ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 20

Estate 2026 con Openjob Metis, oltre 2 mila opportunità lavorative 

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L’estate si conferma un periodo favorevole per chi è alla ricerca di un’occupazione, sia stagionale sia continuativa. Anche nel 2026 Openjob Metis, agenzia per il lavoro tra i principali player del settore in Italia, registra un fabbisogno complessivo che supera le 2 mila posizioni su tutto il territorio nazionale, tra contratti stagionali e opportunità a più lungo termine. L’analisi dei dati evidenzia come la domanda si distribuisca in modo capillare in tutta Italia, con una forte concentrazione nelle aree a vocazione turistica e nei distretti produttivi. Nel Nord risulta il motore principale della domanda, con il Veneto in testa. Qui si registra il più alto numero di posizioni aperte, con un volume complessivo che supera le 300 unità nel periodo tra maggio e settembre. Il Veneto offre uno spaccato interessante della varietà del lavoro estivo: accanto alle figure del retail, 50 addetti vendita tra le province di Padova, Vicenza e Venezia, emergono esigenze significative nel comparto produttivo con picchi di domanda per operai di produzione e addetti al settore alimentare. Nelle aree più turistiche, come il veneziano e Jesolo, sono in crescita le richieste nella ristorazione, nei servizi e nella grande distribuzione, che testimoniano la presenza di un ecosistema economico fortemente interconnesso. Il turismo è uno dei maggiori esempi occupazionali della stagione. Dalla Sardegna alla Calabria, passando per l’Emilia-Romagna e la Toscana, le strutture ricettive e la ristorazione trainato il mondo del lavoro. In Sardegna, tra costa Nord-Est e Sud, si concentrano numerosi opportunità per camerieri, addetti fast food, bagnini e personale alberghiero, oltre a figure legate a figure essenziali come per la raccolta rifiuti, fondamentale nei periodi di massima influenza turistica. La costa adriatica dell’Emilia-Romagna e le località balneari della Calabria mostrano un fabbisogno costante di personali per hotel, ristoranti e GDO. Accanto al turismo, vengono a rafforzarsi il ruolo della logistica e dei servizi collegati. In diverse regioni, dalla Liguria al Piemonte, fino alle Marche, si registra una domanda significativa di magazzinieri, autisti e addetti al carico-scarico delle merci. Si tratta di un comparto sostenuto sia dall’incremento dei consumi estivi sia dalle esigenze di rifornimento delle varie località turistiche.

Fondamentale anche il contributo del settore produttivo e agroalimentare: l’Emilia-Romagna si distingue con numeri importanti nella lavorazione della frutta e nella logistica industriale, con posizioni quali addetti alla cernita, carrellisti, operatori di magazzino nell’area di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Altre regioni come le Marche si confermano per la centralità dell’attività di confezionamento agroalimentare, soprattutto nel distretto produttivo di Perugia. Il quadro complessivo ci fornisce una mappa di un mercato del lavoro estivo sempre più articolato e dinamico, in cui convivono esigenze diverse, dalla flessibilità tipica dei lavori stagionali alla crescente ricerca di profili fenici e specializzati.

“Quello che osserviamo è un cambiamento concreto. L’estate non è più solo un momento per coprire esigenze temporanee, ma una fase in cui le aziende iniziano a conoscere e valutare nuove risorse – commenta Elisa Fagotto, Candidate Manager di Openjob Metis – per molti candidati significa entrare nel mondo del lavoro più velocemente e trasformare un’opportunità stagionale in un situazione più stabile”.

Mara Martellotta

Mercato della Terra a San Giorgio Canavese

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Il 9 e 10 maggio 2026 il centro storico di San Giorgio Canavese (TO) torna ad animarsi con oltre cento espositori – fra Presìdi Slow Food, Prodotti del Paniere della Provincia di Torino, Maestri del Gusto ed eccellenze regionali e internazionali – che racconteranno le proprie storie attraverso i prodotti che custodiscono tradizioni, territori e saperi agricoli secolari. Parallelamente al mercato si terranno presentazioni e approfondimenti, concerti e laboratori.

 

Il tema della X edizione è “RADICATA 2026 – ORCO CHE ZUPPA”: un invito a riflettere sull’importanza del legame profondo con il territorio e, al tempo stesso, un gioco di parole che richiama i due elementi fortemente identitari del luogo: la terra e l’acqua. “Radicata” celebra il legame indissolubile con la terra, il punto esatto dove tutto ha inizio e dove la vita trova la forza di rigenerarsi. Il sottotitolo “Orco che Zuppa” è invece un omaggio al torrente Orco, linfa vitale del Canavese: è proprio sulle sue sponde, infatti, che la tradizione agricola locale trova la sua massima espressione nella coltivazione della Piattella Canavesana di Cortereggio, Presidio Slow Food.

