A disposizione di tutti i lettori in Palazzo San Daniele a Torino. Da mercoledì 25 settembre

Si chiamerà “Scaffale Premio Lattes Grinzane” e verrà accolto nella Sala Lettura (sezione di Narrativa) del “Polo del ‘900 – Palazzo San Daniele”, in via del Carmine 14, a Torino. Accoglierà la bellezza di 670 opere donate dalla Fondazione Bottari Lattes (organizzatrice del Premio), che andranno ad arricchire le raccolte del patrimonio bibliotecario degli Istituti partner del Polo, con una significativa offerta di libri vincitori e finalisti del “Lattes Grinzane”, dal 2011 – anno della sua prima edizione – ad oggi, ma anche di Narrativa contemporanea più in generale. La cerimonia di donazione e di inaugurazione dello “Scaffale”, si terrà mercoledì 25 settembre in Palazzo San Daniele, alle ore 18,30. Vi parteciperanno: Caterina Bottari Lattes (presidente dell’omonima Fondazione ), Sergio Soave (Presidente della Fondazione Polo del ’900), Mario Guglielminetti (direttore marketing della Fondazione Bottari Lattes), Alessandro Bollo (direttore della Fondazione Polo del ’900), Giovanni Barberi Squarotti (coordinatore del Comitato scientifico della Fondazione Bottari Lattes) e la scrittrice Laura Pariani (attualmente in giuria al Premio Lattes Grinzane, e finalista nel 2011 con il romanzo “La valle delle donne lupo”, Editrice Einaudi). La donazione, che ha lo scopo di rendere disponibile gratuitamente a tutto il pubblico torinese e non solo la produzione editoriale legata al Premio dedicato alla memoria di Mario Lattes ( editore, pittore e scrittore scomparso nel 2001), rientra nelle azioni del Protocollo di Intesa sottoscritto dai due Enti per collaborare su iniziative di promozione culturale e verrà integrata ogni anno con i volumi delle nuove edizioni dell’evento. Tra i romanzi disponibili, si potranno ad esempio sfogliare e prendere in prestito quelli dei vincitori per la sezione “La Quercia”: António Lobo Antunes (2018; Feltrinelli), Ian McEwan (2017; Einaudi), Amos Oz (2016; Feltrinelli), Javier Marías (2015; Einaudi), Martin Amis (2014; Einaudi), Alberto Arbasino (2013; Adelphi), Patrick Modiano (2012; Einaudi e Guanda), Premio Nobel 2014, Enrique Vila-Matas (2011; Feltrinelli). E quelli dei vincitori della sezione “Il Germoglio”: Yu Hua (Feltrinelli) nel 2018; Laurent Mauvignier (Feltrinelli) nel 2017; Joachim Meyerhoff (Marsilio) nel 2016; Morten Brask (Iperborea) nel 2015; Andrew Sean Greer (Rizzoli) nel 2014; Melania Mazzucco (Einaudi) nel 2013; Romana Petri (Longanesi) nel 2012; Colum McCann (Rizzoli) nel 2011. Nello “Scaffale” saranno anche presenti romanzi non selezionati ma che hanno comunque partecipato al Premio e alcuni volumi del precedente “Premio Grinzane Cavour”.
Per info: Fondazione Bottari Lattes, via Marconi 16, Monforte d’Alba (Cuneo); tel. 0173/7892412 o www.fondazionebottarilattes.it / Polo del ‘900 – Palazzo San Daniele, via del Carmine 14, Torino; tel. 011/0883200 o www.polodel900.it
g. m.










Gioco come scarto bizzarro del fare che ti spariglia le carte, ma anche condizione di vita – e non semplice momento di dispersione superficiale – ad un tempo seria (con la vittoria) e drammatica (con la sconfitta). Gioco come vita. Come inizio e fine. Come nascita e morte. Come continuo divenire. Come distruzione e ricostruzione fra macerie dell’anima e macerie fisiche, simili a quelle delle case bombardate in tempo di guerra e che “da bambino- ricorda l’artista che nel ’43 abitava a Torino in piazza della Consolata – sono state la mia prima grande scuola di fantasia”. E questo è e vuole essere il pesante bagaglio, le grandi ingombranti valigie che Paolo Icaro si porta dietro in quel suo ormai lungo viaggio esistenziale rappresentato simbolicamente, in mostra, dal “Viaggio senza data”, scultura lineare site specific realizzata nel 2019 appositamente per la rassegna alla GAM, con filo di alluminio e un complesso ghirigori di curve, ripresa in video per essere proiettata sul fondale della stanza (in tutto sono nove a percorso circolare-cronologico) raddoppiandola. L’installazione si pone al termine di un percorso che, nel Museo di via Magenta, assembla una cinquantina di opere, raccontando 55 anni (dal 1964 al 2019) del lavoro dell’artista, nato a Torino nel ’36, allievo agli esordi di Umberto Mastroianni (fu lui ad affibbiargli il nome Icaro) e poi transfuga (volontario,vigile e curioso) a Roma, a Genova – dove partecipa alla mostra, basilare nell’Italia del ’67, “Arte Povera Im-Spazio” alla “Bertesca” – e altrove in patria e due volte negli States, a New York prima e poi, dal ’71 e per una decina d’anni, nel Connecticut. Oggi Icaro vive e lavora a Tavullia, nelle Marche.


