CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 268

Carrie Mae Weems, “The heart of the matter”

Alle Gallerie d’Italia – Torino di Intesa SanPaolo  la mostra dedicata alla grande fotografa americana 

Dal 17 aprile al 7 settembre prossimo Gallerie d’Italia di Torino apre al pubblico  una nuova grande mostra dedicata all’artista di fama internazionale Carrie Mae Weems, dal titolo “Carrie  Mae Weems. The heart of the matter”; si tratta di una fotografa nota per le sue indagini fotografiche sui temi dell’identità culturale, del sessismo e dell’appartenenza di classe.

In anteprima assoluta un progetto commissionato da Intesa Sanpaolo che si inserisce in una retrospettiva costituita da opere tratte dalle serie fotografiche più famose, che condurranno il visitatore lungo l’arco di tutta la carriera dell’artista,  tracciandone un percorso personale e spirituale.

Con il patrocinio della Regione Piemonte e della città  di Torino, l’esposizione è  realizzata in collaborazione con “Aperture” e curata da Sarah Meister.

Per la mostra sono state selezionate un centinaio di opere, che sottolineano il valore unico  di Carrie Mae Weems nell’affrontare la complessità e le ingiustizie del mondo che ci circonda, radicando la sua fotografia in luoghi spesso esclusi dalle narrazioni, quali studi d’artista, piantagioni del Sud degli Stati Uniti, spazi domestici, fino ad arrivare alle “istituzioni invisibili” nate come luoghi di culto della comunità nera durante le oppressioni, accostate a immagini di monumenti e musei che sono stati storicamente luoghi di esclusione.

“Le Gallerie d’Italia si aprono al lavoro straordinario di un’importante artista,  Carrie Mae Weems – spiega Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo – che affida alla bellezza e alla forza espressiva delle sue opere la condivisione di un messaggio di profondo valore umano, sociale  e culturale. Si tratta di un progetto eccezionale che conferma il Museo di piazza San Carlo come principale luogo in Italia per le committenza e la promozione della fotografia  Internazionale,  con a fianco un partner prestigioso come Aperture e con una pubblicazione di grande qualità a cura di Allemandi. Grazie alle immagini di Weems, le Gallerie d’Italia diventano uno spazio vivo di riflessione intorno a temi cruciali, dall’identità all’uguaglianza sociale, in coerenza con la visione più ampia di responsabilità che caratterizza il Gruppo Intesa Sanpaolo”.

Al centro della mostra c’è il nuovo progetto “Preach”, realizzato per questa esposizione su committenza originale, una ambiziosa e intensa installazione che ripercorre la religione e spiritualità per gli afrodiscendenti americani attraverso le generazioni.  La serie celebra le forme di culto profonde, appassionate e gioiose che definiscono l’esperienza della Chiesa Nera di Weems e insieme denuncia la violenza e l’oppressione che sono elementi inseparabili di questa storia.

Weems scrive nel nuovo testo poetico che accompagna questa installazione: ”Nelle fiamme e tra le bombe prega dove e quando puoi; nei porti e nelle capanne, nei palazzi e nei semiinterrati, nei teatri e nei club. Dal tuo nascondiglio segreto hai scoperto nuove forme di culto”. Usando se stessa come musa e guida, Weems ci invita a unirci a questo risveglio spirituale e a condannare la persecuzione che rende questi spazi sacri luoghi di rifugio e di attivismo.

Preach intreccia insieme le prime immagini da Harlem, San Diego e Sea Island, Georgia, con una vasta gamma di nuovi lavori che evocano la realtà trascendentale e profana dell’espressione religiosa per gli americani neri di oggi.

La retrospettiva comprende anche molti dei primi lavori di Weems, come la storica ‘Kitchen

Table Series’ (1990) e Museums ( 2006- in corso); una selezione di progetti più recenti come ‘Scenes and takes ‘( 2016) e Painting The Town (2021) e importanti installazioni video tra cui The Shape of Things (2021) e Leave Now! (2022). Insieme queste opere accompagnano i visitatori in un  viaggio che abbraccia l’intero arco della sua carriera, mostrando la profondità e la varietà del suo linguaggio artistico.

L’esposizione “ Carrie Mae Weems- il cuore della materia”, sarà  accompagnata da un catalogo edito da Società editrice Allemandi insieme ad “Aperture”.

Oltre a numerose immagini delle opere dell’artista americana sarà arricchita da contributi di studiosi appartenenti a diverse generazioni,  sottolineando il valore unico della visione di Carrie Mae Weems.

La mostra verrà affiancata da una serie di eventi e incontri gratuiti, parte del Public Program Inside.

L’esposizione è  realizzata nell’ambito della seconda edizione di “Exposed Torino Photo Festival”. Fino al 2 giugno prossimo, per tutta la durata del festival, i visitatori potranno accedere alla mostra alle Gallerie d’Italia a un prezzo speciale di 5 euro.

Mara Martellotta

“Premio Lattes Grinzane”. Fra i cinque scrittori finalisti un solo italiano

“Premio Speciale” alla scrittrice etiope Maaza Menghiste

Monforte d’Alba (Cuneo)

Sono stati annunciati nei giorni scorsi i cinque scrittori finalisti della XV edizione del “Premio Lattes Grinzane 2025”, il riconoscimento intitolato a Mario Lattes (Torino, 1923 – 2001), grande pittore scrittore ed editore – fra i più raffinati intellettuali del nostro Novecento – organizzato dalla “Fondazione Bottari Lattes” di Monforte d’Alba, rivolto ad autori italiani e stranieri e dedicato ai migliori libri di Narrativa pubblicati nell’ultimo anno. I “magnifici cinque” selezionati da un’attenta “Giuria Tecnica”, presieduta dalla scrittrice e giornalista, Loredana Lipperini, si contenderanno il podio più alto sabato 11 ottobre al “Teatro Sociale G. Busca” di Alba.

I loro nomi: il francese Mathieu Belezi con “Attaccare la terra e il sole” (Gramma Feltrinelli, traduzione di Maria Baiocchi), Jenny Erpenbeck, scrittrice tedesca, con “Kairos” (Sellerio, traduzione di Ada Vigliani), l’irlandese Paul Lynch con “Il canto del profeta” (66thand2nd, traduzione di Riccardo Duranti), Alia Trabucco Zeráncilena, con “Pulita” (Sur, traduzione di Gina Maneri) e l’italiano (fiorentino; dopo Paolo Volponi, il secondo autore ad aver vinto, nel 2006 e nel 2019, per due volte lo “Strega”) Sandro Veronesi con “Settembre nero” (La nave di Teseo).

Il “Premio Speciale Lattes Grinzane”, attribuito in ogni edizione a un’autrice o a un autore internazionale di fama riconosciuta a livello mondiale, che nel corso del tempo abbia ricevuto un condiviso apprezzamento di critica e di pubblico, è invece stato conferito quest’anno all’autrice etiope di Addis Abeba, Maaza Menghiste, oggi residente a New York e già vincitrice nel 2021 del “Premio Gregor von Rezzoni” di Firenze, con “Il re ombra”, opera in cui la scrittrice parla delle donne etiopi che si ribellarono a Mussolini.

Selezionati, dunque, i cinque finalisti, ora andrà ai 400 studenti e studentesse che fanno parte delle “Giurie Scolastiche” il compito di leggere le opere in finale e individuare quella vincitrice di quest’anno. Le ragazze e i ragazzi coinvolti provengono da tutta Italia, dalla provincia di Cuneo, passando per Teramo e Campobasso: in totale sono 25 gli Istituti Superiori coinvolti, tra questi per la prima volta il “Colegio Italiano Antonio Raimondi” di Lima, in Perù.

Il prossimo appuntamento con il “Premio” è fissato, come detto, per sabato 11 ottobre: nella mattinata gli studenti saranno protagonisti dell’incontro con i cinque finalisti al “Castello di Grinzane Cavour”, durante il quale potranno dialogare con gli scrittori e porre loro delle domande.

Al pomeriggio, al “Teatro Sociale Busca” di Alba, Maaza Mengiste terrà una lectio magistralis su un tema a propria scelta e sarà insignita del “Premio Speciale”, dopodiché verrà scoperto il nome del vincitore o della vincitrice della XV edizione del “Premio”. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito e sui canali social della “Fondazione Bottari Lattes”.