A chiudere la festa sarà un finale da record: prima del taglio della torta dei 10 anni, verrà presentata la Zuppa dei Record: un’impresa gastronomica senza precedenti con cui il Mercato punta a entrare nel Guinness World Record per la maggiore biodiversità leguminosa mai contenuta in un unico piatto.

Il Mercato della Terra coinvolgerà anche le giovani generazioni, con la terza edizione del Festival della Biodiversità dei Ragazzi. Nel weekend del Mercato, il centro storico di San Giorgio ospiterà infatti laboratori e attività pensate per i più giovani. Dal talent show “Talenteen”, che permetterà ai ragazzi di esibirsi mostrando le proprie doti musicali e artistiche, ai laboratori manuali per realizzare una composizione floreale in vista della festa della mamma, a Lab. Brick, angolo di costruzione con i mattoncini Lego.  Mentre lunedì 11 e martedì 12 maggio il Castello di San Giorgio Canavese diventa un’aula magna per centinaia di studenti delle scuole medie e superiori del territorio. Sono in programma incontri con produttori e personaggi, tra cui: lo chef stellato Pasquale Laera, la food creator Aurora Cavallo nota come Cooker Girl e il fumettista Giulio Giordano, illustratore di Diabolik. Un investimento culturale sul futuro, in cui la biodiversità diventa linguaggio comune per immaginare un’agricoltura più giusta e sostenibile.

Il Mercato, giunto alla X edizione, è uno degli appuntamenti cardine del Festival della Reciprocità, il progetto culturale promosso dalle Tre Terre Canavesane – San Giorgio Canavese con le vicine Agliè e Castellamonte – nato per valorizzare il territorio attraverso scambi, incontri, musica, cibo e storie che uniscono culture e comunità differenti. Un modello di turismo di prossimità consapevole e di alta qualità, che dall’estate all’autunno anima i tre borghi con un ricco calendario di eventi pensati per valorizzare la cultura, le tradizioni e l’economia locale. https://www.treterrecanavesane.it/

Dalla fabbrica al precariato: il nuovo volto del lavoro torinese

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Primo Maggio a Torino è sempre qualcosa di più di una celebrazione simbolica: è un momento in cui la città guarda a se stessa e alla propria storia, profondamente intrecciata con il lavoro industriale. Qui, più che altrove, il tema dell’occupazione richiama un passato segnato dalla grande stagione della Fiat, che ha modellato identità, conflitti sociali e anche forme avanzate di mediazione tra impresa e operai.

Le parole dell’arcivescovo Roberto Repole si inseriscono proprio in questa tradizione. Il suo invito a far sì che “imprenditori e lavoratori devono comunicare apertamente” non è un richiamo astratto, ma nasce dalla consapevolezza che Torino ha già attraversato fasi di tensione profonda, riuscendo però, in alcuni momenti, a trovare equilibri condivisi. Oggi, in un contesto molto diverso, quel dialogo appare più difficile ma anche più necessario, perché il tessuto produttivo è meno compatto e più esposto alle incertezze.

Rispetto al passato, la trasformazione è evidente. La città non è più dominata dalla grande fabbrica, ma da una pluralità di attività, spesso nel terziario e nei servizi. Tuttavia, questa evoluzione non ha garantito la stessa solidità occupazionale: cresce il lavoro instabile, aumentano i contratti a termine e si diffonde una condizione in cui avere un impiego non significa automaticamente avere sicurezza economica. Il fenomeno del lavoro povero si è fatto più visibile, soprattutto tra i giovani, segnando una distanza netta rispetto alla Torino industriale del Novecento, dove l’occupazione, pur faticosa, offriva prospettive più stabili.

È in questo quadro che si inseriscono le preoccupazioni dei sindacati, che nel Primo Maggio insistono sul tema del “lavoro dignitoso”. La loro lettura sottolinea come precarietà, salari insufficienti e riduzione delle tutele stiano diventando elementi strutturali, non più eccezioni. A queste criticità si aggiungono le nuove sfide poste dall’innovazione tecnologica, in particolare dall’intelligenza artificiale, che rischia di trasformare profondamente l’organizzazione del lavoro senza che siano ancora definiti strumenti adeguati di protezione. Anche la sicurezza resta un nodo aperto, così come la crescente frammentazione delle forme contrattuali, che rende più difficile rappresentare e tutelare chi lavora.

