenere delle detrazioni fiscali che oscillano tra il 50% ed il 70%, a seconda dell’intervento che si sta effettuando in casa.

Per poter beneficiare delle detrazioni fiscali nel momento in cui si installano questi apparecchi è possibile accedere ad una serie di misure. Vediamo quali sono: bonus ristrutturazioni edilizie: permette di ottenere una detrazione Irpef del 50%; bonus mobili: 50%; ecobonus: 65%; superbonus: 70%.

Ogni singola misura ha delle caratteristiche diverse, con particolari massimali, al cui interno non sono contenute esclusivamente le spese sostenute per acquistare ed installare i condizionatori, ma tengono conto dei costi complessivi sostenuti dal contribuente per quel determinato intervento.

Le famiglie hanno la possibilità di accedere al bonus condizionatori a seguito di una ristrutturazione o manutenzione straordinaria dell’immobile. L’agevolazione, in questo caso, spetta nel caso in cui dovessero essere installati dei condizionatori nuovi a pompa di calore, che permettono di ottenere un risparmio energetico.

Attraverso questa misura è possibile accedere ad una detrazione Irpef pari al 50% della spesa sostenuta, entro il limite massimo – per intero intervento – di 96.000 euro per immobile. La detrazione Irpef viene plasmata in dieci rate annuali di pari importo.

I condizionatori che vengono installati non devono essere necessariamente abilitati al riscaldamento invernale. Ma è necessario che venga rilasciato l’apposito attestato di conformità e il libretto d’impianto.

Il bonus mobili costituisce una valida alternativa per sostituire i condizionatori di casa. L’agevolazione, però, è strettamente legata ad un precedente intervento di ristrutturazione edilizia o di manutenzione straordinaria. Anche in questo caso è prevista una detrazione Irpef pari al 50% della spesa sostenuta per acquistare i mobili e il condizionatore, ma con un limite massimo di 5.000 euro.

È importante, infine, sottolineare che la detrazione Irpef al 50% viene riconosciuta esclusivamente quando viene installato un condizionatore in classe energetica superiore (almeno A+) in occasione di una ristrutturazione edilizia straordinaria.

Il bonus condizionatori può rientrare all’interno dell’Ecobonus nel caso in cui il contribuente decida di sostituire una caldaia a gas con un climatizzatore che permette di evitare l’utilizzo del gas. Stiamo parlando, in altre parole, di un apparecchio che possa essere utilizzato per il raffrescamento ed il riscaldamento attraverso i radiatori.

L’Ecobonus permette di ottenere una detrazione Irpef del 65% della spesa sostenuta, entro il limite massimo di 46.154 euro, che deve essere suddivisa in dieci rate annuali di pari importo. Per poter accedere all’agevolazione è necessario ottenere l’asseverazione di un tecnico abilitato e la scheda informativa degli interventi che sono stati realizzati, dove devono essere riportati: gli importi dei costi sostenuti; il risparmio energetico ottenuto (tramite attestato di prestazione energetica); i dati catastali e personali di chi detrae la spesa.

È necessario che il nuovo condizionatore appartenga ad una classe energetica superiore (A+++). La detrazione fiscale spetta unicamente nel caso in cui il contribuente decida di acquistare un climatizzatore con pompa di calore utilizzabile sia per la climatizzazione estiva che invernale. Deve essere sostituito un vecchio impianto.

Attraverso il superbonus è possibile ottenere il bonus condizionatore. In questo caso la detrazione Irpef è al 70% sul costo sostenuto per acquistare o installare degli impianti di climatizzazione, anche quando prevedono la sostituzione dell’intero impianto.

I costi ammessi sono unicamente quelli effettuati all’interno di uno degli interventi trainanti del superbonus, come ad esempio l’isolamento delle superfici verticali o orizzontali, che vengono effettuati nei condomini. È necessario che l’installazione del condizionatore garantisca il miglioramento di due classi energetiche certificate attraverso l’Ape.

Tutti i colori della Casa Bianca

IL PUNTASPILLI  di Luca Martina

 

A poco più di due mesi dalle elezioni del 5 novembre la lotta per la presidenza americana appare più incerta che mai.

A ravvivare l’interesse e a modificare l’esito dei sondaggi, tra fine giugno ed il mese successivo, ne sono successe davvero di tutti i colori.

Il vantaggio accumulato da Trump sino al disastroso (per Biden) dibattito del 27 giugno ed all’attentato del 10 luglio è stato totalmente riassorbito dai “dem” dopo il ritiro dalla corsa, il 21 luglio, del presidente in carica a favore della sua vice Kamala Harris.

Nelle ultime settimane, poi, si sono delineati meglio i programmi dei due candidati e la data chiave, da segnarsi sul calendario, è il 10 settembre, quando si affronteranno in un faccia a faccia, organizzato dalla rete televisiva ABC, che potrebbe rivelarsi decisivo.

A giugno, negli studi della CNN, i due contendenti, The Donald e Biden, avevano dedicato le loro energie a sottolineare i (presunti) successi e fallimenti delle loro esperienze presidenziali (*), ignorando l’argomento che più interessa gli elettori: i loro progetti per il Paese.

