#TrustinMusic è il claim della terza edizione del Reload Music Festival di sabato 4 marzo 2017 al Lingotto Fiere di Torino con l’apertura dei cancelli alle ore 13 fino alle ore 6 come nei più importanti festival europei.
L’edizione 2017 sta raccogliendo interesse a livello nazionale, anche perchè non esistono punti di riferimento della scena EDM di così grande spessore e intuizione e ci si aspetta molti giovani in arrivo da tutta Italia come lo dimostra il www.reloadmusicfestival.com ,sito che in due mesi ha realizzato 18mila views e una pagina FB di così grande interazione da far capire l’interesse che in Italia si ha verso questo mood musicale, non così conosciuto in tutto il territorio.

Un Mainstage di oltre 25 metri , innovativo e con un disegno accattivante quasi avveniristico. sotto la direzione artistica di Mario D’Eliso, accoglierà ospiti internazionali, di grande rilievo della scena EDM, Psy trance, Big room, Trap style. Fra i nomi di punta, alcuni per la prima volta in Italia, TigerLily, Carnage, Getter, Will Sparks, Brennan Heart, Tatanka, Shapov, W&W, DROP e altri come il duo Outlow, vincitori del contest nazionale di venerdì 17 febbraio alla metro Porta Nuova e lo showcase del violoncellista Ema Olly. L’intera illuminotecnica del palco è basata su luci a LED per un risparmio energetico ed un minor impatto ambientale su disegni di Andrea Moi con la supervisione di Matteo Rao.Schermi ledwall a passo 4 ad altissima risoluzione ed effetti speciali fanno da cornice scenografica al palco. Lo storico palco Live del Reload porta invece sulla scena, guidati dall’intuizione di Virginia Sanchesi, gruppi rap, trap rap, dubstep, progressive house, classica con base elettronica di grande interesse in una produzione e progetto unico con nomi come Ema Olly, Spikeseven, Blue Virus, Rödja, Smash up, Sku, Hardecibel, Discordya, Christian Stefanoni, Ace, Atlante, Carolina, Rhime, AmosDj e per finire con VioM, il vincitore del contest Reload DjSchool in collaborazione con le Case Quartiere di Torino,di sabato 17 febbraio alla stazione metro di Porta Nuova.

Le case quartiere coinvolte sono Cecchi Point della Circoscriz VII,Casa nel Parco Mirafiori,Cascina Roccafranca ,Vallette e San Salvario. Di particolare rilievo la creazione nella Sala Rossa, dentro il padiglione 1, di un Meeting Red Point in cui gli artisti potranno far ascoltare le loro tracce ai professionisti del settore per l’attività di scouting collegata all’etichetta @Reload Music ,patrocinata e supportata da Sony Music e creata con la collaborazione di Trumen Company, realtà indipendente del panorama discografico nazionale con sede a Torino. (scrivere a info@reloadmusicfestival.com per fissare l’audizione della traccia) La collaborazione collaudata con l’Associazione Culturale EloVir92 apre il corridoio delle esperienze in cui è allestito un percorso di multiculturalità e giochi interattivi sui principali temi del secolo dei Millennials basato sul percorso della fiducia, valore che oggi è precario e latita: ambiente, dipendenze, bullismo, mobilità, innovazioni digitali, prevenzione sia in campo medico che sociale. Partners di questa iniziativa oltre al Cus Torino, sono l’associazione Vol.TO, Croce Rossa Italiana, l’Ordine degli Psicologi del Piemonte, SISM (Segretariato Italiano Studenti Medicina), PIN (Progetto Itinerante Notturno), la scuola professionale di trucco ed estetica SEM, la scuola Bodoni Paravia con il progetto alternanza scuola/lavoro, Ravefriendz con uno spazio dedicato alla musica e alla sua storia. Punti bar di ogni genere sono posizionati all’ interno del pad 1 compreso un punto “analcolic bar “con birra e spumanti a zero gradi e soft drinks cosi’ come un punto raccolto di street food e area relax che pone attenzione anche a chi ha intolleranze o e’ vegano che permetteranno a tutti di mangiare e bere durante la kermesse.