Allargando lo sguardo al Piemonte, emerge una situazione ambivalente. Da un lato il sistema produttivo mostra ancora segnali di resilienza, con imprese capaci di restare competitive; dall’altro si registrano segnali di rallentamento, legati alla diminuzione della domanda internazionale, alla compressione dei margini e alla cautela negli investimenti. È un equilibrio delicato, che può reggere nel breve periodo ma che solleva interrogativi sul futuro.

A pesare in modo decisivo è anche il contesto geopolitico. Un territorio fortemente orientato all’export come quello torinese e piemontese risente in modo diretto delle tensioni internazionali: instabilità dei mercati, aumento dei costi energetici, incertezza nelle catene di approvvigionamento. Tutti fattori che incidono sulle strategie delle imprese e, di conseguenza, sull’occupazione.

Fungo di Ceva e Trifola di Murisengo, due nuove fiere internazionali

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L’ultimo aggiornamento delle manifestazioni fieristiche 2026 in Piemonte vede promosse da nazionali a internazionali la Mostra del Fungo di Ceva, a Cuneo dal 15 al 28 settembre, e la Trifola di Murisengo Monferrato, ad Alessandria il 15 e 22 novembre. Viene riconosciuta la qualifica di manifestazione nazionale e due new entry, che sono Bra’s, il festival della salsiccia, del formaggio, pane e riso di Bra, dal 17 al 20 settembre, e Amts Auto Moto Turin Show, a Torino dal 27 al 29 marzo. Salgono da regionale a nazionale “Un borgo di cioccolato”, di Borgo San Dalmazzo (7-8 marzo), Fungo in festa di Giaveno, 11 ottobre, la Fiera agricola di Oleggio, il 1⁰ maggio, la Fiera della zucca di Piozzo, il 3 e 4 ottobre. Sale da interesse locale a rilevanza regionale la Fiera del porro di Cervere, dal 7 al 22 novembre, mentre sono due i nuovi ingressi nel campo regionale: la Fiera del miele di Montezemolo, il 4 e 5 luglio, e Casale Comics & Games di Casale Monferrato, dal 29 al 31 maggio.

“Fiere e sagre in Piemonte sono un fortissimo veicolo di promozione agroalimentare – spiega l’Assessore al Commercio, Agricoltura, Cibo, Turismo, Postolimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni – perché rappresentano un momento di contatto a km 0 fra produttori e consumatori, perché valorizzano un rapporto indissolubile fra un territorio, le sue tradizioni e specificità, e per questo possiedono un grande potenziale di visibilità e attrazione turistica. Quest’anno la Mostra del Fungo di Ceva e la Trifola di Murisengo Monferrato hanno conquistato la Palma di Fiere internazionali per la loro capacità, attestata nel tempo, di richiamare turismo e appassionati al di fuori dei confini nazionali. Alla ribalta nazionale salgono ‘Un borgo di cioccolato’, di Borgo San Dalmazzo, Fungo in festa di Giaveno, Fiera della zucca di Piozzo e la Fiera agricola di Oleggio, che hanno saputo mobilitare grandi numeri e legare in modo visibile territorio e prodotto. Oltre al settore agroalimentare spiccano le nuove attribuzioni per l’Auto Moto Turin Show, che rinnova il legame secolare fra la capitale del Piemonte e l’automotive, e un’altra passione capace di muovere un grande indotto turistico come quella dei fumetti e dei game, che trova a Casale Monferrato un appuntamento imperdibile”.

Sono gli uffici dell’Assessorato al Commercio della Regione Piemonte, dietro verifica dei requisiti di legge, a qualificare ogni Fiera. L’iscrizione al calendario regionale delle manifestazioni fieristiche è la condizione necessaria per accedere ai contributi regionali, infatti la qualifica di ‘manifestazione fieristica internazionale’ dà la possibilità di accedere ai bandi regionali a sostegno dei grandi eventi, offrendo un punteggio nel bando dell’Assessorato al Turismo tra gli eventi di interesse turistico. Il calendario fieristico del Piemonte è molto ricco e conta, nel 2026, 10 manifestazioni fieristiche internazionali, 48 nazionali, 50 regionali, 140 locali, a cui si aggiungono 247 sagre e fiere mercato regionali, che offrono delle occasioni di svago e turismo diversificate.

Mara Martellotta

Gruppo di lavoro sul trasporto pubblico piemontese

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In seconda Commissione del Consiglio regionale, presieduta oggi da Nadia Conticelli è stato istituito il gruppo di lavoro sul sistema dei trasporti e del trasporto pubblico locale (TPL) coordinato appunto dalla vicepresidente Conticelli.