La situazione a settembre sarà molto probabilmente diversa: la giovane candidata democratica vorrà senza dubbio concentrarsi sul futuro e Trump non avrà più facile gioco, come avveniva con Biden, dimostrandosi energico e deciso ed attaccando su questo campo il suo avversario.

L’incontro dovrebbe, quindi, essere l’occasione per verificare la sostanza dei programmi elettorali e la capacità degli aspiranti presidenti di renderli convincenti agli occhi degli elettori.

Gli americani incerti sono ancora molti e non bisogna lasciarsi ingannare dalla crescita costante, dalla sua entrata in campo, della popolarità di Kamala.

La Harris ha beneficiato del sospiro di sollievo di una fetta dell’elettorato di sinistra, che aveva ormai perso fiducia nelle capacità di reggere un altro mandato da parte dell’attuale presidente, e dello spostamento, al suo interno, a suo favore di una quota dei consensi di Robert F. Kennedy Junior (e degli altri candidati democratici “minori”).

Il nipote di JFK è un altro esempio della “fluidità” che serpeggia nello scenario politico statunitense (anche Trump non è certo il classico candidato del “Grand Old Party”, i repubblicani…).

Democratico, come gli altri quattro Kennedy che hanno corso per la presidenza, ha una visione completamente diversa (e contrastante) rispetto a quella di Joe & Kamala: liberale, conservatore e sostenitore di teorie complottiste, ha deciso nei giorni scorsi di ritirare la sua candidatura (ormai senza speranza di successo) e di dare il suo appoggio a Trump!

Rimane tutto da capire quanti dei sostenitori di Robert Junior (stimati tra il 4 ed il 12%) decideranno di seguire il suo consiglio…

Lo scenario è reso ancora più complicato dal meccanismo delle presidenziali, creato alla fine del 1700, che assegna ai 50 Stati più uno, il District of Columbia, un numero predefinito di voti.

In tutto si tratta di 538 voti che corrispondono ad altrettanti rappresentanti (i “grandi elettori”) che hanno ‘promesso’ di sostenere il candidato al quale sono collegati.

Per ottenere la presidenza, occorre perciò ottenere 270 voti elettorali, corrispondenti ai grandi elettori eletti in ogni collegio (dove chi ottiene la maggioranza si aggiudica tutti i voti).

Storicamente, una larga parte degli Stati ha già un orientamento ben chiaro e l’esito finale si gioca sui cosiddetti “swing States”, gli Stati che fanno la differenza e il cui esito rimarrà in bilico sino alla fine.

In questa tornata molto dipenderà da ciò che avverrà in Nevada, Michigan, Wisconsin, Arizona, Pennsylvania e Georgia, per un totale di 77 voti.

Alcuni commentatori aggiungono all’elenco degli incerti anche il North Carolina che, sebbene nei sondaggi sia ora attribuito ai repubblicani, ha una quota enorme (ben il 37%) di elettori che non manifestano alcuna preferenza e per questo è ancora ampiamente contendibile.

Questo fa salire il numero totale dei voti ancora sul tavolo a 93.

Non ci deve sorprendere, quindi, che gli sforzi dei due contendenti si concentrino in faticosi “tour de force” ed incontri proprio in questi sette Stati.

Come accennato all’inizio, il quadro incomincia a delinearsi e possiamo cercare di comprenderne colori e sfumature attraverso una breve disamina degli aspetti salienti che emergono dai due schieramenti.

Iniziamo, per ragioni di cavalleria, da Kamala Harris che mette al centro l’aumento delle tasse, sulle società e sui redditi più elevati, la riduzione dell’inflazione, la regolamentazione dei rapporti e del commercio con la Cina ed una politica energetica che punta ad un’accelerazione della decarbonizzazione.

Nel 2017 Trump aveva introdotto una riduzione temporanea (scadrà a fine 2025) delle aliquote fiscali che non verrà rinnovata dai democratici riportando la tassazione al 28%, dal 21 attuale, per gli utili delle società ed al 39,6%, dal 37 attuale, per i redditi superiori ai 400.000 dollari (mantenendo, invece, quelle sui redditi inferiori).

Ad essere impattate dalle maggiori imposte sui redditi sarebbe una quota molto piccola, il 3% circa, delle famiglie americane ma il peso economico (in termini di imposte raccolte) sarebbe molto più che proporzionale e contribuirebbe a coprire parte dei maggiori costi previsti dagli altri punti del programma presidenziale (tra i quali figura anche la detassazione delle mance, fonte di reddito significativa, in particolare nel settore alberghiero e della ristorazione).

Nel programma dei candidati non poteva certo mancare una menzione all’inflazione, che rimane, in assoluto, la maggiore preoccupazione degli americani. (**)

Sebbene i dati siano da qualche tempo estremamente confortanti, l’aumento dei prezzi al consumo è tornato molto vicino al 2% desiderato dalla autorità monetarie, la salita degli ultimi due anni dei prezzi degli alimentari, dei farmaci e delle abitazioni sono impossibili da dimenticare ed una loro riduzione consentirebbe di recuperare, almeno in parte, il potere d’acquisto perso.

