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AOU Città della Salute: AI e robotica per una chirurgia  più sicura

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Curare un tumore del retto non significa soltanto rimuovere una malattia. Significa operare in una delle aree più delicate del corpo umano, nel profondo del bacino, dove pochi millimetri possono fare la differenza tra un intervento efficace e una complicanza importante. Attorno al retto passano infatti strutture fondamentali per la funzione intestinale, urinaria e sessuale. Per questo, la chirurgia del tumore del retto richiede oggi non solo esperienza, ma anche strumenti sempre più precisi per pianificare ed eseguire l’intervento nel modo più sicuro possibile.

All’Ospedale Molinette dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, questa sfida è al centro di un programma di ricerca che unisce chirurgia, oncologia, radiologia, anatomia patologica, bioingegneria, robotica e intelligenza artificiale. Il lavoro si sviluppa in stretta connessione con il MITIC – Minimally Invasive Therapy and Innovation Centre, struttura dedicata allo sviluppo di tecnologie innovative per la chirurgia mini-invasiva, dell’Università di Torino e coordinata da Alberto Arezzo, chirurgo generale della struttura di Chirurgia 1U diretta da Mario Morino.

Al MITIC lavorano insieme chirurghi, giovani ricercatori e ingegneri con lunga esperienza nell’intelligenza artificiale, nella robotica chirurgica, nell’analisi delle immagini, nella simulazione e nella sensoristica applicata alla medicina. È proprio questa collaborazione quotidiana tra clinici e ingegneri a rappresentare uno degli elementi più originali del programma: i problemi che nascono in sala operatoria vengono trasformati in domande di ricerca, studiati in laboratorio e riportati poi verso la pratica clinica.

L’obiettivo è sviluppare una vera chirurgia di precisione per il tumore del retto. Precisione significa conoscere meglio il tumore prima dell’intervento, distinguere con maggiore accuratezza le lesioni benigne da quelle maligne, scegliere il trattamento più adatto al singolo paziente, individuare correttamente i margini di resezione e asportare i linfonodi quando necessario. Significa, soprattutto, aumentare la sicurezza: sicurezza chirurgica, perché si riduce il rischio di danneggiare strutture delicate, e sicurezza oncologica, perché l’intervento viene pianificato ed eseguito in modo più mirato.

Una delle prospettive più innovative è la creazione di un digital twin oncologico e chirurgico, cioè una rappresentazione digitale del paziente, del tumore e dell’intervento. Integrando dati clinici, radiologici, endoscopici, anatomopatologici, molecolari e intraoperatori, questo modello potrà aiutare i medici a scegliere il percorso più appropriato: trattamento locale o chirurgia radicale, terapia preoperatoria più o meno intensiva, preservazione dell’organo in casi selezionati, oppure intervento più mirato e sicuro.

Questa visione è al centro di importanti progetti finanziati dalla Commissione Europea. Il progetto Horizon Europe Classica studia l’uso dell’intelligenza artificiale e della fluorescenza per migliorare la diagnosi e la pianificazione chirurgica delle lesioni del colon-retto. Attraverso la somministrazione in vena di un tracciante fluorescente e l’impiego di sensori appositamente realizzati, il progetto valuta la diversa capacità di captazione della fluorescenza da parte di cellule benigne e maligne. L’obiettivo è classificare le lesioni con un’accuratezza molto elevata, vicina al 100%, aiutando il chirurgo a programmare resezioni più corrette ed evitare trattamenti non necessari o al contrario, insufficienti.

Un secondo progetto strategico è il progetto Erc Synergy Endotheranostics, finanziato dallo European Research Council, che mira a sviluppare tecnologie intelligenti per diagnosi, terapia e monitoraggio dei tumori gastrointestinali attraverso strumenti miniaturizzati, sensori, imaging avanzato e robotica endoluminale. Nel tumore del retto, questo significa immaginare strumenti capaci di raccogliere informazioni direttamente dall’interno dell’intestino, caratterizzare meglio la lesione, guidare il trattamento e monitorare nel tempo la risposta alle cure.

Il messaggio centrale è chiaro: tecnologia e intelligenza artificiale non sostituiscono il chirurgo. Lo aiutano a vedere meglio, misurare meglio, prevedere meglio e decidere meglio, soprattutto nei casi più difficili. La prospettiva non è una chirurgia automatica, ma una chirurgia più consapevole, controllata e soprattutto sicura, in cui l’esperienza del medico viene potenziata da strumenti capaci di ridurre l’incertezza nei momenti più delicati.

Con Classica, Endotheranostics e l’attività del MITIC, Torino si colloca in prima linea nella ricerca internazionale su intelligenza artificiale, robotica e chirurgia mini-invasiva. L’obiettivo è concreto: portare l’innovazione dal laboratorio alla sala operatoria, offrendo ai pazienti con tumore del retto cure sempre più precise, sicure e personalizzate.