Il gruppo di lavoro approfondirà i temi del trasporto pubblico, su ferro e su gomma, attraverso specifiche audizioni dei soggetti coinvolti, dai comitati pendolari, ai sindacati, alle Province e all’Agenzia per la Mobilità. Lo scopo è predisporre una relazione finale che sarà presentata al Consiglio e alla Giunta, un quadro chiaro e il più possibile completo dai punti di forza alle carenze e alle potenzialità da sviluppare.

In precedenza, la seduta ordinaria aveva svolto l’audizione dell’Agenzia della mobilità piemontese in merito alla nuova linea ferroviaria Avigliana – Orbassano.

“Stiamo lavorando per un ulteriore rafforzamento, nei prossimi anni, dell’integrazione tra Valle di Susa e area metropolitana torinese”. Questa è l’evoluzione, illustrata dal direttore dell’Agenzia Cesare Paonessa nel corso dell’audizione, del servizio ferroviario in Valle di Susa sulla linea storica. Il riferimento è alla linea SFM3.

In particolare, è prevista l’attivazione di due nuove fermate in ambito metropolitano, a Buttigliera Alta–Ferriera e nella nuova stazione di Torino San Paolo, quest’ultima integrata anche con la linea SFM5, al fine di migliorare l’interconnessione tra le diverse direttrici del Servizio Ferroviario Metropolitano; ci sarà anche il prolungamento della Torino-Bardonecchia fino all’Aeroporto di Caselle, per rafforzare l’accessibilità aeroportuale su ferro dell’intera valle.

Si prevede anche di incrementare i treni sulla Torino-Avigliana. Si pensa anche di migliorare la cooperazione transfrontaliera Italia – Francia, attivando una vera e propria “metropolitana di valle” partendo dal collegamento tra Avigliana e Saint Jean de Maurienne, fino ad arrivare all’aeroporto di Caselle”.

Nel corso dei lavori sono intervenuti per chiarimenti la stessa Conticelli (Pd) e la richiedente dell’audizione, Alice Ravinale (Avs).

Ufficio Stampa CRP

Erica Maggiora, l’impresa della memoria: quando la famiglia diventa futuro

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Gli insegnamenti della mamma Elena e di Gualtiero Marchesi sono sempre stati il cuore del percorso della chef

Erica Maggiora, chef, docente e imprenditrice piemontese, e’ oggi impegnata in un progetto che intreccia memoria familiare, cultura gastronomica e visione contemporanea.

La sua formazione è precoce e solida: a soli diciannove anni consegue il diploma di Cordon Bleu, per poi affinare tecnica e sensibilità accanto a maestri della cucina italiana. Nel 1999 apre a Rivoli la sede della Scuola d’Arte Culinaria La Maggiorana, fondata nel 1973 dalla madre Elena, trasformandola in uno spazio dinamico in cui didattica, ricerca ed esperienza convivono. Qui la cucina non è solo tecnica, ma linguaggio culturale, occasione di incontro e sperimentazione.

Oggi, però, il cuore del suo lavoro è un altro: il recupero dello storico Biscottificio Maggiora, fondato dal nonno Ermenegildo e per lungo tempo simbolo dell’eccellenza dolciaria piemontese. Una storia interrotta bruscamente dopo la cessione al gruppo Venchi Unica e il coinvolgimento nel crack finanziario legato a Michele Sindona. Da allora, per oltre quarant’anni, il marchio è rimasto sospeso, privato della sua identità.

La riattivazione non nasce da una strategia commerciale, ma da una presa di coscienza. “È stato un percorso”, racconta la Maggiora. “Determinante è stata la tesi di una studentessa della Bocconi dedicata proprio al Biscottificio: un segnale inatteso che ha riacceso l’attenzione su un patrimonio dimenticato. Da lì prende forma un lavoro lungo e meticoloso: recupero degli archivi, studio delle ricette storiche, ricerca delle iconiche scatole di latta, fino alla costruzione di una nuova identità capace di dialogare con il presente”. Non si tratta semplicemente di rimettere in elaborazione dei prodotti, ma di restituire un’anima. Nasce così il marchio E. Maggiora, che richiama le iniziali del fondatore e segna una nuova fase, in cui tradizione e contemporaneità trovano un equilibrio.