La proposta democratica prevede di calmierare i prezzi dei beni alimentari, attraverso dei controlli attuati da una nuova agenzia governativa, proibendo ai produttori il loro “ingiusto arricchimento” (attuato ampiamente anche attraverso l’utilizzo indiscriminato della “shrinkflation”, la diminuzione delle quantità di prodotto nelle confezioni, difficile da percepire a prima vista, mantenendo invariati i prezzi).

Per quanto riguarda i medicinali, il programma di Kamala si basa su una maggiore trasparenza dell’operato degli enti (i Pharmacy Benefit Managers) che si occupano del loro acquisto (contrattando i prezzi migliori) a livello centralizzato per gli ospedali ed i loro pazienti.

A questo si sommerebbe un’azione più incisiva, antitrust, per evitare un’eccessiva concentrazione di potere nelle imprese dei singoli settori, che, se non contenuta, si traduce in una maggiore capacità di imporre più facilmente incrementi dei prezzi.

Sul fronte internazionale, il programma democratico punta il dito sulla necessità di proteggere gli Stati Uniti dalla crescente ingerenza cinese, proibendo l’esportazione di tecnologie strategiche, sulla conferma del supporto all’Ucraina e sulla pacifica convivenza, in due Stati indipendenti, di Israele e Palestina.

Dal punto di vista energetico si andrebbe, infine, a rinnovare e potenziare le misure tese ad accelerare l’adozione (a partire dagli enti pubblici) di veicoli elettrici e di fonti rinnovabili.

Per venire a Trump, i suoi cavalli di battaglia saranno, similmente alle passate candidature, la lotta all’immigrazione illegale, i dazi sulle importazioni (elevandoli, applicando il criterio della reciprocità, ai livelli applicati alle esportazioni USA) e il contenimento della Cina (anche attraverso l’imposizione di una tariffa straordinaria del 60% sulle importazioni).

Un altro tema caro a The Donald è quello della deregolamentazione che consentirebbe, tra le altre cose, di ottenere con maggiore facilità l’approvazione della messa in commercio di nuovi farmaci, di effettuare nuove esplorazioni per l’estrazione di gas naturale e petrolio, di portare a termine operazioni di fusione e acquisizione (l’esatto opposto della politica antitrust caldeggiata dalla Harris) e di sviluppare la produzione di elettricità sfruttando una pluralità di fonti diverse quali il carbone, il nucleare e l’idroelettrico.

Con Trump scomparirebbero, poi, gli sgravi fiscali e gli aiuti finanziari a favore dell’adozione dei veicoli elettrici ed ibridi e verrebbe incentivato un drastico aumento della produzione di farmaci sul territorio americano, per contrastare le forti importazioni provenienti da Cina ed India e calmierarne i prezzi.

Sul fronte internazionale, oltre al contrasto, condiviso da Kamala, alla Cina l’ex presidente promette di porre fine al conflitto russo ucraino (propugnando l’accettazione di un accordo che sancisca i nuovi confini, con il Donbass all’interno della Russia) e di appoggiare l’azione di Israele (pur auspicando una fine rapida dell’azione militare in Libano e Palestina).

Proprio l’eco degli eventi in Russia ed in Medio Oriente è destinato a giocare un ruolo importante: la presenza ucraina in Russia (Kiev controlla 1.300 km quadrati nella regione di Kursk) e l’attacco israeliano alle basi di hezbollah in Libano potrebbero contribuire a spostare l’ago della bilancia dell’elettorato.

Sul fronte interno, al contrario, la situazione economica sta fornendo segnali tutto sommato tranquillizzanti.

La frenata dell’inflazione ha reso pressoché certa l’inversione della politica monetaria e le prossime mosse della banca centrale produrranno una riduzione dei tassi d’interesse che gravano sulle famiglie e sulle imprese statunitensi.

L’economia sta certamente rallentando ma, non essendo alle viste nessuna recessione, si tratterebbe dello scenario “riccioli d’oro” (***), il più apprezzato dagli investitori e dagli elettori.

Insomma, la partita rimane quantomai aperta e per sapere se la Casa Bianca si tingerà metaforicamente di rosso-Trump (non è solo il colore della sua cravatta ma anche quello del suo partito) o di blu-Harris dovremo attendere ancora un po’ di tempo: la lunga estate calda continua…

(*)  https://iltorinese.it/2024/07/02/washington-abbiamo-un-problema/

(**) https://iltorinese.it/2024/06/04/domande-complicate-e-semplici-risposte-elezioni-pessimismo-e-inflazione/

(***) https://iltorinese.it/2023/01/18/conigli-orsi-e-riccioli-doro/

Il fotovoltaico cresce in Piemonte

 

Lombardia, Veneto, Lazio e Piemonte sono le regioni d’Italia che si sono distinte per maggior numero di installazioni.