Famiglie e servizi per l’infanzia: i voucher Vesta 2026

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Vesta 2026 conferma il proprio ruolo come misura regionale dedicata al sostegno delle famiglie nelle spese per i servizi all’infanzia, con una distribuzione dei contributi che ha interessato in larga parte nuclei familiari appartenenti al ceto medio e cittadini italiani, categorie che spesso incontrano difficoltà nell’accesso ad altri strumenti di welfare pubblico.

A illustrare i dati dell’edizione 2026 è stato il vicepresidente e assessore alle Famiglie della Regione Piemonte Maurizio Marrone:

“Vesta si conferma l’unica misura di sostegno alle famiglie e alla natalità che non esclude cittadini italiani e ceto medio, anzi aiuta in particolare coloro che soffrono più degli altri il peso dell’inverno demografico.
L’85% delle domande finanziate sono di famiglie italiane, un traguardo mai raggiunto da misure di welfare pubblico e comunale che, grazie anche alla possibilità di fare domanda estesa a dodici ore e i fondi raddoppiati a 20 milioni di euro, rende Vesta un “modello tricolore” vincente e all’avanguardia. Le prime rendicontazioni presentate dalle famiglie assegnatarie di Vesta 2025 – prosegue Marrone – si concentrano infatti sulle spese legate ad asili e nidi, dimostrando che quei servizi, anche quando sono pubblici ed erogati dai comuni, restano troppo costosi per tanti bambini anche con reddito medio. Vesta, grazie al meccanismo innovativo della divisione risorse su micro-fasce isee, si dimostra un esempio di giustizia sociale al servizio delle famiglie, distribuendo in maniera equa le risorse a disposizione, evitando le storture tipiche delle graduatorie che privilegiano sempre le stesse tipologie di utenti, e permettendo l’assegnazione di 20 milioni di euro in appena un mese”.

Il programma ha previsto l’assegnazione dei voucher sulla base dell’Isee e dell’ordine cronologico di presentazione delle domande. Sono stati distribuiti 5mila voucher da 1.200 euro destinati alle famiglie con Isee fino a 10mila euro, 10mila voucher da 1.000 euro per la fascia tra 10mila e 30mila euro e altri 5mila voucher da 800 euro per i nuclei con Isee compreso tra 30mila e 40mila euro. Per i minori con disabilità il contributo previsto è pari a 1.200 euro indipendentemente dal reddito.

Per quanto riguarda la cittadinanza dei beneficiari, l’85% dei contributi è stato assegnato a cittadini italiani, il 3% a cittadini dell’Unione Europea e il 12% a cittadini extra Ue. Analizzando le diverse fasce Isee emerge inoltre che gli assegnatari italiani rappresentano il 59% nella fascia 0-10mila euro, il 92% nella fascia 10-30mila e il 98% nella fascia 30-40mila.

Le famiglie che hanno ottenuto il voucher Vesta 2026 potranno utilizzare il contributo tra il 1° giugno 2026 e il 30 giugno 2027, caricando sulla piattaforma dedicata le fatture relative alle spese sostenute per ricevere il rimborso.

Parallelamente prosegue anche la fase di rendicontazione di Vesta 2025, che aveva messo a disposizione 10 milioni di euro per 10mila famiglie. La finestra per presentare la documentazione resterà aperta fino a ottobre 2026. Le prime 811 rendicontazioni già caricate mostrano che oltre la metà delle spese riguarda la scuola dell’infanzia, che rappresenta il 50,96% dei servizi dichiarati e il 56,24% delle somme richieste. I servizi per la prima infanzia incidono per circa il 28% dei servizi e per oltre il 30% degli importi rendicontati, mentre le attività ludico-sportive rappresentano il 13,19% dei servizi ma una quota più contenuta della spesa complessiva, pari al 5,87%.

L’intelligenza artificiale entra in corsia: Torino capitale della medicina del futuro

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A Torino la seconda Conferenza nazionale sulla medicina di precisione e personalizzata

Il 27 e 28 maggio al Politecnico confronto tra ricerca, clinica, istituzioni e imprese su intelligenza artificiale, digital twin e nuove tecnologie per la salute

Torino, 26 maggio 2026 – Due giornate dedicate al futuro della sanità e alle nuove frontiere della medicina personalizzata. Il 27 e 28 maggio il Politecnico di Torino ospiterà la seconda edizione della conferenza nazionale “Medicina di precisione e personalizzata. Artificial Intelligence e Biological Twin”, appuntamento che riunirà ricercatori, clinici, aziende, istituzioni e mondo accademico per discutere le applicazioni più avanzate dell’intelligenza artificiale nella pratica medica.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione D34Health insieme ad aizoOn, Istituto di Candiolo IRCCS, Politecnico di Torino e Università di Torino. L’obiettivo è favorire il dialogo tra i diversi protagonisti dell’ecosistema sanitario e accelerare il trasferimento delle innovazioni tecnologiche nella medicina quotidiana.