Il momento decisivo arriva durante la pandemia, quando il progetto prende forma concreta con il panettone. Non solo un prodotto, ma un simbolo di rinascita. Il packaging, ispirato all’Art Déco, è realizzato a mano a Torino con materiali riciclati e rifinito con una passamaneria preziosa, a sottolineare una precisa idea di qualità e cura. La distribuzione avviene inizialmente fuori dai canali tradizionali, grazie a una rete costruita negli anni attraverso la scuola. Il riscontro è immediato e supera i confini nazionali, con richieste da Stati Uniti, Canada e Australia, a cui si affiancano altre specialità come biscotti e cioccolato. Il controllo sulla qualità e’ il cuore di tutto e anche quando la produzione è affidata a laboratori esterni, ogni ricetta viene seguita con attenzione. “Ogni prodotto deve essere il risultato di studio e ricerca” sottolinea la chef. Un principio che guida anche la scuola, evolutasi nel tempo per rispondere ai cambiamenti sociali: meno tempo a disposizione, nuove esigenze alimentari, maggiore attenzione al benessere. Nascono così formule più snelle, come “Note nel Parco”, che uniscono cucina, musica e divulgazione nutrizionale. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’esposizione mediatica del cibo, la posizione di Maggiora è chiara: “ Tutto e’ diventato quasi prêt-à-porter. Io, al contrario, continuo a credere nel tempo e nella progettazione”. Una scelta controcorrente, che si riflette anche nella cura artigianale del dettaglio, dal disegno delle forme alla costruzione dei sapori.

Il percorso non è stato privo di ostacoli, soprattutto in un settore storicamente maschile. Ma la qualità del lavoro e la coerenza nel tempo hanno costruito una credibilità solida, trasformando le difficoltà iniziali in una forma di rivalsa professionale. Oggi Erica Maggiora continua a muoversi tra impresa, didattica e ricerca con una sfida precisa: innovare senza tradire le radici, un equilibrio delicato, che guarda al futuro, rappresentato anche dalle figlie Carolina e Camilla già coinvolte nei progetti di famiglia. Più che un’operazione di rilancio, la sua è una riflessione sul valore della memoria, perché alcune storie non chiedono di essere conservate, ma di tornare a vivere.

 Maria La Barbera

Fondazione CRT, il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro

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Avanzo di 208,7 milioni e posizione finanziaria netta a 979 milioni. In crescita i proventi da partecipazioni, rafforzato il fondo di stabilizzazione delle erogazioni
 Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione CRT ha approvato all’unanimità dei presenti il bilancio consuntivo 2025, predisposto dal Consiglio di Amministrazione con il parere favorevole del Collegio Sindacale e della società di revisione.
L’esercizio 2025 conferma un quadro di solidità patrimoniale e finanziaria. L’avanzo si attesta a 208,7 milioni di euro, mentre il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto al 2024.
La posizione finanziaria netta raggiunge i 979 milioni di euro, sostenuta da flussi cedolari robusti e da una gestione attiva della liquidità e del portafoglio obbligazionario.
Positivo e diversificato il contributo delle partecipazioni: i proventi cedolari complessivi ammontano a 233,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 219,7 milioni del 2024. Il risultato riflette un flusso di dividendi in crescita derivante dalle partecipazioni strategiche in portafoglio, all’interno del quale si conferma il contributo della banca conferitaria UniCredit e della partecipazione in Assicurazioni Generali.
La gestione attenta e prudente del nostro patrimonio, sia attraverso partecipazioni solide sia grazie a un portafoglio ben diversificato ed efficiente, ci permette di garantire continuità e stabilità alla nostra azione. In un contesto complesso come quello attuale, in cui il ruolo delle Fondazioni è sempre più determinante, la Fondazione CRT conferma il proprio impegno nella filantropia moderna, mettendo risorse concrete al servizio dello sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio e rispondendo in modo tempestivo alle esigenze del momento” ha dichiarato Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT.
Prosegue, inoltre, il rafforzamento degli strumenti a supporto dell’attività istituzionale. Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni raggiunge 198,4 milioni di euro, in crescita del 5,9%, consolidando la capacità della Fondazione di assicurare continuità e programmazione degli interventi sul territorio.
Al risultato contribuiscono il controllo dei costi operativi e un’attenta gestione delle leve fiscali.
Nel corso del 2025 la Fondazione CRT ha dunque destinato 80,8 milioni di euro a oltre 1.500 progetti e iniziative in Piemonte e Valle d’Aosta, affiancati da risorse per progetti straordinari per oltre 118 milioni di euro. Gli ottimi risultati della gestione hanno consentito di mettere fin d’ora a disposizione per l’attività istituzionale 2026 risorse pari a 120 milioni di euro.

A 360Welfare i buoni pasto per PA in Piemonte e Valle d’Aosta

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L’azienda, parte del Gruppo 360PAY, ha acquisito l’appalto per l’erogazione del servizio sostitutivo di mensa in Valle d’Aosta e Piemonte, servendo circa 380 enti tra Pubbliche Amministrazioni, Comuni e Municipalizzate. Per l’occasione, 360Welfare ha ampliato la propria rete a oltre 3.200 punti vendita nelle due Regioni, con un rafforzamento significativo nella GDO e nei supermercati locali.

