ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 175

Il primo incontro post Covid di Amici ed Alumni dell’Università

Nei giorni scorsi  si è tenuto presso la School of Business & Economics dell’ Università di Torino il primo incontro post Covid promosso dall’Associazione Amici ed Alumni dell’Università di Torino, che ha ribadito il ruolo di collegamento tra alumni unito, mondo universitario torinese, istituzioni ed imprese.

Il ruolo è stato peraltro ben rappresentato dal panel dei relatori del convegno intitolato “L’intelligenza  artificiale, il mercato e le imprese: nuove occasioni per produrre valore oggi”.

Dopo i saluti del Presidente Domenico Arcidiacono è stata la volta di Antonio De Carolis, Vice Presidente di Amici UNITO che nel suo intervento ha indicato gli obiettivi 2023 dell’associazione, promuovendo altresì l’adesione di alumni ed amici a questo nuovo corso che ha come principale obiettivo quello di rafforzare le relazioni tra tutti gli iscritti e rendere sempre più percepibile ed evidente i valori di Torino come città universitaria, della cultura e dell’innovazione.

Gli interventi si sono succeduti non solo sulle potenzialità dell’applicazione delle nuove tecniche di intelligenza artificiale ma anche su esempi concreti di servizi oggi attivi ed in via di veloce sviluppo nei mercati della comunicazione e del marketing ( Andrea Bosso AD di Domino); nel miglioramento nella gestione delle interfacce virtuali ( Davide Borra AD di No Real Interactive); nel miglioramento della comunicazione tra la domanda di prodotti e servizi ed un’offerta sempre più personalizzata, grazie a sistemi evoluti di customer experience (Andrea Peron – Regional Sales Manager Adobe).

Il giro degli interventi, coordinati da Bruno Ruffilli, Innovation Editor de La Stampa, è quindi terminato con l’intervento della d.ssa Paola Pisano ex Ministro e Professore di Gestione dell’Innovazione dell’ Università di Torino che ha sottolineato l’importanza del contributo universitario nel processo di ricerca ed innovazione, esponendo esempi pratici di applicazioni a supporto dell’attività istituzionale e governativa.

Il percorso di introduzione dei servizi basati su intelligenza artificiale è già iniziato e spesso non ancora percepito. La gran quantità di dati disponibili, la contemporanea crescita di basi di conoscenza sempre più vaste non solo circoscritte a specifici ambiti applicativi, l’evoluzione nei programmi e sistemi di interfaccia uomo – macchina porterà cambiamenti nel modo di lavorare, di informarci e di prendere decisioni. Nuovi lavori emergeranno altri forse scompariranno; certamente nuove competenze saranno richieste in primis in campo informatico ma anche in campo umanistico in grado di riflettere e dibattere sulle tematiche di carattere etico dell’impatto che lo sviluppi delle nuove tecnologie potrà avere nella vita e nei rapporti tra le persone. Ci saranno nuove opportunità ed Amici UNITO vuole essere pronta ad accoglierli ed a metterli in evidenza ai propri soci.

Nel nuovo sito internet all’indirizzo: www.amiciunito.itsaranno presto disponibili contenuti e video degli interventi; informazioni sulle attività degli Amici ed Alumni dell’Università di Torino e su come aderire all’Associazione per partecipare a tutte le prossime attività.

Sfruttare le opportunità del lockdown

Il lockdown del 2020 è stato il primo caso, almeno in Europa, di impedimento forzato di ogni attività che non fosse strettamente necessaria.

Si è scoperto lo smart working (l’unica cosa “furba” è chi l’ha creato nella forma attuale, dove chi lo esercita deve sostenere tutti i costi, quali pasti, riscaldamento, linea telefonica, ecc)

La riduzione forzata della libertà, il divieto di recarsi al mare o in montagna, pena sanzioni pesanti, l’obbligo di recarsi a fare la spesa da soli, l’obbligo vaccinale e la cassa integrazione, gli importi della quale spesso arrivavano dopo mesi hanno comportato uno stress non indifferente in chi ne è stato oggetto.

Come sempre avviene quando si è sotto stress, la reazione è estremamente individuale; ricordiamo che lo stress è la reazione ad eventi esterni ed esistono ben due tipi di stress: quello positivo, o eustress, che consente di reagire positivamente e quello negativo, o distress, che al contrario può minare seriamente la salute dell’individuo.

Evidente come anche nel caso del lockdown le persone abbiano reagito in modi molto diversi tra di loro.