 Il settore fotovoltaico continua la sua crescita in tutta Italia. Nell’ottava edizione del Barometro del Fotovoltaico di Elmec Solar – l’azienda di Brunello che si occupa di installare e manutenere impianti fotovoltaici residenziali e industriali – emergono risultati che superano le aspettative. A marzo 2024 sono oltre 1 milione e mezzo, più precisamente 1.684.316, gli impianti installati in tutto il Paese, 360.198 in più dell’anno scorso, pari a un incremento del 27%.

A un’analisi più dettagliata emerge che le città sul podio per il maggior numero di impianti installati si confermano essere Roma, Brescia e Padova, ma non solo. L’incremento di nuovi impianti a Roma è stato di +15.435, quintuplicando (+485 %) il risultato dell’anno precedente; lo stesso vale per Brescia (12552 impianti, +325% sul 2023) e Padova (11363 impianti, +365% sul 2023), che hanno quadruplicato gli impianti installati l’anno precedente.

“I risultati ottenuti nell’ultimo anno dimostrano che l’Italia sta facendo notevoli progressi nella transizione energetica, in particolare nell’adozione del fotovoltaico. Gli italiani hanno capito che, anche senza il bonus del 110%, l’energia solare è un investimento che offre significativi risparmi economici e garantisce indipendenza dalla variabilità dei prezzi dell’energia elettrica. Questa consapevolezza è evidente dal fatto che in tutte le regioni l’adozione del fotovoltaico non è stata una semplice moda degli ultimi due anni, ma una scelta consapevole e ponderata per privati e aziende”afferma Alessandro Villa, amministratore delegato di Elmec Solar e membro del consiglio di Italia Solare e di Confindustria Varese.

Secondo la rielaborazione da parte di Elmec Solar dei dati pubblicati da Italia Solare, le 10 province d’Italia più “virtuose” sono rispettivamente: Roma con +15435 nuovi impianti; Brescia con +12552; Padova con +11363 nuovi impianti; Milano con +9534 nuovi impianti; Torino con +9451 nuovi impianti; Bergamo con +8587 nuovi impianti; Udine con +8511 nuovi impianti; Bari con +8038 nuovi impianti; Verona con +7889 nuovi impianti e Venezia con +7886 nuovi impianti.
Complessivamente, al netto del maggior numero di installazioni realizzate nei primi tre mesi del 2024, la provincia d’Italia che conta più impianti solari a marzo 2024 è Roma (66322) seguita rispettivamente da Brescia (58531), Padova (52531), Treviso (48730), Torino (44169), Vicenza (42910), Milano (39905), Venezia (39505), Bergamo (39412) e Verona (37706).

Interessante notare che, ponderano il numero di impianti per numero di abitanti, la provincia di Treviso rileva addirittura la presenza di un impianto ogni due persone (0,580), seguita dalla provincia di Cuneo (0,448) e da quella di Pordenone (0,407).

Di seguito la classifica delle 10 province italiane che hanno installato il maggior numero di impianti fotovoltaici nei primi tre mesi del 2024.

CLASSIFICA PROVINCIA Incremento da dicembre 2023 a marzo 2024 Numero totale di impianti a marzo 2024
1 Roma + 15435 66322
2 Brescia + 12552 58531
3 Padova + 11363 52531
4 Milano + 9534 39905
5 Torino + 9451 44169
6 Bergamo + 8587 39421
7 Udine + 8511 33918
8 Bari + 8038 30693
9 Verona + 7889 37706
10 Venezia + 7886 39505

 

Bonus auto, tutte le novità

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Nel 2025 saranno introdotti nuovi bonus auto. si inizierà con 750 milioni di euro nel 2025 (dei quali 250 milioni già destinati alle coperture del decreto coesione), per poi passare a un miliardo di euro all’anno dal 2026 al 2030.

A settembre 2024 si inizierà a delineare il nuovo schema di incentivi, tenendo conto delle indicazioni delle altre amministrazioni coinvolte e delle proposte del Tavolo Automotive. Il nuovo piano pluriennale prevede incentivi maggiori per le auto a basse emissioni, agevolazioni per chi rottama veicoli vecchi e inquinanti, e bonus sempre più mirati a sostenere le fasce di reddito più basse.

L’obiettivo è duplice: rinnovare il parco auto circolante in Italia, tra i più datati in Europa, e promuovere la transizione energetica verso veicoli a basse emissioni e alimentazioni alternative. Tuttavia, un altro punto chiave è incentivare l’acquisto di auto prodotte in Europa. Questo è fondamentale non solo per sostenere i costruttori automobilistici del Vecchio Continente, ma anche per contrastare, seppur indirettamente, l’espansione dei marchi asiatici.

L’avanzata dei marchi cinesi potrebbe interessare anche l’Italia, soprattutto considerando l’apertura del Governo italiano verso l’idea di un secondo costruttore nazionale.

In merito all’arrivo di nuovi costruttori, sono stati già sottoscritti accordi di riservatezza e memorandum tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e tre case automobilistiche cinesi. Ulteriori incontri, previsti tra agosto e settembre, mireranno a esplorare ipotesi di cooperazione industriale per la produzione di autoveicoli, veicoli commerciali e autobus in Italia.