Milano, 27 aprile 2026 – 360Welfare, realtà 100% italiana parte del Gruppo 360PAY, annuncia l’aggiudicazione del lotto della gara Consip per la fornitura del servizio sostitutivo di mensa tramite buoni pasto destinati alla Pubblica Amministrazione per le regioni Piemonte e Valle d’Aosta (Lotto 2), per un valore nominale complessivo della commessa superiore a 105 milioni di euro e un totale di oltre 42mila lavoratori della Pubblica Amministrazione interessati.

Oltre al lotto riguardante Piemonte e Valle d’Aosta, la società si è anche aggiudicata il Lotto 7 – Lazio (quota 2), il Lotto 8 – Marche, Umbria, Molise e Abruzzo e il Lotto 12 – Sicilia.

Dall’acquisizione della commessa, 360Welfare ha spinto sull’acceleratore espandendo in maniera consistente la propria rete, attivando oltre 3.200 nuovi punti vendita in Piemonte e Valle d’Aosta. Particolare attenzione è stata riservata alla Grande Distribuzione: oltre alle principali catene nazionali già convenzionate, è stata posta grande attenzione anche alle catene di supermercati locali.

«L’aggiudicazione dei lotti della commessa Consip rappresenta un passaggio importante nel percorso di sviluppo di 360Welfare e del Gruppo 360PAY» commenta Marco Alberti, CEO del Gruppo 360PAY. «Abbiamo investito in questo settore perché crediamo che rappresenti uno degli ambiti in cui innovazione tecnologica, servizi alle persone e vicinanza territoriale possano generare valore. La combinazione con le nostre competenze nei sistemi di pagamento ci consente di offrire soluzioni sempre più efficienti, digitali e facilmente utilizzabili, contribuendo a migliorare concretamente anche l’esperienza di lavoratori e aziende clienti, sia pubbliche che private».

360Welfare propone una soluzione di buono pasto elettronico moderna, per permettere ai dipendenti pubblici di accedere a una rete sempre più ampia e diversificata di esercizi convenzionati, con strumenti di pagamento semplici e digitali, grazie all’App 360Welfare.

Con il progressivo avvio delle attivazioni e il rafforzamento della rete di esercizi convenzionati, 360Welfare intende consolidare ulteriormente il proprio posizionamento sul mercato nazionale del welfare aziendale, continuando a investire in innovazione digitale, qualità del servizio e integrazione tra soluzioni di pagamento e benefit.

Coldiretti, anche dal Piemonte in mobilitazione oggi al Brennero

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Centinaia di agricoltori del Torinese hanno partecipato alla manifestazione al valico del Brennero organizzata da Coldiretti, con pullman da tutta Italia, per protestare contro i falsi prodotti alimentari italiani. Gli agricoltori di Coldiretti, insieme alle forze dell’ordine e alle autorità doganali, hanno controllato alcuni TIR che trasportavano derrate alimentari in ingresso in Italia. Tra i tanti, carichi di cosce di maiale provenienti dalla Germania pronte per diventare prosciutto italiano; latte importato dalla Germania; cagliate per confezionare formaggi spacciati come italiani; confetture prodotte all’estero etichettate come italiane, frutta destinata ai distributori italiani.

Il Brennero è la porta da cui entrano sul mercato italiano molti prodotti alimentari da materie prime straniere e lavorazioni svolte all’estero. Questi possono essere poi etichettati come “italiani” anche soltanto dopo un’ultima trasformazione sostanziale come una salatura o un confezionamento sottolio.

Al Brennero, Coldiretti si è mobilitata per ottenere dall’Europa la modifica al Codice doganale che permette l’etichettatura di prodotto italiano per prodotti che di italiano non hanno nulla. Per questo l’organizzazione agricola sta chiedendo alle amministrazioni locali di sostenere questa battaglia votando specifiche mozioni.

«Martedì scorso una mozione è stata votata all’unanimità anche dal Consiglio regionale del Piemonte – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma ormai sono oltre una cinquantina i Comuni della Città metropolitana che hanno votato mozioni simili e altre saranno votate nei prossimi giorni. Una mobilitazione delle istituzioni che dimostra quanto siano sentite dai cittadini e dalle amministrazioni le ragioni a difesa del vero Made in Italy alimentare».