Alcuni sono andati completamente in tilt, non concependo una vita senza discoteca, magari privi di social network, senza hobbies e, spesso, con una scolarità bassissima che non consente loro un’interazione che ad altri è concessa.

Hanno avuto, in questo periodo, un enorme sviluppo trasmissioni televisive create apposta per chi non possa o non sappia ragionare col proprio cervello preferendo interessarsi al gossip di emeriti sconosciuti.

Allo stesso modo hanno avuto sviluppo, e questo è positivo per l’economia di un Paese, produzioni cinematografiche destinate allo streaming Tv, dato che le sale cinematografiche erano chiuse (città come Torino erano testimoni del numero di set cinematografici sparsi un po’ ovunque).

Ma, come dicevo, non tutti hanno reagito in questo modo.

Io, per esempio, ho continuato ad insegnare online ai vari studenti, ho organizzato la loro mostra fotografica di fine anno, ho ripreso a studiare russo, ho scritto il mio primo libro (e fra poco uscirà il terzo), ho studiato (per insegnare agli altri occorre prima sapere le cose) ed ho proseguito la mia attività di consigliere comunale.

Cosa ho di diverso da chi ha perso la voglia di fare, di reagire? La volontà? Il carattere, che non si lascia prendere alla sprovvista da provvedimenti inutili quanto dannosi? Un ricordo della teoria manzoniana degli eletti e dei reietti?

Sicuramente una mente imprenditoriale vedrebbe nel lockdown un’ottima opportunità di azione, per il ridotto numero di concorrenti, per il bisogno di soddisfare le esigenze altrui di socializzazione e di dialogo anche a distanza.

Troppe persone, si è visto col senno di poi, amano lamentarsi anziché reagire, attendere invece di agire, ricevere la carità anziché procurarsi ciò di cui hanno necessità.

Confucio diceva “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.”

Ecco: noi spesso attendiamo che qualcuno ci porti in dono (in vendita implicherebbe essersi procurati il denaro) ciò di cui abbiamo bisogno, anziché muovere noi i passi essenziali per procurarcelo.

Se vedete questo aspetto a livello di Paese, potete comprendere la disparità di percezione fra quanti lamentano di non trovare lavoro e quanti, dalla parte opposta, non trovano maestranze per la loro attività.

Ma non solo: lamentarsi, a 40 anni di età, perché non si ha conseguito un diploma anziché frequentare uno degli innumerevoli corsi di istruzione serali o online indicano una maggior propensione alla lamentela che alla soluzione.

Nei casi più gravi e da parte di soggetti più a rischio, ad esempio gli adolescenti che non hanno ancora una personalità definita, si assiste ad un incremento dei ricoveri in neuropsichiatria infantile (14-18 anni) in prevalenza causati dagli effetti post Covid (inteso come evento globale, non come infezione).

E’ evidente che molti di questi ricoveri vedano come responsabili i genitori del paziente (escludendo una patologia di origine traumatica o altrimenti contratta) che non hanno saputo prepararli alla vita da adulti.

Consentire sempre, soddisfare qualsiasi richiesta provenga dai figli, non rifiutare alcune richieste non significa amare i figli né volere il loro bene: significa solo essere genitori biologici (e almeno 2 su 10 credono di essere i padri ma non lo sono) ma lavorare contro gli interessi del figlio. Dire “no” ogni tanto ci renderà impopolari, verremo additati come insensibili, dittatori o altro ma preparerà i figli a sopportare le rinunce.

Sergio Motta

La Regione insieme alle Pmi: solide basi per affacciarsi sui mercati internazionali

La giunta regionale ha approvato una misura che intende consolidare la presenza a livello competitivo delle piccole e medie imprese piemontesi, favorendone la penetrazione nei mercati esteri.

È stata presentata alle pmi e prevede l’avvio di una procedura ad evidenza pubblica, finalizzata alla partecipazione di progetti integrati di filiera, attivati per i comparti dell’Automotive, Transportation,  Aerospazio, Cleantech, Green Building, Tessile, Abbigliamento alta gamma, design, agroalimentare, meccatronica e Salute Benessere.

Il bando  a cui le Pmi potranno presentare domanda, sino alle ore 12 del 15 dicembre prossimo, permette alle imprese di accedere alle attività  promosse e realizzate dalla Regione Piemonte, attraverso il soggetto CeiPiemonte s.c.p.a.

