Il Museo MIIT presenta dal 7 al 18 marzo la mostra intitolata “ Chroma & critica. 15 anni di sinestetica visione. Le opere di Enrico Magnani interpretate da Guido Folco”.
Si tratta di una esposizione retrospettiva e interattiva per celebrare la collaborazione tra Guido Folco e Enrico Magnani, che dura da quindici anni.
“Croma & Critica”, ideata e realizzata da Guido Folco e Kerstin Petrick, presenta l’opera di Enrico Magnani con particolare attenzione all’evoluzione dell’artista dal punto di vista del critico e storico dell’arte. Un percorso artistico quello di Magnani che ha saputo coniugare arte, scienza e spiritualità, tracciando un sentiero assolutamente unico e esterno ad ogni schema precostituito.
Il percorso espositivo offre una selezione di opere iconiche realizzate dall’artista tra il 2010 e il 2024. Il visitatore della mostra potrà seguire l’evoluzione stilistica di Magnani, accompagnata dai testi di Guido Folco, dalle prime opere materiche, dense di textures, fino alle più leggere opere cosmogoniche, fra fluorescenze e fosforescenze che evocano le profondità e i misteri dello spazio profondo. Un percorso che ha portato Magnani a esplorare, in una sorta di viaggio ideale, prima la terra e poi il cosmo, sempre con un occhio di riguardo al ruolo dell’uomo come spettatore e protagonista di questo continuo mutamento.
In mostra anche una ricca raccolta di materiali storici, tra cui articoli, riviste, cataloghi e documenti di esposizioni condivise, che permetterà al visitatore di immergersi in una retrospettiva che attraversa molte delle principali città d’Europa e Stati Uniti, un itinerario sia geografico sia artistico tra gallerie, musei e sedi di prestigio internazionali.
Magnani si conferma un artista dal talento poliedrico e innovativo con la sua incessante ricerca e capacità di abbracciare molteplici forme espressive, un talento che ha ormai ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, affermandolo come una voce autorevole nell’arte contemporanea. Un ruolo fondamentale in questo percorso è stato svolto da Guido Folco, che è stato capace di tradurre il linguaggio visivo dell’arte in parole, rendendo accessibili concetti complessi e aiutando il pubblico a comprendere e apprezzare l’opera di Magnani.
“L’arte per Enrico Magnani è uno strumento di ricerca e conoscenza. I simboli, in quanto riferimenti universali dai quali si sviluppano tutte le scienze e le arti, permettono l’accesso a mondi più grandi, impenetrabili con la sola logica. L’arte funge da catalizzatore che permette di stimolare regioni mentali non consapevolmente vigili e avvicinarci a verità sommerse attraverso processi intuitivi e prefiguratori” afferma Francesca Barba Marinetti.
Inaugurazione della mostra “Enrico Magnani Chroma & Critica. 15 anni di sinestetica visione” a cura di Guido Folco dal 7 al 18 marzo prossimi al museo MIIT
Mara Martellotta




Di fronte a due guerre che possono portare alla terza mondiale il mondo ha a sua disposizione funzionari di partito che non hanno la benché minima preparazione sui temi della geopolitica e parlano di riarmo come se stessero sbucciando le patate in cucina. Ci sono anche gli ometti che vogliono imitare De Gaulle e la sua force de trappe che impedì all’Europa un esercito unico, ma non creò altri danni anche se la situazione era molto diversa e con il generale c’erano statisti che mitigarono le pretese senili del Presidente francese. Macron e la presidente tedesca della Unione Europa che si nota solo per un vecchio titolo nobiliare che non ha neppure una storia, sono gli esempi di gente che occupa posti a loro non adatti e sta giocando con il fuoco. La mediocrità della classe politica italiana brilla in tutta la sua inadeguatezza confusionaria che divide anche i partiti. Questo è un momento in cui i nominati immeritatamente in posti di responsabilità rivelano tutta la loro fragilita’ e pericolosità. Essi fanno pensare agli “statisti” europei che non sbarrarono la strada ad Hitler e e consentirono perfino a Mussolini di recitare la parte di “salvatore della pace” a Monaco. In questo contesto i diversi commentatori televisivi e della carta stampata, abituati da sempre alle vulgate da ripetere, diventano davvero ridicoli. Chiedere un’ opinione ad una deputata cinque stelle che stenta ad usare la lingua italiana , appare una delle tante stupidità che annebbiano i nostri cervelli.

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