Importante la collaborazione con GTT per supportare il messaggio della mobilità in tutta sicurezza con l’apertura straordinaria della metro alle ore 6 di domenica 5 marzo. Altri mobility partners sono stati, a livello nazionale, BlaBlaCar, FlixBus e GogoBus che permetteranno a tutti i giovani di raggiungere con costi accessibili, da ogni parte d’Italia, il festival in assoluta tranquillità. La collaborazione con Booking.Piemonte ha permesso di collocare,a prezzi competitivi, i ragazzi fuori territorio, assistendoli nella ricerca di strutture low cost e di presentare una versione di Torino accogliente e easy. La visione del Reload 2017 si proietta verso la fiducia nel prossimo, valore oggi latitante, che attraverso la musica si puo’recuperare, generando l’energia necessaria per una visione innovativa di un altro futuro che non può più essere quello attuale dove l’oggi è già ieri, ma che riserva infinite possibilità di realizzazioni in altre modalità.
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Metro:
Due date, sabato 11 e venerdì 17 febbraio, realizzate in collaborazione con GTT e Radio GTT nella stazione metropolitana Porta Nuova hanno anticipato la big data del 4 marzo.
Sabato 11 un Dj Contest in collaborazione con le Case Quartiere di Torino e la ReloadDj School che porterà sul palco Live giovani protagonisti preparati in pochi mesi da professionisti e si chiuderà con il live come anticipazione di cosa accadrà sul secondo palco del Reload con Ema Olly, RÖDJA, Christian Stefanoni, SKU e molti altri. Venerdì 17 la seconda edizione del Dj Contest nazionale in cui 8 Dj Producer hanno presentato le loro tracce ad una giuria di professionisti del settore e dei più importanti festival italiani. Il vincitore avrà l’onore di suonare sul Mainstage sabato 4 marzo.
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Per info: Libra Concerti 011/591709 info@libraconcerti.it
Sito: www.reloadmusicfestival.com
Pagina FB: https://www.facebook.com/reloadmusicfestivaltorino/
Biglietteria: Xceed, DIY Ticket,TicketOne, CiaoTickets, Piemonte Ticket
Le poesie di Alessia Savoini