Finora i bonus hanno beneficiato principalmente le auto elettriche, evidenziando come le risorse significative messe a disposizione per le auto elettriche, quasi 230 milioni di euro, si siano esaurite rapidamente, portando a oltre 25 mila prenotazioni

Nave Amerigo Vespucci, i vini del Piemonte partecipano al tour

Protagonisti i vini in occasione del decennale del riconoscimento Unesco di Langhe Roero e Monferrato

La Regione Piemonte partecipa insieme al Consorzio Piemonte Land of Wine al tour mondiale di Nave Amerigo Vespucci, lo storico veliero e nave scuola della Marina Militare, ambasciatore del Made in Italy nel mondo, che sosterà nel porto di Tokyo, dal 25 al 30 agosto.

Accanto al Vespucci, ci sarà il Villaggio Italia, l’“Esposizione Mondiale Itinerante Pluriennale” delle eccellenze italiane, progetto fortemente voluto dal Ministro della Difesa Guido Crosetto al quale hanno aderito ben 11 Ministeri, che offrirà ai visitatori un’esperienza unica per conoscere la bellezza dell’Italia attraverso la sua arte, la sua cultura, la sua musica, il patrimonio enogastronomico, il cinema, la tecnologia e la ricerca scientifica. Tra le bellezze in mostra anche il Piemonte e i suoi vini, in occasione del decennale del riconoscimento UNESCO, in una serie di eventi organizzati, in collaborazione con ICE e con Vinitaly. Per tutta la durata della manifestazione la Ministry Lounge di Villaggio Italia ospiterà un corner dedicato al Piemonte dove sarà possibile degustare una selezione di vini provenienti dalle zone UNESCO di Langhe-Roero e Monferrato. Il re dei vini del Piemonte, il Barolo, sarà poi protagonista il 27 agosto dalle 16:00 alle 17:00 della “Masterclass Vinitaly – Iconic wines of Italy: tasting six legends” presso il “Ristorante Italia” organizzato da Veronafiere/Vinitaly insieme ad altre etichette piemontesi. Tanto Piemonte anche alla cena di gala del 27 agosto. I piatti della cucina italiana saranno infatti accompagnati da Alta Langa, Roero, Barolo e Moscato d’Asti in rappresentanza dei territori UNESCO di Langhe-Roero Monferrato, a dieci anni dal riconoscimento di patrimonio mondiale dell’umanità.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, sarà a Tokyo nei giorni dell’evento e parteciperà il 26 agosto all’apertura del Villaggio Italia e alla visita a bordo di Nave Amerigo Vespucci insieme al Ministro della Difesa Guido Crosetto. Il Presidente sarà anche ospite della cena di gala del 27 agosto insieme al presidente del Consorzio Piemonte Land of Wine Francesco Monchiero.

La partecipazione del Piemonte alla tappa di Tokyo del Vespucci si inserisce nelle iniziative per il decennale del riconoscimento Unesco che ha contribuito ad accrescere in tutto il mondo la fama e la conoscenza delle nostre bellissime terre di Langhe-Roero e Monferrato – dichiara il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Il Tour del Vespucci rappresenta un importante veicolo di promozione del nostro Paese e in questo contesto il Piemonte intende promuovere le eccellenze vitivinicole e la sua offerta in termini enogastronomici, per quanto riguarda l’export, e turistici per portare sempre più visitatori, anche dall’estremo Oriente, a scoprire il nostro territorio. Una tappa di avvicinamento all’Expo di Osaka 2025 – conclude il presidente Alberto Cirio – a cui il Piemonte sta lavorando per partecipare con una serie di iniziative e appuntamenti dedicati al pubblico internazionale”.

«La tappa di Tokyo della Nave Amerigo Vespucci è una vetrina straordinaria per promuovere e celebrare nel mondo il Piemonte e i paesaggi Unesco di Langhe, Roero e Monferrato anche attraverso i loro grandi vini e cibi – aggiunge l’Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni – È un’occasione che si inserisce nella nuova strategia di valorizzazione dell’agroalimentare piemontese cui stiamo lavorando, che punta alla nascita di una vera e propria filiera corta e che vedrà fra i prossimi appuntamenti Terra Madre e il Salone del Gusto, il G7 dell’Agricoltura a Ortigia e il Vinitaly 2025».
«La presenza del Piemonte con le sue eccellenze all’interno di questo contesto meraviglioso è come una perla custodita in uno scrigno più grande, che è il Vespucci – ha sottolineato l’assessore al turismo, Marina Chiarelli – Questa nave, con il suo ruolo di ambasciatore del Made in Italy nel mondo, oggi aumenta la sua dote per far brillare il nostro territorio, mostrando al mondo la ricchezza e la bellezza che il Piemonte ha da offrire. La nostra regione – ha aggiunto l’assessore – sta vivendo un periodo di grande vivacità turistica, con un crescente interesse soprattutto verso i nostri siti UNESCO. Partecipare a questo tour significa celebrare il passato, ma anche proiettare il nostro territorio verso nuovi mercati e verso un futuro di ulteriore crescita e sviluppo».
Con oltre 6 milioni di arrivi e 16 milioni di presenze, il Piemonte si afferma come una delle destinazioni turistiche più dinamiche d’Europa. Gli stranieri hanno superato gli italiani, rappresentando il 52% degli arrivi contro il 48% degli italiani. La crescita dei visitatori internazionali ha registrato un aumento del 15%, con Germania e Francia in testa e gli Stati Uniti al sesto posto. Anche nei primi sei mesi di quest’anno, il trend positivo è proseguito, con un incremento degli arrivi e delle presenze che varia dal 2,2% al 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2023.