Oggi è  una giornata importante perché  presentiamo alle imprese un nuovo bando per la partecipazione ai Pif, Progetti Integrati di filiera. Sono progetti ponte che traghetteranno verso i nuovi fondi europei del periodo 2021-27, che vedranno destinati all’internazionalizzazione 45 milioni di euro – ha affermato l’assessore all’Internazionalizzazione  della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca. Oltre 3 milioni di fondi FSC saranno destinati al finanziamento di questo bando per i PIF, tanto da assicurare alle circa 800 PMI piemontesi già partecipanti alla precedente edizione la partecipazione ai principali eventi del primo semestre 2023, oltre che consentire a sempre nuove imprese di aggiungersi.

“I progetti Integrati di Filiera sono pensati e ideati  a misura delle pmi piemontesi che vogliono affacciarsi nel mondo del lavoro –ha dichiarato Dario Peirone, presidente di CEI Piemonte.  Sono strumenti concreti che, grazie al supporto della Regione Piemonte, offrono alle imprese del territorio un insieme strutturato di attività  per supportare la crescita sui mercati esteri del Made in Piemonte.

Nell’ultima annualità che si è appena conclusa sono state oltre 150le iniziative organizzate da Ceipiemonte, tra cui fiere internazionali, business convention e workshop con buyer in Piemonte, incontri b2b con la committenza internazionale,  assistenza continuativa e percorsi individuali. Si riparte con una nuova edizione, con slancio rinnovato e energia, in sinergia con le imprese e forti delle eccellenze produttive del territorio, con l’obiettivo di supportarle efficacemente sui mercati internazionali.

I nuovi Punto Poste casa & famiglia

Entro il 2023 ne saranno aperti altri 7 negli Uffici Postali di Torino con un’ampia offerta di servizi dedicati alla casa e alla famiglia

Torino, 7 dicembre 2022 – Da oggi, in 8 Uffici Postali della Città Metropolitana è disponibile Punto Poste Casa & Famiglia, un nuovo spazio dove i cittadini possono trovare tutta l’offerta di prodotti e servizi dedicati alla casa e alla famiglia. Un unico punto di contatto pensato per semplificare e valorizzare la relazione con il cliente. Altri 7 Punto Poste Casa & Famiglia saranno aperti in altrettanti Uffici Postali di Torino nei primi mesi del 2023.

Nei nuovi Punto Poste Casa & Famiglia saranno disponibili le offerte di telefonia di Poste Italiane, sia mobile sia per la casa. Si potrà ad esempio cambiare il piano tariffario sottoscrivendone uno più conveniente o aderire ad un piano telefonico di PosteMobile Casa, disponibile anche nella versione con Fibra ultraveloce con prezzo bloccato e nessun vincolo di durata, oppure attivare, sostituire o ricaricare una SIM.

Punto Poste Casa & Famiglia consente inoltre di attivare facilmente la PostePay Evolution, la carta prepagata dotata di IBAN che consente di accreditare lo stipendio o la pensione, di inviare e ricevere bonifici e di richiedere la domiciliazione delle utenze.

Nei nuovi Punto Poste Casa & Famiglia, sarà possibile sottoscrivere una polizza RCA Poste Guidare Sicuri, per assicurare l’auto di famiglia dai danni causati a persone o cose. Poste Guidare Sicuri prevede condizioni di favore per i clienti BancoPosta e offre, tra le garanzie di base, la guida libera, che consente a tutti i maggiorenni della famiglia di guidare il veicolo e la copertura per i danni causati da un passeggero a persone non trasportate. Si potranno sottoscrivere inoltre, garanzie opzionali per coprire danni arrecati da veicoli non assicurati, assistenza stradale, tutela legale, infortuni e rottura dei cristalli.

Presso il Punto Poste Casa & Famiglia è possibile richiedereanche tutti i prodotti più ‘tradizionali’ di Poste Italiane: il Libretto di Risparmio Postale, una forma semplice e sicura di risparmio, senza costi di apertura, gestione o chiusura e con versamenti e prelevamenti gratuiti in qualsiasi Ufficio Postale d’Italia oppure di il Buono Fruttifero Postale, con tassazione agevolata sugli interessi maturati al 12.50% e la garanzia di poter riavere indietro l’intero capitale investito in qualsiasi momento.