Ad entrare nella rosa dei “finalisti” sono stati libri scelti per il loro “andare in controtendenza – spiega la presidente di Giuria Loredana Lipperini –  rispetto al filone sempre più ossessivo dell’autonarrazione, e che grazie alla letteratura riportano la memoria, la Storia (anche trasfigurata nel futuro) e le questioni sociali all’attenzione di tutti. Una cinquina preziosa e importante, che dimostra come le possibilità della scrittura siano ancora infinite e non solo limitate al rispecchiamento del sé”.

In conclusione ricordiamo che anche nel 2025 prosegue la collaborazione fra il “Premio” e la rassegna “Cervo in Blu d’inchiostro”. Così per domenica 12 ottobre, proprio all’indomani della cerimonia finale, si terrà il consueto appuntamento al “Castello dei Clavesana” a Cervo Ligure (Imperia) con uno dei finalisti. L’evento sarà condotto da Walter Scavello, docente di Inglese del “Liceo Cassini” di Sanremo. È prevista inoltre la partecipazione di alcuni degli studenti dello stesso Liceo, fra gli Istituti che compongono la “Giuria Scolastica”, che cureranno anche gli intermezzi musicali.

Per info: “Fondazione Bottari Lattes”, via G. Marconi 16, Monforte d’Alba (Cuneo); tel. 0173/789282 o www.fondazionebottarilattes.it

Gianni Milani

Nelle foto: I cinque libri finalisti e Maaza Mengiste; Mario Lattes

Castelli Aperti: un traguardo di 30 anni tra storia e cultura

A Pasqua e Pasquetta, come da tradizione, riparte la rassegna che propone un viaggio in Piemonte tra bellezza, cultura e meraviglia

Nel cuore della primavera, tra le colline e i borghi, torna puntuale l’appuntamento con Castelli Aperti, la rassegna che nel 2025 celebra trent’anni di apertura, conoscenza e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Piemonte.

Era il 1995 quando, con il sostegno della Regione Piemonte, prendeva vita un progetto ambizioso: restituire vitalità alle dimore storiche del territorio e renderle accessibili al grande pubblico. Da allora, edizione dopo edizione, il circuito si è trasformato in un vero e proprio viaggio collettivo nella memoria architettonica e culturale della regione, contribuendo in modo concreto alla salvaguardia e alla riscoperta di un patrimonio che oggi si conferma tra i più ricchi e articolati del panorama nazionale.

Quest’anno saranno oltre ottanta i luoghi che apriranno le loro porte: castelli medievali e manieri rinascimentali, giardini storici e ville aristocratiche, musei, borghi fortificati e residenze nobiliari disseminati in ogni angolo del Piemonte. Luoghi che non sono semplici contenitori di storia, ma organismi vivi, pronti a raccontarsi attraverso l’arte, la memoria, le architetture e le suggestioni paesaggistiche. Dimore reali, panorami incantati, sale affrescate, archivi preziosi: ogni visita è un’occasione di scoperta, conoscenza e meraviglia.

Il calendario della trentesima edizione prenderà il via domenica 20 aprile, come da tradizione proprio nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta, per proseguire ogni domenica fino al 2 novembre. Una programmazione pensata per accogliere un pubblico ampio e variegato, dai turisti di passaggio agli appassionati di storia e architettura, dalle famiglie in cerca di esperienze culturali coinvolgenti fino a chi cerca atmosfere intime e suggestive per un fine settimana diverso dal solito.

A rendere l’offerta ancora più completa, la possibilità di soggiornare all’interno delle dimore storiche aderenti al circuito: hotel di charme, camere d’epoca, ville eleganti o appartamenti situati in borghi pittoreschi, per vivere un’esperienza immersiva che unisce ospitalità e bellezza.

Ma la trentesima edizione porta con sé anche importanti novità, a partire dal restyling completo del sito ufficiale www.castelliaperti.it, affidato alla matita contemporanea e raffinata della graphic designer e illustratrice Alice Lotti. Il nuovo portale si presenta con un design pulito e moderno, una navigazione intuitiva e un impianto visivo fortemente evocativo: fotografie in alta risoluzione, colori vivaci, una tipografia elegante e una struttura che guida l’utente in modo naturale alla scoperta del circuito. Non solo una vetrina, ma un vero archivio digitale del patrimonio piemontese, con approfondimenti, percorsi e strumenti per esplorare in autonomia un mosaico culturale di straordinario valore.

A coronare l’edizione celebrativa, un fitto programma di eventi speciali distribuiti su tutto il territorio regionale: incontri con autori, conferenze, concerti, spettacoli e iniziative tematiche che animeranno i luoghi coinvolti, rendendoli ancora più accessibili, partecipati e capaci di dialogare con il presente. Un modo per far vivere la cultura in forma attiva, non come reliquia ma come esperienza da condividere.

Trent’anni dopo la sua nascita, Castelli Aperti si conferma non solo un progetto di promozione culturale e turistica, ma un autentico strumento di cittadinanza, capace di educare alla bellezza, di creare connessioni tra passato e presente e di offrire a ogni visitatore l’occasione di sentirsi parte di una storia più grande.

Castelli Aperti, da trent’anni non si limita solo a proporre le visite alle dimore storiche – commenta Elisa Bogliotti neopresidente dell’Associazione Amici di Castelli Apertima invita anche a riflettere sul valore della conservazione e sulla necessità di tutelare questi luoghi così significativi per la storia piemontese. In un periodo in cui la riscoperta delle tradizioni locali è più importante che mai, Castelli Aperti, attraverso il suo programma ricco e variegato, continua a suscitare interesse e a promuovere la bellezza di una regione che è un autentico scrigno di tesori storici. Festeggiare il trentesimo anniversario di questa rassegna significa celebrare non solo il passato, ma anche guardare al futuro, incoraggiando nuove generazioni a scoprire e valorizzare il patrimonio culturale che ci circonda.”

Di seguito l’elenco delle aperture per il fine settimana di Pasqua e Pasquetta, organizzate per province, con costi e orari:

PROVINCIA DI ALESSANDRIA

Acqui Terme – Villa Ottolenghi: aperta a Pasqua e Pasquetta con visita guidata e degustazione alle 14.30; ingresso intero 15€, gratuito per i minori di 12 anni. 

Acqui Terme – Castello dei Paleologi – Civico Museo Archeologico: aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 10.00 alle 19.00 con visite libere. Ingresso: intero 4€, ridotto 2€.

Alfiano Natta – Tenuta del castello di Razzano: aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 15.00 alle 17.00. Visita libera al Museo Artevino e alle cantine di invecchiamento: 5 €, visita libera al Museo Artevino e alle cantine di invecchiamento + degustazione di 3 vini: 15 €

Giarole – Castello Sannazzaro: aperto a Pasquetta con due turni di visita: alle 11.30 e alle 15.30; ingresso intero 15 €; ridotto (ragazzi tra i 12 e i 18 anni) 5 €, gratuito per bambini fino a 12 anni accompagnati dai genitori.

Rivalta Bormida – Fondazione Elisabeth de Rothschild – Palazzo Lignana: A Pasqua e Pasquetta visite guidate solo su prenotazione dalle 10 alle 19. Si consiglia di prenotare la visita almeno con un giorno di preavviso. Info e prenotazioni: tel. 345 8566039. Ingresso: intero 10€.

Trisobbio – Salita alla Torre del castello: a Pasqua e Pasquetta su prenotazione al 345 6044090. Ingresso 2 €

PROVINCIA DI ASTI

Castelnuovo Calcea – Area del Castello di Castelnuovo Calcea: visite libere a ingresso gratuito sia a Pasqua che Pasquetta dalle 10 alle 17.

Nizza Monferrato – Gipsoteca Formica: aperta a Pasquetta con visite guidate alle 11.30 e 16.30. Ingresso intero 7 eruo. Per informazioni e prenotazioni: 0141 441565, 379 1354571;  iat@comune.nizza.at.it.

Costigliole d’Asti – castello: aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. IIngresso intero: 5€, ingresso gratuito per bambini di età inferiore ai 12 anni.