La conferenza si concentrerà sulle potenzialità offerte da intelligenza artificiale, digital twin e biological twin, strumenti che stanno cambiando il modo di affrontare prevenzione, diagnosi e cura delle malattie. Nonostante i progressi scientifici, la diffusione di queste tecnologie nella pratica clinica resta complessa, anche per ragioni normative, organizzative e culturali. Da qui la necessità di creare un ecosistema capace di mettere in connessione competenze scientifiche, industria, ospedali e ricerca.

La giornata inaugurale del 27 maggio sarà dedicata all’evoluzione scientifica della medicina di precisione, con approfondimenti su bioinformatica, modelli predittivi e applicazioni cliniche nei principali ambiti patologici, dall’oncologia alle malattie neurodegenerative, cardiometaboliche e autoimmuni. Il confronto interdisciplinare, moderato da Luca Primo, coinvolgerà esperti e ricercatori provenienti da differenti aree scientifiche.

Il 28 maggio l’attenzione si sposterà invece sullo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione e sulle prospettive strategiche della Fondazione D34Health per il triennio 2026-2028. Ad aprire i lavori saranno i rettori Stefano Corgnati e Cristina Prandi.

Tra i temi centrali della seconda giornata figurano le implicazioni etiche e regolatorie dell’intelligenza artificiale applicata alla salute, il trasferimento tecnologico e il ruolo delle infrastrutture di ricerca sviluppate grazie ai fondi del Piano Nazionale Complementare. Tecnologie avanzate e modelli condivisi vengono oggi messi a disposizione della comunità scientifica per favorire collaborazione e innovazione.

Tra le novità dell’edizione 2026 spiccano l’ampliamento della poster session con un’area demo attiva durante entrambe le giornate e il lancio della Call for Startups dedicata alla medicina di precisione, iniziativa pensata per sostenere la nascita di nuovi progetti imprenditoriali e valorizzare i risultati della ricerca scientifica. Previsti inoltre i “Best Poster Awards”, premi assegnati ai migliori contributi scientifici selezionati dal pubblico della conferenza.

Sono trenta i poster scientifici accettati, realizzati da ricercatori provenienti da università italiane e internazionali, IRCCS, centri di ricerca e aziende private, a conferma della crescente dimensione internazionale dell’evento.

“Ospitare la seconda edizione della conferenza nazionale “Medicina di precisione e personalizzata. Artificial Intelligence e Biological Twin” conferma l’impegno del Politecnico di Torino nel promuovere il dialogo tra ricerca, innovazione tecnologica e applicazione clinica. La convergenza tra ingegneria e scienze della vita sta ridefinendo il futuro della medicina e aprendo nuove prospettive per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie. In questo scenario, il Politecnico favorisce ricerca interdisciplinare, trasferimento tecnologico e collaborazione tra mondo accademico, clinico e industriale, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative capaci di accelerare l’adozione della medicina personalizzata nei percorsi di cura. Creare connessioni tra competenze diverse e favorire ecosistemi dell’innovazione rappresenta oggi un elemento essenziale per trasformare i risultati della ricerca in strumenti concreti a beneficio dei pazienti e del sistema sanitario”. Ha dichiarato Fabrizio Pirri.

“Nel dialogo tra neuroscienze e intelligenza artificiale si apre una straordinaria opportunità per la medicina di precisione. Neuroscienze e Intelligenza artificiale hanno permesso recentemente di comprendere e simulare la complessità del cervello, mettendo sempre più in evidenza l’importanza delle reti neurali. L’analisi multiscala del cervello, dal macroscopico all’ultramicroscopico, e la generazione di una enorme mole di dati permettono di simulare il funzionamento del cervello normale e patologico, costruendo ponti tra il cervello biologico e l’intelligenza artificiale. Ciò permette non solo di comprendere come è organizzato strutturalmente e funzionalmente, ma anche di favorire lo sviluppo di una medicina e farmacologia di precisione delle malattie neuropsichiatriche. Infine, apre la strada a nuove soluzioni che possono simulare l’intelligenza artificiale”. Ha dichiarato Alessandro Vercelli.