Al momento disponibile esclusivamente per i dipendenti di Poste Italiane l’offerta luce e gas, nei prossimi mesi sarà disponibile per tutti i cittadini presso il Punto Poste Casa & Famiglia con tariffe concorrenziali e pensate per le famiglie.

Punto Poste Casa & Famiglia è attualmente disponibile negli Uffici Postali di Torino Centro, Porta Nuova, Torino 35 Via Marsigli, Torino 74 Corso Grosseto,Torino 33 Piazza Derna, Torino 18 Via Principe Tommaso, Torino 28 Via Bligny, Torino 19 Via Bruino.

Fondi per l’agricoltura dalla Regione

Fino al 2024 le risorse per l’agricoltura si attestano intorno ai 145 milioni di euro l’anno. È quanto ha annunciato l’assessore regionale Marco Protopapa in Terza commissione (presieduta da Sara Zambaia) che si è riunita per l’espressione del parere consultivo sul Documento di economia e finanza 2023-2025 (Defr).

Tra gli obiettivi da raggiungere figurano in primo luogo il reddito agricolo (come peraltro previsto anche dall’Ue); il miglioramento economico e ambientale; la trasformazione e commercializzazione dei prodotti; lo sviluppo, ammodernamento e adeguamento in agricoltura e silvicoltura; il sostegno all’agroambiente e all’agricoltura biologica; il cibo di qualità come strumento per tutelare la salute; il contrasto allo spreco alimentare.

L’assessore, alla luce dei cambiamenti climatici, ha poi ribadito la necessità di gestire sempre più in modo sostenibile anche l’agricoltura, uno dei comparti più importanti per l’intera economia piemontese.

Per delucidazioni sono intervenuti Valter Marin e Paolo Demarchi (Lega), Sean Sacco (M5s) e Mauro Fava (Fi).

Formazione professionale e lavoro

Per quanto riguarda Documento di economia e finanza 2023-2025 (Defr) relativamente alla formazione professionale e al lavoro l’assessore Elena Chiorino ha conferma che non sono state apportate variazioni rispetto a quanto approvato a giugno.

Istruzione e diritto allo studio

L’assessore Chiorino ha riferito, in Sesta, che in materia di istruzione si mantengono gli investimenti dello scorso anno; sul diritto allo studio universitario, alle risorse previste a bilancio, vanno aggiunte quelle del Fondo sociale europeo: circa 10 milioni per ciascuna annualità.

Ricerca e innovazione
Tra i risultati attesi, sempre in Sesta, l’assessore Matteo Marnati ha indicato l’avanzamento nei percorsi di transizione digitale e transizione ecologica del sistema produttivo regionale. Si promuoverà anche la collaborazione tra imprese, in particolare in termini di progetti di filiera e forme di rete organizzativa. Le risorse stanziate sono pari a 1,24 milioni per il 2023, e circa 1,17 per i successivi due anni; saranno integrate con quelle destinate alla ricerca nell’ambito del Por 2021-2027.
Oltre 44 milioni, in prevalenza di fondi regionali, sono invece destinati allo sviluppo dei sistemi informativi della Pa, con l’obiettivo di una sempre maggiore semplificazione delle procedure e servizi completamente digitalizzati.

Stellantis prima in Italia per veicoli a basse emissioni

Stellantis si conferma in Italia al primo posto nei primi 11 mesi dell’anno nelle vendite dei veicoli Lev, a basse emissioni con la spina. L’azienda che nasce dall’evoluzione di Fiat e Fca consolida così  la sua supremazia nei più rilevanti segmenti di mercato. Stellantis conquista  nel mercato delle auto una quota del 32,6%, in crescita a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno di 1,8 punti nel contesto del mercato italiano che sul fronte dei Lev è pari all’8,8%.

I parchi e lo sviluppo turistico

“Sono stati avviati molti progetti per la valorizzazione dei nostri parchi e per questo vogliamo proseguire nel nostro intento di promuovere il coordinamento e le sinergie tra le iniziative delle varie aree protette incontrando periodicamente, anche sul territorio i direttori ed i presidenti dei diversi enti, per fare squadra”.

Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale, Fabio Carosso, illustrando in Quinta Commissione presieduta da Angelo Dago, il capitolo del Defr dedicato appunto ai parchi.

“Vi sono anche delle criticità, come quelle derivanti dai danni da animali selvatici – ha continuato Carosso -. In quest’ambito pensiamo anche all’utilità di creare una filiera della carne per non sprecare gli animali abbattuti. Stiamo studiando i dati e le proposte del mondo scientifico per arrivare a creare una situazione sinergica e non di contrasto tra la tutela del lupo e la pastorizia”.