È un grande onore per il Consorzio Piemonte Land of Wine essere stato incaricato di realizzare la carta vini per gli eventi più importanti legati al viaggio intorno al mondo del Vespucci, in quanto consorzio rappresentante tutte le 61 denominazioni piemontesi – conclude il presidente di Piemonte Land Francesco Monchiero- Un invito che è stato prontamente accettato data la già proficua presenza dei vini piemontesi sul mercato giapponese da alcuni decenni. Ci è sembrata un’occasione molto importante per rafforzare il sodalizio del Piemonte vinicolo con i consumatori giapponesi iniziato negli anni 90 grazie all’arrivo sul nostro territorio di molti aspiranti cuochi che si sono appassionati alla nostra cucina per poi riproporla fedelmente ai loro connazionali nei tanti ristoranti che popolano il Giappone e promuovono la tradizione culinaria piemontese. Sarà per me un grande piacere presenziare a questo gemellaggio per promuovere le nostre eccellenze vinicole”.  

Assegno unico, le date e gli importi di agosto

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Anche ad agosto verrà accreditato l’importo dell’Assegno Unico e Universale, destinato alle famiglie con figli a carico. Le date di accredito per agosto sono: 16, 19, 20 agosto.

Per i mesi successivi, ecco le date previste, Settembre17, 18, 19 settembre; Ottobre: 16, 17, 18 ottobre; Novembre: 18, 19, 20 novembre; Dicembre: 17, 18, 19 dicembre.

Il sostegno è calcolato in base all’Isee, l’indicatore della situazione economica familiare presentato dai genitori al momento della domanda. Più alto è il reddito, minore sarà l’importo dell’assegno: si va da un massimo di 189,20 euro per ogni figlio a carico a un minimo di 54,10 euro per chi ha un Isee pari o superiore a 43.240 euro.

L’importo può essere aumentato se la famiglia soddisfa specifici requisiti, come nel caso delle famiglie numerose. Il contributo viene accreditato su conto corrente bancario o postale, libretto di risparmio con Iban, carta di credito o di debito o tramite bonifico presso un ufficio postale.

Per controllare in anticipo i pagamenti dell’Assegno Unico, è sufficiente accedere all’area MyInps del sito ufficiale dell’Inps utilizzando le credenziali digitali, come Spis, Carta di Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Una volta effettuato l’accesso, è possibile entrare nell’area “Prestazioni e pagamenti” all’interno del fascicolo previdenziale del cittadino per verificare lo stato dei pagamenti.

In alternativa, è disponibile il servizio “Assegno unico per figli a carico”, che consente di consultare lo stato della domanda inviata e ottenere informazioni aggiornate sul beneficio.

L’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni per sostenere meglio le famiglie con particolari esigenze. Per i figli a carico di età inferiore a un anno, l’importo dell’assegno aumenta del 50%. Nel caso di nuclei familiari con almeno tre figli, l’assegno aumenta del 50% per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, a condizione che l’Isee non superi i 40mila euro. Per i nuclei con almeno quattro figli a carico, la maggiorazione forfettaria viene incrementata del 50%.

Per i figli disabili, gli importi maggiorati sono stati resi permanenti, indipendentemente dall’età del figlio, con un’ulteriore maggiorazione extra che varia a seconda della gravità della disabilità.

Le maggiorazioni introdotte per il 2023 sono state confermate anche per il 2024, con l’obiettivo di fornire un sostegno più mirato alle famiglie con particolari necessità, garantendo un aiuto economico adeguato in base alla loro situazione specifica.

Torino ha un futuro se mantiene leadership sulla mobilità

Giachino: La Corea del Sud ha iniziato a investire nel settore auto 60 anni dopo Torino ma oggi ci sopravanza anche nella ricerca sulla mobilità del futuro. Ecco perché occorre Sostenere il piano Urso per l’auto 
Caro Direttore,
Il Sindaco LORUSSO è in viaggio verso la COREA a del Sud per una serie di incontri sulla mobilità del futuro nella Città di GWANGIU con cui Torino ha firmato un accordo di collaborazione a Aprile. La serie nutrita di incontri sulla guida autonoma e sulla applicazione della IA  alla Agenzia del Cluster industriale per la intelligenza artificiale e all’AI adatta Center dimostra quanto in Corea del Sud siano già molto più avanti di Torino su questi temi che la Capitale dell’auto avrebbe già dovuto portare avanti se non avesse puntato tutto solo su soluzione economiche alternative alla industria dell’auto.
Abbiamo sentito nel settore del commercio dire che non dobbiamo morire dietro l’industria dell’auto. Ora giustamente Lo RUSSO va a vedere cosa stanno facendo in Corea del Sud dove ricordo che l’industria dell’auto è’ nata negli anni 50 su spinta degli Stati Uniti. E’ dal 2013 quando siamo riusciti a spostare a Torino la Autorità dei Trasporti italiana che chiedo che Torino punti sulla mobilità del futuro, soprattutto da quando il Governo Meloni ha affidato a Torino le risorse per il Centro della Intelligenza artificiale collegata all’auto. Ecco perché tutta Torino dovrebbe sostenere il Piano Auto del Ministro URSO .
Aspettiamo di ascoltare la relazione su quanto stanno facendo nella Corea del Sud.
Mino Giachino