“Un IRCCS oncologico è al tempo stesso fruitore attento e protagonista nello sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata alla salute. Per questo rappresenta un nodo essenziale per la crescita dei biological e virtual twin in oncologia. La disponibilità di dati clinici, biologici, genomici e di imaging, integrati con competenze multidisciplinari, consente infatti di sviluppare modelli predittivi sempre più accurati e trasferibili nella pratica clinica. Inoltre rappresenta un banco di prova significativo per bilanciare il progresso tecnologico con l’etica del sistema. L’applicazione dell’AI e dei digital twin permetterà di comprendere meglio l’evoluzione dei tumori, prevedere la risposta alle terapie e personalizzare i trattamenti in modo sempre più preciso. Un centro oncologico altamente specializzato può contribuire in maniera decisiva allo sviluppo di questo settore grazie a biobanche, piattaforme tecnologiche avanzate, casistiche cliniche di elevata qualità e una stretta integrazione tra laboratorio e clinica. L’obiettivo è accelerare il trasferimento dell’innovazione nella pratica medica, rendendo la medicina di precisione più efficace, sostenibile e realmente centrata sul paziente”. Ha dichiarato Anna Sapino.

“La medicina di precisione è una trasformazione cruciale per il futuro della salute: significa passare da percorsi standardizzati a interventi di prevenzione, diagnosi e cura sempre più personalizzati, fondati sui dati, sulle tecnologie digitali e sulla conoscenza biologica della persona. Come Fondazione D³4Health ci impegniamo a generare valore concreto per pazienti, professionisti sanitari e sistema salute, valorizzando il patrimonio e i risultati dell’iniziativa D³4Health, finanziata nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR, attraverso un approccio strategico e coordinato. Il punto di forza della Fondazione è la capacità di mettere insieme competenze d’eccellenza in ricerca, formazione e industria: non una semplice somma, ma un effetto moltiplicatore di conoscenze, esperienze e impatto. Il piano triennale 2026–2028 è stato elaborato per valorizzare questo patrimonio, definendo le linee operative e le risorse per integrare infrastrutture, promuovere percorsi di trasferimento tecnologico e accompagnare la formazione dei professionisti di domani”. Ha dichiarato Maria Sabrina Sarto.

“la trasformazione della sanità passa sempre più dalla capacità di integrare tecnologie avanzate, dati e competenze multidisciplinari in soluzioni concrete a supporto della pratica clinica. In aizoOn siamo parte attiva di questo cambiamento applicando l’Intelligenza Artificiale alla medicina di precisione. Sviluppiamo sistemi predittivi e modelli di dati per migliorare la comprensione della malattia e dei percorsi di cura mettend o al centro la qualità della vita dei pazienti. Il nostro obiettivo è massimizzare il beneficio derivante dall’uso dei dati clinici. La medicina di precisione rappresenta inoltre un ambito strategico di crescita e l’opportunità di essere parte “attiva” di un ecosistema in cui intelligenza artificiale, modellazione dei dati e sistemi predittivi sono al servizio della vita e della sua qualità. In questa prospettiva sentiamo l’onere e l’onore di poter contribuire a un modello di sanità più efficiente, capace di ottimizzare risorse, ridurre i tempi decisionali e rendere le cure sempre più tempestive e mirate”. Ha dichiarato Silvana Candeloro.

Mercatini tematici, come renderli più facili. Via libera alla sperimentazione temporanea

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È arrivata  sul tavolo della giunta la proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino di concerto con l’assessora all’innovazione Chiara Foglietta per le modifiche al regolamento dei mercati periodici tematici che disciplina i mercatini con cadenza mensile o ultramensile svolti su aree pubbliche o private di interesse cittadino o circoscrizionale.

La proposta nasce da alcune criticità operative riscontrate nel corso degli anni, dovute, in particolare, all’evoluzione normativa, alla mancanza di specifiche previsioni come sulle sperimentazioni e sui possibili rinvii di data e al generale mutamento del socio-economico.

“Per questo – spiega l’assessore al Commercio della città di Torino Paolo Chiavarino – abbiamo deciso di intervenire con un aggiornamento e una complessiva revisione. Tra le novità introdotte – continua Chiavarino – la possibilità di una fase di sperimentazione temporanea non superiore a 24 mesi con un numero minimo di sei eventi annui, utile alla verifica preventiva dell’interesse pubblico e della sostenibilità organizzativa di nuove iniziative, il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio e controllo e l’adeguamento alla semplificazione normativa come la Scia e alla digitalizzazione delle procedure (Impresainungiorno)”.

La proposta, approvata dalla Giunta, prevede anche di innalzare il numero dei mercati affidabili a uno stesso soggetto organizzatore, di introdurre una specifica disciplina in materia di rinvii e di edizioni straordinarie garantendo una continuità di servizio in situazioni eccezionali anche di natura metereologica, consentire l’istituzione di mercati periodici tematici in cui la vendita è svolta in forma occasionale e non costituisce attività di commercio.

Il nuovo regolamento che interesserà 19 mercati di cui 11 prettamente circoscrizionali, prima di entrare in vigore, dovrà passare al vaglio delle Circoscrizioni per le eventuali osservazioni, discussa in Commissione consiliare permanente e, infine, in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

TorinoClick

La Giardiniera reale raddoppia

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Quest’oggi sabato 23 maggio, alle ore 18.30, lo storico “Circolo degli Artisti” ai Giardini Reali di sotto raddoppierà i suoi spazi espositivi.