PROVINCIA DI BIELLA

Biella – Palazzo Gromo Losa: Pasqua e Pasquetta aperto in occasione della mostra “Steve McCurry. Uplands&Icons” (Palazzo Gromo Losa + Palazzo Ferrero), orario 10.00 – 19.00. Biglietteria presso Palazzo Gromo Losa con biglietto unico d’ingresso per le due sedi espositive: intero: 13,00€, ridotto: 10,00€

Candelo – Ricetto di Candelo: accesso libero tutti i giorni. Per visite guidate contattare: Tel. 015 2536728; ufficiocultura@comunedicandelo.it

Magnano – Collezione Enrico a Villa Flecchia: aperta a Pasqua e Pasquetta dalle ore 14.30 alle ore 18.30. La visita della villa è guidata. Prenotazione consigliata. Tel: 0125 778100; faiflecchia@fondoambiente.it Ingresso: Intero: 8 euro, ridotto (6-18 anni): 6 euro, iscritti FAI: 4 euro.

PROVINCIA DI CUNEO

Alba – Museo Diocesano di Alba: Aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 14.30 alle 18.30. Informazioni e prenotazioni: 345 7642123; mudialba14@gmail.com. Ingresso: intero 5€; ridotto 2,5€.

Barolo – Castello Falletti di Barolo e WIMU Wine Museum: Aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 10.30 alle 19.00. Informazioni e prenotazioni: 0173 386697; info@wimubarolo.it; prenotazioni@wimubarolo.it Ingresso: Intero 9€; ridotto 7€. 

Bra – Museo Civico di Storia Naturale Craveri: Aperto solo a Pasquetta dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30; info 0172 412010, turismo@comune.bra.cn.it Ingresso: Singolo Museo 5€; Musei Civici Bra 10€.

Bra – Museo Civico di Palazzo Traversa: Aperto solo a Pasquetta dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30; info 0172 423880, turismo@comune.bra.cn.it. Ingresso: Singolo Museo 5€; Musei Civici Bra 10€.

Bra – Museo del Giocattolo Aperto solo e Pasquetta dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30; ingresso: singolo Museo 5€; Musei Civici Bra 10€.

Bra – Pollenzo Banca del Vino: Aperta a Pasquetta 10.00 alle 14.00. Per informazioni: 0172 458416  info@agenziadipollenzo.com

Caraglio – Il Filatoio: Aperto a Pasqua e Pasquetta con orario 10.30 – 12.00 – 15.00 – 16.30 e 18.00. Ingresso: Intero 9€; ridotto 6€. 

Cherasco – Palazzo Salmatoris: Pasqua e Pasquetta dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Per Ingresso gratuito.

Dronero – Museo Civico Luigi Mallé: Aperto solo a Pasqua dalle 15.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30); info Tel. 0171 908704 oppure Tel. 347 8878051; museo.malle@comune.dronero.cn.it. Ingresso gratuito.

Fossano – Castello dei Principi D’Acaja: Aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 10.00 alle 13,00 e dalle 14.00 alle 18.00 con visite guidate Ingresso: Intero 6€; ridotto 3€.

Govone – Castello Reale: Aperto a Pasquetta dalle 10.00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30). Info Tel. 0173/58103 oppure tel. 371 4918587; info@castellorealedigovone.it. Ingresso: Intero 7€; ridotto 5€.

Magliano Alfieri – Museo dei soffitti in gesso e Teatro del Paesaggio nel Castello degli Alfieri di Magliano: Aperto a Pasqua e Pasquetta con orario 10.30-18.30 (ultimo ingresso 17.30). Biglietto intero: € 5 per un singolo museo; € 7 per entrambi i musei.

Manta – Castello della Manta: Aperto a Pasqua e Pasquetta con orario 10.00-18.00. Ingresso al castello: iscritti FAI €0,00; Intero € 11,00; ridotto (6-18 anni) € 4,00

Ingresso con visita guidata: iscritti FAI €4,00; Intero € 15,00; ridotto (6-18 anni) 

Pamparato – Borgo Antico e Castello: a Pasquetta visite guidate alle ore 10.30 e 15.30. Intero 8€; ridotto 5€.

Mombasiglio – Museo Gnerale Bonaparte nel castello: aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 10 alle 18. Ingresso 8€; ridotto 6€.

Priero – visita guidata al borgo e alla torre medievale: visite guidate a Pasqua e Pasquetta dalle 10.00 alle 18.00. Prenotazioni su www.castelliaperti.it

Roddi – castello: aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Partenze visite ogni ora: 10.30, 11.30, 12.30, 14.30, 15.30, 16.30, 17.30. Ingresso intero 6€.

Saluzzo – Casa Cavassa: Aperta a Pasqua e Pasquetta con orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso: intero 6€; ridotto 3,5€. 

Saluzzo – Casa Natale di Silvio Pellico: Aperta a Pasqua e Pasquetta dalle 14:00 alle 19:00.

Ingresso: intero 3,5€; ridotto 2,5€. 

Saluzzo – La Castiglia: Aperta a Pasqua e Pasquetta orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso: intero 8€; ridotto 6€. 

Saluzzo – Torre Civica e Pinacoteca Olivero: Aperta a Pasqua e Pasquetta con orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso: intero 3,5€; ridotto 2,5€.

Saluzzo – Villa Belvedere: aperta a Pasquetta dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00. Intero 5 €; ridotto 3€

Savigliano – Palazzo Muratori Cravetta: aperto solo a Pasqua dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30. Ingresso intero 3€

Savigliano – Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra: aperto a Pasquetta con orario 10.00-13.00 e 15.00-18.30. Ingresso: intero 5€; ridotto 3€.

Serralunga d’Alba – Castello di Serralunga d’Alba: Aperto a Pasqua e Pasquetta con visite guidate alle ore 10.30; 11.15; 12.00; 12.45; 14.30; 15.15; 16.00; 16.45; 17.30. Informazioni e prenotazioni: 0173 613358; info@castellodiserralunga.it; Ingresso: intero 6€; ridotto 3€.

PROVINCIA DI NOVARA

Oleggio Castello – Castello dal Pozzo: Aperto a Pasqua e Pasquetta con visite guidate su prenotazione alle 10.00 di mattina. Ingresso 15€; Per informazioni e prenotazioni: Tel: 0322 53713, 335 6121362, contact@castellodalpozzo.com

Vinzaglio – Castello di Vinzaglio: Aperto a Pasqua e Pasquetta solo su prenotazione contattando il numero 346 7621774 

PROVINCIA DI TORINO

Arignano – Castello Quattro Torri: aperto a Pasquetta con visite alle 11 e alle 15.00 e possibilità di ordinare un cesto pic nic. Ingresso intero € 10, ridotto €8

Caravino – Castello e Parco di Masino: Aperto a Pasqua e Pasquetta con orario 10.00-18.00 (ultimo ingresso ore 17.00). Ingresso castello e parco: iscritti FAI*: ingresso gratuito, intero: € 15, ridotto (6-18 anni): € 8

Pralormo – Castello di Pralormo: Aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso: intero 9€; ridotto 8€

San Secondo di Pinerolo – castello di Miradolo: Aperto a Pasqua e Pasquetta con orario 10.00-18.30. Ingresso solo su prenotazione: Tel. 0121/502761 prenotazioni@fondazionecosso.it Ingresso Solo Parco: Intero 6€; Parco + Mostra: Intero 15€.

“Le sette ultime parole di Cristo” di Haydn: all’Auditorium Rai di Torino, il concerto di Pasqua

In prima serata con Ottavio Dantone e la voce di Mario Campa per “Le sette ultime parole di Cristo” di Haydn.

Si ispira a quelle che per la tradizione cristiana sono state le ultime parole di Gesù Cristo  morente, il brano di Haydn, che l’OSN Rai propone per il suo tradizionale concerto di Pasqua in data unica e fuori abbonamento. La serata, in programma all’Auditorium Rai, verrà trasmessa in diretta su Radio 3 e in prima serata alle 21.15 su RAI 5. Sul podio sale Ottavio Dantone, uno dei più apprezzati interpreti di musica antica e non solo. Nato come clavicembalista, è poi salito sui podi più prestigiosi del mondo, dalla Scala al Festival di Salisburgo, passando per il Proms di Londra, è uno dei direttori dell’Orchestra RAI, che lo ospita regolarmente.