Torino in Corea per parlare della mobilità del futuro

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Missione istituzionale in Corea per il sindaco Stefano Lo Russo che parteciperà al Forum sulla mobilità del futuro nella città di Gwangju con cui l’amministrazione comunale ha firmato, lo scorso mese di aprile, un patto di collaborazione.

Il primo cittadino arriverà  a Seoul dove sarà accolto dall’ambasciatrice italiana Emila Gatto, con cui è in programma un primo incontro istituzionale. Lunedì mattina il Sindaco si sposterà nella città di Gwangju, dove incontrerà l’ambasciatore delle Relazioni Internazionali della città Park Seon-cheol e successivamente la neoeletta Presidente del Consiglio metropolitano di Gwangju, Shin Su Jeong. Nel pomeriggio sono in programma una visita guidata all’agenzia del cluster industriale per l’intelligenza artificiale e una all’AI Data Center che hanno sede nella città coreana.

Prima tappa di martedì sarà il Cimitero Nazionale “18 Maggio”, istituito nel 2002 in memoria dei manifestanti uccisi durante la sanguinosa repressione della protesta contro il regime militare avvenuta il 18 maggio 1980. Poi Lo Russo si recherà al Municipio di Gwangju per incontrare il sindaco Kang Gijung.
Nel primo pomeriggio, i due Sindaci interverranno insieme a rappresentanti istituzionali del Ministero per il Commercio, l’Industria e l’Energia e del Parlamento coreano al Gwangju Future Mobility Forum, il forum sulla mobilità del futuro in programma al Kimdaejung Convention Center. Tra i temi in agenda le tecnologie e i piani di sicurezza della mobilità del futuro, la guida autonoma, gli scambi di tecnologia tra complessi specializzati.

“La collaborazione e i progetti condivisi tra istituzioni di paesi diversi – spiega il sindaco Stefano Lo Russo –, specie su temi che riguardano da vicino le grandi sfide che abbiamo di fronte, sono fondamentali per affrontare e plasmare il futuro di tutti noi. Il Future Mobility Forum è una grande opportunità per esplorare i temi della mobilità di domani, le tecnologie e, soprattutto, le visioni che ci permettono di guardare a un mondo diverso e per Torino è davvero importante prendervi parte, vista la grande attenzione che la nostra città ha scelto di dedicare ai temi della mobilità e della sostenibilità”.

Dopo la partecipazione al Forum, il Sindaco visiterà il Gwangju Global Motors, stabilimento di produzione nato dalla joint venture tra Hyundai Motor Company e il Governo della città di Gwangju. Aperto nel 2021, è il primo nuovo stabilimento di produzione di automobili in Corea del Sud dal 1998 e ha la capacità di produrre 100mila veicoli all’anno.

Gwangju è una città della Corea del Sud, la sesta città più grande della Corea dopo Seul, Pusan, Incheon, Taegu e Daejeon. Lo scorso 15 aprile l’amministrazione comunale di Torino ha accolto a Palazzo Civico il Sindaco e una delegazione per la firma del patto di collaborazione tra le due città, che già intrattenevano rapporti di collaborazione da oltre vent’anni, per promuovere collaborazioni dal punto di vista economico, culturale, turistico e accademico. Sempre nella stessa data ha preso vita una collaborazione con la Fondazione Torino Musei e il MAO, che darà vita all’apertura di una nuova sezione nel nostro Museo di Arte orientale dedicata alla Corea grazie ad alcuni prestiti dalle collezioni del Museum of Art di Gwanju. Alle sinergie e ai programmi di scambio da tempo attivi tra la Corea del Sud e i due atenei universitari torinesi si è poi aggiunto, a partire da quest’anno, un programma di scambio di formazione universitaria e artistica tra Gwangju e il Conservatorio di Torino.

Nel 2024 ricorre il 140esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Corea e Italia.