La palazzina di fronte la sede di corso San Maurizio 6, verrà aperta come una scatola del tempo, con tanto di porta blindata realizzata scenograficamente dagli artisti Mirco Andreis, Marco Barucci e Cristian Bertolotto, e mostrerà finalmente la sala interna, purtroppo occultata da oramai numerosi anni di chiusura susseguitisi dalle varie associazioni che hanno avuto in concessione il locale nel tempo.

Così da riportare degnamente questo luogo al godimento della comunità attraverso iniziative, eventi e mostre che come da tradizione del Circolo vengono offerti gratuitamente a tutti gli appassionati di arte e cultura grazie all’impegno dei soci. L’inaugurazione avrà luogo subito dopo la presentazione del libro di Maurizio Merlo “Volti di donna – Ritratto plurale” con la partecipazione del professor Luciano Roccia.

Igino Macagno

A Torino ritorna il Fabermeeting 

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Con ospiti internazionali Franck Ekinci e Valentina D’Efilippo.

È di nuovo tempo di Fabermeeting! La manifestazione che fa incontrare a Torino impresa e nuovi talenti digitali, ritorna il 22 e 23 maggio, dalle ore 9,00 alle 19,00 presso Toolbox Coworking in via Agostino da Montefeltro 2, con due giornate intensive dedicate all’incontro tra creativi, imprese, startup e professionisti dell’innovazione. Un luogo unico di connessione e di collaborazione, creato grazie al concorso nazionale Faber 2026 e pensatoappositamente per ampliare il mercato digitale in cui imprese, creativi, PMI, startup, artigiani e realtà dell’innovazione sociale lavorano insieme per sviluppare idee, prototipi e nuovi servizi.

Il ricco programma prevede workshop, incontri di networking, “speed date” creativi e talk tra talenti, imprese e professionisti del settore digitale, focalizzandosi su innovazione, tecnologia e impatto sociale. Nello specifico la prima giornata sarà dedicata alla dimensione concreta del lavoro creativo: strumenti, processi e nuove competenze richieste dal mercato saranno al centro di workshop, incontri e momenti di confronto con professionisti e aziende. La seconda giornata sarà invece un’immersione nel rapporto tra design, tecnologia e innovazione, con la partecipazione di ospiti internazionali che porteranno esperienze e visioni dal panorama creativo globale.

Tra gli appuntamenti più attesi, l’intervento di Franck Ekinci, regista, produttore e sceneggiatore francese di cinema d’animazione. È noto soprattutto per il lungometraggio April and the Extraordinary World (Avril et le Monde truqué), co-diretto con Christian Desmares e ispirato all’universo grafico di Jacques Tardi, vincitore del Cristal Award come miglior film all’Annecy International Animation Film Festival 2015. Durante l’incontro al Fabermeeting Ekinci offrirà ai partecipanti uno sguardo privilegiato sul processo creativo dell’animazione e sulle sfide produttive che trasformano un’idea in un progetto cinematografico.

Protagonista della seconda giornata sarà anche Valentina D’Efilippo, data designer e creative director tra le voci più influenti a livello internazionale nella data visualisation e nella narrazione visiva. Italiana ma attiva nel Regno Unito, ha collaborato con istituzioni, agenzie e brand globali sviluppando progetti che spaziano da mostre interattive a piattaforme digitali e pubblicazioni. Al Fabermeeting guiderà il workshop “Un icebreaker per imparare a progettare con i dati – Visualizza la tua storia sulla mappa del mondo” e terrà il keynote aperto al pubblico “Let’s Speak Data”, offrendo strumenti e metodologie per progettare con i dati. Tra le sue pubblicazioni figurano The Infographic History of the World e Britannica’s Encyclopedia Infographica.

 

Premi e opportunità professionali

Durante il Fabermeeting saranno assegnati premi ad alto valore economico e professionale, tra cui tirocini e collaborazioni retribuite, servizi, membership e opportunità concrete di inserimento nel mercato creativo. Dal 2007 Faber ha coinvolto oltre 1.200 giovani, collaborato con 250 imprese e premiato 180 progetti, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento in Italia per la creatività digitale e l’innovazione.

Novità 2026: Back to the Skill

In occasione del ventennale nasce “Faber – Back to the Skill | Percorsi di scoperta”, un progetto dedicato ai giovani tra i 16 e i 29 anni sviluppato nell’ambito del programma Città dell’Educazione 16+ della Fondazione Compagnia di San Paolo. L’iniziativa rafforzerà il dialogo tra formazione, talento e futuro professionale attraverso momenti di confronto con i partecipanti e i vincitori del concorso.