Al termine la Commissione ha dato parere positivo a maggioranza, per le materie di competenza, alla proposta di deliberazione 244 “Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2023-2025”.

“Abbiamo già avuto dei riscontri positivi a livello turistico – ha aggiunto il vicepresidente – per cui continuerà ad essere una nostra priorità far visitare le bellezze dei nostri Parchi, le bellezze del Piemonte. Per promuovere la conoscenza del nostro patrimonio ci appoggiamo non solo ai canali tradizionali, ma anche a quelli social”.

Alcuni consiglieri sono intervenuti chiedendo delucidazioni, tra questi Sean Sacco (M5s) in merito alla valorizzazione degli immobili presenti de La Mandria e in generale. Carossoha spiegato che diversi immobili de La Mandria partecipano già a bandi europei per la loro risistemazione mentre, in generale, è in atto una ricognizione nelle varie aree protette per capire se vi siano immobili e terreni che sia opportuno alienare per recuperare risorse.

Sarah Disabato (M5s) ha sostenuto la necessità di approccio scientifico per la gestione dei problemi derivanti dagli animali selvatici, i relativi risarcimenti e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali all’interno delle aree protette. Silvana Accossato ha chiesto di fare il punto sulla situazione dei lavoratori dei parchi. Lo stesso presidente Dago si è soffermato sulla necessità di valorizzare l’aspetto economico, anche similmente a quanto fatto in Lombardia, derivante dai capi di animali selvatici abbattuti, oltre a sottolineare la necessità di tutelare la sicurezza dei cittadini e delle imprese che si trovano a dover convivere con la presenza del lupo.

Carosso ha evidenziato che esiste una forte preoccupazione in molte parti del territorio sulla presenza del lupo. Tuttavia, ogni iniziativa dovrà essere basata su riscontri scientifici. Per mettere in atto le giuste misure di tutela è necessario anche avere l’aiuto di risorse europee. Attivare una filiera della carne derivante dagli abbattimenti potrà apportare delle risorse da reinvestire per pagare i danni causati da questi animali. Per quanto riguarda i dipendenti, il turnover è garantito, anche se qualche dipendente in più sarebbe utile.

Sulla possibile trasformazione dei Parchi (per esempio il Parco delle Alpi Marittime ipotizzato come Parco nazionale) è intervenuto Matteo Gagliasso (Lega). Su questo punto il vicepresidente si è dichiarato aperto a qualsiasi miglioramento utile al territorio.

Logistica, grandi investimenti sul Piemonte. La Regione pianifica le azioni per Tav e Terzo Valico

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Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale Fabio Carosso che ha illustrato gli argomenti principali della programmazione in materia urbanistica in seconda Commissione, presieduta da Valter Marin.
La commissione Urbanistica ha dato parere favorevole a maggioranza al Documento di economia e finanza regionale 2023 – 2025 per la propria materia.
“Ci impegneremo per promuovere lo sviluppo sostenibile del settore socio economico – ha specificato l’assessore – I Comuni dovranno modernizzare i loro Piani regolatori alla luce del piano paesaggistico e delle altre norme regionali”. L’assessore Carosso ha anche precisato che sta lavorando al testo di una nuova legge urbanistica. 

Nella foto: lavorazioni per la Tav

Emoticon che passione… (e che confusione)

Le famose faccine ci aiutano nella conversazione digitale ma il significato non è sempre chiaro.