Il violinista ex enfant prodige e il direttore d’orchestra McAdams protagonisti del concerto di Carnevale all’ Auditorium Rai, su musiche di Strauss, Bizet, Paganini e Bernstein
Georges Bizet. Per festeggiare il Carnevale il concerto prevede un programma di brani brillanti, la cui apertura sarà affidata all’ Ouverture dal “Die Fledermaus” di Johann Strauss figlio, seguita da due pagine per violino di grande virtuosismo, interpretate da Garrett, la Czardas di Vittorio Monti e il celebre Capriccio n. 24 di Paganini, proposti nelle versioni per orchestra. La prima parte della serata si concluderà con una suite dalla Carmen di Bizet, mentre nella seconda parte si susseguiranno i Three dance episodes dal musical di Leonard Bernstein “On the town”, la danza ungherese n. 5 di Brahms, nella versione per violino e orchestra interpretata da Garrett, le Quattro danze del balletto Estancia di Alberto Ginastera e il Mambo da West Side Story di Bernstein. Il concerto si concluderà con l’ Ouverture dall’operetta di Offenbach “Orphee’ aux enfers” con il su celebre Can-can. Sempre McAdams e David Garrett saranno anche i protagonisti dei concerti in programma giovedì 2 marzo alle 20.30 e venerdì 3 marzo alle 20 all’ Auditorium Rai di Torino. Il programma verterà sull’ Ouverture KV 527 del Don Giovanni di Mozart, il concerto in re maggiore op. 35 per violino e orchestra di Cajkovskij, la sinfonia in tre movimenti di Igor Stravinskij e il notissimo Bolero di Maurice Ravel. Un’ora prima dei concerti saranno messi in vendita gli ingressi non numerati.
Rigoni Stern viveva sull’altopiano d’Asiago in una casa ai margini del bosco. In prossimità della sua abitazione sorgevano due larici: “Me li vedo davanti agli occhi ogni mattina e con loro seguo le stagioni; i loro rami quando il vento li muove, come ora, accarezzano il tetto”.
diventa grigia, rugosa e fessurata. (con l’età gli umani assomigliano agli alberi!)”. Infatti, lo scorrere del tempo si può leggere nel numero dei cerchi nel tronco degli alberi ed anche nella corteccia, così come l’avvizzirsi della pelle e l’incedere degli anni “segnano” il nostro invecchiare. Nei boschi sul versante del Mottarone che guarda verso il Verbano dove, fin da piccolo ,sono andato “a far legna” con mio padre, s’imparava presto a conoscere virtù e difetti degli alberi. Dal nocciolo -lungo, dritto, uniforme nel diametro – si ricavavano il manico del rastrello e altri attrezzi. Lo stesso si faceva con il frassino, il faggio (per la “ranza”, la falce da fieno) e il duro corniolo, per i “denti” del rastrello. La casa era riscaldata dalla stufa a legna,ma dal taglio dell’albero all’imboccatura della stufa, ci si “scaldava” sei, sette volte. Dopo aver tagliato la pianta (faggi o o robinia, castagno o rovere) la si “sramava”, portandola, poi, fuori dal bosco, in spalla. A pezzi lunghi fino a tre metri, trascinati per un paio di chilometri sul sentiero fino a valle (grazie ad una corda legata all’anello fissato ad un cuneo di ferro che si”piantava” nel tronco) gli alberi “scendevano” e, successivamente, con il tronco di nuovo a spalla, percorrevamo un altro chilometro fino alla cascina vicino casa dove c’erano la legnaia e la sega “circolare”. Azionata con un sistema di pulegge collegate ad un motore di Vespa V 98 “farobasso” del 1948, la sega serviva a tagliare il tronco a tocchi che poi, in ultimo, con un colpo d’ascia ben assestato venivano spaccati a metà. Per il taglio ci si regolava con la luna. L’influenza dell’astro d’argento apriva gli occhi su di un’infinità di regole e di “buone pratiche”.Il legname del tetto andava tagliato ai primi di marzo così, in caso d’incendio, le travi sarebbero rimaste sì scure, annerite, affumicate, ma sane e riutilizzabili. Se non si voleva che il legno marcisse sotto le intemperie andava tagliato,indipendentemente dalla luna, gli ultimi giorni di marzo, in modo da risultare quasi impermeabile. La legna da ardere si tagliava d’inverno, da novembre in poi, solo inluna calante. Se, poi, si voleva un bosco sano e forte, il taglio andava organizzato per ottobre, in luna crescente. Questo lo potevamo far noi, per le nostre necessità ma c’era anche chi seguiva un’altra logica. Ricordo un racconto di Mauro Corona,lo scultore-alpinista-scrittore di Erto, nella valle del Vajont. Scriveva che, tagliando in quel periodo il bosco, questo si rigenerava, rapidamente, ma la legna tagliata in quel momento pesava meno e, quindi, i boscaioli storcevano il naso (“minor peso,meno guadagno”). La stessa linea di crescita di un albero era ed è importante. Dipende da tante cose e non è uguale per tutti, anche se tutti crescono in verticale. L’andatura può andar su dritta, ma anche girare a destra o a sinistra. 
Mercoledì 1 marzo, alle ore 21, nell’auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo, inaugura il ciclo di letture TRENT’ANNI DOPO. PRIMO LEVI E LE SUE STORIE, a cura di Giulia Cogoli
guerra. La seconda storia, meno nota, ma altrettanto avvincente, riguarda le invenzioni di Levi come narratore di talento: i suoi racconti ispirati a una peculiare fantascienza o fanta-biologia o fanta-tecnologia, le sue poesie dal linguaggio ricco e arguto, chiare come cristalli e costruite a loro volta come racconti. Infine, la terza storia da ripercorrere riguarda la passione che Levi testimoniò per il proprio mestiere di chimico e per l’avventura del lavoro in generale: che ci parli degli elementi della tavola periodica legandoli alla propria vicenda personale, o ci racconti le peripezie di un operaio giramondo, al suo lettore-ascoltatore giungerà inalterata – e inconfondibile – la pronunzia della sua voce morale. Gioele Dix, attore, autore e regista, milanese. La sua formazione e la sua carriera sono di origine teatrale, inizia con grandi maestri come Antonio Salines e Franco Parenti. Intraprende poi la carriera di solista comico: diventando protagonista in televisione con Mai dire gol e Zelig. La sua grande creatività e la sua capacità interpretativa unica si esprimono al loro massimo in teatro. Di grande interesse alcune sue interpretazioni fra classico e comico: Edipo.com, La Bibbia ha (quasi) sempre ragione; di assoluto rilievo gli spettacoli, in tournée per anni, come: Dixplay e Nascosto dove c’è più luce; attualmente è in
tournée con Vorrei essere figlio di un uomo felice e Il malato immaginario. Fra le sue regie: Oblivion show, Sogno di una notte di mezza estate, Matti da slegare, Fuga da Via Pigafetta. Tra i suoi libri: Cinque Dix (Baldini e Castoldi, 1995); Manuale dell’automobilista incazzato (2007), Quando tutto questo sarà finito (2014), per Mondadori. Marco Belpoliti, saggista e scrittore, ha curato l’edizione delle Opere di Primo Levi presso Einaudi (1997) e la nuova edizione Opere complete (Einaudi, 2016), Domenico Scarpa, consulente del Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino, per il quale cura la collana «Lezioni Primo Levi», pubblicata da Einaudi, e curatore di diverse pubblicazioni dello scrittore torinese.
vita della città, aperti agli appassionati dell’ingegno e della bellezza e a chi cerca nuove prospettive verticali. La hall del piano terra, aperta sul Giardino Grosa, completamente riqualificato nel 2014, conduce con due scale mobili all’Auditorium sospeso. Attraverso un sistema meccanizzato la sala, che può ospitare fino a 400 posti a sedere, assume in breve tempo tre diverse configurazioni: sala conferenze, concerto e spazio espositivo. La qualità acustica è assicurata da un sofisticato sistema di controllo dei rivestimenti a parete


È uno dei vincitori dell’edizione 2015 dell’Europäischer Kulturpreis conferito dalla Pro Europa Stiftung di Dresda,
Lunedì 27 febbraio 2017, ore 11 ai Musei Reali di Torino (con ingresso in piazza Castello 191 esclusivamente per questa occasione) si terrà la presentazione del RESTAURO DELLA CAPPELLA DI CARLO ALBERTO