Il concorso nazionale FABER

Il Fabermeeting rappresenta il culmine del concorso nazionale “Faber 2026 – Quando la creatività incontra l’impresa di cui le iscrizioni sono prorogate al 22 marzo 2026” e che da quasi vent’anni mette in relazione giovani talenti e mondo produttivo, promuovendo innovazione e nuove opportunità professionali nelle industrie creative e digitali.

Con oltre 60 imprese partner, Faber rappresenta oggi uno dei principali ecosistemi italiani dedicati allo sviluppo della creatività digitale. Più che un concorso, è un modello di collaborazione tra creativi e aziende che condividono competenze, visione e opportunità per individuare nuovi talenti e sviluppare progetti innovativi.

Il concorso nazionale, rivolto a giovani under 35, è aperto ai settori più innovativi della creatività digitale: animazione, design, gaming, realtà aumentata e virtuale, web, app, IoT e ambiti affini. I progetti candidati saranno valutati direttamente dalle aziende partner, che selezioneranno i partecipanti ammessi alla fase finale.

I partecipanti selezionati potranno presentare i propri lavori durante il Fabermeeting, partecipare gratuitamente a oltre 30 workshop e seminari, incontrare le aziende partner e accedere ai premi speciali messi a disposizione.

Tutte le informazioni sono disponibili su: https://www.fabermeeting.it/

cs

Borgo Rossini, un nuovo ritmo per la Torino che si affaccia sulla Dora

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Edifici bassi, laboratori, Street art e nuove giovani vibrazioni.

Il Borgo Rossini, a Torino appartiene a categoria particolare di quartiere: non è un’area chiara e definita sulle mappe, ma un territorio percepito, riconoscibile da chi lo vive. È una zona di confine, distesa tra la Dora, corso Regio Parco e le vie che portano verso Vanchiglia. Qui la città non ha mai davvero deciso cosa essere, e proprio per questo ha lasciato spazio a una trasformazione più spontanea, meno dichiarata, ma profondamente interessante. Borgo Rossini è nata come area produttiva tra Otto e Novecento; la vicinanza alla Dora lo ha reso naturalmente vocato alla piccola industria: officine, magazzini, laboratori artigiani. Non c’è monumentalità, ma funzionalità. Gli edifici sono bassi, i cortili profondi, gli spazi pensati per lavorare più che per apparire. A differenza di altre zone industriali torinesi, qui non si è mai consumata una frattura netta. Non c’è stato un prima e un dopo, ma un lento cambiamento, le attività produttive hanno lasciato spazio ad altro senza sparire del tutto. È una continuità discreta, esile.

La presenza del Campus Luigi Einaudi, progettato da Norman Foster, ha introdotto un nuovo ritmo. Non si è trattato di una trasformazione spettacolare, ma di una mutazione progressiva: più passaggi, più voci, più tempo vissuto nello spazio pubblico. Gli studenti hanno modificato l’uso delle strade, dei bar, delle ore della giornata portando vivacità. Hanno portato una domanda nuova, a cui il quartiere ha risposto senza perdere la propria identità, ma aumentando le vibrazioni. Borgo Rossini non è un luogo di bellezza cittadina nel senso convenzionale, è, piuttosto, un quartiere che ha fatto dell’imperfezione una cifra estetica. I muri diventano superfici narrative, i cortili accolgono studi e laboratori, gli spazi industriali si trasformano in atelier o luoghi ibridi. Nulla è completamente compiuto, e proprio per questo tutto resta aperto. Per scoprire le sue attrazioni è necessario camminarci lentamente con un occhio curioso e pronto alla scoperta.

Il tessuto commerciale riflette questa natura intermedia. Non ci sono grandi catene, né un sistema consolidato. Ci sono piccoli bar frequentati da studenti e abitanti storici, botteghe artigiane, laboratori creativi, spazi informali che mescolano lavoro e socialità. È un’economia di prossimità viva, che contribuisce a definire un carattere senza imporlo. La Dora scorre accanto al quartiere come una presenza silenziosa concedono passeggiate aperte sul lungo fiume, i ponti, gli interventi di riqualificazione stanno cambiando lo sguardo. Quest’area potrebbe diventare uno dei punti di contatto più interessanti tra città e paesaggio fluviale, ma questa trasformazione richiede attenzione, misura, visione. Ed è proprio nel futuro che il quartiere si gioca la sua identità. Borgo Rossini non ha bisogno di essere reinventato, ma di essere accompagnato. Ha bisogno di spazi pubblici curati, capaci di favorire l’incontro senza cancellare l’esistente; di sostegno alle attività indipendenti, per evitare una sostituzione rapida e omologante, di un progetto sulla Dora che la renda davvero accessibile e vissuta, di servizi che tengano insieme studenti e residenti storici. Ha bisogno, soprattutto, di una storia personale consapevole, che lo protegga dal rischio di diventare semplicemente “il prossimo quartiere di moda”. Perché la sua forza sta proprio in questa sospensione, il Borgo è uno di quei rari luoghi in cui la città non è ancora del tutto compiuta, e proprio per questo resta leggibile, attraversabile, raccontabile. Un quartiere che non si impone, ma si lascia vivere senza ambizioni impossibili.