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Uncem per Torino Capitale delle Alpi

“Tra chi vorrebbe una Città subordinata a Milano, o autocentrata nei 15 minuti, c’è chi come Uncem da 20 anni ribadisce che le Olimpiadi 2006 sono incompiute se non generano rapporti nuovi Torino e le sue valli alpine. E da lì con Lione, Nizza, Sion. E via così. Interazione con infrastrutture e altri mezzi, grazie alle Alpi di una Città in cerca di futuro. Dopo vent’anni di attesa finalmente si può ripartire nel progetto, mettendo insieme teste e idee, progetti e strategie di unità e intesa. La sfida è rispondere alla crisi demografica e alla crisi climatica che qui hanno effetti più gravi che altrove. Pensiamo a Bardonecchia il 14 agosto 2023. Ma gli antidoti ci sono e gli strumenti anche. L’azione di presidio antropica, i paesi stessi e le comunità sui versanti alpini, sono risposta a quelle crisi. Sono decisivi per Torino. Con la montagna, che non è parco-giochi, che traina la città verso nuove opportunità ecologiche di scambio, un turismo meno ingombrante e flussi più organizzati, trasporti più efficaci, sinergie urbanistiche, fiscali, generando perequazione. Unità. Lontani da ogni ideologia e dal ‘che belle le montagne viste da Superga’ oppure ‘come mi piace andare a vivere e fare le vacanze in montagna e con gli sci’, e ancora ‘che bella la Torino borghese proiettata dai quartieri alle località più chic’, semplificazioni novecentesche figlie del fordismo, costruiamo nuovi paradigmi e intese. Percepiti dalle comunità e da chi ci vive. Torino Capitale delle Alpi. Nel nuovo dossier Uncem, lo approfondiamo”.

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Aiuti alle persone in difficoltà, i nuovi bonus disponibili

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

A partire da settembre 2024 sono in arrivo una serie di bonus e agevolazioni a supporto di famiglie, giovani disoccupati e donne in condizioni di svantaggio. Vediamo in dettaglio quali sono le principali agevolazioni disponibili, chi può beneficiarne e come, ma soprattutto quali sono i requisiti necessari.

Atteso il ritorno della social card “Dedicata a te”, che a partire da settembre 2024 offrirà un contributo annuale di 500 euro alle famiglie con un Isee fino a 15.000 euro. Il bonus è pensato per agevolare l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, carburanti e abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale. La carta verrà distribuita da Poste Italiane S.p.A. sotto forma di una carta di pagamento elettronica, prepagata o ricaricabile.

Attenzione: non è necessario presentare domanda per ricevere il bonus. Infatti, i beneficiari verranno individuati automaticamente tra gli aventi diritto, basandosi sui dati Isee già disponibili.

L’importo del bonus è stato aumentato a 500 euro e la lista dei beni acquistabili è stata ampliata. Oltre ai prodotti alimentari già previsti, come carne, pesce, latte e derivati, pasta, e pane, ora è possibile acquistare anche: prodotti DOP e IGP; ortaggi freschi; prodotti da forno surgelati; tonno e carne in scatola. Rimane il divieto di acquistare tabacco, alcolici e bevande zuccherate con il bonus.

Un’altra misura importante e attesa, introdotta dal decreto Coesione, riguarda le agevolazioni contributive per le aziende che assumono giovani disoccupati con meno di 35 anni a tempo indeterminato. Questa iniziativa entrerà in vigore il 1° settembre 2024 e rappresenta un’opportunità cruciale sia per i giovani in cerca di occupazione che per le imprese.

L’incentivo prevede un esonero totale dal pagamento dei contributi previdenziali per due anni consecutivi, fino a un massimo di 500 euro al mese per ogni lavoratore assunto. Lo sgravio è valido per le assunzioni effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025.

Per poter beneficiare di questa agevolazione, i datori di lavoro devono assumere giovani disoccupati che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato e che abbiano meno di 35 anni. L’incentivo è limitato ai contratti a tempo indeterminato, escludendo dunque contratti di apprendistato e lavoro domestico, come quelli di colf, baby-sitter e badanti.

Particolarmente rilevante per il Sud Italia è la definizione di otto regioni come Zona economica speciale (Zes) sempre nell’ambito del decreto Coesione. Le regioni, identificate come aree economicamente svantaggiate, godranno di incentivi maggiorati per le assunzioni, con l’obiettivo di stimolare lo sviluppo economico e ridurre la disoccupazione.

Nelle regioni Zes, l’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35 o di disoccupati di lunga durata può arrivare fino a 650 euro al mese, per un periodo di due anni. Questo incentivo è destinato ai datori di lavoro con aziende fino a 10 dipendenti.

Il governo italiano ha anche introdotto un incentivo mirato a favorire l’occupazione giovanile nei settori della transizione digitale ed ecologica, elementi chiave per il futuro del Paese. Il bonus, previsto sempre dal decreto Coesione, offre uno sgravio contributivo fino a tre anni per le imprese che operano in settori strategici e che assumono giovani under 35.

L’esonero dal versamento dei contributi è del 100% e può raggiungere un importo massimo di 800 euro al mese. La misura è stata già avviata a luglio e sarà disponibile fino al 2028, offrendo un ampio margine temporale per le imprese interessate a investire nelle nuove tecnologie e nella sostenibilità.

Infine, il decreto Coesione prevede un bonus specifico per l’assunzione di donne che vivono in condizioni di svantaggio sociale. L’incentivo è pensato per promuovere l’occupazione femminile, in particolare per le donne che sono fuori dal mercato del lavoro da almeno 24 mesi.