La straordinaria partitura, considerata dallo stesso Hayd uno dei suoi lavori migliori, fu commissionata dal canonico della Cattedrale di Cadice e fu eseguita per la prima volta in occasione del Venerdì Santo del 1786. Si compone di 9 brani: un’introduzione maestosa, 7 sonate che si ispirano alle ultime frasi pronunciate da Cristo sulla Croce e che avrebbero dovuto alternarsi alle parole del celebrante durante la liturgia, e Il terremoto conclusivo, che segna simbolicamente la fine del calvario di Gesù, il momento che accompagna la sua morte, secondo le parole del Vangelo di Matteo. Alla versione orchestrale originale, eseguita dalla compagine Rai e da Dantone, Haydn ne fece seguire poi altre tre: una per quartetto d’archi, una per tastiera sola e una in forma di oratorio per soli, coro e orchestra. Nell’esecuzione del Concerto di Pasqua della Rai trova spazio anche la voce fuori campo di Mario Acampa che, prima delle varie sezioni di lavoro di Haydn, declama le sette frasi ritenute dai Vangeli le ultime sette parole di Gesù Cristo dette e pronunciate da Gesù Cristo prima di spirare sulla Croce.

Già protagonista del Concerto di Natale, ha iniziato la sua carriera come primo attore al Teatro Stabile Privato di Torino. Dopo numerosi ruoli in film e serie televisive internazionali, ha continuato la sua formazione e tra l’Italia e Lo Angeles. Nel 2015 ha debuttato alla regia lirica al Carignano di Torino con “Il Piccolo Principe”, e ha scritto e diretto concerti in tutta Italia, dal Teatro Regio di Torino al Massimo di Palermo. Tra questi “il processo a Nureyev”, “La vestale di Elicona”, “Donne alla guerra di Troia” presso il Teatro Antico di Taormina. Dal 2021 ha iniziato la collaborazione con il Teatro alla Scala,,dove recentemente ha curato la regia del “Cappello di Paglia di Firenze” di Nino Rota.

Biglietti per il Concerto di Pasqua: presso la biglietteria dell’Auditorium Toscanini e sul sito dell’OSN Rai

Info: 011 8104653

Mara Martellotta

“Samsara – il ciclo delle idee”, ospite Marcello Veneziani

Il 24 aprile, a Carmagnola 
Ha preso il via a Carmagnola un progetto sociale e culturale promosso dal Comune dal titolo “Samsara – il ciclo delle idee”, sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Piemonte, ideato e promosso dall’agenzia Tra le linee. Il progetto pone al centro la comunità e il confronto generazionale con l’obiettivo di coinvolgere attivamente cittadini, associazioni, scuole e realtà del territorio in un percorso di crescita collettiva, formazione e partecipazione civica. Il sentiero della trasmissione storica culturale continua, la prima tappa è stata il 14 marzo, quando si è tenuto un incontro approfondito sul valore dello sport e della disabilità con Ivo Ferriani, membro del CIO e della Giunta CONI, in cui tema come inclusività, crescita e consapevolezza sono state al centro della discussione. Il cammino di Samsara prosegue con una nuova tappa che invita a riflette sulla necessità di imparare dai grandi del passato per comprendere il futuro. L’ospite, nella seconda tappa del sentiero, sarà Marcello Veneziani, scrittore, saggista e giornalista, dove presenterà il suo ultimo libro intitolato “Senza eredi” di Marsilio Editori, e illustrare, insieme a Sebastiano Caputo, giornalista e direttore artistico di Samsara, il programma ufficiale del Festival, che si terrà a Carmagnola dal 20 al 22 giugno. L’incontro si terrà giovedì 24 aprile 2025alle ore 21 presso il salone Antichi Bastioni, ad ingresso libero. Verranno svelati, oltre agli ospiti, anche diversi panel a cui parteciperanno, ognuno con temi, argomenti e toni diversi. Si tratta di una rassegna culturale di tre giorni che vuole essere un percorso interiore e allo stesso tempo indicare le coordinate del presente, una bussola, una mappa per orientarsi tra le onde inquiete della contemporaneità. Veneziani farà da apripista, condurrà il pubblico nel futuro, ma anche in altre dimensioni. La sua ultima pubblicazione parte dalle idee del passato di filosofi, politici e artisti per sottolineare un concetto di eredità che forse stiamo perdendo. Samsara e il libro sono il manifesto di diverse dimensioni spazio temporali. Presente, passato e futuro si intrecciano costantemente.
“Non siamo eredi e non lasciamo eredi – sottolinea Veneziani – non ereditato niente da nessuno, non lasceremo eredità a nessuno. È questa, per dirle brutalmente, la nostra condizione di oggi. La via per entrare nel ciclo delle idee è tracciata e si concluderà giovedì 22 maggio con il terzo e ultimo evento, prima della rassegna di giugno, con Giuseppe Culicchia, nuovo Presidente del Circolo dei Lettori di Torino, nonché scrittore e giornalista. In dialogo con Sebastiano Caputo, presenterà il suo ultimo libro “Uccidere un fascista – Sergio Ramelli, una vita spezzata dall’odio” (Mondadori). Una testimonianza letteraria e civile sulla stagione degli anni di piombo, su come si possa cercare la pacificazione e culturale nel nostro Paese.
“Proseguire il percorso di Samsara con uno scrittore autorevole come Marcello Veneziani – dichiarano il Sindaco di Carmagnola Ivana Gavaglio e l’Assessore alla Cultura Alessandro Cammarata – conferma la volontà di offrire alla comunità occasioni di riflessione autentica e di confronto culturale di alto profilo. Il dialogo con autori e pensatori di rilievo nazionale è un’occasione per arricchire il dibattito pubblico e far crescere la consapevolezza collettiva in un momento storico che richiede strumenti nuovi orientarsi nel presente e costruire il futuro”.
Mara Martellotta

Capitale Italiana del Libro 2026, la candidatura di Carmagnola

Carmagnola, 17 aprile 2025 – È stata presentata oggi, nella Sala Consiliare del Comune di Carmagnola, la candidatura ufficiale della città al titolo di Capitale Italiana del Libro 2026, prestigioso riconoscimento promosso dal Ministero della Cultura. Alla conferenza stampa hanno preso parte il Sindaco Ivana Gaveglio, il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Alessandro Cammarata, la project manager e coordinatrice della candidatura Costanza Casali, e Nicolas Ballario, advisor per la comunicazione del progetto.

«Una candidatura che parte da lontano, ma guarda al futuro»

Nel suo intervento, il Sindaco Ivana Gaveglio ha spiegato le motivazioni alla base della candidatura:
«Carmagnola è da anni una città impegnata nella promozione della lettura e della cultura, come dimostra il riconoscimento di “Città che legge” ottenuto fin dal 2018. Ogni anno organizziamo e patrociniamo un ricco calendario di appuntamenti, tra cui
Portici da Leggere, Letti di Notte, Il Libro del Mercoledì, Aperilibro, la Settimana dell’Otium, la Festa del lettore e molte altre iniziative che coinvolgono scuole, famiglie e associazioni. Dal 2018 sosteniamo anche la pubblicazione della rivista culturale Panorama Carmagnolese e, da quest’anno, abbiamo avviato il progetto Samsara – Il ciclo delle idee, un nuovo spazio per la crescita culturale condivisa.

Ma questa candidatura non guarda solo al presente: affonda le sue radici in una storia profonda e identitaria. La nostra città è citata da Alessandro Manzoni nel titolo e nel cuore di una delle sue tragedie più significative, “Il Conte di Carmagnola”, è legata a figure illustri del passato e del presente, solo per citarne alcune, come Francesco Bussone, capitano valoroso della tragedia manzoniana, Santorre di Santarosa, patriota che a Carmagnola la notte del 10 marzo 1821 stampò lo storico proclama “Dichiarazione e canto dei Piemontesi”, studiosi e religiosi come Giacinto Carena e il venerabile Giuseppe Bartolomeo Menochio, la beata Maria Enrichetta Dominici (beatificata nel 1978) e santa Maria Francesca Rubatto, canonizzata nel 2022, fino a personalità contemporanee come il compianto storico dell’arte Giovanni Romano, recentemente scomparso, il professor Gian Giacomo Fissore (1940-2019), figura di spicco della diplomatica e della paleografia italiana, e lo scrittore di successo Davide Longo

‘Sintassi del Segno Sospeso’, la mostra dedicata all’artista Maria Rosa Benso

Presso il teatro di Palazzo Saluzzo Paesana, in via Bligny 2, dal 9 maggio curata dal critico Angelo Mistrangelo

Verrà inaugurata il 9 maggio, alle 18, presso il teatro di Palazzo Saluzzo Paesana, in via Bligny 2 a Torino, la mostra intitolata “Sintassi del Segno Sospeso”, dedicata all’artista Maria Rosa Benso, con oltre trenta sue opere.