Torino è questa, ogni angolo, ogni area o quartiere possiede e contiene bellezze esposte, ma anche nascoste, discrete e in attesa di avere una identità più definita, certo, ma senza essere snaturate della loro unicità e dalla loro personalità.

 Maria La Barbera

Salute mentale: l’Asl TO5 punta sulla riabilitazione psichiatrica

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Nuove professioniste nei servizi territoriali e ospedalieri per rafforzare presa in carico

La salute mentale è una componente essenziale del benessere complessivo della persona: non un ambito separato, ma una dimensione che attraversa ogni percorso di cura e ne determina qualità ed esiti. È uno spazio complesso, dove ogni persona porta una storia diversa e irripetibile, la diversità diventa risorsa, punto di partenza per costruire percorsi di cura autentici.

È dentro questa visione che si inserisce il contributo di Giulia Apa e Serena Bailon, tecniche della riabilitazione psichiatrica neoassunte all’Asl TO5: due giovani professioniste che hanno scelto di lavorare ogni giorno accanto alla fragilità, con l’obiettivo di restituire senso, continuità e prospettiva ai percorsi di vita delle persone.

Il 1° marzo 2026 l’Asl TO5 è stata tra le prime in Piemonte a inserire questa figura professionale nel proprio organico in modo permanente: una figura altamente specializzata, capace di coniugare approcci evidence based con una forte attenzione alla dimensione relazionale e alla dignità della persona, costruendo percorsi riabilitativi che coinvolgono non solo il paziente, ma anche la famiglia e il contesto di vita. Un lavoro che si muove nel solco della psichiatria di comunità, orientato alla recovery e all’empowerment.

Le due professioniste sono state inserite all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri e nei Centri di Salute Mentale dei distretti Chieri – Carmagnola e Moncalieri – Nichelino, contribuendo concretamente a rafforzare quel “ponte” tra ospedale e territorio che rappresenta uno degli snodi fondamentali della presa in carico.

«Stiamo raccogliendo la sfida dell’innovazione, portando modelli riabilitativi di comprovata efficacia ma ancora poco diffusi nella pratica quotidiana – spiegano Apa e Bailon – In SPDC realizziamo interventi cognitivo-comportamentali individuali e di gruppo per aiutare i pazienti a dare senso alla crisi, lavorando sulla consapevolezza di malattia e sulla prevenzione delle ricadute».

Un approccio che mette al centro la persona anche nei momenti più delicati: «Nelle situazioni di urgenza utilizziamo tecniche di de-escalation, ampliando gli spazi di ascolto e accoglienza. L’obiettivo è sostenere percorsi di recovery che non si esauriscano nella fase acuta, ma che permettano di seminare continuità terapeutica».

In pochi mesi dall’ingresso in servizio, il contributo delle due professioniste ha già prodotto un’evoluzione concreta nelle attività, grazie anche all’integrazione con le equipe multidisciplinari e al rafforzamento delle reti territoriali.

«Quello che abbiamo avviato è solo l’inizio: vogliamo continuare a costruire percorsi che aiutino le persone a definire e raggiungere i propri obiettivi di vita, trasformando anche la crisi in un’opportunità di consapevolezza e crescita», hanno ancora sottolineato le due tecniche della riabilitazione psichiatrica.

L’assunzione di queste due nuove figure è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto tra la Direzione Aziendale, la Direzione delle Professioni Sanitarie e il dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze: «L’integrazione delle dottoresse Giulia Apa e Serena Bailon nel nostro organico – spiega il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Fabrizio Starace – non rappresenta soltanto un potenziamento numerico, ma un preciso segnale di rinnovamento metodologico e culturale per l’intero Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl TO5. Stiamo integrando modelli riabilitativi che superino la logica della sola gestione della crisi per abbracciare un progetto di vita completo. È un passo decisivo verso una psichiatria di comunità moderna, capace di coniugare rigore scientifico e vicinanza umana».

«Le professioni sanitarie si arricchiscono di professioniste di profili che ad oggi non erano presenti in Azienda; questo dà ulteriore valore alla nostra mission e vision verso nuovi modelli organizzativo – assistenziali», aggiunge Gerardina Tartaglia, dirigente della Direzione delle professioni sanitarie.

«L’ingresso dei tecnici della riabilitazione psichiatrica rappresenta un passo importante per la nostra Azienda – dichiara il Direttore Generale dell’Asl TO5, Bruno Osella – Investire in professionalità giovani e altamente qualificate significa rafforzare la capacità del sistema di rispondere in modo sempre più efficace e umano ai bisogni di salute mentale. È anche attraverso queste scelte che costruiamo una sanità pubblica più vicina alle persone, capace di innovare e di prendersi cura della complessità».