Attualmente le conversazioni online, su Whatsapp, Facebook, Messenger o Twitter, difficilmente avvengono senza l’inserimento di emoticon o emonji. All’interno delle chiacchere virtuali è oramai consuetudine aggiungere un cuoricino, una faccina che ride, un pollice alzato (che personalmente non amo), ma anche fiori, cibo e chi ne ha più ne metta. Questi supplementi comunicativi sono utili a spiegare meglio ciò che si vuole esprimere per il semplice fatto che gli strumenti virtuali di cui ci avvaliamo spesso possono risultare asettici e non in grado di dare alla conversazione il tono desiderato né di far giungere l’inflessione emotiva. Cosa si fa allora? Si aggiungono le faccine oppure, sempre più spesso, si inseriscono al posto delle parole stesse considerato che molti di questi simboli pittografici, soprattutto le emonji, possono rappresentare veri e propri concetti.
Intanto è utile spiegare che tra emoticon ed emonji c’è differenza. Le prime rappresentano semplici espressioni facciali create attraverso l’utilizzo della punteggiatura e ciò grazie all’intuizione dell’informatico Scott Fahlman che, nel 1982, diede vita alle emotion icon, emoticon nella sua versione più conosciuta.
Le emonji, invece, inventate dalla NTT DoCoMo, società di comunicazione giapponese, sono vere e proprie immagini, spesso animate, che esprimono stati d’animo, nozioni, oggetti e, nel caso delle soundemoji, includono anche un audio (risate, rulli di tamburi, ecc.).
Indubbiamente queste “componenti extra-verbali” sono di sostegno e permettono di comunicare molte cose a chiunque, in qualsiasi situazione e in tempi e spazi ristretti. Ma testé riconosciuta la loro valenza pratica, siamo sicuri che il significato sia sempre chiaro e appropriato? Quando riceviamo questi simboli all’interno dei messaggi ci viene mai il dubbio che siano calzanti? Personalmente cerco di sceglierle con attenzione, non includo cuoricini se scrivo per lavoro o se non ho confidenza con le persone con cui sto chattando e se questo, invece, accade nei miei confronti mi sforzo di ridare alla conversazione un tono più adeguato. Ma è proprio quest’ultimo il punto, spesso abbiamo parametri differenti sul tenore corretto delle conversazioni che avvengono online e l’informalità del mezzo prende il sopravvento su consuetudini e buone maniere.
Melius est abundare quam deficere nel caso delle emonji non credo funzioni, ma soprattutto è necessario fare una riflessione su quali siano quelle più indicate da utilizzare in base ai diversi contesti.
I dati comunque parlano chiaro, emoticon ed emonji sono molto amate. Secondo una ricerca, effettuata dalla Online Social Networks and Media, gli Stati Uniti svettano nella classifica dei maggiori utilizzatori, l’Italia è al ventesimo posto, mentre i Paesi Bassi risultano apprezzarle in maniera decisamente minore.
Oltre alle indagini relative alle quantità delle emonji e delle emoticon utilizzate in base all’area geografica, ci sono diverse analisi che hanno illustrato l’utilizzo dei singoli pittogrammi in relazione al background culturale; per fare un esempio la “manina che saluta”, che in occidente è accolta positivamente, in Cina esprime un rifiuto mentre il nostro “ok”, con pollice e indice che si uniscono formando un cerchio e con le altre tre dita alzate, in Brasile rappresenta un insulto. Non basta dunque fare una valutazione dei simboli da utilizzare rispetto ai contesti a cui apparteniamo, ma è necessario essere informati anche sul significato che questi rivestono a livello planetario tenendo conto, quindi, delle culture proprie dei nostri interlocutori.
Difficile? No, basta fare un po’ di attenzione per non trovarsi in situazioni imbarazzanti dalle quali poi si rende necessario divincolarsi.
Per finire con qualche curiosità sulle faccine, sappiamo che gli uomini ne usano molte di più, che spesso nelle notizie e nei tweet più se ne mettono e maggiore è la possibilità che siano dei fake e che a seconda dell’età la scelta cambia, i giovani usano molto la faccina che piange di gioia e meno il cuore rosso che batte, più gettonato dagli adulti. Dal 2014, ogni anno il 17 luglio si celebra l’Emonji Day, data in cui il fondatore di Emojipedia (il sito che raccoglie e cataloga tutte le emoji), Jeremy Burge, decise di festeggiare le famose icone.

Maria La Barbera

 

 

Le Start Up Innovative dopo la pandemia

Il Comitato Torino Finanza presenta il V Rapporto dell’Osservatorio sulle Start Up Innovative

7 dicembre 2022, ore 10:00 – 12:30 

Centro per le Biotecnologie Molecolari 

Sala Keplero 

Via Nizza 52 Torino 

 

La quinta edizione dell’Osservatorio sulle start up innovative del Piemonte fa il punto delle start up nate negli ultimi dieci anni e calcola il loro contributo al Valore Aggiunto (Pil) regionale. Saranno approfonditi alcuni casi emblematici, grazie alla voce dei protagonisti, per comprendere i punti più delicati dei meccanismi di nascita e sviluppo di queste imprese, per trarre insegnamento dagli errori da non commettere e dalle buone pratiche da disseminare e per rendere il Piemonte sempre più una terra per startup e startupper ad alto potenziale.