L’esposizione è curata dal giornalista e critico d’arte Angelo Mistrangelo che evidenzia: “Il segno diviene storia, ricerca, immagine sospesa in atmosfere immateriali, in un alternarsi di impressioni che scandiscono il fluire inesausto del dato cromatico all’insegna di una interiore, e interiorizzata, interpretazione delle sottili e vibranti emozioni. La pittura esprime la magia della luce che accende le strutture, in una sorta di trama che si trasforma in sensazioni, ricordi e segnali che presiedono alla formulazione e formazione delle composizioni. Le pagine di un meditato astrattismo rivelano, in estrema sintesi, la persistente volontà di Maria Rosa Benso di fissare le tracce di un percorso che appartiene a una misurata gestualità manifestata in La materia del vento e Strutture fluttuanti. Una misura che nella mostra, allestita nell’ex Teatro del settecentesco Palazzo Saluzzo Paesana, appare caratterizzata da una sequenza di tavole che, da una penetrante scrittura segnica, aapproda a un discorso legato agli assemblaggi risolti con la delicata resa formale de Il peso delle nuvole, in cui le nuvole sembrano affiorare dalle lievissime atmosfere dei versi dello scrittore tedesco Hermann Hesse. Lievi e liriche suggestioni di una linea che definisce paesaggi della memoria, ripercorre desertici silenzi e gli impercettibili tratti di una stagione dell’esistenza rivisitata e ridefinita”.

L’allestimento resterà visitabile fino al 30 maggio da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19 con ingresso libero.

Il gesto pittorico assume, quindi, il valore di una personale e, talora, inaspettata, visione d’insieme, dove si avverte il clima di un vitale colloquio con il tempo e la realtà, con le interiori intuizioni e la controllata interpretazione del “corpus” di opere astratto-informali che rappresentano, come suggerisce Adolfo Francesco Carozzi, una condizione, uno stato d’animo, un punto di convergenza, un atteggiamento.

Si coglie, di volta in volta, una vera e propria sintassi dei segni, una grammatica della raffigurazione e un segreto cifrario attraverso il quale “scoprire universi remoti, visceralità ancora inesplorate, mondi arcani”, come scrive Gillo Dorfles.
In questa dimensione, emerge con forza un linguaggio in continuo aggiornamento, che stabilisce connessioni e riferimenti con le esperienze contemporanee, tra disegno e materia, comunicazione e nuove tecnologie.
Una comunicazione che fa parte del cammino della Benso lungo gli itinerari di una poetica che, secondo l’artista Alun Davies, esprime la coinvolgente esperienza di “lavori che sussurrano”. Sottolinea la Benso: “Nelle opere proposte prende forma un pensiero e un linguaggio di segni universale, misterioso, ipnotico, afferrando, talvolta, suoni di una musica sospesa”.

Per informazioni telefonare al numero 338.8256399 o scrivere a deborabocchiardo@gmail.com

Maria Rosa Benso ha iniziato a dipingere giovanissima frequentando l’atelier di Margherita Carena, allieva di Felice Casorati,  e nel corso degli anni ha approfondito e trasformato la sua misurata e meditata ricerca pittorica grazie a percorsi di studi e professionali che, peraltro, l’hanno dapprima condotta in direzione diversa.

Dopo gli studi in Lingue e letterature straniere a Cà Foscari di Venezia e a Torino, dove si è laureata in Lingua e letteratura inglese, ha conseguito infatti la specializzazione in Letteratura Americana all’Università di Urbino e, sempre in ambito letterario, ha preso parte agli incontri e interventi sul teatro shakespeariano di Giorgio Melchiori, Sergio Perosa e Giorgio Strehler, mentre in ambito linguistico e semiotico ha seguito i seminari di Umberto Eco al Centro Internazionale di Studi Semiotici di Urbino.

Tale formazione l’ha condotta ad operare professionalmente per due decenni nel campo della linguistica applicata e, in particolare, nella progettazione e direzione di centri di formazione linguistica professionale d’avanguardia presso enti ed organizzazioni internazionali, ad intrattenere contatti con Centri di ricerca d’eccellenza quali Manchester Business School ed Edinburgh University (Gran Bretagna), Harvard University, Massachusetts Institute of Technology e Stanford University (Stati Uniti) e Beijing University, a Pechino, in occasione del “Fourth World Conference on Continuing Engineering Education” del 1989.

I numerosi viaggi e soggiorni in Paesi europei, Stati Uniti, Cina e Sud America le hanno permesso, nel contempo, di cogliere i diversi aspetti socio-culturali delle popolazioni e studiare i contenuti delle pagine creative, dall’Action Painting all’arte e scrittura araba e cinese, grazie inoltre allo studio di queste ultime due lingue.
In particolare, ha completato la propria formazione con corsi sulla “New York School” e sul collage e assemblage entrando, e lo è tuttora, in più stretto contatto con artisti e curatori del MoMA, Museum of Modern Art di New York.

Del 2010 è la mostra personale Enigma Variations, allestita presso la sede del Piemonte Artistico Culturale di Torino con il patrocinio della Regione Piemonte.

La mostra segna l’inizio di una stagione di rassegne che esprimono il clima di un’esperienza in cui “segno”, “materiali” e “pagine astratte” caratterizzano le mostre Spazi di confine presso la Fondazione Fulvio Croce, Palazzo Capris di Cigliè di Torino (2012), Haiku: la poetica del segno presso la Biblioteca Nazionale Universitaria, Torino (2018) con il patrocinio MiBACT, e Denominatore comune, quadripersonale con Nino Aimone, Piero Ruggeri e Giorgio Stella (2022) presso Palazzo Lomellini, Carmagnola (Torino).

Un percorso che annovera inoltre la Biennale d’Arte di Vallebona (2014), la collettiva al Teatro dei Dioscuri del Quirinale a Roma (2015), le rassegne internazionali Telephone (2015 e 2020) dell’art incubator  “Satellite Collective” di Seattle (USA), la collettiva slideshow presso la sede del MoMA a New York (2020) e, tra le mostre dell’APA, Associazione Piemontese Arte, Pittura e scultura a confronto (2017), Presenze (2018) e Dialogo con i Maestri (2020).
Del 2024 è la collettiva Liquid Sky presso il Galata – Museo del Mare di Genova.

Accanto alle esposizioni, si ricorda l’impegno con l’Associazione Orolontano dell’artista  Alfonso Filieri, Roma, che ha esposto suoi libri d’artista sul tema di The Waste Land di T. S. Eliot negli spazi della Fondazione Monti Aperti di Foggia, del Museo Giacomo Manzù di Ardea (Roma), ed inoltre  della Biblioteca Nazionale di Roma e della Biblioteca Gino Baratta di Mantova, presso le quali si trovano due sue opere.

Maria Rosa Benso fa parte di Post-Millenium New York School (PMNYS), associazione di artisti indipendenti collegati al MOMA e di “Piemonte Artistico Culturale” e “Ponte per l’Arte” a Torino. È stata inoltre iscritta al Circolo degli Artisti di Torino.

Saggi, recensioni, testimonianze scelte: A. Audoli, M. Bernardi, W. Beck, A. Cavallera, M. Centini, A. Davies, K. Lanfranco, G.G. Massara, E. Massone, A. Mistrangelo, M. Paglieri.

Mara Martellotta

Pinacoteca Agnelli, la pista 500 accoglie quattro nuove installazioni site-specific

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Pinacoteca Agnelli presenta la programmazione per la primavera ed estate del 2025. A partire da mercoledì 16 aprile, la pista 500 accoglie quattro nuove installazioni site-specific degli artisti e artiste Allora&Calzadilla, Rong Bao, Francesco Gennari e Silvia Rosi.