«Quello dell’Asl TO5 è un segnale importante di attenzione verso una salute mentale sempre più orientata alla presa in carico globale della persona – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – Investire in nuove professionalità e in modelli di cura fondati sulla continuità tra ospedale e territorio significa rafforzare la capacità del sistema sanitario di accompagnare i pazienti nei percorsi di recovery, valorizzando relazione, ascolto e inclusione. Esperienze come questa dimostrano come la sanità pubblica possa innovare non solo attraverso la tecnologia, ma anche attraverso competenze capaci di costruire percorsi di cura più vicini ai bisogni delle persone e delle loro famiglie».

Chieri, 14 maggio 2026

nella foto (da sx): il direttore di Dipartimento Fabrizio Starace, le tecniche della riabilitazione psichiatrica Giulia Apa e Serena Bailon e il responsabile area dipartimento del comparto Angelo Scalici

La Giornata Nazionale del Mal di Testa al Regina Margherita

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Sabato 16 maggio 2026 presso l’ospedale Infantile
Come ogni anno, la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), in collaborazione con la Società Italiana di Neurologia (SIN) e con il contributo della Associazione dei pazienti (Al.Ce), organizza in più di 30 città Italiane la Giornata Nazionale del Mal di Testa.
In occasione della Giornata Nazionale del Mal di Testa, sabato 16 saggio dalle ore 10 alle ore 12, la sezione Regionale Nord-Ovest della SISC, ha in programma una conferenza aperta alla popolazione, nel corso della quale specialisti esperti saranno a disposizione per rispondere a domande sulla cefalea del bambino e dell’adulto e per fornire informazioni utili per il miglioramento della diagnosi e della cura.
L’evento si svolgerà nell’Aula Magna dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e vedrà la partecipazione degli specialisti afferenti alla Sezione Regionale Nord-Ovest della SISC, che svolgono la propria attività clinica e di ricerca in diversi sedi nel territorio di tutta la Sezione Interregionale.
In particolare, all’interno dell’ospedale Regina Margherita – Sant’Anna è attivo il Centro Cefalle dell’Età evolutiva, diretto dall dottoressa Antonella Versace, afferente alla Pediatria d’Urgenza, nel Dipartimento Patologia  e Cura del Bambino (diretto dalla professoressa Franca Fagioli), riferimento regionale per bambini e adolescenti che soffrono di questo disturbo sempre più frequente e impattante in modo significato sulla qualità di vita loro e delle loro famiglie.

Al Salone del Libro focus su disagio emotivo e criminalità  minorile 

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Lunedì 18 maggio dalle 18.15 fino alle 19.15, presso il Piazzale Oval di Lingotto Fiere, in Sala Bianca, si terrà  l’incontro su “Disagio emotivo e criminalità minorile. Opinioni a confronto su cause e possibili soluzioni di un problema sociale di allarmante attualità “, promosso dal Distretto 108I A1 Lions International nell’ambito del Salone Internazionale del Libro, incontro con la presidente del Consiglio Comunale di Torino Maria Grazia Grippo.
Il tema assume una rilevanza sempre più urgente anche in Piemonte. Secondo i dati più  recenti della Procura per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta, nel 2024 si sono registrati circa cento arresti di minori, con una media di due arresti a settimana. Nello stesso periodo sono stati segnalati nove tentativi di omicidio, un omicidio commesso da un under 18. Un quadro che evidenzia una crescente diffusione di episodi di violenza tra giovanissimi e adolescenti, spesso legati a fragilità psicologiche, dispersione scolastica e disagi sociali.
Ad aprire l’incontro sarà  la presidente del Consiglio Comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, da tempo impegnata sui temi delle condizioni di vita nei luoghi di privazione della libertà personale e promotrice del progetto “Nuovi cantieri di volontariato” nelle carceri torinesi.
“Di fronte al crescente disagio giovanile non possiamo limitarci a leggere i numeri della criminalità minorile. Occorre intervenire sulle fragilità educative, sociali e emotive che stanno dietro questi fenomeni. Servono prevenzione, ascolto e una rete capace di coinvolgere istituzioni, scuola, famiglie e terzo settore” dichiara Maria Grazia Grippo.
L’iniziativa sarà  preceduta da una mini rassegna cinematografica dedicata al tema della criminalità minorile, pensata come momento di riflessione sulle conseguenze sociali del disagio adolescenziale e sugli strumenti educativi e culturali necessari per contrastarlo.
Interverranno all’incontro anche l’avvocato Renzo Inghilleri, referente distrettuale Lions International del Distretto 108IA1 per i progetti a favore degli istituti penali, moderatore dell’incontro, e Laura Angius, Direttore dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Torino.
Mara Martellotta