Al Brennero gli agricoltori si sono mobilitati anche in favore dell’etichettatura d’origine obbligatoria e contro le speculazioni sul cibo, sui carburanti e sui fertilizzanti che trovano la scusa nella guerra e nella chiusura dello Stretto di Hormuz.

Gli agricoltori sono stati presenti al Brennero anche dopo lunghi viaggi da tutti i Comuni della provincia di Torino e proprio nel periodo dell’anno dove è massimo l’impegno lavorativo nei campi.

«Una mobilitazione straordinaria, quella degli agricoltori torinesi insieme ai colleghi di tutta Italia, – aggiunge il direttore di Coldiretti Torino, Carlo Loffreda – che dimostra quanto le nostre aziende, sentano sulla propria pelle il peso della concorrenza sleale che deprezza i nostri prodotti di qualità soltanto perché importati da Paesi dove l’agricoltura non ha le stesse norme a tutela della salute e dei diritti dei lavoratori che devono rispettare gli agricoltori italiani».

Al Brennero, gli agricoltori hanno anche salutato la recente approvazione da parte del Parlamento della legge a cui ha lavorato il torinese Giancarlo Caselli da presidente dell’Osservatorio agromafie di Coldiretti.

«La battaglia degli agricoltori per la trasparenza e il giusto compenso per il proprio lavoro – conclude Bruno Mecca Cici – È in difesa del nostro lavoro e del futuro delle nostre aziende ma anche una mobilitazione a sostegno della salute alimentare e della sicurezza dei consumatori».

La Coldiretti, in mobilitazione oggi al Brennero con diecimila agricoltori provenienti da tutte le regioni e province d’Italia, Asti inclusa, a seguito della presidente Monica Monticone e del direttore Giovanni Rosso, accanto al presidente nazionale Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo. Secondo l’analisi della Coldiretti, gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro se venisse modificata la norma sull’ultima trasformazione sostanziale dell’attuale codice doganale che, in questa fase di difficoltà, potrebbe mitigare l’effetto rincaro dei costi di produzione e combattere gli aumenti dei prezzi al consumo. In seguito alla guerra in Iran, l’energia, il gasolio e i concimi sono andati alle stelle, e risulta complicato anche l’approvvigionamento. Sono a rischio semine e produzioni alimentari e l’incremento di alimenti ultratrasformati.

“Con il Brennero – dichiara il segretario generale Vincenzo Gesmundo – prosegue un percorso di mobilitazione volto a rivendicare un cambiamento non più rinviabile. Al centro c’è la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato. Questa distorsione indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori. Si tratta di una battaglia per l’origine che è da sempre stata una priorità sindacale per Coldiretti, che pochi giorni fa ha ottenuto un risultato storico, con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla Legge Caselli, giunta per affermare e rafforzare la lotta alle agromafie e garantire trasparenza e chiarezza lungo tutta la filiera”.

“L’agroalimentare costituisce una filiera strategica per il Paese, che va da 707 miliardi di euro garantisce 4 milioni di posti di lavoro – sottolinea il presidente nazionale Ettore Prandini – ed è proprio per difendere questo patrimonio che siamo qui oggi. Non si tratta solo di un contributo al PIL, ma di un netto presidio economico e occupazionale sui territori, che non può più essere esposto agli effetti distorsivi del codice doganale. Oggi assistiamo a meccanismi che alterano la concorrenza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l’immagine del Made in Italy. Per questo è fondamentale rafforzare strumenti come i contratti di filiera che rappresentano una risposta concreta per garantire equità lungo tutta la catena del valore, dando stabilita alle imprese agricole e costruendo  meccanismo più equilibrato con il mondo della trasformazione”.