Si avvia in aprile inoltre un intenso programma pubblico, che prevede per il terzo anno SUL TETTO DEL SALONE, la speciale collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino;  una collaborazione con il MAUTO per giri di auto storiche sulla Pista 500; presentazioni di libri al Fiat Café 500 e al Bookshop Civita, a corollario di esposizioni di edizioni d’arte speciali; la collaborazione con Archivissima e Collezione Maramotti alla sua terza edizione; la seconda edizione del Cinema sulla Pista 500, il programma di proiezioni sul tetto del Lingotto.
Infine, dato il grande successo di pubblico, la mostra “Salvo. Arrivare in tempo” viene prorogata sino a domenica 31 agosto prossimo, presentando un calendario di nuove attività e visite guidate.

La Pista 500, il progetto artistico di Pinacoteca sull’iconica Pista di collaudo delle automobili FIAT, da mercoledì 16 aprile si arricchisce di nuove installazioni site-specific degli artisti Jennifer Allora (1974 Philadelphia, Usa)& Guillermo Calzavilla ( 1971, Havana, Cuba), Rong Bao ( 1997, Beijing, Cina), Francesco Gennari (1973, Fano) e Silvia Rosi ( 1992, Reggio Emilia).
I nuovi progetti prodotti specificamente per Pista 500 si aggiungono alle opere già presenti sul giardino sospeso sul tetto del Lingotto di Thomas Bayrle, Monica Bonvicini, Valie Export,  Sylvie Fleury, Dominique Gonzalez-Foerster, Marco Giordano, Louise Lawler, Finnegan Shannon e SUPERFLEX.
Le nuove opere proseguono e approfondiscono la missione votata all’inclusività della Pinacoteca Agnelli. Martedì 15 aprile alle ore 18.30 è previsto l’opening per le  nuove installazioni con dj-set di Almare e accesso diretto alla Pista 500 da Rampa Nord, Fronte Eataly.

Commissionata e prodotta da Pinacoteca Agnelli  nella rampa Sud della Pista 500, Allora & Calzavilla, duo artistico basato a San Juan in Porto Rico, presenta Graft (Phantom Tree), un’installazione composta da migliaia di fiori realizzati in plastica riciclata che rimandano a quelli del Roble Amarillo, un tipo di quercia autoctona dei Caraibi. Questi fiori, sospesi come se fossero su di un albero, sono spogliati del tronco, foglie e rami, sollevando dubbi sulla loro provenienza e sulle loro origini perdute. Nei Caraibi la biodiversità rimane, infatti, tra le più ricche a livello mondiale, nonostante l’impoverimento significativo iniziato durante il periodo coloniale che continua fino ad oggi.
Il titolo dell’installazione fa riferimento all’innesto, una tecnica utilizzata per unire piante di specie diverse, cosiccome gli alberi fantasma, alberi che non sono mai cresciuti o sono stati rimossi a causa della deforestazione aggressiva.
Il duo, attivo dal 1995, utilizza diversi linguaggi artistici , tra cui la performance, la scultura, il suono, il video, la fotografia e la pittura.

Rong Bao esplora il rapporto tra attrazione e straniamento attraverso sculture e installazioni che combinano immaginari post-umani con un’estetica pop. Per la Pista 500, l’artista presenta “Carnivorous Bloom”, una scultura interattiva che si anima attraverso petali gonfiabili, in continuo movimento vibrando e oscillando come un organismo pulsante.
L’installazione assume l’aspetto di una pianta carnivora dai colori rosa brillanti che ne amplificano il carattere seducente, evocando forme vegetali mutanti e creature aliene.
Con sottile ironia “Carnivorous Bloom” si inserisce nel dialogo tra l’architettura industriale e la dimensione naturale del giardino sospeso sul tetto del Lingotto. L’installazione appare come un’entità fluida, a metà tra creatura e macchina, tra il reale e il fantascientifico. Bao ci sfida a interrogarci sul significato stesso dell’interazione con l’opera, e su come questa esperienza possa sovvertire le nostre aspettative. Il lavoro dell’artista si basa sull’interazione con il pubblico, invitandolo a confrontarsi con forme ambigue e materiali traslucidi, che evocano un mondo al tempo stesso artificiale e organico. Giocando con la percezione del corpo e dello spazio, Bao crea opere che oscillano tra l’affascinante e il conturbante. Le sue installazioni si trasformano in ambienti immersivi che disorientano e al tempo stesso lasciano emergere nuove possibilità di interpretazione della materia e dell’identità.

Francesco Gennari. “Avevo anche sette stelle in tasca” 2025
L’autoritratto è al centro della pratica artistica di Francesco Gennari. Per la Pinacoteca Agnelli l’artista presenta “Avevo anche sette stelle in tasca”, una nuova opera che consiste in una copia in bronzo del suo cappotto. Dopo aver passeggiato lungo la Pista 500, Gennari immagina di giungere alla rampa Sud e di dimenticare sulla balaustra il suo loden, un indumento diventato un tratto distintivo dell’artista spesso ricorrente nelle sue opere. All’interno di una architettura geometrica e asciutta, il cappotto di Gennari si inserisce come un elemento spiazzante, una scultura sartoriale, ch3 porrà il calore umano sulla rampa.
Le stelle in tasca, a cui il titolo del lavoro si riferisce, indicano che il cappotto appartiene a qualcuno che sta progettando un universo, ovvero all’artista che plasma la materia secondo la sua sensibilità e visione. Un gesto semplice come quello di dimenticare un cappotto si trasforma in un autoritratto dell’artista,  dove il suo corpo viene suggerito per assenza.
Parte integrante della ricerca dell’artista sono anche i materiali, legno, bronzo, marmo, vetro di Murano, e elementi organici come sciroppo di menta, gin, scorze d’arancia.
Le opere di Gennari costituiscono un diario intimo che tratteggia un paesaggio metafisico, armonioso ed insieme ricco di contraddizioni.

Silvia Rosi, di cui è esposta l’opera “Omissions” del 2025, artista italo togolese, nelle sue opere esplora temi come l’identità diasporica, la memoria familiare comunitaria, la rappresentazione di soggettività razzializzate e le ramificazioni di processi coloniali ed europei. Per il Billboard sulla pista 500 l’artista presenta “Omissions”, un’immagine che si ispira al suo album di famiglia, con le fotografie scattate a Lomè negli anni Sessanta e Settanta, oltre a quelle dei suoi genitori scattate negli anni Ottanta. “Omissions” mescola gli studi di fotografia tipica dell’Africa occidentale, una tradizione che permetteva ai soggetti di scegliere come rappresentarsi e che oggi offre una preziosa contronarrazione dello sguardo occidentale con quelli delle immagini della diaspora africana, fondendo il dato autobiografico a narrazioni collettive e condivise. Nell’opera Rosi recupera questa ricca identità iconografica per riflettere sulle dinamiche di potere e sul concetto di riappropriazione identitaria. Nello specifico, le due donne rappresentate sul Billboard tengono in mano il tabellone del Ludo, in Italia conosciuto come “Non t’arrabbiare”, un gioco da tavolo nato in India nel VI secolo ed esportato in Gran Bretagna e nelle sue colonie. Vestite coordinate con colori che ricordano la plancia da gioco, le figure sono al contempo giocatrici e pedine, mentre il Ludo, ricordo d’infanzia di Rosi a Lomè, è oggetto d’affezione nelle comunità diasporiche che diventa simbolo delle connessioni storiche e culturali che legano Asia, Europa e Africa occidentale. Anche lo sfondo dell’immagine racconta di questi legami, il materiale con cui è stato realizzato è il wax, un tessuto arrivato dall’Indonesia attraverso le rotte commerciali coloniali olandesi e diventato nel tempo parte integrante dell’identità culturale dell’Africa occidentale.
Nel mercato di Assigamé, a Lomè, proprio questa scacchiera è identificata dalle venditrici come “Ludo”. Vi è una riflessione su ciò che viene tramandato e ricordato nella memoria collettiva e su ciò che viene liberamente omesso e dimenticato dalla storia.