Bambini e famiglie, un milione da Fondazione Crt

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NASCE IL PROGRAMMA ULAOP 

Un piano di iniziative family-oriented per rafforzare la genitorialità, contrastare le fragilità e promuovere il benessere dei minori
Torino, aprile 2026 – La Fondazione CRT rafforza il proprio impegno a favore dell’infanzia e delle famiglie con il lancio del Programma ULAOP, un piano di interventi da 1 milione di euro pensato per ampliare il raggio d’azione e rendere ancora più mirati ed efficaci i progetti dedicati ai bambini e ai nuclei familiari.
Il Programma ULAOP si inserisce nel quadro delle azioni strategiche della Fondazione volte a promuovere coesione sociale, benessere e sviluppo delle comunità, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità. Oltre il 22%¹ dei bambini piemontesi vive in povertà relativa e quasi il 16%²  è a rischio di esclusione sociale.
L’iniziativa raccoglie l’eredità della Fondazione ULAOP CRT, consolidando il patrimonio di relazioni, competenze e fiducia sviluppato nel tempo nell’ambito della genitorialità e dell’infanzia – che ha sostenuto il territorio anche grazie alla sinergia con la Città di Torino – e rilanciando questo impegno in una prospettiva più ampia e strategica. ULAOP si propone di trasformare tale eredità in un mosaico di relazioni e opportunità capace di promuovere il benessere di minori e famiglie – in tutte le loro forme – anche nei contesti più fragili. L’obiettivo è favorire una crescita equilibrata dei minori e rafforzare le risorse delle famiglie, offrendo strumenti concreti e reti territoriali affidabili.
In questi anni, le progettualità sviluppate hanno infatti prodotto risultati significativi: oltre 280 iniziative realizzate e 12.400 presenze registrate nel solo 2025 nell’ambito delle attività per le famiglie con OGR Kids & ULAOP; 4.769 famiglie e 6.627 bambini raggiuntioltre 163.000 cambi di pannolini distribuiti, più di 5.000 confezioni di materiale scolastico e una rete di più di 60 enti coinvolti sul territorio attraverso il Banco del Sorriso; 25 famiglie in condizione di fragilità accolte a Sharing Torino e 23 a Cascina Fossata nell’ultimo anno attraverso interventi integrati di accompagnamento alla genitorialità. Un patrimonio di esperienze e risultati che oggi consente di rafforzare e ampliare ulteriormente l’azione della Fondazione, inserendole in un quadro più organico e orientato all’impatto.
Con il Programma ULAOP la Fondazione CRT raccoglie una delle sfide più rilevanti per il presente e il futuro delle nostre comunità: il sostegno alle famiglie, in particolare a quelle che vivono condizioni di maggiore fragilità -afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi -. Questo impegno si fonda su un patrimonio di esperienze costruito negli anni grazie alla Fondazione ULAOP CRT, oggi valorizzato e sviluppato in una prospettiva più ampia, con l’obiettivo di consolidare un modello di intervento capace di leggere in modo sempre più efficace i bisogni sociali e orientare le azioni future”.
L’esperienza della Fondazione ULAOP CRT, sviluppata in sinergia con la Città di Torino a favore delle famiglie più fragili e vulnerabili, ha rappresentato un punto di riferimento importante per il sostegno ai bambini e alla genitorialità – dichiara Anna Di Mascio, Presidente del Comitato Scientifico del Programma ULAOP –. Un percorso che ha contribuito al rafforzamento dei servizi e delle reti locali, e che oggi consente di proseguire e ampliare questo impegno con interventi sempre più mirati a sostegno delle famiglie”.
Il Programma ULAOP si articolerà in tre linee di intervento complementari, pensate per raggiungere più famiglie, più territori e bisogni più diversificati: Kids 4 Future (evoluzione del modello OGR Kids & ULAOP) estenderà il palinsesto di laboratori multidisciplinari gratuito alle OGR Torino con una programmazione più strutturata e continuativa, introducendo anche un evento annuale dedicato alla comunità delle famiglie e rafforzando le collaborazioni nei contesti a maggiore fragilità socio-educativa; TANGRAM. Legami che contano (attivo negli housing sociali) vedrà il potenziamento delle attività a Sharing Torino e l’estensione del modello a nuovi territori (Borgo Vittoria, con particolare attenzione a Cascina Fossata), con un rafforzamento dei percorsi strutturati di sostegno alla genitorialità, attività di animazione educativa e comunitaria, sportelli di orientamento e collegamento con i servizi territoriali, iniziative residenziali estive genitori-figli e interventi di supporto educativo; la Rete dei Sorrisi (evoluzione del Banco del Sorriso) sarà ampliata a nuovi territori piemontesi attraverso un percorso organizzato di mappatura, attivazione e formazione degli enti, consolidando e diffondendo il modello già sperimentato e rafforzando la rete territoriale di supporto alle famiglie.
Nell’ambito del Programma rientreranno inoltre interventi che hanno come focus l’attenzione a famiglie e infanzia, come il progetto Forte Connessioni al Forte di Fenestrelle, che prevede la realizzazione di parchi tematici ispirati al “paesaggio fortificato” per offrire alle famiglie e ai visitatori un’esperienza culturale dedicata, e l’asilo nido del Comune di Marene, opera di recupero e rifunzionalizzazione di uno spazio nel complesso storico di Palazzo Galvagno, in continuità con il baby parking e in sinergia con il Giardino della Casa del Custode, per un ambiente inclusivo, sostenibile e radicato nella comunità.
¹Fonte: Report “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. III Edizione 2024” (Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Elaborazioni su dati Istat – BES-T Piemonte 2024)
²Fonte:Sisreg