La Pista 500 è un progetto artistico che nasce nel 2022 come iniziativa di scultura pubblica della Pinacoteca Agnelli. È pensato per ampliare l’esperienza di un luogo simbolico della città per renderlo anche una destinazione culturale. Gli interventi sulla pista abbracciano diversi linguaggi della scultura: installazioni audio o ambientali, opere luminose o sonore, interventi video e di cinema espanso, sculture che sperimentano con materiali urbani immagini sul Billboard, progetti funzionali alla necessità di chi attraversa la pista o legate all’architettura industriale. Le opere, interattive e coinvolgenti, fanno riflettere sul significato di “spazio pubblico” oggi, e quali le storie e i monumenti con cui vogliamo abitare. Si confrontano con l’eredità della fabbrica per esplorare le implicazioni sociali e politiche della sua trasformazione. Entrano in dialogo con il giardino e con il paesaggio naturale urbano che circonda l’edificio, facendo emergere la tensione tra naturale e artificiale che lo caratterizza. La riflessione sull’inclusività degli spazi museali e sulla Pista 500 è stata una delle forze trainanti della Piancoteca Agnelli fino all’inizio del suo nuovo corso.

Mara Martellotta

Exposed Torino Foto Festival, mostre e artisti protagonisti alle OGR

Dal 16 aprile al 2 giugno prossimo, Exposed Torino Foto Festival annuncia le due mostre prodotte in occasione del Festival, in collaborazione con OGR Torino e Camera. Si tratta di “Almost Real. From Trace to Simulation”, curata da Samuele Piazza e Salvatore Vitale nel Binario 2 delle OGR, e di Olga Cafiero “Cultus Langarum” presso Camera, curata da Giangavino Pazzola. “Beneath the surface” è il tema della seconda edizione del Festival, organizzato dalla Fondazione per la Cultura di Torino sotto la guide dei direttori artistici Menno Liauw e Salvatore Vitale, e promosso da Città di Torino e Regione Piemonte, Camera di Comemrcio, Intesa Sanpaolo, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, in sinergia con la Fondazione per l’arte moderna e contemporanea di CRT. Si tratta di 12 mostre, tra personali e collettive, con 16 artisti provenienti da 12 Paesi, Italia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Stati Uniti, Taiwan, Hong Kong, Bolivia, Repubblica Democratica del Congo , Zimbabwe, Sud Africa e Palestina. Sette sono le prestigiose sedi espositive, tra cui l’Accademia Albertina di Torino di Belle Arti, l’Archivio di Stato, Camera, Gallerie d’Italia, GAM, OGR Torino e Palazzo Carignano.

Il tema del Festival invita a esplorare realtà contenute sotto la superficie delle immagini, non solo quelle catturate dagli obiettivi degli artisti, ma anche quelle ritoccate attraverso tecnologie avanzate connesse tra loro. In questo solco si muove la mostra collettiva che inaugura il 16 aprile presso il Binario 2 delle OGR Torino, dal titolo “Almost Real. From Trace to Simulation”, curata da Samuele Piazza, senior curator delle OGR Torino, e Salvatore Vitale, uno dei direttori artistici del Festival, con protagonisti scatti e opere Lawrence Lek, Nora Al – Badri e Alan Butler. Dalla relazione tra videogiochi e fotografia, al ruolo della memoria nei musei, fino al confine tra IA e coscienza, la mostra mette in discussione il concetto stesso di verità e autenticità, immaginando anche le implicazioni future delle immagini “IA generated”. Alan Butler si muove tra virtuale e analogico con la serie “Virtual Botany Cyanotypes”. Prendendo spunto dal mondo dei videogiochi, trasforma le piante digitali in stampe fotografiche realizzate con la tecnica della cianotipia, un antico procedimento dell’Ottocento. Il risultato è un dialogo tra pixel e materia, il virtuale che tenta di farsi reale e il reale che si lascia contaminare dal digitale. Nora Al – Badri lavora sul confine tra archeologia e intelligenza artificiale con “The Post – Truth Museum” e “Babylonian Vision” addestra una IA su migliaia di immagini di manufatti mesopotamici, generando nuovi oggetti che non appartengono né al passato né al presente. Il suo lavoro solleva domande su chi ha il potere di conservare la memoria storica e su come la tecnologia possa riscrivere le narrazioni culturali e postcoloniali.

Lawrence Lek porta l’IA al centro della scena con “Empty Rider”, un film ambientato in un futuro distopico in cui un’auto a guida autonoma senziente viene processata per il tentato omicidio del suo creatore. Il video esplora il confine tra reale e coscienza artificiale, ponendo domande sul ruolo etico della tecnologia e su quanto le macchine possano essere responsabili delle proprie azioni.

La storia,  i personaggi e la cultura enologica delle Langhe sono raccontati attraverso l’uso di documenti e materiali di archivio.  Ruota intorno a  questi temi la mostra di Olga Cafiero dal titolo “Cultura Langarum”, che si apre il 16 aprile nella project Room di Camera, Centro Italiano per la Fotografia di Torino. La mostra, sostenuta dall’azienda vinicola Garesio, raccoglie le serie fotografiche realizzate da Olga Cafiero, fotografa italo- Svizzera, vincitrice della prima edizione del Garesio Wine Prize for documentario Photography e fra gli artisti e le artiste  selezionate da Photo Elisée,  Musée cantonale pour la photografie di Losanna per l’edizione  2024 di Futures Photography, piattaforma internazionale  per talenti emergenti della fotografia  di cui Camera è partner insieme ad altre istituzioni europee.

La mostra, curata da Giangavino Pazzola, presenta cinque serie fotografiche che riflettono sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente, utilizzando diverse tecniche visive, tra cui la fotografia aerea, le scansioni digitali e i processi Off camera. Il lavoro di Cafiero offre una visione inedita delle Langhe raccontando il territorio e la cultura enologica attraverso la combinazione di diversi registri visivi e narrativi che mescolano l’approccio quasi scientifico ad una visione poetica ed evocativa. L’opera di Cafiero cattura così l’essenza di un territorio che vive tra tradizione e modernità, tra conservazione e innovazione.

L’Accademia di Belle Arti è anche il cuore pulsante di Exposed, e sarà sede non solo di mostre ma anche di talk con artisti e curatori, e di “Exposed Photo Match”, un nuovo tipo di portfolio che unisce la condivisione collettiva al networking. L’Accademia ospiterà la prima produzione del Festival con le opere di Valeria Cherchi, giovane artista indicata dal British Journal of Photography trabi 16 talenti emergenti a livello globale, e l’artista italiana togolese Silvia Rosi presente anche al Lingotto su Pista 500, vincitrice del C/O Berlin Talent Award 2024; Gregory Alpern, fotografo dell’agenzia Magnum e George Senga, proveniente dal Congo.

Mara Martellotta

Il parco riscoperto del Castello di Miradolo

Sabato 19 aprile, ore 11

L’inaugurazione con una speciale visita guidata del parco rinnovato progettato nell’Ottocento da Xavier Kurten

 

Nel 1824 Maria Elisabetta Ferrero della Marmora, incarica il celebre paesaggista ottocentesco Xavier Kurten di progettare la trasformazione del parco del Castello di Miradolo, da giardino all’italiana a parco romantico e paesaggistico, detto “parco all’inglese”.

Nel 2024, esattamente 200 anni dopo, si è completato il recupero, che ha avuto un obiettivo ambizioso: riprendere e restituire al parco la configurazione progettata da Kurten nel 1824. Grazie a un attento restauro, rispettoso del disegno originale, sono stati recuperati gli elementi storici e paesaggistici più significativi, garantendo così la conservazione della memoria storica del luogo e la continuità nel tempo del progetto del grande paesaggista. Questo intervento ha riportato alla luce il genius loci del giardino e ha ricreato un ambiente che rispetta il progetto originale, ma che al contempo è pronto ad accogliere i numerosi visitatori che ogni anno vengono a visitare il Castello di Miradolo e il suo Parco.

Il 2025 si apre con le nuove audioguide, che accompagneranno il pubblico in una visita approfondita del parco storico, con traduzioni in inglese, francese e LIS, sviluppate in collaborazione con l’Istituto dei Sordi di Torino, e la produzione e l’allestimento della nuova pannellistica informativa, progettata in un’ottica di accessibilità per tutti. Da sabato 19 aprile sarà disponibile per tutti il nuovo percorso di visita. Alle ore 11 è in programma per questa occasione una visita speciale guidata dalla proprietà durante la quale sarà possibile scoprire e apprezzare in prima persona tutti i miglioramenti e le trasformazioni apportate al sito, con particolare attenzione al ripristino del disegno originario del Kurten. Sarà un’opportunità unica per comprendere come il parco, anno dopo anno, abbia ritrovato la sua identità smarrita negli anni di abbandono; arricchito di nuove aree e spazi rinnovati; il parco è oggi ancora più accogliente e fruibile per tutti. A seguito della visita, sarà prenotabile “Erbe nel piatto”: un calice di bollicine accompagnato da un assaggio a tema, a cura di Antica Pasticceria Castino.

 

LA RICERCA ARCHIVISTICA

Il gruppo di ricerca “Parchi e Giardini” del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali Alimentari (DISAFA) dell’Università degli Studi di Torino, coordinato dal professore Marco Devecchi, ha condotto nel 2023 e 2024 una approfondita ricerca archivistica volta a riconoscere le permanenze storiche del parco del Castello di Miradolo. La ricerca storica, incaricata dalla Fondazione Cosso, si è concentrata prevalentemente sulla componente vegetale, sulla Serra neogotica e sul territorio circostante. La dottoressa Paola Gullino del DISAFA ha coordinato e condotto con la professoressa Federica Larcher ed il Dottore Enrico Pomatto l’attività di ricerca archivistica. Il gruppo di ricerca ha rinvenuto fonti descrittive, iconografiche e cartografiche in riferimento alla realizzazione del parco, alle modifiche e trasformazioni avvenute nel tempo, ai caratteri compositivi e paesaggistici. La copiosa documentazione, per lo più inedita è stata rinvenuta in diversi archivi, biblioteche e accademia principalmente piemontesi ed è riferibile al periodo storico compreso tra il XVII secolo e XX secolo.

Nel 1824 venne incaricato il paesaggista prussiano Xavier Kurten di disegnare e progettare il nuovo parco del Castello di Miradolo: il parco da giardino settecentesco, caratterizzato da parterre formali, diventa informale o “all’inglese”. Da questa data, fino al 1837, vennero sostenute “Spese straordinarie” per la realizzazione del “Nuovo Giardino di Miradolo”. Molte specie arboree impiantate da Xavier Kurten nella prima metà dell’Ottocento costituiscono ancora oggi la struttura del parco storico del Castello di Miradolo. Di inestimabile valore è la presenza di alberi secolari e monumentali. In particolare, sono cinque gli esemplari monumentali presenti e riconosciuti dalla Regione Piemonte. Il Ginkgo biloba L., esemplare secolare posto proprio di fronte all’ingresso del castello, il Taxus baccata L., il Taxodium distichum (L.) Rich., anche denominato cipresso calvo, il Liriodendron tulipifera L., l’albero dei tulipani ed il Carpinus betulus L. Questa ricerca ha permesso anche a livello accademico e scientifico di riconoscere gli elementi compositivi e le permanenze storiche ancora presenti oggigiorno e di definire le linee guida per la valorizzazione del parco storico del Castello di Miradolo.

 

LA STORIA DI UNA RINASCITA

La Fondazione Cosso entra all’interno delle mura del Castello di Miradolo per la prima volta nel 2007, dopo oltre 60 anni di gestione irrispettosa del sito e 10 anni di completo abbandono da parte dei proprietari succeduti a Sofia di Bricherasio. Il disegno paesaggistico del parco è stravolto. Le facciate del Castello sono alterate da ristrutturazioni frettolose. I tetti dell’edificio sono crollati, le sale interne hanno perso le volumetrie originali e le decorazioni murali sono in pericolo, i rustici sono diventati depositi.

Dopo 15 anni di cantieri realizzati con fondi propri e di azioni di valorizzazione e racconto del luogo, nel 2022, in occasione di due finanziamenti PNRR – NextGenerationEU relativi alla rigenerazione dei parchi e giardini storici e al sostegno ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale, inizia per la Fondazione Cosso un’ulteriore fase lavoro sui restauri e sul completamento dei servizi di accoglienza dedicati ai visitatori.

Ottavo in graduatoria tra i migliori progetti italiani e primo in Piemonte, con il progetto “Il Parco del Castello di Miradolo. Storia di una rinascita”, la Fondazione ha oggi concluso una nuova tappa del restauro e rinnovamento del parco storico, consolidando così l’impegno per il recupero e la valorizzazione del sito. Il 2024 ha infatti visto compiersi numerose azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria della componente vegetale e del disegno storico in un’ottica di salvaguardia della biodiversità e di potenziamento dell’attrattività turistica, di restauro delle componenti impiantistiche con finalità di tutela del bene e di contenimento dei consumi energetici, di ricerca storico-paesaggistica e di rinnovamento dei servizi per i visitatori secondo la logica dell’inclusività e diversificazione dell’utenza, realizzando strategie di consolidamento e potenziamento dei target di utenza, in un’ottica di accoglienza per tutti, tutto l’anno.

Il rispetto dell’identità del luogo e l’attenzione alla sostenibilità ambientale sono stati elementi cardine del progetto con cui la Fondazione Cosso ha coinvolto l’architetto Paolo Pejrone, uno dei più rinomati paesaggisti italiani, che dopo aver disegnato e progettato l’Orto, ha ridisegnato anche la Corte aulica del Castello e la zona antistante la Serra, con il rinfoltimento della collezione botanica, il ripristino delle antiche vaserie e la selezione di arbusti idonei ad attrarre gli insetti pronubi, preziosi per la loro attività di impollinatori.

Attento e rispettoso degli equilibri della flora e della fauna è anche il nuovo progetto di illuminazione del parco che esalta il carattere identitario del luogo con gli stessi principi tipici del giardino romantico, dove le due anime, quella naturalistica e quella storica, dialogano e si completano offrendo al visitatore un’immagine notturna intima ed accogliente. Come nel giardino paesaggistico, la mano dell’uomo c’è ma non si vede, così gli elementi di luce sono nascosti alla vista e la luce diventa solo effetto e veicolo per apprezzare la natura al calar del sole. In questo delicato rapporto con la natura, il progetto di illuminazione segue la stagionalità del sito attraverso scenari luminosi che adattano l’intensità al variare della vegetazione, offrendo sempre nuove e diverse suggestioni al variare delle stagioni.

Il cantiere è proseguito negli ultimi mesi anche sulle componenti architettoniche, impiantistiche e di sicurezza: si sono conclusi i cantieri relativi al relamping, al completamento dell’impianto di illuminazione e all’allestimento dell’area bike friendly, così come il cantiere edile relativo alla ex portineria che sarà utilizzata a fini didattici e il restauro dell’antica stalla nelle pertinenze rustiche.

INFO

Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO)

Sabato 19 aprile, ore 11

Miradolo, il parco riscoperto

Visita offerta dalla proprietà, compresa nel biglietto di ingresso.

Erbe nel piatto

Un calice di bollicine accompagnato da un assaggio a tema. Costo: 10 euro a persona. Prenotazione obbligatoria.

Costi di ingresso Castello e Parco:

Intero 15 euro; ridotto over 65, gruppi e convenzioni 12 euro; ridotto 12-26 anni e universitari 10 euro; ridotto scuole secondarie di II grado di Pinerolo e Tessere PineCult 5 euro; gratuito 0-11 anni, Abbonamento Torino Musei, disabili ed accompagnatore

Agevolazioni

FamilyLab: 5 euro bambini + 10 euro accompagnatori, comprensivo di ingresso e attività didattica

Tessera 5 ingressi: 45 euro

Tessera 10 ingressi: 85 euro

Tessera 10 ingressi per residenti a San Secondo di Pinerolo: 70 euro

Passaporto culturale: ingresso gratuito per il bambino nel primo anno di vita e per due accompagnatori

Il biglietto di ingresso è comprensivo di:

Accesso al Parco, al Castello e alle mostre quando allestite; Supporti di visita; Audioguide; Visite guidate

Orari

Sabato, domenica e lunedì, dalle 10 alle 18.30. Ultimo ingresso alle ore 17.30

Informazioni

0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.it

www.fondazionecosso.com